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VIVE LA FRANCE. ABBASSO GLI AZZURRI

FONTE: SALAM(E)LIK (BLOG)

Caro Sherif,

Subito premmetto che adoro leggerti e sono affezionatissimo al tuo blog. Molto spesso mi trovo a sposare in pieno i tuoi argomenti anche forti, che a molti risultano sgraditi proprio perche’ centrano in pieno il bersaglio, soprattutto a proposito di immigrazione. Ma in una circostanza mi chiedo se tu non abbia fatto una sorta di passo falso, che puo’ aver danneggiato sia te, sia i tanti deboli che difendi nei tuoi post.
Temo che tu, nell’avere indicato nella partita di calcio Italia-Romania una occasione di riscatto per i Romeni vittime di ingiustizia, abbia fatto involontariamente un po’ il gioco alla Magdi Allam, il quale anziche’ usare la propria posizione per placare gli animi, ha sempre scelto di andare a pescare col lumicino notizie insignificanti dall’Italia e dall’estero e presentarle in maniera distorta per alimentare scontri e odio. Da una parte non ho alcun dubbio sulla tua buona fede, sicuramente la tua intenzione era in difesa del debole e questo ti fa onore sempre. Dall’altra ahime’ forse non ti sarai soffermato a pensare alle conseguenze della tua tesi; primo per la tua stessa immagine: ti ricordo che non ti sei limitato a dire Forza Romania per appoggio verso di loro, il che e’ sacrosanto, ma ti sei spinto a gufare malamente contro gli Azzurri, con odio quasi ‘magdiano’: se conosci bene come sono fatti gli Italiani, sai che non puoi ottenere nulla di buono mettendoti contro la sacra nazionale di calcio per puro spirito di scontro.
Perche’ i piu’ colti la sanno gia’ la verita’, sono i meno colti (tifosi sfegatati di calcio) che devono imparare la lezione di civilta’ verso gli immigrati. Poi, e ben piu’ gravemente, forse non ti sarai soffermato a pensare alle conseguenze della tua tesi per i tanti Rumeni sul territorio italiano: gia’ sono additati come la causa di tutti i mali nazionali, ci manca solo che tifosi incazzati che spesso agiscono in maniera irrazionale e incivile, si sfoghino contro di loro. E infatti, come temevo e’ accaduto! Immigrati indifesi accerchiati e picchiati e’ una vera tragedia, penso che importi poco che facciano cifre utili che dimostrino quanto avevi ragione. Lo sappiamo gia’ che hai ragione, i numeri finora parlano chiarissimo, anzi tuonano, e ti danno ben ragione contro la presunta gentilezza e accoglienza di noi italiani: non era necessario attendere, e forse rischiare di creare, altri numeri di conferma. Mi chiedo se per caso tu non abbia realizzato a mente fredda che possa essere stato un grosso errore uscire con quel Forza Romania e abbasso gli Azzurri in un momento cosi’ delicato, dove le conseguenze della violenza non le subiamo ne’ tu ne’ io. Con immutata stima,

E.G, Londra

Carissimo,

Innanzittutto non mi posso esimere dal ringraziare sia per i gentili complimenti che mi mettono in imbarazzo che per il tono e il contenuto della lettera, entrambi indice di grande civiltà. Cerco di affrontare subito il nocciolo del problema, ovvero la mia “lettura socio-politica” della partita Italia-Romania. In giro si sente sempre dire che una partita è una partita e che il calcio non ha nulla a che vedere con la politica. Questo sarebbe vero in un mondo ideale perché la verità – sotto gli occhi di tutti – dice chiaramente che calcio, affari e politica sono strettamente intrecciati. Molti politici vengono eletti perché proprietari di squadre calcistiche che contano sul voto di masse di tifosi. Gli stessi referenti dell’estrema destra, sdoganati dal sistema politico, controllano pacchetti di voti concentrati soprattutto nelle curve. Striscioni e cartelli politici vengono esposti e anche scontri di natura politica si consumano soprattutto durante – o dietro – le partite. Nel merito della partita Italia-Romania quindi, non è stato il sottoscritto a dare “valenza politica” all’evento. Ma i quotidiani italiani e rumeni e le stesse tifoserie. Il Sole24Ore ha presagito scontri di natura xenofoba in caso di vittoria della Romania. La Stampa ha illustrato il clima di paura vigente tra i rumeni. I quotidiani italiani hanno raccolto decine di testimonianze da parte di tifosi italiani che affermavano “Non sono razzista ma…non mi avrebbe fatto piacere la vittoria della Romania”. I quotidiani rumeni stessi hanno incitato i loro giocatori a vincere per dare una lezione “agli italiani xenofobi”. Era già evidente a tutti, quindi, la valenza metaforica della partita in questione anche se a noi potrebbe far piacere pensare il contrario. Non ho pescato col lumicino qualche notizia di cronaca nera per imbastire un caso dal nulla: ho solo rilevato una situazione presente. Un dato di fatto.

Gisutamente mi dici: “se conosci bene come sono fatti gli Italiani, sai che non puoi ottenere nulla di buono mettendoti contro la sacra nazionale di calcio per puro spirito di scontro”. Giusto. E so altrettanto bene che sono capaci di unirsi solo in occasione delle partite o per lamentarsi degli extracomunitari. Puoi quindi immaginare benissimo quale miscela esplosiva avrebbe innescato un’eventuale vittoria della Romania, lo stato “extracomuntario” (sic) per eccellenza. Ma di fronte a questo rischio, cosa avrebbe dovuto fare il sottoscritto? Tifare la Nazionale per non urtare la suscettibilità autoctona o invitare i rumeni a stare in casa in caso di vittoria? Io ho scelto di dire semplicemente la mia: tifo Romania perché nella sua ipotetica vittoria avevo visto l’occasione di sferrare all’Italia – che mezz’Europa critica per la sua xenofobia – uno schiaffo morale pari a quello dato alla Germania delle Olimpiadi del 1936 dalla vittoria dell’altleta di colore James Cleveland Owens che sale sul primo gradino del podio per ben 4 volte. Anche nel sopracitato caso, qualcuno avrebbe potuto dire: e che c’entra, sono solo giochi! E invece non sono solo giochi: sono occasioni per dimostrare che anche quelli considerati “inferiori, le cause di tutti i mali della nazione” possono vincere. E riscattare con la loro vittoria, almeno moralmente, la dignità ferita da una propaganda apertamente xenofoba che si protrae da anni. Questa si che sarebbe stata, per gli italiani, una grande “lezione di civilta’ verso gli immigrati”.

Mi si dice che non mi sono “soffermato a pensare alle conseguenze della mia tesi per i tanti Rumeni sul territorio italiano”. Allora chiariamo subito – anche se mi sembrava ovvio – che se mai ci fossero state conseguenze tragiche in caso di vittoria della Romania, queste non sarebbero state la mia responsabilità ma quella dei tifosi incivili che avrebbero scatenato contro gente inerme in festa la peggiore delle nefandezze. Incolparmi mi ricorda la favola del lupo che disse all’agnello: “Stai sporcando l’acqua che bevo!” e l’agnello rispose: “Ma se sto più in basso!”. Quale sarebbe stata, infatti, la mia colpa? Quella di invitare i tifosi della Romania a scendere per strada e festeggiare come cittadini liberi la vittoria della loro squadra del cuore, allo stesso modo in cui gli italiani avrebbero festeggiato la loro Nazionale? Pensare alle conseguenze negative della mia tesi avrebbe significato proprio questo: piegarmi all’odioso e violento ricatto delle tifoserie scalmanate e incivili, perpetuare il clima di paura e omertà di cui sono vittime gli stranieri e soprattutto mostrare diffidenza nei confronti dell’operato delle forze dell’ordine, preposte a garantire la civile convivenza anche in caso di episodi eccezionali come può essere la vittoria della squadra che rappresenta centinaia di migliaia di immigrati contro quella che rappresenta la popolazione autoctona. Per questi motivi, ancora una volta dico: Vive la France, Abbasso gli Azzurri. (E si badi bene, non ho mai detto “Abbasso l’Italia”. Questo sì che sarebbe stato deplorevole).

Sherif El Sebaie
Fonte: http://salamelik.blogspot.com/
Link: http://salamelik.blogspot.com/2008/06/vive-la-france-abbasso-gli-azzurri.html
17.06.08

Pubblicato da Davide

  • alcenero

    Vedo la cosa diversamente da come la vede Sherif : i giocatori, anche della romania, sono solo dei miliardari viziati, non esattamente dei rappresentanti del loro popolo, nè, tanto meno, rappresentanti di quei Rom che infatti sono oggetto di razzismo anche in Romania: tant’è che l’unico Rom della nazionale rumena, Nicolita, viene abbondantemente fischiato dai suoi stessi tifosi…

    Nessun giocatore, nè tra i rumeni, nè tra i francesi, nè tra gli italiani si è mai prestato per dare voce ad iniziative veramente contro il razzismo (e non intendo la patetica maglietta FIFA di inizio gara), anzi quando ci sono episodi gravi di razzismo negli stadi si tende sempre a minimizzare…

    Tanto per dare un esempio di come nessun giocatore sia paladino di un bel nulla: quanti giocatori si sono fatti avanti contro il razzismo rivolto a Rom e Sinti? Nessuno, nemmeno quelli che sono Rom o Sinti loro stessi…! Ad esempio Pirlo o van der Vaart che giocano a questi stessi europei [www.imninalu.net]!!! O Mihjalovic, vice allenatore dell’Inter, Ibrahimovic, centravanti-scudetto o l’ex campionissimo Cantonà (francese)… (tra l’altro: alla faccia degli “inferiori”!)

    A proposito, quanti di voi sapevano che Pirlo è sinti??

  • WONGA

    Sempre peggio…
    un articolo sghimbescio,senza un filo logico,senza un senso.
    Ora,io mi ricordo che nei mondiali tra Italia e Ghana ho tifato Ghana,beccandomi dello stronzo da alcuni tifosi,solo che piccolissimo particolare la maggior parte dei giocatori del Ghana sono poveri in canna e giocano solo per passione,mentre i nostri sono degli straviziati schifosi.
    Mi son beccato del ”calcio-terzomondista” ma la simpatia non è un discorso razionale.
    Ora per quale diamine di motivo dovrei preferire ad una schiera di fighettini privilegiati(Italia),un’altra schiera di fighettini privilegiati?
    Proprio non capisco.
    Io detesto tutto il mondo del pallone,i cassanidi e le specie affini ma contro la Francia penso proprio che tiferò l’Italia.

  • mendi

    Che cumulo di imbecillità scrive lo sceriffo. Recita la parte dell’intellettuale illuminato e terzomondista, qui da noi, perché è facile, a casa sua invece niente.
    Ho passato moltissimi anni tra gli arabi per motivi di lavoro e li conosco bene, loro e i loro paesi.
    Individualmente sono spesso delle persone squisite, ma il livello di civiltà dei loro paesi, delle loro strutture statali e sociali è bassissimo. E non c’è traccia di sceriffi che si impegnino a cambiare le cose, o almeno ci provino. Vengono qua a sproloquiare le loro puttanate politically correct.
    Da che pulpito vien la predica!

  • Bazu

    Anziché discutere di cretinate e perdere tempo davanti il televisore, è senz’altro meglio organizzare una partita scapoli-ammogliati, fare un po’ di moto e quattro risate tra amici, che fa sempre bene.

  • Grossi

    Questi azzurri non mi rappresentano, 11 bambocci viziati che guadagnano miliardi, ora sono tutti ringalluzziti, speriamo vengano di nuovo ridimensionati o la boria calcistica di questa gente non avrà limiti.

    La gente dice “noi” che ridere, è giusto dire “loro”, sono “loro” e “voi” non siete un caxxo direbbe il marchese del Grillo.

    Abbiamo vinto !?
    Hanno vinto loro mettetevelo bene in testa, e andate a pagarci il conto dal paniettiere con la vincita della nazionale, vediamo come ve la cavate !

  • Lif-EuroHolocaust

    Io lo sapevo. Quindi?

  • Lif-EuroHolocaust

    Ma esattamente (e poco elegantemente) perchè dovrebbe fregarcene qualcosa di un immigrato complessato come questo Sebaie?

  • viracocha

    Bhè ragazzi ! una cosa è certa , quando gioca la nazionale, nonostante il calcio non mi interessi minimamente , la passione di seguire un torneo così avvincente vien fuori da sola , spirito patriottico, bandiera tricolore sulle spalle, birra e tante risate con gli amici, di tutti i miliardi che girano in questo mondo non mi frega niente , soprattutto perchè nelle mie tasche non vedo nulla provenire da là . Quindi ZERO PROBLEMI ! Forza azzurri ! quando abbiamo vinto i mondiali , ero per le vie di Milano a festeggiare , non ho mai visto nulla del genere in vita mia , ho abbracciato e stretto mani di persone mai viste , una grande festa di gioia collettiva ! una gran cosa che spero si ripeti con questi europei !
    CAMPIONI DEL MONDOOOOOOO!!!!

  • Alexis

    Chi dice che i calciatori sono viziati non ha capito proprio nulla. Queste sono persone che mettono in gioco la propria salute fisica e psicologica, basti pensare agli allenamenti massacranti ed alle feroci critiche che non raramente possono affossare una persona(il fatto stesso che dire che sono viziati è una critica fortissima che devono sopportare). Penso che dire boiate solo per scrivere qualcosa è un qualcosa di inutile e stupido, quindi possibilmente evitare, Grazie.

  • Tao

    Carissimo Sherif,

    Devo riconoscere che non e’ affatto scontato il distinguo che fai tra offendere “la nazionale” e offendere la nazione, c’e’ una enorme differenza ed e’ una cosa che dobbiamo imparare, non importa quanto sacra crediamo che la nazionale di calcio sia. Gli intoccabili non dovrebbero mai esistere quando c’e’ civilta’. E’ proprio vero che contro l’invasore o attorno alla nazionale di calcio facciamo il paese unito, tutte le altre volte ci facciamo gli affari nostri, non ci avevo pensato da questo punto di vista. Che tristezza, me stesso incluso. Chiaro, il caso non l’hai creato tu, ci mancherebbe che lo pensassi, l’avevi solo indicato nel tuo post, a questo mi riferivo. Non riesco ad essere lucido perche’ mi dispiace troppo per gli innocenti che le hanno prese e purtroppo le prenderanno, per colpe non loro ma del ping-pong mediatico sul caso politico che la partita di calcio rappresenta. E’ sacrosanto che i Rumeni debbano festeggiare da cittadini liberi come gli auguri tu, se lo meritano, e glielo auguro anch’io ora e in futuro, ma mi chiedo se si rendano conto di cosa rischiano quando lo fanno, in un clima come quello italiano al momento. Come dissi prima della gara a mia moglie, che non e’ italiana, perdere contro la Romania e vederli festeggiare e’ una cosa che quasi gli dobbiamo, almeno per una volta sorrideranno a causa nostra invece di piangere. Non sono io che rischio quindi non so cosa suggerir loro di fare. Per quanto ti riguarda, buon per te che non temi di perdere popolarita’ dopo aver offeso gli intoccabili Azzurri, e ritengo piu’ che nobile il tuo invito a vincere il clima di paura che gli immigrati vivono, ma non posso non chiedermi quanto tempo ci vorra’ e quanti si sacrificheranno, soprattutto involontariamente. Adesso leggo il tuo ‘Vive la France’ da un altro angolo, e la cosa mi fa sorridere, e se guardassimo la partita insieme sono sicuro che ci divertiremmo anche tifando l’uno contro l’altro e alla fine il vincitore riceverebbe i complimenti dall’altro, come dovrebbe essere, e come spessissimo mi e’ capitato in diversi paesi fuori dall’Italia. Certo che per come la Francia ha ultimamente sta trattando gli stranieri, tifare per loro e’ quasi una contraddizione, ma accetto senz’altro un ‘Vive la France’ a celebrazione dei valori di Liberte, Egalite, Fraternite che un tempo rappresentava: almeno quella e’ una eredita’ che hanno lasciato al mondo ed e’ una cosa che, neanche se volessero, potrebbero riprendersi indietro.

    Un saluto affettuoso
    Emanuel Gullo, Londra

    Carissimo Emanuel,

    Ce ne vorrebbe di gente come te, in Italia. I miei migliori auguri di successo, e “buon tifo”, considerato l’esito delle ultime partite.

    Sherif El Sebaje

    Fonte: http://salamelik.blogspot.com/
    Link: http://salamelik.blogspot.com/2008/06/almeno-per-una-voltasorrideranno.html
    18.06.08

  • loco

    Un Articolo del caxxo!!! Mi si perdoni l’eccesso.. L’autore cerca di applicare la teoria dello “Scontro delle Civilta” al mondo del pallone.. Un analisi provocatoria e pacchiana, decisamente oltre le righe, che ottiene l’effetto sconsideto, ma sotto sotto augurato, di infervorare gli animi e di provocare un clima di ostilità e di emergenza, apertamente gratuito.
    Inoltre, considerare la Romania e i suoi giocatori, una nazionale eroica, che riscatta i propri connazionali emarginati e repressi, mi sembra alquanto ridicolo e fuori luogo, visto che stiamo parlando di giocatori professionisti, che ricevono stipendi, giocano nelle stesse squadre e frequentano gli stessi ambienti (Discoteche e veline-puttene incluse) dei nostri calciatori connazionali.
    Per questo ripeto, aver cercato di creare, da parte dell’aritcolista, un clima di allarmismo sociale, per una partita giustamente sentita da entrambe le comunità nazionali, mi sembra esagerato ed inutile.

  • Enrico

    Ok, adesso aspettiamo impazienti il prossimo articolo dal titolo “Viva Espana, abbasso gli Azzurri”…….e poi ne aspettiamo un altro per ogni partita successiva.

    Bravo Sherif, Donadoni e i suoi ragazzi sapranno chi ringraziare se vinceranno l’Europeo.

    Io intanto comincio a farlo, thank you….

  • Papo

    Però.. che alzata di scudi… non ho visto una reazione così veemente e numerosa su temi altrettanto importanti…
    L’italiota pallonaro è stato toccato sul vivo eh…. bene bene…
    Saluti sconsolati.

  • WONGA

    E’ off topic ma voglio postarlo lo stesso,un episodio che segnala un pericoloso razzismo,il razzismo contro gli europei,dal blog di lif-euro-holocaust:Germania multietnicista: ragazzino punito per aver offerto delle salsicce

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    Di recente, il ministro dell’Interno tedesco, Wolfgang Schäuble, ha affermato che in un prossimo futuro l’islam verrà anche insegnato nelle scuole pubbliche. La ragione è motivata con la solita formula dell’integrazione delle comunità allogene, in particolare quella turca.

    E allora vediamo un esempio di questa integrazione nella società tedesca: in una scuola elementare della Bassa Sassonia, un ragazzino offre delle salsicce a due compagni di fede maomettana. Chiestogli se ci fosse carne di maiale, il ragazzino risponde scherzando che non moriranno per essa. La battuta è però fatta senza che lo stesso sia a conoscenza dell’insensato divieto islamico contro quel tipo di carne. Risultato? I due compagni, avendone già mangiata un po’, cercano di provocarsi il vomito per espellere tutto (?!). In seguito, il bambino viene punito dalla dirigenza scolastica, nonostante la sua ignoranza del divieto maomettano. Motivazione? Nonostante, diciamo noi, il tutto si poteva risolvere in altro modo, ossia senza punire, ma solo informando (per quanto informare sul rispetto di un pregiudizio, quale è quello dietro il divieto ebraico-maomettano contro la carne suina, non andrebbe seriamente considerata come educazione, ma tant’è), la dirigenza scolastica ha deciso di punire il ragazzino… come esempio per riflettere sull’avvenuto (ossia per educare secondo la prassi totalitaria, partendo magari, come in questo caso, dalla colpevolizzazione di un soggetto debole).

    Detto tutto questo, il dubbio è come sempre: chi integra chi?

    Altra domanda da riformulare ogni volta: se tutti divenissero maomettani (o ebrei) la specie vivente dei maiali dovrebbe venir sterminata?

    Dall’articolo “Junge bestraft: Er spendierte Moslems Würstchen” (M. Nicolay, Bild, 1 marzo 2008):

    Muss ein Neunjähriger wissen, dass Muslime kein Schweinefleisch essen?

    Drittklässler Philipp aus Seelze (Niedersachsen) wusste es nicht. Deshalb gab er zwei muslimischen Klassenkameraden jeweils ein Cocktailwürstchen ab. Als die Jungen ihn fragten „Ist da Schweinefleisch drin?“, antwortete Philipp: „Ihr werdet daran schon nicht sterben …“

    Später erfuhren die muslimischen Kinder, das eben doch Schwein in den Würstchen war. Sofort versuchten sie, zu erbrechen – erfolglos. Der Vorfall landete bei der Grundschuldirektorin. Sie verdonnerte Phillip dazu, vor Schulbeginn den Pausenhof sauber zu machen.

    Seine Mutter beschwerte sich. Die Rechtfertigung der Landesschulbehörde: „Die Strafe sollte zum Nachdenken anleiten. Für Muslime ist das mit dem Schweinefleisch schlimm.“

    Für Phillip hat der Vorfall auch Folgen. Seine Mutter: „Er hat seitdem Angst vor Würstchen, fasst sie nicht mehr an.“

    Dall’articolo “German schools to teach islam” (The Local ed. tedesca, 13 marzo 2008):

    A government conference aiming to ease the integration of Germany’s Muslims on Thursday decided that public schools will offer religion classes on Islam in the next few years.

    The third official Islam Conference in Berlin managed to forge a consensus on the issue of adding Islam to the school curriculum after four hours of often heated debate.

    “In the not too far future, we will – where there’s wish and need for it – have Islamic religion classes at German schools,” German Interior Minister Wolfgang Schäuble told journalists.

    The government initiated the conference on Thursday and its two previous meetings in the hope of easing tensions with Germany’s 3.4 million Muslims and promoting their integration into German society.

    At present the content of lessons about religion is worked out by schools in coordination with Christian and Jewish religious officials. Bekir Alboga, head of a German Muslim council, said ahead of the conference on Thursday that children should be taught about Islam throughout the country and criticized the lack of teachers qualified to do so.

    “This is a failure in Germany – a failure of the state,” Alboga told the regional Ruhr Nachrichten daily newspaper.

    The majority of Germany’s Muslims are Turks, who were either born or have lived in the country for decades yet still do not feel particularly welcome. One conference participant, Nihat Sorgec, said nearly half of all Turks in Germany don’t consider it their own country.

    But Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan on Thursday urged Germany’s large Turkish community to maintain allegiance to Turkey as well as Germany, reopening a bitter debate with the German government over integrating immigrants.

    “In fact they should be loyal to both,” Erdogan told Germany’s conservative daily Frankfurter Allgemeine Zeitung when asked whether the 800,000 German citizens of Turkish origin should be loyal to Germany or Turkey.

    Erdogan sparked a firestorm last month for a speech he gave in the western German city of Cologne before thousands of Turks in which he called assimilation a “crime against humanity” and urged them to safeguard their own culture. German Chancellor Angela Merkel reacted furiously, saying that the millions of people in the country of Turkish origin owed their primary loyalty to the German state [vedere articolo del 13 febbraio 2008, ndr].

    Erdogan defended the remarks in the interview, saying immigrants should not face pressure to sacrifice their cultural roots while they accept the language and customs of the country they call home.

    “Let them practise their religion, learn their language and practise their customs,” he said, adding that Turks living in Germany must become fluent in German.

    Erdogan said in the newspaper interview that Merkel had missed an opportunity by not attending the Cologne event with him.

    “If we had stood together on the stage it would have sent a message to German society and inspired Turks living in Germany,” he said. “We can do that anytime Mrs Merkel wants to.”

  • epicureo99

    Quoto Papo al massimo.

    Non ho visto discussioni con tanta partecipazione per temi molto più importanti.
    Cmq, nonostante cerco di staccarmi dal pallone, soprattutto in queste occasioni non ci riesco….
    Ho imparato a leggere sulla gazzetta….
    E per quanto mi riguarda rimane cmq una partita.
    La partita con la Francia l’ho vista in nuova zelanda con 5 francesi e ho goduto…
    Che i calciatori prendano o no miliardi a me non me ne viene niente, le partite credo che ancora si comprino solo a livelli di club….
    E’ l’importanza che va tolta al calcio, non il tifo.

    I problemi sono altri……

  • marco79

    ahahahahahah…aa…io io…ahahhahaha….uuu…aaa…io io…io volevo evitare d introdurmi senza competenze in questioni cosi’ delicate ma….aha…io ..io …ecco io…io credo di aver scoperto che alexis è in realtà andrea pirlo.

  • Alexis

    cioè