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UTILIZZARE ARMI NUCLEARI PER IL POZZO DELLA BP ?

FONTE: WASHINGTON’S BLOG

CBS news, il Christian Science Monitor, Cnn e Reuters, si sono chiesti se la BP deve bombardare con armi nucleari il suo pozzo petrolifero o meno .

In verita’, qualche scienziato nucleare russo di alto rango ed alcuni esperti dell’ industria del petrolio, hanno suggerito questo metodo per fermare la fuoriuscita di petrolio dal golfo del Messico. Esistono materiali d’archivio su perdite di gas che i russi hanno tamponato utilizzando dispositivi nucleari.

Il premio Nobel per la fisica e segretario per l’energia degli Stati Uniti Steven Chu ha incluso, tra il gruppo di 5 saggi incaricati di fermare la fuoriuscita di petrolio, l’uomo che collaboro’ per costruire la prima bomba ad idrogeno nel 1950.Inoltre, l’ autorevole esperto di petrolio, Matt Simmons ha proposto l’utilizzo di apparecchiature tattiche nucleari ogni qual volta è stato intervistato dalle televisioni nazionali.

In ogni caso, la storia dei grandi successi nucleari russi in questo campo, ha qualche non trascurabile zona d’ombra.

Come recita l’articolo della Reuters:

Vladimir Chuprov , dal suo uffico della Greenpeace di Mosca, insiste nel dire che la BP non deve dare ascolto ai fisici russi. Chuprov contesta ai suddetti fisici le loro esplosioni pacifiche, dicendo che le perdite di gas tamponate sono poi in realta’ riapparse. “ Cio’ che veniva raccontato come un successo e un passo in avanti dall’Unione Sovietica era essenzialmente una menzogna”, dice.

Gia ex ministro per l’energia nucleare di lungo corso e veterano sovietico, il fisico Viktor Michailov concorda nel dire che l’Unione Sovietica dovette rinunciare al suo programma visti i problemi che si presentarono. “ Interruppi il programma perchè capii che era tutto inutile” dice sospirando. “ il materiale radioattivo stava ancora filtrando attraverso le crepe sul fondo e si stava disperdendo nell aria. È stato tutto inutile “.

Il Christian Science Monitor puntualizza:

i russi precedentemente usarono armi nucleari almeno 5 volte per sigillare i pozzi di gas in fiamme….Komsomoloskaya Pravda (un importante tabloid russo, ndr), suggerisce agli Stati uniti di provare ad utilizzare dispositivi nucleari, basandosi su una percentuale del 20% di fallimento.
Ancora, l’esperienza dei sovietici sul bombardamento a pozzi di gas sotterranei potrebbe dimostrarsi piu’ efficace sui pozzi petroliferi piazzati 5.000 piedi sotto la superficie del mare. I russi usarono armi nucleari per estinguere pozzi di gas in fiamme che si trovavano nelle naturali riserve di gas, non per tappare pozzi che sgorgano petrolio; ci sono quindi grosse differenze e il loro metodo non è mai stato testato in queste condizioni.

L’articolo della CBS news puntualizza pero’ che non tutte le testate russe funzionarono:

Ma l’uso di energia nucleare non ha sempre risolto le cose. Un carico di 4 kilotoni piazzato nella regione russa del Kharkov non è riuscito a fermare un esplosione di gas. “ l’esplosione è rimasta misteriosamente in superficie , formando una nuvola a forma di fungo” riporta il giornale

in verita’ motli esperti hanno detto che bombardare il pozzo potrebbe peggiorare la situazione. L’articolo della Reuters recita:

c’è una possibilita’ che un esplosione possa fratturare il fondale marino e causare uno scoppio sotterraneo , secondo Andy Radford, ingegnere petrolifero e consigliere dell’American Petroleum Institute sulle perdite in mare aperto.

La Cnn dice che bombardare il pozzo potrebbe destabilizzare altri pozzi anche distanti molte miglia.

Il New york Times scrive:

Il governo e gli esperti nucleari sono d’accordo che utilizzare una bomba nucleare potrebbe….essere molto rischioso, con sconosciuti e probabili disastri conseguenti alle radiazioni…

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Un anziano scienziato di Los Alamos, che ha voluto mantenere l’ anonimato essendo i suoi commenti non autorizzati, ridicolizza l’idea di utilizzare cariche nucleari per risolvere la crisi nel Golfo del Messico

“non deve assolutamente accadere” dice lo scienziato “tecnicamente sarebbe come “esplorare nuova terra al centro del disastro – e questo potrebbe peggiorare le cose”

Mikio Kaku, uno dei piu’ grandi fisici del mondo, studioso della teoria delle stringhe , scrive:

“penso che sarebbe una pessima idea dal punto di vista fisico. Fatemi dire che il mio mentore quando studiavo ad harvard, Edward Teller, padre della bomba H era un convinto sostenitore dell utilizzo di testate nucleari per scavare canale e per altri grandi progetti ingegneristici”

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sotto il terreno si verrebbe a creare una sfera cava di gas vaporizzato, con le pareti vetrificate dalla sabbia. Questa sfera puo’ restare stabile per poche ore o per qualche giorno, ma alla fine il peso della roccia fara’ collassare la sfera. Il risultato è un improvviso collasso della sfera, spesso accompagnato da una fuoriuscita di gas radioattivo nell ambiente circostante

***

se questo dovesse accadere sotto il suolo marino (cosa che finora non è mai successa) ci sarebbero ulteriori complicazioni:
primo, ci sarebbe il rilascio di pericolosissime sostanze chimiche solubili in acqua come lo iodio radioattivo, stronzio, e il cesio, che potrebbero contaminare la catena alimentare del golfo. Secondo, il sigillo creato dalla sabbia vetrificato sarebbe con ogni probabilita’ instabile. E terzo, potrebbe addirittura peggiorare la situazione, creando numerose crepe nel fondale marino. Determinare i precisi effetti di un esplosione sottomarina è possibile grazie a una serie di complicate simulazioni al computer che devono tener conto dei diversi strati di roccia presenti nel sottosuolo marino, cosa che fino ad ora non è mai stata fatta.

In altre parole, questo sarebbe un sorprendente esperimento scientifico, dalle conseguenze sconosciute. Inoltre, con la stagione degli uragani alle porte e le previsioni di otto o piu’ uragani per questa stagione, succedera’ che l’acqua di mare diverse centinaia di piedi sotto la superficie, potrebbe essere agitata dall uragano e trasportata anche fuori dalla zona del golfo. Quest’acqua contenente petrolio e scorie radioattive, ingrandirebbe ancor di piu’ il problema ambientale.

Riassumendo non è davvero una buona idea usare ordigni nucleari per sigillare la perdita di petrolio.

Inoltre, domenica il presidente Bill Clinton ha detto alla CNN che ha studiato la situazione e l’uso di ordigni nucleari non è assolutamente necessario. La marina puo’ usare esplosivi convenzionali per sigillare il pozzo. Come ex comandante in carica, Clinton ha sicuramente ricevuto informazioni da qualcuno in alto nella marina.

Fonte: http://www.washingtonsblog.com/
Link: http://www.washingtonsblog.com/2010/07/should-we-nuke-oil-well.html
2.07.2010

Traduzione a cura di DANIEL ROMANO per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Davide

  • vimana2

    http://www.youtube.com/watch?v=WIFCLf0TIZU

    Il pianeta è un essere vivente, il petrolio è il sangue, l’atomica nn dev’essere usata mai…..

  • vic

    Attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio.

    La tecnologia nucleare di oggi non e’ solo quella di ieri. Ci sono le cosiddette bombe tattiche, in altre parole le bombe che rilasciano flussi di neutroni di intensita’ tale da vetrificare la sabbia e forse anche la roccia. Se stanno esaminando la possibilita’ di usare tecnologia atomica, pensano a questo tipo di bombe.

    Tutto e’ molto azzardato, per non dire azzardatissimo. Si e’ forse inviato l’uomo sulla luna senza voli di preparazione? No! Allora perche’ si deve rischiare un esperimento mai fatto prima, a profondita’ dove l’intervento umano e’ escluso, dove ogni operazione diventa assai difficoltosa per l’ambiente molto ostile e semi-inaccessibile
    L’unica giustificazione di un simile esperimento sarebbe: il rischio vale la candela. Gia’, vorrebbe dire che il rischio del disastro e’ ancora maggiore del danno possibile creato da un’esplosione atomica sottomarina fuori controllo! Sarebbe questa la vera notizia.

    Per rincuorarvi un po’, si fa per dire, leggete questa intervista ad uno che sta seguendo il comportamento del metano nel Golfo del Messico, dalla superficie fino al fondale. Repetita juvant anche se stufant: quel che erutta dal fondo oceanico consiste in 40% di metano, 50% di petrolio greggio e 10% di idrocarburi vari e solfuri.
    L’intervista con l’esperto in chimica oceanica e’ della sempre ottima segugia Linda Moulton Howe:

    http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1727&category=Environment#

    Vista l’enormita’ di questi disastri con inquinanti veri, la vogliamo piantare una volta per tutte con il messaggio subliminale volutamente falso CO2 = gas inquinante!

    Salutino

  • gripepuerca

    “il presidente Bill Clinton” ???

  • esca

    Un disastro senza limiti. Conoscendo i personaggi, non perderanno l’occasione per rendere ancora più apocalittica una situazione già seriamente compromessa, e senza fare una piega. Per quanto riguarda gli uragani e le tempeste, basta considerare che hanno il potere di infuire anche su quelli.