UN REFERENDUM PER TENERSI L'EURO ?

UN REFERENDUM PER TENERSI L'EURO ?

DI GIOVANNI BUCCHI

italiaoggi.it

Intervista a Borghi Aquilini (Lega): «Grillo sa benissimo che tale referendum non avrà effetti» . M5s lo indice soltanto per fare rumore e un favore a Renzi

La nuova campagna di Beppe Grillo per un referendum sull'uscita dall'euro «è la tattica più efficace per bloccare qualsiasi possibilità di abbandono della moneta unica». Parola di Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord nonché docente all'Università Cattolica di Milano, l'uomo più ascoltato da Matteo Salvini su questi temi e con il quale il leader del Carroccio ha scritto il manuale «Basta Euro». Non appena il fondatore del Movimento 5 Stelle domenica scorsa ha annunciato via blog la mobilitazione dei banchetti per raccogliere le firme così da indire un referendum, Borghi (omnipresente su Twitter) ha lanciato la controffensiva per smontare punto per punto le tesi dell'ex comico genovese.

Domanda. Professore, perché ce l'ha tanto con i 5 Stelle? In fondo volete la stessa cosa: uscire dall'euro.

Risposta. Come Forza Italia, il Movimento 5 Stelle è un partito che ha avuto il privilegio di poter ascoltare per primo le spiegazioni sul perché oggi sia quanto mai urgente e necessario uscire dall'euro. È ormai famosa la mia lunga intervista a Claudio Messora (blogger e già responsabile della comunicazione dei 5 Stelle al Parlamento Ue, ndr). Tutto questo prima che incontrassi Salvini, l'unico poi ad avermi veramente ascoltato. Ne parlai addirittura con Berlusconi...

D. E come andò?

R. È finita che Forza Italia alle ultime europee non ha fatto una campagna elettorale contro l'euro, probabilmente a seguito del famigerato Patto del Nazareno con Renzi.

D. Torniamo ai 5 Stelle.

R. Oltre all'intervista a Messora, un anno fa ho parlato a un convegno organizzato da loro alla Camera dove iniziai dicendo 'Io sarò brutale'. La grande colpa dei 5 Stelle, insieme a quella di Forza Italia, è stata di non aver costruito alle elezioni europee un fronte anti euro che avrebbe potuto arginare Renzi e che, insieme alle affermazioni dei partiti contro la moneta unica sia in Francia che in Inghilterra, avrebbe creato seri problemi agli euroburocrati di Bruxelles. Grillo e Forza Italia sono stati complici in questo salvataggio di Renzi e delle politiche europee.

D. Però adesso Grillo lancia la mobilitazione e chiede un referendum.

R. Questa campagna è l'esatta continuazione dell'attività a favore di Renzi e dei pro euro, già iniziata mesi fa quando i grillini decisero di non schierarsi contro la moneta unica in campagna elettorale.

D. Lei è contrario al referendum sull'euro?

R. Chi chiede un referendum sull'euro, come fa Grillo, prende in giro gli italiani. Le faccio un esempio: se io sono a Milano e devo andare a Torino, salgo sul primo treno che mi porta in quella città. Ma se invece prendo il treno per Padova, poi una volta in carrozza dico a tutti di fare un referendum per decidere se andare a Torino mentre il treno va a Padova, sto prendendo in giro le persone. Non puoi chiedere alla gente di appoggiarti per una battaglia se tu poi vai nella direzione opposta.

D. In che senso Grillo va nella direzione opposta?

R. In Italia non si possono fare referendum sui trattati, è incostituzionale. Grillo propone allora una legge costituzionale per indire un referendum, sulla base di quanto fatto nel 1989 per il conferimento di mandato al Parlamento europeo. Peccato però che il leader dei 5 Stelle si dimentichi di dire che per approvare una tale legge servono i voti dei due terzi del Parlamento, cosa assolutamente impossibile in questo momento dove il Pd ha saldamente in mano la maggioranza almeno alla Camera. Non solo, Grillo dimentica anche di specificare che questo referendum sarebbe soltanto consultivo, quindi una sorta di sondaggione sull'euro, con una campagna referendaria quasi sicuramente influenzata dai poteri economici e finanziari di Bruxelles. È un'ipotesi non percorribile e irrealizzabile.

D. Si è dato una spiegazione di tutto questo?

R. Quando uno non conosce le cose, può agire per ignoranza, come ho fatto anche io per un certo periodo. Ma dopo che ti è stato spiegato cosa significa uscire dall'euro e come andrebbe fatto, se continui a muoverti in un'altra direzione sei in malafede. E mi dà un dolore pazzesco doverlo dire, perché sarebbe importantissimo creare un fronte no euro, ma i 5 Stelle in questo seguono le tesi di Casaleggio, contrario all'uscita dalla moneta unica. Anzi, adesso i grillini si sono messi in testa di sabotare il movimento di uscita dall'euro, e non riuscirei a immaginare una tattica più efficace di questa: portare su un binario morto tante persone sinceramente convinte di fare questa battaglia.

D. Cosa andrebbe fatto secondo lei?

R. Occorrerebbe unire le forze veramente contro l'euro, sedersi a un tavolo e preparare l'uscita in maniera professionale. Poi bisogna fare cadere il governo e andare alle elezioni alleati con una sola priorità: fuori dalla moneta unica, tutto il resto viene dopo.

D. Nel Pd ci sono state aperture sul superamento dell'euro, soprattutto da Cuperlo e Fassina.

R. Non mi stupisce che qualcuno si stia svegliando anche a sinistra, perché le posizioni del Pd sono sempre più insostenibili alla prova dei fatti. Sono convinto che una volta usciti dall'euro, tutti sosterranno di avere sempre detto che si sarebbe dovuto fare così; un po' come quando in Italia è caduto il Fascismo e s'è scoperto che tutti erano sempre stati antifascisti. Già, ma solo dal giorno dopo la caduta.

Giovanni Bucchi

Fonte: www.italiaoggi.it

Link: http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1945071&codiciTestate=1

9.12.2014


Commenti (25)

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    1. clausneghe 10 dicembre 2014

      Insomma, il leghista vendicativo ci sta dicendo che "NO non si può perchè la mamma non vuole. Lo ha anche scritto,ignoranti."

      Si dimentica che le leggi gli uomini le fanno e gli uomini le disfano.
      Poraccio, è della stirpe montiana, ce l'hanno nel dna, il non capire fino in fondo. Si fermano ai numeri e alle Leggi. Bah.
    1. pol 10 dicembre 2014

      Amo comedonchisciotte , ma come potete riportare un articolo di italiaoggi ? Questa testata è seconda in classifica per finanziamento pubblico ai giornali (come più volte denunciato sul blog di Grillo). Che cosa vi aspettate? Che gli diano ragione? Io Borghi l'ho conosciuto proprio nell'intervista di Messora...come anche Bagnai. Mi sembrano due accademici un po sbruffoni. Preferisco di gran lunga Barnard..... Questo non vuol dire che siano totalmente sbagliate le loro ragioni...ma apparentarsi con la lega...con Salvini? ...cazzo il nuovo che avanza. Proviamo ad andare oltre per favore.... almeno voi...comedonchisciotte. Grazie.

    1. Rosanna 10 dicembre 2014

      Teniamo presente che sta parlando un leghista della prima e dell'ultima ora, che ha avuto la spudoratezza di sostenere Salvini alle elezioni europee, il "ball boy" del sistema, che raccatta le palle per poi consegnarle alle destre e concludere la vicenda "euro" con una vera e propria "restaurazione" dei vecchi regnanti al potere.

      Opportuno ricordare le parole dei Principe di Salina, nel "Gattopardo":

      "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli
      sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore,
      continueremo a crederci il sale della terra."

    1. radisol 10 dicembre 2014

      Quella di Grillo ( ma prima ancora del gruppo Ross@ che l'ha persino già depositata come questito ) è l'unica procedura possibile per arrivare ad un referendum sull'euro ...

      Poi, va da se che la cosa avrebbe esito felice solo se il M5S andasse al governo con le elezioni ... la stragrande maggioranza delle cosiddette "leggi di iniziativa popolare", infatti, non vengono nemmeno mai discusse in parlamento ...

      Però è curioso che sti gruppetti "no euro" ultraminoritari ed autoreferenziali, quasi tutti ormai proto-leghisti ... e che non indicano alternative pratiche perchè ovviamente non ce ne sono ... prima hanno starnazzato contro il M5S per circa due anni perchè questo non prendeva una posizione netta sull'euro ... ed oggi invece che, sia pure tardivamente, l'ha presa gli danno addosso per il motivo opposto ...

    1. zingaro 10 dicembre 2014

      Io farei molta attenzione a dire:"Fuori dall'euro" (sopratutto con un referendum, l'esperienza mi insegna che i referendum o vanno nella direzione comoda ai soliti noti o non se ne fa nulla). Si sa cosa si perde ma non si sa a cosa si va incontro.
      La lotta va fatta nella direzione propositiva: imporre una moneta di proprietà dei cittadini, non delle banche. Magari si chiamerà anche Euro, perché no! Ma il suo funzionamento sarà diverso ed è di questo che abbiamo bisogno. Non di un nome

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