Bizzarra tesi, la sua: la Russia partecipò alle Biennali quando era ancora Urss, come pure alle Olimpiadi. Se dovessimo riconoscere solo l'
arte della dissidenza, allora dovremmo prendere a martellate il vasellame della dinastia dei Ming. O asportare via tutta l'arte commissionata dai Papi durante il Rinascimento e l'età del Barocco.
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo
Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che
GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".
Mala Tempora! ma in questi tempi grami è inutile evocare rassicuranti fughe in campagna o passaggi al Bosco, secondo il Mito dell'Anarca di jungeriana memoria. Anche perché il bosco è stato ripopolato di lupi, di cinghiali in sovrannumero. E nelle aree montane, perfino di orsi, caso mai a qualcuno venisse la balzana idea di farsi resistente, o di diventare un neorurale che sopravvive con poco.
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| Catherine Trevallion separata dai suoi bambini |
La povera Famiglia del Bosco, ha imparato a proprie spese che nel folto della macchia possono nascondersi, carabinieri, assistenti sociali, psicologhe, magistrati dei minori, poliziotti, tutti pronti a carpire tranquilli bambinetti che giocherellavano con le caprette, il cavallo, l'asinello, per trasformarli in piccoli consumatori di cartoni animati, di tablet, di smartphone nel nome di una paroletta magica ch'essi chiamano "socializzazione". Quella stessa socializzazione che li strappa ai loro genitori e alla loro famiglia per tenerli nascosti e separati in una mesta "casa-famiglia", detta "luogo protetto". Protetto da che cosa?
Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale, c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.
Stante così le cose, ci vorrebbe una robusta e sicura Arca di Noè per salvarci da questo nuovo diluvio universale.
clausneghe 21 marzo 2026
Mi auguro che la metaniera esploda davanti alla Sicilia, già pesantemente compromessa dalle frane, dal Muos, dai terremoti (uno di 4.3 anche ieri nelle Eolie) dalla mafia e dalle molte basi Usa, cosicchè magari davanti a una mostruosità come lo scoppio della metaniera anche i più idioti e stupidi Italioti capiscano a chi diamo, obtorto collo, i nostri sudati danari. Li usano contro di noi, come si vede.
Li diamo a dei barbari semiselvaggi terroristi che non hanno alcun rispetto per la vita e l'ambiente. Sono dei suini fascionazisti come i loro sostenitori Italiani, che la peste e la morte li colga.