UN MISSILE DI TROPPO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

L’abbattimento del cacciabombardiere Su-24D russo sul confine turco-siriano è un affare di poco conto, oppure una vera e propria “boa” scapolata dai turchi, secondo come il Ministro degli Esteri russo Lavrov si esprimerà domani (25 Novembre) ad Ankara. E da come risponderanno i turchi. In altre parole, le carte – oggi – sono tornate in mano russa ed i turchi potevano, francamente, non andarsi a cercare “grane” col potente vicino, visto che dimostrare la territorialità dell’abbattimento sarà molto arduo e, in definitiva, di scarsissimo interesse: ciò che conta, è il dato politico.

Avremo modo di conoscere com’è andata la missione turca di Lavrov nelle prossime settimane, tenendo d’occhio la composizione aerea della missione russa in terra siriana: oggi, è composta soltanto da cacciabombardieri, quali sono i Su-24D e, parzialmente, anche i Su-34. La differenza fra i due velivoli non è soltanto una questione di “età elettronica” (anche i Su-24D, ampiamente rimodernati, sono comunque ottimi velivoli) bensì di “qualità radar”. Semplificando: mentre il Su-24 può soltanto lanciare – nel confronto aria-aria – missili con guida all’infrarosso e poche miglia di gittata (autodifesa), il Su-34 può lanciare anche missili a guida radar attiva, con portate dell’ordine delle 25 miglia nautiche, 50 chilometri circa, che è tutto un altro affare. Pur rimanendo un aereo per l’attacco al suolo.

Politicamente, quindi, la scelta di puntare sul Su-24 è stata una scelta politica, un modo per dire “svolgiamo la nostra missione anti-ISIS e basta”, lasciando ai pochi Su-34 schierati il compito, più che altro, di “mostrare la bandiera”. Non si spiega altrimenti la scelta d’inviare una missione aerea senza protezione in aria, giacché l’ISIS non ha aviazione – e in aggiunta c’è l’aviazione siriana a sorvegliare i cieli – in un territorio molto conteso, dove operano due aviazioni temibili e ben equipaggiate, come quella israeliana e quella turca. Di certo, Lavrov chiederà la certezza assoluta che simili attacchi – da ogni parte provengano – non abbiano più luogo, giacché è evidente che uno sconfinamento di poche miglia non implica nessun pericolo per la Turchia.

Solo per citare un esempio, durante le prime fasi dell’ultimo conflitto in Jugoslavia, un giorno d’Estate una mia cara amica era al mare, ed andare al mare – per i triestini – significa spostarsi o verso Miramare, o verso Muggia, che è cittadina di confine. Ebbene, quel giorno s’era recata in una spiaggia nei pressi di Muggia, quando udirono un frastuono assordante e, dalle loro spalle, sbucò una formazione di cinque Mig-29 (sloveni? croati? serbi?) la quale – probabilmente per l’abbrivio e l’inerzia del volo a quelle velocità – era ampiamente sconfinata in territorio italiano. I Mig virarono subito e cabrarono in alto (per diminuire la velocità e manovrare meglio): in ogni modo, giunsero quasi sulla città di Trieste prima di rientrare in Slovenia. Tutto avvenne in pochissimi minuti e nessun aereo italiano, ovviamente, si alzò poiché fu preponderante il dato politico: nessuno di quegli aerei ce l’aveva con l’Italia, ed avevano abbastanza guai in casa propria per cercarne degli altri. Così saranno andate le cose anche su quel confine fra Turchia e Siria, ma i turchi hanno reagito: perché? Poiché il dato politico è diversissimo.

L’ordine d’abbattere l’aereo russo è probabilmente giunto dal quartier generale Nato di Bruxelles – sconfinamenti di questo tipo, in quelle situazioni, sono comuni – ed alla Turchia poteva far piacere oppure no, ma ha dovuto obbedire. La Turchia non vede poi così male la missione russa, poiché l’ISIS è una minaccia anche per il partito moderato di Erdogan, però c’è l’altro aspetto, ossia l’alleanza con Assad, la sua difesa come fedele alleato del fianco Sud dell’Orso Russo. E, questo, è un bastone fra le ruote per Ankara: ma la contrapposizione fra russi e turchi è vecchia di secoli, dalla battaglia di Sinope in poi.

Quello turco è stato dunque un avvertimento, una sfida che – ovviamente – non viene lanciata da Ankara, bensì da Washington (per la questione ucraina), Bruxelles (per servaggio nei confronti USA, l’UE non ha interessi a controllare militarmente l’Ucraina, anzi) e da Tel Aviv, per una sorta di “no fly zone” che la presenza dei russi ha stabilito – di fatto – nell’area, e che “infastidisce” molto Israele.

C’è, infine, la questione petrolifera che ruota intorno al porto di Tartus, alla quale tutti sono interessati, ma è una contrapposizione meno rischiosa: in ambito energetico, tende a prevalere l’accordo piuttosto che la violenza, soprattutto quando gli attori sono “di calibro”.

Per Mosca si pone quindi un dilemma, che ha – a ben vedere – un’unica soluzione: se la scelta è stata quella di tornare grande potenza sullo scenario mondiale – Georgia, Ucraina, Siria – ora non possono mettere la coda fra le gambe

Perciò, Lavrov chiederà una sorta di “pass” senza problemi, e senza arretrare di un millimetro nella difesa del regime di Assad: se lo otterrà, non avverrà nulla. Al contrario, vedremo arrivare a Latakia anche i Su-27 e, forse, addirittura qualche Su-35: roba che non ha certo paura degli F-16, turchi od israeliani essi siano.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2015/11/un-missile-di-troppo.html

24.11.2015

22 Commenti
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Cataldo
Cataldo
24 Novembre 2015 15:52

Questo Bertani parla senza nemmeno leggersi le veline minime di agenzia, i russi hanno già sul posto almeno 10 SU30, che sono intercettori puri e che possono abbattere gli F16 da decine e decine di km, non è certo una questione di mezzi.

Noumeno
Noumeno
24 Novembre 2015 16:03

putin ha sbagliato a chiedere collaborazione dei paesi nato, doveva chiudere subito spazio aereo siriano e spianare isis …

IVANOE
IVANOE
24 Novembre 2015 16:07

Dopo parigi, putin ci è cascato e adesso lo hanno fatto impantanare fino al collo…
capito adesso l’origine dell’attentato ?
capito per chi era la trappola ?
Putin che si schiera con il finto alleato e và ad aiutare la siria…e poi. BOOOOMM
i turchi ad orologeria buttano giù un aereo russo pseudo-alleato…
Che farà putin ?
Nulla lo hanno fregato…dovrà accettare le scuse turche e poi sarà linciato politicamente dal popolo e dai militari e tempo 6-12 mesi sarà cacciato via dal governo russo e il suo posto lo prenderà l’ultimo liquidatore dell’impero russo iniziato nel 1989… e poi i famosi alleati occidentali si orienteranno sul vero bersaglio : la cina e poi quello che voleva Hitler che è stato tanto combattuto dagli Usa, e cioè la conquista den mondo sotto l’egida della " cocacola " si avvererà !

Cataldo
Cataldo
24 Novembre 2015 16:13

Non basteranno le scuse ai turchi, come minimo verranno distrutti gli assetti turchi in Siria, le conseguenze saranno profonde.

Noumeno
Noumeno
24 Novembre 2015 16:56

fino a ieri putin rifulgeva di luce propria , basta un aereo abbattuto a
cambiare tutto ? siamo seri, molto piu probabile che i russi si compattino
contro i nemici esterni ..
i turchi comunque  difficilmente si scuseranno..

idea3online
idea3online
24 Novembre 2015 16:59

Se la tua analisi è corretta siamo nel periodo descritto prima di Daniele 11:29,30, ma se non lo è, se la Russia resisterà, se verrà chiamata ad assolvere un compito oltre quello a noi percepibile….in poche parole siamo dentro fino al collo nei primi sigilli dell’Apocalisse, il terzo ed il quarto a seguire…..

yakoviev
yakoviev
24 Novembre 2015 17:00

Lavrov non andrà a Ankara, l’hanno già comunicato

mda1
mda1
24 Novembre 2015 18:13

In effetti VP si comporta correttamente con quelli che possono essere definiti solo come dei gangsters: usa, turchia, francia, gran bretagna, il paese che non può essere criticato, arabia saudita, qatar….

geopardy
geopardy
24 Novembre 2015 18:22

Penso che neanche nei cartoni animati di più bassa lega possa succedere una cosa del genere. I russi hanno già risposto informalmente, più che gli intercettori, a loro dire, attiveranno le difese elettroniche, che oscurano i radar degli altri (così potrebbero anche volare, addirittura, più internamente alla Turchia senza essere visti). Vero che è stata presentata da alcuni partiti di minoranza la mozione di richiesta di rompere i rapporti diplomatici con la Turchia, ma non credo sia il momento questo e semmai avverrà, c’è di mezzo il Turkish-stream, mica ciarabattole. Certo che Erdogan deve essere in…to nero, perchè il petrolio siriano dell’isis, di cui i russi hanno distrutto la maggioranza dei camion cisterna, sembra essere gestito direttamente dal proprio figlio. Con l’attivazione dei sistemi di oscuramento elettronico, un qualsiasi paese limitrofo, potrebbe essere attaccato dai russi in ogni momento, senza lasciare la possibilità di una valida replica. Altra dichiarazione di Putin, i turchi ci hanno pugnalato alla schiena, seguita, però, dall’affermazione di accertare i fatti, prima di potersi esprimere in maniera definitiva; lo stesso era accaduto per l’attentato dell’Airbus, lo hanno reso noto (ma sicuramente lo sapevano da subito), che si trattava di un attentato, solo dopo la mattanza di… Leggi tutto »

CarloBertani
CarloBertani
24 Novembre 2015 18:23

Controlla meglio le tue fonti, che le mie le controllo sempre accuratamente, soprattutto da quale Paese provengono. Shalom

adestil
adestil
24 Novembre 2015 18:29

per me i russi non faranno niente..purtroppo non possono dire che è stata una lattina ISIS o un incidente,lo hanno potuto fare perchè ad Israele faceva comodo che lo dicessero,per l’aereo civile,ma ora il popolo russo deve saper eche la russia può essere colpita impunente e Putin,il loro simbolo di forza,non può fare niente..non è un vero nazionalista è tutto sommato un occidentale avvezzo ai giochi politici di tipo occidentale ed alla finanza..di cui ovviamente i maestri sono americani..sono i media che lo fanno sembrare duroi veri duri sono emarginati in russia,sono Zouganov e Zirinosky che però il potere mediatico russo ed il capitalismo russo ha sempre tenuto isolati e fa gioco all’occidente tenere alla guida uno come Putin che tutto sommato ingoia quasi tutto senza reagire duramente.. fosse accuduto che la russia abbatteva un aereo turco o USA o francese scoppiava il terzo conflitto mondiale e Putin sarebbe stato dipinto come un mostro sanguinarioi media all’unisono avrebbero ripetuto a tutte le ore il mantra per sconvolgere la popolazione.. invece un aereo russo abbattuto e non succede nulla..bastano le scuse,forse,date in privato… lo vogliamo capire o no che il vero potere è ancora in mano ad USA-UEe Putin fa quel… Leggi tutto »

mago
mago
24 Novembre 2015 18:41

Perfetta analisi..la buffonata della lattina è troppo forte..

penzones
penzones
24 Novembre 2015 18:53

Sono d’accordo, la  Russia sa che l’apertura del teatro bellico siriano ha
come scopo anche quello di coinvolgerla in un conflitto aperto con la
NATO, la dove non sono riusciti a farlo in quello ucraino. Una guerra
che Putin sa di dover evitare a tutti i costi. Ciò nonostante e nonostante il Turkish-stream, non credo che Putin la farà passare liscia a Erdogan.

Toussaint
Toussaint
24 Novembre 2015 18:57

In questa storia chi è che fa la figura del ‘moderato’ e chi quella dell”aggressore’? Visto che Putin l’Occidente lo descriveva come un aggressore, l’abbattimento dell’aereo gli gioca a favore. 

Lo stanno provocando, ma al suo posto non reagirei. Il ‘fronte interno’ occidentale, ovvero l’opinione pubblica, questa cosa l’ha ben registrata nella propria mente. 
A meno che non sia tutta una fiction fra Turchia e Russia. Ma chi può dirlo? In realtà brancoliamo tutti nel buio. 
Anche per l’aereo civile precipitato sul Sinai, comunque, Veterans Today ha ipotizzato un missile e non una bomba. Poco probabile, ma direi non da escludere del tutto, alla luce dell’abbattimento dell’aereo militare.
giannis
giannis
24 Novembre 2015 19:03

perché i russi fino alla fine vogliono evitare il conflitto nucleare , ma io mi chiedo , ma questa umanita’ merita di essere  protetta-salvata ??

Cataldo
Cataldo
24 Novembre 2015 20:42

Ci sono le foto satellitari dei primi 4 SU30 dispiegati con la prima tranche del pacchetto di intervento russo in Siria, gli altri sono arrivati man mano, gli ultimi arrivati sono rimasti in Siria dopo aver scortato parte di un raid a lunghissimo raggio di TU160 ed altri bombardieri in una azione senza precedenti storici.
Il problema non è di mezzi, la turchia aveva creato una no fly zone informale ai suoi confini siriani, un giocattolo che i russi hanno rotto.
https://www.rt.com/news/318654-su-30-incident-us-syria/
Comunque, dopo il contratto cinese sugli S35, che è un game changer di primaria importanza, può darsi che ne manderanno qualcuno in Siria, ma non certo perchè serva di per se.
Se Putin parla di pugnalata alla schiena è perchè i turchi avevano contezza delle azioni russe, e l’aereo è stato colpito a tradimento, vedremo sulla base di quali considerazioni perchè se è un’azione turca autonoma le conseguenze saranno molto pesanti per la Turchia.

geopardy
geopardy
24 Novembre 2015 22:18

In realtà ho letto pochi giorni fa, che l’Iran e la Russia stavano trattando, più o meno segretamente, un allaccio comune per il gas; l’articolo parlava di un comune gasdotto verso l’Asia, ma potrebbe essere che passando per l’Iraq sciita, possa anche congiungersi con la Giordania (prima dell’Iran, Putin è stato in Giordania ed entrambi i capi di stato hanno concordato una linea comune sulla lotta al "terrorismo") e passare per la Siria, poi da Cipro (anche lì c’è un accordo, sembra, per una base navale russa), poi, raggiungere la Grecia, collegandoci un altro gasdotto-oleodotto con il petrolio (e gas) del mega- giacimento scoperto in Egitto dall’Eni, anche di questo hanno parlato con l’Egitto, ma anche, forse, con il giacimento israelo-cipriota di recente scoperta.

Così facendo, taglierebbe fuori la Turchia e se ne fotterebbe del turkish-stream (non credo sia fantascienza).
Aironeblu
Aironeblu
25 Novembre 2015 2:42

A me l’ episodio sembra invece molto più grave di quanto creda Carlo Bertani. Dopo gli innumerevoli attacchi mediatici, politici ed economici, poi terroristici (Sinai), questo è il primo atto di guerra vero e proprio, di natura militare. 

Certamente una provocazione orchestrata con Washington, ma talmente esplicita da non poter passare per un incidente, e da mettere Putin di fronte ad un pericoloso bivio: non reagire, e subire in silenzio la prossima inevitabile serie di provocazioni, oppure andare fino in fondo alla questione e imporre la propria presenza con la forza. In ogni caso il regime di Washington continuerà ad alzare la posta con provocazioni e attacchi sempre maggiori, puntando allo scontro o al ritiro dell’avversario, perchè non ha altra scelta: l’imperialismo globale è la sola possibilità di mantenere in vita il suo mostruoso sistema fallito, almeno ancora per un po’, annettendo definitivamente l’Europa, il Medio Oriente, e questi odiosi BRICS che hanno osato sfidare la loro supremazia.
Insomma, a Putin non resta che la risposta militare.
geopardy
geopardy
25 Novembre 2015 11:19

Intanto la Russia, prendendo a pretesto, giustamente, l’abbattimento del suo cacca bombardiere, ha dichiarato che schiererà batterie di AS-400 per la difesa aerea.

Senza questo pretesto, sarebbe stato assai sospetto lo schieramento di questo ultramoderno ed efficientissimo sistema, dal momento che l’isis non ha aviazione e sistemi missilistici balistici.
Il sistema AS-400 ha una gittata di abbattimento utile di oltre 400 km, il che significa che sia Israele (per l’intero "suo" territorio fino a Gaza) sia la Turchia (in buona parte, compresa la base americana di Incirlik), la totalità di Cipro, quindi, quasi tutto il lembo orientale del mediterraneo e la quasi totalità del territorio siriano, diventano una sorta di zona di interdizione per azioni aeree e missilistiche ritenute ostili alla Federazione o alla Siria.
Se ci sommiamo, il nuovissimo sistema di oscuramento elettronico già in loco ed il fatto, che la Federazione ha raddoppiato il numero di aerei ed elicotteri in Siria da qualche giorno, io non provocherei ulteriormente l’orso.
Vetter
Vetter
25 Novembre 2015 11:23

Concordo in tutto, tranne forse sul ruolo di Putin. Ritengo ancora che sia un fine stratega, e che la dissimulazione sia la miglior strategia militare e politica.  La Russia è sotto attacco ormai da anni, e il fatto che lo sia dimostra che Putin non è persona gradita all’occidente (usiamo questo termine ma in realtà sappiamo tutti chi è l’ Occidente, è noioso doverlo continuamente ribadire), e nonostante le sue ingenti risorse, e la sua autosufficienza, non può restare così isolata e vessata ancora a lungo, col tempo si indebolirebbe troppo e diverrebbe facile preda anche dal punto di vista militare. Per questo negli ultimi anni, Putin ha iniziato ad instaurare rapporti di collaborazione con i paesi che in qualche modo hanno anche loro qualche convenienza a togliersi di dosso l’oppressione "OCCIDENTALE". La nascita della banca dei Brics, è una vera minaccia al monopolio del dollaro USA (e sottolineo dollaro USA) e non a caso a seguito di questi accordi si sono intensificate le manovre di accerchiamento e isolamento finanziario e territoriale alla Russia.La questione Ucraina è il colpo più duro che ha dovuto incassare negli ultimi anni, ma ancora tollerabile, la questione Siriana invece non poteva essere più ignorata,… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
25 Novembre 2015 11:34

Putin, secondo me, sta evitando un confronto disastroso per l’umanità, quindi, lascia aperta ogni collaborazione, per non dare l’impressione di essere troppo "alternativo" agli Usa.

Lo ha detto (non mi ricordo a quale capo di stato ad ottobre) chiaramente, che qualcuno vorrebbe far scoppiare un conflitto mondiale partendo dal Medioriente, ma noi lo impediremo.
MisterFrank
MisterFrank
4 Dicembre 2015 16:58

Credo che il sistema missilistico sia S-400, l’AS/400 è un computer dell’IBM.