VAROUFAKIS E IL MINOTAURO GLOBALE

VAROUFAKIS E IL MINOTAURO GLOBALE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

"Yanis Varoufakis è balzato definitivamente alla ribalta dopo la vittoria di Syriza in Grecia. L’arrivo di Varoufakis nei labirinti del potere UE – come ministro delle finanze del governo Tsipras – può essere considerato come uno degli effetti più rilevanti del ciclo di lotte anti-austerity che è andato sviluppandosi nell’Europa meridiana, ma non solo, negli ultimi anni. La vittoria di Syriza pone l’UE come mai prima di fronte a un bivio: perseverare in modo diabolico nel proprio dispotismo neoliberista, e confermare così la sua guerra di classe alle diverse popolazioni europee, o cominciare a cedere a un movimento che prima o poi non potrà più contenere, se non ricorrendo a forme di violenza sempre più esplicite."

Comunque se domenica vincesse il «Vαι» (sì), Tsipras, potrebbe restare intrappolato nel «golpe» in agguato che mira ad un «regime change», e potrebbe magari essere sostituito da un nuovo governo collaborazionista con l'Ue. Se invece vince l' «Oxi» (no), Varoufakis ha già parlato a Tsipras del suo progetto: l’idea è quella di un nuovo «veicolo monetario» parallelo, solo in teoria convertibile alla pari con l’euro, ma necessario per ricapitalizzare le banche e permettergli di riaprire prima che ad Atene scoppino sommosse sociali.

Questi due leader politici, sono ritratti spesso insieme dai network europei, Tsipras cresciuto al “caldo del movimento no global” e della “tradizione della sinistra”, e l'altro Varoufakis invece “alternativo”, perché arriva in moto al vertice dell’Eurogruppo, insomma un po' Che Guevara e un po' James Dean. Immaginiamo, indaghiamo, cerchiamo di capire quali saranno le loro prossime scelte politico economiche, soprattutto se usciranno illesi dal referendum di domenica, sta di fatto però che il testo di storia economica di Yanis Varoufakis “Il Minotauro globale - L’America, le vere origini della crisi e il futuro dell’economia globale”, rimasto misteriosamente in secondo piano negli attuali dibattiti, ci potrebbe aiutare a capire.

Scrivendo l'opera il novello Teseo si è addestrato per eliminare il Minotauro, metafora fondante derivata dal mito greco del figlio di Pasifae, moglie di Minosse, e dal toro di Poseidone. Come gli ateniesi ogni anno dovevano inviare sette ragazzi e sette ragazze da offrire in pasto al mostro, così, secondo l’economista del governo greco di Syriza, il mondo ogni giorno finanzia e sostiene l’egemonia statunitense inviando i propri surplus finanziari a Wall Street e consente così all’economia Usa di sostenere l’enorme deficit commerciale con l’estero.

"Varoufakis illustra la variazione di scenario globale deciso dagli Stati Uniti il 15 agosto 1971, con l’abolizione del Gold Standard. A quel punto, quel dispositivo economico-politico che ha fatto girare l’economia globale dagli anni Settanta fino al 2008, il Minotauro globale appunto, ha smesso di funzionare. Era un dispositivo di regolazione dei flussi globali di beni e capitali fondato sulla crescita sia del deficit di bilancio che del deficit commerciale degli Stati Uniti (che importavano più di quanto esportavano), e, insieme, sul finanziamento di questi due deficit, grazie al flusso di capitali dalle altre economie verso gli Stati Uniti."

Che le cose funzionassero così era chiaro, almeno a Paul Volcker, presidente della Federal Reserve ai tempi di Carter e di Reagan, che nel 2005, riflettendo sullo stato di salute dell’economia USA, diceva: “Quello che tiene insieme il successo economico dell’economia USA è un massiccio e crescente flusso di capitale dall’estero, che assomma a oltre 2 miliardi di dollari ogni giorno lavorativo e che continua ad aumentare [.] L’aspetto più arduo di tutto ciò è che questo quadro apparentemente rassicurante non può andare avanti all’infinito. Non so di alcun paese che sia mai riuscito a consumare e a investire a lungo il 6 per cento in più di quanto produce. Gli Stati Uniti stanno assorbendo circa l’80 per cento del flusso netto di capitale internazionale”.

"Dal 2007, con lo scoppio della crisi dei mutui subprime, i fallimenti di banche e società finanziarie, di cui sono state piene le cronache, hanno fatto saltare questo afflusso di capitali e quindi il moderno tributo che saziava il Minotauro globale non è stato più pagato. La storia del Minotauro inizia dopo la crisi del 1929, e vede protagonista la classe dirigente USA. Il testo illustra la “finanziarizzazione” del sistema economico, la deregolamentazione industriale, la privatizzazione degli utili e la socializzazione dei debiti, insomma il neoliberismo inteso come sistema economico globalizzato, che a partire dalla scuola dei "Chicago Boys" di Milton Friedman, si è imposto su tutto il mondo occidentale."

"Il Minotauro globale è stato il prodotto di una drastica e consapevole strategia imperiale, articolata a partire da diversi momenti:

a) la decisione di Nixon di porre fine alla legge della convertibilità del dollaro nel 1971, il Gold Standard;

b) la concessione di prestiti massicci a basso tasso di interesse a molteplici paesi dell’Est dell’Europa e del Terzo Mondo durante e subito dopo la crisi petrolifera del 1973;

c) la decisione di Paul Volcker (presidente della Federal Riserve con Carter e Reagan) di aumentare in modo smisurato i tassi di interesse dei Fed Funds fino a portarli nel 1981 al 19% annuale;

d) lo sviluppo del Washington Consensus e di tutte le sue misure disposte a una deregolamentazione globale dei flussi di capitali a partire dagli anni ’80.

Tuttavia, il Minotauro, continua Varoufakis, non avrebbe mai potuto vedere la luce senza l’esistenza di altri due “smisurati” privilegi della potenza americana, ed ereditati dalla diffusione globale del sistema di Bretton Woods, ovvero il signoraggio del dollaro in quanto moneta di riserva globale, e la possibilità di stampare dollari senza alcuna restrizione da parte delle istituzioni globali."

"La finanziarizzazione del sistema capitalistico è quindi l’inevitabile prodotto del sorgere di questo mostro, che rappresenta il frutto di scelte politiche coscienti e determinate, elaborate dalle élites americane per affrontare il proprio crescente e incontrollabile debito pubblico, generato in primo luogo dai costi crescenti della lunga guerra in Vietnam e dall’attuazione del programma di Welfare della “Big Society” lanciato da Johnson nel 1965. Insomma un ciclo economico imperniato su un’egemonia americana diversa e più fragile, da quella dell’immediato “dopoguerra”, poiché costruita più sulla “nuova debolezza" strutturale che non sulla sua “vecchia” potenza produttiva.

La radice della crisi finanziaria del 2008 starebbe tutta qui: negli squilibri economico-finanziari prodotti dalla natura diabolicamente insaziabile del Minotauro, assecondata dalle sue diverse “ancelle”:

a) gli “spiriti animali” che abitano da sempre Wall Street, ma che con la progressiva finanziarizzazione del capitale sono stati messi in condizioni di esprimersi al meglio;

b) il complesso di istituzioni globali (Wto, Fmi, Banca Mondiale, Agenzie di Rating) eterodirette dal mostro;

c) il modello imprenditoriale Walmart, così definito da Varoufakis in quanto simbolo di un capitalismo sempre più “estrattivo”, nella sua combinazione di finanziarizzazione e sfruttamento intensivo della forza lavoro;

d) l’attuale UE governata dal mercantilismo neoliberale della Germania e dal monetarismo della BCE.

Il 2008 tuttavia è per Varoufakis un crinale invalicabile, poiché segna la morte definitiva del Minotauro globale: gli Stati Uniti sono entrati in una fase di crisi terminale, non riuscendo più ad indirizzare i flussi di capitale verso Wall Street. Ma se il Minotauro è morto, le sue “ancelle” sono ancora vive e vegete e hanno ereditato il potere messo in circolazione dal mostro. La “Troika” sarebbe l'ancella del Minotauro americano. Per Varoufakis, dunque, la crisi finanziaria del 2008 ha aperto una fase di transizione globale, segnando in modo definitivo il declino degli Stati Uniti come potenza egemone. "

"Riuscì a convincere perfino la Germania ad accelerare sulla creazione dell’Euro, che anche se non è mai riuscito a divenire realmente una moneta globale alternativa al dollaro, l’Euro è nato anche da questa condizione di “subalternità” sempre più difficile da gestire per le economie europee.

Molte condizioni del potere del Minotauro però sussistono ancora: il dollaro resta ancora la moneta di riserva mondiale; la potenza militare americana continua a esercitare sul settore dei “network” globali il proprio potere; Wall Street e la City Londinese sono ancora l’ingranaggio centrale del comando finanziario globale; il gigantesco debito pubblico americano continua a essere il grande destabilizzatore del potere capitalistico globale; la UE continua a comportarsi come “vassalla” politica, finanziaria e militare degli interessi del mostro. "

"Varoufakis destina poi le pagine più originali del suo testo all’analisi del ruolo della Ue, partendo da lontano, ricordando che il vero precursore della Ceca–Ue è stato il Piano Marshall, ovvero quello che fu la pietra angolare del “nuovo piano globale” (Bretton Woods) ideato dai politici del New Deal per “salvare il capitalismo da una crisi irreversibile”. Le élites americane decisero di costruire il sistema globale nascente sull’integrazione progressiva di Germania e Giappone come “trading states” (stati esportatori), ovvero come stati finalizzati soprattutto all’esportazione di beni industriali principalmente, almeno all’inizio, negli Stati Uniti. Seguirono l’abolizione delle barriere doganali europee e un processo di integrazione economica che si sarebbe sempre di più incentrato sulla rinascente industria tedesca."

"In questo modo, il sistema nato a Bretton Woods realizzava qualcosa di inedito nella storia del capitalismo: l'integrazione degli "sconfitti" nel “dispositivo centrale di governo del mondo”, per sostenere e incentivare “la stabilità globale dell’economia capitalistica”. E questo perché gli artefici del “nuovo piano globale”, dice sempre Varoufakis, erano del tutto consapevoli, dopo la traumatica esperienza del 1929, che un sistema davvero globale non poteva reggersi sul primato incontrastato del dollaro e di un’unica regione-monetaria-industriale. L'obiettivo era quello di “cercare un futuro più sicuro per il capitalismo” a partire dalla costruzione di una rete economica globale interdipendente fondata sull’integrazione di tre zone monetarie-industriali in cui “la zona del dollaro doveva restare quella predominante”.

Varoufakis conclude sulla genealogia della Ue affermando che la tesi secondo cui la Ue sarebbe nata da un bisogno europeo di creare un baluardo, incentrato sulla pace, sull’estensione dei diritti, sul welfare state e sul libero mercato, ma contro il capitalismo selvaggio americano “sembra non essere altro che un mito della stessa creazione dell’Unione Europea”.

"Insomma il testo di Varoufakis renderebbe meno difficile comprendere perché la Ue abbia deciso di consegnarsi così docilmente all’abbraccio letale del Minotauro. Il “sogno europeo” è stato una grandiosa idea americana che venne messa in pratica dalle élites statunitensi. Se vogliamo pensare l’Europa, dobbiamo pensarla diversa da quella descritta dai trattati e governata dall’euro: iniziando con l’avere chiaro da dove è partito in realtà il suo progetto, per poi capire il perché della sua stessa esistenza."

Ecco perché il James Dean greco, che corre sul suo bolide a due ruote, sta sfidando l'Ue al "gioco del coniglio", una corsa non più clandestina, ma praticata alla luce del giorno, di fronte a tutta l'opinione pubblica mondiale, e inoltrata su di una strada dissestata che termina sull’orlo di un precipizio: vince chi, lanciato a folle velocità, si lancia per ultimo dalla moto in corsa prima di precipitare nel burrone.

In Grecia, comunque vada il referendum, il profumo di rivolta è grande, il Vαι sembra avanzare nei sondaggi, ma l' Oxi resta in vantaggio. Secondo l’istituto "Prorata" in una rilevazione per il giornale "Εφημεριδα των συντακτων ", i Sì erano al 30% e i No al 57%. Dopo l’introduzione di tetti ai prelievi bancomat e lo stop alle transazioni verso l’estero, i Sì sono saliti al 37% e i No sono scesi al 46%, riducendo il divario dal 27 al 9 per cento. Circa l’86% degli intervistati ha detto che domenica andrà a votare, quindi l'affluenza dovrebbe essere alta e si dovrebbe confermare il quorum.

Anche se la Troika farà di tutto per condizionare il referendum e farlo fallire, operando allarmismo mediatico a favore del «Vαι », in questo inizio infuocato d'estate, tutti gli incazzati e gli indignati di questa Europa schiavizzata dai banksters, a partire dal M5s, a Podemos, a Syriza, si ritroveranno domenica ad Atene, per sostenere il popolo greco e la difesa della sovranità politica e monetaria. Dopo anni di falsificazione mediatica e di usurpazione della democrazia, la Bce, l’Ue e il Fmi, sono diventati una minaccia ormai evidente per la sopravvivenza di una società liberale e democratica.

Quindi non ci resta che incrociare le dita per l'«Oxi» di Alexis Tsipras e di Yanis Varoufakis…

(Liberamente tratto da - Syriza, l’Europa e la dura legge del Minotauro. Note sulla congiuntura attuale a partire da “Il Minotauro globale”- di Yanis Varoufakis, di Miguel Mellino.)

http://www.euronomade.info/?p=4306

http://www.asterios.it/sites/default/files/Minotauro%20Globale%20pagine%203-100.pdf

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

5.07.2015

http://www.asterios.it/sites/default/files/Minotauro%20Globale%20pagine%203-100.pdf

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Commenti (37)

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Nascondi area commenti 17 caricati
    1. Stodler 5 luglio 2015

      Ottimo articolo.


      Rimane un problema, perchè Varoufakis avvalla la calata di braghe della Grecia?

      Voglio dire, se pensava di non potere niente di fronte al minotauro poteva restarsene a casa.

      Faceva prima e noi ci risparmiavamo un ulcera.
    1. Teopratico 5 luglio 2015

      Un ennesimo grazie a Rosanna, il suo riassunto é utile ed interessante. La metafora del Minotauro mi ricorda quella del Buco Nero di un recente articolo in home. Ora domando a chi si cruccia per un eventuale riduzione di automobili in Grecia, quando e come sarà possibile ( se non ora!) avere una prospettiva diversa da questo sistema economico? Ogni momento che passa secondo renderà più duro e catastrofico questo cambiamento. Questo sistema è indubbiamente insostenibile, sotto tutti i punti di vista immaginabili, un treno che brucia tutto pur di alimentare la propria caldaia e correre sempre più forte verso una montagna che ormai si vede all'orizzonte. Eppure ci dovremmo preoccupare se incomincia a bruciare meno automobili Che per la gran parte servono ad aument re l'obesità nella popolazione? A me sembra assurdo. Piuttosto perché non immaginare e sognare qualcosa di diverso? Perché non si sviluppano sistemi ecologici per la produzione di energia? Perché è meglio spendere soldi per le automobili e il loro carburante per spostare consumatori imbecilli e e malati. Se non lo si può nemmeno immaginare un futuro diverso, questo non avverrà mai, e ci dicono che i numeri, la finanza, i conti lo impediscono, perché il Minotauro, il Buco Nero, il treno impazzito, nessuno ha il coraggio di fermarlo. Eppure basterebbe il dito di un bambino.

    1. Truman 5 luglio 2015

      Flavio, raccontaci di Biancaneve e i sette nani, tutto sommato le favole le racconti bene.
      Nel merito:
      - tutto il sistema commerciale è concepito per aiutare i consumi contro il buon senso, i venditori di auto spendono la quota più importante del loro fatturato in pubblicità.
      - il denaro è anche un mezzo di scambio, ma se fosse solo questo basterebbe stamparlo e imporlo per legge.

    1. Rosanna 5 luglio 2015

      The_Essay, come dice giustamente Truman, ti sei risposto da solo, infatti:

      1) in Europa non c'è una Politica con la P maiuscola, né una politica con la p minuscola, e perché?
      lo dice chiaramente il testo di Varoufakis, se tu avessi letto attentamente il commento, perché l'Europa è una creatura della Finanza Usa, e quindi deve servire per fare cassa alle multinazionali, quindi la politica non serve ... nisba

      2) l'Europa non nasce per motivi filantropici, ma esattamente il contrario, nasce per privatizzare il welfare state europeo e demolire definitivamente la democrazia, a vantaggio delle lobbies affaristiche

      3) il referendum greco è l'unica possibilità per ottenere da parte della maggioranza dei cittadini il mandato per riprendersi quello che resta della sovranità politica ed economica

    1. clausneghe 5 luglio 2015

      Bravissima la nostra Rosanna S. che si è presa la briga di leggere e interpretare benissimo il tomo del centauro Greco, scritto a me, lo confesso, sconosciuto.

      Azzeccate le parole e i nomi, come il Minotauro che vive ancora, ed è il Mostro freddo, ovvero l'agglomerato industrial- finanziar-militare che governa davvero il Mondo e la UE dei Banksters (altra parola nata dalla Rete) che è la sua mostruosa figlia.
      Grazie anche a questi scritti, Varoufakis , Spadini, e altri Autori ospiti qui a CDC si inizia a capire meglio chi è il nemico e quali forme prende.
      Naturalmente io tifo per il NO, odio questa UE, la peggior Europa possibile, quella dei banchieri criminali amalgamati con i burocrati despoti inetti e i feroci militari uccisori a comando.
      Che crepino tutti assieme, sommersi da una valanga di NO.
    1. Rosanna 5 luglio 2015

      Flavio, forse hai una visione non del tutto corretta della situazione europea e italiana, quello che tu sostieni è la bufala ripetuta da anni su tutti i media italiani, ma è semplicemente una bufala, perché l'Italia ha vissuto una storia diversa:

      1) è stato il primo paese "contribuente netto" fino al 2011 e ora siamo il terzo, ciò vuol dire che sono più i miliardi che l'Italia consegna di quelli che riceve dall'Europa:

      "Nel 2011 l'Italia è stato «il primo contribuente netto» al bilancio
      europeo e «negli ultimi dieci anni ha pagato più di quanto fosse
      giustificato». La dichiarazione rilasciata a Berlino del premier Mario
      Monti, al netto dell'utilizzo che se ne può fare o meno nell'ambito
      della campagna elettorale, fotografa un dato di fatto su cui riflettere.
      Ovvero il paradosso che ha portato il nostro Paese, nonostante fosse
      finito nel gorgo della crisi finanziaria dell'euro e avesse un'attività
      economica più in crisi di altri partner europei, a versare nel 2011 al
      bilancio comunitario circa 6 miliardi in più di quelli ricevuti. Uno
      squilibrio chiaramente inaccettabile anche per l'europeista più
      convinto, che ritenga inopportuno calcolare con il bilancino costi e
      benefici di Bruxelles."

      http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-02-01/quel-bilancio-poco-equilibrato-063847.shtml?uuid=Abdy48PH [www.ilsole24ore.com]

      Un bilancio del «dare e avere» con l'Europa per ritrovare un nuovo protagonismo dell’Italia
      Siamo il terzo contribuente netto dell'Ue, pur essendo al 12° posto per Pil pro-capite: nel 2012 versati 16,4 miliardi di euro e ricevuti indietro 10,7 miliardi, con un saldo negativo di 5,7 miliardi. Restiamo un mercato molto appetibile e diamo un forte contributo alla competitività europea

      Roma, 19 marzo 2014 - L'Italia è il terzo contribuente netto dell'Ue. Il budget annuale dell'Unione europea è di circa 140 miliardi di euro, ovvero poco più dell'1% del Pil complessivo degli Stati membri. Il contributo italiano alla formazione del bilancio comunitario è pari a circa il 12% del totale. Le risorse versate dall'Italia all'Ue sono aumentate dai 14 miliardi di euro del 2007 ai 16,4 miliardi del 2012, mentre gli accrediti effettuati dall'Unione nel periodo si sono aggirati intorno ai 9-11 miliardi all'anno, determinando così un consistente saldo a nostro svantaggio: 6,6 miliardi nel 2011, 5,7 miliardi nel 2012. Sono 12 i Paesi che versano più di quanto ricevono. Il maggiore contribuente netto è la Germania, con un valore cumulato nel periodo 2007-2012 di 52,7 miliardi di euro e un saldo medio annuo negativo per quasi 9 miliardi. Al secondo posto c'è la Francia, con un valore negativo cumulato pari a 33 miliardi di euro e un saldo medio annuo negativo di 5,5 miliardi. L'Italia è il terzo contribuente netto, con 26,7 miliardi di euro cumulati nel periodo e in media 4,5 miliardi all'anno, nonostante noi occupiamo il 12° posto in Europa in termini di Pil pro-capite (25.600 euro per abitante rispetto ai 31.500 euro dei tedeschi e ai 27.700 dei francesi). Nel 2012, in particolare, abbiamo versato 16,4 miliardi di euro e abbiamo ricevuto indietro 10,7 miliardi, con un saldo negativo di 5,7 miliardi. Fra i percettori netti si collocano ai primi posti la Polonia (con 47 miliardi di saldi cumulati nel periodo 2007-2012 e una media di 8 miliardi all'anno), la Grecia (con 27,6 miliardi complessivi e un dato medio annuo di 4,6 miliardi), la Spagna (18,7 miliardi in totale e 3,1 miliardi in media all'anno).

      Speso il 52,7% dei fondi comunitari a noi destinati. La dinamica degli accrediti risente anche della capacità progettuale e gestionale dei fondi europei da parte delle autorità italiane. Attraverso i diversi fondi strutturali di derivazione comunitaria e nazionale, nel periodo 2007-2013 l'Italia ha finanziato 52 programmi, per un volume iniziale di risorse pari a 59 miliardi di euro nei 7 anni di riferimento. Oggi l'importo complessivo risulta pari a 47,7 miliardi e il contributo proveniente dall'Unione europea si attesta sui 28 miliardi. Considerando la spesa certificata a partire dal 2009, a fine 2013 risulta assorbita una quota del 52,7%. ... continua

      http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=120951 [www.censis.it]




    1. FlavioBosio 5 luglio 2015

      I venditori di auto, quelli di petrolio, grano, acciaio ed altre materie prime hanno sette miliardi di potenziali clienti a cui vendere i propri prodotti e di certo non si strapperanno i capelli se i greci andranno a piedi o a dorso di mulo.


      L'illusione demenziale che basti stampare denaro del popolo per far girare l'economia si schianterà contro la triste realtà.

      Il denaro è un mezzo di scambio non il fine ultimo, per cui se vogliono un auto tedesca dovranno necessariamente dare qualcosa in cambio di eguale valore, nessuno darà auto tedesche o italiane o coreane ai greci in cambio di cartaculo sovrana, democrazia o no.
    1. FlavioBosio 5 luglio 2015

      Ha perfettamente ragione, ma per parlare di economia reale è necessario utilizzare un unitá di misura ed è appunto il denaro.

      Nella mente delle persone comuni, il denaro come il metro, il litro o il grammo sono costanti e lo erano con Bretton Woods, poi i politici hanno capito che era impossibile fare deficit con quel sistema, si sa le guerre costano parecchio, ed hanno introdotto la Modern Money Mechanics, trasformando il denaro in una variabile.
      Ora, com'è possibile parlare di economia reale se il denaro è una variabile?
      Sarebbe come pesare qualcosa sapendo che l'unità di misura impiegata varia costantemente, ecome se un giorno un Kg è formato da 1000g ed il giorno seguente da 726g.

      Si comprende l'importanza d'avere una costante..
    1. FlavioBosio 5 luglio 2015

      Il libro si chiama "Cosa è il Denaro" 10 miserabili euro per il formato cartaceo...


      Molto utile a persone ignoranti come me, certo a chi nasce imparato è perfettamente inutile.
    1. ProjectCivilization 5 luglio 2015

      Alcuni dei riferimenti storici , in questo articolo , sono utili .

      Ma continuare a parlare di una finta economia , monetaria , appunto finta , non economia , e' assurdo . Parliamo di Economia vera . Quella vera , e' semplice .

      E parlare come se esistesse un opinion pubblica...e chissa quale lotta in corso , e' assurdo .

      Parliamo del fatto che siamo 7.4 miliardi di persone pochissimo intelligenti , e completamente apatiche alle operazioni idiote di una minuscola elite che si concentra sul potere . Parliamo di degrade .

    1. albsorio 5 luglio 2015

      Il "nuovo veicolo monetario" sarà emesso dallo Stato senza debito pubblico a garanzia?



      Il "vecchio veicolo monetario" l'euro a chi appartiene? Alla Grecia o BCE?

      Questa domanda non è irrilevante, se l'euro (cartamoneta, cartacea o digitale) emesso da BCE per la Grecia appartiene, dopo l'emissione di debito pubblico greco al popolo, perche non usare gli euro greci per saldare il debito?

      Allora si che il "nuovo veicolo monetario" funzionerà alla grande.

      Tenendo presente poi che nel mare Egeo hanno petrolio e gas per il doppio del debito attuale e che l'America potrebbe decidere di estrarlo non per aiutare i greci ma per penalizzare Gazprom.

    1. Truman 5 luglio 2015

      @The_Essay: Direi che ti sei risposto da solo.
      a) Non esiste una politica europea.
      b) Non esistono più nazioni
      c) L'Europa non è nata per motivi filantropici.

    1. Truman 5 luglio 2015

      Flavio, le favole di Repubblica qui non attaccano. Non c'è alcuna valuta oggi collegata all'oro, quindi Varoufakis non ha alcun motivo di farlo lui.
      E il problema di comprare le automobili è tutto dei venditori di auto. Già in passato i venditori accettavano le dracme, almeno quelli che volevano vendere.

    1. Gil_Grissom 5 luglio 2015

      Speriamo Rosanna che le tue aspettative siano soddisfatte, anche se temo che in quel caso assisteremo ad un colpo di stato militare orchestrato dagli Stati Uniti che non possono permettersi di lasciare la Grecia a Putin. E allora saremmo davvero sull'orlo della terza guerra mondiale.

    1. FlavioBosio 5 luglio 2015

      a) questi bracci di ferro con il governo Greco?


      Ha presente quando l'europa stanzia i famosi finanziamenti per esempio per completare la Salerno Reggio Calabria, ecco, se venissero spesi correttamente anziché essere rubati non ci sarebbero bracci di ferro..

      b)il ruolo di una finanza miope a quelli che sono i bisogni delle persone o meglio del popolo?

      E no, è proprio perché ci vedono benissimo e vedono come i vari stati spendono i loro soldi, e dopo l'ennesima volta che i denari vengono rubati non ti puoi ripresentare a Bruxelles con la solita scusa che mancano le infrastrutture per lo sviluppo e chiedere altri soldi per terminare la Salerno Reggio Calabria

      c)perchè serve questa legittimazione del popolo su questioni a quanto si dice già decise a tavolino?

      Perché hanno rubato tutti talmente tanto che rischiano la forca, in un paese sull'orlo della bancarotta i magistrati 33,1 ogni 100.000 abitanti contro i 14,8 dell'Italia hanno avuto il coraggio di aumentarsi gli stipendi di un 30% più gli arretrati, in altri tempi questo comportamento sarebbe stato definito alto tradimento e sarebbero stati passati per le armi.
      E da Bruxelles vedono anche questo.



    1. FlavioBosio 5 luglio 2015

      Bellissima, da incorniciare..

      «l’idea è quella di un nuovo «veicolo monetario» parallelo, solo in teoria convertibile alla pari con l’euro, ma necessario per ricapitalizzare le banche e permettergli di riaprire prima che ad Atene scoppino sommosse sociali.»

      Il problema è che solo in teoria ci compri il petrolio, e le automobili, in pratica toccherà andare a piedi.

      Quindi vorrebbero derubare i cittadini greci dei loro euro sostituendoli con soldi del Monopoli, il tutto senza rivolte sociali? Auguri !

      E poi ci spiega la storia del Gold Standard e di Bretton Woods, ma non parla di rendere convertibile in oro la nuova valuta, pardon il nuovo veicolo monetario, perché perfettamente consapevole del fatto che anche la Grecia ha cavalcato il Minotauro finché ha potuto.

      Ci viene a fare la lezioncina sulle meraviglie del Gold Standard ma al popolo vuole rifilare i soldi del Monopoli che lui ed i suoi compagni di merende potranno stampare a volontà esattamente come la FED o la BCE per alimentare il loro personale Minotauro.

      Ma andate a farvi un giro sul veicolo monetario..






    1. The_Essay 5 luglio 2015

      Gentile Rosanna la storia del referendum della Grecia come ho detto nel Forum opinioni,
      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=85478
      se venisse letto attraverso gli occhiali del ragionamento ci fa capire molto sull'Europa e qualcosina anche sull'Italia:
      a)sull'assenza della politica europea con la P maiuscola.
      b)Sul comportamento di nazioni partner (Italia compresa)
      c)La contraddizione più evidente a mio avviso sarebbe la seguente:
      ma se l'Europa nasce per motivi quasi filantropici, come mai
      a) questi bracci di ferro con il governo Greco?

      b)il ruolo di una finanza miope a quelli che sono i bisogni delle persone o meglio del popolo?
      c)perchè serve questa legittimazione del popolo su questioni a quanto si dice già decise a tavolino?
      d)Se tali questioni pare siano state già decise, non risulterebbe da ipocriti ritrovarsi ad Atene da parte di altri soggetti politici o pseudo tali ?(leggi movimenti non autoctoni alla Grecia)
      Bye,Bye The Essay

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