VIGILIA ?

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Arrivano, da più parti, forti segnali d’inquietudine. Il cui centro non è la Siria, ma direttamente l’Iran. L’ultimo in ordine di tempo viene da un ex importante personaggio, che sembra avere fonti d’informazione personali e fuori dal mainstream. Si tratta di Steve Pieczenik, che è stato vice segretario di Stato in tre diverse Amministrazioni americane e fa parte del Council on Foreign Relations.


Ebbene – e lo scrivo con un brivido misto a incredulità – Pieczenik
ci informa che Israele attaccherà l’Iran il 26 settembre 2012, cioè dopodomani (visto che sto scrivendo queste righe il giorno 24), in coincidenza della festa ebraica dello Yom Kippur . Il giorno dell’espiazione, uno dei “giorni terribili” della religione ebraica.

Dirò subito che non ho mai creduto a queste cose, sebbene di fanatici che fanno cose orribili in speciali ricorrenze sia pieno il mondo in tutte le epoche. Dubito e spero che questa previsione non si riveli vera. Ma, al tempo stesso, è impossibile non vedere segnali dell’acutizzarsi della tensione. Pieczenik stesso sembra escludere che Israele possa muoversi da solo. Dunque prevede che Netanyahu (o chi per lui) organizzi qualche gravissima provocazione che costringa Barack Obama e venire in soccorso subito dopo l’eventuale offensiva israeliana. Per non perdere le elezioni.

Una provocazione del genere, per altro, c’è già stata e ha coinciso con lo stranissimo attacco al Consolato USA di Bengasi, dove ha trovato la morte l’ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens. Per la verità molto di più che un ambasciatore: quasi un vicerè del Nord Africa.

Al-Qa’ida? A parte la solita storia che il “logo” è sempre lo stesso e non si sa mai chi c’è dietro, c’è il sospetto che, anche là dietro, ci sia qualche propaggine del Mossad. Tanto più che il tutto è stato organizzato attraverso l’altrettanto strana, per tema e tempistica, provocazione del film blasfemo contro l’Islam lanciato nello stagno arabo da parte di individui variamente connessi ad ambienti delle lobby ebraiche negli Stati Uniti.

Ce n’è quanto basta per sollevare una bufera di sospetti. A diversi giorni dalla morte di Stevens il New York Times sta ancora pubblicando ricostruzioni su ricostruzioni della vicenda (che riferiscono di un convulso lavorio dell’intelligence americana) giungendo alla conclusione “che molte domande sono ancora senza risposta”. Che conferma quanto l’attribuzione dell’attentato terroristico ad Al-Qa’ida sia considerata troppo banale, e quindi poco credibile.

Il tutto lascia pensare che Obama (ancora in vantaggio di due punti su Romney) non si lascerà trascinare tanto facilmente là dove vorrebbe Netanyhau. A meno che i timori di Pieczenik non si rivelino fondati.

Dunque occhi e orecchie aperti perché potremmo trovarci tutti in prossimità di un fuoco d’artificio mortifero. Tanto più che sullo stesso versante dei fomentatori di guerra si stanno già posizionando tutti i media principali del mainstream occidentale. In questo grati ad alcune dichiarazioni incendiarie provenienti dai comandi supremi iraniani.

A cominciare da quella del comandante del Corpo delle Guardie Islamiche Rivoluzionarie (Pasdaran), generale Mohammad Ali Jafari, che nei giorni scorsi ha snocciolato l’elenco delle rappresaglie che l’Iran metterebbe in atto in caso di attacco contro il suo territorio. Primo punto della ritorsione, secondo le sue dichiarazioni, sarebbe il coinvolgimento degli Stati Uniti con l’attacco alle basi militari americane in tutta l’area, in Bahrein, Qatar, Afghanistan, la chiusura dello Stretto di Hormuz, e la mobilitazione di Hezbollah in Libano e di Hamas in Palestina.

«Penso che – ha concluso il generale iraniano – non vi sarà un posto in Israele che rimarrà intatto».

Perché Teheran offra tali occasioni propagandistiche ai suoi nemici occidentali non è chiaro. È come se i capi iraniani pensassero che i servizi segreti e gli eserciti di Israele, Stati Uniti e NATO non siano al corrente degli effetti di un attacco contro l’Iran. Poiché lo sanno, dovrebbe essere inutile gridarlo.

Ancor meno intelligente, sotto questo profilo, appare la dichiarazione del brigadiere generale della difesa missilistica dei pasdaran, Amir Ali Hajizadeh, che si è spinto – secondo il sito dell’emittente francese France24.com– ad annunciare la possibilità di un “attacco preventivo” da parte iraniana. Un chiaro atto di autolesionismo propagandistico.

Anche Hajizadeh ha precisato che non ci saranno paesi neutri nell’area, che potranno restare fuori dal conflitto, perché tutti ospitano basi americane e, dunque, diventeranno bersagli della controffensiva iraniana (http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/113768).

Insomma, alza la voce chi sa di essere nel mirino. Vedremo le prossime mosse dell’una e dell’altra parte. Ma questa ha tutta l’aria di non essere già più una schermaglia propagandistica. Sembra piuttosto una “vigilia”.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/8954-vigilia.html
25.09.2012

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TitusI
TitusI
25 Settembre 2012 , 0:56 0:56

Le dichiarazioni autolesionistiche sono evidentemente a fini interni, ma vengono ovviamente sfruttate dall’ esterno. Domani vedremo che succede, ma dubito che verrà attaccato l’Iran 😉

Highlangher
Highlangher
25 Settembre 2012 , 1:08 1:08

Egregio Chiesa, dal link fornito nel suo articolo, si parla di oggi 25 settembre, non del 26. THE INTERVIEW WITH STEVE PIECZENIK: WWIII Starts 25 September 2012. Credo che Obama abbia tutto l’interesse a tenere buono bibi e isuoi cani da guerra fin dopo le elezioni di novembre. A meno che il false flag non sia talmente potente da fare effetto tipo il 911 di infame memoria. Chi vivrà vedrà , disse il cieco in fin di vita…

Stopgun
Stopgun
25 Settembre 2012 , 2:03 2:03

Il buon Pieczenik e’ in realtà uno psichiatra, e le sue parole vanno interpretate con una certa angolazione.

In realtà negli anni 70/80 il gruppo degli psichiatri politici era ben nutrito; infatti Pazienza, Ferracuti, Navarro Valtz ebbero posti chiave.

RicBo
RicBo
25 Settembre 2012 , 2:06 2:06

Come fa Chiesa a non vedere che questo tirare la corda della tensione è uno strumento di mantenimento del potere?
Creare il nemico all’esterno per creare consenso sul fronte interno, è una tattica usata fin dagli assiri. Gli USA l’hanno applicata continuamente. Lo stesso Iran non è una vittima di questo gioco, con il suo atteggiamento provocatorio ed ambivalente, è coinvolto attivamente. Non fosse per Israele, sai le rivolte che ci sarebbero contro il regime clericale che opprime i persiani.

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Settembre 2012 , 2:36 2:36

Dr. Pieczenik says the specific date of the strike on Iran is Sept. 25th or 26th, Yom Kippur—the Jewish holiday, which commences in the year 2012 at sundown on the 25th, and ends at nightfall, the following day.

albsorio
albsorio
25 Settembre 2012 , 3:29 3:29

In passato fu attacata un centrale nuclreare iraniana, oggi il metodo usato non funzionerebbe, ammesso e non concesso che vi sia un attacco potrebbero usare una e-bomb. Recentemente sul suolo italiano è avvenuto un incidente dall’articolo apparso qui—- http://www.tankerenemy.com/2012/09/fire-in-night.html —– si legge—-” L’emissione di un intenso impulso di radiazioni può

essere usato come arma di guerra elettronica con la

cosiddetta bomba elettromagnetica o bomba-E (E-

bomb). Si tratta di un dispositivo bellico (anche

satellitare) progettato per mettere fuori uso gli apparati
elettronici in un vasto raggio di azione.” Chissa se i dementi israeliani prima o poi trovano chi gli spacca il…

ROE
ROE
25 Settembre 2012 , 3:53 3:53

Non sono gli USA che impediscono un attacco all’Iran ma Russia e Cina (ed anche India). Finché ne avranno interesse. Un eventuale attacco all’Iran significherebbe che USA e BRICS avrebbero raggiunto un accordo. Ma, per ora, non è così.

Giancarlo54
Giancarlo54
25 Settembre 2012 , 4:05 4:05

Pieczenik chi? Lo strizzacervelli del caso Moro? Ma per favore……. Lo avrà sentito durante qualche seduta spiritica? Nel caso sentiamo un altro esperto in sedute spiritiche, sempre per lo stesso caso Moro…….

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Settembre 2012 , 4:18 4:18

L’Iran e la Palestina sono le due realtà estreme che ci separano dalla catastrofe globale. O le rispettiamo o ci rimettiamo le penne noi stessi, ma per farlo dobbiamo affrontare il nemico in casa nostra, riconoscendolo dietro le maschere che ne nascondono il volto feroce.

gm
gm
25 Settembre 2012 , 4:29 4:29

Quanto alle ragioni per cui i vertici militari iraniani facciano la “voce grossa”, direi che questo loro modo di agire rientra nelle normali tecniche di propaganda psicologica non tanto per mandare un messaggio ai vertici militari Usa e israeliani (che, come dice l’articolo, naturalmente sono già perfettamente a conoscenza delle possibili reazioni iraniane) , quanto – credo – per mandarlo a tutti governi e i popoli – siano essi americani, israeliani e occidentali in genere – affinché non si illudano che saranno solo passivi spettatori delle future probabili aggressioni. Quanto, invece, a quello che scrive qualcuno (“Non fosse per Israele, sai le rivolte che ci sarebbero contro il regime clericale che opprime i persiani.”) , penso che, se rivolte ci sono state finora in Iran – rivolte, poi, di chi? Del popolo o di strati borghesi privilegiati e ammaliati dal e complici del “laico” verminoso occidente? – esse sono state tutte manovrate e finanziate proprio dagli Usa e dai sionisti d’israele. Così come credo che proprio questi ultimi abbiano ucciso o fatto uccidere vari scienziati che lavoravano nei programmi nucleari iraniani (che, fino a prova contraria, sono diretti all’uso pacifico del nucleare) e abbiano organizzato attentati contro quegli stessi impianti… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
25 Settembre 2012 , 5:43 5:43

Mi suona strano che Chiesa non abbia colto il senso delle ultime dichiarazioni iraniane. Non si tratta solo della propaganda interna, che si considera implicita sempre in questi casi, ma di un elemento molto più importante, sul piano internazionale. In sostanza gli iraniani, da alcuni mesi, hanno legato indissolubilmente ogni attacco Israeliano agli USA, non credono al giochino di Obama che tratta le spinte da Israele come “noise out there”, giurano e confermano che in ogni caso la risposta comprende le basi USA a portata dei loro mezzi, a “prescindere” come direbbe il Principe. Questo è il succo delle dichiarazioni Iraniane, non vogliono stare ai giochi Usraeliani, del poliziotto buono e di quello cattivo, sanno perfettamente che Israele non può in alcun modo attaccare senza il via libera USA, e tolgono spazio di manovra alle evoluzioni della dialettica pubblica tra gli USA ed Israele. Per chiudere, cosa lega, sul piano editoriale della produzione, le vignette svedesi, il “film”, le vignette francesi etc etc ?? Lascio ai lettori la risposta 😉 Se domani faccio un film blasfemo su maometto credete forse che venga messo all’attenzione globale ? o che Youtube e Google lo lascino on-line dopo una richiesta del dipartimento di… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
25 Settembre 2012 , 5:56 5:56

Ho buttato questo link nella discussione sbagliata, qui sta bene !
h_ttp://www.debka.com/article/22376/Washington%E2%80%99s-Iran-war-game-vs-real-Iranian-Israeli-war-preparations

L’esperienza degli ultimi lustri ci insegna che questi articoli vanno messi da parte 😉

helios
helios
25 Settembre 2012 , 7:21 7:21

E’ tornato sulla scena politica americana Steve Pieczenik, l’uomo “che sabotò dall’interno il comitato interministeriale che cercava Moro durante il sequestro”. La sua missione anche questa volta è ambiziosa: far vincere il candidato delle destre alle prossime elezioni presidenziali e battere il fiacco Barak Obama. Con questo scopo Pieczenik è stato affiancato al candidato che più di tutti rappresenta la possibilità di un ritorno al potere di una destra di stampo fascista, il generale Petraeus, attuale capo della CIA, amato da tutti i neocons e dal popolo che sogna l’arrivo alla Casa Bianca di un uomo forte, meglio se in divisa. (si veda al riguardo il ritratto inquietante di Petraeus dello scrittore e analista Webster Tarpley). Come punta di lancia del candidato Petraeus tra il popolo liberal statunitense è stato scelto l’uomo-macchina Pieczenik. Ma la vecchia conoscenza dell’Italia si fa coinvolgere solo se i lavori sono sporchi e sofisticati. Quando venne in Italia, qualche giorno dopo il rapimento di Aldo Moro, come esperto di terrorismo del Dipartimento di Stato americano, incaricato da Kissinger di costruire la prima cellula antiterrorista degli Usa (si veda su di lui quanto scrivono Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato in “Doveva morire”, Chiarelettere 2008) aveva il… Leggi tutto »

Stopgun
Stopgun
25 Settembre 2012 , 11:51 11:51

Pieczenik e Tom Clancy sono una coppia di autori di fanta-terrorismo, insieme infatti hanno scritto OP Center.

Tom Clancy invece aveva previsto uno scenario 911 in Debt of Honor, e stava in TV la mattina del 11 Settembre. Che devo pensare.

reza
reza
25 Settembre 2012 , 16:56 16:56

Steve Pieczenik fu l’assistente di tre Secretari di Stato USA;Henry Kissinger, Cyrus Vance e di James Baker. Viene cooptato nell’infame CFR, il Council on Foreign Relations. Viene in Italia, su mandato della CIA, a coordinare il gabinetto che gestisce il caso Moro e, morto Moro, se ne torna in America.Viene definito “infowarrior”, un risolutore di crisi internazionali!!! Se vi capitasse di incrociare il destino oscuro del dottor Steve R. Pieczenik, state attenti: pare che non sia affidabile. Lo ammette egli stesso. Leggete e sbalordite per la mansuetudine con cui narra di vicende che inficierebbero la politica estera Usa degli ultimi due anni: “Mi occupo di psyops: operazioni psichiche. Ho lavorato con Osama Bin Laden nel ’78 e nell’81. Nel ’79 anche, quando Osama era in Afghanistan. E pure con Saddam Hussein, quand’era nostro alleato; e contro Saddam, quando non lo era più”. Questa medesima agilità di valutazione fa da guida a Pieczenik se deve parlare della commissione Trilaterale o del CFR: “La fondazione fu opera della famiglia Rockefeller. Si era in odor di cospirazione. Però, da membro del CFR, ti garantisco che ora non c’è proprio sentore di complotto”. Vi aspettereste un elogio di tutta la costellazione che, dalla Trilateral… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
25 Settembre 2012 , 18:00 18:00

I comandanti iraniani sono molto più intelligenti di quello che pensa Chiesa.

Stanno soltanto avvertendo il mondo su ciò che comporterebbe un attacco all’Iran.

Credo sia più che legittimo per far capire a chi appoggia Isarele di doverne fermare la “follia”.

Come potrebbe essere un tentativo di costringere Obama ad uscire allo scoperto e fare una precisa scelta di campo.

Credo, ormai, che in Iran se ne fregano di “prestare il fianco” alla nostra informazione di regime, date le sue molteplici ed annose fandonie nei confronti dell’attuale Persia.

Un atto, ritengo, di non paura nei nostri confronti.

Se tacessero farebbero molto peggio in questo momento, secondo me.

Comunque, se l’attacco ci dovesse essere, il prossimo Capodanno sarebbe molto diverso, per tutti noi, rispetto a quelli degli ultimi 67 anni.

Ciao

Geo

cavalierenero
cavalierenero
26 Settembre 2012 , 11:00 11:00

hanno attaccato?
da qui non sento bene, sono distante, sai.

Kiddo
Kiddo
27 Settembre 2012 , 4:04 4:04

Pazienza psichiatra?? Mah..

AndreaB
AndreaB
28 Settembre 2012 , 16:54 16:54

Visto che il 26 è passato per quando è previsto il prossimo attacco? Devo impostare il recorder per questo lo chiedo, dite che è meglio lasciarlo sempre attivo perché è questione di giorni? Suvvia, un altra data, attendo fiducioso