UN PIANO SEGRETO PER L'EUROZONA

DI VON F.EDER, O.GERSEMANN, J.HILDEBRAND E S.JOST
welt.de

I quattro massimi esponenti delle autorità europee si riuniscono a cena per mettere in campo un progetto strategico sul destino del’Eurozona. Le preoccupazioni principali sono quelle di sempre: stabilità dell’euro e del sistema bancario, andare avanti contro lavoro e welfare, centralizzare le decisioni in materia militare, diplomatica e fiscale.

Effetto annuncio o accelerazione della tabella di marcia dell’Europa superpotenza? “Le nostre discussioni hanno dimostrato che abbiamo bisogno di portare l’Unione economica e monetaria in una nuova fase”, aveva detto Herman Van Rompuy dopo il vertice Ue la settimana scorsa. A quanto pare, le massime autorità europee starebbero mettendo a punto un piano per rafforzare l´euro e favorire la ripresa dell´economia nell’area dell’euro. L’esistenza del piano segreto è stata svelata ieri dal settimanale tedesco Welt am Sonntag.

Van Rompuy si è riunito con il Presidente della Commissione Barroso, il Presidente dell’Eurogruppo Junker e il presidente della Banca centrale europea Draghi, avevano indicato quelli che definiscono gli “elementi costitutivi essenziali e un metodo di lavoro per raggiungere questo obiettivo”. Nella cena di lavoro i quattro massimi esponenti della tecnocrazia europea, intendevano pianificare l’Europa del futuro e per grandi linee, il piano è già visibile. L´obiettivo è quello di presentare una bozza del cosiddetto piano operativo al Consiglio europeo che si terrà il 28 e 29 giugno.

I punti chiave del progetto sono quattro: riforme strutturali comuni, politica di bilancio integrata, unione bancaria e unione politica.

Secondo quanto trapelato il dossier prevede un rafforzamento dei poteri per le istituzioni europee sui bilanci nazionali, un ente di controllo europeo per il settore bancario con nuovi poteri, maggiore integrazione sulle politiche economiche, fiscali, di politica estera e di sicurezza e una riforma dei piani di welfare. Secondo la Welt am Sonntag inizialmente il piano potrebbe essere introdotto solo ai 17 Paesi dell’Eurozona e non a tutti i 27 dell’Unione europea.

La parte più concreta del piano sembra essere quella dedicata al ruolo della Bce che dovrebbe assumere un assetto costituito da tre elementi: vigilanza bancaria, assicurazione dei depositi e un fondo comune d’emergenza centrale per le banche “bisognose”. La filosofia dominante rimane quella del rigore e della riduzione del debito pubblico e della messa in sicurezza del sistema bancario privato.

Soprattutto quest’ultima viene ritenuta la risposta diretta ad uno dei maggiori problemi della crisi dell’euro: le grandi banche in difficoltà che diventano rapidamente una minaccia alla vita al paese d’origine, un rischio che ha già spinto l’Irlanda nel cosiddetto “piano di salvataggio” e ora minaccia la Spagna. Inoltre, i sistemi di assicurazione dei depositi hanno dimostrato di essere affidabili solo quando dietro di esso c’è un paese ricco. La contropartita sarebbe il passaggio dell’attività di vigilanza bancaria dalle singole banche nazionali alla Bce. Ma gli stati membri dell’Ue in cui le banche hanno superato la crisi o sono stati già stabilizzati i loro bilanci fiscali non sembrano gradire molto questa “intrusione” della Bce.

Riserve analoghe emergono anche rispetto ad un fondo di salvataggio europeo. “Specialmente in Germania, si può vendere questa idea solo se il fondo è finanziato dal settore finanziario stesso, come una tassa bancaria o una tassa sulle transazioni”, affermano alcune fonti della Bce. “Sarebbe una assistenza a breve termine con il denaro dei contribuenti – il che significherebbe una sorta di unione fiscale che rientrerebbe dalla porta di servizio”.

Maggiore consenso, ovviamente, sulle misure antisociali relative a lavoro e welfare. “Per prima cosa le riforme strutturali. E’ il refrain tedesco dall’inizio della crisi e che si è abbattuto come una clava sugli Stati dell’Europa mediterranea costretti a tagliare i loro sistemi di protezione sociale e deregolamentare i loro mercati del lavoro. A questo punta anche il Fiscal Compact, il patto fiscale voluto fermamente dalla Merkel e che consentirebbe alla Commissione Europea di portare i paesi che non rispettano il pareggio di bilancio davanti alla Corte di giustizia Europea. Ma secondo molti esperti la mancanza di una politica fiscale comune tra gli stati membri rimane il punto di debolezza dell’Unione Europea.

Sul piano politico permane e si accentua però il cosiddetto deficit democratico nell’Unione europea. Un rafforzamento del Parlamento Europeo – secondo i 4 eurocrati riuniti a cena – contribuirebbe a ridurre il deficit. Gli architetti della nuova Europa sperano che i cittadini diventino maggiormente entusiasti per l’Europa se ottengono più potere a Bruxelles.

Al fondo di questi ragionamenti e progetti c’è soprattutto la visione di un’Unione Europea che parla con una sola voce nel mondo – anche in materia come le azioni militari o un seggio unico europeo nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la politica fiscale comune. Ma la banda dei quattro rileva come per raggiungere questi obiettivi richieda un quadro legislativo comune – e questo può far fallire il progetto. La Corte Costituzionale federale della Germania ha messo in chiaro come il Parlamento Europeo non rappresenti adeguatamente i tedeschi – perché il criterio di “una testa un voto” non tiene conto delle dimensioni e del potere dei singoli stati membri, per cui Grecia e Germania sono uguali.

Secondo alcuni osservatori questo “piano” dei quattro massimi esponenti delle autorità dell’Unione Europea sembrerebbe puntare più ad un effetto annuncio che a passi concreti. Difficile però ritenere che i poteri decisionali europei intendano giocare ancora in surplasse mentre la competizione globale e la crisi infuriano nelle maggiori economie capitaliste, Europa e Stati Uniti soprattutto.

Versione originale:

Von F. Eder, O. Gersemann, J. Hildebrand und S. Jost
Fonte: www.welt.de
Link: http://www.welt.de/wirtschaft/article106409741/Der-geheime-Bauplan-fuer-das-neue-Europa.html
3.06.2012

Versione italiana:

Fonte: www.contropiano.org
Link: http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/9357-un-piano-segreto-per-leurozona
4.06.2012

Traduzione per www.contropiano.org a cura di SERGIO CARARO

9 Commenti
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Tanita
Tanita
4 Giugno 2012 23:09

E a questi signori gli ha eletti… Chi?
La BCE dei banchieri privati poi, portando soluzioni per… Chi?

Il brillante cervello europeo del passato che tanto ha dato all’Umanità pare soffrire un’Alzheimer galloppante e magari una buona parte dei cittadini europei è sotto l’effetto delle porcherie versate sotto forma di chemtrials, che ne so. Ma c’è una tale confusione da far paura.

Truman
Staff CDC
5 Giugno 2012 4:07

Dice l’articolo:
La filosofia dominante rimane quella del rigore e della riduzione del debito pubblico e della messa in sicurezza del sistema bancario privato.

Traduzione: la filosofia di fondo è quella solita di privatizzare i profitti e socializzare le perdite.

Hamelin
Hamelin
5 Giugno 2012 4:45

Limpido e chiaro…

Nulla di nuovo all’orizzonte…
Se fossero onesti intellettualmente dovrebbero dire almeno come fanno in modo pratico a “Mettere in sicurezza il sistema bancario ” visto che è tecnicamente un pozzo senza fondo.

AlbertoConti
AlbertoConti
5 Giugno 2012 5:17

“Van Rompuy si è riunito con il Presidente della Commissione Barroso, il Presidente dell’Eurogruppo Junker e il presidente della Banca centrale europea Draghi” …. “La Banda dei Quattro fu un gruppo di quattro politici della Repubblica Popolare Cinese che furono arrestati nel 1976, dopo la morte di Mao Zedong, ed in seguito processati e condannati.” ….. Al posto di Mao mettici il sistema bancario, e il risultato non cambia di molto. Speriamo almeno che la storia si ripeta.

Georgejefferson
Georgejefferson
5 Giugno 2012 5:54

DA BARNARD Creare gli Stati Uniti d’Europa. Questo curerebbe il male principale, ma poi ne introduce un altro tale e quale. Per rendere l’Euro sovrano, per far sì che i mercati sappiano che l’Eurozona ha Ability to Pay (vedi sopra), e per far sì che si spezzi la dipendenza dai prestiti dei privati per poter acquisire la nostra moneta, si crea un governo centrale d’Europa con un ministero del Tesoro centrale che lavora con la BCE come fa Washington con la FED. A quel punto ok, l’Euro sarà sovrano di questi Stati Uniti d’Europa e gli Euro saranno creati dal governo centrale senza prenderli in prestito da nessuno. Naturalmente quelli che oggi sono gli Stati come Italia, Olanda, Germania ecc., cioè teoricamente separati e indipendenti, diventeranno Stati federali come la California, il Missouri, la Florida ecc. Qual è il problema? Bè, primo che voglio vedere se ce la facciamo culturalmente dopo secoli a dissolverci in un unico Stato e a obbedire tutti al suo governo a Bruxelles. Ne dubito. Poi, e soprattutto, dato che questa sarebbe proprio la definitiva perdita di qualsiasi sovranità degli Stati membri (ancor più di ora), cosa succede se al governo centrale europeo comandano le elite… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
5 Giugno 2012 7:50

Gli europei ci sono, eccome, con qualche riserva per i tedeschi che hanno un complesso di superiorità e per i francesi un po’ troppo spacconi. Ma tutto sommato le masse sarebbero pronte per una comunità equa e solidale. Sono i ricchi che non sono pronti, e non lo saranno mai. Questo è lo scontro vero, ridurli alla ragione a suon di tasse per ricchi, l’unico ingrediente mancante per un Europa vera, forte Q.B. per stabilizzare il mondo. La banda dei quattro deve cadere miseramente, come il castello di carta che rappresenta, per far posto ad un autentico patto sociale che non dimentichi nessuno, e men che meno le maggioranze che ancora lavorano, nonostante tutto. La BCE può anche conservare il nome, ma solo quello. Delle altre istituzioni “comunitarie” non val neppure la pena di parlarne, vanno rottamate per far posto a istituzioni democratiche nella sostanza. Si può fare, basta che gli europei si sveglino da quest’incubo dovuto ad un’indigestione di privilegio di lungo corso.

andyconti
andyconti
5 Giugno 2012 11:17

De Gaulle voleva un’Europa delle Patrie, in cui nessun organismo sovranazionale avesse poteri deliberativi. Diceva De Gaulle a Montanelli (Corriere della Sera 07-1-2001):
«Per fare la Francia ci sono voluti settanta re e sette secoli di sangue. E lei vorrebbe che si contentasse di diventare una provincia d’Europa?».

AlbertoConti
AlbertoConti
5 Giugno 2012 11:46

De Gaulle è stato l’ultimo grande di Francia, ma è morto e sepolto insieme alla sua epoca.

Tanita
Tanita
5 Giugno 2012 12:43

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