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VISCO: ULTIMO SCHIZZO D'ODIO

DI MAURIZIO BLONDET
Effedieffe

Uno schizzo di veleno, una manifestazione di odio verso i cittadini: questo ha voluto manifestare Visco – ben conscio che gli italiani non lo chiameranno mai più a un qualsiasi governo – con la pubblicazione degli elenchi di tutti i contribuenti sul web. Ciò conferma come Visco abbia sempre considerato la fiscalità: un’arma disciplinare, un attrezzo di tortura, di punizione e delazione, più che lo strumento oggettivo per finanziare lo Stato. Ma il veleno, purtroppo, ha avuto effetti.

Lo si vede dai commenti che circolano, dagli applausi per questo presunto «atto di democrazia». E’ la democrazia di Robespierre, la dittatura della volontà Generale, ma la gente applaude. Persino i seguaci di Beppe Grillo si scandalizzano del fatto che Grillo appaia negli elenchi con un reddito di 4 milioni di euro.
Consentite al sottoscritto, che in questi mesi ha internet solo al pomeriggio perchè non può (nè vuole) pagare il sovrappiù che Telecom gli chiede per dargli il servizio, di mettere i puntini sulle i.

Primo punto: in una società libera, la trasparenza reddituale è un obbligo soltanto per chi, a qualunque titolo, riceve pubblico denaro, non per i privati. Ha significato apprendere che la signora Spitz, moglie di Follini, prende oltre 300 mila euro come direttrice del Demanio, o che Ciampi si becca, cumulando tre emolumenti che i cittadini normali non possono cumulare, oltre 780 mila euro.

Abbiamo diritto di saperlo, perchè quello è denaro «nostro», di noi contribuenti; e abbiamo diritto di soppesare quegli stipendioni con le «prestazioni» e i «meriti» di coloro che li ricevono da noi. Questo confronto fra meriti e paghe è per eccellenza l’atto politico, nella democrazia.

In quest’area di percettori di denaro pubblico, dovremmo anzi essere più esigenti, come cittadini. Dovremmo esigere di sapere quanto prende ogni consigliere della nostra ASL. Dovremmo pretendere che i sindacati, che estraggono i loro contributi da milioni di buste-paga di pensionati e operai, pubblichino i bilanci, ossia ci dicano che cosa fanno di quel denaro.

Siccome non pubblicano i bilanci, per quanto ne sappiamo, potrebbero anche aver investito i nostri soldi in case d’appuntamento in Thailandia, nel Cartello di Medellin o (più probabile) nei lussi dei loro segretari. Dobbiamo poter controllare se i sindacati (che ci costano 6 miliardi di euro annui, più o meno) spendono quei soldi per la difesa dei lavoratori o per chissà che, o a favore di chissà chi.

Questo impone non solo la civiltà, ma anche l’uguaglianza di fronte alla legge: se una impresa artigiana ha l’obbligo di pubblicare il suo bilancio, perchè non le colossali cosche sindacali, percettrici dei soldi nostri?

Per i privati è diverso. Che la De Filippi abbia un reddito annuo di 4 milioni, Bonolis di 3,8, Benigni di 3,5 milioni, Totti il calciatore di 10 e Vieri di oltre 22, ci può fare schifo. Ma quei soldi, non vengono dalle nostre tasse. Glieli diamo sempre noi, tutti quei soldi: ma come spettatori dei loro spettacoli e delle loro partite. Glieli diamo spontaneamente, perchè ci piacciono i loro spettacoli e le loro partite: se dunque vogliamo schifarci, rivoltiamo lo schifo contro noi stessi, italiani e spettatori, che ci affolliamo alla TV per vedere i degradanti spettacoli della De Filippi, o il ripetitivo sfiatato Benigni. Quelli hanno un «mercato» che li compensa così tanto, e il mercato siamo tutti noi. E’ la nostra ignoranza e volgarità che li valuta a peso d’oro.

Secondo punto: l’invidia sociale, che Visco ha voluto istigare deliberatamente, è un vizio gravissimo, che bisogna combattere. Perchè?

Perchè l’invidia è uno dei fattori principali di regressione della società, frena lo slancio creativo e l’intraprendenza, e – portando a celare le ricchezze per non suscitare invidia – è uno dei fattori agevolanti della stessa evasione fiscale.

Vasti studi sociologici hanno dimostrato che a tenere l’Africa in sottosviluppo perenne è l’invidia: se un bravo coltivatore ha un buon raccolto sul suo campicello, tutti gli agricoltori circostanti, meno bravi di lui, pensano immediatamente che egli abbia gettato il malocchio sui loro campi.

Se un negro si laurea in medicina e guadagna bene, tutti i suoi parenti poveri si installano a casa sua, e pretendono il diritto di essere mantenuti da lui, il «fortunato». Con il risultato che il «fortunato» emigra in Europa o in USA, dove l’invidia sociale è meno pronunciata, privando l’Africa di un buon medico o un di buon imprenditore.

No, non abbiamo il diritto di sapere se il nostro collega, vicino di scrivania, riceva dall’azienda un salario migliore del nostro: l’azienda, se è privata, ha diritto di valutare il suo lavoro come più valido del nostro, e di non farlo sapere in giro, ato il morbo dell’invidia sociale che ci avvelena.

No, non siamo tutti eguali; e sì, abbiamo il diritto a non far sapere a tutti che, magari, arrotondiamo il reddito con un altro lavoro o con l’affitto di una casa ereditata. Se lo arrotondiamo spacciando coca, è un’altra cosa: che riguarda la polizia.

Terzo punto: lo sconcerto, o addiritttura lo scandalo dei seguaci di Grillo alla «scoperta» (peraltro già nota) che Grillo ha un reddito annuo di 4,2 milioni di euro, rivela un livello di civiltà molto basso. Perchè questo scandalo?

Implica che Grillo, per il fatto di essere molto ricco, non ha il diritto di protestare contro gli scandalosi sprechi e privilegi del ceto politicante e della Casta che «vive di politica»?

Al contrario. Grillo ne ha il pieno diritto, e proprio perchè appare nella lista di Visco. Se appare in quella lista, con quella cifra di reddito, significa che paga le tasse, e moltissime. Dunque è un contribuente onesto e un cittadino benemerito, che ha tutto il diritto di incazzarsi per come quelli, mascalzoni e fancazzisti, sprecano i suoi soldi; e di cercare di creare un movimento politico contro la Casta.

Ci sono centinaia, migliaia di ricchissimi, che in quelle liste di Visco non appaiono, per il semplice fatto che sono evasori totali. O appaiono come contribuenti medi o piccoli, in quanto favoriti dalle elusioni fiscali, previste dalle leggi italiote.

I seguaci di Grillo, col moralismo in canna, dovrebbero informarsi meglio sulla elusione. E capire la distinzione fra redditi «personali» e ricchezza reale e nascosta.

Dovrebbero sapere che certi consiglieri d’amministrazione risultano percettori di gettoni di presenza, dati da una società lussemburghese (dove per legge tali emolumenti sono tassati al 15%, meno di quanto è tassato un pensionato minimo) che in realtà è di loro proprietà.

Che altri ricchi pagano il 30% sui dividendi delle società loro, laddove un impiegato ben stipendiato già paga il 43%, l’aliquota massima personale.

Dovrebbero avere una qualche nozione del fatto che i veri miliardari, gli speculatori finanziari, non pagano tassa alcuna se risultano percettori di «capital gain», ossia se hanno fatto soldi rivendendo care azioni comprate a poco.

Dovrebbero sapere che ci sono padroni di jet privati, apparecchi che però risultano di proprietà di società per azioni con sede magari all’estero, e gaudenti su yacht di lusso che battono bandiera panamense, e di cui i fruitori risultano semplici noleggiatori; dovrebbero sapere che la Mercedes 4.000 su cui viaggia il noto imprenditore e il meno noto è fiscalmente una dotazione della sua ditta, detraibile come «strumento di produzione», su cui non ha pagato nemmeno l’iVA.

Ovviamente un attore, come ogni professionista individuale, si vede imputare il reddito personale. Quello che lui guadagna con i suoi spettacoli e le sue esibizioni, o le sue prestazioni come, poniamo, chirurgo plastico. E’ facile, troppo facile, identificare in un attore il «ricco». E nessuno si stupisce di scoprire che Donatella Versace «guadagna», per il fisco di Visco,
la metà di Grillo (2,2 milioni di euro): e non si domanda perchè.

Il perchè è che Versace ha una ditta su cui scaricare le spese anche e soprattutto superflue, quelle che creano la ricchezza effettica, siano jet privati o panfili di lusso o alberghi a sette stelle.

Possibile che si debbano ricordare queste cose? Possibile che non si sappiano ancora?

Quarto punto: avete notato che si fa molto scandalo per Beppe Grillo il ricco, mentre non se ne fa per Benigni, la De Filippi o Bonolis, che guadagnano come lui (almeno per il fisco), nè per Maldini, che guadagna il doppio di lui?

Sarà perchè Benigni è «di sinistra» dunque sacralizzato per la Volontà Generale, o perchè la De Filippi e Bonolis fanno miliardi in modo degradante, ma senza criticare la Casta?

Sarà perchè la massa italiota giudica «giusti» e «meritati» i 10 milioni di Totti e i 22,5 di Vieri, più che quelli di Grillo?
Boh.

Certo è che appena una prestazione ha anche solo l’apparenza di essere «intellettuale» – come quella di Grillo è, almeno in confronto a Totti – subito, agli italioti, pare che sia pagata troppo. Le pedate dei calciatori d’oro, invece «meritano» miliardi.

Quinto ed ultimo punto: Visco ha commesso un atto illegale, criminale, da mini-colpo di Stato. E’ sub-ministro di un governo uscente, sconfitto dal voto, e che è in carica – ancora per pochi giorni – per il «disbrigo degli affari correnti».
Ma la pubblicazione delle liste dei contribuenti, offerte a taglieggiatori, rapinatori albanesi e rom, a sequestratori di persona, non è una «normale amministrazione»; è un atto dirompente come un attentato da brigatista rosso.

In un Paese civile, l’atto sarebbe considerato nullo e avrebbe conseguenze penali – non nel nostro, dove la magistratura è parte integrante della Casta e si considera interprete della Volontà Generale.

Nella stessa linea, ha commesso un atto illecito, che rileva della criminalità politica, Livia Turco: la ministra della Sanità di un governo sconfitto e odioso, che come ultimo atto ha consentito per decreto la diagnosi pre-impianto dell’embrione, misura eugenetica, senza l’approvazione del Parlamento, e contro la volontà popolare, che aveva già bocciato il referendum autorizzatore dell’eugenetica.

E’ «golpe di mano» anch’esso ben fuori dei limiti della amministrazione corrente che spetta a un governo uscente e seppellito dalle elezioni.

Con i loro ultimi schizzi di veleno, Visco e la Turco hanno inteso vendicarsi della volontà popolare che li ha seppelliti, e prolungare – nei suoi effetti odiosi – un governo già condannato dalla cittadinanza. Ciò è palesemente fuori da ogni concetto di democrazia, anche della «democrazia» fra virgolette.

Maurizio Blondet
Fonte: www.effedieffe.com
Link:http://www.effedieffe.com/content/view/3063/169/
3.05.08

Pubblicato da Davide

  • melina

    E’ ufficiale: Blondet ha sbarellato. :-D. A meno che: o è pagato da Grillo :-D, o pensa che gli italiani siano scemi e che non sappiano leggere tra le righe.

  • nest

    eccone un altro, dopo barnard anche questo viene a spiegarci tutto come funziona a noi poveri sempliciotti, dei jet intestati alla ditta, come se non ce lo avessimo un vicino che alla ditta ha intestato la duna. ma questi per chi ci prendono.

    e che sfiga è andare a tirare fuori niente di meno che “l’invidia sociale”. io non ne sentivo parlare da quando gli operai erano comunisti e se la prendevano col padrone. nel triassico.

    ma dì piuttosto che sei invidioso tu, che a me di quello che prende totti o enrico beruschi non me ne proprio fotte (excuse my french), a parte che non mi cadere dal pero che milione più milione meno si sa che i numeri sono quelli.

    io visco l’ho sempre amato e vivrò nel suo ricordo, rimprovero invece alla turco di non aver fatto un colpo di stato per estirpare la piaga della legge 40. e tu maschio, ne parliamo quando sarai tu a farti impiantare

  • remox

    Chi ami Visco l’abusivista?
    Da ricovero….

  • indo

    lunedì vedo di tirare fuori le mie dichiarazioni dei redditi degli ultimi cinque anni e le metto sul mio blog!
    Mio padre mi ha insegnato: “male non fare paura non avere”.
    Avendo io sempre dichiarato tutto e pagate tutte le tasse … di cosa mi dovrei preoccupare?
    E poi, i ladri da casa mia sono già passati … solo che non c’era niente da rubare e se ne sono andati con le pive nel sacco!
    Il problema dell’evasione fiscale in Italia è molto semplice: NON la si vuole combattere!
    Perché un’ AZIENDA “fattura” tutto, dichiara tutto e chiede a tutti i fornitori le fatture? Perché paga le tasse sulla differenza tra costi e ricavi!
    Basterebbe che anche i PRIVATI potessero comportarsi come un’azienda … e state tranquilli che tutti chiederebbere la fattura all’idraulico, al dentista, al ristorante … etc etc!
    E l’evasione … oh miracolo! … sparirebbe in un attimo.
    E … come la AZIENDE pubblicano i bilanci, nessun “privato” avrebbe più da ridire nel “dover” pubblicare il proprio reddito!
    Ma capisco come questa sia una soluzione troppo elementare per risolvere il problema.
    Meglio blaterare … basta che poi, alla fine, non cambi niente!
    I soliti (dipendenti) continueranno a pagare per tutti (contenti però di aver “risparmiato” l’IVA quando vanno dal dentista!) ed i soliti (indipendenti) continueranno ad evadere alla grande.
    Auguri, Italia!
    Paolo
    http://paolofederici.splinder.com/post/16950354

  • bstrnt

    Schizzi di odio? Non direi che il fatto di mettere in internet informazioni che possono essere recuperate altrove con un po’ più di fatica possa essere definito con questo termine.
    Maurizio Blondet, come al solito, tende estremizzare a suo uso e consumo un fatto, che può essere opinabile, ma non criminalizzabile.
    Visco piuttosto può essere condannato per superficialità e incompetenza, non per il caso in questione, ma per aver impedito alle aziende di detrarre qualsiasi spesa per locomozione per l’anno 2006 con retrodatazione, salvo poi permetterne la detrazione, anche dello scorso anno, dall’imponibile di quest’anno.
    Egualmente per incompetenza e malafede dovrebbero essere stigmatizzati coloro che nel governo Berlusconi 2001 – 2006 hanno promosso il condono fiscale, con l’aggravante di minacciare controlli severissimi e a tappeto per coloro che non avessero aderito.
    Che dire poi di quei, per me, farabutti, che sempre in quel periodo hanno varato una legge indegna sui diritti di autore, scatenando una caccia alle streghe da parte di funzionari (GdF) arroganti, ignoranti e tendenzialmente incapaci di confrontarsi con le persone che hanno originato una serie di processi inutili, dannosi per lo stato e per i cittadini.
    Che dire dell’audace colpo dei soliti ignoti (leggi dottor sottile) che nella nottata tra sabato e domenica hanno alleggerito i conti correnti degli italiani del 7/1000?
    Forse sarebbe più opportuno dire che abbiamo politici che quando non sono palesemente delinquenti, sono autentici furti di braccia per l’agricoltura, ma per carità, non mettiamoli a fare i contadini, ci vuole intelligenza e i danni sarebbero enormi, è tanto se riescono a fare i braccianti agricoli, ma non a 200.000 € l’anno!

  • robocop

    Roberto
    Roma , maggio 04, 2008 09:52

    Questo è il mio commento su effedieffe.com e c’è anche la loro risposta

    NON SONO D’ACCORDO NE CON LEI NE CON I SUOI COMMENTATORI FOTOCOPIA CHE MI PRECEDONO.

    Lei caro direttore o mente sapendo di mentire o è meno intelligente di quello che dimostra con i suoi interessantissimi articoli.
    Se come cittadino io ho il diritto di conoscere quanto dichiarano gli amministratori pubblici perché li pago io, ho lo stesso diritto di sapere quanto pagano di tasse i privati cittadini, perché chi non paga le tasse onestamente, ruba agli altri cittadini che le pagano onestamente ed ai dipendenti privati che sono costretti a pagare fino all’ultimo centesimo.
    Quando un professionista o un imprenditore dichiara la metà di un operaio super tassato e con uno stipendio da fame, costringe l’operaio a pagare le tasse anche per loro.
    Questa è la più grande ingiustizia del nostro paese.
    Semmai il problema è molto più complesso e la invito ad affrontarlo con la sua solita arguta analisi.

    Anche se io la stimo, fa disonore alla sua intelligenza dire che gli africani sono in quelle condizioni perché si invidiano.
    Dopo che noi occidentali li abbiamo resi schiavi, li abbiamo trattati come una razza inferiore, gli imponiamo dittatori compiacenti per depredarli delle loro ricchezze, abbiamo indebitato i loro paesi per secoli ecc. .

    Mi dispiace ma di questo che lei ha detto si deve vergognare e se è un vero uomo deve chiedere scusa pubblicamente a quelle persone.

    Semmai è vero il contrario è nei paesi occidentali che l’invidia è super presente, ed è proprio una delle molle usate per per alimentare il nostro mostruoso stile di vita.
    Siamo noi la società dove pur di avere più lussi siamo arrivati a venderci la nostra dignità e l’anima.
    Siamo una società in decadenza proprio perché l’invidia ci acceca, fino a farci diventare il vero cancro di questo pianeta, ed ora che i poveri del mondo
    non si piegano più ai nostri voleri stiamo scomparendo perché da secoli noi ci siamo trasformati in una falsa civiltà.

    Per quanto riguarda Beppe Grillo è il classico esempio di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.
    Assomiglia a quei santoni che predicano la povertà arricchendosi prendendo i soldi dai loro adepti.
    Lui non è più un uomo di spettacolo, ma un leader politico che si fa pagare per fare i suoi comizi.
    Se fosse più serio creerebbe una associazione culturale con il quale gestire i soldi dei comizi a favore delle iniziative politiche che si portano avanti, poi va a lavorare come comico e si guadagna uno stipendio.

    Grazie e Saluti

    Il lettore Roberto è caduto nella trappola (abilissima) di credere che c’è un’alta tassazione perchè ci sono gli evasori; la realtà è che c’è uno Stato idrovora che taglieggia la società.
    Lo Stato idrovora, come l’ organizzazione delinquenziale che taglieggia un quartiere o una città, DEVE ESTRARRE dal quartiere o dalla città una cifra X: si arrangino le vittime tra di loro su come far arrivare le risorse.

    La redazione Effedieffe

  • LonanHista

    Ecco quale è il limite di blondet.
    Sarebbe veramente un cavallo di razza come giornalista se non avesse i paraocchi.Anzi a volte è come se fosse bendato.

    Blondet non è critico per la pubblicazione dei redditi dei cittadini.

    Semplicemente perché lo ha fatto Visco.
    Siccome gli sta sulle balle Visco, se Visco finisse in croce al posto di Cristo, farebbe lo stesso una cosa sbagliata.

    Peccato!
    In una mail privata glielo pure scritto, in riferimento agli ebrei e cioè se tra gli ebrei ci sono come in tutte le razze dei “cattivi”, questo non significa che tutti gli ebrei sono da condannare.

    Allo stesso modo, se Visco è un vampiro fiscale questo non significa che tutto quello che fa è sbagliato.

    Peccato veramente!
    Blondet fa un giornalismo che si potrebbe definire rivoluzionario, MA SI PERDE SEMPRE IN UN BICCHIERE D’ACQUA!

  • Lif-EuroHolocaust

    Naturalmente, chi è favorevole alla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dovrebbe anche spiegare in che modo tale lettura garantirebbe una sorta di controllo pubblico sull’evasione.
    Perchè se uno guadagna 10 milioni di € e ne denuncia solo 5, sarà e sembrerà sempre un benestante. Ora, ditemi, da cosa capireste che di evasore si tratti? Certo, diverso il caso di chi guadagna 100.000 e ne denuncia 20.000, ma, di nuovo, come fareste a conoscere tutti i risvolti della vita economica di quel tale? Come fareste realmente ad arrivare a quei 100.000 euro?
    Ho l’impressione che l’idea di una pericolosa guerra di/nel popolo (che colpirà solo poveracci e mezze calzette, senza toccare il grosso e i grossi) non è tanto peregrina.
    A proposito, un dipendente (del settore pubblico soprattutto) che lavora meno di quanto dovrebbe, ergo ruba a suo modo, da cosa lo si individuerà?

  • Drachen

    1. La pubblicazione, così come è stata fatta, non ha alcun senso. Difatti viene riportata la base imponibile che ha un valore di ben poco conto per caprie le possibilità economiche di un soggetto.
    Tutto ciò che è “deducibile” dalla base imponibile non viene considerato.
    Quindi è praticamente impossibile risalire alla “busta paga mensile media” da un dato così riportato.
    Confrontando infatti i miei dati con quelli dei miei amici e familiari il dato risulta sballato. (Ad esempio la mia base imponibile è molto maggiore di un amico che prende 200 euro al mese più di me).
    Senza contare che non sono considerate le rendite finanziare, quello si un indicativo molto interessante e molto a rischio “evasione”.

    2. Sono d’accordo con quanto scrive Blondet tranne che sul punto dell’invidia sociale. L’invidia sociale esiste pechè esiste l’uomo. Il resto è fuffa. Difendere il concetto di “non far sapere” per evitare attriti sociali e una deriva verso il basso è un esercizio acrobatico non supportato da nessun fatto certo.
    La povertà percepita è percepita molto di più dall’ostentazione di beni di lusso che da un numero riportato su un foglio.
    Considerando l’impossibilità di impedire a Totti di utilizzare un’auto di lusso come si pensa di fare?
    Non c’è e non ci sarà mai una soluzione ne un indottrinamento capace di far accettare al povero che è GIUSTO che lui abbia meno del ricco.
    Il prb è che la “fame” del povero giunge ad un punto critico solo in situazioni estreme non ancora raggiunte.

    3. Il sistema privato è alimentato dai privati. Non c’è un cazzo da fare.
    Ha ragione Blondet quando dice che se il privato non è aiutato dal pubblico, allora bisogna prendersela col consumatore privato per l’eccesso di reddito di alcuni soggetti.

    4. D’accordo quando parla di Grillo. Solo uno sciocco poteva pensare che Grillo avesse un reddito da libero professionista.
    Per quanto si possa condividere o meno ciò che dice, i moralismi di questo tipo sono un classico dei neocon “sei ricco QUINDI non puoi essere di sinistra” “la barca a vela di D’Alema” “Perchè non dai i soldi ai poveri” ecc ecc ecc.
    Sono tutte cagate, e non c’è bisogno di spiegare perchè.

  • Drachen

    senza contare che sui redditi da lavoro dipendente è praticamente impossibile evadere (le tasse si pagano in busta paga, punto).

  • remox

    Nel leggere questi commenti si capisce subito che pensate per luoghi comuni senza capire nemmeno quello di cui volete discutere. La pubblicazione online a fine mandato è un atto, come si direbbe a roma, di mandracata del corrotto Visco (villa abusiva, raccomandazione del figlio con consulenze per migliaia di euro all’inutile ente sviluppo italia e poi successivamente assunto per via preferenziale) dopo la pesante sconfitta elettorale. Ogni cittadino ha DIRITTO a decidere cosa rendere pubblico delle propria vita privata e cosa no. Si comincia con i redditi e dove si va a finire? Questa è la base di ogni ditattura, cari comunistelli che vi fate vanto di rettitudine e giustizia sociale. In quella lista ci sono solo coloro che le tasse le pagano, punto. L’evasione in Italia è oramai quasi una leggenda metropolitana, la maggiorparte di questa è costituita da lavoro nero senza il quale la maggiorparte delle piccole imprese, di qualunque natura, chiuderebbero il giorno dopo creando disoccupazione di massa. Il fatto che ai privati cittadini non venga concessa la deduzione o la detrazione parziale delle ricevute fiscali e delle fatture significa che non c’è volontà di risolvere il luogo comune dell’evasione fiscale. Perchè si vuol continuare a sbandierare questa mefistofelica bandiera al fine di giustificare ogni ingiustizia tributaria praticata in questo paese. In Svizzera se un imprenditore italiano sposta lì la sua azienza ottiene 10 anni di esenzione fiscale. Sono stupidi forse? No, gli svizzeri hanno capito qual’è il ruolo del fisco, quello di stimolare l’attività economica e la redistribuzione del reddito mentre in Italia il fisco è un oggettivo ostacolo alla libertà economica ed un sistema di punizione sociale. I primi a ribellarsi dovrebbero essere proprio i lavoratori dipendenti i quali percepiscono la metà della loro reale retribuzione solo per mantenere in vita la casta pubblica parassitaria che ammorba questo paese.
    La casta, per evitare che questo accada, fomenta l’odio sociale per i fantomatici evasori, per i ricchi (dove sono?) e per tutti coloro che non si uniformano al mantenimento di stato (mediante le tasse). La sciopero fiscale sarebbe l’unico vero atto rivoluzionario in questo paese, necessario come il pane al fine di spazzare via la piovra che ci divora.
    Nel silenzio, con la scusa dell’evasione e dell’antiriciclaggio, si introduce sempre di più la moneta elettronica e si demonizza il denaro contante al fine di ottenere il controllo totale, perfetto, dittatoriale sulla popolazione.
    Quando capirete che i riciclatori passano per i canali finanziari internazionali tipo Clearstream e non per le girate di assegni o le valigette coi contanti?
    Al lettore che si vanta della sua risposta a Blondet, vada a laggere come gli è stato risposto, tanto per far capire che è ora di finirla con chi apre bocca e gli da fiato a vanvera.

  • Marceddu

    Mi viene da ridere a pensare al fighetto che si compra un AudiTT usato con un mutuo decennale, compra vestiti di Armani all’outlet e sta in casa dalla domenica al giovedì per risparmiare il denaro (ne conosco parecchi!); entra nel discopub e consuma solo una birra piccola per tutta la sera. Quindi incontra una ragazza, si spaccia per imprenditore. La prima sera va in bianco. Il giorno dopo la tipa sbircia quanto guadagna il sedicente cummenda, vede che ha le pezze al culo ed il giorno stesso lo smolla con una scusa qualunque. La nuova trovata del vice ministro dell’economia ha smantellato un intero modus vivendi.
    Cio’ non esclude il mio giudizio negativo sull’iniziativa.
    A CASA!!!!!

  • melina

    Se non ricordo male è il presidente in pectore che ha consigliato a noi ragazze di sposare un milionario e di non pensarci più alla disoccupazione o al precariato;alla domanda «come crede Sig. Presidente (Berlusconi) di risolvere il problema della disoccupazione e del precariato» rispondeva alla precaria «sposati un milionario». Ora dimmi perché non potremmo noi ragazze controllare su internet se il nostro sedicente buon partito con la macchinona abbia quantomeno un reddito fisso. 😆

    ( http://www.youtube.com/watch?v=n-Li6lS8V78&feature=related )

  • buran

    Perchè avercela tanto con Robespierre? A me sta simpatico…

    Buran (reddito 2007: €. 23.267,55)

  • invisibile

    Cari Italiani contenti di questa operazione di Visco possibile che non capiate che questa operazione è fumo negli occhi per voi assetati di vendetta, come mai il paladino dei poveri Visco non ha voluto aumentare l’aliquota del12,5% sulle rendite finanziarie, forse perchè tutti i lavoratori dipendenti investono in borsa parte del loro esorbitante stipendio, come mai la tassazione sui conti correnti è al 27%, come mai in questo paese la grande distribuzione non è obbligata a emettere lo scontrino fiscale al contrario dei piccoli commercianti che hanno si e no il 20% del mercato, come mai rischiamo di pagare una multa alla comunità Europea di 300.000 euro al giorno dal 1/1/2006 ad oggi perchè non è stata cambiata la legge Gasparri eppure hanno avuto due anni per farlo!!

    Il rischio è quasi certezza visto i risultati elettorali

    Pensateci per favore!
  • lino-rossi

    perchè visco non si strappa i capelli per le nostre centinaia di miliardi di euro che la BCE regala alle banche decotte in cambio di titoli spazzatura, nominalmente dello stesso importo, ma in realtà di valore nullo? possibile che ci facciano tante lagne sulla privacy e poi che sia legale che si pubblichino tutti i redditi? a me ciò non fa nè caldo nè freddo, ma qualche dubbio sulla serietà della privacy ce l’ho.

    Blondet fa spesso confusione sulla politica monetaria. il loro sito è farcito di testi sul signoraggio che hanno ormai solo una valenza come biomassa. non lo so se lo fanno oppure lo sono.

  • dav

    hai preparato il pigiama ?

  • Giacomelli

    A Maurì,ora ho capito perchè l’Africa,uno dei continenti più ricchi di materie prime al mondo,è povero e cronicamente in guerra:è “L’INVIDIA “.
    Grazie Maurì