UN MIRACOLO CHE SA DI FALLIMENTO

UN MIRACOLO CHE SA DI FALLIMENTO

DI PAOLO BERDINI

Ilmanifesto.it

Anche se nulla ancora emerge dall’informazione televisiva che ci inonda con le immagini delle inaugurazioni delle case per i terremotati dell’Aquila, il tragico fallimento dell’esperienza guidata da Bertolaso sta iniziando ad essere evidente a tutta la popolazione aquilana, anche a quella che aveva creduto alla favola delle new town. Ma proprio quando gran parte della stampa grida al miracolo della realizzazione di (poche) case in tempi rapidissimi, come è possibile parlare di fallimento? È che nella popolazione abruzzese inizia a rendersi evidente la cinica disinvoltura con cui il governo li priverà per molti anni a venire del bene più prezioso che essa aveva: le città, i borghi, i centri storici. Una popolazione che era abituata a vivere in luoghi in cui le relazioni umane erano rese possibili e facilitate proprio dai luoghi urbani, inizia a toccare con mano che dovrà abituarsi a vivere per molti e molti anni in condizioni di isolamento sociale, con le difficoltà a risolvere anche le esigenze primarie come quelle degli acquisti o dell’uso dei servizi pubblici. In quelle che hanno chiamato spudoratamente new town esistono solo abitazioni e nessun presidio sociale. Le città si riconoscono per i servizi sociali, ma questo ai liberisti fa evidentemente orrore. Se si tiene poi conto che buona parte di quella popolazione è anziana e non è in grado di spostarsi autonomamente con l’automobile, si comprende di quale misfatto si sia macchiato il governo.



Non saranno dunque i fuochi artificiali di questi giorni a cancellare l’infamia di aver scelto deliberatamente di trasferire in luoghi isolati, senza alcun servizio pubblico, senza la minima dotazione di quelle attrezzature private che rende gradevole (o almeno meno disagevole) la vita di tanti cittadini aquilani. E la condanna della popolazione sarà senza appello perché, come racconta nel suo bel libro Giovanni Pietro Nimis (Terre mobili, Donzelli editore, 2009), le alternative esistevano. Gli straordinari esempi di ricostruzione da eventi sismici sperimentati negli altri tragici casi (Friuli 1976 e Umbria-Marche 1997) sono lì a dimostrare che in tempi contenuti e con il coinvolgimento pieno delle popolazioni locali sono stati raggiunti risultati straordinari con un consenso generalizzato. Il Friuli è un esempio celebre di rinascita di una popolazione. I centri antichi dell’Umbria e delle Marche sono di nuovo vitali e abitati. Le case sono state rese sicure. Si obietterà che le popolazioni hanno dovuto passare qualche anno in scomodi container. Ma la scomodità era resa meno acuta dalla vicinanza alla propria abitazione, dall’essere localizzati all’interno dei luoghi urbani, dalla condivisione con le stesse persone con cui si erano condivise vite di relazioni,. L’assegnazione delle case abruzzesi è avvenuta per sorteggio: la vita ridotta ad una tombola a premi in cui guadagnano soltanto coloro che stanno realizzando alloggi che costano 2.800 euro a metro quadrato a fronte dei mille con cui si costruisce in ogni luogo d’Italia.



Così, famiglie che abitavano in un luogo conosciuto e misurabile nella vita di ogni giorno saranno costrette a vivere da tutt’altra parte, in tanti luoghi periferici scelti in base alla disponibilità dei suoli e non sulla base di un ragionamento sul futuro di una comunità urbana. E questo avviene senza che nulla si sappia sui tempi e sulle modalità della ricostruzione dei centri antichi, ad iniziare da quello de L’Aquila. Insomma pochi cittadini abruzzesi si vedono assegnare una casa mentre tutti non hanno ancora alcuna certezza su quando partiranno i lavori per la ricostruzione delle loro meravigliose città. A sei mesi dal terremoto del 1997, le due regioni coinvolte avevano già deciso criteri e suddiviso i centri da ricostruire in comparti operativi. A sei mesi dall’evento del 6 aprile 2009 sono state consegnate solo poche case. Ad un ragionamento organico si è sostituito un gesto teatrale sotto gli occhi delle televisioni. La complessità della città è stata sostituita dalla semplificazione di case in desolate periferie.



In questi giorni in cui Il Manifesto sta svelando la impressionante ragnatela con cui imprese blasonate hanno inquinato tanti luoghi del nostro paese. Mi hanno colpito le frasi di un colloquio di due malavitosi che parlavano dell’affondamento delle navi dei veleni lungo le coste calabresi. Dice il primo che a causa dell’affondamento il mare si guasterà per sempre. Il secondo risponde che con tutti i soldi guadagnati potranno cercare mari lontani e puliti. L’inquinamento, insomma, non li riguarda. Anche in questo caso la distruzione chissà per quanti anni delle comunità urbane non coinvolge i decisori. Nelle periferie de L’Aquila ci andrà la parte debole della società. Mica loro.

Paolo Berdini

Fonte: www.ilmanifesto.it

30.09.2009

Commenti (39)

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    1. hansolo 3 ottobre 2009

      Le C.A.S.E. della premiata ditta B&B sono peggio del troiaio di Milano2, te l'assicuro io che all'Aquila ci sono nato e ci vivo da 48 anni! Un mio amico ingegnere e fino a ieri sostenitore sfegatato del Berlusca si è visto assegnare per se e la sua famiglia (moglie e due piccoli) un loculo nelle C.A.S.E. di Bazzano: si sente male al solo pensiero di dover stare lì dentro per chissà quanti anni! Palazzi di 3 piani e centinaia di appartamenti, se realizzati in 3 mesi quali garanzie di durevolezza possono dare? Il progetto C.A.S.E. era con tutta evidenza già pronto dentro il cassetto della Protezione Civile, per essere tirato fuori alla prima occasione (e infatti era già bell'e pronto 2 giorni dopo il sisma). Per realizzarlo sono passati sopra tutto e tutti, hanno esautorato il comune e militarizzato la città. Quello che non si sa e che la stampa ufficiale non dice è che all'Aquila c'è un consistente patrimonio edilizio facilmente recuperabile, costituito dall'insieme delle abitazioni classificate "A" (agibili), "B" (inagibili per danni non strutturali, per esempio tamponature che rischiano di cadere, tegole pericolose ecc.), "C" (inagibili per danni strutturali non gravi). Molte di queste abitazioni sono "prime case" ma non dimora principale (capita che un uomo ed una donna possiedano ciascuno una sola casa, si sposino e vadano ad abitare a casa di uno dei due...), oppure seconde case. Il governo ha assicurato i finanziamenti (con soldi che però ancora non ci sono) solo per le prime case che sono anche abitazione principale, per il resto so' ca77i.
      A causa dell'esiguità dei fondi stanziati o si ristrutturavano TUTTE queste case (che ora sarebbero quasi tutte pronte) oppure si costruivano le C.A.S.E. con gettate immani di cemento armato per le faraoniche quanto inutili piattaforme antisismiche (a cosa serve una piattaforma antisismica se sopra ci costruiscono una casa già di per sé antisismica?) che hanno fatto lievitare i costi di queste C.A.S.E. a circa 2700 euro al mq!!! Laddove i costi di costruzione di una casa antisismica si attestano sui 1300 euro al mq massimo!!! Non solo, le tanto sbandierate C.A.S.E. basteranno solo per ospitare 15.000 persone, ma all'Aquila e dintorni vivevano oltre 80.000 persone! Mentre costruivano le C.A.S.E. 30.000 di queste persone sono state sfollate nelle strutture ricettive della costa, soprattutto nel teramano (il presidente della Regione, uno dei tanti fantocci telecomandati da Berlusconi, è teramano, guardacaso!), 20.000 stavano sotto le tende a costi simili a quelli di un albergo a 3 stelle (!!!), e questa storia VA ANCORA AVANTI! una spesa media di 40 euro al giorno a persona per 6 mesi a quanto ammonta? 360 milioni di euro!!! Per riparare le case facilente riparabili (A, B e C) hanno dato al comune dell'Aquila solo 10 milioni dei 20 promessi, quando per le sole case "A" ne servirebbero 120!!! Se invece delle C.A.S.E. avessero da subito favorito la riparazione di tutte le abitazioni facilmente recuperabili adesso l'emergenza abitativa sarebbe in gran parte rientrata, il resto del fabbisogno avrebbe potuto essere facilmente soddisfatto con casette in legno come quelle consegnate ad Onna e come quella che ha costruito mio fratello per il conto suo nel giardino di casa sua (http://farm4.static.flickr.com/3448/3895496339_419ede6658_b.jpg), al costo di circa 500 euro al mq (800 al massimo). In tal modo la fase di contenimento dell'emergenza abitativa avrebbe coinciso con la prima fase della ricostruzione, senza mostruosità come queste

      http://www.laquilanuova.org/wp-content/uploads/2009/09/att_jpg.jpg

      http://www.protezionecivile.it/gallery/images/copy_4_web4.jpg

      http://www.regione.piemonte.it/protezionecivile/images/stories/Notizie/TERREMOTO_ABRUZZO_6APR09/new_case_sfollati.jpg

      Adesso invece i soldi sono stati spesi tutti per le C.A.S.E., rovinando per sempre territori agresti di notevole bellezza, e la case degli aquilani stanno ancora così:

      http://farm3.static.flickr.com/2644/3895595135_593481f23f_b.jpg.

      Dopo 6 mesi le macerie sono ancora tutte dove stavano il 6 aprile, anzi sono aumentate perché la mancata messa in sicurezza degli edifici lesionati ha provocato ulteriori crolli. I vigili del fuoco impediscono (giustamente) di entrare in molte abitazioni per prendere vestiti e suppellettili, in quanto prima di consentire l'accesso queste devono essere messe in sicurezza A SPESE DEI PROPRIETARI perché loro (i VVFF) non hanno mezzi, uomini e risorse finanziarie sufficienti. Le C.A.S.E. di Berlusconi sono non sono solo una passerella mediatica cinicamente architettata per i propri fini, rischiano di essere il colpo mortale, dopo il terremoto, a quella che era la sesta città d'arte italiana. D'altra parte già Ingazio Silone, che subì il terremoto di Avezzano del 1915, ebbe a dire: i danni peggiori non li fanno le guerre ed i terremoti, ma i dopoguerra ed i dopoterremoto! Se tutti gli italiani, e non solo gli aquilani, non stanno molto attenti e all'erta, l'Italia fra una decina d'anni rischia concretamente di avere una meravigliosa città d'arte in meno ed una nuova Scampia in più.

    1. hansolo 3 ottobre 2009

      Le C.A.S.E. della premiata ditta B&B sono peggio del troiaio che dici, te l'assicuro! Un mio amico ingegnere e fino a ieri sostenitore sfegatato del Berlusco si è visto assegnare per se e la sua famiglia (moglie e due piccoli) un loculo nelle C.A.S.E. di Bazzano: si sente male al solo pensiero di dover stare lì dentro per chissà quanti anni! Palazzi di 3 piani e centinaia di appartamenti, se realizzati in 3 mesi quali garanzie di durevolezza possono dare?
      Il progetto C.A.S.E. era con tutta evidenza già pronto dentro il cassetto della Protezione Civile, per essere tirato fuori alla prima occasione.
      Per realizzarlo sono passati sopra tutto e tutti, hanno esautorato il comune e militarizzato la città.
      Quello che non si sa e che la stampa ufficiale non dice è che all'Aquila c'è un consistente patrimonio edilizio facilmente recuperabile, costituito dall'insieme delle abitazioni classificate "A" (agibili), "B" (inagibili per danni non strutturali, per esempio tamponature che rischiano di cadere, tegole pericolose ecc.), "C" (inagibili per danni strutturali non gravi). Molte di queste abitazioni sono "prime case" ma non dimora principale (capita che un uomo ed una donna possiedano ciascuno una sola casa, si sposino e vadano ad abitare a casa di uno dei due...), oppure seconde case.
      A causa dell'esiguità dei fondi stanziati o si ristrutturavano TUTTE queste case (che ora sarebbero quasi tutte pronte) oppure si costruivano le C.A.S.E. con gettate immani di cemento armato per le faraoniche quanto inutili piattaforme antisismiche (a cosa serve una piattaforma antisismica se sopra ci costruiscono una casa già di per sé antisismica?) che hanno fatto lievitare i costi di queste C.A.S.E. a circa 2700 euro al mq!!! Laddove i costi di costruzione di una casa antisismica si attestano sui 1300 euro almq massimo!!!
      Non solo, le tanto sbandierate C.A.S.E. basteranno solo per ospitare 15.000 persone, ma all'Aquila e dintorni vivevano oltre 80.000 persone!
      Mentre costruivano le C.A.S.E. 30.000 di queste persone sono state sfollate nelle strutture ricettive della costa, soprattutto nel teramano (il presidente della Regione è teramano, guardacaso!), 20.000 stavano sotto le tende a costi simili a quelli di un albergo a 3 stelle (!!!), e questa stora VA ANCORA AVANTI! una spesa media di 40 euro al giorno a persona per 6 mesi a quanto ammonta? 360 milioni di eurp!!!
      Per riparare le case facilente riparabili (A, B e C) hanno dato al comune dell'Aquila solo 10 milioni dei 20 promessi, quando per le sole case "A" ne servirebbero 120!!!
      Se invece delle C.A.S.E. avessero da subito favorito la riparazione di tutte le abitazioni facilmente recuperabili adesso l'emergenza abitativa sarebbe in gran parte rientrata, il resto del fabbisogno avrebbe potuto essere facilmente soddisfatto con casette in legno come quelle consegnate ad Onna e come quella che ha costruito mio fratello per il conto suo nel giardino di casa sua (http://farm4.static.flickr.com/3448/3895496339_419ede6658_b.jpg), costo di circa 500 euro al mq (800 al massimo).
      In tal modo la fase di contenimento dell'emergenza abitativa avrebbe coinciso con la prima fase della ricostruzione, senza mostruosità come queste (http://www.laquilanuova.org/wp-content/uploads/2009/09/att_jpg.jpg
      http://www.protezionecivile.it/gallery/images/copy_4_web4.jpg
      http://www.regione.piemonte.it/protezionecivile/images/stories/Notizie/TERREMOTO_ABRUZZO_6APR09/new_case_sfollati.jpg).
      Adesso invece i soldi sono stati spesi tutti per le C.A.S.E., rovinando per sempre territori agresti di notevole bellezza, e la case degli aquilani stanno ancora così: http://farm3.static.flickr.com/2644/3895595135_593481f23f_b.jpg.

      Dopo 6 mesi le macerie sono ancora tutte dove stavano il 6 aprile, anzi sono aumentate perché la mancata messa in sicurezza degli edifici lesioniati ha provocato ulteriori crolli. I vigili del fuoco impediscono (giustamente) di entrare in molte abitazioni per prendere vestiti e suppellettili, in quanto prima di consentire l'accesso queste devono essere messe in sicurezza A SPESE DEI PROPRIETARI perché loro (i VVFF) non hanno messi, uomini e risorse finanziarie sufficienti.

      Le C.A.S.E. di Berlusconi sonon sono solo una passerella mediatica cinicamente architettata per i propri fini, rischiano di essere il colpo mortale, dopo il terremoto, a quella che era la sesta città d'arte italiana (e quindi anche una delle principali del mondo).

      D'altra parte già Ingazio Silone, che subì il terremoto di Avezzano del 1915, ebbe a dire: i danni peggiori non li fanno le guerre ed i terremoti, ma i dopoguerra ed i dopoterremoto!

      Se tutti gli italiani, e non solo gli aquilani, non stanno molto attenti e all'erta, si rischia concretamente di avere una meravigliosa città d'arte in meno ed una nuova Scampia in più.

    1. bluerik3 3 ottobre 2009

      la realtà fa male, non sempre si riesce a manipolarla.

    1. Aldebaran 3 ottobre 2009

      hihihihihi, vero :)

    1. adriano_53 3 ottobre 2009

      ARTICOLO SPECIALE: resuscita la componente berluscanina di CDC.

    1. BSMLLHTL 3 ottobre 2009

      O Tito, t'ha ritinto i' tetto ma tu'n t'intendi 'n tetti ritinti!!!

    1. paudos 2 ottobre 2009

      Incerdibile la faccia tosta della sinistra ...non sono capaci di coordinare neppure la lotta ad una legge x cui hanno fatto bagarre da mesi( scudo fiscale) e si permettono di criticare chi si è impegnato a togliere dalla strada chi era senza un tetto..certo non c'è paragone con il vivere in città,...forse vogliamo riferirci ai containers ancora presenti in Umbria o agli sprechi inauditi senza nulla fare di Avellino..si salva il solo il Friuli e chi mi intende "capisce".
      L'incapacità della sinistra di affrontare comcretamente i fatti giustifica la presenza al governo di "qualsiasi" alternativa che abbia un minimo di concretezza.

    1. paudos 2 ottobre 2009

      Incerdibile la faccia tosta della sinistra ...non sono capaci di coordinare neppure la lotta ad una legge x cui hanno fatto bagarre da mesi( scudo fiscale) e si permettono di criticare chi si è impegnato a togliere dalla strada chi era senza un tetto..certo non c'è paragone con il vivere in città,...forse vogliamo riferirci ai containers ancora presenti in Umbria o agli sprechi inauditi senza nulla fare di Avellino..si salva il solo il Friuli e chi mi intende "capisce".
      L'incapacità della sinistra di affrontare comcretamente i fatti giustifica la presenza al governo di "qualsiasi" alternativa che abbia un minimo di concretezza.

    1. patmar111 2 ottobre 2009

      Ma tu dove vivi!!!! Quelle sono case vere per gente vera che va a viverci dentro.
      E se anche se la tirano un po' perchè finalmente non si è solo parlato, promesso, ma si è anche fatto........macchissenefrega.
      Ahimè..... mi sa che forse abbiamo perso un po' di vista quali erano le priorità in un frangente del genere e non riusciamo ad accettare che è stato fatto un buon lavoro e che l'hanno fatto "gli altri", quelli impresentabili che ci fanno prendere per i fondelli da tutto il mondo civilizzato con la puzza sotto il naso.

    1. patmar111 2 ottobre 2009

      Si, ce lo vedo proprio il Berlusca che si fa la sua Cortina all'Aquila!!!!!!

    1. gelsomino 2 ottobre 2009

      Io sono umbro e posso dirvi che qui la ricostruzione è pressochè compiuta. Il sistema era questo: i soldi si davano mano a mano che si facevano i lavori, quasi sempre in tre tranches . Qualcuno con questo sistema d'una catapecchia ci ha fatto una villa, io c'ho riparato la mia casa e basta, ma m'avanza lo stesso.

    1. Eracle 2 ottobre 2009

      Se veramente ha vissuto dentro una tenda o un container in attesa di una casa, non voglio e non posso sindacare sulla sua preferenza di prolungare l'attesa sperando in un ripristino del centro storico dell'Aquila.
      Se invece ha vissuto parzialmente il dramma e non ha avuto la necessità di vivere in una tenda o in un container, allora la cosa cambia completamente.
      Non conosco questa persona e quindi mi è sembrato lecito fargli la domanda dal momento che questo è proprio il fulcro su cui ho costruito il mio ragionamento.

    1. Malas 2 ottobre 2009

      Eracle, sei andato a trovare proprio l'unico (l'utente sopra) che ha vissuto la tragedia. Ora finchè se ne ragina io e te, toh ti posso anche dare raginoe, ma con lui mi sa che hai azzeccato male.

    1. TITANIUS 1 ottobre 2009

      Cerchiamo di essere pratici e meno polemici infruttuosi, le chiacchiere stanno a zero, una famiglia di terremotati che ha perso la propria abitazione ha urgentemente bisogno di una casa che non crolli e duri per quanto il tempo possa consentire, il bar, il centro sociale, o quello che sarà, si costruirà in futuro, e naturalmente dovrà essere altrettanto antisismico.
      Le case le hanno costruite e le stanno costruendo, e mi auguro che continueranno a costruirle, altri "intellettuali", "sociologi", "urbanisti" credo che starebbero ancora a discutere, a riflettere, senza neanche curarsi che l'inverno per le famiglie dei terremotati è arrivato.

    1. myone 1 ottobre 2009

      Non hai tutti i torti. Lo stato, come e' successo in friuli, dovrebbe intervenire con aiuti basati sulla conoscenza del reale valore disponibile da ogni singolo e singola famiglia, in una percentuale equa al valore disponibile. E cosi, le cosi' dette tasse, agevolazioni, e via discorrendo. Nonostante si faccia un favore con beni collettivi, si fa' di tutt' erba un fascio, e ci sono quelli che gli va anche troppo bene, ed e' non giusto.
      Cosi', quando si chiedono tasse per bisogni, e poi, all' evenienza, i soldi spuntano dal nulla, sempre di piu', e per svariati motivi. La sanatoria scolastica e' stata giusta, e di sanatorie, se ci si pensa, se ne dovrebbero fare a iosa, essendoci persone che ci campano, su ammortizzatori sociali occupazionali tappabuchi, da far paura. Cio' non tolgie, che il lavoro e' un diritto, ma almeno si occupassero servizi e lavori reali, dove un' economia e' equilibrata, sia nell' occupazione, nella renumerazione, e nella tassazione, tenendo presente che il lavoro da e dovrebbe dare dignita' e possibilita' di vivere, creare meno fiscalita', meno sprechi, meno inquinamento, piu' artigianato, piu' dimensione territoriale, e che sopratutto, non deve stare nelle statistiche, dove, quando si dice un 10%, e' un 10% di disperazione. Impegnare i soldi in un sistema che deforma, anche e a tavolino da' dei risultati come numeri, non e' piu' una considerazione seria, e trova alla base la solita irrisolta soluzione totale, dove nel groviglio del sistema, e' piu' quello che logora e che distrugge, che non quello che ottimizza la vita.

    1. myone 1 ottobre 2009

      Si ho sbagliato autore, ho letto male, sara' perche' PB a volte mi fa stare sul filo dell' equilibrio. Cio' non tolgie, che se fosse stato lui, sarebbe incappato in quello che ho scritto, e comunque, nulla di male, anzi, un motivo in piu' affinche' lui non incappi in considerazioni da nulla, al fine di non essere poi valgiato in altro, in che', non lo meriterebbe. E non toglie neppure quello che ho detto in merito a quello letto e scritto da Berdini, e ne tanto meno, da CDC, che a questi modi, si accoda al detto, e mi cade non in basso, ma non so' come apellarlo. Sembra che a ogni attenti al lupo, di qualsiasi forma o lega che sia, meriti peso, per incrementare pesi vari, che poi, alla fine, lascia lo spazio che trova, a meno che, qui non si faccia fiducia che ogni cosa detta sia vangelo, per menti rivoluzionarie da inzupparci di tutto.


      Prima cosa c'erano delle priorita', poi si vedra'. Nessun paragone conaltri terremoti, perche'0 no ce ne sono, e ne tanto meno, con altri governi, che a come siamo messi ora, vorrei proprio vedere cosa combinavano, non me lo saprei nemmeno immaginare, elevato alla potenza solita del peggio ingarbugliato.


      Una cosa, oltre agli indecenti e delinquenti costruttori malavitosi e delinquenti, in abruzzo, zona sismica di alto livello, e con maggioranza elevata di extracomunitari che lavorano e vivono propio nel settore delle costruzioni, pare che nessuno, abbia pensato a se' stesso e ai suoi famigliari, costruendo o ristrutturando a norma o a salva-vita-propia. Investire per la propia vita e altrui, mi sembra una cosa base, intelligente, doverosa, e sensata. Ha ragione berlusca: nessuno nel mondo, ha fatto record di servizio e di utilita', come si e' fatto in abruzzo. E come sempre, chi va a cercare di smontare il tutto, con altro che non serve, lascia alle persone intelligenti, il tempo che trova. Ai bauchi, crederle, leggerle, scriverle. CDC, come editoria di sostanza e di qualita', quando arriva a questo, non puntualizza nulla, si discredita, e mette la pulce all' orecchio pure a quelli convinti di credere alle cose scritte e proposte. Troppo lampante il basso tono di sostanza e di miseria dell' articolo. Fanno proima a chiedere articoli ai frequentatori del sito, molti preparati e navigati su argomenti vari, piu' reali, e con un linguaggio che e' di vita vissuta in prima persona, nella realta' di tutti i giorni, che e' quella di tutti.

    1. bluerik3 1 ottobre 2009

      Hai ragione, ma il giornalista in questione è Paolo Berdini e non Barnard.

    1. Eracle 1 ottobre 2009

      Dopo queste due frase ti senti meglio?
      Un contributo davvero prezioso, anche se nessuno, ma proprio nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.
      Dovresti abbassare il contenuto di zuccheri nella tua dieta.
      Provoca questo tipo di incontinenza verbale.
      Per dirla tutta è un problema che colpisce gli adolescenti, ma a giudicare dal commento, non credo che tu sia più maturo.

    1. myone 1 ottobre 2009



      Questa e' una piega che non capisco e non tollero, quella di dire solo perche' c'e' la lingua, e nemmeno collegata.

      Questa e' una delle brutte pieghe che si prende, senza saper dire nulla, se non discreditare.

      " Gli aerei stanno al cielo come le navi al mare [ e le case alla terra]

      Non si sa' perche' si chiude alla grande apostrofando e paragonando navi a mare con scorie radioattive malavitose,

      a case date in tempo di record, e non in parte, ma alla fine a tutti,

      andando a trovare che non hanno servizi.

      Con i soldi risparmiati dai privati , si apriranno attivita', e quelle fondamentali, alla fine le faranno.

      Barnard, voleva vedere i ruderi rifatti nei centri storici, e magari, ricostruiti stile secolare del tempo.

      Oppure, voleva vedere per qualche anno, persone sotto i monumenti nelle tende,

      attendendo che facessero e finissero i servizi sociali.

      Io non ci sto' a discorsi cosi. E poi PB, te la prendi, e sarebbe bene che fosse vero,

      se tanti ti apostrofano come difficile, apatico, problematico, insodisfatto, mentale, perfezionista, e con deformazioni di visione che prendono tangenziali varie.

      Non so, se se ne rende conto, e se se ne rende conto, avendo CDC rapaccificato la collaborazione,

      cosa fa' passare. Bho. Forse il deformato lettore sono io.

    1. Malas 1 ottobre 2009

      Ma infatti te hai ragione. In Italia si pensa l'urbanizzazine e si costruisce di merda a bocce ferme, figurati in casi di emergenza come questi. E a loroli, gli è andata bene, che non gli abbiano costruito un bel "troiaio" tipo milano2, che veramente fa voglia di andare al cesso e rigozza' tutto.

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