VERSO LA FINE DELLO STATO DI DIRITTO

VERSO LA FINE DELLO STATO DI DIRITTO

DI LUIGI DE MAGISTRIS

ilmanifesto.it

Credo sia un grave errore pensare che il governo Berlusconi, la maggioranza berlusconiana, non persegua una ben precisa strategia che mira a modificare in modo radicalmente autoritario ed illiberale il nostro paese.

Il disegno, di chiara matrice piduista, impone sia ampie revisioni costituzionali che svuotamenti della Carta attraverso la legislazione ordinaria: matrice di fondo è la soppressione di quella che gli anglosassoni chiamano balance of powers, il bilanciamento dei poteri.

La Costituzione deve subire – in tale progetto strategico - una svolta presidenziale, con la concentrazione dei poteri di governo nelle mani di un’unica persona: il parlamento ridotto a mero organo di ratifica dei voleri della maggioranza, Corte costituzionale e Consiglio superiore della magistratura modificati nella loro composizione attraverso l’aumento dei membri di nomina politica. Il presidente della repubblica sarà quindi capo del governo, capo delle forze armate, capo del csm e magari, se lo scenario di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e politico-istituzionale del nostro paese rimarrà quello attuale, anche capo dei capi.

Dal momento che anche una maggioranza di chiara ispirazione autoritaria ed illiberale non potrà mai abolire formalmente l’art. 3 della Costituzione (l’uguaglianza delle persone di fronte alla legge) e l’art. 21 della Costituzione (libera manifestazione del pensiero e diritto di cronaca) ecco che si colpiscono – attraverso lo strumento della legge ordinaria – quelli che sono due baluardi di ogni stato di diritto che consentono l’effettiva attuazione di tali principi: l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e dell’informazione. In questi ultimi mesi la maggioranza sta portando avanti un disegno di complessivo annichilimento dell’autonomia della magistratura e dell’indipendenza, libertà e pluralismo dell’informazione.

Corollari di un disegno autoritario di questo tipo sono anche taluni censurabili provvedimenti normativi adottati negli ultimi mesi e che offrono una chiara cornice dell’avanzare del fascismo del terzo millennio: 1) le ronde che – mortificando le forze dell’ordine - introducono la privatizzazione della sicurezza pubblica e l’istituzionalizzazione in alcune aree del controllo del territorio da parte della criminalità organizzata (tipico strumento utilizzato nel ventennio del secolo scorso e nel periodo iniziale dei paramilitari colombiani); 2) il ricorso sempre maggiore ai militari per compiti di ordine pubblico che – soprattutto in un’ottica di presidenzialismo di chiara ispirazione piduista – potranno essere utilizzati per affrontare conflitti sociali e reprimere il dissenso che viene sempre più criminalizzato nel nostro paese attraverso pratiche liberticide tipiche della tolleranza zero; 3) la criminalizzazione dell’immigrato in quanto tale e non perché ha commesso un reato, ossia l’introduzione della colpa d’autore tanto cara al regime nazi-fascista, con tratti xenofobi indegni di un paese democratico.

Un disegno autoritario di tale portata nasce e si consolida attraverso un ricercato crollo etico anche grazie all’imperversare della pubblicità commerciale, del consolidamento della teoria del consumatore universale, del radicamento del pensiero unico, del rovesciamento dei valori: non conta chi sei, qual è la tua storia, ma quanto appari; il culto del profitto, dell’avere al posto dell’essere, del dio denaro. Un revisionismo culturale realizzato in anni di bombardamento mediatico, in un conflitto di interessi mai affrontato da un opaco centro-sinistra intriso da tanti conflitti d’interessi. Un definitivo controllo delle coscienze e la narcotizzazione delle menti e finanche dei cuori deve passare attraverso la mortificazione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca: deve apparire che siamo un paese normale (quanto bello ed attuale quell’articolo di Domenico Starnone che parlava di normale devianza).

Di fronte ad un disegno che appare a tratti anche eversivo dell’ordine costituzionale; di fronte ad un paese dove le mafie condizionano in modo devastante parte significativa del pil e riciclano immani somme di denaro in ogni settore suscettibile di valutazione economica ed in ogni parte del territorio nazionale; di fronte ad una capillare penetrazione della criminalità organizzata in vasti settori della politica e delle istituzioni, attraverso soprattutto il controllo della spesa pubblica; di fronte ad un collante sempre più evidente tra sistema politico castale e criminalità organizzata; di fronte a tutto questo, le forze democratiche – in qualunque articolazione della società civile siano presenti - debbono impegnarsi tanto e concretamente per impedire la realizzazione di un tale progetto politico che condurrà inesorabilmente alla fine dello stato di diritto.



Così come chi è investito di ruoli istituzionali e non è ancora totalmente assuefatto a tale sistema di potere deve battere un colpo per difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e per far sì che venga attuata giorno per giorno.


Luigi De Magistris (Eurodeputato Italia dei Valori)

Fonte: www.ilmanifesto.it

Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/07/articolo/1194/

29.07.2009

Commenti (43)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. maxbla 3 agosto 2009

      Pensavo a Falcone e Borsellino, al tritolo, ai colpi d'arma da fuoco, alla sofferenza di chi sapeva che a mettersi VERAMENTE!!!! contro la mafia era rischioso, mortale.
      Finché vedrò magistrati vivi e scortati che parlano contro la mafia o la degenerazione delle istituzioni, continuerò a sentire nelle orecchie lo scoppio del tritolo e i colpi d'arma da fuoco che abbattono i bla bla e qualsiasi body guard perfettamente addestrata.

    1. loco 3 agosto 2009

      Se hai un bubbio, allora non ci sono dubbi - I. Montanelli

    1. tersite 31 luglio 2009

      non ho detto che il rischio dittature(già ci siamo) venga da DeMagistris, ma mi fa pensare che dopo quello che gli è successo negli ultimi anni, creda ancora nella democrazia

    1. Bloody_mary 31 luglio 2009

      Difficile dire se i comunisti siano brutti o meno:non esistono piu'.

    1. Bloody_mary 31 luglio 2009

      Hai perfettamente ragione.ma pensa che questo e' uno dei meno faziosi,
      figurati gli altri:i magistrati italiani sono una vergogna.

    1. myone 31 luglio 2009



      Tanto per porre un paragone che non e' tanto insensato, della serie,

      legge e governo ai VERI saggi,

      se un magistrato e un politico prendono gia' TOT, chi gli e lo fa fare di fare quello che fanno?

      Da li si vede che qualche malattia l' hanno, perche' nel ruolo che detengono,

      di saggezza non ne esce per nulla.

    1. myone 31 luglio 2009



      Sapete qual' e' la vera lezione di tante cose?

      Far fare una vita fa operai in affitto a tutti, magistrati, politici, e risma varia,

      e la vita dopo, ..... tenerli ancora li, perche' tanto non capiranno uguale.

    1. myone 31 luglio 2009



      Vogliono guarire il moschino, e si trombano il cammello

      ..... quello degli altri, sempre...

    1. myone 31 luglio 2009



      Quando ci fu' la truffa e la speculazione -cambio-lira-euro,

      non intervenne nessuno, ne magistratura e ne politica.

      E ancora continua, e ancora fa pesare le cose.

      Si e' dimezzata la lira, e si e' raddoppiato l' euro, e per di piu',

      e' diventato talmente mafiosa la cosa, che era un diritto e una legge,

      farsene in propio, dal commerciante allo stato stesso.

      Politici e magistrati, sono rimastri dopo il dolo, ad ammirare le nuove monetine.

      Ma che si F.......
      Ipocriti

    1. myone 31 luglio 2009



      Quello che volgio dire io, a tutti i coatti impediti che non ci arrivano,

      e' che un magistrato, prendendo la legge come sta' e come e' e si articola,

      puo' citare in giudizio ogni azione politica, poiche' e' il frutto di un intento e alla fine di un fare, che sfora nell' illegale.

      Quando lascia questo posto, volendo fare politica, e' gia' diventato una voce " ETEREA", spirituale, che non annaffia nemmeno i fiori.

      Almeno si desse da fare per quel che vale la politica;

      allragamento di potere, ideologico, affaristico, un po' mitomane,

      e qualche taglio di qui e di la, con qualche sovvenzione, qualche spostamento numerico,

      e la compiacenza di avere fatto qualcosa per la liberta' e il benessere del prossimo.

    1. federasta 31 luglio 2009

      Tranquilli: tra un po' saremo tutti x le strade a rendere conto a chi ci ha portato in questa situazione di crisi economica e sociale...... seeeeeeeeeeee! figurati se gli italioti si svegliano!

    1. nessuno 31 luglio 2009

      cosi non porterà avanti le indagini su di te?

    1. radisol 31 luglio 2009

      E così tutti i santi finiscono in gloria, tutte le vacche sono nere, Francia o Spagna purchè se magna ecc. ecc. ecc. ......

      Sta fiera del qualunquismo mi sembra molto funzionale al non voler cambiare niente perchè comunque sarebbe troppo poco e non ne vale la pena ecc. ecc.ecc. .....

      Ma chi ti "manda" se non chi oggi sta al potere ? In questo senso sei davvero una manna dal cielo .....

    1. myone 31 luglio 2009


      La legge se applicata e la si fa funzionare, e' piu' efficace che la politica.

      Se la politica ha fermato la legge, come sembra, allora entrare in politica non serve, perche' la politica e' la legge, diciamo.... la non legge.

      Se la legge non sa' andare avanti, allora la politica e' ancora vincente, nel senso che la legge se non si puo' appplicare, e' fondata sull' ipotetico e non sul reale.

      Decidiamo cos'e' legge e cos'e' politica. E come si usano l' una e l' altra, altrimenti, fra ibridazioni varie, cambia il tema della festa, ma la gazzarra e' sempre quella.



      Esempio. Ho sentito de magistri a anno zero. Guarda un po', se con una trasmissione, non si fa' pure politica e informazione. Eh i discorsi, flemma flemma, erano, e che bla bla, e che ble ble, e quello e l' altro e su e giu, ......... e allora?

      Nessuno citato a giudizio? Nessun processo? Nessuna " tentata questa e quella?.

      La legge, su fatti ed azioni e intenti, potrebbe farti fare una vita in galera, ma vedo che qui nemmeno si va a processo.

      E se si, tempi lunghi e diluizione del tutto, fino ad arrivare al nulla.

      Allora arrivo ad una conclusione: politica e giustizia sono la medesima cosa.

      Allora, non ci bado ne all'una ne all' altra, e cosi non ci bado ne a tizio e ne a caio.



      Dipetro, ha inquisito e fatto condannare qualc' uno, come cusani, che solo a pensarci che ha pagato come delinquente, ed e' stato fra gli unici, mi viene pure da compatirlo.

      Sembrerebbe che la sua azione fosse stata mirata, e che un vento di vanagloria irredentista e nuova era, era alle porte.

      Finita la prima masturbazione, si e' tirato i remi in barca, e non si e' andati avanti, in quello che ora volgiono fare in politica. Se non cambi con l' imposizione del diritto, non lo farai con la conversione d' oppinione, per nulla.

      Depetro no si sa' perche' si e' allontanato, ma ha giurato che mai si metteva in politica, ( cosi meschina e fallace),

      ha vagato per piu' di un anno, per farsi assoldare da qualche partito, partiti che, con le giuste riserve e paure, non hanno mai accolto e voluto;
      se mettiamo il cane fra le volpi, chissa' che tana ci combinera'.

      Alla fine l' hanno accolto in un partito e se n'e' fatto un' altro, e mi sembra che, faccia delle battaglie al vento, e neanche tanto come donchisiotte, ma come sanciopanza.


      Quando nella giustizia, ci sono interessi e volgiono che qualcosa accadda, i tempi e le procedure, sono cosi solerti, che nel giro di poco tempo, una questione viene definita, e stop.

      Ma si vede che, politica e legge vanno a pari passo, e star nel salotto del risico o del domino o del scopone scientifico, a vedere se uno o due fanno cosi o fanno cos'a', e' anche ridicolo.

      E' come chi predica la virtu' in un mondo di sodomiti. Aria fritta. O vai a faccia a faccia, e dici quello che devi dire e il perche', o fai a meno, che tanto, stare in politica o stare nella legge, e' la medesima cosa. Mi sembra che tutti diventano infinocchiati, e che gli intenti della comprensione e del fare, si scialaccquano cosi tanto, che alla fine, come dopo una ubriacatura, nemmeno si vede piu' il capo di imputazione, e il fatto che c'era o se c'era, nemmeno si riesce a inquadrare o a darne il peso che ha.


      Volete che diciamo viva lui e viva l' altro? Gia. Cosi sia. E che saranno mai, il cult dell' unico respiro che abbiamo, fra una apnea e l' altra?



      E come se non bastasse, se illo e soreta, fanno alte e basse maree fra partiti vari e correnti varie, deprezzate dal popolo italiano, che nemmeno gli da' piu' di tanto come potere politico, allora significa che; o loro sono poco credibili, sia come operato che come fiducia e come comunicazione di cosa sia il vero, o i piu' degli italiani, si accodano a come siamo messi, e il discorso e' chiuso, perche' va bene cosi.

      Abbiamo quello che ci meritiamo, quello che volgiamo, e quello che siamo capaci di volere.

      Ma spesso, non e' nemmeno il risultato della forza popolo italiano, ma di chi, eletto o occupato nei ruoli che contano per un benessere in tutti i sensi, vengono sempre meno da un lato, e sempre piu' da un altro.

      Spesso bisogna dire, non sono ne carne ne pesce, fossero almeno carne e fossero almeno pesce.

    1. duca 31 luglio 2009

      Avevo meditato a lungo su come rispondere a questo post: grazie per aver trovato le parole che a me sono mancate, quoto e sottoscrivo.

    1. Saysana 31 luglio 2009

      Proprio non capisco.

      In Italia abbiamo dalle troie ai tossici ai mafiosi in politica (parlamento, governo e tutto il resto) e se un ex magistrato prova a buttarsi in politica (il tempo dira' se per vera convinzione o vero opportunismo), visto che come magistrato e' stato fermato proprio dalla politica, allora ti "calano gli intenti di tutto"?

      Signori decidetevi, o provate a fidarvi di qualcuno (per lo meno finche' non si dimostri un delinquente come gli altri), oppure scendete in campo voi e cambiate le cose... altrimenti state zitti che e' meglio.

    1. myone 30 luglio 2009


      Quando vedo un politico o un avvocato o un magistrato o ranghi cosi, so' gia' a cosa vado incontro.

      Quando vedo un magistrato, che si mette in politica, e sopratutto qualdo lo sento come parla, allora mi calano gli intenti di tutto.

      Non ce l' ho' con lui, anzi, ma mi cala ancora di piu' il senso delle cose.

      Innanzi tutto, alla fine, finita la requisitoria, trovo un' ammosciata montagna di bla bla bla bla che fanno solo tossina.

      Figuriamoci, se la tossina, viene messa a sfondo politico, dove la tossina e' piu' forte, come aroma alternativo. Un vero e propio buco nell' acqua. Una miscela filtrata, stucchevole e mielassosa senza sostanza.


      Non a caso, depetro e demagistris, vanno a braccetto, fatalita' del caso.


      Ma quando mai, un' intelligenza legislativa con un intento politico etico e di governo, che un magistrato dovrebbe avere, non inizia a fare giustizia nel reale, come nel reale dovrebbe essere l' economia e la giustizia di questo mondo del vivere, e no cominciano a chiamare le cose per nome, giudicando e condannando, principi e leggi, lavori e meccanismi, che portano a un' infinita' di sregolatezze, dove un sistema e una societa' ci lascia le penne dei piu'?


      1.000 agricoltori di pesche risciano di sradicare le coltivazione se vanno avanti cosi, e sono sottomessi a una decina di cooperative, a sua volta sottomessi a 5 bisnes-men che dettano le regole, e speculando all' origine mettendo a terra intere rpodizioni, si arriva a speculare al consumatore, con prezzi che escono dalle possibilita' di chi deve vivere, e non ha che la sola forza lavoro.


      Perche' non citate e giudizio le filiere, incarcerandole, facendole pagare ed evolvendo il danaro a chi e' ultimo, e non riconcvertite con leggi il modo di vivere? Questa e' politica e giustizia.

      Ed applicatela a tutte le filiere reali e ideologiche e di sistema che esistono. Questo e' fare qualcosa.


      Ma i " DODI" sono estinti, mentre gli struzzi sono una moda e un sovranumero di produzione.


      Se il cacciatore non va alla preda, gira inutilmente, morendo di fame.

      Se non si e' capaci di risolvere in vero e in reale, e' solo fumo negli occhi. E ce n'e' di tossici, in questo mondo che conta e che fa'. Quando mai una legge per tutti voi?


    1. radisol 30 luglio 2009

      Beh, che il rischio di "regimi e dittature" in Italia venga non da Berluskoni ma da De Magistris è veramente un'affermazione come dire ... assai disinibita .... Chi mi conosce, di persona o perchè mi legge, sa che aborrisco da tempi non sospetti "girotondismi" e "giustizialismi" ..... ma certo la paura che sembra incutere quest'uomo, non solo ai berluscones ma pressochè a tutti gli apparati di potere anche della pseudopposizione, finisce fatalmente per rendermelo molto molto simpatico ....

    1. tersite 30 luglio 2009

      Non mi aspettavo da parte di De Magistris un articolo in buonistapolitichese , zeppo di parole come "indipendenza, libertà, pluralismo, difesa del diritto, della costituzione nata dalla resistenza.. ecc" chi le ha mai viste ste cose? quando? dove?. "la mafia condiziona in modo devastante il pil?" LA MAFIA E' IL PIL! DA SEMPRE: o è già entrato nella parte del politico sinistrato o si tratta di un magistrato incosciente, non coraggioso. La democrazia è lo scivolo di regimi e dittature

    1. nessuno 30 luglio 2009

      mi fanno arrabbiare barlacagone

      Incomincia ad agire tu che il popolo ti segue

      Della serie armiamoci e partite

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