Home / ComeDonChisciotte / UNA LEZIONE DI STORIA CONTEMPORANEA ?

UNA LEZIONE DI STORIA CONTEMPORANEA ?

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Ho visto la partita, come svariati altri milioni di italiani. Penso che mi risparmierò la melassa straripante dai media.

Ma l’evento in sé mi è piaciuto e mi ha divertito.

Poi ho pensato che, in una società dello spettacolo com’è quella in cui viviamo, quello che è accaduto ieri sera è un grande evento, pieno non solo di significati, ma anche di lezioni e di conseguenze.
Dunque importante.Una lezione di storia contemporanea

E ho pensato anche che la finale sarà tra Italia e Spagna: i due massimi reietti d’Europa.

Non vi pare bello?

A me pare una vera e propria lezione di storia contemporanea.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/component/content/article/27-stella-polare/8457-una-lezione-di-storia-contemporanea.html
29.06.2012

Pubblicato da Davide

20 Commenti

  1. L’Italia di Prandelli vola in finale ai campionati europei di calcio, contro tutte le previsioni della vigilia, dopo avere battuto con merito la Germania, mentre l’Italia di monti (che purtroppo é anche la nostra), continua ad inabissarsi ogni giorno di più, come ampiamente previsto, nelle sabbie mobili della povertà e della disgregazione sociale.
    Il parallelismo potrebbe anche starci, se proposto con la consapevolezza che il calcio é un gioco, mentre la devastante situazione economica e sociale rappresenta la cruda realtà, del tutto priva di qualsiasi sfumatura ludica.
    Quella consapevolezza che al contrario in questi giorni di canicola soffocante, sospesi a metà fra Scipione e Caronte, sembra essere venuta meno troppo spesso ed un po’ a tutti i livelli, tanto nel mainstream quanto fra coloro che costruiscono, leggono e commentano l’informazione genuina su internet.
    La pletora di mestieranti d’accatto che compongono le redazioni di giornali e TV…..

    dopo avere bellamente ignorato la truppa di Prandelli, esclusivamente oggetto d’inchieste giudiziarie portate col tempismo degno di un orologiaio, di fronte agli improvvisi successi, si é scagliata ad azzannare il pallone con tale furia da fare invidia al Gattuso dei tempi migliori. Senza limitarsi però a riempire i paginoni ed i TG con profluvi di calcio e gossip sempre buoni per oscurare le notizie preganti concernenti il disastro economico, le coltellate di lacrima Fornero ed i nuovi salassi messi in campo dalla banda Monti. Ma preferendo inoltrarsi in territori inesplorati, cavalcando improbabili accostamenti fra calcio e politica, nel maldestro tentativo di trsferire le prodezze del “super Mario” in pantaloncini, nel carniere vuoto del triste Mario di Goldman Sachs.
    Così la vittoria dell’Italia di Prandelli, diventa un successo dell’Italia degli usurai, una rivincita sullo spread ed il simbolo di una ritrovata sovranità, che alligna nella fantasia malata (e pagata) di tanti pennivendoli che dispensano sogni a buon mercato, mentre gli incubi sono gratis e vengono distribuiti da Equitalia, senza l’intercessione del circo mainstream.

    Se gli interventi dei pennivendoli assortiti hanno rappresentato un fulgido esempio di come non si dovrebbe fare giornalismo, non é andata molto meglio neppure sui social network, dove centinaia di persone socialmente impegnate, che generalmente brillano per lo spessore dei temi proposti e l’accuratezza delle analisi, si sono lasciate andare ad una sorta di guerra di religione, portata con inaudita violenza contro chiunque seguisse la nazionale o festeggiasse la vittoria.
    Andando ben al di là della tragedia concernente il massacro dei cani, che rientra nel novero delle brutalità create dal sistema della crescita e dello sviluppo e meriterebbe ben altro approfondimento, tanto coloro che hanno seguito la partita, quanto i tifosi che hanno invaso le strade per festeggiare, sono stati stigmatizzazti come imbecilli senza cervello che pensavano al pallone mentre l’Italia cade in rovina. Con tutto il corollario di derisione, insulti e disprezzo che generalmente si tributa ad un essere inferiore, predicando dal pulpito di chi si é ormai emancipato dal giogo del potere, anche se magari abitualmente pubblica spesso con enfasi sul proprio profilo video musicali e film aventi per oggetto miliardari anglosassoni pagati come e più dei calciatori.

    Quando l’Italia vinse i mondiali nell’82 ero un ragazzino di 19 anni e trascorsi la notte per le vie di Torino, fino a sgolarmi con la bandiera in mano, fra una fiumana di gente di ogni tipo ebbra di felicità. Probabilmente non si trattò del momento più fulgido della mia “carriera” e neppure di uno sfoggio d’intelligenza e cultura, però rimane uno dei ricordi più belli della mia giovinezza e di tanti miei coetanei. E non eravamo ragazzotti rimbecilliti che passavano le giornate davanti alla TV, ma una generazione che amava leggere e s’impegnava in politica e nel sociale molto più di quanto non accada oggi.

    Ai giovani di oggi é stato rubato tutto, dalle prospettive aoccupazionali al diritto ad un futuro, passando attraverso la possibilità di costruirsi una famiglia e di godere di momenti spensierati.
    Se per una sera riescono a dimenticare tutto e si trasformano in tifosi “impazziti” che strombazzano con l’auto e sventolano il tricolore, lasciamoglielo fare in pace, senza dispensare fiumi di moralismo conditi con la maleducazione, affrettandoci a ricordagli che domai si ritroveranno nella stessa merda di oggi. Oltre che poco etico ritengo si tratti di un atteggiamento molto crudele che non dovrebe appartenerci.

    Marco Cedolin
    Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.it/
    Link: http://ilcorrosivo.blogspot.it/2012/06/questo-pallone-tirato-per-la-giacchetta.html
    29.06.2012

  2. ho pensato anche che la finale sarà tra Italia e Spagna: i due massimi reietti d’Europa.

    Non vi pare bello?

    In che senso? Cos’è questa, una rivincita morale? Ci lasciamo fregare sotto il profilo monetario, finanziario, industriale, sociale, personale, giuridico ma ci esaltiamo se “vinciamo” il gioco degli 11 miliardari che rincorrono un pallone?
    Panem et circenses, altro che “lezioni e conseguenze”….
    Ma quali conseguenze……che articolo inutile!

  3. credo si riferisse alla guerra tra poveri… Comunque sì, articolo inutile come qualunque parallelismo col calcio… I 20 anni di berlusca hanno lasciato molte tracce, i paralleli calcistici fanno proprio cagare; la regressione avanza e l’ignoranza impera… Ma siamo sicuri di volerci salvare? Non è un bene infondo che molti si ritrovino con le pezze al culo? Non è il giusto prezzo per non aver vigilato?

  4. Mah, forse non capisco l’ironia altrimenti è patetico. La finale è una combine, lontano un miglio si vede (fra l’altro 3 sulle 4 semifinaliste erano piigs un bel record alla faccia dei paesi “virtuosi”), per dare ai gonzi il contentino di sventolare qualche inutile bandierina mentre i paesi che hanno perso li stanno massacrando e spolpando. Certo che è una lezione di storia contemporanea ma nel senso che dimostra la stupidità umana che si soddifa del superluo mentre tutt’intorno le macerie delle cose importanti della propria vita gli cadono addosso. Un pò sono meravigliato che a scrivere un articolo di tale inutilità sia Chiesa ma forse non capisco l’ironia.

  5. Una bella partita ed il sentimento, umano, di rivalsa è stato un ottimo condimento. Resta , se ci fermiamo un attimo a considerare anche l’ironia dei reietti che davanti al mondo sudano e crepano di fatica, l’amaro in bocca, forte. Non so se è storia moderna, mi sembra roba antica, il popolo tenuto inchiodato davanti allo spettacolo dei gladiatori che in qualche modo ne rappresentano l’angoscia, le paure, che poi troveranno momentaneo conforto. Il contentino del POTERE che si è potuto dedicare alle sue trame ed ai suoi infiniti calcoli per stabilire equilibri e compensazioni, dei quali noi, pedine sacrificabilissime, non sapremo forse mai anche se saremo noi a subirne gli effetti. Domani io non vorrei un vincitore, sciocco certo, inutile certo pensarla così, ma in fondo questo sento, e vorrei che i moderni gladiatori dicessero: “signori, basta siamo stanchi, ci giochiamo una partita bellissima, piacevole, fra pari e senza isterismi, sgambetti, giocatori presi per le spalle e buttati a terra (mi è sembrato di vedere anche questo, ma è passata così..), senza lacrime isteriche dei fans, spari, urla e caroselli di macchine.. ed allora saremmo in un futuro possibile che non arriva mai, perchè veniamo sempre rigettati indietro , per il guadagno di pochi, come nella sciagurata folle truffa dell’euro di Maastricht e di tutti i trattati e trattatelli che lo hanno seguito

  6. Ricordatevi gli articoli di John Kleeves su “sport e politica”…

  7. Telegraficamente: detesto ritrovarmi con le pezze al culo per colpa di altri che tra l’altro detesto.

  8. e che tra le altre cose ti pigliano pure per il culo…..
    non potrei essere più d’accordo con tutto ciò che hai scritto.

  9. bravo , manteniamo viva la memoria di kleeves, l’ analista che piu di tutti a contribuito ad aprirmi gli occhi.

  10. Bravo Marco.Per tutti i religiosi del LE TRAGEDIE SON TROPPO POCHE.

  11. Per coloro a cui piace il calcio, come qualunque altro sport, o manifestazione culturale, e’ stata una partita molto bella, vivace, e ben giocata, punto e basta.
    Perche’ dobbiamo caricare di tutti questi significati denigratori lo sport piu’ seguito nel mondo? Se i calciatori guadagnano miliardi e girano in BMW (fosse per me andrebbero in bicicletta) e’ perche’ milioni di persone scelgono di pagare per vederli giocare, ed e’ bene che sia cosi’: e’ un chiaro esempio di democrazia diretta! ….
    E se la nostra squadra di calcio ci da’ il piacere di ammutolire la presunta superiorita’ di inglesi e tedeschi, perche’ non assaporare questa piccola soddisfazione? Anzi, perche’ invece di deprimerci nel pessimismo non approfittarne per caricarci e ritrovare un po’ di ORGOGLIO PIGS per fare un culo cosi’ a chi ci vorrebbe al guinzaglio?

  12. Chiesa deve aver preso un colpo di calore. Spero si rimetta presto.

  13. Io non l’ho vista la partita e non mi sono mai divertito a vedere gente in mutande a dare calci su un pallone…

  14. No. E’ che, come ho letto in un commento all’articolo di Cedolin, pubblicato su Luogo Comune, oggi per essere radical-chic bisogna essere contro chi e’ contro il calcio (inteso comunque come calcio-presa per i fondelli, non certo contro il calcio in se’). Quindi, nessun colpo di calore, tutto normale.

  15. … e che molto spesso hanno il culo ben parato da posizioni di rendita!

  16. Ovvio che è una presa per i fondelli. Io, ho capito benissimo cosa voleva dire e penso lo abbiate capito anche voi. Mentre “milioni” di persone guardavano la partita … Monti si preparava a raspare dal fondo del barile alla mamma Germania l’ultima paghetta per avere ma sopratt. dare l’illusione che noi ..”Italia” alla fine vinceremo anche questa sfida. Purtroppo il calcio è uno sport mentre l’economia e la politica sono il pane che magiamo tutti i giorni o meglio che ancora mangiamo. “Italia e Spagna” in finale non sono in realtà gli unici reietti ma è bello pensare che queste due naz si giocano l’europeo mentre si sono già giocate l’ueropa da molto tempo. Concludo, dicendo che a volte la vita è beffarda, con sfumature così incredibili che risulta difficile comprendere. Forza Italia e viva Monti il salvatore della patria .. 🙂

  17. E l’orgoglio Pigs lo dobbiamo attingere da gente che scommette sulle partite giocate da se’ stessi?

  18. Girano troppi soldi intorno al calcio, e non sono tutti affari dei calciatori, fare girare i calciatori in bicicletta non risolve la piega che ha preso anche lo sport: MERCATO, tutto è mercato, anche le persone, o sei merce o non sei. Questa porcheria non dipende dai calciatori ( tu vai in bici ?) Ogni attività va retribuita il giusto, dovremmo redistribuire un giusto benessere fra tutti, i pauperismi cattocomunisti, i finti moralismi ci hanno portato ad esser schiavi di chi li favoriva dalle tv, dalla stampa, dai film pagati con i soldi pubblici, insomma dai servi del potere, cerchiamo di imparare dal passato.. tu vai in bici?

  19. a me sembra una stronzata, un calciatore non ha nessuna dote, tira calci a un pallone.

  20. Cioe’, praticamente secondo te avere meno soldi significa andare in bici, sempre che sia un’umiliazione pauperistica andare in bici. E comunque qui non si parla di giuste retribuzioni bensi’ di ruberie.