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VALE LA PENA DI SOFFRIRE PER QUESTA EUROPA ? HOLLANDE SE LO CHIEDE E ORA…

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

Questa volta non basta parlare di destra e di sinistra, fare il tifo per il gollista Sarkozy o per il socialista Hollande, strizzando magari l’occhio chi a Marine Le Pen, chi ai candidati della sinistra alternativa come Jean-Luc Mélenchon.

Questa volta la posta in gioco è molto più alta e non riguarda solo i francesi, ma tutta l’Europa. Perché a votare, per la prima volta da quando è esplosa la crisi del debito pubblico dell’eurozona, è uno dei due grandi Paesi sui quali è stata costruita finora l’Unione europea e perché per la prima volta negli ultimi vent’anni non appare invulnerabile; anzi è fragile, debole, azzoppato da un debito pubblico molto alto e da qualche settimana nel mirino dei mercati.Qualcuno potrebbe chiedersi, ma in fondo cosa cambia se vince Hollande o Sarkozy? Destra moderata contro sinistra moderata… in teoria bon poco. E infatti, se anche il candidato socialista dovesse prevalere con ogni probabilità non riuscirebbe ad applicare che una piccola parte del proprio programma.

E’ il destino che accomuna tutti i capi di governo dell’Unione europea, i quali in campagna promettono cambiamenti ma che, una volta vinte le elezioni, scoprono di aver ben pochi poteri. Non controllano le finanze pubbliche in quanto vincolati ai criteri di Maastricht, né il territorio, né le frontiere, che sono state abbattute dal Trattato di Schengen, e non possono proporre leggi in contrasto con le normative europee ovvero sulla maggior parte degli argomenti che regolano la vita di un Paese. Sarebbe ora che agli elettori venisse detto con chiarezza che il loro Paese non è più sovrano e che le loro Costituzioni non hanno di fatto più valore, magari chiedendo ai popoli (e non solo ai Parlamenti) se sono d’accordo. In democrazia, peraltro, si usa.

E la democrazia, talvolta, non coincide con certi disegni. In Francia, ad esempio, poche settimane fa, è accaduto che Hollande, pur di vincere, abbia promesso un aumento della spesa pubblica, la diminuzione dell’età della pensione, l’aumento delle tasse ai ricchi. Un programma populista e destinato a rimanere sulla carta, ma condito da due paroline semplici: crescita e occupazione. Ed è accaduto che Sarkozy appaia a molti elettori come il candidato dell’establishment, dell’ortodossia finanziaria. Suo malgrado. Già perché anche Sarkozy, come tanti leader europei, in realtà ha dovuto subire le decisioni prese da altri,dalla Banca Centrale europea, dal Fondo monetario internazionale, dalla Commissione europea e soprattutto dall’improvvida Angela Merkel, che ha di fatto smantellato il tandem con Parigi, imponendoa tutti, anche all’ex alleato francese, una politica di assoluto rigore fiscale che, asseconda le paure ancestrali del popolo tedesco, ma non tiene in alcuna considerazione le esigenze del resto d’Europa, che avrebbe bisogno di un po’ di ossigeno e che invece vede davanti a sé anni di sacrifici e di penuria, soprattutto se entrerà davvero in vigore il Trattato che impone il pareggio di bilancio.

Tutto questo Hollande è riuscito a spiegarlo ai francesi ed è per questo che il voto di domani assume sempre di più la valenza di un referendum, pro o contro un’Europa dominata dalle ossessioni tedesche, pro o contro un’Europa che impone sacrifici ma non offre più speranza.

Un referendum che i mercati attendono frementi, per sferrare un altro attacco all’euro e che potrebbe indurre i popoli del Vecchio Continente a porsi una domanda semplice eppure scomoda: valge davvero a pena soffrire per l’Europa; anzi, per questa Europa?

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it/
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/04/21/vale-la-pena-soffrire-per-questa-europa-hollande-se-lo-chiede-e-ora/
21.04.2012

Pubblicato da Davide

  • AlbaKan

    Un capolavoro di articolo!

  • MartinV

    Chirac poteva dirsi ancora Gollista, Sarkozy proprio no… egli è il rappresentante della destra liberale che sostiene il potere finanziario internazionale… l’ingresso della Francia nel comando integrato della NATO sta facendo rivoltare De Gaullle nella sua tomba…

  • Allarmerosso

    “valge davvero a pena soffrire per l’Europa; anzi, per questa Europa?”

    Le sofferenze possono avere un senso fintanto che lo scopo che porta a tanto sia superiore alle sofferenze stesse ma quando le sofferenze diventano uno stile di vita fine a se stesso e per come unico scopo la creazione di un illusione direi assolutamente NO. Gli stati le nazioni ed anche l’Europa devono essere emanazione delle PERSONE ed eventuali sacrifici devono servire per le PERSONE . Qui ormai Europa e tutti i nomi degli altri stati non sono altro che rappresentazioni di “squadre” che giocano la partita virtuale nei mercati finanziari , sono maglie , sono bandiere senza dietro nessuno (se non pochi personaggi peraltro senza patria)
    I nomi degli stati nazione sono come i cavallini di plastica dei giochi da baraccone che si inseguono sono denominazioni aziendali . Salvare l’Italia non vuol dire più nel “loro” lessico salvare le persone che in Italia nascono crescono studiano vivono lavorano e muoiono , vuol dire salvare il titolo ,la quotazione finanziaria e far tornare i conti a scapito della VITA DELLA GENTE. Mettiamocelo in testa e METTIAMOLO in testa a chi ancora non lo ha capito !

  • vimana2

    Jean-Luc Mélenchon è un massone del cacchio…..

  • AlbertoConti

    La rivoluzione francese, poi il ’68, e adesso Hollande: che pena questi francesi che la storia rammollisce sempre più! Se il pallino lo prende in mano l’estrema destra (Le Pen) vuol proprio dire che non hanno più niente da dire. Per fortuna che ci sono i PIIGS, ma quando si svegliano?

  • Bellerofon

    Si continua a ripetere che la Francia sarebbe ancora un Paese che conta. Lo è stato finchè esportava nuove idee nel mondo, ma questo è avvenuto fino al ’68. Senza contare il fatto che, comunque, la Rivoluzione Francese fu solo una enorme manipolazione originata Oltre-Manica. Da quarant’anni, l’unico scopo della Francia, quasi una fissa maniacale, è stato il tentativo di controllare ed arginare il suo grande vicino d’oltre-Reno: la Germania. Tentativo fallito, come tutti oggi possiamo vedere. E’ dunque sufficiente possedere qualche centinaio di testate nucleari per definirsi potenza? Pour quoi faire?
    Se osserviamo bene, la “Grandeur” francese è stata solo un giocattolone messo in mano da Churchill ad un bambino viziato, ed affetto da disturbo narcisistico della personalità. Per illuderlo e controllarlo meglio. Questa è la Francia dal ’45 ad oggi: un paziente affetto da narcisismo, e con problemi di rimozione freudiana irrisolti. Ricordate Vichy?
    La capitale della Francia non è Parigi, è Londra.

  • Georgejefferson

    ” anzi è fragile, debole, azzoppato da un debito pubblico molto alto e da qualche settimana nel mirino dei mercati”…

    Specifichiamo meglio…al posto di avere una MONETIZZAZIONE DEL DEFICIT sovrana e controllata dalle politiche economiche(giappone docent:225% del pil)ha scelto come gli altri di eliminare la ragion d’essere di uno stato…battere moneta…quindi e’anchessa costretta ad indebitarsi realmente con i miliardari privati che ovviamente,temono di perdere il valore dei loro prestiti(non credo temino di non arrivare a fine mese col cibo)

    ” imponendo a tutti, anche all’ex alleato francese, una politica di assoluto rigore fiscale”…

    Chiariamo anche questo?La parola RIGORE richiama nelle coscenze una valenza POSITIVA…quel tipo di manovre draconiane non sono affatto positive,a meno che vedere come piu importante che un miliardario mantenga inalterato l’utile,al confronto dei milioni di disperati che tale presunto rigore distruggera in termini di miseria,suicidi,impoverimento progressivo con tutte le conseguenze sociali al seguito…naturalmente mi riferisco alle moltitudini di innocenti lavoratori abituati gia da anni alle miserie,non ai parassiti o figli di papa coccolati dal consumismo…Direte che son pignolo…assolutamente no.
    L’inganno dei termini perpetrato dalle elite e’una ragnatela che si espande su tutti(io compreso)stimolando la percezione delle nostre coscenze…e i massoni se la ridono, ben conoscendo le dinamiche psicologiche dove LE PAROLE agiscono in noi

  • Aironeblu

    Ma basta con questa sudditanza servile verso la Francia! Ha ragione pienamente @bellerofon nel suo commento, la sola “Grandeur” che contraddistingue i francesi, è la loro fastidiosa tendenza a sopravvalutarsi, al punto da permettersi addirittura di giudicare gli altri -ah, les italiens….- salvo poi mostrare puntualmente la propria nullità nei momenti di confronto diretto. Queste elezioni sono le elezioni di uno qualunque dei paesi dell’Euro, e non saranno il refendum di un bel nulla, qualcuno pensa che cambierà qualcosa se vincerà Hollande o Sarkozy?

  • flucekk76

    D’accordo con tutti i commenti ma entrando nel merito cosa ne pensate dei due rispettivi programmi previsti dagli ineleggibili Le Pen e Jean-Luc Mélenchon
    Alcune loro idee sono da salvare?
    In Italia nessun politico gli corrisponde?