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UNA VITA BASTA (E AVANZA)

DI MASSIMO FINI
antefatto.ilcannocchiale.it

Il mio slogan è: morire prima, morire tutti. La seconda parte è incontrovertibile, la prima, ovviamente, discutibile. Già dal 1919, quando gli orrori della medicina tecnologica non avevano ancora raggiunto i livelli attuali, Max Weber scriveva: “Il presupposto generale della medicina moderna è che sia considerato positivo, unicamente come tale, il compito della conservazione della vita… Tutte le scienze danno una risposta a questa domanda: che cosa dobbiamo fare se vogliamo dominare ‘tecnicamente’ la vita? Ma se vogliamo e dobbiamo dominarla tecnicamente, e se ciò, in definitiva, abbia veramente un significato, esse lo lasciano del tutto in sospeso oppure lo presuppongono per i loro fini”.

Nella società contemporanea, dimentichi non solo di Weber ma di una sapienza millenaria, l’allungamento della vita non è solo un must ma la bandiera che sventola orgogliosamente sul più alto pennone della nave della Modernità. Bisogna sgombrare subito il campo da un voluto e non innocente equivoco diffuso dagli scienziati, dai medici e dagli storici: che in era preindustriale la vita fosse cortissima, 32 anni o poco più. Un falso ideologico. Gli uomini e le donne del Medioevo si sposavano, in media, rispettivamente a 29 e 24 anni, non avrebbero avuto neppure il tempo di tirar su i primi figli e, tantomeno, di farne a dozzine come invece accadeva. Il fatto è che si confonde la vita media, che scontava l’alta mortalità natale e perinatale (che peraltro selezionava naturalmente i più robusti) con la vita effettiva di quegli uomini.

Senza addentrarci in complesse comparazioni statistiche ricordiamo che padre Dante colloca “il mezzo del cammin di nostra vita” a 35 anni e che, duemila anni prima di lui, il biblista afferma “Settanta sono gli anni della vita dell’uomo”. Il confronto non va fatto quindi con la vita media (che è una statistica alla Trilussa) ma con l’aspettativa di vita dell’adulto. Su questo piano abbiamo effettivamente guadagnato qualcosa, perché oggi gli uomini hanno un’aspettativa di vita di 78 anni e le donne di 83. Una decina di anni in più, che non son pochi. Ma bisogna vedere come li si vive.

In prima fila ci sono gli orrori dell’“accanimento terapeutico”, per cui alla naturale paura della morte si è aggiunto un abbietto terrore che ti “salvino”, condannandoti, per anni, a un’esistenza dimidiata, umiliata, indegna di un essere umano. In fondo la morte, se rispetta i tempi naturali, è una cosa pulita, noi siamo riusciti a renderla una vicenda sporca, disumana. Poi c’è la terrificante solitudine dei vecchi e la loro perdita di ogni ruolo. In Europa solo il 3,5% degli anziani vive con i propri figli. E il vecchio, a differenza di un tempo, non è più il detentore del sapere ma, superato dalle continue innovazioni tecnologiche, ha perso questo ruolo. Come scrive lo storico Carlo Maria Cipolla “nella società agricola il vecchio è il saggio, in quella industriale un relitto”. A ciò si aggiunge quell’astrazione crudele che solo la smania codificatoria della borghesia e della Modernità poteva inventarsi: la pensione. Da un giorno all’altro tu perdi il posto, sia pur modesto, che avevi nella società e vieni sbattuto nel magazzino dei ferrivecchi.

E adesso vai a curare le gardenie, povero, vecchio e inutile stronzo. Come antipasto ci sono la prevenzione e il terrorismo diagnostico. Qualsiasi età si abbia bisogna controllarsi, palpeggiarsi, auscultarsi, fare una mezza dozzina di esami clinici l’anno. Non si può più fumare, non si può bere, bisogna stare a dieta. Dobbiamo vivere ibernati, vecchi fin da giovani. Il greco Menandro (III secolo a.C.) vedeva lontano, molto lontano, la nostra società, quando canta:“Caro agli Dei è chi muore giovane”.

Massimo Fini
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it

Da il Fatto Quotidiano del 22 maggio 2010

Pubblicato da Davide

  • marimari

    Basta seguire il proprio istinto e stare alla larga dai medici. Io in tempi di presunto virus risultavo senza medico della mutua per non dovere, nella peggiore delle ipotesi, subire “costrizioni” alla vaccinazione, e mi sono difesa da raffreddori e influenze con due gocce di acqua ossigenata nelle orecchie, per dieci minuti, per due giorni di seguito, ai primi sintomi, e tanta propoli naturale (non quella farmaceutica) in gola
    In quanto al resto, non faccio mai più controlli, perché non servono niente, se non a farti vivere nell’angoscia di incappare in una delle loro centinaia di malattie “incurabili” per tenerti nel bagno maria della medicalizzazione forzata ad vitam.
    No veramente, meglio morire a insaputa dei medici, e contro il loro volere… ma quando è giunto il nostro momento – e non provocato dalla loro finta scienza mortale, non vi pare?

  • grilmi

    MI fido della chirugia che considero un arte, e al massimo della fisioterapia che si basa su presupposti semplici ma efficaci. Non mi fido invece della farmacia in generale, specialmente vaccini e terapie ad assunzione quotidiana a vita(statine, insuline varie ecc).

  • alinaf

    L’anziano serve al sistema perchè serve la fiducia che in esso ripone. E’ vittima sì, ma allo stesso tempo anche complice. Muore nell’anima, lo sa ,ma si affida sempre, non si sottrae alle “amorevoli” cure disposte per lui. A vivere lontano dalla famiglia ci sono poi anche i bambini che vanno a scuola sempre più piccoli, sempre più precocemente vengono inseriti nella ruota del criceto in modo tale che imparino già da subito a diventare dei morti viventi. Ciao ciao.

  • Sokratico

    Merita leggere “Nemesi Medica” di Ivan Illich…avrete delle sorprese…

  • paolodegregorio

    – una vita da malato –

    Massimo Fini ci parla della lunghezza della vita e mette giustamente sotto accusa gli accanimenti terapeutici che la allungano statisticamente , ma la sua qualità è inaccettabile e inutile, come la solitudine dei vecchi senza ruolo e senza famiglia, che oggi sono i relitti della “civiltà industriale”, mentre nella civiltà contadina erano i saggi.
    Manca nell’analisi, che l’autore sintetizza: “morire prima, morire tutti”, l’individuazione delle cause all’origine del fenomeno, fra cui la principale è il ruolo della medicina, che si è trasformata, da presidio che curava la malattia, ad apparato in sinergia con l’industria farmaceutica che allunga la vita, purchè tu dipenda dai farmaci e dall’apparato sanitario privato e pubblico.
    Non molti anni fa la scoperta della penicillina e degli antibiotici interrompeva per sempre la millenaria “selezione naturale”, che selezionava i più forti ed aveva mantenuto il mondo con un numero di abitanti sostenibile.
    In Italia all’inizio del 1900 la popolazione era di 30 milioni di abitanti ed in meno di un secolo è raddoppiata, e se dovessimo sfamarci con quello che produciamo saremmo alla fame.

    Le organizzazioni sanitarie oggi si chiamano aziende, sono le principali divoratrici di soldi pubblici, gli interessi delle multinazionali farmaceutiche sono globali e giganteschi, la loro materia prima, da creare ad ogni costo, sono i “malati”, veri e presunti, che devono consumare a vita pillole, diagnostica, controlli, che non devono essere guariti, ma mantenuti volutamente nella situazione di “farmacodipendenti”, a tutto vantaggio delle industrie farmaceutiche, aiutate in questo da medici di base a libro paga.
    Oggi c’è una pillola pronta per ogni malessere, anche psichico, e sappiamo con certezza che questo metodo, soprattutto se usato con i giovani, abitua anche mentalmente a dipendere dalla chimica ed espone più facilmente all’uso di droghe.
    Si creano così i farmacodipendenti a vita e l’abuso di queste sostanze porta, presto o tardi a danneggiare altri organi, facendo sfregare le mani di chi gestisce questo grande affare.

    Naturalmente, a fronte di questo enorme disegno criminoso del “liberismo sanitario”, la mano pubblica, statale, che avrebbe l’interesse opposto, ossia ridurre la spesa sanitaria, non fa nulla, anche se si sa benissimo che la prevenzione e l’educazione alimentare e sanitaria, in tutte le scuole (altro che ore di religione!), negli anni avrebbero una grande efficacia.
    E siamo alle solite, se in politica arrivano mascalzoni e nessuno con un piano sanitario in cui i presidi non si chiamino aziende, ma organismi di prevenzione e cura, con l’obiettivo di guarire le persone e soprattutto non farle ammalare per stili di vita e alimentazione, nulla potrà cambiare.
    Come in un teorema, si dimostra che il capitalismo per i suoi profitti non ha mai scrupoli, e ci ha ridotti al rango di farmacodipendenti, spacciandoci per un successo sociale l’allungamento della vita, anche se è diventata una eterna malattia, con connessi accanimenti terapeutici che, a costi giganteschi, fanno statistica, a gloria eterna di chi ci allunga la vita.
    Caro Fini, è questo il SISTEMA da combattere, ma chi tocca questi fili spesso muore.
    Paolo De Gregorio
    23.5.10

  • backtime

    Non hai idea di quanto sia d’accordo che una vita basta e avanza!!!

    L’uomo odierno è un highlander confronto ai suoi predecessori e per i più, non si può fare a meno di notare una marcata forma di sadismo che li pervade! infatti più si soffre e più ci si ostina a soffrire, non si accontentano che se inculino vita natural durante, auspicano semmai che la loro vita duri di più, come se questo voglia dire cambiare la posizione prona a cui sono dalla nascita abituati, posizione questa, che non fa che aggravarsi col procedere inesorabile della vecchiaia.

    Dolori (ma non se ne ha mai abbastanza?) e acciacchi, appuntamenti medici sostituiscono appuntamenti galanti con belle figliole, pasticche al posto del cibo, chiusi in casa piuttosto che all’aria aperta, vestiti datati come le carte d’identità e tutto questo perché? per far felici lobby e stato che continuano a torturarci quel buco, che dopo tanto uso, avrebbe bisogno più dell’altro resto del corpo di quella pace, che solo la morte (auguriamoci) sappia dare più della vita.

  • lucamartinelli

    Due cose se mi è consentito: non sono un estremista per quanto riguarda la salute. Non nego la validita’ della medicina occidentale come non nego la validita’ di quelle cosiddette alternative. Credo che il bravo medico sia quello che sa proporre e usare la medicina giusta per un certo malanno, attingendo alle varie medicine che io spiego essere come gli spicchi di una arancia. Il frutto corrisponde alla cura delle patologie e gli spicchi rappresentano le varie possibilita’. Purtroppo i nostri medici sono addestrati solamente alla medicina ufficiale, con le dovute eccezioni. La seconda cosa che vorrei dire è che occorre essere prudenti quando arrivano scoperte nuove ed eclatanti. L’ultima infatti è micidiale, quella che ci informa che uno scienziato ha creato una cellula artificialmente. Bisogna aspettare, perche’ spesso il tempo sminuisce di molto le aspettative. La codifica, per esempio, del codice genetico umano è stata una mezza delusione. E’ stato infatti decodificato solo il 5% del Dna umano. Gli scienziati ritenevano il rimanente 95% un prodotto di scarto dell’evoluzione. Poco dopo si è invece visto che questo 95% “silente” interagiva col 5% conosciuto, e quindi da capo a studiare. Altro esempio la clonazione: la pecora Dolly non è stato un successo. E’ morta presto, come muoiono ancora troppo presto tutti gli animali clonati. Quello che funziona in vitro puo’ non funzionare in vivo. Saluti a tutti

  • stendec555

    d’accordissimo con fini.

  • Tonguessy

    Fini sta vivendo in prima persona la sindrome del “povero, vecchio e inutile stronzo”. Ho avuto il piacere di seguire una trasmissione in cui Fini commentava amaramente la propria vecchiaia.
    La società è profondamente cambiata. Si è passati dalla micosocietà autosufficente del casolare al miniappartamento condominale. Prima c’era posto per chiunque, anche per il vecchio cui veniva riconoscito il potere dell’antico paterfamilias. Adesso i vecchi paterfamilias sono solo vecchi, il loro status precedente è andato perso, assieme al casolare diventato moderno agriturismo dove si spende più che in trattoria in nome dell’ecochic.
    Sinceramente non mi strapperei i capelli per non avere ancora qualcuno a cui dovere delle spiegazioni.
    In quanto all’antica saggezza…beh, se veramente agli anziani fosse importato qualcosa in più del prestigio personale forse avrebbero pensato globale.
    Invece eccoli lì, a curare le gardenie dopo avere comandato intere generazioni.
    C’est la vie….

    Ah, tropo particolarmente irritante quel “Caro agli Dei è chi muore giovane”. Ad ognuno di noi, famoso o sconosciuto che sia, è garantito il diritto ad andarsene. Levar la mano su di sè, dicevano i latini.

  • vraie

    “A ciò si aggiunge quell’astrazione crudele che solo la smania codificatoria della borghesia e della Modernità poteva inventarsi: la pensione. Da un giorno all’altro tu perdi il posto, sia pur modesto, che avevi nella società e vieni sbattuto nel magazzino dei ferrivecchi.”
    capisco l’intenzione, il senso del discorso …. ma ridurre o eliminare la pensione e … reinglobarlo nella famiglia patriarcale (come sta accadendo … ma non inqualità di “saggio”)… per costringere il vegliardo ad allevare i nipoti (quando non i figlioletti ….cinquantenni…) … cucinare …. e alfine cedere “sotto la minaccia delle armi” il residuo di pensione al parente disoccupato … non mi pare una bella prospettiva!!!

  • ottavino

    Fa piacere verificare che Fini è un continuatore della grande tradizione degli eretici occidentali. Scavare, scavare, scavare….sempre più in profondità, sempre scomodi, mai sazi.

  • Nyarlathotep

    bhè, io non fumo, non bevo (non bevo quasi mai), e non mi magno la monnezza e mi alleno, non perchè sono vecchio, ma perchè credo che ridurre il mio corpo a una discarica sia una mancanza di rispetto verso me stesso, e ritrovarmi giovane e con l’affanno non faccia altro che soddisfare i poteri maligni disumani di questo tempo

  • okinawa

    finiere nella mani dei medici equivale a finire nelle mani dei macellai, tagliano , asportano, innestano corpi artificiali, drogano, sperimentano,abusano, lucrano….

    Vivere una vita più naturale, fare attenzione al cibo astenersi dai vizi e … quando incontrate un dottore che propugna una nuova invasione di chissà quale virus malato creato in laboratorio…. se non vi vede nessuno, un bel calcio nel culo dateglielo che sicuramente sarà una azione più che meritevole.

  • ilBabbaleo

    Sono d’accordo per l’accanimento terapeutico, non sono d’accordo per le statistiche. Fino a trenta, quarant’anni fa gli ottuagenari erano quasi eccezionali e l’apettativa di vita era sui settant’anni in condizioni di vita quasi da benestanti. Per rendersene conto basta fare un giro nei cimiteri, tenendo presente che le tombe dei meno abbienti spesso e volentieri hanno avuto la stessa sorte edi loro inquilini. I lavori erano veramente usuranti, molto più usuranti di adesso. Chi faceva un lavoro manuale, ma veramente manuale, difficilmente era produttivo dopo cinquant’anni con tutto quello che ne consegue. Gli andava bene se faceva il “vecchio saggio”, o la “vecchia saggia”, ma pure questa è più un idealizzazione che altro. Non mancavano anziani che vivevano da soli, al limite della sussistenza, sbeffeggiati dai ragazzini e dagli adulti. Riguardo all’età del matrimonio una ragazza dopo i vent’anni già era una zitella; diversa era la situazione per l’uomo soprattutto se facoltoso. Le ragazze che avevano superato una certa età, o che avevano avuto “delusioni” sentimentali, erano fortunate se trovavano qualche invalido che se le prendeva. Questa è la realtà che ho conosciuto da bambino, la realtà di un piccolo “borgo selvaggio” penso molto comune nell’Italia ancora agricola di ‘anta anni fa.

  • Earth

    Concordo, la stragrande maggioranza dei vecchi che conosco sono dei rimbambiti. Poi la storia che piu’ uno e’ vecchio e piu’ e’ saggio mi fa innervosire tantissimo, essere saggi significa non ricadere nei propri errori e a un certo punto saperli anche prevenire, non c’entra niente l’eta’ vissuta.
    Vidi tempo fa in tv un vecchio che disse: “Non e’ vero che l’eta’ fa diventare saggi, chi e’ rimbambito a 50 anni lo e’ ancora di piu’ a 80”

    E concordo ancora di piu’ nell’altra tua affermazione, ai vecchi non glie ne fotte all’infuori di se stessi, il mondo che va a puttane l’hanno costruito loro e sono pure dei falsi ipocriti capaci di giudicare che i ragazzi di oggi sono merda, che loro, ai tempi erano migliori e che sono i giovani d’oggi che rovinano il mondo, ecc. Quando invece siamo noi che facciamo fatica a dover risistemare le loro immani schifezze.
    Intanto a protestare ci sono raramente, ma ci sono sempre quando gli si toccano le pensioni eh? La maggioranza di loro guardano rete 4, con emilio fede in mezzo e votano a destra.

    Non fanno altro che alzarsi, uscire a fare la spesa, lamentarsi per strada, cucinare e guardare la tv, vite cosi’ vuote, eppure hanno una paura incredibile di morire, e’ cosi’ importante mangiare e guardare la tv?

    E poi non ho menzionato che sono loro ad avere i soldi, ebbene si, hanno indebitato il nostro futuro per acchiapparsi loro i soldi, nel boom economico degli anni 70. Ma se ti sei comportato in modo che a loro non e’ piaciuto con sta ceppa che ti danno un aiuto economico CON I SOLDI TUOI CHE TI HANNO RUBATO PRIMA DI NASCERE.

    Poi si lamentano sempre che le donne sono nude e tutte facili, e certo! Dov’erano le loro proteste quando le donne hanno iniziato a spogliarsi pian piano in tv? NOOO LA COLPA E’ DELLE RAGAZZE DI ADESSO… E CHI LE HA CRESCIUTE COSI’?
    Hanno distrutto l’occidente e continuano a farlo ancora adesso… se si fossero fatti un esame di coscienza una volta tanto invece che lamentarsi di stupidaggini…
    I vecchi di cui parlo io, non sono gli eroi che han combattuto in fabbrica per i nostri diritti, che oramai purtroppo son quasi tutti passati a miglior vita.

  • Earth

    @Tonguessy

    Concordo, la stragrande maggioranza dei vecchi che conosco sono dei rimbambiti. Poi la storia che piu’ uno e’ vecchio e piu’ e’ saggio mi fa innervosire tantissimo, essere saggi significa non ricadere nei propri errori e a un certo punto saperli anche prevenire, non c’entra niente l’eta’ vissuta.
    Vidi tempo fa in tv un vecchio che disse: “Non e’ vero che l’eta’ fa diventare saggi, chi e’ rimbambito a 50 anni lo e’ ancora di piu’ a 80”

    E concordo ancora di piu’ nell’altra tua affermazione, ai vecchi non glie ne fotte all’infuori di se stessi, il mondo che va a puttane l’hanno costruito loro e sono pure dei falsi ipocriti capaci di giudicare che i ragazzi di oggi sono merda, che loro, ai tempi erano migliori e che sono i giovani d’oggi che rovinano il mondo, ecc. Quando invece siamo noi che facciamo fatica a dover risistemare le loro immani schifezze.
    Intanto a protestare ci sono raramente, ma ci sono sempre quando gli si toccano le pensioni eh? La maggioranza di loro guardano rete 4, con emilio fede in mezzo e votano a destra.

    Non fanno altro che alzarsi, uscire a fare la spesa, lamentarsi per strada, cucinare e guardare la tv, vite cosi’ vuote, eppure hanno una paura incredibile di morire, e’ cosi’ importante mangiare e guardare la tv?
    E poi non ho menzionato che sono loro ad avere i soldi, ebbene si, hanno indebitato il nostro futuro per acchiapparsi loro i soldi, nel boom economico degli anni 70. Ma se ti sei comportato in modo che a loro non e’ piaciuto con sta ceppa che ti danno un aiuto economico CON I SOLDI TUOI CHE TI HANNO RUBATO PRIMA DI NASCERE.

    Poi si lamentano sempre che le donne sono nude e tutte facili, e certo! Dov’erano le loro proteste quando le donne hanno iniziato a spogliarsi pian piano in tv? NOOO LA COLPA E’ DELLE RAGAZZE DI ADESSO… E CHI LE HA CRESCIUTE COSI’?
    Hanno distrutto l’occidente e continuano a farlo ancora adesso… se si fossero fatti un esame di coscienza una volta tanto invece che lamentarsi di stupidaggini…
    I vecchi di cui parlo io, non sono gli eroi che han combattuto in fabbrica per i nostri diritti, che oramai purtroppo son quasi tutti passati a miglior vita.

  • speranza

    ” In prima fila ci sono gli orrori dell’“accanimento terapeutico”, per cui alla naturale paura della morte si è aggiunto un abbietto terrore che ti “salvino”, condannandoti, per anni, a un’esistenza dimidiata, umiliata, indegna di un essere umano. In fondo la morte, se rispetta i tempi naturali, è una cosa pulita, noi siamo riusciti a renderla una vicenda sporca, disumana. ”

    mi sembra un pò generico, senza dubbio con l’avanzare della tecnologia la medicina ha fatto passi da gigante, così come la chirurgia.lavoro da 22 anni in terapia intensiva come infermiera, ho visto l’enorme cambiamento sul campo negli utimi 20anni, per certi versi positivo per scoperte innovative es in campo cardiologico, si pensi solo ai defibrillatori sottocutanei che salvano la vita dei malati, tanti e anche giovani perchè defibrillano dopo pochi secondi autonomamente con minime scariche, certo sono malati che vanno seguiti dal punto di vista psicologico, e comunque per poter effettuare qualsiasi procedura è obbligatorio il consenso informato firmato dal malato.

    purtroppo c’è un vuoto legislativo enorme che non tutela affatto la volontà del malato qualora fosse costretto a vivere a tutti i costi magari dipendendo da un respiratore. i medici sono impossibilitati a intervenire o a non intervenire, quando la situazione è obiettivamente un accanimento e basta. non tutti, ma qualcuno parlando chiaramente ai parenti decide insieme a loro il non intervento o meglio supporta il malato con sedazione, idratazione e alimentazione, nel caso il malato non sia autonomo dal punto di vista respiratorio si regola il respiratore dandogli la percentuale di ossigeno naturalmente presente nell’aria…..a poco a poco si spengono.tutto ciò sta alla coscienza del medico e qui potrei scrivere un libro sull’argomento ma non è il caso, dico solo che ho potuto appurare che i medici umani e competenti che esistevano fino a 20 anni fa si sono estinti, ora ci sono medici mediocri incapaci di fare una corretta diagnosi senza l’ausilio di 3000 esami che spesso dimenticano di aver richiesti e incapaci di affrontare la situazione eticamente nel caso non ci sia più nulla da fare.uno scandalo. “Come antipasto ci sono la prevenzione e il terrorismo diagnostico. Qualsiasi età si abbia bisogna controllarsi, palpeggiarsi, auscultarsi, fare una mezza dozzina di esami clinici l’anno”

    questo mi sembra riduttivo, benvenga che oggi esempio gli uomini sappiano che dopo una certa età possono prevenire e intervenire per tempo su un tumore alla prostata solo esclusivamente facendo un prelievo di sangue all’anno, così come in molti altri casi.queste sono scelte di ognuno e nessuno è obbligato a farlo.
    in sintesi è meglio non aver mai bisogno dei dottori, per tantissimi motivi, non sono ironica ma realista, purtroppo oggi ci si affida molto a loro( o a farmaci )solo per sentito dire….sbagliatissimo perchè sono per la maggior parte imprenditori della salute e tutelano spesso i loro interessi economici.saluti

  • anonimomatremendo

    Bhé,Dante non era proprio un tipo normale.Bisogna vedere qual´era la vita media di un contadino.Ma qui occorre addentrarsi in “complesse comparazioni statistiche” oppure digitare su google “vita media contadino medioevo”.Grazie internet.A Fini dopo avergli tolto la pensione lo mandiamo a lavorare nei campi…altro che gardenie.

  • Tonguessy

    “Padre padrone” di Gavino Ledda è un libro che denuncia il potere/abuso di certi (troppi?) paterfamilias.
    Ma io vorrei evitare la contrapposizione vecchi contro giovani. Chi detiene le redini del potere (quello stesso “potere” che per il padre di Gavino è inscindibile dall’abuso) ha saldamente sotto controllo l’informazione e la usa con il solito criterio del divide et impera, ovvero creare surrettizie divisioni all’interno di un fronte che se compatto avrebbe il potere (questo si, vera forza delle masse di determinare il proprio destino e quindi mai abuso) di spazzar via le ingiustizie.
    Quegli “eroi che han combattuto in fabbrica per i nostri diritti” non hanno età, perchè il loro gesto lo hai, lo abbiamo collocato al di fuori del tempo in cui è nato, diventa un segno scolpito nella nostra coscienza, un valore di riferimento al cui confronto l’anagrafe è misera cosa.

  • Earth

    “Ma io vorrei evitare la contrapposizione vecchi contro giovani. Chi detiene le redini del potere (quello stesso “potere” che per il padre di Gavino è inscindibile dall’abuso) ha saldamente sotto controllo l’informazione e la usa con il solito criterio del divide et impera, ovvero creare surrettizie divisioni all’interno di un fronte che se compatto avrebbe il potere (questo si, vera forza delle masse di determinare il proprio destino e quindi mai abuso) di spazzar via le ingiustizie.”

    Hai ragione, ma oramai la maggioranza e’ andata, sara’ l’eta’, ma il loro potere di combinare guai aumenta di giorno in giorno, a tutti i vecchi che conosco dico sempre, non guardare rete 4 o perlomeno di cambiare quando c’e’ emilio fede. Niente da fare…
    Ai bambini puoi insegnarli cosa e’ giusto o e’ sbagliato, ai vecchi no ed hanno diritto di voto. Effettivamente ho parlato come contrapposizione tra vecchi contro i giovani ed ho sbagliato, ci sono anche quelli che capiscono, ma quanti sono? Il 5%?
    Rimane vero pero’ che questo mondo lo han rovinato loro e adesso non fanno niente per rimediare ai loro errori.

  • audreyalexis

    vi rimando tutti al video di Paolo Barnard “come morimmo”……tutto il resto e’ letteratura…….mi chiedo solo come mai,siano ancora fisicamente in vita i responsabili dei disastri finanziari,sociali,ecologici che stanno uccidendo il pianeta…..meno chiacchiere e più fatti,se ci fosse un terrorismo reale,che provvede ad individuarli ed eliminarli,non saremmo a questo punto…..la vita dovrebbe essere il semplice prezzo fatto pagare a chi,ogni giorno, toglie la vita……..su questo e null’altro dovremmo concentrarci