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UNA LETTERA DAL FUTURO: UN CITTADINO SPIEGA LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA A UNA SENATRICE

FONTE: ALTRECONOMIA.IT

Al “Forum italiano dei movimenti per l’acqua”
A tutti i cittadini che hanno scritto ai Senatori della I Commissione

Roma, 12 novembre 2009

Negli scorsi giorni noi parlamentari abbiamo ricevuto tantissime vostre e-mail che ci segnalavano lo sdegno dei cittadini per il provvedimento del Governo che di fatto rende più concreto il processo di privatizzazione di un bene pubblico fondamentale: l’acqua.
Peraltro il Governo ha fatto tutto questo inserendo una norma in un decreto legge che parla di tutt’altro, piuttosto che affrontare in Parlamento una seria e aperta discussione della riforma dei servizi pubblici locali. Da tempo, infatti, giacciono sia alla Camera che al Senato dei progetti di legge di iniziativa parlamentare in cui si affronta la questione in maniera organica e strutturata. Invece il Governo, per la quarantacinquesima volta dall’inizio della legislatura, ha scelto la via più semplice, e più opaca rispetto alla pubblica opinione, del decreto-legge.
Come sapete in quel contesto si trattava di INCLUDERE l’acqua nell’elenco dei servizi esclusi dall’applicazione della modalità privatistica di gestione e affidamento (criticabile anche per altri aspetti), com’è stato fatto per energia e trasporti regionali, che hanno una normativa diversa ad hoc. Non si è voluto fare, parificando di fatto l’acqua a qualsiasi altro servizio, ad esempio lo smaltimento rifiuti. Il che risulta ancora più paradossale perché in sede europea e internazionale si sta tornando indietro, rispetto alle scelte più spinte di liberalizzazione, proprio sull’acqua. L’opposizione del gruppo del partito Democratico è stata dura. Abbiamo presentato numerosi emendamenti sia soppressivi che migliorativi, purtroppo incontrando solo un muro di chiusura da parte del Governo, che non ha accettato neppure la costituzione di un’Authority nazionale.
Siamo riusciti però, ed è un piccolo ma importante risultato, a fare accogliere un punto di principio cui appellarsi in fase applicativa, che riafferma “…piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 152 del 2006, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio”.
Ora il testo è alla Camera e, visto anche l’approssimarsi della scadenza del decreto (24 novembre), sarà ancora più difficile, ma non per questo verrà meno il nostro impegno, forti anche del vostro contributo.

A tutti voi un cordiale saluto

Sen. Marilena Adamo, Segretaria I Commissione Affari Costituzionali – Senato della Repubblica
Gruppo Partito Democratico

UNA LETTERA DAL FUTURO: UN CITTADINO SPIEGA LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA A UNA SENATRICE

DI ALBERTO DE MONACO
altreconomia.it

Egregia senatrice,
le risponde uno che viene dal futuro: noi a Latina siamo in piena privatizzazione ormai da 7 anni. Ad Arezzo anche di più. Le scrivo usando quel poco di tecniche finanziarie ed economiche apprese sul “campo di battaglia”: la proprietà pubblica delle acque è fuori luogo, quindi nulla di nuovo all’orizzonte;
per quanto riguarda la tariffa, è la volontà del privatizzatore che esige che queste le faccia il pubblico. La tecnica è: io, privato, con le tariffe che voi ci dite di applicare non ce la faccio; i Comuni ci hanno presentato una situazione che da gestire è più difficile del previsto; le reti sono peggio del previsto, piove e l’acqua è torbida, etc, etc. Sono cose che qui da noi sentiamo da anni. Poi dicono:
attenzione, qui siamo in regime di monopolio territoriale, al gestore deve essere assicurato il pareggio, ossia il pagamento dei costi. Ecco allora che tu, pubblico, che sei il responsabile di fare la tariffa (…sui dati del gestore privato che il pubblico non può avere per legge, visto che è spa di diritto privato e quindi protetta per diritto nel suo agire per fare l’interesse degli azionisti), mi devi aumentare le tariffe se vuoi gli investimenti. Poi c’è la solita tecnica: se non vuoi che aumentiamo subito, allora noi facciamo un bel project financing, chiediamo i soldi ad una bella banca d’affari che investe sul progetto gestionale, e cosi troviamo i soldi! Il problema è che la banca d’affari non fa carità, ma profitto, e se il progetto non rende non è che dice “mi ero sbagliata”. Al gestore dice: voglio comunque che tu onori il debito. Ecco allora che il gestore (che quasi sempre fa avallare questi prestiti con le garanzie della tariffa che il pubblico deve approvare) dice: “Cari sindaci, alzate la tariffa perché il servizio va male ma noi il mutuo (con interessi alla banca) lo dobbiamo pagare”. Ho letto piani d’ambito e richieste di finanziamenti in varie parti d’Italia, e le assicuro che spesso i gestori si lamentano perché magari quest’anno il consumo dell’acqua è diminuito e quindi ci sono meno introiti, anche se il costo corrente aumenta, il costo personale aumenta. E quindi dice ai sindaci: meno incassi, costi comunque elevati, la banca chiede di aumentare la tariffa, oppure diminuire gli investimenti, oppure ancora chiede che i comuni mettano soldi pubblici per fare investimenti in nuovi impianti che poi deve dare in gestione al privato.
Insomma, si riesce a capire che questo processo si chiama con un solo nome? Mercato sul bene acqua, grandi speculatori finanziari, multinazionali, banche d’affari, etc, etc.

Mi scusi se mi dilungo, ma vede noi che veniamo dal futuro possiamo descriverle bene cosa significa privatizzazione. Per non parlare poi della cattiva politica che in queste cose ci marcia e ci abusa.

Qui da noi questo processo ha nome e cognomi: legge Meta-Besson, che immagino lei conosca. Il noto ingegner Besson, dopo aver scritto la legge regionale sul servizio idrico, dividendo gli Ato del Lazio un poco come le province e senza il criterio di ambito ottimale, è passato in Enel Hydro. Di qui poi è stato chiamato come amministratore in Acqualatina spa (è ancora il vice presidente), è stato consigliere d’amministrazione in Acea Ato2 spa, e presidente della Sorical in Calabria. Mentre, per non far torto a nessuno, il presidente di Acqualatina spa è (già dal 2006) il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, di Fondi.
Guardi le chiedo scusa, sono molto arrabbiato e mi fa male lo stomaco a parlare delle nostre cose che vengono dal futuro, ma sentire tante sciocchezze e mezze misure su una cosa così delicata e fondamentale come la gestione dell’acqua mi fa male al cuore, alla mente e pure alla tasca!!!

Abbiate il coraggio di dire: vogliamo che i Comuni spariscono, che il pubblico non sia più capace a fare nulla (la questione del controllo è questione di lana caprina, quando non si può gestire..), che i sindaci devono arrendersi, che le comunità sono gestite in effetti dalle volontà dei vari consigli d’amministrazione (acqua, rifiuti, etc, etc,) e facciamola finita!

Con il rispetto per una persona che -come lei- accetta la discussione ed il confronto, le dico che ormai non desidero più andare a votare per sindaci e politici e spero di poter votare i vari membri dei consigli d’amministrazione. Magari ho più poteri verso di loro e decido anche io qualcosa! La lascio con un’ultima riflessione: le tariffe sono tutte aumentate per quanto previsto nei piani d’ambito privatizzati, ma gli investimenti fatti sono circa la metà di quanto previsto nei contratti a gara, quindi è come se noi cittadini pagassimo la tariffa doppia! Il tutto condito con investimenti totali negli anni privatizzati, meno di quelli che faceva prima il pubblico. Si chieda perché negli Stati Uniti d’America gli enti di gestione sono tutti pubblici, e Atlanta che aveva privatizzato ha avuto una pessima esperienza. Si chieda perché Parigi torna indietro. Noi che veniamo dal futuro lo abbiamo già capito bene sulla nostra pelle!

Alberto De Monaco, (Comitato acqua pubblica Aprilia)
Fonte: www.altreconomia.it
Link: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2176&fromHP=1
16.11.2009

Pubblicato da Davide

  • Tao

    ACQUA PRIVATIZZATA…MALEDETTI VOI

    DI ALEX ZANOTELLI

    MALEDETTI VOI …. non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che è quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi ”Maledetti voi ricchi”
    Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua.
    Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
    E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stra vittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
    A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
    Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
    Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
    Per questo chiediamo:

    AI CITTADINI di

    -protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;
    -creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
    -costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.

    AI COMUNI di

    -indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
    -dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
    -fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.

    LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .

    AGLI ATO

    AI 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.

    ALLE REGIONI di

    -impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
    -varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.

    AI SINDACATI di

    -pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
    -mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.

    AI VESCOVI ITALIANI di

    -proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
    -protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .

    ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di

    -informare i propri fedeli sulla questione acqua;
    – organizzarsi in difesa dell’acqua.
    AI Partiti di

    – esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
    -farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.

    L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili” sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”

    Alex Zanotelli, Napoli, 19 novembre 2009

  • edo

    In Francia dal 1° gennaio 2010 la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata.

    Aumento dei prezzi non accompagnato da un miglioramento dei servizi, abusi, prezzi gonfiati, corruzione, servizi obsoleti e totale mancanza di trasparenza contabile; queste alcune delle motivazioni alla base di un trend: la ri-municipalizzazione, nella gestione dell’acqua in Francia.

  • vic

    La Francia usa una quantita’ pazzesca di acqua per raffreddare le centrali nucleari.

    E’ bene non dimenticare questo uso poco propagandato dell’acqua.
    Chiedere all’acqua se poi ne esca rinvigorita o tramortita.

  • vic

    Siamo alla trattoria Roncobello. Gli specialisti governativi sui liquidi d’interesse vitale stanno discutendo appassionatamente. Fa da cornice alla scena bucolica un doppio filare di ontani che conduce verso luminosi lontani orizzonti.

    Sempretazzo: Ho sete, passami quella brocca per favore.
    Ministro: E’ la mia amante non posso! Ritenta fra un anno.
    Capotavola: Dunque signori, avete sentito tutte le opinioni sostanzialmente favorevoli alla mano privata nell’acqua. Mi raccomando lavatevi spesso le mani, come c’incoraggia la nostra amata e illuminata Chan di Hong Kong. Vi lascio un’ultima possibilita’ per un ultimo intervento, stringato per favore. Qualcuno ha dei dettagli ulteriori da aggiungere?
    Tutti: (Silenzio).
    Capotavola: Niente da aggiungere, bene. Sentiamo il gremio rappresentante il regno vegetale.
    Tutti: (Si girano curiosi verso i vicini filari di ontani).
    Ontani: (lieve fruscio di foglie).
    Capotavola: Io delegato governativo ai problemi relativi ai liquidi d’interesse vitale, tenuto conto del parere favorevole dei presenti e del parere sostanzialmente non ostile dei rappresentanti del regno vegetale, dichiaro che si proceda speditamente alla privatizzazione dell’acqua, per il bene nostro, vostro e loro, in cielo, in terra ed in ogni luogo.
    Tutti: Amen.

    A questo punto m’attacco all’ombrello prestatomi gentilmente da Mary Poppins e volo via, trasportato dal lieve venticello.

  • tersite

    Nel sud dell’italia e del mondo il problema acqua esiste da tempo e da tempo ne decima le popolazioni e ne determina le vite. Stiamo diventando terzo mondo, processo lento e silenzioso ma inesorabile che contribuirà a ridurre drasticamente la popolazione umana. Riduzione che ovviamente, non coinvolgerà coloro che la attuano, tra l’altro veri responsabili dello sfacelo. Fuggire o combattere: nessuna alternativa!

  • Eli

    Se in Francia ci sono stati abusi, prezzi gonfiati, corruzione, servizi obsoleti e totale mancanza di trasparenza contabile FIGURIAMOCI IN ITALIA cosa accadrà! Grazie, Papy!?!

  • esca

    I MALEDETTI sanno bene come fare la guerra al popolo.

    Impossibile negare che manovre simili siano collegate direttamente al processo di sfoltimento terrestre. Questa ed altre realtà rendono sempre più completo il quadro delle intenzioni ultime di chi comanda la Terra (voglio vedere chi può stare senza l’acqua).

    Credo che siano sempre meno tollerabili i falsi piagnistei di scettici o disinformatori volti a sostenere che in fondo “anche i cattivi hanno famiglia e figli”.