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VERSO UN' ALTRA RIVOLUZIONE FRANCESE ?


DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

La Federal Reserve ha annunciato che lascerà bassi i tassi di interesse ancora a lungo. Perché l’economia è ancora anemica. Giusto o forse no, perché si sta ripetendo lo scenario dei primi anni del Duemila, quando per rimediare allo scoppio della bolla del Nasdaq la Fed tenne i tassi bassi e questo pose le premesse per la creazione di una nuova bolla, scoppiata tra il 2007 e il 2008.

Vedendo l’andamento delle Borse c’è da restare perplessi. La disoccupazione resta alta, le prospettive di crescita sono deludenti in tutto l’Occidente, il debito pubblico continua a crescita. Eppure la Borsa vola come se fossimo in periodo di pieno boom, scontando utili molto ipotetici. Il punto è che a nessuno importa degli utili, perché l’attuale crescita è guidata dalla liquidità a buon mercato, che fa felici speculatori e banche d’affari, i quali ricevono denaro praticamente gratis, denaro che anziché aiutare l’economia reale, alimenta la crescita artificiale della Borsa.

Insomma, ho l’impressione che si sia creata un’altra bolla e che questa sia ormai la natura di un sistema incentrato sulla finanza: si passa da una bolla all’altra; con creazioni di spaventose ricchezze individuali a fronte di un impoverimento della società, che anziché accumulare capitale, accumula debiti, privati o pubblici. Dunque diventa schiava.

Ma la storia insegna che sperequazioni così forti non durano. Un economista molto bravo l’altro giorno in confidenza mi ha detto: stiamo creando le premesse che hanno portato alla Rivoluzione francese ovvero a una ribellione di un popolo impoverito contro i privilegi inaccettabili di un’aristocrazia egoista, avida e autoreferenziale.

Ha ragione lui, lo sbocco della crisi provocherà una Rivoluzione? O il meccanismo del debito è cosî diabolico – e globale – da rendere le masse prigioniere per sempre?

AGGIORNAMENTO. Il professore citato nel post è Giovanni Barone-Adesi, docente di Teoria finanziaria presso la Facoltà di Scienze economiche dell’Università della Svizzera Italiana. Il suo nome non è molto noto al grande pubblico italiano, ma nel mondo accademico europeo e americano è considerato uno dei massimi esperti sui derivati e la gestione del rischio e collabora con varie istituzioni finanziarie e organi di regolamentazione nella gestione dei rischi (vedi la sua biografia – http://www.istfin.eco.usi.ch/personal-info?id=192 ). E’ stato lui stesso ad autorizzarmi a svelare la sua identità e ha contribuito inviando questo commento, che trovate qui sotto e che trascrivo di seguito:

Il sistema bancario resta fragile perchè la difesa degli azionisti ha avuto la priorità sulla ricapitalizzazione. Le banche senza capitale economico hanno difficoltà a fare credito, possono solo investire la liquidità data dalle banche centrali in attività speculative a breve, vantaggiosissime finchè pagano zero interessi sulla liquidità. Il fatto che le autorità calcolino il capitale regolamentare in modo fantasioso non cambia la realtà, solo l’offusca. Le banche sono obbligate a speculare invece di sostenere la ripresa con il credito. Passiamo di crisi in crisi, trasferendo ogni volta soldi dai contribuenti a pochi individui. Per parafrasare Churchill, raramente pochi hanno dovuto tanto a tanti. Questo quadro, che in realtà si applica agli Stati Uniti e all’Inghilterra piu’ che all’Italia, forse non porterà in fretta alla rivoluzione, ma rischia di tenere a galla Brown e altri opportunisti (qualcuno anche in Italia, paese che soffre di mali piu’ antichi) che, dando la colpa alla finanziarizzazione eccessiva dell’economia, gli hedge fund e l’ingegneria finanziaria, difendono lo status quo, un’autentica perversione dell’economia di mercato.

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/03/18/verso-unaltra-rivoluzione-francese/
18.03.2010

Pubblicato da Davide

  • vic

    Sono scettico sul fatto di buttarsi in braccio ai baroni, adesi o meno.

    Se la finanza e’ dove e’, dobbiamo ringraziare anche loro. Sono loro, quelli del ramo, che hanno dalla sua nascita decantato le virtu’ della nuova finanza. Che spacciavano i derivati come strumento di protezione finanziaria, quando in realta’ sono uno strumento di enorme speculazione.
    E poi son loro che han leccato gli stivali ai grandi teorici della nuova finanza, quelli che prendevano il Nobel mentre i loro fondi facevano perdite mai viste prima.
    I baroni adesi non hanno mai parlato di cigni neri. Alzavano inni al cielo alla (utopica) ipotesi del libero mercato.

    La societa’ come mercato e’ un modello perverso. E il mercato non e’ libero ma truccato.
    Barone scendi dal mirtillo.

    Non e’ questa gente che ci tirera’ fuori dal guado.
    E’ gente dello stampo di Olivetti (pace all’anima sua).
    Oppure dei semplici filosofi come Galimberti, che hanno un po’ meno la puzza al naso dei baroni.
    Foa, a quando una citazione di Galimberti?

    Non facciamoci nemmeno ingannare dalla neolingua.
    Non siamo piu’ nella societa’ capitalista, bensi’ in quella finanzista, che si dovrebbe scrivere finazista, ma per ora non si puo’.

  • enricotorielli

    Consiglio di prestare la massima attenzione quando si pubblicano articoli di giornali e giornalisti ufficiali… se parlano di “rivoluzione” (proprio loro!) lo fanno non intaccando gli interessi dei loro padroni (massoni, banchieri), magari anche soddisfacendoli in un certo senso, per darci false illusioni…

  • maristaurru

    ti faccio notare che Foa in questo caso pone una domanda precisa alla quale risponderanno esponendo la propria opinione quelli che vorranno. Si tratta infatti di un post del blog del giornalista che si da il caso sia anche cofondatore dell’osservatorio Europeo di Giornalismo, il che spiega il blog un po’ diverso , soprattutto nella proposta di discussione. Foa soprattutto lascia libertà di esporre le proprie idee e di discuterle fra chi desidera farlo. Quindi , leggi bene, non sta affatto parlando nè pro nè contro la rivoluzone, espone una serie di considerazioni basate su dati di fatto, o da opinioni di commentatori noti e meno noti, da cui ognuno trae considerazioni diverse in genere, calcolando che fra i commentatori ci sono
    persone di diverso indirizzo politico.. ci si sta bene, altrimenti sai che barba!

  • fusillo

    Bel post.
    Vedo con piacere che anche tu hai letto di Eric Arthur Blair.
    La neolingua va alla grande da anni.
    Basti pensare alle guerre degli ultimi 10 anni e le vittime fatte dal “fuoco amico”.
    Penso che la rivoluzione in europa o più in generale in occidente non ci sarà semplicemente per il fatto che le rivoluzioni nascono dalle idee e non dalla fame.
    Difficile pensare che una popolazione come quella occidentale che è anestetizzata da decenni riesca a produrre un sussulto.
    Il declino dell’ europa è in corso da ben prima della crisi “finazista”.
    Mercato libero? Dopo il crollo del muro di Berlino il mercato è gestito dai peggiori comunisti bulgari che si potevano trovare negli anni ’70: la cosa drammatica è che invece sono la crema dell’ industria.
    Si impastano la bocca di concorrenza, mercato, efficienza, assertività……
    Rappresentano la quintessenza del nulla.
    Scardinare un sistema dove i banchieri fanno da stampella a degli imprenditori avvoltoi è impossibile:
    ci penseranno gli altri a ridimensionarli.

  • A_M_Z

    emh aspetta e spera di fare rivoluzioni con le idee.

    E’ la fame che muove l’uomo verso i grandi cambiamenti istituzionali e chi ci governa lo sa benissimo. Per questo rimarremo senza casa e lavoro ma non moriremo di fame. E chi ha orecchie per intendere…

    Se il capitalismo ora è virtuale è perchè nella realtà non ha più nulla da dire; nel mondo occidentale si può avere tutto ciò che si vuole, è il concetto di welfare che va ridimensionato.
    Ormai il consumatore è stato spremuto!

  • vic

    Gia’ l’Osservatorio Europeo di Giornalismo.

    Vorrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che osservi pochino.
    Due esempi.
    Per cominciare quando ha mai spiegato l’osservatorio in termini succinti il trattato di Lisbona? Si tratta di un trattato Europeo. Andrebbe trattato con cura. No invece, lo si lascia nello status di trattato intrattabile.
    Come mai sono solo i giornalisti fuori dagli osservatori e pure fuori dagli astrolabi del giornalismo a tentare di riassumercene il vero contenuto?

    L’altro esempio e’ imperdonabile per un osservatorio.
    Ah, lo so che i media mainstream lo evitano come la peste.
    Eppure ci sono fior di giornalisti d’inchiesta che vi hanno dedicato mezza vita.
    Una esponente di spicco di questo vero giornalismo, dove ci si batte al fronte e’ la Linda Moulton Howe, che il suo osservatorio lo chiama modestamente, terre-a’-terre, Earth Files.
    I piu’ vispi hanno indovinato: il nostro grande osservatorio europeo s’e’ fatto scappare l’osservazione piu’ stupefacente dell’ultimo mezzo secolo e passa. Quella del fenomeno degli oggetti volanti non identificati, delle abduction e via discorrendo.
    Ragazzi, e’ un po’ come se io vi dicessi di possedere una vista d’aquila e non m’accorgo che mi transita un elefante davanti al naso.

    Insisto sulla neolingua: non e’ detto che gli osservatori osservino, ne’ che i giornalisti scrivano notizie.

    Tanti auguri all’Osservatorio Europeo, per ora battuto dall’Osservatorio Vaticano, anche sulle questioni astronomiche, ma non solo. Oserei dire perfino nel campo della musica prepolifonica.

    Ops, e’ un tasto da non toccare!

  • stefanodandrea

    colpito!

  • fusillo

    Non sono d’ accordo.
    Quello che dici tu è il trionfo del capitalismo.In altre parole la gente reagirebbe solo al fine di procurarsi cibo che non ci farebbero mancare.Quindi la popolazione , di fatto, avallerebbe lo status quo.
    Di fatto le rivoluzioni , come le guerre, si fanno per interessi economici.La differenza sostanziale risiede nel fatto che le guerre vengono decise dal potere costituito.Le rivoluzioni necessitano del consenso popolare perchè muovono fazioni all’ interno(di una nazione, stato, impero).
    Il consenso popolare si può sempre pilotare ma sono le idee e quindi il pensiero a incidere radicalmente sul potere rivoluzionario di un popolo.
    A questo proposito citola rivoluzione cubana.
    Non quella di Guevara !
    Bensì quella di Martì.
    Diceva, tra le altre cose…….
    “Essere istruiti è l’unico modo per essere liberi”
    Pensa in 130 anni com’ è regredito l’ uomo.
    Non parliamo poi dell’ Europa.

  • fusillo

    Interessante.
    Infatti se ci pensi si parla tanto delle piramidi (films, libri, trasmissioni), di Baalbek in Libano pochi ne hanno sentito parlare.

  • AlbertoConti

    “(ANSA) – ROMA, 20 MAR – ‘E’ da incoscienti che il destino dell’economia mondiale sia legato alle fortune di poche gigantesche banche’. Lo ha detto Ben Bernanke. Il presidente della Fed ha definito ‘pericoloso’ il problema posto dalle banche ‘troppo grandi per essere lasciate fallire’. Gli istituti di dimensioni eccezionalmente grandi potrebbe per questo essere obbligati a redigere una sorta di ‘testamento’, per aiutare il management e le autorita’ a prevenire le crisi smontando pezzo per pezzo l’azienda.”

    Ecco chi fa la rivoluzione. Sai la novità!

  • A_M_Z

    Con le idee si organizza mentre è l’impulso al cambiamento istituzionale che viene dalle modifiche del sistema di produzione/distribuzione (economia) che fa muovere “i culi”.

    Dato che i tanti sono pecore, bastano le idee di pochi per smuovere i tanti.
    Ma essi agiranno solo ed esclusivamente quando saran presi per fame.
    Se nò chi glelo fa fare di cambiare lo status quo e combattere i forti?

  • maristaurru

    Non era mia intenzione analizzare l’operato dell’Osservatorio Europeo, volevo metter l’accento sul fatto che il post era preso da un blog e l’accenno alla rivoluzione francese era trattato in modo esettico, non certo come invito alla rivoluzione, nè come critica ad una eventuale rivoluzione, bensì veniva proposto come argomento di discussione ai frequentatori del blog. Punto.

    Poi ogni Osservatorio per quanto mi riguarda ha la libertà di osservare quello che gli pare e come gli pare, come per tutto, specie su Internet, il successo o meno dipenderà dalle capacità di chi vi opera.

  • maristaurru

    Mi sono documentata al volo sulla produttrice cinematografica/ricercatrice Linda Moulton Howe, interessante, si è dedicata agli alieni, ai circoli nel grano e ad altri misteri che certo fanno presa anche su di me, anche se ormai si è molto ricercato e scritto su questi argomenti “scientifici”.

    E’ però difficile aspettarsi che un professore di Scienze politiche redattore Esteri di Montanelli si possa dedicare in modo continuativo ed utile a simile tipo di osservatorio. Non è difficile capirlo: ad ognuno il suo. Ed è giusto così, sai che noia se tutti osservassero e relazionassero sulle stesse cose!

    Il trattato di lisbona, chi sa se ne ha scritto sul blog e se ha pubblicato degli articoli sulla stampa, francamente me ne infischio, molti hanno scritto sul trattato di lisbona, alcuni con cognizione, altri scrivendo castronerie, pure io nel mio piccolo blog ho detto la mia, questo non fà di me, ma nemmeno di molti altri, dei geni o dei giornalisti veri. Siamo seri, non c’è uno schema prefissato, io rifiuto la giacchetta/ divisa alla Mao e la cultura della omologazione, mi piace la moderazione ed il permesso per ognuno di esprimersi opponendogli poi se del caso, un contraddittorio valido e rispettoso, non degli sbeffeggiamenti. Da questo nasce il confronto delle idee e , si spera anche una qualche capacità critica, dote che a noi italiani tutti è stata coartata sul nascere, per ovvi e noti calcoli del potere politico/ economico.

    Detto questo, ti sono grata per avermi fatto conoscere questa Linda Moulton Howe, la leggerò con molto piacere.

  • Simulacres

    “…si dovrebbe scrivere finazista, ma per ora non si puo'”

    Perché… in fondo anche nelle migliori ordinanze un tocco di make-up che ne arricchisce l’interpretazione è consentito e non guasta mai; io ci aggiungerei ancora un tocco in più di mascara sì da trasformarlo in “fin-nazista” (esagerato, eh?).

    Chissà… forse la banda dei Soros e la corte degli osservatori “oppionisti”, “illu-sionisti” ecc. ecc. potrebbero meglio rispecchiarvisi e sentirsi meglio gratificati (o no?;).

  • amensa

    io sottoscrivo interamente l’intervento e la lettera di barone-adesi. L’unica pecca è che questa è solo una parte del problema, o almeno non analizza la più importante.
    E’ verissimo che la finanza, direi meglio, il sistemabancario mondiale, si sta mangiando l’economia reale, ma il problema è che l’economia reale VUOLE farsi mangiare.
    quando governi si indebitano perchè non riescono a coprire col prelievo fiscale le spese, e il sistema bancario si OFFRE di finanziarli, essi, i governi, stanno svendendo la loro libertà di azione, proprio come l’incoscente che si mette nelle mani degli strozzini.
    è amara questa realtà, perchè tutti amano governanti che diano molto e chiedano poco, peccato che non ci si accorga che in questo modo stanno svendendo il nostro culo, quello dei nostri figli e nipoti per n generazioni.
    è l’idiozia di chi crede ai pasti gratis, la prima responsabile di questo malaffare.

  • amensa

    ps. le rivoluzioni non le hannop mai fatte i popoli, nemmeno quando hanno fame, perchè per fare una rivoluzione occorrono energie, e non morti di fame. Ma poi soprattutto occorrono idee chiare sul DOVE si vuole andare, sul cosa si vuole ottenere, e questo lo hanno sempre solo capito i borghesi, con la pancia sufficentemente piena, che mandano le masse idiote allo sbaraglio, con 4 parole d’ordine ad effetto, e tante promesse e illusioni.
    No, non di una rivoluzione c’è bisogno , ma di una massa di gente sufficentemente grande, che cominci ad interessarsi ai VERI problemi,e soprattutto, dopo aver capito a fondo “il nemico”, si organizzi per combatterlo sul suo terreno.

  • terzaposizione

    ” provocheremo una crisi grave economica che minera’ le societa’ Occidentali al fine di spingere i popoli a sovvertire il sistema di governo,saranno sacrificati gli stupidi politici da noi messi al potere,le masse avranno il sangue con cui placare la Bestia che vive in loro,poi saranno ben disposti ad accetetare chi promettera’ loro pace – benessere – giustizia, in cambio di assoluta fedelta’ al nuovo principe”

    Certo Foa ci prepariamo a fare il giuoco dei tuoi burattinai,magari risparmiando le redazioni di Libero ed il Giornale.

  • kenzo60

    Questo MoVimento c’è e si chiama:
    MoVimento 5 Stelle!