VECCHI E NUOVI TEOREMI

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DI GABRIELE ADINOLFI
fascinazione.info

“…Noi ragioniamo come se vivessimo ancora nella prima metà del XX secolo e non ci rendiamo conto che la realtà è molto diversa.
Il 1945 non segnò solo la nascita del bipolarismo mondiale con il tramonto delle ere nazionali e la contemporanea istituzionalizzazione del crimine organizzato su scala internazionale, ma anche l’avvio del processo di cessazione di sovranità e la costituzione di strutture supernazionali incaricate di gestire e di ammortizzare progetti e conflitti.

Oggi in Europa assistiamo ad una sin troppo evidente cessazione di sovranità progressiva in cui le singole potenze regionali cercano di portare comunque a casa il miglior risultato raggiungibile e di cedere il meno possibile di potere. E questo ora lo vediamo e lo capiamo tutti.In forma più involuta e primitiva, ma anche più agguerrita e pretenziosa, è quanto accadde nei decenni trascorsi con codazzo di attentati e stragi. Gli “alleati” si combattevano per terrorismi interposti.
Se intorno ad Hypérion agivano indisturbati gruppi terroristici e servizi segreti dell’est e dell’ovest, è in quest’ottica che ciò avvenne e se ci fu tregua e cooperazione anche tra “nemici” giurati è perché esisteva e operava un consiglio direttivo sovranazionale fornito, con tanto di ideologia e strategia, dalla Commissione Trilaterale che, per inciso, partorì per intero l’amministrazione presidenziale di Giscard d’Estaing in Francia e quella di Carter in Usa.

…Prendiamo il teorema del nuovo antagonismo sud-nord e del pericolo islamico. E’ evidente come lo schema del passato venga replicato ed è anche più evidente che, a prescindere dalla propaganda, le relazioni tra componenti che dovrebbero odiarsi sono invece molto distese. Le “primavere arabe” hanno registrato una santa alleanza tra Usa, Inghilterra, Francia e monarchie wahabite, fino al punto di armare e sostenere pubblicamente Al Qaeda dimenticandosi che, fino a qualche anno fa, dicevano che questa avesse abbattuto le Twin Towers. Lo scenario insomma è quello di trenta e quarant’anni fa ma un tantino più orwelliano.

In quanto alle metastrutture, oggi queste appaiono evidenti: l’uniformità dei media internazionali (Cnn, Bbc, Al Jazeera ecc) e la globalizzazione dei mercati nonché della comunicazione informatica hanno fatto fare un salto in avanti ai nostri cervelli ossidati e così riusciamo un po’ meglio a intravedere le strutture dell’epoca in cui viviamo.

Potremmo fare un salto ulteriore e capire, tramite ciò, anche quel che lo precedette. E dovremmo infine pensare a quel che seguirà.

Si parla di una governance europea che la Commissione Trilaterale (toh guarda…) intende varare e istituzionalizzare in novembre.

Non parlo da reazionario in quanto sono europeista e sostenitore dell’Euro. Ho l’impressione però che si assista ancora una volta ad uno strappo strategico che, partito con le “primavere arabe” e con la neutralizzazione di Strauss-Kahn e della sua soluzione monetaria, avrà effetti deleteri e scompaginanti su quanto poteva ancora esserci di positivo.

Stavolta non ci sono state stragi significative, ma c’è sufficiente massacro quotidiano di genti, di società, di economie e di culture e si tratta, ancora e sempre, di una “rivoluzione dall’alto” mediante un dirigismo cinico e spietato.

I giovanotti che agirono a Bologna e altrove ora sono uomini maturi. E ancor di più lo è il mostro che hanno generato.”

Tratto da: “La strage alla stazione non fu un incidente di trasporto ma un complotto” – Intervista a Gabriele Adinolfi

8.08.2012

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