VARIAZIONI SU UN OMICIDIO

VARIAZIONI SU UN OMICIDIO

DI HELENA JANECZEK

Nazione indiana

1) Adul Salam Guibre e i suoi amici John e Samir entrano all’alba al bar “Shining” di Via Zuretti, zona Stazione Centrale di Milano, e rubano una scatola di biscotti. I gestori, padre e figlio, se ne accorgono e gli corrono dietro urlando cose tipo “ladri, negri di merda”. Pensano di inseguirli col loro furgone bar, ma poi uno dice all’altro:”lasciamo stare, chiudiamo baracca che è meglio, e andiamo a dormire”.

2) Adul Salam Guibre e i suoi amici John e Samir entrano all’alba al bar “Shining” di Via Zuretti, zona Centrale di Milano che sta per chiudere, e rubano una scatola di biscotti. I gestori del bar li rincorrono al grido di “ladri, ladri”, prendono il furgone bar, li raggiungono e tirano fuori una spranga e un bastone. Anche i ragazzi di colore hanno un bastone e scoppia una rissa. Samir e John, quando capiscono che quelli del bar menano di brutto, scappano, mentre “Abba” non ce la fa e rimane a terra, colpito più volte alla testa. Muore all’ospedale “Fatebenefratelli” qualche ora dopo.

I gestori della prima variante, ripetono insulti razzisti. I secondi no, però uccidono un ragazzo. Nella realtà dei fatti, com’è stata fin qui ricostruita (ma è ancora molto da vedere), le due cose si combinano. Sul sito del Corriere, però, si legge:

“Secondo quanto spiegato dagli agenti della Squadra Mobile, il giovane sarebbe stato aggredito nell’ambito di una lite in quanto, con due suoi amici, avrebbe rubato dei biscotti dal furgone bar di cui sono proprietari i due fermati. Non si sarebbe quindi trattato di un episodio a sfondo razzista (nonostante le ingiurie rivolte dagli aggressori ad Abdul come «ladro, negro di merda, etc») , ma di una lite per futili motivi poi degenerata.”

La domanda è: come lo individuiamo il razzismo? E’ più razzista colui che dice cose razziste o lo è più chi cose razziste le fa? Questo in una clima culturale come il nostro, dove il razzismo sembra ubiquo e inafferrabile, perché nessuno, tranne qualche ultrafascista marginale, dichiara più di essere razzista. “Io non sono razzista, però…”è il refrain dei giorni nostri.

Mi viene da pensare questo: gli ipotetici gestori di un bar che urlano “negri di merda” oltre che “ladri” potrebbero in effetti essere abbastanza superficialmente razzisti. Sono stanchi e arrabbiati e i ragazzi che hanno rubato i biscotti sono tutti e tre di colore, quindi gli viene da tirargli dietro anche quell’insulto.

E se invece avessero fatto quel che hanno fatto effettivamente, senza nemmeno una volta lasciarsi sfuggire un epiteto razzista, allora potremmo davvero essere certi che si tratta solo di una “lite per futili motivi poi degenerata”?
Ho forti dubbi. Quegli uomini avrebbero cominciato un inseguimento con il furgone, armati di bastone e spranga, per una scatola di biscotti, se i ladri non avessero avuto tutti e tre la pelle scura? E avrebbero poi ingaggiato una rissa di quel genere? E soprattutto: avrebbero colpito un ragazzo alla testa con una spranga fino ad ucciderlo, se quel ragazzo non fosse stato nero?

Ovviamente non abbiamo la prova contraria. Sarebbe interessante sapere, ad esempio, se i gestori del Bar “Shining” (il nome non evoca sonni tranquilli) fossero noti in genere come persone che passano facilmente alle mani. Ma anche questo non risolverebbe molto. Il primo essere umano che gli è capitato di uccidere, resta un ragazzo di colore.

Il razzismo non è un opinione. Non è nemmeno principalmente un codice linguistico odioso e scorretto. Il razzismo è qualcosa che ti agisce dentro. E che eventualmente, come temo sia avvenuto in questo caso, ti abbassa la soglia di inibizione. Per cui un ragazzo dalla pelle scura, va a finire che lo ammazzi. Magari non l’hai nemmeno chiamato “negro”, magari non ti rendi nemmeno conto che ci vedi non una persona uguale a te, ma appunto un “negro”. Però è questo che probabilmente non ti fa fermare in tempo. Ed è il veleno che circola nell’aria e nel metabolismo.

Helena Janeczek

Fonte: www.nazioneindiana.com

Link: http://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/variazioni-su-un-omicidio/#more-8464

15.09.08

Commenti (35)

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    1. WONGA 17 settembre 2008

      Ok mandria,adesso ripeto il concetto così vediamo chi è dalla parte del potere e chi no.
      Allora dopo stuolo di lamentele logorroiche e ridicole leggetevi questo,riprende quel che dico da milioni di anni,ovvero che l'immigrazione serve appunto a questo:a creare un clima di violenze(generate dalla naturale competizione dei poveri per le risorse,oltrechè dalle differenti identità),creando la spirale di violenza stile ghetto del bronx,la gente vuole più sicurezza e la chiedono allo stato che stringe le viti della libertà.
      E collaborano a questo progetto,non soltanto quelli della sicurezza di destra(che si guardano bene dal chiudere le frontiere),ma anche il sinistrume è complice in questo progetto.
      Divide et impera,crea un sacco di minoranze reciprocamente ostili,un piano chiaro.
      Basta guardare cosa vogliono gli eurocrati massoni,e voi siete dalla loro parte,ve ne rendete conto sì o no?
      No,non ci sentite da un orecchio.
      Aspetto stuolo di indignazioni idiote per quanto da me scritto:razzista,xenofobo,fascista ecc...
      rimane il fatto che siete dei burattini e non ve ne rendete conto.
      Il pietismo,come la paura è un meccanismo di manipolazione.
      Pietismo per la sinistra,paura per la destra,entrambi non sono sorretti da un ragionamento logico

    1. WONGA 17 settembre 2008

      Visto che nessuno lo dice lo dico io:e se la vera vittima fosse il rapinato,e se questo episodio si fosse maturato in seguito a ripetuti furti e dall'esasperazione del negoziante,chi è che lo difende dai furti,la polizia?
      Se uno mi entra in casa io farei la stessa cosa,lo dico senza remore.
      Questo è un sito difendi-zingari quindi so che tutti quanti si stracceranno le vesti,tuttavia del cittadino italiano angariato non gliene frega niente a nessuno,la polizia non lo difende,costui si esaspera e poi finisce così e si crea il mostro.
      IO STO DALLA PARTE DEL MOSTRO CHE MOSTRO NON E'.

    1. uitko 17 settembre 2008

      la trasgerssione di un piccolo atto di taccheggio (piccolo perchè io ho visto fregare anche DVD per il valore di 50.000 lire) non vale la vita di un ragazzo.
      cioè, mica stiamo parlando di giuoiani che trasgrediva scontrandosi con la polizia.
      è come se il delirio securitario porti alle estreme conseguenze tutto.
      manca completamente la contestualizazione dell'atto.
      basta un piccolo atto illegale (una scritta sul muro, una cannetta, un biscotto rubato) per diventare ILLEGALITA' passsibile, se capita, anche della peggiore delle pene...la morte

    1. ilBarone 17 settembre 2008

      ho fatto di tutto, e ho pagato di più degli altri per il mio aspetto 'eccentrico', ma fa parte della realtà, esiste il rischio, ed esiste la responsabilità, ed esiste l'ingiustizia, ed esistono gli stronzi. Le trasgressioni senza rischi non sono tali.
      Il pericolo va riconosciuto ed indicato alle giovani generazioni (come eravamo noi) noi siamo stati (forse) fortunati, ma per qualcuno che vince (come in tutti i 'banchi') molti perdono.

    1. AmonAmarth 16 settembre 2008

      Non si tratta di razzismo, ma semplicemente di gente violenta: sapere che picchiare con una spranga, a lungo e sul cranio possa uccidere lo capisce qualsiasi umano in età adulta. Non importa che un uomo sia razzista, è solo un grave fatto della sua ignoranza, e purtroppo è un problema diffuso. Il vero problema sta nella capacità di provocare un atto di tale violenza senza essere capaci di porsi un naturale freno di autocontrollo maturato in anni di convivenza civile. A mio parere i violenti sono semplicemente gente malata, e gli omicidi sono solo persone violente, impulsive e profondamente ignoranti.

    1. uitko 16 settembre 2008

      vergogna??
      ma vergogna di cosa?
      ascolta non ho idea di chi tu sia o come sia stata la tua gioventù.
      cmq da giovani è "normale" (anzi, diciamo frequente) che si commettano piccoli atti del genere.
      io sono italiano, bianco, delle borghesia media di milano. e posso asssicurarti che in tanti, specia da adolescenti, hanno provato l'ebrezza del rubacchiare qualcosina. consapevoli che sia sbagliato ma eccicati dal farlo con gli amici.
      non me ne vanto ma nemmeno lo nascondo.
      e ora sono un laureato, non sono un criminale.
      per come la vedo io, per la conoscenza che ho della strada, i 2 baristi si sono incazzati perchè i ladrelli erano erano neri. lo vedi nei fatti di cronana o tra il traffico cittadino: la getne si incazza il triplo se lo stronzo di tirno è visibilmente straniero.
      fossi stato al loro posto io non sarei morto.

    1. ilBarone 16 settembre 2008

      fermo restando che niente giustifica l'uccisione di un uomo, credo che tutta questa retorica 'anti-razzista' sia strumentale e politicamente orientata.

      più importante per me sarebbe dire le cose come stanno. Ci sono dei comportamenti che comportano dei rischi. E chi corre i rischi deve sapere che può incorrere in conseguenze più o meno commisurate. Il povero ragazzetto, rincoglionito da modelli deprecabili, venuto sù a forza di modelli devianti imposti dall'impero (vedi il rap urbano alla Tupac o fabbri Fibra) non contento di aver fatto le sei del mattino in discoteca, magari in preda a 'fame chimica' assieme ad altri due sbruffoncelli della stessa fatta (li avete visti in tv, no?) decide che la cosa più giusta da fare è rubare qualcosa pensando di consumarla al Leoncavallo. E quante risate si sarebbero fatti se tutto fosse andato 'bene'.

      ma così non è stato. Volevamo solo divertirci, dicono gli amichetti, così come diceva l'amica della tizia ammazzata in spagna dal 'Gordo', volevamo solo divertirci.....nessuna responsabilità, nessun 'senso'.

      Mi spiace per il ragazzo, una vitima, certo.
      Vittima di chi non ha voluto insegnargli il valore delle RESPONSABILITA'.
      Vittima della retorica buonista e fintamente 'anti-razzista'.

      Vergogna!

    1. albertgast 16 settembre 2008

      " Col risultato che, per alcuni, la vita di uno straniero ha un elemento di inviolabilità maggiore rispetto a quella di un autoctono ..."

      Per quanto mi riguarda questa affermazione è assolutamente sbagliata.
      Io considero VERO razzismo anche quello che ha causato la morte del ragazzo di Verona, oppure ha mandato all'ospedale i due ragazzi a Roma perchè erano omosessuali.
      E' il razzismo stesso che suddivide le persone in persone di serie A e persone di serie B.
      Quelle di serie B sono considerate inferiori per tante ragioni diverse, non solo per il colore della loro pelle o per il paese di provenienza.
      Certo queste ultime "fanno più notizia" perchè la diversità è più evidente, ma lo spirito razzista è lo stesso che porta a menare un omosessuale.
      E come è successo a Roma, a volte si manda all'ospedale anche qualcuno solo perchè scrive poesie....
      Non minimizzerei questi fatti, non sono più casi isolati, ma a ben guardare indicano una pericolosa tendenza in questo nostro paese.
      I pericolosi, ma pur sempre presenti, e peggiori istinti di certe persone andrebbero tenuti d'occhio e non, come fanno certi politici di oggi, fomentati in cambio di consensi elettorali.
      E tutto sommato, vista l'inefficienza di chi ci governa, non sono sicura che se gli avvenimenti scappassero loro di mano, saprebbero gestirli.
      Non mi piace come stanno andando le cose.
      Francamente si parla tanto di sicurezza, ma sono solo parole al vento.
      Se giro per la strada ho paura allo stesso modo di essere scippata da un clandestino, quanto di essere menata da una squadraccia perchè mi sono fatta due lampade di troppo.
      Tira una brutta aria....

    1. Hassan 16 settembre 2008

      "accusata di razzismo per aver contestato la barbara macellazione maomettana praticata in Francia"




      Hai mai visto come vengono uccisi gli animali negli allevamenti europei cristianisti ? Ci sono parecchi video nei siti animalisti... io non sono animalista, per intenderci, quindi non mi fa nè caldo nè freddo sia la macellazione degli animali dei musulmani, nè quella dei bianchini euro-cristianisti. Indignarsi per una, e non farlo per l'altra, è un brutto segno di ipocrisia... che ben comunque si comprende quando si cova un sentimento d'odio profondo, isterico e irrazionale per -nel tuo caso- i musulmani. Ma lo stesso discorso varrebbe a parti invertite se un musulmano si fosse messo a criticare gli allevamenti dei bianchini euri-cristianisti.



    1. diffidente 15 settembre 2008

      E tu invece, caro scienziato di macroeconomia ti sei letto l'articolo e i commenti.
      ti sei preso la briga di commentare e definire "ladruncolo e teppistello" un ragazzino di diciannove anni ucciso a bastonate per (forse, magari il suo amico o magari nessuno) avere rubato un pacchetto di biscotti.
      Mi sa che la calda estate italiana fa squagliare i cervelli come la neve al sole

    1. Lif-EuroHolocaust 15 settembre 2008

      1) Il caso, inutile menarla, solleva polemiche perchè c'è di mezzo uno straniero non-europeo (la cittadinanza su carta, come elemento d'identità, nel mondo "fluido" della globalizzazione, non conta nulla), stavolta come vittima. Fosse stato un autoctono o un "bianco-europeo" il tutto avrebbe scatenato meno clamore.



      2) Le indagini diranno come sono andate le cose, dato che esistono due versioni diverse: chi stava col morto parla di caduta del ragazzo e aggressione successiva (negando anche il furto); gli italiani parlano di furto (anche di soldi, forse), di provocazioni, di inseguimento dopo le provocazioni e di rissa (finita male). Due versioni divergenti abbastanza. Molte discussioni dovranno venir riaggiornate solo dopo la verifica dei fatti.



      3) L'articolo di Helena Janeczek è grave nelle sue conclusioni, perchè lascia intendere che, anche senza elementi "visibili" definibili come razzisti, può esserci razzismo. Cosa imponderabile, difficilmente definibile in queste condizioni. Da ciò se ne deduce che l'episodio milanese sarebbe stato definito frutto di razzismo anche senza le frasi dei due italiani. Col risultato che, per alcuni, la vita di uno straniero ha un elemento di inviolabilità maggiore rispetto a quella di un autoctono (pensateci: il "razzismo" come accusa è marchio che, da un lato, crea colpevoli più colpevoli e, dall'altra, vittime più vittime). D'altronde non dovrebbe stupire alcuni: anni e anni di propaganda contro gli italiani (dipinti con tutti i difetti di questo mondo) ha convinto alcuni che è meglio la vita di uno straniero che non quella dei propri conterranei (quegli "alcuni", poi, che sono gli stessi che nulla hanno fatto, nè ideologicamente nè politicamente, contro la svendita industriale italiana, contro l'ideologia consumistica, contro la denatalità italiana associata, però, all'arrivo di centinaia di migliaia di immigrati al solo scopo di creare un non-popolo artificiale -utile solo alla classe imprenditoriale-).



      4) L'articolo di Sherif è la solita fiera di lagne. Tempo fa il noto blogger e giornalista esaltava la sentenza contro Brigitte Bardot, accusata di razzismo per aver contestato la barbara macellazione maomettana praticata in Francia, nel silenzio di istituzioni e animalisti ipocriti. Sherif chiedeva che sentenze simili venissero applicate anche in Italia. E già, una gran ricchezza certi stranieri, portatori di libertà...

    1. alexg 15 settembre 2008

      Quanto interesse per uno squallido, ma normalissimo fatto di cronaca!
      Il tessuto sociale italiano si squaglia come neve al sole, la crisi economica internazionale incombe come una spada di Damocle e siamo pronti a sottometterci al trattato di Lisbona...

      Ma si parla di un fatto di cronaca, tristissimo, vero, ma di secodaria importanza.

      Abbiamo dei ladruncoli teppistelli e degli assassini.
      Tutto qui.

    1. albertgast 15 settembre 2008

      Sono senza parole, solo provo una immensa tristezza e molta vergogna.
      E mi tornano in mente i famigerati cartelli di tanti anni fa: "NON si affitta ai meridionali".
      Si pensava, si sperava di aver fatto qualche passo avanti, rispetto a quei tempi, anche se qualche dubbio col "Forza Etna" di qualche anno fa era tornato.
      E invece.....
      Cos'è cambiato?
      Forse solo colui con cui prendersela, ora ci è stato detto (o siamo stati plagiati?) che il nemico è quello che viene da "fuori" ed è con lui che principalmente dobbiamo prendercela.
      Ci si chiede come avrebbero reagito i due assassini se il ladruncolo fosse stato italiano "vero".
      Semplice, al massimo avrebbero imprecato un po'.
      Poi se ne sarebbero tornati a casa tranquilli.
      Ci scommetterei su questo.
      Il giudice può dire quello che vuole, per me questo è razzismo, di quello brutto.
      Questo è un paese "vecchio" e si sa, i vecchi hanno paura del nuovo, hanno paura di tutti i cambiamenti, se gli si stravolge la solita routine vanno in tilt: lo so, perchè sono vecchia anch'io e so come ci si sente.
      Questi nostri politici senza cervello hanno capito che potevano cavalcare le nostre paure, ingigantirle e "venderci" i rimedi.
      Infatti hanno avuto ed hanno ancora un grosso consenso fra la gente.
      Il "giochetto" paga, eccome.
      Ma se il giochetto poi sfugge loro dalle mani?
      Ormai sono tanti gli esempi di aggressioni, quasi sempre per futili motivi, in cui ci scappa il morto.
      E noi?
      Cominciamo ad abituarci, a ripetere le frasi fatte (tanto era un ladro...non sono razzista, però....se stessero a casa loro....).
      E tutto questo è pericolosissimo, secondo me.
      Sta venendo fuori il peggio di tutti noi.
      I giovani si sentono quasi "autorizzati" a menare il diverso, così si fanno le ronde o...le squadracce.
      I vecchi, come dicevo, sotto sotto pensano che lo si faccia per farli stare più sicuri.
      Siamo diventati zombie, persone senz'anima e senza cuore.
      Leggo in altri siti di persone che vorrebbero affondare i barconi o che vorrebbero sparare alla gente che ci sta sopra.
      Poi li vedo arrivare quei barconi, pieni di ragazzi stremati, di donne anche incinte, di bambini....
      Mi chiedo: cosa siamo diventati?
      Qui non c'entra nulla la politica dell'immigrazione.
      Si può fare politica dell'immigrazione accogliendo chi si può accogliere e contemporaneamente aiutando chi ne ha bisogno.
      Si può punire chi delinque e lo si può tranquillamente espellere, senza per questo odiarlo a morte.
      Perchè allora dovremmo odiare a morte anche tutti quegli italiani "veri" che fanno parte della cosiddetta criminalità organizzata e che di danni a questa nostra Italia ne hanno fatti molti di più, ed estemamente più gravi di un furto di biscotti.

    1. Tao 15 settembre 2008

      SONO UN'ITALIANO...UN'ITALIANO VERO...

      DI SHERIF EL SEBAIE

      salamelik.blogspot


      Interrompo la serie dedicata al viaggio statunitense per dire la mia sul gravissimo episodio che si è verificato a Milano. Abdul, un ragazzo dicianovenne, di origine africana e fede musulmana ma con cittadinanza italiana, è stato ucciso a colpi di spranghe dai proprietari di un bar con l'accusa di aver rubato un pacco di biscotti. Ai colpi, ovviamente, si intercalavano gli insulti razziali, confermati dai testimoni ma non contestati dalla magistratura. Si, mentre gli fracassavano il cranio gli dicevano "Negro di merda", ma per la magistratura il razzismo non c'entra. Mi chiedo se i proprietari del bar avrebbero impugnato le spranghe e fracassato la testa ad un dicianovenne italiano per un pacco di biscotti. Se tanto mi dà tanto, gli avrebbero indirizzato a distanza un sonoro vaffanculo. In ogni caso, fin quando non verranno definitivamente chiariti i motivi dell'aggressione, all'accusa di aver "rubato un pacco di biscotti", io non ci credo. E lo dico apertamente, poiché nel clima semi-assolutorio imbastito dai media (si sottolinea che il ragazzo aveva precedenti per furto, ma chissà a quando risalgono. Forse a quando era minorenne e in tal caso non andrebbero neppure menzionati) e dall'opinione pubblica (basta leggere e sentire i commenti in giro), credere immediatamente alla futile accusa fa solo il gioco degli assassini, che tra l'altro ora cercano di assolversi dicendo di aver creduto di essere stati derubati persino dell'incasso.

      La lettura degli allucinanti commenti dei lettori del Corriere sotto la notizia dà l'esatta valutazione del clima generale in cui si è consumato l'efferato delitto, alla faccia del clima di "tolleranza" e "buonismo" tanto decantato in questo paese: "Se avessero pagato quello che avevano mangiato non sarebbe successo nulla. Il mestiere del ladro è molto rischioso perchè nn sempre si risolve con una vecchietta che viene trascinata sulla strada per difendere i sui 20 Euro. Hanno rubato alle persone sbagliate...", "Non voglio assolutamente difendere gli assassini, ma per quello che ho capito il primo a rubare chi è stato? quindi non difendiamo i ladri...oggi due biscotti e domani....", "Comunque questo ragazzo "di colore" o "negro" o "nero" o "africano"(così nessuno può dirmi che sono razzista!), era italiano solo per legge e in più nella cronaca si dice che abbiano impugnato anche loro un bastone...forse così angioletto, come descritto dai suoi amici, non era ... Per gli italiani va data la giusta punizione per eccessiva violenza...comunque rispondevano ad un attacco...forse veramente pensavano che gli avevano portato via l'incasso...ma non per questo non vanno puniti".



      "Non farti spaventare, sei italiano", diceva il padre alla vittima prima del tragico epilogo. "Sono del Burkina Faso, di un posto chiamato Gnagho, ma mio figlio è italiano". Papà Assane continua ad invocare la cittadinanza italiana del figlio nella speranza di avere giustizia. Non ha capito che suo figlio, per parecchi lettori del Corriere e altrettanti "uomini di strada", era "italiano solo per legge". E che quindi tutto sommato la sua vita vale meno di quella di un "italiano vero", soprattutto se si è reso colpevole del furto di nientepopodimeno che un pacco di biscotti. La sorella di Abdul, però, ha colto il punto: "Per la prima volta ci siamo accorti di essere negri". Un dato di fatto - quello dell'origine straniera - che gli immigrati, non solo africani, dimenticano non appena entrano in possesso della cittadinanza italiana. Con conseguenze assai traumatiche, come in questo caso. La verità è che non basta avere un passaporto italiano per essere considerati italiani. Fin quando non verrà inculcato nella mente della gente che non esiste il prototipo dell' "italiano vero" e che esistono "italiani negri", con l'aspetto slavo, con i tratti arabi, con gli occhi a mandorla, gli "altri" italiani saranno considerati lo stesso "stranieri". Sappiano che il loro passaporto italiano è un mero accessorio da usare in aeroporto. Per evitare le file chilometriche, piantonate da scortesissimi addetti, riservate agli extracomunitari. Spero di sbagliare, ma fin quando non cambierà la realtà quotidiana e il messaggio politico-mediatico, illudersi che la cittadinanza italiana dia diritto ad altro è solo una pia illusione.

      Sherif El Sebaie

      Fonte: http://salamelik.blogspot.com/

      Link: http://salamelik.blogspot.com/2008/09/sono-unitaliano-unitaliano-vero.html

      15.09.08

    1. Tao 15 settembre 2008

      OMICIDIO RAZZISTA ?

      DI GIANLUCA BIFOLCHI

      Achtungbanditen

      Confesso la mia totale riluttanza ad usare l'assassinio del diciannovenne Abdoul William Guibre a Milano come pretesto - o se preferite spunto - per un'ennesima denuncia del clima xenofobo e razzista che ormai alligna da mesi in Italia.

      Stiamo ai fatti: a) vi era stata una provocazione (un piccolo furto) sufficientemente grave da innescare una rissa; b) per quanto futili siano i motivi delle risse, queste tendono a degenerare; c) questa rissa è degenerata e c'è scappato il morto. Ma soprattutto mi chiedo se frasi come "sporco negro" siano davvero il sintomo di convinzioni razziste, o piuttosto l'emergere di sottoculture televisive, cinematografiche e fumettistiche che offrono mezzi d'espressione a chi non ha parole proprie, perché non ha avuto l'opportunità di buoni studi, e non ha tempo di coltivarli ora perché deve lavorare per guadagnarsi da vivere. Schopenahuer ironizzava sulla raffinata eloquenza degli eroi di Sofocle ed Euripide nel momento della piena delle emozioni: in quei momenti, nella realtà, fuori dalla solenne grandiosità della tragedia greca, o si rimane in silenzio o si dicono sciocchezze; e temo che gli assassini di Abdoul William Guibre non siano superiori agli eroi di Sofocle ed Euripide.

      Io fremo, letteralmente, allo spettacolo del rivoltante razzismo di notiziari come Studio Aperto, tanto più vili in quanto agiscono attraverso elementi sottili e sublimininali come i titoli, le immagini, e i giochi linguistici che la maggior parte della gente non ha il senso critico per afferrare. Ma temo anche un impegno antirazzista che elevi così in alto i suoi parametri di giudizio da censurare tutti i comportamenti che divergono dal modello ora di una borghesia colta e civile, ora da ridicole mitologie pasoliniane sulla naturale bontà e gentilezza del borgataro non ancora corrotto dal neocapitalismo.

      Non bisogna dare tregua ai razzisti, e la causa è tutt'altro che perduta, ma occorre anche liberare il proprio sguardo da quelle lenti che spingono a giudicare la gente comune non per come è, ma per come si crede che dovrebbe essere. Guardiamo in faccia la realtà, non idealizziamo la gente, e poi forse potremo anche cambiare le cose.

      Gianluca Bifolchi

      Fonte: http://achtungbanditen.splinder.com/

      Link: http://achtungbanditen.splinder.com/post/18394785/Omicidio+razzista%3F

      15.09.08

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