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UN PREMIO NOBEL PER CHERNOBYL ?

Non può esserci un’atomica pacifica

DI ALICE SLATER

Il Comitato del Premio Nobel per la Pace ha fatto un occhio nero alla
pace
assegnando la propria onoreficenza annuale all’Agenzia Internazionale
per
l’Energia Atomica insieme al suo Direttore, Mohammed El Baradei,
ironicamente, per il suo lavoro nel fermare la diffusione delle armi
nucleari. L’AIEA è stata nel mondo il più efficace agente di incremento
della diffusione di armi nucleari sul pianeta con la sua promozione
dominata
dalle industrie di cosiddetta tecnologia nucleare “pacifica”.

La crisi nucleare che ci troviamo a fronteggiare oggi è il risultato
diretto
dell’esportazione di tecnologia nucleare pacifica verso paesi come
l’Iraq,
l’Iran e la Corea del Nord. Infatti ogni reattore nucleare consente ad
un
Paese di sviluppare le proprie armi nucleari, come abbiamo visto nel
caso di
India, Pakistan e Israele che non sono mai entrate a far parte del
Trattato
di Non Proliferazione ed ora possiedono arsenali nucleari come
risultato di
tecnologie nucleari “pacifiche”. Sotto l’apparenza della “pace” altri
Paesi,
come Sud Africa, Argentina, Brasile e Libia, erano pure loro ben
avviati
sulla strada dello sviluppo di bombe nucleari, che in seguito hanno
abbandonato.

La comunità internazionale ha già riconosciuto che la tecnologia nucleare pacifica è la via d’ingresso alla proliferazione di armi nucleari
quando richiese le firme di 44 Nazioni “potenzialmente nucleari” sul Trattato
per il Bando Totale dei Test Nucleari (Comprehensive Test Ban Treaty – CTBT)
prima che questa proliferazione potesse accadere. Questi sono i 44 Paesi in
possesso dei 440 reattori nucleari nel mondo, che vomitano i loro rifiuti
radioattivi tossici trasformabili in bombe. I sottoscrittori del CTBT erano ben consapevoli che con il possesso di un reattore nucleare ad una Nazione
si consegnavano le chiavi per una fabbrica di bombe e che quindi andava inclusa in ogni sforzo per bandire i test nucleari, indipendentemente
se proclamasse o no una qualsiasi intenzione di sviluppare delle armi.

L’AIEA è stata utile nel coprire gli effetti disastrosi sulla salute
provocati dalla tragedia di Chernobyl, minimizzando il numero delle
morti
con l’attribuzione di soli 50 decessi direttamente all’incidente.
Questa fu
una copertura degli studi sulla salute eseguiti dalla Russia e
dall’Ucraina
che stimarono migliaia di morti e migliaia di persone che soffrirono di
cancro alla tiroide e leucemia come risultato dell’incidente. Questa
copertura fu dovuta senza dubbio all’accordo collusivo tra l’AIEA e
l’Organizzazione Mondiale della Sanità, accordo che prevede che se una tra
le due organizzazioni avvia qualsiasi programma o attività nei quali l’altra ha o potrebbe avere un interesse sostanziale, la prima deve consultarsi con
la seconda con lo scopo di risolvere la questione con intese
reciproche.
Così ai nostri scienziati e ricercatori dell’OMS si richiede che i loro lavori vengano esaminati dal sostenitore dell’industria per le tecnologie nucleari “pacifiche”, l’AIEA. Per esempio, l’OMS abbandonò la sua agenda originaria del 1961 per la ricerca sulle implicazioni basilari sulla salute
umana della contaminazione del cibo. Cedette all’AIEA, la cui missione è preservare l’industria nucleare e non la salute delle persone, l’ultimo baluardo nel ricercare la sicurezza dei cibi contaminati. L’AIEA sta guidando una campagna globale volta ad appoggiare la legalizzazione, la commercializzazione e l’approvazione al consumo di cibi irradiati.
“Dobbiamo conferire con esperti nei vari campi di comunicazione e psicologia per tranquillizzare l’opinione pubblica”, stabilisce un rapporto dell’AIEA, raccomandando anche che il procedimento (di irradiazione dei cibi n.d.t.) “non dovrebbe essere richiesto sull’etichetta”.

E’ tempo per l’AIEA di rinunciare alla sua duplice missione nella tecnologia nucleare. Mentre l’Agenzia potrebbe giocare un ruolo utile ispezionando e verificando la conformità agli accordi sul disarmo nucleare, non può continuare ad agire con un evidente conflitto di interessi come scudo
per l’industria nucleare. Piuttosto, la comunità globale dovrebbe fondare un’Agenzia Internazionale per l’Energia Sostenibile e assegnare i nostri premi per la pace a sforzi più lodevoli. Abbiamo bisogno di dare un’opportunità alla pace.

Alice Slater*
Fonte:www.counterpunch.com/
Link:http://www.counterpunch.com/slater10092005.html
8/9.10.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIENTE

*Fondatrice di Abolition 2000, una rete globale che
lavora ad un trattato per eliminare le armi nucleari ed è co-convenor del Gruppo di Lavoro Abolition 2000 per l’Energia Sostenibile. Svolge anche mansioni di Presidente del Centro di Azione di Risorsa Globale per l’Ambiente (Global Resource Action Center for the Environment – GRACE),
un’organizzazione no-profit che lavora per instaurare legami tra ricerca, politica e comunità popolari in modo da promuovere soluzioni per preservare il futuro del pianeta e proteggere la qualità dell’ambiente.

vedi anche:

Nobel per la pace al mastino dell’atomo che riporta il punto di vista convenzionale sull’argomento.

Pubblicato da Davide

  • Sancho_Panza

    Beh, il premio Nobel fu istuitito per commemorare Nobel, l’inventore della polvere da sparo o sbaglio ? Sarebbe cioè il premio per ‘la pace’ attribuito dalla fondazione creata con i proventi della polvere da sparo e degli esplosivi in genere, o no ?
    Dati questi presupposti, non mi stupisce più di tanto che oggi venga attribuito all’agenzia per la proliferazione del nucleare ‘pacifico’. Basta intendersi sul concetto di ‘pace’, qualcuno lo intende come assenza di guerra, qualcun’altro come condizione di non ostilità e quindi collaborazione fra stati e qualcun’atro ancora, più semplicemente come ‘pace eterna’.