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UN ISRAELIANO MICIDIALE E UN TURCO MATTO

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DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Chi deve vivere in mezzo a loro, crede che lo stiano portando in manicomio o che ci sia già entrato.

Come Asia Times Online aveva già segnalato (vedi “Una febbe, che verrebbe da bombardare” , 8 agosto 2012), a Tel Aviv sembra mancare pochissimo per passare dalla guerra economica, già dichiarata contro l’Iran, alla guerra calda.

Date un’occhiata a questa follia: [Nota 1] Il duo guerrafondaio Bibi-Barak (il primo ministro Bibi Netanyahu e il ministro della Difesa Ehud Barak), potrebbe essere pronto a sferrare un attacco contro l’Iran – malgrado il parere contrario dei massimi esperti della difesa e dell’intelligence di Israele.Barak potrebbe anche aver avuto accesso ai rapporti segreti dell’Intelligence statunitense, infatti ha dichiarato: “probabilmente c’è davvero un rapporto dell’intelligence americana – non so se è  uno del NIE [National Intelligence Estimate] – che gira per gli uffici dei piani alti [di Washington]”

“Possibile?” “Vero?” “Non lo so?” Ma questa serie di ipotesi può essere una giustificazione per cominciare una guerra “calda”?  Poi Barak ha aggiunto: “Per quanto ne sappiamo la valutazione americana è molto simile alla nostra”.
Non proprio. Ecco la risposta di un portavoce della Casa Bianca del National Security Council:  l’intelligence americana rimane della stessa idea. Cioè, l’Iran non sta portando avanti nessun programma di armi nucleari.
E se ci fosse bisogno di altre conferme, Washington sembra avere un quadro abbastanza chiaro sullo stato del progetto nucleare iraniano. [2]
Secondo il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, “Vorremmo sapere se e quando l’Iran, ha fatto quella che viene chiamata una svolta verso la produzione delle armi.”

Per il micidiale Bibi, questo ovviamente non è abbastanza. Non importa che – tecnicamente e logisticamente – Israele semplicemente non abbia quello che serve per condurre con successo un attacco contro gli impianti nucleari iraniani.   Date un’occhiata alle ipotesi su questa cartina geografica. [3] Per cominciare, Israele non ha i MOP GBU-57A  di ultima generazione, le bombe anti-bunker per colpire le profonde installazioni sotterranee iraniane. Non ha nemmeno i bombardieri Northrop Grumman B-2 , che servono per buttare le bombe. E non ha abbastanza Lockheed Martin KC-130, gli aerei cisterna (ne ha solo 5, ma gli Stati Uniti ne hanno 80) per il rifornimento in volo degli  F-15 e F-16.

Non ci sono prove che l’amministrazione Obama abbia intenzione di autorizzare il Pentagono a fornire a tempi brevi tutto quanto serve al duo Bibi-Barak.

E cerchiamo di mettere un pizzico di salute mentale in questa follia – per gentile concessione del buon vecchio Yevgeny Primakov, ex Capo Supremo del KGB durante la guerra fredda e Ministro degli Esteri Russo. Primakov lo dice  chiaro, si andrà avanti per attaccare l’Iran, e poi, inevitabilmente, torneranno indietro per paura della  bomba. [4]
Nel frattempo, ad Ankara …

La Turchia sta per entrare nel nono cerchio dell’inferno (curdo)?

Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton è appena stata in Turchia, prendendo un atteggiamento molto libico, tipo “Venimmo, vedemmo, morirono”  come se volesse riproporre il suo ruolo di Angelo della Morte, che attende la fine imminente di Bashar al-Assad.

Non così in fretta. Lo stesso vale per il Dipartimento di Stato sul Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan  per influenzare la sua decisione Shakespeariana “ Invadere o non invadere” la zona occidentale del  Kurdistan siriano.

Il fatto è che il partito AKP di Ankara non chiederebbe nemmeno il permesso al Parlamento turco, semplicemente invaderebbe il Kurdistan siriano, anche se un gruppo di generali turchi languisce in carcere, accusato di tramare un colpo di stato. Tre brigate turche, carri armati e artiglieria si trovano già a due soli chilometri dal confine con la Siria.

Ankara è entrata nel Kurdistan iracheno già decine di volte per inseguire i guerriglieri del PKK (Kurdistan Workers Party). La trama si infittisce, perché allo stesso tempo Ankara ha scambi commerciali molto stretti e relazioni diplomatiche con il governo regionale del Kurdistan (KRG), infatti Ankara è ora in contrasto con il governo di Nuri al-Maliki a Baghdad,  che ha iniziato ad importare petrolio curdo direttamente , bypassando il governo centrale iracheno.

Il Ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu è andato di persona a Kirkuk e Irbil per firmare l’accordo con Massoud Barzani, il presidente del governo regionale del Kurdistan (KRG).

Pensando  come fanno in  “Pipelinestan” è inconcepibile, e fa  rodere parecchio, che le grandi società petrolifere occidentali vogliano comprare tutto il petrolio possibile dal Kurdistan iracheno (così come dall’Azerbaijan) – aggirando così l’Iran e la Russia,.

Una “invasione” turca del Kurdistan siriano non sarà certo  un problema in termini di relazioni tra Turchia e quella specie di democrazie del Consiglio di  Cooperazione del Golfo, dopo tutto il Qatar e la Casa Saudita stanno lavorando fianco a fianco con la Turchia per una totale destabilizzazione della Siria.

Ma il regime di Assad interpreterà questa “invasione” come una guerra contro la Siria – non solo contro il Kurdistan siriano. Dopo tutto la Turchia ospita non solo il Consiglio Nazionale Siriano (SNC), ma anche migliaia di uomini che appartengono a bande non proprio del Libero Esercito Siriano (FSA), inclusi i salafiti-jihadisti. La Turchia è la loro base logistica.

E come la prenderanno se si vedranno tornare indietro, ad Ankara e a Istanbul, una sfilza di cadaveri?

Il folle gioco del potere turco di Erdogan potrà essere una rovina. L’esercito turco, la borghesia commerciale, la burocrazia laica, tutti si stanno stufando sempre più dei suoi sogni napoleonici;  ospita il FSA, pieno zeppo di jihadisti; contrabbanda  armi verso Siria e Qatar a fianco dei sauditi; mette batterie antiaeree e persino missili sul confine;  minaccia di invadere il Kurdistan siriano. 

E’ veramente troppo. Ma poi, forse, ci ripensa.

Il pio desiderio di Ankara è qualcosa di grandioso –  una fantasia neo-ottomana – che sicuramente prevede una specie di annessione economica del nord dell’Iraq e del nord-est della Siria, zone piene di risorse energetiche – e la Turchia ha un disperato bisogno di energia. Il problema è che tutta questa parte è abitata soprattutto da curdi.

Anche i curdi iraniani sono già in agitazione. [5] Che può  succedere se, anche i 17 milioni di turchi curdi decidessero, di mettersi in moto?  Erdogan potrebbe dover affrontare il peggiore incubo della Turchia, l’emersione del Grande Kurdistan.

La Turchia confina con Iraq, Siria e Iran. I curdi stanno cominciando a percepire un cambiamento storico. Rick Rozoff di Global Research [6] giustamente sostiene che “la Turchia fornisce alla NATO – e per mezzo della NATO, il Pentagono – l’accesso diretto a queste tre nazioni”. Ma questo può andare ben oltre e cioè arrivae a “una nuova redistribuzione del Levante che cambi il modello anglo-francese dell’accordo Sykes-Picot del 1916″.

Per una Turchia neo-ottomana, la NATO e il Pentagono potrebbero essere d’accordo, almeno per il momento. Ma una balcanizzazione del Levante può solo portare alla nascita del Grande Kurdistan. Si possono anche intendere quali siano gli interessi strategici di Washington, ma quando Erdogan si sveglierà e capirà come è disegnata la nuova realtà – a cui si è arrivati con le sue politiche – potrebbe essere troppo tardi.

Pepe Escobar è autore di  Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007) e Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge. Il suo ultimo libro è Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009).

Fonte: http://www.atimes.com

Link: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/NH14Ak02.html
13.08.2012

Tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da ERNESTO CELESTINI

NOTE

1) Decision by Netanyahu, Barak to strike Iran is almost final – Israel TV, Times of Israel, 13-Aug-2012

2) We would know if Iran had made ‘a breakout’ to the bomb, White House says, Times of Israel, 13-Aug-2012

3) Likely Scenarios for Israeli Attack Against Iran, RIANOVOSTI, 13-Aug-2012

4) Iran to Make own WMD if Israel Delivers Airstrike – expert, RIANOVOSTI,  8-Aug-2012

5) Kurds’ have the right to demand federal areas: Kurdish Iranian MP, Al Arabiya News, 12-Aug-2012

6) Turkey: NATO’s Neo-Ottoman Spearhead in the Middle East, Global Research, 8-Aug-2012

Pubblicato da Bosque Primario

  • vimana2

    ErdoCAN si era guadagnato l’affetto dei turchi e di molti musulmani e anche di molti europei che ne hanno 2 palle della NATO…..si è fregato completamente con le sue politiche in Libia e Siria.

  • andyconti

    e quindi la colpa non e’ solo degli ebrei

  • Fabriizio

    concordo con Vimana

  • geopardy

    Concordo con gli scenari disegnati da Escobar.

    La questione siriana aprirà il vaso di Pandora di tutte le situazioni irrisolte dell’area e la Turchia sarà in grado di gestirle?

    Ne dubito.

    Lo stesso Iran potrebbe spingere i curdi verso la creazione di un loro stato dirigendoli verso Turchia e Iraq armandoli a dovere, territorio abbastanza grande per la nascita di una nazione con circa 20 milioni di Curdi.

    Far nascere un Kurdistan che tolga territorio anche all’Iran la vedo assai dura, non c’è alcuna lotta interna, contrariamente a Turchia in primis e Iraq, la Siria potrebbe subirne le conseguenze per indebolimento, ma i protettori dell’attuale assetto politico sono potenti e potrebbe rientrare nel gioco filo-curdo, secondo me, se la situazione dovesse degenerare.

    In caso di degenerazione che posizione assumerà Hezbollah, che possiede l’unico esercito che ha sconfitto Israele ed è notoriamente filo-Assad?

    Nessuno, credo sia in grado di calcolare le conseguenze di una destabilizzazione della Siria.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Aggiungo altre considerazioni.

    La Turchia sta assumendo una posizione filo-americana totalmente servile e se non si riprende lo spazio politico che aveva apparentemente conquistato in questi anni, perderà ogni ascendente sulle moltitudini della regione, inoltre, dal momento che sia i Fratelli Mussulmani in Egitto che i partiti islamici moderati in Tunisia, sembrano non voler rompere con la compagine internazionale precedentemente affidata a questi paesi e ferme restando queste posizioni, il solo paese islamico anti-imperialista, che è il problema che la maggioranza degli abitanti dell’area percepiscono come fondamentale, rimarrà l’Iran.

    Sul medio-lungo periodo l’Iran potrebbe rimanere l’unico esempio di successo nel mondo islamico e ciò rafforzarebbe, anzichè indebolire, politicamente la Repubblica Islamica.

    I progressi impensabili per gli altri paesi dell’area che esso ha raggiunto, seppur sotto minaccia ed embargo da 33 anni, potrebbero avere un enorme peso sugli orientamenti politici futuri nel Medioriente.

    Da una parte gli odiati Saud ed emiri vari, tutti esempi di non democrazia palese, che finanziano morte e dall’altra, contrariamente a quello che ci vogliono far credere, un paese democratico fondato sull’Islam, anche se Sciita ed in più facente parte sempre più del “primo mondo” economico e tecnologico, il tutto senza subire lo smembramento produttivo nazionale, attraverso l’infiltrazione delle grandi multinazionali, che arma solo chi si oppone realmente allo strapotere globale, senza utilizzare alcuna forma di terrorismo.

    Non c’è che dire, forse un giorno l’Iran potrebbe ringraziare ulteriormente i paesi Nato ed i loro satelliti, come ha già fatto per l’Iraq ed in buona parte per l’Afganistan (essendo i Talebani loro nemici storici)

    Ciao

    Geo

  • albsorio

    Forse il problema di queste persone è di aver perso il contatto con la realtá, oltre ad aver perso il senso del valore della vita… altrui. http://europeanphoenix.com/it/component/content/article/6-diritti-umani/362-militare-israeliano-assassino-di-due-donne-palestinesi-condannato-a-45-giorni

  • mavin

    Ottima analisi…. quoto in toto

  • ProjectCivilization

    Il paese che ha bisogno di un cambio di regime e’ la Turchia .Anche se Erdogan ha da anni una relazione homo con Obama…e non se ne parla mai….

  • ProjectCivilization

    ? I Fratelli Musulmani sono nella stessa massoneria .

  • albsorio

    Israele va bene così com’è….

  • ProjectCivilization

    Non basterebbe un cambio al vertice ….occorre una cultura nuova di zecca .

  • andyconti

    appunto