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UNA RIVOLTA ANTIMODERNISTA

DI MASSIMO FINI

Quella della Val di Susa non è una rivolta ecologista. È una rivolta localista, antiglobalista, antimodernista . Può anche essere che la Tav non abbia quell’impatto ambientale che molti temono. Ma il punto non è questo, non è più questo. È che la gente si è stufata di vedersi passare sopra la testa decisioni che, oltre a toglierle i propri tradizionali punti di riferimento, arricchiscono in astratto la Nazione, ma impoveriscono in concreto le persone, dal punto di vista esistenziale ma, da qualche anno, a causa della globalizzazione, cioè della spietata competizione fra Stati, anche da quello economico. E non ha nessuna intenzione di “mettersi il cuore in pace”. Quel che interessa, in Val di Susa come altrove, non è collegarsi sempre più velocemente col mondo intero, ma avere una vita più semplice, più serena, più equilibrata, più coesa, più umana, anche se, eventualmente, più povera. Poco importa che la sinistra, che a suo tempo ha approvato la Tav, ora cerchi di strumentalizzare la situazione. Perché la rivolta della gente della Val di Susa è contro le oligarchie politiche, tanto della destra che della sinistra, e quelle economiche, che sono le uniche a trarre sicuramente dei vantaggi da un’opera colossale come la Tav. Ed è completamente fuori strada il Governo quando addebita la rivolta agli “anarchici insurrezionalisti”. Non si può delegittimare una rivolta che vede uniti sindaci e assessori di ogni colore politico, parroci, operai, impiegati, pensionati, donne, casalinghe, ragazzi, cioè l’intera Val di Susa, con argomenti alla Bush. Quella della Val di Susa è una rivolta antimodernista .

È significativo che questa gente, fino a ieri pacifica e ubbidiente, abbia scelto, per chiamarsi a raccolta, uno strumento antico come le campane delle chiese. Si vuole tornare alle dimensioni del villaggio, a comunità più piccole, più controllabili dove le persone abbiano almeno l’impressione di decidere da sé il proprio destino. Dice: ma l’interesse nazionale? In un mondo globalizzato non esistono più interessi nazionali ma solo lontanissimi interessi globali ai quali i primi sono subordinati. Inoltre, come ho cercato di spiegare in un paio di articoli, l’Occidente, con gli attacchi alla Jugoslavia e all’Iraq, ha commesso il formidabile errore di abbattere il principio di sovranità nazionale abbattendo però, con esso, anche quello di appartenenza nazionale. Se esistono valori sovranazionali superiori a quelli nazionali ciò vale sia nel grande che nel piccolo, cioè nel locale.
Quando le scrivevo sembravano cose teoriche, lontane, la rivolta della Val di Susa ne è invece una prima concretizzazione.

Del resto doveva essere evidente anche ai “padroni del vapore” che una globalizzazione così spinta avrebbe provocato, come reazione, una localizzazione altrettanto spinta, alla ricerca di identità e di radici che stiamo perdendo. Val di Susa emblematizza lo scontro dei decenni a venire. Che non sarà più fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente, fra Destra e Sinistra, ma fra modernisti e antimodernisti. Fra élites, politiche, economiche e intellettuali, ancora convinte della bontà dello Sviluppo avviatosi con la Rivoluzione industriale, e razionalizzato dall’Illuminismo, e le popolazioni esasperate, del Primo e di ogni mondo, che han finito di credere alla bella favola della Modernità.

Massimo Fini
(www.massimofini.it)
Fonte: www.gazzettino.it
9.12.05

VEDI ANCHE: NOI DELLA VALSUSA ? SIAMO FUORI DAL TUNNEL

Pubblicato da Davide

  • avlesbeluskes

    “Del resto doveva essere evidente anche ai “padroni del vapore” che una globalizzazione così spinta avrebbe provocato, come reazione, una localizzazione altrettanto spinta, alla ricerca di identità e di radici che stiamo perdendo. Val di Susa emblematizza lo scontro dei decenni a venire. Che non sarà più fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente, fra Destra e Sinistra, ma fra modernisti e antimodernisti. Fra élites, politiche, economiche e intellettuali, ancora convinte della bontà dello Sviluppo avviatosi con la Rivoluzione industriale, e razionalizzato dall’Illuminismo, e le popolazioni esasperate, del Primo e di ogni mondo, che han finito di credere alla bella favola della Modernità.”

    Non potrei essere più d’accordo…solo che la posta in giuoco è qualcosa di più che un semplice “modello di sviluppo”…

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=798

  • Andy17

    Spero solo che la tattica adottata dal governo per cercare di dividere (si potrebbe dire “comprare”) i sindaci della ValDiSusa dal resto della popolazione non vada a buon fine; ma sono ottimista: mi sembra che tutti vadano compatti nella stessa direzione! Speriamo in bene, sarebbe una grossa vittoria della vera “democrazie”

  • marko

    Scusate, ma dov’è che stiamo discutendo del “fallimento della modernità”? Su dei monitor di computer che 30 anni fa non si sognavano neanche alla Nasa. Il solito genio di Massimo Fini vede le campane della Val di Susa ma non vede le decine di siti internet che spiegano molto bene perché il Tav non s’ha da fare, almeno così com’è progettato adesso.

    E smettiamola con ‘sta storia dei bei vecchi tempi andati, quando non c’erano le allergie e i treni ad alta velocità e l’effetto serra e le lavandaie lavavano le lenzuola con la cenere nei fiumi. Ma tenetevelo il passato, io sono più che contento di potermi vaccinare, di poter essere in tre ore alle Canarie e di scambiarmi un’informazione in centesimi di secondo.

    Il punto è un altro, che Fini ovviamente manca in pieno: la TAV in val di Susa è un’assurdità tecnologica, (e si può dimostrare questa affermazione in maniera scientifica, *moderna*, e lo fa il sito di Legambiente). La TAV è fatta solo per far arricchire i “padroni del vapore” attuali. Ma lo scontro fra diritti dei molti e i privilegi dei pochi esiteva da ben prima dei treni ad alta velocità. Invocare un ritorno al passato è assolutamente inutile e fuorviante.

  • Zret

    Non è un dissidio tra modernisti e antimodernisti, ma tra distruttori del pianeta e preservatori di Gaia.

  • avlesbeluskes

    Appunto.
    Il dilemma Modernismo/Antimodernismo è un FALSO dilemma con cui riempiono le nostre teste e le loro tasche.

    a. b.