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UNA SOLUZIONE AFGHANA C'E': RIDARE IL PAESE AL MULLAH OMAR

DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

Le elezioni afgane, che i politici e i media occidentali avevano tanto enfatizzato, non solo sono state una farsa, com’era ovvio in un Paese occupato da 80mila soldati stranieri, dove è la stessa Commissione elettorale a manipolare i dati a seconda delle esigenze militari e politiche degli Stati Uniti, ma rischiano di trasformarsi in un boomerang. L’affluenza è stata bassissima. Meno del 50%, ammettono gli stessi osservatori internazionali, ma è un dato che va ampiamente decurtato perché, per i brogli, in moltissime sezioni, come risulta dai primi controlli, un’affluenza del 10% è stata trasformata in un 50%. Ma anche su coloro che sono andati effettivamente a votare non c’è da farsi illusioni. Una buona parte vi è stata mandata a forza dai capi clan locali per ritagliarsi una fetta di potere istituzionale negli anni che restano prima che i Talebani riprendano completamente il controllo del Paese. Un voto libero, individuale, democratico, come lo intendiamo noi, può essere solo quello andato a Ashraf Ghani, il più occidentalizzante dei candidati, non più del 2 o 3%.
Intanto i due candidati principali, il pashtun Hamid Karzai e il mezzosangue tagiko-pashtun Abdullah, si proclamano entrambi vincitori, accusandosi reciprocamente di brogli e non disposti ad accettare il successo dell’avversario. C’è il rischio di una guerra civile fra i tagiki dell’Alleanza del Nord e gli altri «signori della guerra» con cui Karzai, che non ha alcun seguito nè prestigio perché negli anni in cui i suoi connazionali si battevano contro i sovietici lui faceva affari con gli americani (e infatti nelle elezioni del 2004 fu imposto dagli Usa), si è alleato.

Una guerra civile in Afghanistan c’è già stata. Fra i «signori della guerra» per prendere il potere dopo la vittoria sui russi nel 1990. E durante quella guerra i leggendari comandanti mujaeddin, gli Ismail Khan, gli Heckmatjar, i Dostum, i Massud, e i loro sottoposti si trasformarono, in bande di taglieggiatori, di assassini, di stupratori che agivano nel più pieno arbitrio. La crescita del movimento talebano fu dovuta a questo. I Talebani, appoggiati dalla popolazione che non ne poteva più di quei soprusi, combatterono e sconfissero i «signori della guerra» e li cacciarono dal Paese riportandovi la legge e l’ordine, sia pur il loro ordine e la loro legge, la shariah. Nell’Afghanistan del Mullah Omar c’era sicurezza. Come mi ha raccontato Gino Strada, che vi ha vissuto, in quell’Afghanistan si poteva viaggiare tranquilli anche di notte. In quell’Afghanistan non c’era disoccupazione perché il Mullah, sia pur con qualche moderata, e mirata, concessione all’industrializzazione, aveva mantenuto l’economia di sussistenza. Non c’era corruzione per il semplice motivo che i Talebani facevano impiccare i corrotti. E dal 2000 non c’era neppure più traffico d’oppio perché il Mullah Omar aveva troncato la coltivazione del papavero. Sono esattamente gli obbiettivi che gli occidentali si sono proposti in Afghanistan senza centrarne uno. Ma quegli obbiettivi erano già stati raggiunti, dal mullah Omar, e sono stati distrutti proprio dagli occidentali che, per motivi puramente ideologici, per affermare la propria visione del mondo, hanno voluto la cacciata dei Talebani rompendo quell’equilibrio che l’Afghanistan aveva così faticosamente raggiunto.
     

Adesso che gli occidentali stanno perdendo la guerra («la situazione è grave e sta peggiorando» ha affermato Mike Mullen, capo di Stato maggiore Usa) farfugliano di una «soluzione politica». C’è una sola «soluzione politica» seria: chiedere scusa al Mullah Omar e agli afgani e sbaraccare, sperando che quell’uomo col suo prestigio, conquistato combattendo, giovanissimo, i sovietici, poi i «signori della guerra» e ora gli occidentali, con la sua indiscussa autorità morale, (all’apice del potere viveva con le quattro mogli e i figli in sette stanze) possa riportare l’ordine e la pace in Afghanistan. Se invece, cacciati gli invasori, questo non dovesse avvenire e i Talebani dovessero di nuovo battersi con i «signori della guerra», nel frattempo rafforzati dalle armi americane, vorrebbe dire che, oltre ad aver maciullato centinaia di migliaia di afgani, avremmo fatto perdere a quel Paese vent’anni riprecipitandolo nella situazione del 1990.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su “Il gazzettino” il 28/08/2009

VEDI ANCHE: MASSIMO FINI – I TALEBANI HANNO IL DIRITTO DI POTER SBAGLIARE DA SOLI

Pubblicato da Davide

  • ottavino

    Grande Massimo Fini!. Forza Talebani! Sloggiamo questi squallidi occupanti assassini della NATO!

  • clausneghe

    Caro Fini, più che per “motivi ideologici” le truppe dei volonterosi maccellai, sono andate in Afghanistan per ripristinare il mercato dell’eroina (oppio-morfina-eroina) che il mullah aveva davvero stroncato. Senza troppe resistenze pare, in quanto i coltivatori Afghani non usano l’oppio e quindi non ne sono dipendenti, si limitano , pensate, ad usare del papavero solo i semi, che non contengono alcaloidi, mangiandoli seccati, considerandoli una vera leccornia…
    Oppio, piper line e geostrategia, altro che principi e palle del genere sono andati a difendere, anche i nostri “bravi ragazzi”…
    A proposito, sapete che Luca li “annichilisce” ancora?
    Cmq, sono più che convinto che la guerra è persa sia lì che in Iraq, si preparino al canonico “guai ai vinti” anche i nostri governucchioli tipo Fini (quell’altro) La Russa, Berlusca e compagnia sbraitante.

  • mendi

    Sì, forza talebani e viva sempre il Mullah Omar, un autentico eroe.

  • victorserge

    viva il mullah omar…….mah; per me i taleban sono dei fanatici.
    in ogni caso, dal comodo della mia poltrona di casa affermo che è meglio un talebano al governo che i soldati nato in guerra, perlomeno la si finisce con le carneficine che non è poco.
    poi che se la vedano gli afghani a liberarsi a loro volta dai talebani, se lo vogliono.
    cmq senza l’aiuto nostro, perché sappiamo che l’aiuto nostro è sempre interessato.
    non siamo mica ai tempi della guerra d’angola con i cubani al fianco dei partigiani marxisti……loro almeno combattevano per l’ideale socialista.

  • vic

    Sicuri che non centri anche un eventuale oleodotto?

    Quando c’e’ puzza di petrolio, arrivan sempre le grandi forze occidentali.

    Ah, il papavero. Smettiamo di consumare droghe e il mercato crolla!
    C’est si simple que ça!

    La NATO e’ in Afghanistan perche’ qualcuno ha approvato la modifica degli statuti “difensivi” originali. Bastava non approvarli, oppure prendere la palla al balzo e uscire dalla NATO. De Gaulle lo fece a suo tempo.

    Anche da questi episodi si legge l’acume dei politici.

    Saluti

  • vimana2

    Nn avrei mai pensato di dirlo ma lo dico: forza talebani!
    Chissà che da loro parti un movimento di orgoglio mussulmano e che l’europa abbassi la cresta e si schieri contro gli USA!

  • clausneghe

    Ehm.. Ho alcuni errori di orto , ma non sapendo editare correggo postando… macellai , pipe-line (oleodotto) governantucoli…
    Scusate

  • marcello1991

    tanto per dire che in iraq la guerra sarà anche persa ma la “colonizzazione” economico-finanzaria è stata vinta già da molto e questo è quello che ha interessato veramente. Qualsiasi nuovo governo in Iraq avrà le mani legate nell’attuare qualsiasi scelta economica finanziaria di indipendenza dalle varie multinazionali e governi che hanno partecipato allo smembramento.

    Marcello

  • tersite

    ..per i media sono state elezioni regolari…aggiungerei che molti dei soldati impiegati in medioriente sono in realtà dei detenuti americani con promessa di sconto della pena, che disastro! (e naturalmente non ci mandano quelli che hanno truffato il fisco..)

  • vic

    Cosi’ rispose George W. Bush Jr. durante la prima campagna presidenziale, alla domanda dell’intervistatore televisivo.

    😉

  • BarnardP

    Fini ha il diritto di esprimersi su ciò che vuole. Anche io ho il diritto di scrivere di, ad esempio, la dialettica di Cesare Pavese. Ma scriverei verosimilmente delle stupidaggini. Fini qui ne ha scritte non poche, forse più propriamente delle bestialità, sui Talebani (e ora non sbraitate che dovrei spiegarle, perché dovrei scrivere un mezzo libro e non è questo il luogo). La sua visione del movimento talebano fa ridere, per non piangere sulla sua ignoranza abissale della loro genesi e condotta reale (una corruttela spaventosa, traffici di droga e inciuci proprio con i petrolieri americani, e una “sicurezza per le strade” assimilabile alla sicurezza nei vialetti di Auschwitz). Le opinioni di Gino Stada sono notorie in merito, e di nuovo, se uno è un bravo medico non è detto che sia un genio della politica.
    Il problema è sempre lo stesso: tutti vogliono pontificare su tutto, senza neppure fare la fatica di leggersi il Bignamino dell’Afghanistan, non dico studi autorevoli, per carità. Io ho speso una vita ad attaccare le potenze oocccidentali, e Israele, ma non per questo sposo di default la feccia dell’umanità. Paolo Barnard

  • vic

    Ai tempi del diluvio, Yehovah, ritenne che tutta l’umanita’ fosse una feccia.

    E se fossimo rimasti al palo? Il famoso palo di Barnard.

  • mendi

    Barnard di feccia se ne intende.

  • Drachen

    Barnard, non ci vuole nessun bignamino per capire il relativismo culturale.
    stai facendo lo stesso errore delle potenze occidentali, in ottica ideologica ovviamente.
    i talebani sono feccia per te, ma è evidente che non lo sono per
    la maggioranza del paese.
    tutti i giudizi di merito sono giudizi che poggiano sulla nostra morale,
    non sulla loro.

  • Drachen

    perchè l’Occidente non è fanatico nel suo incensare lavoro, produzione, denaro, consumo, democrazia, liberismo, ecc ecc? ad ognuno i suoi fanatismi, e che viga il concetto di non interferenza.
    gli afghani hanno portato i talebani al potere, non credo glielo toglieranno in un futuro prossimo.

  • Shardana

    Io non so se i talebani siano la feccia dell’umanità, se siano buoni e bravi o sporchi, brutti e cattivi; ma non mi sembra questo il punto. Quello che è innegabile è che essi godano del sostanziale appoggio di gran parte della popolazione afghana, e che senza la presenza delle truppe di occupazione essi tornerebbero al potere forti di questo appoggio. Posso anche essere disgustato da certe pratiche dei talebani, ma chi sono per andare a dire agli afghani come si debbano comportare? Ogni popolo entro i propri confini si da le leggi che più gli aggradano, o non è questo il principio di autodeterminazione?

  • Drachen

    commento perfetto. condivido.

  • ottavino

    La “feccia” dell’umanità è l’occidente. L’occidente è la “feccia” dell’umanità. Però bisogna avere occhi per vederla….non occorrono libri……

  • g10rdan0

    Dipende da come queste leggi siano state “approvate”.
    Se si parla della Shari’a, beh, signori, alla faccia della legge approvata!
    La storia Afghana è fatta di dominazioni, guerre fratricide e se solo si facesse un passo indietro fino all’avvento del movimento “culturale” talebano, si noterebbe quanti passi indietro i talebani hanno imposto alla società afghana, sia in termini culturali, sia in termini umanistici.
    L’autodeterminazione è sì la possibilità data al popolo di legiferare, ma questo non è quello che è accaduto sotto il regime talebano al popolo afghano. E’ tanto semplice…

  • Shardana

    La Shari’a non è una legge approvata dal popolo nel senso che noi diamo al termine, questo è chiaro, essendo una legge coranica. Ma ciò di per sè non vuol dire che il sentimento del popolo afghano non sia più in sintonia con una legge di origine religiosa che con una che derivi da altra fonte.
    Nel 1799 nel sud Italia i sanfedisti si sollevaronno contro i francesi e la repubblica giacobina portatrice di “libertà” e “uguaglianza” per appoggiare l’oscurantista Chiesa e i Borboni. Le truppe sanfediste erano composte quasi interamente di contadini che preferirono i “reazionari” rispetto ai “rivoluzionari” proprio perchè visti come antireligiosi. Solo col tempo e se gestito dagli afghani in prima persona può darsi un superamento dei talebani, sempre che essi lo ritengano necessario.

  • Drachen

    approvate? ma la cultura afgana non necessita di approvazione. l’approvazione è un concetto democratico e non c’entra niente con gli afgani.
    non si possono usare i parametri della ns. cultura sulle altre, lo capite o no?
    si la storia afgana è fatta di guerre da cui i talebani sono usciti vincitori grazie all’appoggio popolare.
    l’autodeterminazione non ha nulla a che fare con la legiferazione e non ha nulla a che fare con la democrazia.
    l’autodeterminazione è semplicemente il diritto di un popolo a vivere come meglio crede, anche non democraticamente.

  • g10rdan0

    “Il diritto di un popolo a vivere come meglio crede” è un concetto che non può prescindere da una base democratica, nel senso politico ed etimologico del termine.
    Se si indica quindi con l’autodeterminazione il processo che porta un popolo a stabilire le leggi che governino i rapporti sociali nei suoi propri confini, dalla democrazia non si può prescindere.
    A meno che si dia ad essa un significato che trascende l’etimologia, rischiando di svuotare di conseguenza il significato di ciò che da essa prende forma.

    Che poi la cultura afghana sia differente, è un fatto.
    Ma, scusate se mi ripeto, se si parla di autodeterminazione, si deve tenere conto da dove essa nasca, prenda forma e si attui nello specifico.
    Nel caso dei talebani e delle regole sociali da loro imposte fino all’arrivo della NATO e dei terroristi occidentali, parlare di autodeterminazione dei popoli sa un po’ di bestemmia, considerando che, se il popolo ha appoggiato la guerra “partigiana” del Mullah Omar e dei talebani, ciò non implica ne abbia appoggiato la politica sociale.

    Ora, diversamente da prima, penso di essere stato un po’ meno oscuro nello spiegare perchè sono più d’accordo con Barnard che non con Fini, che stimo comunque.

    P.S. Nessuno di noi può dire se la deriva teocratica del potere talebano applicata al sociale, sia stata largamente approvata dal popolo afghano o semplicemente imposta con la forza. Nemmeno le parole di Massimo Fini o di Gino Strada, anche loro conoscitori superficiali -per ovvie ragioni che esulano dalla loro esperienza- della cultura e della società afghana, possono darci questa sicurezza.

    P.P.S. Un popolo, può certamente autodeterminarsi e decidere di vivere anche non democraticamente, come lei dice; resta da capire come la massa (quindi il popolo) riesca a farlo, prescindendo della seppur breve parentesi democratica che abbia portato a tale “libera” scelta.

    Un ossimoro nei termini e nei modi, mi sembra.

  • Drachen

    falso. falso. ed ancora falso.
    i nativi americani sono l’esempio lampante di come il concetto che un popolo per vivere come meglio crede non ha necessariamente bisogno della democrazia.
    questa è una bella favoletta che noi occidentali continuiamo a raccontarci. son tutte balle.
    molta gente della democrazia non sa che farsene. questa è la realtà delle cose.
    ma cosa vuol dire poi quello che stai dicendo sul Mullah? se domani ti facessero la guerra in casa perchè secondo gli USA il popolo italiano non condivide la politica sociale di Berlusconi secondo te sarebbe lecito?
    il fatto che nessuno possa dire se una politica sociale sia condivisa o no, non ammette 1) un intervento armato 2) un’interferenza negli affari interni di un altro paese.
    il tirannicidio è sempre ammesso se esiste un tiranno. i popoli sono perfettamente in grado di liberarsi da soli. questo da sempre.
    la democrazia invece, da quel che mi risulta, i tiranni li ha sempre creati (Mussolini e Hitler furono ELETTI).

  • ottavino

    Ma se tu vai lì, la tua sola presenza modifica “il diritto di un popolo di scgliersi il modo di auto-governarsi”. Ora tu dici: “Nel caso dei talebani e delle regole sociali da loro imposte fino all’arrivo della NATO e dei terroristi occidentali, parlare di autodeterminazione dei popoli sa un po’ di bestemmia, “. No, non è una bestemmia. Se loro sono abituati a prendersi a cannonate e lasciare che chi vinca governi, cosa vai ad intrometterti in questo loro modo?. Tanto più che non attaccaano nessun popolo confinante. Sono stati gli occidentali che (con la scusa dell’11/9 e sappiamo com’è andata) li hanno aggrediti. Facciamo chiareza per favore!! Sennò poi creiamo un’altra Palestina!! Dove ci ritroviamo a commentare quello che accade oggi senza osservare la genesi del fenomeno. Poi dici:” Nessuno di noi può dire se la deriva teocratica del potere talebano applicata al sociale, sia stata largamente approvata dal popolo afghano o semplicemente imposta con la forza. Nemmeno le parole di Massimo Fini o di Gino Strada, anche loro conoscitori superficiali -per ovvie ragioni che esulano dalla loro esperienza- della cultura e della società afghana, possono darci questa sicurezza.” Infatti, è proprio perchè questo non è importante che la penso così!!!! Se in un posto c’è una dittatura, BENE!! EVVIVA! Che in quel posto ci sia una dittatura! Bisogna ESULTARE DELLA DIVERSITA’…capisci?

  • Shardana

    Bisogenerebbe stabilire cosa significhi democrazia. La definizione che tu dai è meramente procedurale: quello che conta è il processo tramite al quale si arriva alla formazione delle leggi e non tanto il consenso che si può esprimere in molti modi.

    Scrivi: “Nessuno di noi può dire se la deriva teocratica del potere talebano applicata al sociale, sia stata largamente approvata dal popolo afghano o semplicemente imposta con la forza.”

    Chiaramente le mie argomentazioni non hanno come fonte una conoscenza empirica della realtà afghana, ma sono frutto di considerazioni di ordine logico: 1) in Afghanistan esiste una resistenza guidata dai talebani che a detta degli stessi comandi militari occidentali è sempre più forte. Le truppe occidentali non controllano un bel niente se si esclude il centro di qualche grande città, e tutto ciò nonostante le enormi differenze negli armamenti. Evidentemente questi “terroristi” devono godere dell’appoggio della popolazione per potersi nascondere e agire, e questo appoggio da cosa deriva se non dal fatto che l’occupazione straniera è riuscita a peggiorare le condizioni di vita anche rispetto all’epoca talebana? A meno che non vogliamo credere alla vulgata dei media che ci raccontano che essi prosperano solo grazie al terrore. Non esiste regime nella storia dell’umanità che si sia basato solo sul terrore. 2) Quando gli americani occuparono l’Afghanistan misero una taglia sulla testa del Mullah Omar e nonostante con quei soldi ci si potesse comprare mezzo paese non si è trovato nessuno che vendesse il Mullah. Deve stare proprio sulle scatole agli afghani…

  • BarnardP

    Sono Barnard. Nel mio scritto ‘L’Informazione è noi’ ho condannato in chiari termini proprio il principio dell’interferenza culturale/politica occidentale negli affari afghani, di cui, vi ricordo, Gino Strada fu invece un feroce sostenitore (caso Hanefi e gli sbraiti di Gino “giustizia all’occidentale qui ora subito!” rivolti agli afghani). Ma riscontro che ancora purtroppo molti compiono l’errore di trasformare il disgusto per l’imperialismo USA in sgangherate prese di posizione a favore di chiunque vi si opponga. Questo comporta delle grossolane cecità , come quella di dire che i Talebani godono dell’appoggio degli afghani. Gli afghani non sono un popolo, sono gruppi etnici differenti fra loro come gli italiani e i finnici. Impossibile che un Hazara o un Tagiko afghano sostengano un Pashtun talebano. I Talebani non hanno nulla di afghano ormai, a partire dalla loro fede islamica che è tanto afghana quanto la Coca Cola: essi sono Wahabi, cioè di ispirazione saudita, assolutamente alieni a qualsiasi cosa nata in centro Asia. Inoltre sostenere che gli afghani hanno abbracciato i Talebani per l’ordine che hanno portato dopo la guerra civile degli anni ’90 è una mistificazione. La società afghana, già ampiamente laicizzata nei 30 anni precedenti, ha solo accettato il placarsi delle atrocità dei signori della guerra per mano talebana così come chiunque di noi invocherebbe la proverbiale padella rovente piuttosto che stare nella brace. Ma di cosa parliamo? Di libera scelta? Ma via!
    Trovo scandaloso che molti di voi, e Fini in testa, pur di avversare l’Occidente e i suoi ‘odiosi designati’, siano disposti a immaginare gli afghani e le afghane nelle mani di altri mostri rivoltanti, e che ne tessiate pure le lodi. Fini qui inanella delle imbecillità sconcertanti, come quel suo “I TALEBANI HANNO IL DIRITTO DI POTER SBAGLIARE DA SOLI”. Ma che diritto? Come dire, Pol Pot aveva diritto di sbagliare da solo. Sbagliare sulla vita e il sangue di esseri umani che non li hanno mai voluti, eletti, o che non hanno uno straccio di diritto di metter bocca nel loro destino? Bravi, che bella scuola di giustizia internazionale avete fondato. P.B.

  • renatino

    MA perchè in afghanistan ci sono solo i talebani?! A me non risulta.
    Non sono nè con gli alleati nè con i talebani. Ma che idiozie!! Mi viene in mente quella canzone di carosone, tu vo fa l’americano (o il talebano che è uguale) ma sei nato in italy!! E questo mi fa pensare se al posto di berlusconi avevamo veltroni o prodi. Pensate che il contingente italiano non sarebbe fatto rimanere lo stesso, con le stesse regole d’ingaggio?! Per me si. Lo vuole anche il popolo italiano che è andato a votare in massa per loro. A questo punto il mio ultimo problema sono proprio i talebani e/o gli americani. Ma gli italiani che continuano ad andare a votare.

  • Shardana

    Caro Barnard,

    sul fatto che gli afghani non siano un popolo, ma un miscuglio di etnie diverse non ci piove, il termine è utilizzato solo per comodità. Essi sono fortemente influenzati dal credo wahabi, ma non sono wahabi come Usama Bin Laden.

    Un’altra cosa poi vorrei sapere da Lei: posso essere in linea di principio anche d’accordo che gli afghani meritino qualcosa di meglio degli americani e dei taliban, ma sa benissimo anche Lei che se domani gli occupanti levassero le tende dal paese a prendere il potere sarebbero i taliban. E’ quindi favorevole a che il regime di occupazione che miete centinaia di vittime civili al giorno permanga in Afghanistan? Al momento il male minore sono i taliban, poi saranno gli afghani a sbarazzarsi di loro nei modi e nei tempi propri della loro Storia.

    Distinti saluti, con stima immutata.

  • ottavino

    Troppo difficile avere idee chiare su quello che sarà il futuro dell’Afghanistan (o del mondo in genere). La nostra impotenza in merito è totale. Non sappiamo se costerà sangue, se ci saranno genocidi, ecc. Invece è semplice rimanere ai fatti: c’è un paese (della gente, delle tribù) aggredite e un aggressore. Questo aggressore non ha alcuna giustificazione per il suo comportamento, se non la sete di potere economico, militare, ecc. Ed è soltanto la cecità, l’insensibilità, la degenerazione morale di tutto l’occidente, che può portare ad approvare questo comportamento. Una profonda e ormai radicata mancanza di ogni attributo umano, può far succedere una cosa come questa. E questa attitudine si rivela peggiore di quella di Pol Pot. Infatti Pol Pot era uno (stupido), ma gli occidentali sono 1 miliardo (stupidi).

  • ottavino

    In pratica l’occidente deve fare una cosa sola: autocritica. E poi autocritica e poi ancora autocritica. Non ha altri diritti. Figuriamoci avere idee di giustizia internazionale….l’occidente è un disastro totale…nessuno se ne rende conto, ma è così. Vedersi allo specchio non è facile…e poi rischi di spaventarti….

  • clausneghe

    Ma, per fare quarantadue passi indietro, lo sapete voi che “taleban” significa e indica (indicava) = studente teologo=?
    Quindi, già il termine usato dai media per indicare i combattenti opponenti è cannato di suo, figuriamoci il resto…
    Che esistano così tante “madrasse” da sfornare in continuazione “insorgenti”? Ma vvia..
    L’Afghanistan è un agglomerato tribale da sempre analfabeta, pastore e guerriero.
    Dove le nostre leggi e usanze non valgono, giustamente, e al polo ci giocano con una tetsa di capra, tanto per dire…
    I feroci signori della guerra locali sono ritornati al fianco dei “volonterosi”
    per fare affari, come il fratello del fantoccio Karzai che sussuri e grida indicano come il maggiore commerciante di oppio, per dire..

  • pardrama

    Probabilmente hai ragione, è sicuramente l’opzione più conveniente per diminuire il numero di vittime e riportare l’ordine nel paese (l’ordine non la pace).
    Da un punto di vista molto pratico sono d’accordo con te.
    E poi si sa che gli Americani escono con l’esercito solo se hanno almeno un secondo fine.

    MA MI FA SCHIFO CHIUNQUE HA IL CORAGGIO DI SCRIVERE “VIVA I TALEBANI”
    siete o degli stupidi o delle bestie.
    rappresentano tutto ciò in cui una persona “ragionevole” dovrebbe credere

  • pardrama

    Hai fonti valide e confermate per quello che dici sui soldati con sconto di pena?
    No non è per fare il pro-Usa. Voglio solo sapere se è vero o no

  • Hassan

    Ottimo, coraggioso e pragmatico l’articolo di Massimo Fini. Ecco finalmente un giornalista che non fa del cerchiobbotismo e non gira intorno alle questioni, per fare il buonista a tutti i costi dicendo “abbasso l’imperialismo e abbasso i talebani”. O l’uno o l’altro, si decidano i falsi indecisi… attualmente i Talebani sono il MALE MINORE. Altrimenti poi non ci si lamenti di altri 1000 anni di imperialismo americano…

  • Hassan

    E’ gente nata in un contesto di guerra, che hanno visti i nonni, i padri, i fratelli combattere, e sono cresciuti facendo solo quello. Adesso si oppongono all’imperialismo USA, come nessun altro sta facendo al mondo. Questo basta e avanza per dire W i Talebani, o W i Patrioti Pashtuns o W i Mujahedeen Afghani. Comunque tu li voglia chiamare.

  • tersite

    2 testimoni oculari in missione umanitaria (….ovviamente finanziata dalla cia) chhe si chiama ‘smile train ‘. Ma dopo tanti anni di guerra e occupazione è inevitabile che vengano chiamati al fronte pure ergastolani e criminali vari.

  • marcello1950

    LA SOLUZIONE C’E’

    BISOGNA RIDARE L’AFGANISTAN AGLI AFGANI CIOE’ ALLE TRIBU CHE SONO IL VERO POTERE AFGANO.
  • pardrama

    Posso capire il contesto in cui loro sono nati. Se fossi nato nella stessa situazione, non so dire cosa farei/penserei, agirei nello stesso modo? possibile, ma non certo.

    Cmq non esistono solo talebani in Afghanistan, vedi lo scrittore Hosseini Khaled.

    Probabilmente il popolo afghano non è pronto per la democrazia come lo è quello Iraniano.

    La cosa triste è che la ragione non sta da nessuna delle 2 parti.

    La libertà prima di tutto, dall’ignoranza, dai poteri economici, politici e sopratutto religiosi.

  • Bigrex

    Sono d’accordo con il commento di Barnard: non si può, per andare contro quella che è sicuramente un’ingiusta e sanguinosa occupazione dell’Afganistan da parte dell’occidente, dire che i talabani sono un faro di buon governo. Sicuramente quando loro erano al governo potevi girare liberamente per le strade…. a patto di avere la barba lunga di non parlare ad alta voce, di non ascoltare musica o leggere altro che il corano e soprattutto a patto di non essere una donna. Continuo a leggere commenti che dicono che la stragrande maggioranza degli afgani sono dalla parte dei talebani: vogliamo dire (e non sono sicuro nemmeno di questo) la stragrande maggioranza di metà (quella maschile) degli afgani?
    Prima della caduta del governo di Najibullah l’Afganistan era un paese laico con ampie libertà di espressione, di studi e di comportamenti.
    Con i talebani non c’era più nulla di tutto questo. Anche la Germania di Adolf Hitler era uno stato estremamente sicuro e soprattutto efficente non di meno il nazismo non era certo una forma di governo da additare ad esempio o da rimpiangere.
    Vogliamo dire che i talebani potrebbero essere il male minore? Può essere (senza troppa convinzione) ma spero per quel paese qualcosa di meglio, e comunque non mi sentirete mai dire: forza talebani.

  • Bigrex

    Sono d’accordo con il tuo commento: non si può, per andare contro quella che è sicuramente un’ingiusta e sanguinosa occupazione dell’Afganistan da parte dell’occidente, dire che i talabani sono un faro di buon governo. Sicuramente quando loro erano al governo potevi girare liberamente per le strade…. a patto di avere la barba lunga di non parlare ad alta voce, di non ascoltare musica o leggere altro che il corano e soprattutto a patto di non essere una donna. Continuo a leggere commenti che dicono che la stragrande maggioranza degli afgani sono dalla parte dei talebani: vogliamo dire (e non sono sicuro nemmeno di questo) la stragrande maggioranza di metà (quella maschile) degli afgani?
    Prima della caduta del governo di Najibullah l’Afganistan era un paese laico con ampie libertà di espressione, di studi e di comportamenti.
    Con i talebani non c’era più nulla di tutto questo. Anche la Germania di Adolf Hitler era uno stato estremamente sicuro e soprattutto efficente non di meno il nazismo non era certo una forma di governo da additare ad esempio o da rimpiangere.
    Vogliamo dire che i talebani potrebbero essere il male minore? Può essere (senza troppa convinzione) ma spero per quel paese qualcosa di meglio, e comunque non mi sentirete mai dire: forza talebani.

  • g10rdan0

    L’acrimonia non aiuta il dibattito sereno, così come non aiutano i pregiudizi pre-lettura di un sunto di qualsiasi forma e indirizzo, quindi calmiamoci.

    Non ho assolutamente scritto che il popolo afghano abbia bisogno -nè l’abbia mai avuto- di un intervento di “esportazione della democrazia” ad opera di chi la democrazia -storicamente e filosoficamente- ha scombinato, anzi: sono contrario da sempre all’intervento esterno non richiesto di chiccessia in qualsiasi paese.
    E quanto io ho scritto, il mio ragionamente sull’espressione “ autodeterminazione dei popoli [it.wikipedia.org]”, non voleva far passare la presunzione di verità, quindi ritengo l’accusarlo di falsità, un atto non pertinente: era un’idea che partiva dall’espressione di cui si sta discutendo, una riflessione.
    Può una riflessione essere indicata come falsa? Non credo.

    Tornando al discorso, io ho solo scritto che, se si parla di “autodeterminazione” di un popolo -e quindi di una massa- ritengo si stia parlando di un processo “democratico” nei termini.
    E’ un discorso che esula dalla democrazia come la intendiamo noi, ma -scusate se mi ripeto- se si parla di AUTODETERMINAZIONE di un popolo, bisogna fare i conti con un processo che, se effettivamente attuato e determinato, non può prescindere da una forma di potere -anche temporaneo- esercitato dal popolo tutto, il quale alla fine (in un secondo momento) decide (determina, quindi si autodetermina) quale organizzazione socio-politica scegliere per il proprio paese.
    Se questa viene invece imposta, l’autodeterminazione -questa sì- è una balla colossale.

    Ora, va bene essere alternativi, essere anti-occidentali (lo sono pure io!), essere “contro”, ma anche l’essere contro richiede spirito critico, sebbene si stia commentando amati e stimati opinionisti/giornalisti del calibro di Massimo Fini e -a modo suo- di Paolo Barnard, rappresentanti ante-litteram del, per dirla con Benoist, Pensiero Ribelle.

  • g10rdan0

    Ma io CAPISCO ed ESULTO DELLA DIVERSITA’, anzi sono convinto essa costituisca accrescimento culturale per i popoli; ma non posso esimermi dal pensare che, nei casi delle dittature, delle teocrazie -o di altre forme di governo illiberali- la diversità significa morte per altre persone o il calpestamento dei loro diritti di essere umani. Così come, questo è il caso dell’Afghanistan, l’intervento armato straniero.

    Scusate se ora sarò duro, ma permettetemi di dire che siete voi che non avete capito ciò che io ho scritto o che avete dato ad esso significati che non ha: io non sono favorevole ad alcun intervento esterno, nè mai lo sono stato e non ho mai scritto di esserlo; sono anti-sionista, anti-liberista, anti-democratico (sebbene sia il minore dei mali, nelle organizzazioni politiche che la storia ci ha insegnato) quando la democrazia si palesa nelle forme che noi conosciamo e assolutamente anti-interventista.

    Leggendo le vostre risposte ai miei commenti, invece sembra io sia un interventista, democratico, americano-liberista convinto (o illuso). Quindi delle due l’una: o io scrivo male e nel caso me ne scuso; oppure si presta poca attenzione a quanto si legge, rispondendo un po’ troppo impulsivamente.

  • g10rdan0

    Beh, vero.
    Si può quindi partire dal suo significato etimologico, il quale indica che la democrazia è il potere del popolo.

    Nel secondo termine, autodeterminazione dei popoli, stando a wikipedia, Il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l’indipendenza, associarsi a un altro stato o comunque a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico.
    La mia domanda è: in che modo un popolo può decidere quanto sopra, se non è parte integrante di quella decisione, se non viene investito del potere di determinare e di determinarsi?
    Il mio discorso verteva proprio su questa riflessione e l’unica risposta a cui sono arrivato è: se il potere/possibilità data ad un popolo di decidere della sua politica viene formalmente applicata, siamo di fronte ad una decisione di tipo democratico, nei termini e nelle procedure; quindi, per un principio logico, l’autodeterminazione dei popoli, per affermarsi in quanto tale abbisogna imprescindibilmente di un processo di democrazia applicata.

    E’ una riflessione, sarà fallata, sarà superficiale, ma è pur sempre qualcosa che se si basa sui termini, fila.

    Che poi democrazia, principio di autodeterminazione dei popoli, uguaglianza e umanismo siano concetti troppo labili per incontrare il favore della realtà, non ci piove; ma stiamo riflettendo, stiamo discutendo, non lasciamo nulla di intentato e poniamoci tutti -me compreso, Barnard compreso, Fini compreso- nel modo più umile e aperto possibile agli altri e discutiamo!

    Stando al tuo ultimo punto, la logica non ti tradisce: nessun regime s’è mai imposto con il solo terrore, ma c’è stato un momento in tutti i regimi in cui il terrore è stato l’unico potere giuridico.

    Può darsi che il popolo afghano preferisca il terrore talebano, fatto delle sue assurde regole, che il terrore occidentale, fondato sul caso: ma augurarsi che un terrore prenda il sopravvento su un altro, è decisamente esagerato!

  • Shardana

    Ti ringrazio per le considerazioni fatte. Purtroppo anche su questo sito, che pure porta in evidenza quella frase di Voltaire, al dibattito civile e al rispetto delle opinioni altrui sono preferiti gli insulti personali e la denigrazione delle idee altrui. Fa piacere che ci siano persone come te con le quali si può discutere senza insultarsi.

    Tornando a quanto hai scritto io personalmente credo che non esista la Democrazia (con la maiuscola) ma le democrazie (con la minuscola), vale a dire diversi modi attraverso il quale il popolo riconosce e sancisce come legittimo un certo potere. Capisco che è una definizione un po’ vaga e scarna, ma i dibattiti sulla democrazia hanno riempito gli scaffali delle biblioteche e affrontarlo in poche righe è un’impresa fuori dalla mia portata. Concludo precisando che io non mi auguro che un terrore prenda il sopravvento su un altro, ma se ragioniamo sul caso concreto dell’Afghanistan dobbiamo ammettere che siamo davanti ad una scelta: o stiamo con le truppe di occupazione, o con chi le combatte, e in questo senso non possiamo sottacere che il ruolo dei talebani sia preminente. Che mi stiano simpatici o meno conta poco, ma la precondizione per un autodeterminazione dell’Afghanistan, anche democratica come auspichi, è la cacciata degli occupanti.

  • g10rdan0

    Beh, ragionandovi logicamente sì. Quello che ritengo manchi nell’articolo di Fini è un auspicio sul futuro di tale nazione: che sia in grado, una volta liberatasi dall’occupazione occidentale attuale, di affrancarsi anche dall’occupazione culturale talebana.

    Da un intellettuale mi aspetto anche questi distinguo, non solo quanto da lui scritto.

  • g10rdan0

    Assodato, appurato e concordato tra di noi che il popolo afghano -come qualsiasi popolo della terra, stando al principio di “autodeterminazione dei popoli”- meriti di liberarsi dall’attuale occupazione violenta delle forze NATO, quello che io mi chiedo è: può un signor Massimo Fini, giornalista, opinionista, direttore politico di un periodico, quindi uno dei pochi riconosciuti e stimati pensatori del nostro paese, lasciarsi scappare un articolo così -in cui i distinguo sono lasciati a chi solo conosce un po’ della storia afghana, le divisioni interne della sua popolazione e affini- per poi pontificare sul suo periodico -sulle testate a cui collabora- sulla mancanza di una informazione libera, corretta, capace e coscienziosa nel suo ruolo di mass medium, senza rischiare di apparire fuori luogo e senza mandare a puttane decenni di reputazione giornalistica?!

    Può in qualità di quanto sopra inneggiare onestamente ai taliban senza alcun distinguo, senza alcuna condizione?!

    E ancora, può sostenere quanto sopra senza rischiare di sputtanare la lotta del “pensiero ribelle”, per sua natura debole e difficile da radicare rispetto al “pensiero conforme”, a causa di cotanta acritica ignoranza storica e politica?

  • maremosso

    Gli Statunitensi sono in Afghanistan per i seguenti motivi:
    – qualche giacimento di petrolio e gas nel sottosuolo
    – l’avvicinamento fisico alle riserve ben più consistenti del Turkmenistan
    stimabili attorno al 10% di quelle globali
    – l’eventuale costruzione di gasdotti e relativo controllo dello sbocco
    verso l’oceano indiano in alternativa alle condotte in territorio russo
    – l’insediamento permanente di basi militari per minacciare Russia,Cina,Iran,India ed organizzare rivoluzioni filoccidendali in Uzbekistan, Kirghizistan, Pakistan e paesi della fascia locale turcomanna in genere.

    I pretesti sono i soliti: mancanza di democrazia, diritti delle donne, presenza di terroristi, alfabetizzazione ed aiuto allo sviluppo, contrasto al commercio di droga, insomma tutti gli ingredienti per il genocidio umanitario affiancati dalla sempre più allineata unione europea.
    I Talebani si oppongono per due ragioni. Innanzitutto perchè prima comandavano loro e non fa mai piacere perdere il potere. Secondariamente perchè una parte di essi non sono Talebani D.O.C. bensì scorbutici combattenti delle tribù locali che non si accontentano della Playstation e della democrazia imposta, ma si stanno mostrando sorprendentemente indispettiti se i soldati della Nato hanno mitragliato loro l’harem, stuprato la cognata, avvelenato l’orticello col napalm, spellato il cane col fosforo bianco, fatto nascere deforme il figlio mediante le nanoparticelle di uranio impoverito, bombardato un centinaio di parenti alle festa di matrimonio ma involontariamente, ucciso bambini e amici per strada, torturato, rovinato ed umiliato tutta la variegata popolazione afgana. Non si sa come finirà ma soprattutto quando finirà. Una sola considerazione. Per uno che non ha mai votato nè comunista nè socialista in tutta la sua vita, essere costretto a simpatizzare e solidarizzare con tutti i regimi autoritari, teocratici e dispotici del mondo perchè in questo momento, paradossalmente, rappresentano le istanze libertarie contro l’oppressione, è significativo di quanto schifo e repulsione susciti la politica americana.
    Negli anni ottanta speravo cadesse il muro di Berlino. Visti i risultati lo rimpiango.