Home / ComeDonChisciotte / UNA MISSIONE SEGRETA SULL’AFGHANISTAN PREPARA LA GUERRA CON L’IRAN

UNA MISSIONE SEGRETA SULL’AFGHANISTAN PREPARA LA GUERRA CON L’IRAN


DI WILLIAM M. ARKIN
blogs.washingtonpost

Quelli che predicono la guerra con l’Iran o una specie d’October surprise di Bush-Cheney, a Tehran, stanno cercando costantemente i segnali delle preparazioni militari: un bombardiere B-52 che perde erroneamente, sul Dakota del Nord, i missili da crociera nucleari; una seconda o terza portaerei che entra nel Golfo Persico; un B-1 che si schianta nel Qatar.

Poiché è più probabile, che la guerra con l’Iran, non sarà fatta dai fanti di marina che sciamano sulle spiagge, ma sarà un attacco agli impianti nucleari e agli obiettivi “del regime”, i segnali come questi possono spesso solo essere dei miraggi. Il vero attacco non necessariamente deve avvenire con un avvertimento, ed i militari degli USA hanno sviluppato un intero sistema, chiamato “colpo globale”, per effettuare un simile attacco preventivo.

Una missione segreta, condotta nell’agosto scorso sull’Afghanistan, ha catturato la mia attenzione, perché ci dice tutto ciò che dovremmo sapere circa la capacità dei militari degli USA di condurre un attacco di sorpresa sull’Iran. Ed inoltre ci dice quanto inutile, un tale attacco, potrebbe essere.
Il 12 agosto 2007, quattro caccia F-16CJ hanno effettuato una missione di 11 ore, dall’Irak all’Afghanistan orientale, attraversando gli spazi aerei di sei nazioni differenti, prima di sganciare le bombe di precisione laser-guidate su una dozzina di obiettivi dei Taliban. Le squadre del volo record hanno ricevuto il trophy coveted del 2007, il premio Clarence MacKay dato annualmente per “il volo più meritorio” dell’anno.

La missione segreta non era mai stata tentata, secondo l’aeronautica ed i piloti hanno avuto assegnata una finestra di due minuti per concludere, con l’attacco, il loro volo di 2100 miglia.
L’intera missione ha richiesto 13 rifornimenti aerei, l’equivalente del volo New York-Los Angeles e ritorno. La missione è stata un successo, secondo l’aeronautica: ha provocato “dei duri colpi” che hanno permesso, alle forze al suolo della coalizione, di “condurre le incursioni sulle posizioni dei Taliban.” Tuttavia, un controllo delle notizie dall’Afghanistan, per la settimana del 12 agosto, non rivela nessun attacco aereo degno di nota. Il 12 agosto, la radio segnala uno scontro vicino al confine pakistano e la morte di tre soldati degli USA e del loro interprete afgano, uccisi da una bomba a bordo della strada.

Ulteriori scontri furono segnalati il 13 agosto ed il 14 agosto, ma nessuna missione significativa da bombardamento a sostegno delle forze USA o afgane. Il 15 agosto, il governo afgano ha annunciato un’operazione a grande scala, di tre giorni, nella zona di Tora Bora, un’operazione avviata subito in risposta all’uccisione dei tre soldati degli USA, a opera della IED della settimana prima.
I funzionari hanno detto che quasi 50 presunti Taliban e militanti pakistani sono stati uccisi, nell’operazione aria-suolo. I velivoli della coalizione hanno effettuato due sortite per designare le posizioni come bersaglio dei Taliban, in quella zona, ha detto un funzionario afgano.

Non dubito che la missione notturna degli F-16CJ fosse complicata e storica, così come fisicamente e mentalmente richiede. Le squadre, secondo l’aeronautica, hanno lavorato con nuove istruzioni operative e sono entrate in aree sconosciute. Il comandante dello squadrone ha avuto soltanto 18 ore per progettare e prepararsi per l’attacco. La missione era segreta, non era neanche stata inserita, e non erano stati previsti, dal Daily Air Tasking Order, il programma operativo quotidiano distribuito dai militari degli USA, ulteriori rifornimenti aerei e difficili sorvoli. Se il 12 agosto 2007, gli USA avessero ucciso il latitante Osama, od ottenuto determinate importanti vittorie in Afghanistan, si potrebbe pienamente valutare la missione ed il premio Trophy MacKay. Ma ritengo che la cosa importante, qui, sia che la missione ha funzionato come un orologio, non che qualche cosa d’importante, in Afghanistan, sia stato distrutto.

Nessuno sottovaluta lo sforzo od il successo. Ma se questa è stata realmente un’esercitazione per attaccare l’Iran, è più importante sapere su quale obiettivo la missione ha tenuto gli aeroplani, piuttosto che cosa sia stato realmente bombardato.

Versione originale:

William M. Arkin
Fonte: http://blogs.washingtonpost.com
Link: http://blogs.washingtonpost.com/earlywarning/
8.05.08

Versione italiana:

Fonte: www.eurasia-rivista.org/
Link: http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkEpVlkplEQyHXIMnD.shtml
12.05.08

Traduzione di Alessandro Lattanzio, redattore di Eurasia e animatore dei siti:
http://www.aurora03.da.ru/
http://sitoaurora.altervista.org/
http://xoomer.virgilio.it/aurorafile_,
_.

Pubblicato da Davide

  • Tao

    LA GUERRA CON L’IRAN POTREBBE ESSERE PIU’ VICINA DI QUANTO PENSATE

    DI PHILIP GIRALDI
    amconmag.com

    Cè una speculazione considerevole e un ronzio, da Washington, oggi, che suggerisce che il Consiglio di sicurezza nazionale ha acconsentito, in linea di principio, a procedere ai programmi d’attacco contro il l’accampamento iraniano, gestito dalle brigate Al-Qods-fa, e che si crede addestri i militanti iracheni. L’accampamento, che sarà designato, è uno di vari ha individuato presso Tehran. Il segretario alla difesa Robert Gates era l’unico funzionario che sollecitava il ritardo dell’attuazione dell’azione offensiva.
    La decisione di andare avanti con i programmi d’attacco all’Iran, è il risultato diretto delle eccessive preoccupazioni espresse dalla situazione deterioratasi in Libano, dove l’alleato degli iraniani, Hezbollah sembra guadagnare la partita contro le forze del governo, e potrebbe arrivare a dominare la difficile situazione politica.

    La Casa Bianca si è messa in contatto direttamente, ieri, con il governo iraniano, attraverso un canale fornito dalla direzione della regione curda in Irak, che tradizionalmente ha avuto stretti legami con Tehran.
    Gli Stati Uniti hanno chiesto che l’Iran ammettesse di stare interferendo in Irak e che, inoltre, s’impegnasse a prendere le misure per cessare il supporto ai vari gruppi militanti.
    Vi era inoltre un avvertimento circa le interferenze in Libano. Il governo iraniano, secondo quanto riferito, ha risposto subito, affermando la sua posizione che non discuterebbe dell’argomento fino a che gli Stati Uniti non cesseranno il loro appoggio ai gruppi iraniani dissidenti.

    L’intransigenza iraniana viene percepita, assieme alla situazione libanese, ha convinto la Casa Bianca che una certo preciso segnale inequivocabile deve essere trasmesso alla direzione iraniana, presumibilmente sotto forma di missili da crociera. Si deve ritenere che l’attacco sarà “preciso” e limitato il più possibile, volto a colpire soltanto i bersagli di Al-Qods ed evitare vittime civili.
    La decisione di procedere nei programmi per l’attacco, non è finale. Il presidente, certamente, dovrà dare l’ordine al lancio dopo che siano terminate tutte le preparazioni.

    Versione originale:

    Philip Giraldi
    Fonte: http://www.amconmag.com/blog
    Link: http://www.amconmag.com/blog/2008/05/09/war-with-iran-might-be-closer-than-you-think/
    9.05.08

    Versione italiana:

    Fonte: http://www.eurasia-rivista.org
    Link: http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkEpVlkElZdCMHKMRP.shtml
    12.05.08

    Traduzione di Alessandro Lattanzio, redattore di Eurasia e animatore dei siti:
    http://www.aurora03.da.ru/
    http://sitoaurora.altervista.org/
    http://xoomer.virgilio.it/aurorafile

  • LonanHista

    queste sono ipotesi vero simili, cioè quelle di attaccare solo basi dei guardiani della rivoluzione.
    o guardiani della rivoluzione che stanno sulle balle alla maggioranza del popolo iraniano, perché sono i più intransigenti nell’osservanza delle leggi islamiche.

    per esempio sono soprattutto i guardiani della rivoluzione ad effettuare misure repressive nei confronti di chi veste all’occidentale.

    quindi le brigate al qods sono non solo un obiettivo militare per gli usa, ma un obiettivo politico, allo scopo di catturare il consenso di quella massa soprattutto composta da giovani i quali sono i primi in iran a subire le vessazioni e la repressione di questo gruppo paramilitare.

    forse gli usa sperano che colpendo solo le basi delle brigate al qods, la popolazione approvi e si sollevi contro l’ala più radicale del regime.

    comunque sono stati proprio gli usa a dimostrare che non tutte le ciambelle escono col buco.(cioè che sbaglino calcoli previsioni)