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UN PO’ DI DIGNITA’, PER DIO !

DI CARLO BERTANI

Mentre tutto il pianeta sta con il fiato sospeso per sapere se gli USA si trasformeranno nella URSA (Unione delle Repubbliche Socialiste Americane), ossia se verranno cacciati nel didietro degli americani 1.000 miliardi di dollari, le “perdite” delle banche americane e dei giochetti dei broker, si fa viva Infostrada/Wind.
Non compare nel fantasmagorico mondo delle animazioni tridimensionali, non ci sono la solita cosciotta nuda e le inflazionate tette al vento ad accompagnarla: si presenta in modo tradizionale, quasi in doppiopetto. Dalla normalissima buca delle lettere.
Lo fa per ricordarmi che devo loro 24,60 euro. Per il periodo 11/7-19/9 del 2008.
Ma, già nello scorso Marzo, avevo inviato disdetta del contratto con lettera raccomandata, sotto dettatura di una gentile vocina di un call centre, nella quale chiedevo la rescissione.
Errore di forma, non avevo indicato chiaramente “anche i servizi Internet”. Provo ad argomentare che l’errore di forma è stato loro, ma non c’è niente da fare.
La rabbia rode, ma facciamo finta che abbiano ragione. La prima volta pago e riscrivo il 9/6/2008:

“…chiedo che siano disattivati tutti i servizi (telefonia ed Internet) che Wind Telecomunicazioni s.p.a. mi ha fornito e fornisce, compreso Internet, abbonamenti vari, ecc. per il numero telefonico 0174/xxxxxxx. In altre parole: tutto.”


Adesso, dopo la raccomandata con ricevuta di ritorno, sembra che sia tutto a posto.
No, non è cambiato nulla: per loro, sei un clientes ad libitum, perpetuo, legato al carro per sempre. Paga 24,60 euro fino al giorno del Giudizio, e taci. Anche se hai dato disdetta un mese prima del periodo in oggetto!

Inutile parlare con i poveri ragazzi del call centre: «Ci auguriamo che riesca a risolvere i suoi problemi…»
Poveracci: li pagano un tanto a contratto – credete che non lo sappiamo? – e se ne “staccano” uno chissà cosa rischiano. Di stare in ginocchio sui ceci per sei mesi?
Negli uffici legali, invece, giovani avvocati con il sangue mescolato al veleno di vipera (probabilmente pagati un po’ di più dei loro colleghi dei call centre), s’inventano arzigogoli giuridici per incastrare la gente. Pecore da tosare, in barba al Diritto Romano ed all’Habeas Corpus.

Così, squallidi personaggi che copriranno con i loro visi “alla lampada” i rotocalchi, s’arricchiranno senza disturbo, senza nemmeno averne sentore. Ci pensa la gerarchia.

24 euro a me, 20 a te, 50 all’altro: che si chiamino Infostrada, Telecom, Tele2, Wind o chissà chi altro, se ne strabattono delle comuni regole del commercio. Ogni tanto pagano qualche misera multa all’Antitrust od all’Autorità per le Comunicazioni, ma sono quisquilie rispetto a quello che riescono a carpirci.

Sono gli stessi che il potere “richiama all’ordine” quando c’è da risolvere un problemucolo da nulla come Alitalia: gente! – tuonano dall’Empireo romano – vi concediamo ogni sorta di prebenda da riscuotere, vi lasciamo liberi di tosare gli italiani come meglio ritenete, vi diamo licenza d’interpretare le norme valicando le norme stesse. Ora, serrate i ranghi della centuria e portate il vostro obolo al signore, al Chigi del nostro tempo.
Ordinati, si mettono in fila – anzi, in cordata! – per eseguire gli ordini del signore di Nottingham. Che, per prenderci per i fondelli, emana decreti a nome di Robin Hood! In cambio, completa libertà di saccheggiare le campagne: un film già visto.
Oh, intendiamoci, per realizzare lo stesso piano “salvifico” di Bush: la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite, Alitalia o Lehman, poco cambia. I soldi li prendono a noi: anzi, siccome violano la legge, li rapinano.

E che dovremmo dire, allora, delle autostrade “private” e sempre più scassate, nelle quali il tributo si paga in egual modo, anche se su 200 km di percorso si viaggia per 50 km su un’unica corsia? A nessuno viene in mente che il servizio viene pagato – se è un servizio privato! – per l’intero percorso? E, quando, ci facessero percorrere 150 km ad una sola corsia? Oppure, l’incubo della tangenziale di Mestre, è una nostra fantasia?
Poi, i treni “fucilati” sul campo: “Si avvertono i passeggeri che il treno 1717 è stato soppresso. I viaggiatori potranno…”. Potranno attaccarsi al tram, se c’è. Perché il treno è stato soppresso, fucilato, impiccato: come Saddam.
Chi se ne frega dei lavoratori che torneranno a notte fonda, degli studenti che telefoneranno «Mamma, vieni a prendermi: hanno soppresso il treno…» Tutto normale: soppresso. Come un cane in fin di vita.
Se arriverete a casa a notte fonda, in ogni modo, potrete sempre seguire la puntata numero 9734 del processo di Cogne. Va in onda nell’Alveare 1.

Ora, tiriamo un po’ le somme: non sono certo ricco, ma 24 euro sono ancora alla portata del mio budget familiare.
Penso invece ai pensionati a 700 euro il mese (che sono i più a cascare in queste vere e proprie truffe legalizzate), ai disoccupati (+ 300.000 in un anno!), ai tanti lavoratori interinali che non sanno se il mese prossimo avranno ancora di che vivere. Ma anche agli operai che guadagnano 1.000 euro il mese, ai precari, agli stessi ragazzi dei call centre, che fanno un lavoro infame per 500 euro il mese.
Per molte di queste persone, 24 euro sono già un problema: non saranno la fame ma, la rinuncia ad una misera pizza con gli amici, sì. Lor signori, imperterriti, tosano tutti.

La gente di Chiaiano lotta ed affronta la militarizzazione “sudamericana” del suo territorio, per non far morire di cancro i suoi figli, quella di Vicenza si ribella all’imposizione – da parte di uno Stato estero che non ha manco più i soldi per mettersi le pezze al sedere – di una cementificazione selvaggia, per fare dei loro prati un nuovo strumento di morte da esportare nel pianeta.

I nostri politici – servili, collusi, corrotti, incapaci, imbelli, incompetenti – si piegano oramai a tutto e mostrano d’avere, al posto della colonna vertebrale, una lisca d’acciuga. Il Presidente, il Presidente… il Presidente tace: manco, più, “fuma la pipa”.
Potremo andare avanti a postare commenti qui a là, a “quotare” oppure no un articolo: l’unica risposa sarebbe creare una nuova formazione politica partendo da noi, dalle tanta persone che ancora sanno usare il cervello. Cosa facile a dirsi, un po’ meno a farsi, perché sarebbe proprio una traversata del deserto.
Possiamo postare commenti al vetriolo sul blog di Grillo – non m’interessa sapere chi è veramente Grillo e tutte le dietrologie che si trascina sul groppone – ma, alla fine, non sortiremo nessun effetto.

Allora, iniziamo da quel che abbiamo: il Web. E non si venga a dire che bloccheranno anche quello: non possono, perché l’economia, oggi, non può fare a meno di Internet.
In tempi lontani, avrebbero preferito sopprimere la stampa, ma non ci riuscirono. Galileo, per chi ricorda un po’ di Storia, chinò la testa ma inviò i suoi manoscritti ad Amsterdam per la pubblicazione, nelle Zeven Provinzen. “Libere” Province.

Abbiamo solo il Web? E, allora, per Dio: usiamolo!
Se abbiamo ancora un cuore, se abbiamo ancora dignità di noi stessi e ci riconosciamo nel tanto dolore degli altri, degli italiani che non trovano più voce, gridiamolo! Non precipitiamo noi stessi nel silenzio, non chiudiamoci nella viltà degli ignavi!
Gridiamo loro in faccia che c’è gente la quale non ha ancora perduto del tutto il cervello, che sa riconoscere una truffa: non tutti gli italiani sono fuggiti all’Isola dei Penosi!
Io, invierò lettera raccomandata a chi di dovere, ma facciamolo in tanti con un semplice gesto: per la nostra, residua dignità, per quella dei pensionati al minimo, per gli stessi lavoratori dei call centre, schiavi senza memoria, vocine vuote, paraventi – loro malgrado – di questo potere corrotto, del più basso impero che si possa immaginare. E tocca loro farlo per 500 euro il mese.

Chi desidera far sapere a lor signori che ci truffano a centinaia di migliaia, può inviare questo articolo alle due caselle di posta elettronica sotto indicate. Tanto per far loro capire che esistiamo ancora.
La procedura è questa:
Dal menu File di Explorer (se usata un altro browser ci sarà una procedura analoga), scegliete Invia, Pagina per Posta Elettronica, poi copiate la prima casella postale nella casella A: ed inviatelo. Ripetete l’operazione, se volete, con la seconda.
PS: intasate le loro caselle, non la mia!

Autorità per le Telecomunicazioni: [email protected]
Ministero delle Comunicazioni – Ufficio relazioni con il pubblico (c’è solo un sottosegretario con delega, non contiamo niente): [email protected]

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2008/09/un-po-di-dignit-per-dio.html
30.09.08

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    Ma non era lei un accanito sostenitore del libero mercato?
    Questo è il libero mercato se ancora non lo ha capito.
    Liberi di truffare le persone che non sono utenti ma pecore da tosare.
    Invece di incitare alla rivolta con procedure assurde si rivolga al co.re.com della sua regione oppure vada sul sito della sua regione cerchi co.re.com. e si scarichi il modello gu segua la procedura ( che è a gratis) e presenti la sua denuncia.
    Se ha ragione otterrà giustizia.

  • albertgast

    “….24 euro a me, 20 a te, 50 all’altro….”
    …e 16 euro a me, che non sono un gran che, ma coi tempi che corrono non ci si sputa sopra. Confesso di non amare particolarmente i nuovi “mezzi” di comunicazione, ho una certa età, e già odiavo il telefono, figuriamoci il telefonino. Quindi lo uso poco e con poca attenzione. Quando la ricarica costava 5 euro, per me che caricavo al massimo 20 euro alla volta era una “tassa” non indifferente, così mi consigliarono di ricaricare almeno 50 euro alla volta per “spalmare” la spesa. Non l’avessi mai fatto. Mea culpa di non aver tenuto conto della data di ricarica, perchè è passato più di un anno, e il telefonino mi è stato disattivato. C’era ancora un residuo di 16 euro, a cui ho dovuto dare l’addio. Il gestore era Wind. Ora, è vero che avrei dovuto fare la ricarica in tempo, ma, chiedo io, dopo che mi hanno stressato per anni con sms inutili di tutti i tipi, perchè non mandarmi un avviso della prossima scadenza? Io qui ci vedo della malafede, anche perchè la scadenza era il 15 del mese ed il telefonino ha smesso di funzionare il giorno dopo, cioè il 16. Cmq, stabilito che le norme erano quelle, e che non le avevo rispettate, ho però deciso di cambiare ugualmente gestore (anche se alla fine sono tutti uguali) ed ho chiesto il rimborso del residuo.
    A parte una procedura ingarbugliata di raccomandate RR da mandare non so a chi, i miei 16 euro li avrei rivisti solo alla condizione di poterli accreditare su un altro telefono wind, cosa di cui io non disponevo. Alla fine, anche se le associazioni dei consumatori a cui avevo chiesto lumi mi avevano detto che avrei dovuto essere rimborsata in ogni modo, io ho lasciato perdere, perchè solo di Raccomandate e rotture di scatole avrei speso di più di quello che mi veniva restituito. Se non fosse che quando i figli sono in giro, un sms mi tranquillizza sui loro ritardi, il telefonino lo avrei buttato nei “rifiuti particolari” e avrei continuato a vivere come ho fatto fino a che non lo hanno inventato. Alla fine sono anch’io nel gregge, anche se sto belando con un po’ di depressione.

  • ghigo

    firefox–>file–>invia link–>…
    non ci credo che esista ancora gente che pretende di fare discorsi sensati sull’importanza di internet e poi crede che tutti usino, non solo windows, ma explorer, che al giorno d’oggi usano solo i matusa. c’è firefox, è molto meglio sotto ogni aspetto, ma soprattutto è software libero.
    il giorno che chi vuole divulgare un messaggio a più gente possibile smetterà di rivolgersi ai cretini, forse, ci sarà un cambiamento.
    per dio!

    mi cade un mito, bertani che usa explorer!!!

  • maristaurru

    Caro Professore, non so come lei la pensi a riguardo del diritto e alla morte dello stesso ne bel Paese, ma personalmente mi sento di farle notare che appellarsi ora al Diritto Romano, ai suoi principi ed alla sua razionale giustezza, è terribilmente tardivo ed inutile.
    Ho vissuto, sbigottita ed addolorata come molti, alla distruzione sistematica , ragionata e politicamente motivatissima ad opera di alcuni Professori e giovani ed ammanicati assistenti di area progressista, alla distruzione dell’odiato Diritto Romano e a sottili e crudeli lotte per il potere giocate su questo campo con ogni mezzo ed in vista di ulteriori e corpose lotte di potere .

    Quel che si semina, si raccoglie. Il Diritto è morto, e le assicuro che quelli di noi che per cultura, frequentazioni e conoscenze potevano capire, lo hanno visto morire ed assassinare in diretta in quel della Sapienza a Roma, mentre giovani progressisti e “preparati” , ” la speranza del futuro”, sputando sulle tradizioni , si andavano ad erudire dal buon Mao, per la gioia dei baroni vincenti sulla pelle di noi cittadini comuni infine. Ne è nato gran parte di quel che viviamo nei tribunali, e non mi sembra un bel vedere al di là delle diatribe pseudopolitiche.

    Ed ora eccoci arrivati alla negazione del diritto, di ogni diritto banale per i cittadini comuni . Ma siamo arrivati anche ai giovani che , solo se raccomandati, a migliaia fanno un lavoro ripetitivo e sostanzialmente non formante, ma rimbecillente, convinti pateticamente quando vanno in Tv, di aver acquistato una “professionalità”. O ai giovani che vengono nelle Cooperative di ogni ordine e colore,vengono sottoposti ad un Caporalato legalizzato, vergognoso ed indegno di un Paese Civile o “normale”, secondo alcune frasi fatte di d’alemiana matrice.

    Tutto si tiene insieme, mi creda, avendone il tempo, si potrebbe trovare e dipanare il sottile filo, prima rosso, poi trasversale ( pecunia non olet) che lega i disastri che viviamo da quel maledetto periodo cui alludo : gli anni dal 67 in poi, almeno per quanto ho potuto vedere alla mia ormai disastrata Facoltà di Giurisprudenza. Con un pò di buona volontà si potrebbe trovare la “data precisa” di un grande ricatto che come in un domino , ha pian piano fatto cadere i giusti birilli, ricatto operato poi oltretutto da chi era in situazione di esser ben più ricattabile dei ricattati, come troppo tardi si è fatto sapere, almeno in parte. Così avviene che il Paese stia ancora nella mota, involtolandosi in mille bugie ed ameni giochini delle tre carte.. uno sfinimento.

    Ed anche l’arroganza di Infostrada, dell’Enel, delle infinite Agenzie , delle burocrazie più proterve che mai, tra le quali io pongo quelle bancarie perennemente impunite e pronte a farsi da sole il diritto e sul campo e nelle segrete stanze, ( ed anche qui chi volesse darsi la pena do leggersi gli atti Parlamentari, potrebbe avere amare sorprese), in qualche modo si avvantaggia e si nutre del clima in cui si è “volontaramente” in quegli anni sciagurati preteso di immergere il Paese.. ci resta, l’istinto di conservazione per chi ce lo ha, e santa Pupa per gli altri.

  • Cornelia

    Visto che sul blog di Bertani non si può commetare se non si è iscritti ai servizi Google, metto qui:
    Carlooo non te ne libererai MAI PIU!!! A me Infostrada ancora mi perseguita per una bolletta del 2000!!! Arrivata DOPO la disdetta e regolarmente pagata (nella speranza di togliermeli dai piedi).
    Hanno venduto più e più volte il loro presunto credito ad agenzie di recupero sempre più cafone, li ho dovuti minacciare con l’avvocato. Ultimo aggiornamento della rottura di scatole: Marzo 2008. Spero sia finita, ma non ci conto troppo.
    Tieniti tutti i pezzi di carta, specialmente la ricevuta di ritorno della disdetta.

  • Affus

    Quoto maristaurru !

    Comunque, si vede che a Bertani non gli è capitato di disdire con Tele2 la quale assicura il servizio solo 4 giorni alla settimana se non c’è troppo traffico e i cui operatori scompaino dalla circolazione . Solo segreteria telefonica !
    Infine 80 euro per disallacciamento linea quando per fare il contratto lo hanno fatto gratis per distaccarmi dalla telecom . + 60 euro alla telecom per il rientro e per riallacciamento linea !
    CGL , CISL e UIL , le sanno queste cose ?

  • CarloBertani

    Scusate, signore e signori, ma qui si sta un po’ perdendo il filo della trattazione. Non si tratta di browser, di Diritto e vi ringrazio per i vostri suggerimenti. Per vostra conoscenza, fui colui che denunciò la famosa truffa di “Teleconomy” – ricordate? – per la quale Telecom Italia si prese una multa di 4,5 milioni di euro. Qui, si parlava d’altro, sin dal titolo. Si narrava di una delle tante truffe, un solo esempio, poiché ce ne sono mille (autostrade, ferrovie, ecc) alle quali il nostro povero popolo di sudditi è storicamente assoggettato. E non è neppure una vicenda di “libero mercato”: provate a truffare in questo modo tedeschi e francesi, provate. Il nocciolo del problema è una sola parola: “dignità”. C’è altro da dire?
    Grazie a tutti
    Carlo Bertani

  • NerOscuro

    Di truffa simile c’è quella delle bollette luce/acqua/gas che sono regolarmente gonfiate. Uno dei motivi per cui sono gonfiate è giustificato con i calcoli sui consumi medi nello stesso periodo dell’anno precedente. Ebbene, o non conoscono la statistica o fanno i furbi ammantando di scientificità il tutto perché il consumo medio calcolato dovrebbe essere due volte quello reale per poter giustificare il consumo presunto. Siccome questi “errori” si ripetono sistematicamente, non c’è più la possibilità di credere alla loro buona fede: si tratta di un sistema per raggirare gli utenti tout court. Ormai in Italia si fa i soldi come fanno i gangster.

  • ghigo

    mi scusi lei Bertani, ma i software proprietari sono un’altra truffa e non di poco conto. naturalmente il mio primo intervento era ironico, ciò non toglie che fosse vero.

  • nessuno

    Trovo patetico che una fans di berlusca parli di morte del diritto.
    Ma lei è o ci fa?

  • SilvioDellAccio

    Sarà perché ho letto e apprezzato Gurdjeff, che durante la rivoluzione del 1917, girava la Russia con una pistola e un porto d’armi double-face! (Su un lato c’era quello rilasciato dagli uffici dello zar, e sull’altro lato del foglio c’era quello rilasciato dai comitati rivoluzionari); e sarà anche perché ho tanto amato (e considero ancora un mio Maestro di vita) il “Knulp” di Hermann Hesse, che girava il mondo con carte false; ma quando la Wind (tanti anni fa) mi chiese qualche decina di migliaia di lire, per un contratto che non avevo (secondo loro) correttamente disdettato, ho semplicemente evitato di rispondere; e ho poi ignorato anche tutti i loro solleciti, comprese le minacce di un’azione legale, di un avvocato.
    Ormai i diritti della Wind, nei miei confronti (ammesso che esistessero) si sono abbondantemente prescritti…
    Il “potere” non ci sfrutta soltanto rubandoci i soldi, ma anche e soprattutto, levandoci il tempo, con infinite norme, burocrazia e anche con tanti “errori”.
    Io credo che sfuggirgli comunque, sia una legittima difesa, che non ha niente a che fare con la subdola furbizia, di chi ci sfrutta.
    Silvio Dell’Accio
    http://www.nautica.it/freelife
    http://digilander.libero.it/silviodellaccio

  • rodigi

    …perdona, ma a mio parere si farebbe prima a rendere nulle tutte quelle clausoline inserite nei vari contratti che ci fanno firmare due, tre, quattro volte (per inchiappettarci meglio); sono tutte in contrasto con il codice civile ma per il solo fatto che io appongo una, due, tre firme, queste valgono perchè espressamente, da me, approvate.
    Eliminiamo questa possibilità per tutti, banche ed assicurazioni per prime, e rendiamo, per legge, senza valore tutto quello che contrasta con le norme del codice civile, anche se sottoscritto.
    Si, lo so, sono molto ignorante in materia ma desidero ardentemente che tutti i cittadini italiani vengano tutelati da leggi dello Stato che non consentano a queste orde di ladroni, in perenne combutta con la quasi totalità del cosiddetto “mondo politico”, di depredare gli Italiani!!!!
    Perdonate lo sfogo!!!