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VISCO CI VUOLE TUTTI SCHIAVI A VITA

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

“Lavorare di più e più a lungo”

Per fare cosa è chiaro.

1) Pagare contributi tutta la vita e morire sul posto di lavoro prima di arrivare a percepire la pensione

2) Cinesizzarsi per riuscire appena ad arrivare alla fine del mese. E spesso neanche quello

3) Continuare a stare alla macina, come animali, per pagare gli interessi sugli interessi imposti dalla speculazione internazionale (di cui Visco fa parte)

4) Abbrutirsi di fatica. E vivere unicamente per lavorare, peraltro guadagnando sempre meno

A questo punto, la vera ribellione è cercare di lavorare meno. Sempre meno. Sempre meno. E passare il resto del tempo in altre attività.

Senza salario. Per se stessi. È il discorso che Maurizio Pallante porta avanti da anni, e spiega con precisione scientifica, per chi si prenda la briga di leggere (tra gli altri) i suoi libri. Il concetto chiave è quello che vuole indicare come “occupate” unicamente le persone che percepiscono un salario, mentre le altre – tutte le altre: dalla madre che cresce i figli, a chi ripara da sé la propria casa, a chi produce da sé ciò che gli serve per mangiare, a chi dona se stesso per accudire altre persone e via dicendo – sono semplicemente “disoccupate”.

Sia chiaro, è evidente che nel nostro mondo (per ora) si debba necessariamente fare qualche lavoro che comporti il ricevere denaro in cambio, perché, molto semplicemente, ci sono merci (soprattutto merci, ma anche pochi altri veri beni) che necessitano di essere acquistati. Ma il punto, volenti o meno, è esattamente questo: meno si necessita di cose che è indispensabile acquistare, più si è liberi. Più, finalmente, si può lavorare di meno.

È essenziale che tutti quelli che sentono disagio in questo mondo, tutti quelli animati da seri moti di ribellione, evitino di cadere in una trappola terribile: pensare che semplicemente cambiando alcune regole del gioco, di questo gioco, si possa tornare a vivere una vita più degna di essere vissuta. Così come quelli che credono che prima o poi, pur rimanendo in questo modello, qualcosa possa cambiare. Grossomodo attendono un miracolo con un atto di fede. 

Ora, impostare tutta la propria vita su un atto di fede – fede peraltro in questo sistema di sviluppo – equivale alla donnina che gioca al gratta e vinci. Ecco, si deve spazzare via questo concetto. È indispensabile capire che per cambiare davvero le proprie condizioni si deve decidere proprio di sottrarsi a questo gioco. Si deve uscire, per quanto più è possibile, da questo casinò. Perché è proprio nella sua natura intrinseca obbligarci a vivere per lavorare e per consumare. La cosa comporta delle rinunce, è inevitabile. Si tratta di capire se sono più insopportabili queste rinunce oppure è più insopportabile pensare di vivere tutta la vita come schiavi. Non ci sono mezze misure: il sistema ci ha portato, di fatto, a una situazione di guerra. Come è possibile non considerare come una dichiarazione di guerra le parole di Visco? Come è possibile soprassedere alle imposizioni che questo modello, soprattutto oggi, con le conseguenze della crisi economica attuale dalla quale – è evidente -non usciremo, ci infligge?

Ci hanno già tolto buona parte di quello che avevamo: le pensioni, il welfare, la dignità di fare un lavoro che almeno ci permettesse di arrivare alla fine del mese senza affanni. E ora ci intimano di dover rimanere in questa situazione per tutta la vita.

Insomma delle due l’una: o si accetta tutto, o camusianamente si “dice no”. E si cercano altre strade. I più, a un discorso di questo tipo, generalmente rispondono con sufficienza e sdegno, evitano di entrare nel cuore del problema semplicemente rispondendo che una strada differente non esiste, e che siamo condannati a vivere in questo modo. Sono persone asfissiate dalla catena che hanno al collo. In buona parte sono persone già pronte, consciamente o meno, a vivere una vita di questo tipo. Il che equivale a dichiararsi già morti. 

Ma la ribellione è dei vivi. Costi quel che costi. Anche dover percorrere altre strade che non si conoscono. O anche doverne costruire di nuove passando per il bosco con un machete. Perché il resto, la vita che ci prospettano i visco attuali, è peggio.

Valerio Lo Monaco
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2012/3/7/visco-ci-vuole-tutti-schiavi-a-vita.html
7.03.2012

Pubblicato da Davide

  • Eracle

    […]A questo punto, la vera ribellione è cercare di lavorare meno. Sempre meno. Sempre meno. E passare il resto del tempo in altre attività.[…]

    Ad esempio si potrebbero abbellire i lampioni di tante piazze appendendo questi parassiti.

  • maristaurru

    Finalmente una proposta condivisibile, sarebbe una opera meritoria

  • totonno

    del resto da uno che si chiama Visco che ti potevi aspettare ??????
    Sarà mica parente ???????????

  • clausneghe

    Lavorare di più,in più e più a lungo…Dice costui, che basta guardarlo in foto incravattato con la sua camicia bianca per capire a naso quanto abbia mai lavorato, questo flaccidone..

    Dicono agli altri di spostare pesi enormi che però essi non toccano nemmeno con un dito, e lo dicono con sprezzante arroganza.

    Visco, bisognerebbe rieducarti con un sano lavoro nelle viscere del Sulcis
    di più,in più e più a lungo, a cavar carbone.

    Lavorare,lavorare…

    Preferisco sentire il rumore del mare…

    Altro che sto viscido inamidato..

  • cavalea

    Ormai hanno perso ogni ritegno e si sentono sicuri che la schiavitù integrale, con tanto di leggi che la impongono, può essere reintrodotta in questo disgraziato paese.

  • Cornelia

    E’ molto importante questo post.
    Siete disposti, per lavorare meno e schiavizzarvi meno, a non comprare più niente? A non possedere nulla di superfluo, a comprare un paio di scarpe appena ogni due anni? A spendere solo per il cibo e l’energia? A non mantenere la macchina, la casa, le uscite con gli amici, a non andare al concerto (tranne quelli gratuiti, ce ne sono), al cinema? A non pagare più le vacanze ma andare al paese dalla nonna?
    Siete capaci di fare ciò, e farlo tutti contenti di metterglielo al culo, e non depressi perché “sono uno sfigato”?
    Se siete disposti, allora fatelo invece di lamentarvi e invocare impiccagioni.
    Io lo faccio già. E’ una vita migliore.

  • misunderestimated

    Il futuro è farsi preti o puttane…

  • segretius

    Ma la gente ha già cominciato a farlo, da qualche anno, lo dimostrano i negozi e i ristoranti, i bar pressochè vuoti.
    un altro esempio è l’aumento del prezzo dei carburanti perchè la gente ha già cominciato da anni a diminuire i litri e i chilometri i kw con conseguente aumento dei costi senza i quali i petrolieri e lo stato canaglia non riescono a pagare le sanguisughe della nostra società.
    Basta continuare, loro lo sanno che sono alla frutta e stanno facendo di tutto per invischiarci (e rieccoci con visco!) in una GUERRA! Sì, l’ultima cosa che tenteranno di fare sarà la guerra, prima civile, poi totale o tutte insieme… sì, sto parlando di aerei che invece che bombardare la Libia bombarderanno l’italia, la spagna la francia e carri armati e stragi……..
    Per evitare questo c’è solo da sperare che a velocità esponenziale la consapevolezza del non consumo, e della sua importanza, nel bene e nel male, si diffonda in tutte le categorie sociali, militari e polizia compresi…………….

  • Highlangher

    Sono d’accordo e ho iniziato il mio percorso da tempo in questa direzione. Ho rottamato la macchina, le multe hanno smesso di arrivare, mi sono trasferito all’estero, ora il fisco non ha nessun appiglio nel mio caso. Ho lasciato un rosso in banca, hanno smesso di scrivermi. Vivo in un paese dove si vive con poco in mezzo a gente ancora capace di fare cose concrete per aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio. Presto spero di poter ottenere un piccolo pezzo di terra con una casetta sopra e potermi dedicare alle colture naturali. Non solo voglio diventare autosufficente, ma poter scambiare gli eccessi eventuali di produzione con altre cose utili evitando il commercio in denaro. Questo e’ il mio ideale di pensione per i resto dei miei giorni. Inutile dire che del consumismo non me ne frega niente. Auguri di pace a tutti.

  • Marshall

    Il potere non te lo regala nessuno a me di vedere quelle cariatidi infami di Monti, Draghi, Napolitano che se la godono alla faccia nostra mi lascia l’amaro in bocca. Loro stanno rovinando la nostra vita pur essendo già ricchi a sufficienza ma questo è dovuto alla base maligna che in fondo è inutile farsi illusioni è costituente dell’essere umano. L’Uomo non è buono poi se vogliamo credere alle favole avanti un altro. Quelli che ieri erano in piazza a gridare contro lo stato fascista e a far rivoluzioni oggi sono lì per difendere lo status quo fascista, conservatori e nemici della rivoluzione. E’ la storia che si ripete e dice “avanti un altro” quando ci sarà. Perchè per fare le rivoluzioni bisogna essere pronti a rinunce, rischi e perdita di vita. Le generazioni più recenti tirate su negli agi, con l’iphone e il jeans stracciato valentino non sembrano aver molta voglia di rischiare, così sono state cresciute dal potere per essere senza midollo. In Grecia a quest’ora dovevano aver già assaltato il parlamento, in pochi anni li hanno ridotti alla fame, derubati e svenduti allo straniero ma nonostante ciò non mi pare abbiano avuto molta convinzione nel reagire. Perchè noi italiani che faremo la stessa fine dovremo reagire in maniera differente? Rivoluzioni vere in Italia non ce ne sono mai state, siamo un popolo storicamente di codardi e traditori e ci meritiamo molto di quello che ci sta accadendo sicuramente più di altri. Dov’è quell’ammasso di popolo sinistro e viola che ad ogni venticello del nano curreggione muoveva mari e monti ed ora che il non eletto Monti fa carognate mille volte peggio silenzio globale? Gli italiani brava gente tirano a campà perchè hanno tutti famigghia e quindi se ne diano ragione. Per me l’unica soluzione per chi ancora ha amor proprio e dignità è andare in altre nazioni. Qui la situazione peggiorerà forse non per noi ma per i nostri figli certamente. L’Italia e i suoi governanti hanno compromesso il futuro dei giovani, il mio e nostro futuro. Però finalmente oggi, che gli stati sono completamente svuotati di ogni senso, e che la sinistra capitalista è al potere abbiamo il colmo che le guerre imperialiste americane sono OKey e il patriottismo d’accatto è OKey. La sinistra restauratrice antirivoluzionaria dopo decenni di brucio la bandiera americana e italiana imperialiste oggi sotiene le guerre imperialiste Usa e impone l’inno in classe. Come volevasi dimostrare i rivoluzionari di ieri sono i fascisti di oggi.

    Le rivoluzioni sono comunque necessarie e non perchè chi le fa, come ho già detto è migliore dell’altro, dopo la rivoluzione il potere fascista e autoconservatore si ricostituisce con nuovi soggetti non più rivoluzionari ma perchè le rivoluzioni prevedono un periodo di ricostituzione che lascia un pò di spazio alla giustizia sociale per tutti. Quindi a differenza di chi sosteneva la necessità di una rivoluzione permanente io credo in una rivoluzione ciclica. Dopo un tot è necessaria per azzerare tutto e ricominciare con più equità fino alla prossima. Ora sarebbe il momento perchè il potere capitalista e fascista si è incrostato a sufficienza e sta smantellando la democrazia e i diritti acquisiti ma nè in Italia nè in Europa vedo nulla che si muova quindi l’ipotesi di un futuro alla 1984 si fa sempre più credibile.

    C’è un video in internet dove Paolo Barnard dice rispondendo ad una domanda su cosa bisogna fare per reagire che bisogna alzare il culo e rischiare, e su questo c’è poco da obiettare se non si ha la forza e il coraggio di uscire dall’ozio del materialismo allora è inutile lamentarsi il potere avrà sempre più facile via per ottenere ciò che vuole.

  • sandrez
  • Break74

    Brava Cornelia. L’unica lotta politica attuabile nel nuovo millennio è proprio questa. Il problema è che per la maggiorparte delle persone anche in buona fede è la più difficile da attuare perchè richiede costanza.
    Inoltre a tutto quello che hai scritto aggiungerei un uso calibrato del proprio tempo che ha questo punto sarà totalmente libero nella cultura. Aumentare le proprie dosi di conoscenza con lo studio dei classici e della metafisica alternandolo con l’unica altra cosa che conta: la natura.
    Tutto il resto sta a zero.
    Certo hai dimenticato che uno stile di vita del genere vuol dire anche uno scontro continuo con le persone che giudicheranno ogni tua scelta. Amici egenitori in primis.
    E soprattutto una percentuale molto alta di dover condividere questo cammino con te stesso. E’ difficile trovare un anima gemella che sia colegata/o su le tue stesse frequenze.

  • lpv

    stampo e appendo in salotto il tuo commento, magari con una decorazione astratta sul fondo

  • lpv

    posso sapere dove vivi?

  • TaOist

    Condivido in toto quanto scritto da Cornelia . Brava ! E’ una delle poche armi che abbiamo . Forse l’unica .

    Serenamente , smettere di ingrassarli .

  • lpv

    Bene sarebbe da far ascoltare a scuola

  • illupodeicieli

    In sintesi occorre divenire ,volenti o nolenti, autarchici: i problemi sono diversi e ne snocciolo alcuni che, secondo me, ci sono. Penso a una persona giovane, ancora minorenne ad esempio, come possono essere mie figlie che per inciso hanno 16 e 17 anni: che cosa le racconto o in quale direzione le invito a guardare e soffermarsi? Poi penso a uno sfigato come me: fallito e con fallimento chiuso (durato oltre 7 anni e per ricollegarmi a temi noti, senza aver ricevuto,per quegli anni, nessun versamento enasarco: e ho oltre 22 anni di versamenti e oggi ne avrei avuto quasi 30!). Lavoro in nero, e quindi sono già sulla buona strada, perchè di fatto risulto inoccupato e per chiarirci sono come gli amici siculi, non ho diritto all’assistenza sanitaria gratuita, non posso essere esente perchè se sei disoccupato e hai diritto, ma se chiudi il negozio o fallisci sei inoccupato, anche se poi ti iscrivi alle liste di collocamento (e infatti dopo il fallimento,nel 2004, mi ero iscritto e ovviamente di un 44 enne di allora ,come oggi, non sanno che farsene: figurati se poi è pure uno che ha fallito vuol dire che non sa fare un tubo): il punto è che devi procurarti vitto e alloggio, e magari avere la possibilità di disporre di una casa, un pezzo di terra coltivabile, e visto che sono in Sardegna, avere la possibilità di andare a pescare:sempre che non ti mettano tasse perchè la tua terra può produrre, che non ci siano ici o imu o tarsu alle stelle, e sempre che non vada a pescare e ti multino perchè hai “il pesce troppo grande o troppo piccolo” (da noi il rischio è che ti trovi in aree di guerra simulata con proiettili veri o zone contaminate). In più per quelli come me possono esserci vecchi tributi non pagati o pagati in ritardo, esattori di Equitalia al varco e ,sopratutto, una buona dose di ignoranza e incompetenza in vari settori come quello agricolo. E ovviamente niente pensione nè assistenza sanitaria. Per cui una vita che ridimensioni alcune necessità secondarie, come avere due paia di scarpe invece che una, è una realtà già in essere, come pure non consumare e non spendere, ma solo perchè non si ha nulla in più. A questo punto concludo il mio commento forse disordinato e mi chiedo:come si dovrebbe vivere? E che cosa ti dovrebbe convincere a lottare per restare in vita? Scopare?Mangiare? Vedere il sorgere del sole o il tramonto?Farti una nuotata in mare?Non lo so. Ma non certo lottare e combattere per altri che, quando ti esponi con le autorità , come magari ai tempi del liceo, ti senti dire che sei pure un coglione e ti conveniva stare zitto…e subire.

  • ws

    SCHIAVO, LAVORA E MUORI !

    e se poi ti convinci e cio’ e’ nel tuo ” interesse” , e ‘ anche meglio 🙂

  • Break74

    @illupodeicieli
    E che cosa ti dovrebbe convincere a lottare per restare in vita?

    La tua consapevolezza, cosa che pochi possiedono nella convinzione di vivere in una democrazia ed in un mondo giusto. Mentre siamo/sono solo prodotti. Numeri!
    Già aver messo a fuoco tutto questo, con la lucidità e la freddezza necessaria ci rende vivi.
    Parafrasando Cioran:
    Il fatto che la vita non abbia alcun senso è una ragione di vivere – la sola, del resto.

  • codroipo

    Fatto anche io la stessa scelta, dopo “soli” 13 anni di lavoro.
    Figlio di operai senza proprietà, mio padre lavora e mamma casalinga, conto corrente azzerato entro il 27 di ogni mese.
    Inizio a 18 anni a lavorare nel campo informatico, intanto prendo il diploma alle serali.
    Piano piano metto via soldi, gli stipendi aumentano, do’ molto ai miei, oltre il 50%.
    Coabito in una specie di ostello per alcuni anni per risparmiare soldi ed affrancarmi dai miei.
    Compero un monolocale piccolissimo all’asta (aler abbandonato da 30 anni conciato come una cantina) ad un prezzo “stracciato” (confronto a quello di mercato, ma son sempre stati grandi soldi) a milano città in contanti coi soldi messi via e lo metto a nuovo per viverci.
    Finiti in questo modo TUTTI i soldi, con un ottimo stipendio a questo punto ho una buona posizione lavorativa, gestisco un gruppo di 20 persone, mi hanno dato perfino l’auto aziendale. Roba da non crederci nel mio settore.
    Bene, lavoro il tempo di metter via dei soldi per una minima sicurezza futura (nella peggiore delle ipotesi avro’ tempo di cercarmi un lavoro almeno senza dover accettare qualunque proposta) e bon.
    Ho dato le dimissioni dopo circa 2 anni.

    Adesso ho 31 anni, non ho una rendita, faccio qualche commissione per avere i soldi per le pochissime spese che sostengo e basta.
    Non ho debiti, non ho auto.

    Vorrei non avere neppure la casa a questo punto almeno non potrebbero portarmi via nulla.
    Produco da me quel che posso, niente vacanze costose, molta bicicletta, lunghe passeggiate.

    Sono conscio che con gli ultimi stipendi se avessi apettato 10 anni ancora di lavoro avrei messo via veramente tanto, da fare una vita da ricco proprio.
    Ma non mi e’ mai interessato essere ricco. Preferisco godermi i 30 e poi a 40 si vedra’.

    Vorrei andare a vivere in un paese migliore ma ho una donna che ha una figlia e non ha intenzione di spostarsi (purtroppo per me, per lei e per la bambina che chissa’ quale futuro avra’ in questo paese) ed al cuor non riesco proprio a comandare.

    Forse vendero’ a milano per comprare un po’ piu’ fuori, con un po’ di terra per provare a coltivar qualcosina per me.
    Spero di non dover mai piu’ costringermi alla schiavitu’.
    E’ una vita migliore, confermo.

  • drummer

    Ti ammiro .

  • illupodeicieli

    @break74 : vedi ,senza voler essere riduttivi, distinguerei l’aspetto materiale e quello spirituale. Di solito, secondo Fromm ad esempio almeno dalla rivoluzione industriale , gli occidentali hanno sempre privilegiato la prima e insegnato questo credo in maniera spesso velata o comunque accattivante: in quest’ultimo caso la pubblicità, non solo quella riferita ai prodotti, ma anche quella relativa a stili di vita, nonchè l’insegnamento scolastico, giocano un ruolo importante e determinante nel convincerci (sto arrivando al sodo) che è non solo giusto, ma anche logico e inevitabile, pensare a produrre reddito, denaro, lavoro e merci, che interessino terzi , affinchè tu e noi possiamo permetterci di vivere. Dove vivere può essere anche, e lo vediamo spesso, soltanto sopravvivere: per molti di noi, ad esempio, in questi tempi è già un successo avere la corrente elettrica pagata, un tv che funzioni, l’adsl, un po’ di cibo del discount. E siccome la società ha sempre meno bisogno di noi come persone , come braccia, sta emarginando una buona parte di cittadini: e non soltanto dal mondo del lavoro ma ,di riflesso, anche dal mondo sociale. E’ palpabile il disinteresse verso la politica, intesa come qualcosa che ci riguarda direttamente e su cui possiamo intervenire: il risultato è lo sguinzagliarci per cercare di portare a casa quel tanto di denaro o di cibo che ci permetta di avere forza per poter ,nuovamente, andare a caccia. E questo vale sia per le persone che ieri ho visto, già dalle 7 del mattino (ma forse c’erano anche prima) in fila per i “pacchi di cibo e viveri”, sia per quelli un po’ più fortunati (?) che riescono ancora a fare la spesa al discount o hanno il coraggio e la forza di accontentarsi di frutta e verdura che sta per andare a male, ma ci sono altri che invece se la passano bene quanto a denaro ma tuttavia ne sono schiavi. Questi sono quelli che sprecano il denaro per possedere beni e oggetti dell’ultima moda, quando invece potrebbero votarsi all’altruismo e con la forza del denaro e sopratutto del cervello, mettersi a disposizione del prossimo. E non parlo di volontariato, ma di qualcosa che avrà di certo un tornaconto: il rischio, anche per costoro e di essere ,in un prossimo futuro, emarginati pure loro. Del resto medici ,ingegneri,avvocati, architetti, ce ne sono in tutto il mondo, al pari di tecnici informatici , biologi e persone che servono al mondo produttivo : quando servirà risparmiare si utilizzeranno (brutto verbo che rende l’idea che alcuni hanno degli esseri umani, delle persone) quelli che accetteranno di lavorare per meno. Già oggi queste stesse persone, che ancora hanno un po’ di denaro da spendere, vanno per lifting o cure dentistiche all’estero, dove risparmiano. Tutto questo lavaggio del cervello ha vietato o sconsigliato di pensare , di fermarsi a pensare, agli aspetti spirituali dell’esistenza: dal “sacco vuoto non sta in piedi” fino al “riposati perchè domani devi alzarti presto per andare al lavoro” e ,come intermezzo, “ne parliamo dopo perchè adesso siamo stanchi tutti e due, dato che abbiamo lavorato tutto il giorno”. In poche parole, non c’è mai tempo per pensare ad altro che non sia il produrre: se ne sconsiglia l’uso e anche quando si “vede un film”, giusto per distrarsi, in realtà è pieno di suggerimenti e inviti per “rendere meglio nel lavoro, nella vita dedicata alla produzione. Chi si prende una mezzora per non fare niente e pensare, non al lavoro ovviamente, secondo i canoni normali è considerato un ozioso, uno scansafatiche: la gente viene convinta fin da piccola, dalla scuola e dai media, che è vero, che è tempo perso. Cercano di convincerci che la vita è nostra quando ,così facendo la vita l’abbiamo già persa: dedicandola ad altro e ad altri. Le nostre inclinazioni naturali, vengono incanalate,anche in quel caso, verso qualcosa che produca denaro, diversamente sono considerate cose di poco conto. Ora per come vanno le cose, queste inclinazioni che prima erano relegate nel mondo degli hobbies, con la carenza di denaro e la preoccupazione di procurarselo , vengono meno: lo dimostra anche ciò che trovi nei mercatini o nelle inserzioni pubblicitarie, dove la gente ormai impoverita , s-vende una parte di se stessa quando si priva di ciò che un tempo le era caro.

  • TaOist

    complimenti .

  • Nyarlathotep

    organizziamo un autobus ?

  • Break74

    Ribadisco la mia stima nei tuoi confronti! il discorso non fa una piega.

  • Mariano6734

    Salve a tutti, commento certamente in ritardo, ma tardi meglio che mai. Sono un giovane ingegnere/ricercatore di 29 anni che vuole uscire da questo sistema di schiavitú, guadagnandosi quello di cui ha bisogno tramite auto-sussistenza. Cerco persone con cui fare rete. Questo il mio sito: https://wildoranges.wordpress.com/
    Saluti,
    M.