VERSO LE URNE DI PANDORA

VERSO LE URNE DI PANDORA

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info

L’on.le Angela Napoli della commissione antimafia lo ha detto apertamente, il 4 Agosto a Rai News 24, conversando con Corradino Mineo: i finiani voteranno il federalismo fiscale se sarà un federalismo “solidale”, altrimenti no. Cioè, il governo avrà il loro voto se continuerà a dare ai pubblici amministratori del Sud i soldi del Nord necessari per pagare le cose cinque volte più che in Lombardia e a mantenere personale da cinque a dieci volte più numeroso che in Lombardia. Ricorda la Napoli che programma di governo prevede sì il federalismo fiscale, ma non specifica come debba essere. Quindi c’è libertà di interpretazione.



Al contempo, i finiani risultano molto più numerosi del previsto, e incontrano i casiniani, i rutelliani e il siculo Lombardo; si parla di terzo polo e di sua capacità di attrarre pezzi del PD.Il 13 Agosto Napolitano ha rilasciato un’intervista al L’Unità, organo ufficiale del partito di opposizione, per dire che PDL e Lega non si illudano di andare automaticamente alle elezioni se il governo viene sfiduciato: si potrebbe fare un governo con altra maggioranza per evitare il vuoto politico (questo governo, è implicito, cambierebbe la legge elettorale per ostacolare una nuova vittoria di Berlusconi). Montezemolo, intanto, si pre-candida o si fa pre-candidare. Insomma, si coagula il partito romano-meridionalista della spesa pubblica assistenziale garantita a spese del reddito prodotto nel settentrione. Il Polo del Sacco del Nord. Forse certe iniziative, certi attacchi al governo in chiave di tutela della spesa assistenziale al Sud sono una reazione al f atto che il ministro Maroni sta colpendo molto duramente gli interessi e le pratiche intorno alla spesa pubblica al Sud. I beneficiari di questa spesa pubblica si sentono minacciati. Il 5 Agosto, al voto di sfiducia su Caliendo, il rappresentante degli autonomisti siculi di Lombardo ha richiamato il governo al suo dovere di sostenere il Sud.

Aggiungiamo che già si parla di nuova manovra (tagli, tasse) per l’autunno. E che gli istituti econometrici ammoniscono: il sistema-paese sta perdendo rapidamente produttività del lavoro, ossia competitività. Ossia, che produrre beni e servizi in Italia costa sempre di più. Il che si legge così: a causa della troppa pressione fiscale, dei forti costi finanziari, dei pochi soldi che rimangono per ricerca e investimenti, nonché delle scadenti infrastrutture, le aree produttive del paese perdono posizioni rispetto ai competitori internazionali, quindi esporteranno sempre meno, oppure dovranno tagliare i salari. O anche: spremuta come è per mantenere il Sud e la casta di politicanti disonesti e incompetenti, la parte produttiva del paese perde produttività e in un futuro non remoto non sarà più in grado di continuare il mantenimento, anche se la parte mantenuta non pensa a tale evento, essendo abituata ad essere mantenuta senza interessarsi alla produzione di ciò con cui viene mantenuta.



A questo punto si aprono tre vie divaricate all’inizio, ma convergenti in proiezione:

Prima via: Berlusconi e il Polo del Sacco del Nord raggiungono un accordo per continuare col governo attuale senza federalismo fiscale, o meglio attuandone uno “solidale”; per far ciò hanno bisogno di fare a meno dell’appoggio dei titolari della Lega Nord e degli altri esponenti del settentrione produttivo, oppure di comperare il loro appoggio. Poiché si tratterebbe di governare fino ad esaurimento delle residue risorse economiche, sarebbe un governo in cui si massimizza il rubare politico. Ma se fossi Bossi o Calderoli o Maroni non mi venderei, bensì andrei allo scontro popolare contro i romano-meridionalisti, perché così otterrei il 50% del voti del Nord (come ha detto il 5 Agosto a Radio 3 Massimo Cacciari), e potrei sensatamente puntare all’indipendenza.

Seconda via: Berlusconi insiste su un vero federalismo fiscale e sui costi standard, e cerca di rimpiazzare i voti dei finiani e di altri romano-meridionalisti con l’aggregazione di esponenti politici delle aree produttive. Cioè omogeneizza quanto rimane del PDL alla Lega Nord e punta a costituire una maggioranza nordista, capace di reggersi contro gli interessi e l’azione politica di Roma e del Sud – interessi che si coalizzeranno in un fronte partitico. In tal modo si stabilisce finalmente la corrispondenza tra i poli di interessi reali e rappresentanza politica, ossia un bipartitismo efficiente, con la fine dei partiti c.d. nazionali, ossia che pretendono di rappresentare sia il Nord che il Sud. E siccome ai due opposti poli di interessi corrispondono due aree distinte del paese, l’esito naturale di questa opposizione sarebbe la separazione del Nord. Di quel Nord al di sopra del Po, di cui, come sempre Cacciari ha detto, da Bologna in giù l’Italia non conosce – se non come vacca da mungere, aggiungo io. Per spingere Berlusconi su questa via, la Lega può coltivare rapporti col PD e minacciare di allearsi con esso per fare il c.d. federalismo (del resto, in oltre dieci anni al governo con Berlusconi non ha ottenuto alcuna vera riforma per il, Nord o per il paese nel suo complesso, e Berlusconi appare sempre più bolso e sulle difensive, sempre meno capace di riformare il paese).

Terza via: Colle e Palazzo evitano il ricorso alle urne, e danno vita a un governo transitorio senza mandato popolare, sostenuto da PD, CDU, IDV, finiani, rutelliani, autonomisti siculi – un governo che faccia una riforma elettorale tale da prevenire future vittorie di PDL e Lega Nord, e che ricorra a tasse e a misure forti per reprimere ogni resistenza in un quadro economico in accelerato deterioramento. Anche questo sarebbe un governo ad esaurimento delle risorse, a breve termine, quindi a massima ruberia politica. E anch’esso produrrebbe una fortissima polarizzazione antiromana, antimeridionale e secessionista dl Nord. E probabilmente dovrebbe fronteggiare l’urto di milioni e milioni di padani che effettivamente scenderebbero nelle piazze, se e quando la situazione socioeconomica si farà dura, o quando quel governo gli metterà nuovamente le mani in tasca. In una tale lotta, Napolitano sa che la propaganda avversaria gli lancerebbe contro almeno due accuse alquanto pericolose, basate sui suoi precedenti politici: la prima, di aver difeso l’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956, fatta per bloccare l’evoluzione democratica di quel paese, sicché si direbbe che oggi come allora, egli è contro la democrazia e le libere elezioni. La seconda, di essere stato dirigente del PCI ai tempi in cui il PCI era sottoposto a quel PCUS che teneva puntati i missili nucleari sugli Italiani, sicché è inconcepibile che oggi egli sia il loro presidente.



Stiamo fluendo verso le urne di Pandora. Da un voto popolare, in questa situazione, può uscire di tutto, anche la prova lampante che l’Italia è ingovernabile, che è un modello fallito. Può sortire il primo fatto politico importante della storia italiana dal 1949, ossia dalla firma dei patti di soggezione agli USA. E se Washington percepisce che l’Italia è ingovernabile col presente assetto, può farlo saltare e sostituirlo con altro più efficiente nel reggere il paese e mantenerlo in linea coi suoi vincoli verso gli USA. Gli interessi dell’apparato di potere italiano, partitico-burocratico, sono dunque seriamente a rischio. Impedire che si vada alle urne, in questo scenario, può quindi ben essere la priorità di un Napolitano, come pure di una Angela Napoli.

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info

Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=293

15.08.10

Commenti (30)

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    1. Barambano 16 agosto 2010

      Le leggi elettorali sono sempre state fatte, a mio parere, per limitare la Lega. Prima il referendum maggioritario farse di Segni (uomo dei poteri forti) uninominale teso a favorire Forza Italia e DS escludendo la lega che si pensava rimanesse sotto il 20% anche in lombardia e veneto. Inoltre i collegi uninominali furono disegnati al minimo della grandezza al Sud e al massimo al Nord per fare sì ci fosero più eletti nel meridione su popolazione.
      Ora vogliono probabilmente tornare al proporzionale in modo da diluire la sempre maggior forza della lega. Io la penso così.
      La storia delle preferenze è una idiozia perchè furono tolte per evitare il voto di scambio al Sud.

    1. Tonguessy 16 agosto 2010

      Quello che giustamente annoti si chiama polarizzazione: o con me o contro di me. Ne parlava qualche anno fa Goering, dicendo che e' abbastanza facile (usando le tecniche di polarizzazione) portare la gente a fare cose che altrimenti non farebbe: basta far credere loro che non sono patrioti. Tutta la retorica patriottistica si fonde sul ruolo e la funzione della propaganda delle elites dominanti.

    1. Ricky 16 agosto 2010

      Ancora con i deliri secessionisti-post-fordisti-paranoico-partitisti di 'sto Della Luna?

      Ma basta per favore, basta..

    1. maristaurru 16 agosto 2010

      Non è vero che nel piatto non c'è più nulla: a noi cittadini comuni ci hanno solo tolto anche il piatto di lenticchie da sotto il muso. Ricchi piatti ci sono forse cresceranno, per i manager, per alcuni super funzionari, per alcuni industriali ai quali daremo noi i soldi per il personale grazie alla CIG, per la Stampa pagata con i soldi nostri che prende milioni di euro e paga i giornalisti 20 euro al pezzo, 80 le firme, i giovani li pagano 2 euro, se glieli danno, ma preferiscono non pagarli. Ricco il piatto delle Banche, riccco il piatto delle Autority che fanno il lavoro che toccherebbe alla PA, se lo fanno, alcune stanno lì per bellezza, ricco il piatto per alcuni dello spettacolo ( non tutti , dipende), ricco il piatto per le SPA dei servizi da rapina .

      Tutto sulle spalle di chi non è.. un ca..zo, ed è una grossa zavorra che aumenta, ora ci si mettono anche i poteri forti da fuori che vogliono partecipare alla pappatoria ed arriva la carbon tax ad personam, che i soldi se li prende la Banca Mondiale, cos' i manager bancari potranno meglio giocare a zecchinetta con soldi non loro e non guadagnati, ma estorti, auto regalandosi ricchi emolumenti. Nel piatto di alcuni c'è molto ed è quasi tutto ROBBA NOSTRA.si tratta di vedere come riprendercela, ammetto che non è facile, ma da qualche parte si deve pure cominciare!!

    1. walterkurtz 16 agosto 2010

      Quoto al 100%

      Come prendere poi sul serio un "giornalista" che scrive una simile fesseria: "questo governo(l'eventuale tecnico), è implicito, cambierebbe la legge elettorale per ostacolare una nuova vittoria di Berlusconi"

      Un capolavoro d'ipocrisia. Fu Berlesconi nel 2005 a cambiare la legge elettorale con la porcata calderoliana x ostocalare o limitare (cosa per altro riuscita) la sconfitta delle politiche 2006...adesso questo della luna ci spiega che porre rimedio a questa cosiddetta legge elettorale sarebbe ostacolare B...

      E' singolare come si si moltiplichi continuamente la pattuglia complottista pro-B, che abbraccia pure Barnard e i suoi fans (soprattutto questi). Tutte persone pronte a fulminarti con l'accusa di essere un sostenitore di Travaglio (cioè fan di Israele e dei Poteri Forti) se non accetti le loro cosiddette teorie

    1. oldhunter 16 agosto 2010

      Aggiungo il mio pensiero sintetico ai dotti commenti degli illuminati conoscitori ed analisti delle cose italiche che mi hanno preceduto. Perdonatemi, non ho saputo trattenermi. D'altronde, la pochezza, si sa, è spesso accompagnata da uno sfrontato ardire.
      Una cosa è certa di tutta questa storia del teatrino politico nostrano: chi ci rimetterà le penne – come al solito – saremo noi, il popolo! Noi che badiamo solo a coltivare il nostro personale orticello incuranti di quelli degli altri e del sacco incessante della proprietà comune da parte di chi ci guida. Perciò, approntiamo fin d’ora un nuovo buco alle nostre cinture nell’attesa non tanto di nuove tasse, quanto di ulteriori tagli al sociale, di nuovi risparmi sulle pubbliche infrastrutture (leggi nuove privatizzazioni), di aumenti indiscriminati delle tariffe, di limitazioni alle nostre libertà di parola. Una volta a Roma il popolo diceva “O Franza o Spagna, purché se magna”. Beh! Nel piatto non c’è più nulla. L’attacco finale ai nostri sacrosanti diritti sta iniziando. Evviva il popolo!

    1. maristaurru 16 agosto 2010

      Trovo questo genere di articoli piuttosto inutili, qualunque sarà il risultato che uscirà dalle urne, poco cambierà. Si potrà stare molto peggio, se si optasse per l'ipotesi criminogena di un governo tecnico ( criminogena perchè i governi tecnici sono caratterizzati da una forte spremitura della base e da una forte propensione a regalie ai soliti noti, con danni che si evidenziano in seguito e che paghiamo tutti, compreso un maggiore radicamento della malavita economica, effetto non voluto nè immaginato nella frenesia di accaparrare l'accaparrabile e metter le basi economiche per le prossime elezioni avvantaggiandosi della irresponsabilità politica. Come faccia Napolitano , persona accorta, a non capirlo, è un mistero.

      Per il resto, ogni alchimia è inutile, inutile cercare politici illuminati, ma di che si strologa?

      I nostri politici sono espressione della società Italiana così come si è andata modellanDo negli anni. Una società sempre più carente, egoista ed ipocrita, oltre che volgare e sciatta, ma non si tratta solo di politici: manca il senso di responsabilità, basta guardare alla pubblica amministrazione, ma quegli impiegati e funzionari sono cittadini italiani, mica vengono da Marte, dal postino che butta la posta per andare in vacanza, al burocrate che per coprire di aver perso degli incartamenti , inventa nuovi modelli da inviare a raffica che richiedono in pratica al cittadino di fare il lavoro per il quale vengono pagati migliaiai di impiegati, e che per mille motivi o non hanno esplicato o lo hanno fatto male, al comandante del traghetto che fa pilotare una giovane passeggera "per scherzo", e potrei continuare, gente che sbaglia, gente che non paga per l'errore dal basso fino all'alto, una catena indegna di irresponsabilità, sciatterie, prepotenze.

      Nessuno è mai responsabile dei danni che fa, lo diventa solo non appena, spogliato di una qualunque funzione , diventa cittadino, a quel punto è "res nullius" come il giardinetto, il marciapiede, l'ufficio che si può sporcare derubare, distruggere. C'entra poco Nord e Sud: manca la educazione alla convivenza: non c'è fila in cui un furbo o due non cerchino di bluffare, e così via. Nessuno ha consapevolezza e cognizione ormai del danno che provoca con il suo comportamento agli altri, da qui il caos , la sporcizia nelle strade, nelle aule scolastiche ridotte a porcili puzzolenti troppo spesso, mentre nelle stazioni, nei treni che è vero non vengono puliti grazie al comportamento disonesto di chi li gestisce , espesso dei sindacati, comunque sempre delle imprese di pulizie divenute potere in questo Paese, ma che è pure vero, non vengono rispettati da chi li usa. un cerchio perverso che si ripete all'infinito.
      Cultura, educazione, senso di responsabilità, consapevolezza, senso della onorabilità... ecco trovate qualche persona così fatta e chiedetegli di mescolarsi alla feccia che a vario titolo e a vari livelli amministra, cosa credete vi rispondera'?

    1. Barambano 16 agosto 2010

      Il problema è etnico.
      Il meridione non ha mai accettato l'unità d'Italia. La 'mafia' nasce da questo. A Milano c'è la ndrangheta perchè i calabresi continuano a comportarsi da calabresi. Ogni altro discorso è fumo negli occhi per gli idioti.
      I meridionali hanno una mentalità 'egoista' nel senso che per loro la famiglia viene prima di ogni altra cosa. I settentrionali sono 'altruisti'. Lo si vede con gli immigrati che nel Nord sono bene accolti e integrati e trattati meglio, specie dove ci sono amministrazioni di sinistra, dei residenti storici.
      Nel meridione gli stranieri vengono solo sostanzialmente usati e sfruttati per poi essere scacciati quando non servono più.
      Adesso che c'è la crisi il Sud abituato da sempre in una certa maniera non vuole pagare lo scotto.
      Lo si è visto con le autostrade romane. Loro fanno ricorso al Tar che da loro immancabilmente ragione. Al Nord i tar composti da giudici perlopiù meridionali danno spesso torto ai cittadini e ragione allo stato.
      La mia opinione è che la mentalità meridionale rende irrisolvibili i problemi italiani. Spero di sbagliarmi.

    1. Tonguessy 16 agosto 2010

      Fino a poco fa lo scrittore della Luna sosteneva che la cause di tutti i mali di'Italia era la classe politica corrotta, e l'arcoreo imprenditore, lui si' avrebbe sistemato le cose grazie alla Sua intelligenza politica.

      Adesso che e' l'arcoreo legittimamente impedito a manovrare il teatrino italiota salta fuori che la colpa e' tutta del sud. Con la complicita' dei comunisti, s'intende, visto che il "PCUS che teneva puntati i missili nucleari sugli Italiani" ha causato tutti i mali odierni. Non c'entra Tremonti e le sue finanze creative, ma quando mai?

      La tesi e' che "si coagula il partito romano-meridionalista della spesa pubblica assistenziale garantita a spese del reddito prodotto nel settentrione."
      Si coagulasse il sangue nelle vene dell'eminente economista a spese del nostro leggere queste bordate pro domo sua non sarebbe forse meglio?

    1. cyrano-65 16 agosto 2010

      l'articolo è uno sconcertante sacchetto a scoppio pieno d'aria e di luoghi comuni. Ancora una volta si portano avanti teorie senza senso. Visto, tuttavia, che anche gli orologi fermi ogni tanto segnano l'ora esatta, si parla di un paese ingovernabile e di partiti del non cambiamento. Per quello che ne so io, non mi va di ripetere ogni tre per due le stesse cose, questo è l'unico punto corretto del ragionamento scombinato espresso nell'articolo. Con partiti come questi, anzi, con uomini come questi (sono gli uomini a fare i partiti), così tanto incapaci, non si può fare niente di serio in Italia, e allora invece di combattere criminalità organizzata e corruzione con i fatti, ciò che sarebbe l'unica cosa utile, lo si fa a parole e a proclami. Voglio che sia chiaro che, e non da oggi, ma ormai da 50 anni, il problema non è il Paese, ma i nostri politici. Direbbe Totò: "Ma mi faccia il piacere!". Qui nessuno vuole le riforme, nemmeno la Lega, che esiste da una vita, morirebbe all'istante se avesse un qualche successo "definitivo" e non ha mai ottenuto nulla di quel che voleva perchè anche per loro il cadreghino è più importante dei risultati. E quello che sta accadendo adesso è un teatrino per arrivare alle elezioni anticipate, riconfermare governo e coalizione (sì, ma certo, vedrete che appena si andrà alle elezioni anticipate faranno tutti la pace e Fini sarà lì bello come il sole assieme agli altri) e avere l'opportunità di far fare a B. il presidente della repubblica alla fine del mandato di Napolitano.

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