Home / ComeDonChisciotte / UN SILENZIO INTOLLERABILE

UN SILENZIO INTOLLERABILE

DI GLG

Ripensare Marx

Per l’ennesima volta Cossiga parla e sostiene tesi che meriterebbero approfondimenti a tutto campo. E invece sempre tutto tace, e nessuno va a fondo. Questa volta, rilancia per fortuna Geronimo (Cirino Pomicino), e sul Giornale! Finora, in tutti questi anni, nessun giornale di “sinistra” ha mai sollevato questioni, salvo le solite trite e ritrite tesi sul “caso Moro”, che ormai appaiono francamente del tutto obsolete (in buona fede o per oscurare tutto?), ecc. Le lettere, interviste, dichiarazioni “incredibili” (cui francamente credo nei suoi termini più generali) dell’ex presdelarep (e uomo politico centrale nel “vecchio regime”) sono apparse o sul Corriere (o sul Tempo come quella del 14 agosto u.s., in cui si prende una netta posizione, per me corretta, sulla questione Georgia-Russia circa Ossezia, Abkhazia, ecc.) o su Libero (almeno tre volte), sul Giornale, ecc. Vorremmo capire cosa accade, ma tutto tacerà anche questa volta.

Eppure, credo anch’io che Cossiga, che sta “parlando” sempre più spesso ultimamente, voglia “informarci” – in questo suo modo assai “obliquo” – di certe “cosucce” assai pericolose ormai in gestazione da tanto tempo. Non è detto debbano precipitare (ma non è nemmeno da escludersi); certamente, però, porranno limiti sempre maggiori, tramite oscuri ricatti e pressioni, alla sovranità già limitata dell’Italia. E anche noi poniamo la domanda che Cossiga pone alla sinistra nella sua lettera al Tempo: come mai questo Pd, in gran parte formato da ex comunisti [cioè piciisti], tutto sommato difensori dell’Urss, oggi si pone in gran parte sul fronte sostanzialmente antirusso e favorevole alla Georgia, cioè agli Usa?

E’ lecito ricordare che “mani pulite”, operazione di cui ormai sempre più chiaramente appare la matrice statunitense, voleva sostituire il “vecchio regime” DC-PSI con personale dell’ex Pci, velocissimo nell’abiura di tutto il passato – senza un minimo di riflessione autocritica – con cambio di nome, ecc? Quali furono i contatti tra questi rinnegati e ambienti americani e nostri settori confindustriali (non c’è bisogno di fare nomi “illustri” di personaggi appartenenti a questi ultimi, giacché a tutti verrà subito in testa chi affermò che i suoi interessi di destra erano assai meglio difesi dalla sinistra) per preparare quella operazione di ricambio “regime”? Poi fallita a causa di quel “rompiballe” di Berlusconi, impaurito dalla possibile fine che “questi qui” volevano fargli fare (ci si ricorda delle dichiarazioni di Occhetto sulla “gioiosa macchina da guerra” e il possibile “esproprio” del suddetto?).
Ormai sarebbe ora di sapere l’essenziale, che Preve e il sottoscritto supposero e subodorarono, in alcune sue linee essenziali, fin dal Teatro dell’assurdo (Punto Rosso, Milano) scritto nel ’94 e uscito nel gennaio del ’95; linee essenziali che oggi “rifulgono” grazie alle uscite di Cossiga e ai silenzi (indice di precise complicità) degli ex piciisti.

Riportiamo l’articolo di Geronimo di oggi (Giornale, appunto), molto chiaro su certi dubbi. Sarebbe però ora che anche lui cominciasse a “picconare” con maggiore frequenza e incisività; saprà sicuramente abbastanza, certo molto più di noi. Fra l’altro – pur se non so che rapporti ci siano fra le due vicende – aveva minacciato precise denunce e rivelazioni se Bernabé fosse stato nominato alla Telecom (credo ci sia in piedi anche una querela di quest’ultimo contro di lui); la nomina è arrivata da quel po’, ma ancora siamo in attesa del minacciato (e promesso) “battage”. Per favore, si potrebbe intanto sollevare qualche velo sui fatti del 1992-93, i cui effetti si prolungano (e sempre più minacciosamente) fin alle più recenti vicende? E con una sinistra complice come non mai! Essa – in “lieta compagnia” con ambienti di destra ferocemente reazionari tipo quelli che si esprimono in Libero – attacca Berlusconi perché troppo soft nei confronti del suo “amico” Putin. C’entrano magari qualcosa anche alcune “complesse” vicende relative ad accordi Gazprom-Eni (ma non solo queste evidentemente)? Forse ci si è scordati dei reiterati tentativi della sinistra miranti a separare produzione e distribuzione della nostra azienda energetica? Tentativi che hanno provocato una “perplessa” (e dura) lettera (al Giornale, ma guarda un po’) da parte del vicepresidente dell’azienda russa. Il gioco è troppo sporco; qualche velo dovrebbe essere alzato da persone responsabili e preoccupate di quanto potrebbe accadere (su istigazione americana e con appoggio nettamente bipartisan dei servi italiani).

GLG
Fonte: http://ripensaremarx.splinder.com/
Link: http://ripensaremarx.splinder.com/post/18107504/UN+SILENZIO+INTOLLERABILE+a+cu
18.08.08

COSSIGA, L’OLP E ALTRI MISTERI

DI GERONIMO
Il Giornale

Siamo rimasti a dir poco sorpresi dalla lettera che Francesco Cossiga ha inviato al Corriere della Sera in risposta a una intervista di Bassam Abu Sharif, ex ministro del Fronte popolare per la liberazione della Palestina. L’ex presidente della Repubblica conferma, infatti, la possibilità che la strage di Bologna del 1980 sia stata causata dallo scoppio involontario di una o due valige di esplosivo trasportate da esponenti palestinesi per obiettivi esteri. Di tale trasporto sarebbero stati avvertiti i servizi segreti italiani che sarebbero stati parte integrante di un accordo di più ampio respiro tra lo Stato italiano e le organizzazioni della resistenza palestinese, comprese quelle terroristiche. Tale accordo sarebbe stato pensato e concluso da Aldo Moro e avrebbe previsto libertà di movimento degli esponenti palestinesi che potevano avere nel nostro Paese basi logistiche e di armamento in cambio di una tutela del nostro territorio.

Che la politica italiana, da Moro a Fanfani, da Andreotti a Craxi avesse avuto una linea di apertura verso i palestinesi nel tentativo di raggiungere un accordo tra Israele e l’Olp come condizione per un processo di pace, è fuor di dubbio. Così come è fuor di dubbio una certa diffidenza verso il nostro Paese di alcuni ambienti dell’intelligence americana. Ma questa è cosa diversa dagli accordi segreti descritti da Cossiga. Ciò che ci sconcerta è che di questo presunto accordo così dettagliato e preciso che ci poneva ai limiti, se non addirittura fuori, dagli impegni atlantici, Francesco Cossiga non ne sapesse nulla.
Cossiga è sempre stato uomo delle istituzioni e molto meno uomo di partito nella storia della Dc e del Paese. È stato uomo ampiamente apprezzato da Moro, Fanfani, Andreotti e Craxi e fu l’unico esempio di presidente della Repubblica eletto al primo scrutinio a testimonianza di una fiducia pressoché generale. Che un uomo di questa statura scopra solo adesso accordi antichi fuori dai patti internazionali liberamente sottoscritti dall’Italia, ci lascia sconcertati, anche perché getta una luce diversa sull’uccisione di Aldo Moro e conferma purtroppo ciò che da tempo diciamo, e cioè dell’esistenza di una radice estera di tutta la vicenda di Tangentopoli.

Riemergono così mille domande. Perché Cossiga, descrivendo accordi tra il Sismi e la resistenza palestinese nascosti all’autorità politica corre il rischio di farsi ritenere, insieme a tanti altri, un politico inutile? La risposta può essere inquietante. Cossiga non ha mai spiegato il perché di quelle sue precipitose dimissioni da presidente della Repubblica nell’aprile del ’92, che invertirono l’ordine del giorno del nuovo Parlamento, facendo precedere l’elezione del nuovo presidente della Repubblica a quelle del presidente del Consiglio. Se non si fosse dimesso avrebbe lui dato, secondo le intese politiche note, l’incarico a Bettino Craxi e la storia di quel periodo sarebbe stata tutta diversa. E il suo ultimo biennio da «picconatore» era forse il tentativo di avvertire i responsabili politici che nubi golpiste si addensavano sul nostro Paese, o fu solo una banale coincidenza? E perché Cossiga bacchetta da sempre Gianni De Gennaro, uomo che da quasi 20 anni, sotto tutti i governi della Seconda Repubblica, è il terminale vero delle forze dell’ordine e degli stessi servizi segreti e ha forti legami con alcuni ambienti dell’intelligence americana? Anche questa è un’altra coincidenza? E perché molti documenti della commissione Stragi, dalla testimonianza di Vincenzo Parisi, l’ex capo della Polizia che denunciò il tentativo di alcuni ambienti internazionali di volere un’Italietta di pupazzi da manovrare, al ruolo giocato da alcuni circoli culturali e giornalistici sono stranamente ancora secretati negli archivi del Senato? Un segreto che abbiamo personalmente tentato di rimuovere nella totale indifferenza dei grandi quotidiani di informazione.

Potremmo continuare, ma cresce sempre di più la nostra convinzione che l’Italia sia diventata in questi ultimi 15 anni davvero un Paese a sovranità molto limitata, in cui agiscono filiere di potere illegittime e illegali capaci anche di eliminare personaggi come Lorenzo Necci nel momento in cui era venuto in possesso di alcuni dossier, come abbiamo descritto nel nostro ultimo libro. Può darsi, forse, che ancora una volta Francesco Cossiga, con un linguaggio necessariamente obliquo, voglia avvertire il Paese della condizione in cui si trova. Illuminante è, infatti, la conclusione della sua lettera in cui spiega la subalternità della politica ai servizi segreti militari italiani e stranieri. Come si vede, domande inquietanti che cadono, purtroppo, in un silenzio assordante [sottolineature mie perché qui è il punto centrale e ormai pericoloso e veramente inquietante; soprattutto perché chi tace su tutta la linea è proprio la sinistra, ivi compresa quella “estrema” che finge opposizione “di sistema”, ma è complice di questo “silenzio assordante”, e anzi di continui depistaggi su “misteri” come il caso Moro, la strage di Bologna, ecc. La destra, con il Giornale, fa balenare qualche “spunto” di verità. Cosa nasconde questo gioco?].

Geronimo
Fonte: www.ilgiornale.it
Link: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283876
18.08.08

Pubblicato da Davide

  • Tao

    SEMPRE “SILENZIO ASSORDANTE”

    a cura di GLG

    Riporto la risposta di Cossiga all’articolo di Geronimo (Cirino Pomicino) pubblicato ieri sul blog. Vorrei esser chiaro. Non sono un ingenuo che crede a Cossiga quale puro portatore di verità; sono convinto alteri anche consapevolmente quelle informazioni che, comunque, vuol comunicarci. E tale alterazione compie delle operazioni ambigue; ad esempio sostanzialmente antiarabe (con la scusa del terrorismo islamico). Nell’insieme, però, non sarebbe un politico astuto se non dosasse la “verità” (e il suo contrario) dei “fatti”.

    Il problema centrale non sta però qui. Come lo ha preso molto sul serio Geronimo (che ovviamente sa bene con chi ha a che fare), lo dovremmo ascoltare con attenzione anche noi, perché ci sta in ogni caso trasmettendo la notizia che sono in gestazione fatti non irrilevanti per noi, le nostre istituzioni e quant’altro. Naturalmente ce la trasmette secondo le sue modalità, che pongono in chiave personale quanto riguarda la politica e le istituzioni appunto. Ad esempio, Cossiga finge di aver paura per la sua pelle. Non credo proprio sia così. Con questa “distorsione” apparentemente solo personale (e molto “umana”), egli ci fa sapere che il pericolo è per il nostro assetto politico-istituzionale. Se pone dubbi sulla sinistra, è per ricordare la sporca operazione giudiziaria – concordata tra americani, settori industrial-finanziari italiani e l’unico partito “comunista”, di tutti quelli europei (e non solo), che si salvò dal totale scompaginamento (e talvolta dissolvimento), seguito al crollo del muro e allo scioglimento e smembramento dell’Urss – al fine di sbaraccare un certo regime che, ci rivela Cossiga (ma francamente lo avevamo sospettato da molto tempo), si permetteva certe “libertà” verso gli americani. Al suo posto fu appunto deciso di metterne un altro, composto di puri rinnegati ormai vendutisi “anima e corpo”, che non avrebbe posto problemi, se non quello di qualche finzione al fine di meglio ingannare il proprio elettorato, non tutto pronto al suddetto rinnegamento come i suoi ignobili dirigenti. Ciò che dice Cossiga è in perfetta sintonia con quanto interpretato da Preve e me ne Il teatro dell’assurdo (1994-95), in cui si metteva in luce che, in questo paese, l’essere e l’apparire divergono completamente. E oggi sempre più.

    Il filoamericano Berlusca, il più filo che ci sarebbe (addirittura filo-Bush), non lo è invece se paragonato a certi altri ambienti di destra, ma anche e soprattutto di sinistra. Solo che non ha certo il coraggio di liberarsi di determinati personaggi (e Cossiga fa qualche nome di chi Berlusca lascia in carica pur se sarebbe per lui pericoloso; ma lo è veramente o l’ex presidente lo desidererebbe rimosso per altri motivi?). Così come del resto sarebbe da spiegare il “ribaltone” della Lega nel 1994 o i fatti del G8 a Genova nel 2001 – dove, se non ricordo male, era ancora capo della polizia quel personaggio che Geronimo afferma essere assai legato all’intelligence americana – che erano chiaramente indirizzati a mettere in difficoltà il governo appena insediatosi; e che non poteva certo avere il coraggio di smarcarsi dalla polizia (del resto, se non ricordo male, ben appoggiata e coperta da Fini). E molte altre cose potrei ricordare di quell’evento su cui adesso soprassiedo; ad es. certe voci di accordi tra no global e forze dell’ordine (circa la breve occupazione di qualche metro della “zona rossa”) poi saltati per motivi non chiari (o magari troppo). Comunque, lo ripeto: l’essere e l’apparire stanno in Italia – e come diretta conseguenza della losca manovra detta “mani pulite” – agli opposti o quasi. E ripeto pure che, prendendo la scusa di una certa vena di “follia” di Cossiga, nessun finto alternativo, antisistema, ecc. – anche di quelli che imperversano con le loro finzioni “estremiste” nei blog e siti del “libero” Internet – disturba il “silenzio assordante”. Molti più complici di quanti si creda ci sono in queste sporche manovre giocate dietro le quinte. E sono manovre bipartisan, con una sinistra complice fino al buco….Stiamo ben attenti! Siamo in mano a sporcaccioni, ma anche “apprendisti stregoni”.

    GLG
    Fonte: http://ripensaremarx.splinder.com
    Link: http://ripensaremarx.splinder.com/post/18117182/SEMPRE+%22SILENZIO+ASSORDANTE%22+a
    19.08.08

    LETTERA DI COSSIGA AL GIORNALE

    Caro Direttore,
    ho letto senza stupore l’articolo del caro amico Geronimo pubblicato dal tuo giornale; ma, come dirò più avanti, dovrebbe destare stupore il fatto che, ma a ben vedere anche questo si spiega molto facilmente!, sulle rivelazioni dell’«Accordo Moro» con i movimenti, anche a carattere apertamente terroristico, palestinesi e forse anche con altri movimenti terroristici europei, compresi quelli che facevano capo al famoso Carlos, non si sia aperto un grande dibattito e la sinistra, sempre accusatrice delle male azioni dei «servizi segreti deviati», con alla testa i «democristiani pentiti» alla Rosy Bindi e alla Dario Franceschini, non abbia chiesto l’immediata costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.

    I fatti sono ormai noti nelle loro linee generali. Tutto ha avuto origine da un’intervista, fattami da un caro amico vostro collega, pubblicata sul quotidiano vostro confratello milanese, nella quale avanzavo il dubbio, sempre più condiviso anche dalla sinistra radicale, che la strage della stazione di Bologna non sia da imputare alla Mambro e al Fioravanti, ma ad una involontaria deflagrazione di una o due valigie di esplosivo, che qualche attivista palestinese trasportava «in franchigia», secondo le clausole del sopradetto accordo.

    Fraintendendo, certo non involontariamente, quello da me dichiarato, il portavoce del rinato Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione a carattere terrorista che ha trasferito la sua «centrale» dal Libano alla striscia di Gaza, alleata ad Hamas contro lo Stato di Israele e contro l’Autorità Nazionale Palestinese, ha smentito che fossero stati i palestinesi a compiere l’attentato della stazione di Bologna e ha rivelato l’esistenza dell’«Accordo Moro» con i movimenti di liberazione palestinesi anche a carattere terroristico che, in cambio della «mano libera» in Italia, avevano garantito la salvaguardia del nostro Paese ed anche degli obbiettivi italiani all’estero, purché non cooperanti con il sionismo e con lo Stato d’Israele, da atti di terrorismo, accordo che a dire il vero fu sempre rispettato, dato che anche l’attentato all’aeroporto di Fiumicino del 1985 fu portato esclusivamente al banco di accettazione della compagnia aerea israeliana El Al e solo israeliane o ebree furono le vittime, e gli attentatori uccisi non furono colpiti dalle nostre forze di polizia ma dagli agenti segreti dello Shin Beth, dissimulati sotto le vesti di impiegati della compagnia di bandiera israeliana. Questa intervista è stata confermata con dovizia di particolari da un famoso e rigoroso magistrato quale è il giudice Priore, titolare delle più importanti inchieste giudiziarie del dopoguerra in materia di terrorismo: dal caso Moro all’attentato al Papa, al caso Ustica e così via, magistrato integerrimo non certo di sinistra o «girotondino», non uso a utilizzare sentenze o ordinanze per «riscrivere la Storia» o per dare giudizi morali o politici o per sostituirsi al legislatore, ma anche dalla sinistra sempre rispettato.

    Alcuni quesiti questi fatti hanno posto alla mia mente. Perché quella parte della sinistra e dei «democristiani pentiti», che ha sempre puntato il dito contro i «servizi segreti deviati» e sempre pronta a invocare la legalità e il giustizialismo, tace? Una risposta c’è. Per essere coerenti con se stessi, bisognerebbe mettere sotto inchiesta l’operato di Aldo Moro; ma essi l’hanno eretto a «icona» dell’Ulivo, poi della Margherita, poi dell’Unione e ora dell’alleanza Partito Democratico-Italia per le Manette e le Forche, riducendo un grande statista, grande esperto di politica estera e di utilizzo, diciamo anche un po’ spregiudicato dei servizi segreti e delle loro «covert action», a un piccolo «catto-comunista» d’accatto.
    Perché magistrati come il giudice Priore, che tutto sapevano, non sono intervenuti contro una palese violazione della legalità anche costituzionale? Perché, come Aldo Moro, sapevano che esisteva a fondamento della Repubblica e a tutela della comunità civile una «ragion di Stato» che poteva e doveva portare in situazioni emergenziali a valicare i limiti della stretta legalità. Certo fortunati Aldo Moro, l’ammiraglio Martini, prima capo del controspionaggio, poi dello spionaggio e poi del SID e del Sismi, che non fossero arrivati ancora nelle procure e negli uffici d’istruzione ragazzi del ’68, che non essendo riusciti a conquistare il governo dello Stato con la loro caricatura della rivoluzione, cercano di farlo a colpi di sentenze, ordinanze e veline ai giornali! Sarebbero finiti tutti in galera!

    Perché il dottor Bassam Abud Sharif ha svelato queste cose, ora? Forse per ricordare che oggi è in vigore un «Accordo Tizio-Caio-Mevio-Sempronio» che ha tenuto al riparo l’Italia, unico Paese non dico in Europa, ma nel mondo, da attacchi di Al Qaida e dalla galassia dei movimenti islamici radicali che direttamente o indirettamente ad essa si riferiscono, compresi i Talebani, gli Hezbollah e Hamas, magari avendo come contropartita la tolleranza nel nostro Paese verso gli imam e le moschee centro d’agitazione radicale, i caveat alle nostre missioni militari all’estero, la conduzione antisraeliana e filo-Hezbollah della missione Unifil del disinvolto Gen. Graziano, che anche il Governo Berlusconi tiene al suo posto, e così via. Vuoi un consiglio, caro Direttore? «Si taccia!», come da questo momento farò anch’io, perché, pur avendo ottant’anni, io a conservarmi la pellaccia ci tengo e voglio evitare bombe o sventagliate di mitra, islamiche o israeliane che siano.

    Francesco Cossiga

    Fonte: http://www.ilgiornale.it
    19.08.08

  • lino-rossi

    “… Vuoi un consiglio, caro Direttore? «Si taccia!», come da questo momento farò anch’io, perché, pur avendo ottant’anni, io a conservarmi la pellaccia ci tengo e voglio evitare bombe o sventagliate di mitra, islamiche o israeliane che siano.”

    si vede che Cossiga se ne intende.
    ma per Bologna, sull'”errore palestinese”, non è convincente.
    vedi Ciolini
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/12/arrestato-finto-generale-della-nato-denuncio-falso.html
    http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20080712&ediz=20_CITTA&npag=41&file=DSDSDS_995.xml&type=STANDARD
    http://digilander.libero.it/prigionieropolitico/memorialefederici.htm

    “Laddove invece di depistaggi reali, effettivi, concreti, sorretti da prove – e non da indizi -, si tratta noi troviamo il silenzio.
    Un silenzio tombale!
    Peggio: la noia, l’ostentato disturbo ogni qual volta il nome del famoso primo testimone erariale o della corona della Storia del processo penale in Italia, rimbomba in questa aula. Alludiamo, è evidente, a ELIO CIOLINI e al colossale depistaggio di cui egli fu, prezzolato, profumatamente prezzolato, autore.
    Pure, ci sia consentito, pure signori Giudici e soprattutto signori Giudici Popolari, pure signor P.M., pure egregi Colleghi della Parte Civile che più di altri stringete il naso al solo baluginare delle prime sillabe del nome fatale di Elio CIOLINI, pure, dicevamo, del depistaggio CIOLINI esistono non già indizi, ma prove. Prove pesanti come macigni.

    Ma c’è di peggio e non di poco!
    Risulta agli atti del processo fiorentino – per una scoperta fatta da questa difesa, ancora una volta, scoperta che, ovviamente viene tempestivamente comunicata anche agli inquirenti bolognesi -, che Gentile e Floridia nel luglio del 1982 si incontrano, fere clam et precario, in Svizzera, nella casa del Geometra Gentile, fratello del magistrato, che appunto vive a Lugano, con l’onnipresente, all’epoca, Elio CIOLINI.
    Risulta anche, si faccia bene attenzione, che tale incontro avviene proprio lo stesso giorno o un giorno prima o dopo, un asserito incontro ‘semi-ufficiale’ avvenuto fra gli stessi personaggi negli ambulacri, nei corridoi – sì, sì signori nei corridoi – del Tribunale di Como, incontro nel corso del quale Elio Ciolini fornirebbe (e vedremo poi come il condizionale è più che di obbligo) ai due inquirenti le copie di documenti bancari attestanti pagamenti avvenuti su Banche Svizzere.
    Il tutto come da verbale di costatazione redatto dai due inquirenti che trovasi agli atti di questo processo!!!
    Il silenzio!
    Ma c’è molto di peggio. Perché infatti Ciolini rendendo una dichiarazione che egli sa che sarà inoltrata ai Magistrati e di Firenze e di Bologna dice che in occasione dell’incontro avvenuto in Svizzera, nella casa del fratello di Gentile, i due inquirenti ebbero a versargli 70 milioni di lire in banconote nuove da Lire 100.000 ancora con la fascetta della Banca d’Italia. Peggio: perché Ciolini, che sapeva, ripetiamo, che la sua dichiarazione veniva raccolta solo per essere portata a conoscenza degli inquirenti e fiorentini e bolognesi, dice che al momento del pagamento i due inquirenti, lamentando il fatto che anche loro avevano sostenuto un fracasso di spese mai rimborsate da questo ingeneroso e improvvido Stato Italiano, si trattengono ben 30 milioni!
    E non è finita: perché Ciolini dichiara ancora di aver contestato tale pretesa e di aver quindi chiamato a Ginevra il suo ‘superiore’ e ‘protettore’ (in effetti lo proteggeva a spese del Governo Italiano – e qui si va ben oltre i termini del ridicolo, se non fosse che sullo sfondo ci sono pur sempre le vittime della strage -) René DEFAGO. Che quindi avrebbe parlato con Gentile e concordato con questi la ‘trattenuta’.
    Signori Giudici, Colleghi, dopo tanto solo ed unicamente il silenzio!!! Il criminoso, che tale è, silenzio!”

  • macosamidicimai

    Cossiga, piu’ che un picconatore, è un vero disinformatore.
    Dicono che ci sia stata la II Repubblica, non è vero!
    Finchè Cossiga esternerà le sue panzane saremo sempre nella prima, ed unica, banana republic.

  • lucamartinelli

    non vi nascondo, cari amici, la mia perplessita’. ma da quando Cossiga parla al popolo? non l’ha mai fatto. lui parla ai suoi pari. al popolo racconta solo menzogne. da sempre massone fedele servitore della corona inglese, è riuscito a essere complice dell’assassinio di Moro. non basta questo a delineare il personaggio? non ho mai creduto a una sola parola di Cossiga. ricordo perfettamente, a proposito della strage di Bologna, che il primo a parlare di esplosione accidentale, fu Licio Gelli. Cossiga, suo amico e confratello, non fa altro che fornire una cassa di risonanza. con tutti i guai che i palestinesi avevano a casa propria, non ha nessun senso che girassero l’Europa a organizzare attentati. non era nel loro “modus operandi”. con una unica eccezione: l’attacco ai banchi della compagnia aerea israeliana a Fiumicino. ma era un attacco mirato. scusate, dimenticavo l’attacco durante le olimpiadi di Monaco. ma anche li si tratto’ di attacco mirato. quindi continuo a credere che quando Cossiga parla, lo faccia solo per mandare messaggi e quant’altro a chi li sa leggere. saluti a tutti