FONTE: ROSSLAND (BLOG)
Il tema cui accenna Natalino Balasso in un post riproposto oggi su CDC, è così serio da risultare difficile valutarne appieno la portata.
Arrivavo alle stesse conclusioni di un suo commentatore ( Nieuport il Giovedì, 15 ottobre @ 10:12:45 BST) giusto un paio di settimane fa ragionando su un fatto che osservo quasi quotidianamente.
Oltre la siepe del giardino dove abito, c'é un "campetto" dove alcune mamme portano i bambini a "giocare".
Fra questi, quest'estate e fino a un paio di giorni fa, un robo umano di circa 3 anni che viene portato lì abbinato a una sorta di motoretta elettrica. Il pargolo zomboide gira ogni giorno in tondo sulla piazzola in cemento in origine destinata al cesto da pallacanestro.
Immagino che per la mamma si tratti di un "Lo porto al parco a giocare".
Per il bambino immagino l'incentivo per spostarlo da casa sia "Andiamo a fare i giri in motoretta".
Ma non gioca: sta seduto sul suo trabiccolo a girare in tondo e in silenzio, tranne quando urla perché nemmeno di scendere a togliere un ostacolo se ne parla.
Attila, Gengis Khan in miniatura, l’avevo pronosticato allora.
Ecco, riflettevo che quando questi due bambini coetanei saranno adulti, il primo magari diventerà bravissimo a usare tecnologie o a ragionare di fino ma il secondo, se se lo trovasse un giorno fra i piedi, ci metterebbe trenta secondi a stenderlo di brutto con la forza fisica e una maggior concreta esperienza nel valutare l'ambiente in cui si trova.
Stiamo allevando una generazione di mollicci fighetti, mi dicevo qualche giorno fa. Magari atletici sportivi da palestra tirati su a garette competitive, che servono a sviluppare l’ego ma non l’astuzia utile alla sopravvivenza, decisamente poco preparati alla vita vera, quella dove puoi anche scegliere di fare di un bambino un mistico pacifista che sopravviverà solo fino a che il rude cavernicolo che, se ti trova sulla sua strada e gliela ingombri, lo mena a sangue comunque la pensi lui sul migliore dei mondi possibili.
Al dunque, con queste novelle madri gentilissime e tenerone, così attente al biologico e all’ambiente da voler tirare su tanti bravi ragazzi pronti per costruire il mondo migliore che hanno in testa, siamo destinati a scomparire proprio perché non riusciamo a coniugare realtà e filosofia esistenziale.
Non che sia sbagliato educare i figli alla non violenza e preferire immaginarli scienziati dediti al miglioramento della qualità di vita sulla terra ma, poiché sulla terra da che mondo è mondo convivono yin e yang, bisognerà ben tener conto che scegliere la non violenza non fa con questo sparire la violenza.
ohmygod 17 ottobre 2015
rossland:- non ho idea di chi siano Margie e Quisindis...e vedrò di rimediare per una prossima volta.
nel "cast" sono gli autori di un fumetto che ho letto, lo conosco a memoria.
ogni tanto qualcuno di loro scrive qualcosa di suo.