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VENEZUELA: IL CASO RCTV

DI ATTILIO FOLLIERO
La Patria Grande

Caracas, 27/05/2007

Il caso della televisione venezuelana “RCTV” ha assunto dimensioni
mondiali.
Ovunque si sta parlando della “chiusura” della Televisione venezuelana
“RCTV”. Il motivo per cui se ne parla é dovuto unicamente al fatto che
c’é
di mezzo il governo di Hugo Chavez. Ogni anno chiudono in tutto il
mondo
centinaia di televisioni perché le competenti autoritá locali decidono
di
revocare o non rinnovare la concessione dello spettro radioelettrico
per
poter trasmettere, evidentemente nell’interesse superiore della
collettivitá
o per motivi stabiliti dalle leggi locali.

Da oltre un anno esiste Telesur, la televisione del Sud America, una
delle
poche televisioni transnazionali esistenti al mondo, assimilabile a
CNN,
Aljazira ed Euro News. Ebbene in Venezuela, dove é la sede di questa
TV,
fino a pochi mesi fa poteva trasmettere solamente via cavo, che é un
servizio a pagamento e costosissmo; costa non meno di 50 dollari
mensuali
per ricevere un pacchetto con certo numero di canali.
La mancanza di frequenze libere obbligava lo stato venezuelano,
maggiore
azionista di questa televisione transnazionale a trasmettere solo via
cavo.
Il problema é stato parzialmente risolto per determinate zone del
Venezuela,
acquistando l’utilizzo delle frequenze assegnate ad altre TV, ed in
particolare acquistando l’utilizzo delle frequenze di CMT, una delle
principali TV implicate nel Golpe del 2002. Si e’ trattato di un
negozio
giuridico, mediante il quale si e’ “chiusa” una televisione ed aperta
un’altra.
Nessuno ha avuto niente da ridire.

Lo spettro radiolettrico é un bene pubblico inalienabile in qualsiasi
parte
del mondo. Lo Stato assegna le frequenze mediante un contratto di
concessione, in base al quale per un determinato numero di anni le
frequenze
sono concesse in uso ad un privato, che puòovviamente utilizzarle per
trasmettere secondo le norme previste. Ossia, anche in presenza di una
concessione, la Tv assegnataria deve comunque sottostare a delle norme,
pena
la revoca immediata, oltre a possibili sanzioni amministrative e/o
penali.
In Italia abbiamo assistito negli anni ottanta alla chiusura, sia pure
per
poche ore, delle televisioni di Berlusconi, da parte di un giudice in
quanto
in quel determinato momento Berlusconi stava violando le leggi vigenti
in
materia. Sono situazioni assolutamente normali in qualsiasi paese.

Al termine del contratto di concessione, lo Stato puó decidere di
rinnovare
il contratto di concessione dell’utilizzo delle frequenze allo stesso
attore
oppure non rinnovare il contratto ed assegnare l’utilizzo di quelle
stesse
frequenze ad altri o utilizzarle in prima persona.

E’ esattamente quanto succede in tutto il mondo con i beni
inalienabili,
ossia beni di interesse pubblico superiore che non possono essere
trasferiti
a titolo definitivo ai privati. Lo Stato per opportune ragioni puó
decidere
che in un determinato momento questi beni possano essere assegnati e
sfruttati da privati, riservandosi il diritto di rientrarne in possesso
al
termine del contratto od in qualsiasi momento, secondo i casi, secondo
le
leggi.

Nessuno si permette di intromettersi nelle decisioni degli Stati
sovrani e
sarebbe successo lo stesso anche in questo caso. Invece per RCTV si
monta un
caso di proporzioni mondiali. Quasi ovunque si sta parlando del governo
Chavez come di un governo dittatoriale che reprime la liberta di
stampa, la
libertá di informazione; di un governo che chiude un canale
dell’opposizione!
Niente di piú falso.

Il legittimo governo venezuelano che presiede Hugo Chavez non ha chiuso
nessun canale dell’opposizione; non sta chiudendo RCTV. Scaduto il
contratto
di concessione dell’utilizzo delle frequenze, esattamente alla
mezzanotte
del 27 maggio 2007, ha deciso in modo legittimo e sovrano di non
rinnovarlo
con la societá proprietaria del Canale TV “RCTV”. Dietro questa
decisione ci
sono motivi importanti, di interessi superiori della collettivitá che
ha
diritto ad un servizio televisivo pubblico, come é in Italia ed in
tutti i
paesi civili. In Venezuela é evidente lo squilibrio del servizio
televisivo,
praticamente a favore del settore privato. Anzi quando arriva Hugo
Chavez al
governo praticamente non esiste un servizio pubblico. L’unica Tv
pubblica
“Venezolana de Television” (VTV), praticamente invisibile alla
maggioranza
del popolo venezuelano, era in fase di smantellamento e
privatizzazione.

Esistevano ed esistono, per contro grandi canali privati a carattere
nazionale nelle mani di poche famiglie, tra l’altro imparentate tra di
loro
ed allo stesso tempo proprietarie degli altri mezzi di diffusione
dell’informazione
(stampa, radio, Tv via cavo e telefonia). Una concentrazione che in
Italia
per esempio non sarebbe permessa. Una concentrazione dei mezzi di
informazione che è al governo emersa chiaramente durante gli anni di opposizione
durissima Chavez, tra il 2001 ed il 2004.

Chi scrive, in Venzuela da oltre cinque anni, é stato testimone, anzi
spettatore incredulo di quanto stava passando.

Arrivato in Venezuela nel marzo 2002 e guardando la realtá con gli
occhi di
un italiano e soprattutto sulla base delle leggi italiane rimaneva
incredulo
di fornte allo spettacolo cui assisteva ogni giorno.

Hugo Chavez arriva al Governo vincendo le elezioni del dicembre 1998. I
primi due anni di governo sono dedicati alle grandi riforme
istituzionali,
appoggiate da tutti, anche dai mezzi di informazione ed in parte anche
dall’opposizione.
La nuova costituzione, ad esempio, é approvata con oltre il 90% dei
voti.

I problemi arrivano quando il governo di Hugo Chavez, in nome del
popolo,
decide di vederci chiaro con gli introiti derivanti dall’utilizzo delle
grandi risorse di cui é ricco il Venezuela. Si parla del Venezuela
sempre in
relazione al petrolio, ma possiede molte altre, dal gas al ferro,
all’oro,
alla bauxite ed altre.

Ricordiamo che il Venezuela ha la riserva di petrolio accertata piú
grande
del mondo: oltre 300.000 milioni di barili di petrolio. L’industria
petrolifera era stata nazionalizzata negli anni settanta ed il
venezuela
essendo uno dei principali produttori mondiali di petrolio (attualmente
produce 3 milioni di barili al giorno, ma la produzione, sulla base dei
contratti stipulati é praticamente destinata a raddoppiare entro il
2012)
ricava ingenti quantitá di denaro. Trattandosi di impresa statale si
presupponeva che queste ingenti risorse affluivano allo stato.

Quando Hugo Chavez arriva al Governo trova una situazione disastrosa:
il
Venezuela produce si tanto petrolio, ma gli introiti sono pochissimi.
Colpa
sia della congiuntura internzazionale, con prezzi del petrolio ai
minimi
storici e sia della situazione interna, dove PDVSA addirittura é quasi
in
perdita e si parla della sua privatizzazione.

Hugo Chavez é l’artefice della risalita dei prezzi e della rinascita
della
OPEC: i suoi giri internazionali nei primi anni di governo, le sue
viste ai
principali governanti dei paesi OPEC e la congiuntura internazionale
(l’enorme
sviluppo capitalistico dei paesi industrializzati e della Cina, che
necessitano sempre piú energia e le invasioni nordamericane)
determinano un
innalzamento dei prezzi.

A livello interno inizia quella ristrutturazione che toglierá
definitivamente
di mezzo le famiglie oligarchiche venezuelane nella gestione del
petrolio.
In sostanza fino al 2003, PDVSA pur essendo una societá statale era
gestita
da una “aristocrazia” in modo clientelare e nell’interesse non solo
proprio,
ma anche di potenze straniere (USA).

PDVSA, l’industria petrolifera Venezuelana, fino al 2003 era uno Stato
dentro lo Stato e funzionava come una impresa privata. Il livello di
autonomia di gestione era talmente alto da poter definire in tutta
autonomia la politica petrolfera dello stato, anzi gli interessi dello
stato
era secondari rispetto ai propri.

Quando il Governo Chavez, di fronte alle necessità di un 75% della
popolazione che viveva nella più assoluta miseria inizia a scardinare
questo
stato di fatto, appaiono i contrasti con l’oligarchia, che controllando
i
mezzi di comunicazione riesce a manipolare ed influenzare una parte
consistente della popolazione.

A partire dal Dicembre 2001 le televisioni private venezuelane smettono
di
fare televisione per vestire i panni dell’opposizione al governo. Si
trasformano in un vero partito politico. Di fatto smettono la normale
programmazione fatta di informazione e di intrattenimento con film,
spettacoli e programmi vari per dedicarsi 24 ore al giorno in una
continua
attivitá propagandistica antigoverno.

In Venezuela l’entrata sulla scena politica di Chavez aveva spazzato
via
tutti i partiti politici fino ad allora esistenti. Letteralmente
l’opposizione
politica si scioglie. Non ha nessun credito nell’opinione pubblica
venezuelana. Questo ruolo viene assunto appunto dalle televisioni
private,
che concentrate nella mani di poche famiglie oligarchiche praticamente
si
trasformano in una sola grande catena televisiva. Ovviamente la forza
della
televisione è tale da riuscire a manipolare una parte consistente della
popolazione, fino al punto massimo di riuscire a convogliare centinaia
di
migliaia di persone nella famosa marcia del 11 aprile del 2002. Gli
spettatori vengono trasformati in carne da macello.

Come dimostrato ampiamente, le grandi televisioni private venezuelane
sono i
veri protagonisti del colpo di stato del 2002, pianificato a
Washington.
Invitiamo a leggere sul tema “Il Codice Chavez” di Eva Golinger.

Il copione del colpo di Stato era stato scritto in funzione dell’azione
delle televisioni. Per mesi il loro ruolo è stato di “avvelenare” la
gente,
entrare nella testa della gente, con trasmissioni appositamente
confezionate, con la finalitá di portare la gente ad un odio altissimo
verso
Chavez. Quando l’odio raggiunge livelli altissimi, la persona
praticamente
perde il controllo di se stessa ed é capace di qualsiasi atto verso la
persona odiata.

Quando l’odio ha raggiunto il punto piú alto, l’undici aprile del 2002,
queste persone che letteralmente odiavano Chavez sono state concentrate
in
una marcia, autorizzata per un determinato percorso e dirottata
illegalmente
verso il palazzo del governo.

Il copione scritto a Washington prevedeva la presenza di cecchini in
prossimità di Puente Llaguno. I cecchini non solo avrebbero dovuto
sparare
sui manifestanti che appoggiavano Chavez, li concentrati, ma anche e
soprattutto sulla marcia dell’opposizione per far ricadere la colpa su
Chavez. Il copione é stato rispettato in pieno. Le televisioni private
presenti sul luogo dell’eccidio hanno documentato i fatti, mostrando
solo
quello che gli conveniva: hanno mostrato alcuni chavisti sparando e
dicendo
che stavano sparando contro la marcia dell’opposizione. Le televisioni,
artefici del golpe, avevano preso in affitto da mesi le terrazze degli
edifici che offrivano la migliore visuale per riprendere gli
avvenimenti.
Perché affittare un terrazzo in prossimità del Puente Llaguno, quando
non
era minimamente prevedibile che li potesse succedere qualcosa?

La complicità delle televisioni nel golpe non é comprovato solo da
documenti
e testimonianze, ma ci sono le confessioni in diretta degli stessi
protagonisti. La mattina del 12 aprile 2002, nella certezza di aver
conquistato il potere, i vari protagonisti confessano in diretta come
erano
stati pianificati gli eventi.

I golpisti e le televisioni avevano pianificato tutto nei minimi
dettagli,
sottovalutando però un elemento: il popolo. Il popolo venezuelano non
era
disposto a sorbirsi una nuova dittatura. Il popolo venezuelano veniva
da 40
anni di profonda repressione dei governi cosiddetti democratici, che
avevano
preso il posto delle dittature secolari. In sostanza, il popolo
venezuelano
fin dall’arrivo di Cristoforo Colombo e degli europei non aveva fatto
altro
che vivere nella dittatura, nella repressione e nella miseria. Nei soli
tre
anni di governo Chavez aveva conquistato una dignità ed una speranza
tale
che era disposto a tutto pur di non tornare al passato. Fu basicamente
la
reazione spontanea del popolo a riscattare al presidente Chavez ed a
sconfiggere il colpo di stato.

Il Colpo di Stato ha rappresentato anche la presa di coscienza di
molti
oppositori: parte dell’opposizione a Chavez si é resa conto di come era
stata
ingannata, manipolata ed ha terminato per appoggiare Chavez. Nascono,
in
questo momento, movimenti in appoggio a Chavez nell’ambito della classe
media e media-alta: “Clase media en positivo” ed “Empresarios por
Chavez”
per fare qualche esempio.

Il colpo di stato non ha significato solo 19 morti il giorno della
marcia
(11 aprile 2002); ci sono centinai di morti, vittime della repressione
violenta delle forze dell’ordine al servizio del breve governo
dittatoriale
di Carmona. Il numero é rimasto imprecisato.

Il ruolo oppositore della televisione privata é comunque continuato ed
é
sfociato nel nuovo tentativo di colpo di stato del dicembre 2002.

Una delle principali accuse rivolte a Chavez, da parte dei media
mondiali,
ovviamente manipolati dall’informazione statunitense, é quella di
essere un
dittatore, di aver accentrato tutti i poteri. Falso. Niente di piú
falso! In
Venezuela esiste una netta divisione fra i classici poteri di uno
stato:
legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma risulta anche che uno di
questi tre
poteri, quello giudiziario é praticamente al servizio dell’oligarchia.
Si
spiega solo in questo modo come mai di fonte alla presenza di reati
gravissimi, accertati e confessati, quali la preparazione e
consumazione di
colpi di stato, assalti ad ambasciate, attentati terroristici, omicidi
ed
assassini di giudici praticamente nessun colpevole finisce in carcere.

La dinamica del colpo di stato del 2002 è accertata pienamente; i
responsabili della serrata del dicembre 2002 sono ben noti; l’allora
governatore delo Stato Miranda, Enrique Mendoza, oltre che essere uno
dei
protagonisti principali del colpo di stato è soprattutto famoso per
aver
diretto l’occupazione e chiusura della Televisione di Stato, VTV.
Immaginate
il presidente della Regione Lazio alla testa di un gruppo che va ad
occupare
e chiudere la RAI? Ovviamente chiedo scusa al presidente della Regione
Lazio
per tale irriverente accostamente, ma praticamente di fatto in
Venezuela,
sotto gli occhi delle telecamere é succdesso proprio questo:
l’equivalente
venezuelano del presidente della Regione Lazio, ossia Enrique Mendoza,
presidente della Regione Merida, in cui ha sede VTV, equivalente alla
nostra
RAI, ha letteralmente diretto l’occupazione di VTV. Nessun giudice,
almeno
fino ad oggi, lo ha trovato colpevole di qualche reato.

Sempre sotto gli occhi delle telecamere si é svolto l’assedio
dell’Ambasciata
di Cuba a Caracas; questa volta l’assedio, sfociato nell’isolamento
materiale dell’edificio con il taglio dell’elettricità e dell’acqua era
diretto, sempre sotto gli occhi delle telecamere da un tale Oscar Perez
e
dal sindaco di Baruta, municipio in cui ha sede l’ambasciata, tale
Capriles
Radoski, che materialmente attravreso una scala riesce a penetrare
all’interno
dell’ambasciata e pretendere che gli venissero consegnati alcuni
ministri
del deposto goiverno Chavez suppostamente rifugiati all’interno della
stessa
ambasciata.

Nessun tribunale li ha ritenuti colpevole. Nessun tribunale ha mai
incriminato i militari artefici del Golpe, nessun tribunale ha mai
incriminato proprietari dei vari media e giornalisti rei confessi di
aver
partecipato all’organizzazione dei fatti che portarono alla deposizione
momentanea del presidente della Repubblica Hugo Chavez. Il proprietario
di
una delle grandi televisioni private, ossia di Globovision, oltre che
proprietario di banche ed altre grandi imprese venezuelane é uno dei
pochi
agli arresti domicialiari, incriminato come autore intellettuale
dell’omicidio
del Giudice Andreson, il giudice che stava indagando su tutti i fatti
piú
neri della storia venezuelana recente e che fu fatto saltare in aria
all’interno
della sua auto.

L’altro presunto autore intellettuale dell’omicidio é la direttrice del
Giornale Nuevo Pais, Patrizia Poleo, scappata poi negli Usa. Per il
resto
nessun colpevole.

Il Tribunale Supremo di Giustizia ha dichiarato che non si é trattato
di un
colpo di stato ed i militari coinvolti non hanno compiuto alcuna azione
delittuosa! Risulta che il vice ammiraglio Ramirez, uno dei principali
militari coinvolti nel golpe é l’artefice della lettura in televisione,
il
giorno del colpo di stato, l’11 aprile 2002, di un comunicato in cui si
annuncia che a Caracas c’erano gia’ sei morti e Chavez ne era il
responsabile; pertanto i militari disconoscevano l’autorità del
presidente.

Da una confessione del giornalista della CNN, Otto Neutchtel, che
faceva
parte di una troupe televisiva incaricata di registrare questo famoso
comunicato, sappiamo che la registrazione avvenne la mattina del golpe,
molte ore prima che in Caracas ci fosse il primo morto e che la
registrazione avvenne nella casa di un famoso giornalista, Napoleon
Bravo,
coinvolto direttamente lui e la sua televisione, Venevision, la
principale
Tv del Venezuela in questo golpe. E’ uno dei famosi giornalisti reo
confessi
la mattina del 12 aprile.

Nessuno dunque é mai finito in galera, a parte il proprietario di
Globovision agli arresti domiciliari. Ad oggi in pratica sono
incriminati
solamente due persone, ma nessuno dei due e’ in carcere. Il dittatore
Carmona quando era agli arresti domiciliari fu fatto scappare e
raggiungendo
il Consolato della Colombia, dal governo colombiano ottenne lo status
di
rifugiato politico e pertanto oggi è libero di cospirare in Colombia.
L’altro
che finí agli arresti fu Carlos Ortega, segretario della CTV, che era
il
principale sindacato del Venezuela. E’ riuscito a sfuggire alla
giustizia
per ben due volte. La prima volta, quando era agli arresti
domiciliari, si
rifugiò nell’Ambasciata del Costa Rica ed ottene lo status di rifugiato
Politico. Ritornato clandestinamente in Venezuela, fu arrestato mentre
giocava a poker in un famoso Casino di Caracas. Rinchiuso in un carcere
di
massima sicurezza, fu fatto evadere poco tempo dopo. Oggi vive
cospirando in
Perú. A proposito di Carlos Ortega, c’e da dire che era il segratrio
della
CTV, l’equivalente della CGIL; va aggiunto che è un imprenditore del
settore
trasporti e la sua elezione a segretario non fu mai riconosciuta dal
Consiglio Nazionale Elettorale chiamato a presiedere la regolaritá
delle
elezioni interne di partiti e sidnacati. Immaginate un Montezemolo
dirigere
la CGIL? Tra i grandi misteri del Venezuela c’e quello dell’alleanza
Sindacato CTV – Fedecamara, l’equivalente della nostra Confindustria.
Sono
rimaste nella storia delle televisione venezuelana i quotidiani
resoconti
giornalieri del duo Carlos Ortega, segretario della CTV e di Carlos
Fernandez presidente di Fedecamarcas. Il potere della televisione in
questo
paese é tale che tutto avviene o èavvenuto sotto gli occhi delle
telecamere, perfino i colpi di stato!

Praticamente accertato il ruolo delle televisioni nei vari colpi di
stato,
risulta difficile da capire come mai queste continuano a trsmettere.
Come
mai non siano state chiuse?

RCTV non solo é complice nell’organizzazione dei colpi di stato, ma si
é
macchiata anche di altri reati: ha violato sistematicamente la legge
che
regola le trasmissioni televisive, come trasmettere programmi riservati
ad
un pubblico adulto in orari adatti a tutto il pubblico. I suoi
programmi, a
giudizio dello scrivente, che ovviamente non fa testo, sono di una tale
bassezza per cui non vale la pena neppure prenderla in considerazione.
L’altro
giorno in uno dei programmi principali “Video loco”, un programma
comico la
scenetta da cui secondo gli autori doveva scaturire la risata, era
costruita
attorno ad un nano. Allo scrivente sembra assurdo che si possa
utilizzare
una categoria di persone cosíìsfortunate, quella dei nani, per
costruirci la
risata.

Certo non per questo si chiude una televisione! E infatti RCTV non é
stata
chiusa come si dice in giro. Semplicemente é terminato il contratto che
aveva stipulato con lo Stato per ottenere la concessione delle
frequenze.
Infatti RCTV non chiude; semplicemente smette di trasmettere in chiaro
e
dovrà limitarsi a trasmettere via cavo. RCTV continuerà a trasmettere!

Rimane un interrogativo da chiarire. Come detto all’inizio decine,
centinai
di televisioni perdono le frequenze, ossia lo Stato non rinnova la
concessione dell’uso delle frequenze, ma nessuno dice niente. In questo
caso
invece tutto il mondo ne parla.

Non c’e’ solo il progetto politico di Chavez, che consiste in una
distribuzione delle ingenti ricchezze di cui é ricco il Venezuela in
modo
equo, fra tutte le classi sociali, ricchezze fino all’avvento di Chavez
appannaggio delle classi oligarchie e di una piccola parte della
popolazione, non piú del 20%. Il progetto di Chavez non é avversato
dalla
maggior parte dei capitalisti locali, basti pensare al presidente del
Banco
Banesco. Chavez sta portando per la prima volta in Venezuela la
democrazia,
che da Lenin fu definita il miglior involucro del capitale ed infatti
molti
capitalisti stanno facendo affari come da nessuna parte ed in nessun
altro
paese del mondo. Provate a parlare male di Chavez ai capitalisti del
settore
dei trasporti! Le vendite delle auto nel 2006 sono aumentate del 500%
rispetto all’anno precedente; nei primi 4 mesi del 2007 le vendite
hanno
uguagliato le vendite di tutto il 2006! La costruzione di strade,
autostrade, ponti, ferrovie, metropolitane, ecc… stanno facendo fare
affari d’oro ai capitalisti di tutto il mondo, comprese le grandi
imprese
italiane. Per avere una idea, qua in meno di 3 anni, dalla fine del
2003,
quando lo Stato riesce ad appropriarsi pienamente di PDVSA, é stato
costruito un ponte che é l’equivalente del Ponte di Messina ed é gia’
inziiata la costruzioen di un altro ponte della stessa grandezza! In
tre
anni sono stati realizzati gli stessi chilometri di linea metropolitana
di
cui é dotata l’intera Italia (156 km); é iniziata la costruzione della
ferrovia nazionale, che in 10 anni raggiunegierà oltre 10.000 Km. Come
giá
detto, la produzione giornaliera di petrolio raddoppierà nei prossimi 5
anni. Si provvederà non solo ad estrarre petrolio, ma anche a
raffinarlo,
con la costruzione di un’altra grande raffineria. In Venezuela é
attiva la
raffineria di petrolio piú grande del mondo: El Palito, capace di
raffinare
da sola un milione di barili al giorno. Se ne affiancherà un’altra di
pari
proporzioni.

Chavez, per essere socialista avversa il capitalismo, peró il
capitaslimo
non é contro Chavez. Chi é dietro gli attacchi a Chavez é precisamente
l’oligarchia
che controlla i media di informazione.

E’ notorio, che a livello mondiale, 5 (cinque) agenzie controllano il
96%
delle notizie. Praticamente USA, Unione Europea e Giappone controllano
il
90% dell’informazione mondiale. Delle 300 imprese di informazione piú
importanti del mondo, ben 144 sono statunitensi, 80 dell’unione Europea
e 49
del Giappone.

L’oligarchia venezuelana controlla precisamente i mezzi d’informazione
venezuelani e questa stessa oligarchia é socia con Bush padre in Direct
TV,
una delle principali societá di diffusione della TV via cavo del
continente
americano; questa stessa oligarchia venezuelana, che si chiama Zuloaga,
Mezerani e soprattutto Cisneros, che assieme al messicano Carlos Slim é
uno
degli uomini piú ricchi dell’America Latina e del mondo intero.

Si comprende facilmente perché il mancato rinnovo di un contratto di
concessione dell’utilizzo delle frequenze, affare interno di uno stato
sovrano, nel caso di RCTV ha raggiunto l’opinione pubblica mondiale.

Pur essendo il primo caso del genere, sappiamo che non sará l’unico,
perché
la storia si ripeterá presto in Ecuador, dove addirittura la situazione
é
anche peggiore rispetto a quella del Venezuela. In Ecuador vi é una
concentrazione del 100% delle televisioni nelle mani di poche famiglie
oligarchiche. Non esiste nessuna televisione pubbica.

Attilio Folliero
Fonte: www.lapatriagrande.net
Link
27.05.2007

Pubblicato da Davide