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VALERIO MORUCCI: “SE LA NOSTRA E’ LA MEMORIA DEI VINCITORI”

DI VALERIO MORUCCI (*)
altronline.it

In una scena clou de “La vita difficile”, altro amarissimo squarcio capolavoro di Dino Risi, l’Alberto Sordi ex partigiano, comunista, idealista a nome Silvio Magnozzi, trafitto infine da quella vita, dice alla moglie nella verità di una ubriacatura da sconfitta: “Elena, vogliamo esaminare freddamente il nostro matrimonio? Io e te chi siamo? Siamo parenti? No, siamo due estranei. Tu sei una sconosciuta che ho incontrato in un mulino.” Marito e moglie non sono parenti; due estranei che si sono occasionalmente incontrati nella vita. Nessun legame profondo, radici, che vada oltre un pezzo di quella vita, e quell’insieme di occasioni o casualità.‘Condivisione’ rimanda socialmente – quindi per gli animali sociali, compreso, suo malgrado, anche l’uomo – alla comunità, comunanza, solidarietà, identità di regole e principi, fini. E’ già sempre stato arduo condividere la memoria anche in un agglomerato politico definibile come una ‘comunità’, figuriamoci al di fuori di essa. E poi quella presunta ‘comunità’ è quasi sempre definita tale dal suo esterno. Cioè da un punto di vista ‘nemico’ che azzera le differenze interne; per un assommarsi di semplificazione identificatoria, cioè di bersaglio, e di ignoranza. Perché al suo interno ci sono ‘sempre’ guerre assai spietate. Combattute contro i peggiori nemici: i ‘traditori della causa’. Per dire, a esempio e senza accedere alla tragedia, che noi operaisti avremmo grande difficoltà a ‘condividere memoria’ con i comunisti maoisti dell’Unione-Servire il Popolo. I quali, oltre a perseguire una rivoluzione contadina al Sud nel momento della robotizzazione delle fabbriche, e purtroppo non sbarcando a Sapri, facevano lavaggio del cervello ai propri militanti inculcandogli le massime del Presidente nuotatore, al punto che parlavano solo tramite quelle. Ma, non bastasse, gli imponevano direttive sulla loro vita sessuale, tra cui il tassativo divieto del pompino. Pratica depravata della lasciva borghesia. E, ovviamente, per fare sesso dovevano essere sposati. Uniti in matrimonio comunista da un loro dirigente, che gli faceva giungere le mani sul ‘libretto rosso’ dopo avergliene letto un qualche passo illuminantemente appropriato.

 

Quindi con i fascisti non c’è da condividere alcuna memoria. Ognuno con la propria. E qui sta un primo problema. Perché se ognuno coltiva la propria, vuol dire che non ci si può più esercitare esclusivamente sulla memoria degli altri. Cioè che bisogna fare i conti con se stessi. Compito arduo, appositamente aggirato facendo agiografia della propria e dedicandosi alla memoria altrui, cioè prosaicamente alle malefatte altrui.

 

E’ stato detto: “Non possiamo condividere memoria con gli stragisti fascisti”. Ora benché non ce ne siano di condannati, escludendo Bertoli e la sentenza ‘comunista’ e di Stato per la stazione di Bologna, ci sono più che sufficienti elementi per ritenere che un qualche gruppo – non di oggi ma di allora, cioè nei cascami della Guerra Fredda finita da un pezzo – abbia avuto le mani in pasta nello stragismo ‘atlantico’ anticomunista. (Non anti-rivoluzionario, anti-picista. Cioè teso a impedire che il PCI arrivasse al governo.

 

Vero terrore di quegli anni. Con noi agit-prop al servizio di Mosca). Con quelli che hanno messo bombe ammazzando gente a grappolo – uomini, donne, vecchi, bambini – sarebbe arduo anche solo pensare di poter mutuare qualche parola. L’affermazione sembra sacrosanta nel suo rigore morale. Ma siamo ancora nella memoria altrui, cioè nelle altrui malefatte. Se passiamo alla nostra di memoria vediamo che, tanto per fare un paio di esempi, l’abbiamo condivisa, fino a essere parte delle nostre radici (“La battaglia di Algeri”), con i combattenti del FLN che però piazzavano cestini esplosivi nei bar della città. Uccidendo anch’essi a caso uomini donne vecchi e bambini. Francesi pied-noirs, ma anche gli algerini che ci lavoravano o ci passavano. Così come, più che le nostre radici, abbiamo condiviso le lotte, i sogni, l’afflato rivoluzionario con i viet-cong che però facevano esplodere i locali di Saigon frequentati dagli americani. Bombe che uccidevano anche i vietnamiti che ci lavoravano o passavano. E anche qui uomini donne vecchi e bambini. Cioè strage. Se un discrimine per l’enunciata condivisione è dato dall’atrocità dell’atto, la strage bombarola, come possiamo affermarlo per i fascisti stragisti e negarlo qui?

 

Messo di fronte ai pari orrori del regime nazista e di quello comunista, uno dei maestri non del pensiero comunista ma di quello socialista, disse che, pur tuttavia, rimaneva una differenza ‘morale’. E’ sicuramente arduo rintracciare una differenza ‘morale’ tra lo sterminio di milioni di ebrei, sinti, polacchi, oppositori, omosessuali, malati di mente attuata dal regime nazista, e quella di milioni di contadini ucraini morti per fame, tra il 1932 e il 1933, in una carestia portata alle estreme conseguenze dalla confisca alimentare e dalla quarantena armata, accompagnate da migliaia di fucilazioni nonché purghe nel partito comunista ucraino, per rimuovere gli ‘ostacoli’ alla collettivizzazione dell’agricoltura e piegare il nazionalismo ucraino. Se la differenza ‘morale’ non è negli atti, allora non può che essere nelle intenzioni, nei fini. Cioè che i comunisti avrebbero compiuto quegli orrori per la libertà dei popoli mentre i nazisti, e i fascisti, per la loro oppressione.

 

Per noi comunisti una affermazione apodittica. Non fosse che ha lo stesso fondamento ‘filosofico-morale’ di quella di Nixon che se un atto illegale è compiuto del Presidente, cioè da lui, non può essere illegale. Vale a dire che l’atto illegale, o l’orrore, cambia valenza non in base alla sua natura ma a quella di chi lo compie. Per definizione, nostra ovviamente, i comunisti compiono qualsiasi atto con intenzioni ‘buone’, mentre i fascisti con intenzioni ‘cattive’. Ma se i fatti sono parimenti esecrabili, la differenza data dalle intenzioni è una differenza di parole, discorsi. Prendendola dai discorsi però i fascisti hanno sempre detto apertamente di essere contro le libertà borghesi, contro il permissivismo democratico che fa di libertà licenza, fautori di uno Stato etico responsabile della guida morale dei cittadini.. Noi comunisti, con evidenti risultati di ipocrisia, ci siamo invece sempre detti amanti della libertà, della democrazia realizzata nella sua pienezza, del diritto individuale a scegliere e gestire la propria vita, mettendo però poi mano a regimi totalitari che controllavano ogni aspetto della vita dei cittadini tanto quanto il regime nazista, e molto più di quello fascista. Ma dato che per troppi la differenza è soprattutto nelle parole, queste vengono anche qui in soccorso. Noi comunisti non c’entriamo niente con i regimi comunisti, quelli sono stati una pessima realizzazione del Comunismo. Noi aspiriamo ad altro. La “vera libertà”.

 

Nella foto: Valerio Morucci

Peccato che a chi dica questo possa anche capitare di affermare che i fascisti sono ‘il male’, che vanno banditi dalla società, che sono antropologicamente incompatibili con noi, cioè per nostra naturale estensione con il resto dell’umanità. Ma queste distinzioni, queste esclusioni, queste dannazioni, queste salvaguardie dai ‘nemici del popolo’, sono fondate su quei principi morali propri dello Stato etico che separa il male dal bene, e la cui aspirazione o meno dovrebbe distinguere noi comunisti dai fascisti. Il problema, e arriviamo alla memoria come Potere, è che i comunisti – stranamente tutti i comunisti, di qualsiasi sottorazza pur in odio tra loro – vogliono mantenere bloccata la memoria sulla sconfitta del Fascismo. Non vogliono in alcun modo riconoscere il ‘nemico’. Non concedergli null’altro che la dannazione eterna, l’esclusione. Dice Erri de Luca – recriminando sul destino della nostra generazione, la più carcerata della storia d’Italia, aggiunge –] che senza la pietà per il nemico vinto non ci sarebbe l’Iliade. Ma anche non rifacendosi alla poetica epica, possiamo trovare questa pietà per il nemico vinto anche in monumenti ‘ufficiali’ come la colonna Traiana. E questa pietà per il nemico, valoroso ma battuto, non è la pietà della misericordia cristiana per le vittime, ma quella del rispetto per chi ha tenacemente contrastato credendo nella sua parte.

 

Con la Seconda Guerra Mondiale, guerra di annientamento – di militari, ma anche e scientificamente di civili –, vengono definitivamente spazzati via questi ormai anacronistici retaggi del mondo classico scampati al manicheismo. Hiroshima e Norimberga codificano le nuove regole. Il nemico è il Male, nessuna pietà per i vinti, ai vincitori gloria eterna per aver liberato il mondo.. E questa logica dei Vincitori copre ancora oggi le carneficine. Su questo codice viene definita la memoria del Potere, la memoria condivisa, e quindi, con leggero spostamento semantico e totale scarto politico, la memoria del paese, la memoria collettiva. Ma cosa ha a che spartire chi si definisce comunista con la memoria del Potere? Qualcosa sì, evidentemente. Oltre alle belle chiacchiere, e ai comodi obnubilamenti della memoria, permane nel fondo dell’anima comunista la vocazione totalitaria data dalla convinzione di essere il sale della terra, gli eletti, i soli in grado di portare la, ‘vera’, libertà.

 

Un’Avanguardia, per le masse e con le masse, ma un tantino “più oltre”.. Il deprecato “individualismo”, la cui apoteosi sarebbe dei fascisti, cacciato dalla porta dei fini e rientrato dalla finestra dei mezzi. Anche qui se loro lo rivendicano apertamente, noi comunisti lo neghiamo ipocritamente. Il loro individualismo è una perversione del pensiero, per noi una necessità del momento. Prima di affrontare il problema della condivisione della memoria, o meglio del suo rifiuto sarebbe allora forse il caso di affrontare prima quello che può nascondere. O almeno iniziare. Poi, dopo, si potrà provare a riparlare di ‘memoria condivisa’.

La prima ‘differenza’ da evidenziare sarebbe quella che i fascisti – così come i comunisti, gli italiani, gli omosessuali, i negri, i cinesi, etc – non sono tutti uguali. Come per il nostro mondo comunista – si veda, per dire, la sempiterna setta di Lotta Comunista o il guazzabuglio trotzko-stalinista della ex rifondazione – ce ne sono di patetici, macchiette che fanno di tutto per aderire alle caricature della propaganda avversa. Ce ne sono altri con una vocazione squadristica da pulizia etnica. E ce ne sono altri che fanno attività politica sociale, anticapitalisti e antimperialisti. Se non è molto intelligente farli rientrare tutti nella categoria risparmia-fatiche del Male, sarebbe forse il caso di capirci qualcosa di più.

Andrebbe poi notato, lambendo la cronaca del presente, che i più accaniti e rumorosi seminatori di odio xenofobo, omofobo, misogino, razzista sono quelli del popolo leghista. Un qualche milione di italiani. Ma dato che del ‘fascista’ si può dare a chiunque, andrebbero forse ricordati la persecuzione degli omosessuali in URRS, con deportazioni nei Gulag (50.000 dal 1934), il radicato antisemitismo nonché il razzismo e oppressione in danno delle popolazioni non russe. Fascisti? E’ probabile che sul problema del violento degrado sociale, frutto avvelenato della disgregazione e dell’arrembaggio liberista tutti contro tutti, quella dell’antifascismo sia un’arma assai spuntata. Mentre invece tra ‘noi’ e ‘loro’ la differenza discriminante non può essere, risibilmente, negli intenti a monte ‘buoni’ o ‘cattivi’. Semmai entrare nel merito di quegli intenti per distinguere ciò che ‘per noi’ può essere giusto o sbagliato, accettabile o no. A cosa mettono mano quegli intenti. Quale il motore che li muove. Quali le risposte di fondo all’impasse del presente. Se preconfezionate o tutte da scoprire.

Una possibile risposta può essere quella di accettare la sfida posta dall’implosione del modello occidentale, e avventurarsi oltre i suoi> confini, quindi oltre il mondo finora conosciuto, per affermare una diversa misura delle cose nello sviluppo esponenziale delle libertà di creare saperi, conoscenze, abilità, intrecci, esperienze, rotture e ricomposizioni. Cioè di produrre ricchezza producendo libertà oltre gli ormai intralcianti vincoli, materiali e culturali, del (lavoro per il) profitto. Accettabile, a saperne di più.

Una risposta agli antipodi è quella di credere possibile il recupero nel passato del mondo occidentale di un paradigma di civiltà precedente all’avvio verso il tracollo. Bloccarlo nel tempo, fissare i suoi ‘valori’ ritenuti immuni dalla perdizione materialista, e trasformare questi valori ‘puri’ in un’Etica che lo Stato dovrà diffondere e difendere, e cui tutti i cittadini dovranno necessariamente uniformarsi. Non accettabile, se ne sa già abbastanza. Il ‘900 ha conosciuto totalitarismi di tutte le razze.

Tutti i ‘comunisti’ che pensano sia ancora oggi necessaria una ‘transizione’ etico/totalitaria alla libertà – anche solo, per cominciare, del tipo “ostracizziamo i fascisti” – possono quindi fare un passo avanti per essere ricollocati tra le fila degli aderenti a quella che loro credevano essere ideologia fascista. Mentre è ideologia totalitaria. Perché tra totalitarismo reazionario, fascista, e totalitarismo ‘rivoluzionario’, comunista, non c’è, per chi vi è sottoposto, alcuna differenza. Possono questi comunisti continuare a dire di non voler condividere alcunché con i fascisti (più o meno come i moralisti della domenica), possono continuare a identificare per comodità di condanna, esecrazione, ostracismo, gli stragisti con tutti i fascisti. Possono continuare a rigirarsi tra le mani i ferri vecchi della retorica antifascista dei Vincitori sull’Italia nata dalla Resistenza. Nel mentre che, tanto per dire della cecità, i fascisti ‘sociali’ anti banche e multinazionali, impegnati per il diritto alla casa e al reddito sociale, ma pur sempre con la finalità dello Stato Etico, continuano a fare proseliti tra i giovani. Giovani infuriati per lo smarrimento di senso della propria vita ma che – dato che da incazzati non gli va di stare dalla parte dei Vincitori – trovano un rafforzamento alla loro scelta proprio nel rifiuto del ‘senso antifascista della Storia’. Questi fascisti potrebbero essere, per i comunisti affrancati dalla vocazione totalitaria e dalla resistenziale arteriosclerosi del pensiero, avversari politici con cui forse scambiare brani di memoria, scoprendo magari inattese comunanze – che possano stimolare oltre nella ricerca/definizione della differenza – o vicende su cui sarebbe doverosa una ammenda. A meno che (potremmo augurarcelo) la crisi (di civiltà) non sia produttrice di un radicale rimescolamento dei presupposti dell’agire, è certo che, anche raggiunto un equilibrio di antagonismo e rispetto, si arriverà poi allo scontro. Per le diverse spinte al totalitarismo da una parte e al suo rifiuto libertario dall’altra. Ma si saprà così con chi e perché. Non pulizia etnica ‘antifascista’, e non guerra santa. Antagonisti politici, non scarto dell’umanità. Riaffermando la politica e mettendo da parte l’antropologia comunisto-centrica, il riciclo dei dettami antisatanici di Santa Romana Chiesa, e la logica di sopraffazione dei Vincitori.

Valerio Morucci
Fonte: http://altronline.it/
Link: http://altronline.it/dibattito-memoria
16.09.2009

* http://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Morucci

Pubblicato da Davide

  • Santos-Dumont

    L’equivalenza pratica di nazisti e comunisti la si capisce bene leggendo:
    Nestor Makhno [ita.anarchopedia.org]
    I bolscevichi non potevano ammettere un’avanguardia rivoluzionaria che NON si volesse collocare al di sopra delle masse, bensì limitarsi a orientarle.
    In soldoni: quando si arriva al dunque, i reazionari di ogni risma tentano di imporre al popolo azioni e pensieri. E se qualcuno sgarra: Parigi, Kronstadt, Makhnovismo, Spagna, Haymarket…

  • radisol

    Concordo storicamente con l’anarchico Nestor Makhno …. ed in parte anche con Valerio Morucci …… ma tutto questo, nell’Italia di oggi e con molti fascisti “atlantici” di ieri arrivati a posti di potere, non solo politico ( clamorosa la nomina da parte di Alemanno di un ex squadrista naziskin alla direzione dell’Ama, l’azienda di rifiuti urbani del comune di Roma), rischia di suonare molto, molto strumentale ….

  • Tonguessy

    E bravo Morucci! Prima prende ordini da Kissinger (leggetevi le testimonianze del segretario di Moro, Guerzoni e quelle della moglie), uno senza tanti peli sulla lingua che dichiara «Non si può permettere che il Cile diventi marxista, per il semplice motivo che la sua popolazione è irresponsabile» e che parimenti non vuole permettere il compromesso storico in Italia, e poi viene a parlare a nome di tutti i comunisti, dando lezioni di etica.

    Non esiste veramente il senso della vergogna per certe persone.
    Si dimentica perfino le parole di un anticomunista DOC come Giorgio Bocca il quale dice che un comunista italiano dantan non ha motivi di vergognarsi, al contrario del Morucci.
    Un ultimo commento sui Gulag/campi di concentramento nazisti: sono serviti entrambi per far crescere il PIL delle rispettive nazioni, portandole ai massimi livelli mondiali. Gli internati erano schiavi che lavoravano gratis per il “progresso” della nazione: ad Auschwitz (arbeit macht frei) per il colosso IG Farben, nell’ex-URSS di Stalin per creare infrastrutture industriali.
    La logica è la stessa: la supremazia della superpotenza di riferimento. Morucci, come già detto, era schierato con Kissinger. Comunista come lui.

  • redme

    qualcuno aggiorni morucci riguardo i vincitori…

  • materialeresistente

    Morucci ha bisogno di espiare e per questo basta il silenzio ed un convento. Cosa lo spinge a mischiare la storia di milioni di persone che hanno lottato per obiettivi che, nei fatti, hanno consentito di stare “leggermente meglio” rispetto al modello dell’industrializzazione all’Inglese del primo 800( facendo della storia una marmellata indefinibile) con i suoi problemi è un mistero.
    Se ha voglia di andare a raccontare la sua memoria a quelli di casa Pound e stringersi con loro cazzi suoi, ma che non ci venga a rompere le palle con il fatto che lui è un comunista.
    Fossi in lui, per un minimo di coerenza, mi trasferirei india e Gandianamente mi metterei al lavoro gratis in qualche lebbrosario, senza fare tante chiacchiere inutili.
    p.s.
    attendiamo il prossimo libro alla PANSA anche da questo coglione

  • Tonguessy

    Quoto, ovviamente

  • levred

    Oh Valerio sveglia, di quali comunisti stai parlando?
    Voi reduci della rivoluzione con i raffinati strumenti dell’esecuzione sommaria siete assimilabili a Concutelli, i risultati che avete prodotto voi, Brigadieri di Stato, sono davanti a tutti: avete squalificato la lotta operaia e studentesca che generosamente scendeva nelle strade e manifestava.
    No, Valerio oggi se qualcuno deve cercare una “possibile risposta” non puoi essere tu. Puoi essere rispettato come essere umano ma non hai le carte in regola, ne tu e neppure tutti quelli che si sono macchiati come te dell’assassinio della voglia di cambiamento nelle generazioni successive.
    Irriducibili o pentiti, dissociati o espatriati, avete reso il più alto servigio alla controrivoluzione che poteva essere messo in campo in quel momento.
    Valerio, quando sento te e gli altri tuoi sventurati compagni intervenire sulla contemporaneità, consegnandoci riflessioni etico antropologiche fatte di distinguo e acute riflessioni sulla condizione dell’ homo comunista, mi chiedo se dormiate ancora il sonno della ragione. Un sonno placido che sospinto da fragilissimi argomenti approda al cuore della riflessione:
    “Perché tra totalitarismo reazionario, fascista, e totalitarismo rivoluzionario’, comunista, non c’è, per chi vi è sottoposto, alcuna differenza.”
    Alla buon ora.
    Se da giovani aveste avuto più umiltà rivoluzionaria e aveste letto, non per frasi fatte, il meglio della critica marxista: Victor Serge e Rosa Luxemburg in testa, passando per il ’36 di Spagna di Juan Andrade e Andrés Nin , forse, avreste lavorato per il popolo, non per la reazione.
    Eterodiretti? o autodiretti?
    Non importa in fondo, basta riconoscere che la direzione era quella stabilita dalle agenzie della guerra psicologica angloamericana e francese.
    Ci sono ormai più che significativi elementi per chi abbia il piacere di approfondire, per affermare che bisogna ringraziare le BR e suoi servigi resi per normalizzare la realtà.
    Il problema, Morucci, non è quindi ostracizzare i fascisti o tendergli la mano perchè i nostri nonni erano dei comuni assassini.
    Probabilmente se tu andassi a parlare a Casa Pound avresti una accoglienza migliore che tra i pochi comunisti e anarchici che sono rimasti, la maggior parte dei quali coltiva un odio viscerale per l’esperienza della lotta armata. La strada militare verso il totalitarismo.
    Quei comunisti (stalinisti) di cui parli esistono ormai in ambiti marginali sono un residuo ideologizzato che non riesce ad instaurare neppure un briciolo di dialogo nè con la realtà e neppure con i comunisti e gli anarchici rimasti sulla piazza. Non contano alcun che e conteranno sempre meno.
    Oggi dilagano in tutta Italia i gruppi dell’estrema destra poundiana (quelli che sanno leggere e hanno capito tutto) e quelli azionisti e antimondialisti.
    Chi pensa di poterli “ostracizzare” probabilmente vive in qualche paese dell’america latina (senza allusioni!) ma chi pensa di poter rapportarsi ai nuovi fascisti, trattandoli come tu dici da “avversari politici con cui forse scambiare brani di memoria, scoprendo magari inattese comunanze – che possano stimolare oltre nella ricerca/definizione della differenza – o vicende su cui sarebbe doverosa una ammenda”… vive senza dubbio un’altra realtà che non appartiene alla storia di moltissimi libertari.
    Ne abbiamo abbastanza di mescolamenti tenebrosi rosso neri…
    Sai a casa Pound leggono, leggono, leggono… miscellanee di stragismo di stato, senza dubbio cariche di dottrina, si immergono in discussioni fumose fino all’alba sulle strategie, non già per confrontarsiscontrarsi con quei ferri vecchi dei veterocomunisti stalinisti (di varia e sciagurata estrazione).
    Dici che i fascisti debbono essere per i comunisti “Antagonisti politici, non scarto dell’umanità” che bisogna superare “la logica di sopraffazione dei Vincitori” ma mi chiedo se a distanza di più di 70 anni dalla Rivoluzione Spagnola del ’36, quando i Brigatisti Rossi Stalinisti misero al muro i compagni del POUM, mi chiedo se non giungiamo con un certo ritardo alla riaffermazione della politica come dialogo e costruzione.
    Resta il fatto che il dialogo va diretto non ad onanistiche quanto miserabili assimilazioni umanitarie con quella che rimane LA FECCIA fascista seguita dappresso da quella geometricamente simmetrica e complementare brigatista.
    Molti compagni hanno ormai da lungo tempo compreso che Concutelli e Moretti hanno tanto, troppo in comune. Funzionali entrambi per il sistema.
    A distanza di svariate generazioni dai crimini per la loro rivoluzione, forse avranno qualcosa da dirsi.
    Io no.

    Levred

  • Tonguessy

    “Molti compagni hanno ormai da lungo tempo compreso che Concutelli e Moretti hanno tanto, troppo in comune. Funzionali entrambi per il sistema. A distanza di svariate generazioni dai crimini per la loro rivoluzione, forse avranno qualcosa da dirsi. Io no. Levred”
    Ricordo una puntata di NDP (Italia7? Rai7? Forse La7?) in cui si confrontavano amabilmente due esponenti dello stragismo degli anni di piombo. Il “comunista” ed il fascista discutevano amabilmente di come fossero stati presi in giro ed usati per scopi eversivi.
    E’ vero, a loro piace ricordare come sono stati criminalmente fessi, e alle similitudini dei loro destini al piombo. Poi tanti bei sorrisi, tante pacche sulle spalle e via a dare lezioni di etica agli altri. Bella l’Italia, no?

  • IVANOE

    Morucci, ritorna dove stavi ed è meglio che tu taccia se hai ancora un pò di dignita.

  • maristaurru

    con tutto il rispetto che si deve a Bocca il giornalista, prima di definirlo antifascista doc.. mi informerei meglio. E poi nè Bocca nè nessuno altro va considerato come vangelo, specie nello schifoso disordine pieno di bugie che è seguito alla caduta del fascismo, i fascisti più fascisti spesso hanno aderito al comunismo “dopo”. Molta gente è confluita con i vincitori all’ultimo momento ed era solo opportunista ed in cerca di potere e questi soggetti per decenni ce li hanno fatti giobbare come santini, e per decenni hanno impervesato ed ancora imperversano, (facce di tolla che approfittano di cretinismo e conformismo di tropppi a sinistra).

  • Tonguessy

    Infatti ho definito Bocca anticomunista DOC, non antifascista

  • mat612000

    Il pensiero di Morucci si è evoluto (diversamente sarebbe un caso clinico), resta però una sostanziale legnosità del linguaggio e la pretesa di chiarire dialetticamente ogni aspetto della fenomenologia e della realtà.
    Apoteosi di tale modo di argomentare è la distinzione (dialettica o fenomenologica?) tra fascisti buoni (o almeno non cattivissimi) non stragisti e fascisti cattivi stragisti atlantici, che fa il paio con quella tra comunisti buoni che vogliono l’uomo libero e comunisti cattivi che creano regimi polizieschi, gulag e sterminano i contadini controrivoluzionari.
    A me verrebbe istintivo prendere subito le parti dei cattivi se non altro perchè avendo trasferito dal mondo delle idee alla realtà i loro ideali hanno mostrato all’umanità cosa significhino le belle parole e le belle idee messe in pratica.
    Se il fascimo italiano post 1945 si è realizzato nelle trame atlantiche e nello stragismo per me è la realtà che è razionale, ciò significa che le premesse logiche e ideali a quello e non ad altro portavano.
    Idem per il comunismo che si è realizzato nei paesi del socialismo reale: se si sono realizzati è perchè le premesse ideologiche a quello e non ad altro portavano.
    Se proprio dobbiamo fare delle contapposizioni dialettiche facciamolo su ciò che è e su ciò che è stato non su ciò che dovrebbe essere e ciò che avrebbe dovuto essere.
    L’essere è razionale, il dover essere no.
    Lo capisca una volta per tutte anche Morucci e si dia pace: lui e la sua organizazione cos’hanno realizzato di quello che si prefiggevano?
    Niente.
    La loro realtà è dunque il nulla e il nulla non si può dialetticamente confrontare con nulla a livello razionale, idem per ciò che hanno realizzato i “fascisti buoni”.
    Non scendo nel merito dei costi umani che la realizzazione di questo nulla ha causato, però da un punto di vista puramente razionale, gli stragisti atlantici (cattivi) hanno mantenuto o hanno contribuito a mantenere l’Italia nell’ambito occidentale, ed i comunisti dei regimi del socialismo reale hanno creato un sistema sociale che ha funzionato per mezzo secolo.
    I costi umani se proprio devono essere pagati devono avere un riscontro o un ritorno di risultati apprezzabili, diversamente per quale motivo dovremmo infliggere ai nostri simili lutti e sofferenze?

  • mat612000

    Me la ricordo quella puntata: c’erano Franceschini e Mario Tuti, uno spettacolo da vomitare, quasi come quando Adriana Faranda si è incontrata con Cossiga…

  • cesare52

    Solamente per dire che non interloquisco con costui. Solo a dirne il nome mi sento sporcato. Costui deve il suo attuale status agli ergastoli che invece di scontare lui ha fatto prendere agli altri. Si è venduto anche gli amici- Come? “io non parlo, fate dei nomi. Se non c’entrano diro di no” Tutto quello che dico è riscontrabile sul sito http://www.radioradicale.it. Basta inserire il nome di questo infame sulla barra di ricerca e si vedrà questo strumento dei torturatori di che è stato capace. L’ho voluto dire superando il vomito che mi fa questo “infame” perchè nessuno confonda una storia con questo pupazzo manovrato ed usufruente delle leggi speciali. Altri, vedi Cesare Di Lenardo, venivano torturati, lui premiato pontifica ed osa nominare ancora la parola comunista. Invito tutti a non dare corda. Lasciamo da solo con gli sbirri.

  • maristaurru

    Non voglio personalizzare troppo, ma lo schemino fascista ed antifascista è fasullo peggio di un coccio rotto. Dal momento in cui abbiamo visto fieri fascisti laudatores della fulgida bellezza del duce e cavolate simili, saltare all’ultimo momento sul carro dei vincitori, chiamiamoli così, bè da allora quei “vincitori”hanno mostrato di non esser quello che volevano apparire, eppur non potendo e non volendo negare l’apporto di tantissimi in buona fede, bè il fulcro , la mente, erano bacati, malati del male dell’opportunismo e della bugia. Costoro, ed erano tanti e furono e sono santificati ed ebbero ed hanno onori e pecunia, che sarebbero in sostanza, fascisti, comunisti, antifascisti, anticomunisti? Parole senza senso.. la sostanza di uomini e donne che il fascio pagava perchè spingessero l’opinione pubblica verso il fascio e che passati al momento giusto sull’altro carro prosperarono alla grande usando il loo talento per spingere l’opinione pubblica verso altri lidi, bene che c’è nelle testoline di costoro?
    Si disprezza o comunque non vengono apprezzati i mercenari, pagati, prezzolati per..e un intellettuale in genere (e son tanti) pagati in sostanza per spingere le italiote masse per decenni in una operazione di disinformazione, insabbiamento, mescolio di verità a palesi falsità, cosa hanno di meglio rispetto ai mercenari che almeno offrono i loro servigi alla luce del sole rischiando la propria pelle?

    Mi spiace, ma tornando a Bocca, davvero cosa pensino, a cosa credano lui ed altri come lui, non lo so, tolto il veleno e l’astio, il gigioneggiare e l’invettiva di molti vati, davvero resta poco per capire alcunchè di certo

  • Biribissi

    Vedi Morucci questa è una lotta che stai vivendo te..ora che sei un borghese non sai più da che parte stare..allora dall’alto della tua saggezza (agiatezza letteraria) tieni i tuoi discorsi filosofici che non spostano la questione di un millimetro..se ti vuoi godere la tua nuova vita dopo che ti sei “sgamato” un ergastolo e hai lasciato molti (troppi) compagni morti in gabbia..affari tuoi..ma non venire ad insegnare a noi..un fascista deve essere trattato da fascista..un coglione da coglione..tranquillo le nostre capacità critiche non dipendono dai tuoi sproluqui (per fortuna)..vai dai tuoi amici di Casa Pound o del Blocco..che loro di queste ca**ate ci campano..

  • Sassicaia

    Il fatto che Morucci abbia partecipato al tentativo di sovvertire lo stato con
    la lotta armata non significa che dica sciocchezze,anzi forse gli da un titolo
    in piu’ per parlare a ragion veduta della questione.Del resto il signor Sofri,
    sempre ben accetto nei salotti che contano,e’ da anni che ci delizia con le
    sue opinioni su tutto e su tutti,perche’ Morucci non dovrebbe farlo?Oltretutto
    la sua analisi sul pensiero della sinistra,che non va vista come un blocco
    monolitico e granitico,e’ molto lucida ed ampiamente condivisibile.

  • tersite

    ti saluta laurona, lei è riuscita a farsi meno galera di te! anche se tu hai ricevuto la benedizione del papa!!! ..saluta zio hanry anche da parte mia!

  • tersite

    idem