UNO SCIOPERO CHE VALE PIU' DI UN CONTRATTO

FONTE: ETLEBORO (BLOG)

Il grande sciopero degli autotrasportatori rischia di bloccare il totale approvvigionamento di carburante e di prodotti alimentari. Il ministero dei Trasporti ha deciso in serata di precettare i camionisti impegnati nello sciopero, proclamato dalle Associazioni Cna Fita e Confartigianato, che perpetuerà il fermo del trasporto sino alla mezzanotte di venerdì. Il Governo minaccia la sospensione dall’Albo o la revoca dell’iscrizione, e addirittura la reclusione sino a 4 anni con arresto facoltativo. Alla dura reazione delle autorità risponde la Conftrasporto dichiarando che l’autotrasporto non è un servizio pubblico ma di carattere privato, e per tale motivo esula dal garantire un servizio minimo di rifornimento e di distribuzione di carburante e merci.

Tra i sindacati e le associazioni di categoria continua tuttavia ad aleggiare un’aria di sfida e di indifferenza, mentre le reazioni del Governo sono poco più paragonabili ad un secchio versato su incendio. L’intero sciopero, che ha volutamente emulato la grande azione coordinata degli autotrasportatori francesi, viene difeso come un atto dovuto e legittimo da parte di una categoria che subisce il rincaro del prezzo dei carburanti e delle autostrade, oltre alle pessime condizioni lavorative e salariali. Viene lanciato come un’azione intimidatoria volta a spuntare un maggiore potere contrattuale, ma si trasforma ben presto in panico e caos nelle città e nelle strade.

I distributori di benzina vengono saccheggiati, i supermercati svuotati, in preda alla corsa delle scorte, proprio come se l’intera nazione si stesse preparando per un periodo di grave crisi. L’emergenza “scorte” è scattata ancora prima del previsto, il panico e l’effetto domino hanno giocato un grande ruolo nell’ingigantire la crisi innescata dallo sciopero. Grande responsabilità va attribuita ai media, che hanno lanciato notizie e comunicati sempre più allarmanti, affermando che lo sciopero si sarebbe protratto oltre se non si fosse raggiunto un accordo, e trasmettendo le immagini del blocco delle principali vie di trasporto. Tuttavia, sembra alquanto assurdo che chi ha organizzato tutto questo non ne conoscesse gli effetti, e ha manipolato i media e l’informazione per movimentare oltre alle forze politiche, anche la popolazione. È fin troppo evidente che questo sciopero, organizzato in questo modo, senza una chiara informazione sui servizi minimi offerti e sulle garanzie per i settori di sussistenza della comunità, non è giustificato, da nessun tipo di problema sindacale e contrattuale.

Questo gioco va infatti ad innescare un continuo processo di rialzo dei prezzi, soprattutto dei generi alimentari, sulla scia della speculazione che viene fatta nei giorni caldi di crisi. Allo stesso modo, molti settori economici subiscono dei danni, in seguito al forzato blocco della produzione o della distribuzione, subendo delle conseguenze assolutamente sproporzionate rispetto al problema sociale da affrontare e risolvere. Per non parlare poi delle solite “lacrime da coccodrillo” delle false vittime, come la Fiat che annuncia il blocco degli stabilimenti di Fiat Auto, dove la produzione si è fermata per la mancanza di componenti lasciando inoccupati 17.000 lavoratori: sarebbe questo uno di quei casi rarissimi in cui la Fiat si ferma per responsabilità di altri. Anche il sistema di approvvigionamento dei prodotti agricoli rischia di cedere, con danni che si ripercuoteranno sull’intera filiera produttiva considerando che si tratta di beni altamente deperibili. Nei prossimi giorni, il peggio potrebbe ancora venire se la disinformazione continua e se le persone prenderanno d’assalto i mercati e i supermercati, senza poi alcuna ragione apparente.

La posta in gioco, dunque, non è solo una vittoria sindacale, in quanto il disagio provocato dallo sciopero si è trasformato in vero e proprio sabotaggio, o meglio, in un vero e proprio esperimento che potrebbe risuonare come “prove tecniche” della crisi petrolifera. Consideriamo infatti che lo sciopero italiano degli autotrasportatori di massa è stato preceduto da un simile evento in Francia, tra l’altro in un particolare momento storico e politico per entrambi i paesi, nonché per l’Europa. La Francia deve superare lo scoglio delle grandi riforme imposte dall’Unione Europea e la diffusa sfiducia nei confronti del neo-Presidente Sarkozy, mentre l’Italia deve nascondere la magra credibilità del suo Parlamento che approva con due voti di differenza una legge importante come quella della sicurezza. Tra l’altro, l’intero Governo è bersagliato da scandali, tangenti e legami con strane logge massoniche, con truffe per bancarotta e operazioni di riciclaggio, mentre i soli a restare in piedi sono le classi politiche della magistratura e dei “giustizionisti”. L’intera opinione pubblica è inoltre rivolta alla precaria situazione dei Balcani, che minacciano guerra, e del Medioriente, per il quale non sono ancora svaniti i programmi di invasione e guerrafondai degli Stati Uniti.

In tale situazione, si chiede alla popolazione di “immedesimarsi” con grande realismo in quello che potrebbe accadere se il rifornimento di gas e petrolio fosse interrotto anche per soli 4 giorni, e dunque se non fossero portati a termine accordi strategici di cooperazione energetica. Quella che noi tutti definiamo “massa”, indistintamente, sa benissimo cosa accade in Iraq, in Afghanistan, conosce il significato della “guerra per il petrolio”, e nonostante questo non fa nulla per fermarla o per delegittimare i propri politici. Questo significa che nessuno è disposto a rinunciare al proprio stile di vita consumista e sicuro, e, consapevolmente, legittima tali personaggi a fare tutto ciò che è in loro potere per risolvere il problema. L’Unione Europea, ben cosciente dell’appoggio e del sostegno dei suoi cittadini, sta agendo per porre sotto il proprio controllo il Kosovo, per garantirsi una colonia ambientale nei Balcani, il rifornimento di gas con Algeria e Russia, e il petrolio del Caucaso e della Libia. Tale esigenza spiega le recenti pressioni in seno al vertice EU-Africa di Lisbona per giungere alla redazione di un protocollo di comune accordo su fronti molto delicati, come quello energetico e produttivo, a fronte di una liberalizzazione dei flussi emigratori. C’è dunque da chiedersi se oggi possiamo parlare di semplice sciopero o di sabotaggio coordinato?

Fonte: http://etleboro.blogspot.com/
Link: http://etleboro.blogspot.com/2007/12/uno-sciopero-che-vale-pi-di-un.html
12.12.07

9 Commenti
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Tao
Tao
12 Dicembre 2007 7:10

Ricevo e volentieri pubblico un bel reportage di Bernardo Mattiucci, che ieri ha avuto la ventura di esplorare (ignaro) un pezzo di autostrade del Sud Italia. Quel che racconta è davvero impressionante. Sarà così, quando finirà la benzina abbondante? Un giorno in autostrada dal nostro inviato Bernardo Mattiucci Mi svegliano poco prima delle 8:00. Un imprenditore del paese ha bisogno dei miei servigi: mi chiede se posso andare “di corsa” a Manfredonia a prendere un pacchetto urgentissimo che, causa sciopero, non arriverebbe mai in tempo. Accetto, prendo la macchina e lo raggiungo. Parto poco dopo le 9.00, pieno di carburante e via: direzione Cassino per imboccare la A1 verso Napoli. La prima cosa che mi balza agli occhi e’ la totale assenza dei camion sulle strade. Qui, in provincia, gli scioperi arrivano mediamente solo con i giornali e la TV. Ma questa mattina e’ diverso. Solo macchine…. neanche furgoncini in giro. Arrivati a Cassino, sulla superstrada proveniente da Sora (da dove sono partito), ho notato 3 o 4 macchine ferme in fila per il rifornimento, ma non ci ho badato molto: non avevo acceso la radio e non sapevo ancora nulla! All’imbocco per l’Autostrada c’e’ la polizia (3 pattuglie), una… Leggi tutto »

Tao
Tao
12 Dicembre 2007 10:59

LA CASTA CI PRECETTA DI MAURIZIO BLONDET Effedieffe Dunque, ricapitoliamo: i taxisti? «Squadristi» per Prodi. I padroncini di Tir? «Deplorevoli» per Prodi, autori di «serrata» per i giornali di sinistra, i quali invocano la repressione di polizia. Gli artigiani e i piccoli bottegai? «Evasori» per Visco, da trattare con irruzioni di fiamme gialle pistola in pugno. I giovani che non trovano lavoro? «Bamboccioni» per Padoa Schioppa. I benzinai? Da abolire per consegnare le pompe alle COOP, secondo Bersani. Categoria per categoria, a poco a poco il governo più incompetente che l’Italia abbia mai avuto (ed è un record) licenzia il popolo italiano intero. Mi correggo: licenziarlo non può, perché deve fargli pagare le tasse per i suoi lussi. Lo precetta, lo costringe a lavorare con ordinanza prefettizia per il suo proprio bene. E nello stesso tempo lo insulta, perché può. Ci vieta, con legge penale, di chiamare «froci» gli omosessuali; ma lorsignori si danno il diritto di chiamare squadristi i taxisti, e di trattare da delinquenti comuni i padroncini di Tir, mentre la casta giudiziaria rilascia gli assassini plurimi in anticipo, anzi nemmeno li manda in galera un giorno. Lo sciopero congiunto, pochi giorni fa, di parassiti Alitalia, delle Ferrovie,… Leggi tutto »

infinitoxxx
infinitoxxx
12 Dicembre 2007 11:19

Non ti sembra di essere esagerato quando te la prendi con gli omosessuali? Secondo me sei omosessuale.

remox
remox
12 Dicembre 2007 12:58

Veramente profonda questa analisi, complimenti….

maristaurru
maristaurru
12 Dicembre 2007 13:17

Oggi mancava quasi la frutta, la benzina scarseggia, e allora? Improvvisamente ci spaventiamo per uno sciopero, quando in questo infelice paese siamo tartassati dagli scioperi da sempre, addirittura scioperi preventivi, tanto per gradire, fatti in vista della discussione di un contratto, così per gradire. Tram, treni, aerei, forniscono un servizio “ballerino e inaffidabile da sempre”. L’Alitalia in sofferenza ci costerà ancor di più per scioperi di personale in realtà super pagato, piloti e uomini radar. hostess , gente che scioperava con la ditta in difficoltà , forse per appesantire le difficoltà, solo che noi cittadini pagheremo il costo delle loro irresponsabili scelte, che ci fosse dietro un calcolo o meno. Abbiamo subito scioperi di medici e di infermieri, blocchi di sale operatorie, e mille altri disagi, sempre zitti a subire i ricatti di gente protetta, con ferie pagate, straordinari, pagati, benefit, pensioni spesso ottime. Ora scioperano, e per buone ragioni, gli autotrasportatori, e cade il mondo, si strologa addirittura di fare intervenire l’esercito. Come mai? A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca eccome! Di certo c’è che è una categoria mal vista perchè una cosa è evidente , sono lavoratori indipendenti, non vanno evidentemente alle frattocchie a… Leggi tutto »

lucamartinelli
lucamartinelli
12 Dicembre 2007 13:22

cari amici, credo che ,al di la’ di come il Censis considera gli italiani e cioe’ “poltiglia”, occorra essere totalmente solidali con gli atotrasportatori. alla francese, tanto per fare un esempio. il capo banda Prodi, massone servo di Goldman Sachs, è un traditore e non ha il diritto o la statura morale per criticare nessuno. disgustose le sue parole di ieri, a proposito dello sciopero. speriamo che i cittadini alle prossime elezioni semi-libere se lo tolgano di torno, e con lui i suoi compagni di merende. rimane il fatto che l’altra parte non è certo migliore, ma questo è un altro discorso. tornando a noi, intendo sostenere che questo sciopero dovrebbe servire a tutti per aprirci gli occhi sulle continue truffe e malversazioni che la casta ci impone. le accise sui carburanti che insieme all’IVA aumentano in automatico seguendo il prezzo del greggio sono una truffa. e questo è solo un esempio. mi piacerebbe che lo sciopero continuasse fino a mettere in ginocchio il governo. solo cosi si farebbe comprendere quali lavori sono utili al paese e quali sono parassiti. cmq non voglio tediarvi. spero nella solidarieta’ di tutti verso i camionisti. per una volta dimentichiamoci del nostro orticello e… Leggi tutto »

Hassan
Hassan
12 Dicembre 2007 14:27

lol … ancora con queste tattiche da medioevo.

Affus
Affus
12 Dicembre 2007 16:23

totalmente daccordo !

gabriele71
gabriele71
12 Dicembre 2007 18:16

Sono solidale con gli uomini e i padri di famiglia che riforniscono alla guida dei loro tir le nostre esigenze ….se i camionisti sono arrivati a tanto è perchè sono veramente arrivati alla canna del gas ,turni massacranti da 15 ore e più .. con giorni e giorni fuori casa vaggiando di notte ed in tutte le condizoni ecc ecc, non certo per straquadagnare ma per cercare di restare a galla e portare la pagnotta a casa. IL potere di miglioare la situazione è nelle mani di chi possiede direttamente o indiettamente l’energia , e le vie di comunicazioni (autostrade porti ed aereoporti ) praticamente le grandi voraci ingorde banche piglia tutto ..notariamente conosciute per la loro santità ..d’ intenti .. penso quindi nonostante la pezza messa al ultimo momento dal governo …che assisteremo a una lenta cinesizzazione del nostro stile di vita “lavorare tanto guadagnare poco e con poche garanzie … ergo ..lasciate ogni speranza … non ci resta che pregare e parlo sul serio …perchè l’alternativa e romperci il culo lavorando o romperci la testa protestando .. e comunque vada si farà sempre il gioco delle banche pregate gente pregate ne abbiamo veramente bisogno.. un saluto al lucido… Leggi tutto »