Home / ComeDonChisciotte / UN FUTURO SPAVENTOSO

UN FUTURO SPAVENTOSO

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Si avverte in giro, sotto le rutilanti bellurie che ogni giorno ci vengono ammannite per placare la nostra ansia, un desolante “sensus finis”. Non parlo qui dell’Italia che un tempo, molti secoli fa, fu un luogo importante e oggi è ridotta a uno sputo nell’universo mondo. Parlo dell’Occidente inteso non però in senso tecnico (del resto che cosa sia realmente l’Occidente, termine inquietantemente orwelliano, nessuno è mai stato in grado di precisarlo), ma come modello di sviluppo economico e sociale che ormai coinvolge il mondo intero, da New York agli Urali alla muraglia cinese al Gange.La grande Rivoluzione che ha cambiato la storia del mondo ha preso le mosse circa otto secoli fa proprio dall’Italia quando si afferma per la prima volta come forte classe sociale la figura del mercante (oggi detto imprenditore) fino ad allora collocata, in tutte le culture d’oriente e di occidente, all’ultimo gradino della gerarchia umana, inferiore, perlomeno eticamente, persino allo schiavo. È la Rivoluzione della percezione del tempo. Si passa dal quieto e statico presente al dinamico e allettante futuro. Lo storico Piero Camporesi esprime così, nel dualismo contadino/mercante, povero/ricco, questo diverso atteggiamento esistenziale: “L’affannoso tempo storico e lineare del mercante misurato sui ritmi della partita doppia, dei tassi di interesse e dell’investimento produttivo, non era il tempo dei contadini, serpentino, ciclico, ritmato dalle stagioni, dai soli e dalle lune… Il povero coniuga i verbi al presente, non conosce le lusinghe ingannevoli del futuro, contrariamente al ricco che costruisce strategie nel tempo tracciando precari piani e ipotetiche prospettive” (Cultura popolare e cultura d’élite fra Medioevo ed età moderna).

Per otto secoli abbiamo inseguito questo futuro orgiastico con accelerazioni sempre più parossistiche che passano per la Rivoluzione industriale e l’odierna globalizzazione che ha coinvolto, per amore o per forza, anche culture che non ne volevano sapere. Ed ora questo futuro è finalmente arrivato. È qui. E si presenta sotto forme spaventose. Un modello che ha puntato tutto sull’economico, rendendo marginali tutte le altre e complesse componenti dell’essere umano, provocando stress, angoscia, nevrosi, depressione, anomia, dipendenza da ogni sorta di droga per avere la forza di tirare avanti, fallisce anche, e proprio, sull’economico. Le crisi si succedono alle crisi. E, invece di rifletterci su, vengono tamponate al solito modo: immettendo nel sistema denaro inesistente, cioè un’ipoteca su un ulteriore futuro tanto sideralmente lontano da essere solo una Fata Morgana. Ma un giorno, vicino, questo trucchetto da magliari non reggerà più. La gente, sia pur confusamente, lo avverte. Un modello basato sulle crescite infinite, che esistono solo in matematica, cioè nell’astrazione, quando non potrà più espandersi imploderà su se stesso provocando una catastrofe planetaria.

Probabilmente questo era il destino, ineludibile, di quell’arrogante specie animale che è quella umana. Elisabetta Pozzi conclude la pièce Cassandra che, col mio contributo, porterà in tournèe nei prossimi mesi, nel circuito teatrale estivo, con queste profetiche e agghiaccianti parole di Nietzsche: “In un angolo remoto dell’universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c’era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della storia del mondo: ma tutto durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Quando tutto sarà finito, non sarà avvenuto nulla di notevole”.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/un-futuro-spaventoso/136077/

2.07.2011

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Probabilmente non è affatto ineludibile, se individuato il male operiamo per contrastarlo, riprendendoci il presente. Sul fatto che occorra scacciare i mercanti dal tempio sono più che d’accordo.

  • luigiza

    Chissà perchè coloro che criticano, ed in aprte anche con ragione, il presente non ricordamop mai che nei bei tempi andati l’unica vera occupazione degli umani era quella di menar botte (= UCCIDERE e RAZZIARE) il vicino.
    Se ti andava bene morivi di morte naturale intorno ai 50 anni, ma forse anche prima.
    Se ti andava male morivi molto presto o per stenti, malattie o semplicemente morto ammazzato da parte del tuo nemico che magari cambiava ogni primavera
    Mai che qualcuno lo racconti.

    No grazie io difendo l’Occidente, questo Occidente e quello che sta per arrivare e saranno c..i molto amri per quelli che non si saranno accodati

  • Faulken

    Sono quasi commosso, finalmente leggo da una voce accreditata, pubblicamente, qualcosa di interessante sulla vera questione capitale, il tempo, il vero luogo dove si gioca la partita. Citando Camporesi addirittura, un trimegisto maestro, a cui si potrebbe affiancare un mal, o poco, meditato piccolo saggio degli ultimi anni di Augè “Rovine e macerie”. Brillantissimo intervento. Fini, sarebbe un piace poterla incontrare. un saluto.

  • rick87

    io voglio l’anarchia. no leggi. no dominio dell’uomo sull’uomo. basta!
    l’uomo non ha bisogno di leggi.
    se l’uomo ha bisogno di leggi vuol dire che è dominato da ignoranza, odio e paura.
    gli uomini possono convivere tra loro attraverso l’empatia, l’intelligenza e la solidarietà. non servono strumenti legislativi e giudiziari imposti da un terzo (in)comodo. è sufficiente avere cuore, cervello e fegato. tutti organi di cui siamo in possesso fin dalla nascita.

    il tempo e le energie per creare una socialdemocrazia non c’è. è tutto sommato forse è meglio così.
    lo sappiamo tutti, anche se talvolta ci illudiamo che il caos, ormai vicinissimo, sia possibile eluderlo, controllarlo o convertirlo in rinnovo politico (beppe grillo e giulietto chiesa docet).

    lo dico senza rabbia o provocazione. voglio un mondo anarchico. niente leggi. allora sì che esisterà la meritocrazia: chi avrà talento, carattere e intelligenza potrà a vivere come vuole, perchè non ci sarà nessuno che avrà il potere di vietarglielo.
    il potere della casta (politico, bancaria o massonica che sia) è reso e riconosciuto tanto incontrastato perchè noi stessi decidiamo di affidare ad essa il nostro libero arbitrio. siamo noi che diamo un valore alla casta. è tutta questione di convenzioni basate sulla paura.

    facciamo un colpo di stato umanitario solleviamoci dai presunti obblighi che ci distruggono la vita e viviamo in solidarietà tra noi. boh. io l’ho buttata lì. siamo noi che abbiamo creato delle elitè dispotice o meno allo scopo di governarci. consciamente o inconsciamente. lo abbiamo fatto per evitare il prezzo della libertà: la responsabilità e il rischio.
    senza la responsabilità e il rischio personale ecco che la libertà assume i connotati di qualcosa di vago e utopico, proprio come accade oggi.
    è ora di cambiare. il momento è meravigliosamente propizio.

    LIBERTà= RESPONSABILITà=RISCHIO
    un trinomio inscindibile

  • cibernoid

    Se non fosse per il fatto che si uccide e si razzia ancora, ma con mezzi sempre più evoluti e disumani.

  • oldhunter

    Assolutamente d’accordo, “…non è affatto ineludibile…”. Ma è il presupposto che manca perchè questo possa effettivamente accadere, ovvero non solo il prendere tutti coscienza della situazione e delle sue cause – e questo è già molto arduo sotto il bombardamento quotidiano dei media che ci manipolano e disinformano – ma soprattutto comprendere che quelle cause fondamentalmente risiedono in ognuno di noi, senza esclusione alcuna.

  • castigo

    ho l’impressione che tu abbia un po’ di confusione circa il significato di “Anarchia”.
    che NON E’ “no leggi”…..
    qui alcune letture interessanti:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Anarchia
    http://www.infoshop.org/faq/index.html
    http://ita.anarchopedia.org/Prima_Pagina
    buona lettura!

  • Nauseato

    Non ho approfondite conoscenze storiche e antropologiche tali da poter controbattere con il loro conforto in termini circostanziati.

    Però se c’è del vero (come in tutto) credo ci sia anche una prospettiva sbagliata in questa osservazione.
    Perché non sono mancate diverse culture in vari angoli del globo terracqueo che non hanno applicato necessariamente il modello sopra descritto e riassunto con il sintetico “uccidere e razziare”. Ma hanno saputo invece progredire in rispettosa armonia sia con la natura sia con i loro simili.

    Sarebbe se mai interessante riuscire a capire cosa abbia determinato in alcune, purtroppo pare in prevalenza, la preferenza per l’omicidio e la razzia mentre altre ne siano restate sostanzialmente immuni.

    Potrebbe c’entrare come un fico secco, oppure no … ma ricordo di una indagine condotta da alcuni ricercatori su una comunità di scimpanzé (o altra specie che ora mi sfugge) dove non esistevano legami monogami ma dove anzi regnava l’accoppiamento libero e i figli venivano presi in carico da tutto l’insieme della comunità. D’accordo che potrebbe sembrare una specie di sordida Sodoma e Gomorra di biblica memoria almeno per alcuni aspetti … ma i livelli di aggressività erano bassissimi se non totalmente assenti. Questo da una trasmissione televisiva purtroppo data ad un’ora assurda.

    Ora non credo che tutto si possa ridurre a questo ambito. Però, chi sa …

  • Nauseato

    Bè … a quel punto ammetterai che malgrado gli accenni ad empatia, intelligenza e solidarietà, varrebbe esclusivamente la legge del più forte … e non credo se ti trovassi nella categoria dei meno forti, quanto ti suonerebbero bene queste tue pur parzialmente condivisibili riflessioni.

    Da non dimenticare che sarebbe meraviglioso se tutti fossero empatici, intelligenti e solidali.
    Eppure esistono anche i non empatici, i non-intelligenti e i non-solidali. Con costoro che a naso sarebbero anche tantini, che si fa ?.. 😀

  • Nauseato

    Non voglio certo mettermi al pari di Nietzsche e delle sue illuminazioni … e potrei anche concordare su tutto.

    Ma, anche considerando quanto l’oggi sia imparagonabile a qualsiasi altra epoca precedente, sarei curioso di poter sapere cosa pensassero i più consapevoli al tempo delle cosiddette “invasioni barbariche”, o durante gli anni in cui imperversava la peste falcidiando migliaia di vite, o durante guerre di cui non si vedeva il termine … O senza andare troppo indietro, quale fosse realmente il sentire collettivo e diffuso durante le ultime due guerre mondiali.
    Non lo so.
    Probabile che si stia arrivando al capolinea. Ma credo sia anche probabile che in altre fasi storiche tale sensus finis quali fossero i motivi a dettarlo, non sia stato proprio un optional così raro …

  • oldhunter

    …e, dimenticavo la cosa più importante e difficile: reagire dopo aver fatto nascere in noi la volontà precipua di cambiare la situazione e quindi lottare senza tregua sia contro il nemico interno – apatia, viltà, rassegnazione – che quello esterno a questo punto relativamente facile da individuare.

  • rick87

    la legge del più “forte” è la vita. ci mancherebbe altro che non fosse così. oggi c’è la legge del più sporco e indegno dove i disgraziati possono prevaricare sui giusti e sui validi all’interno di un clima di paura e privazione continua. e il più forte che significa? il più intelligente o il più spregiudicato? se è la seconda, beh, questo accade proprio con le leggi: si crea una gabbia di leggi e puntualmente aumentano coloro che le infrangono (è la natura umana. il desiderio di libertà) ma se non c’è nulla da infrangere non c’è problema.

    che si fa con gli antisolidali? perchè si dovrebbe fare qualcosa? è proprio questa la caratteristica presunzione dell’uomo odierno. controllare tutto in nome del “giusto”. se capita di non trovare l’individuo empatico, intelligente e solidale con cui accordarsi significa che qualunque conseguenza ne deriverà, sarà dipesa da una nostra scelta cosciente. mia e sua. di certo non imposta dall’alto. la libertà vuole dire poter scegliere per se stessi qualunque cosa, non vuol dire pretendere a prescindere la correttezza e la giustizia. quella è la frivola e assurda ideologia new age che ci vuole tutti gandhiani, buoni e amici con tutti in nome di un bene astratto e imposto. come ho scritto prima, la libertà è responsabilità nei confronti degli altri e di se stessi, ma consiste anche nel rischio di affrontare situazioni che non ci piacciono. è semplicemente la vita.
    poi se abbiamo paura del rischio di essere liberi (vivi) e vogliamo autolimitarci è anche questa una nostra scelta.
    l’importante è che le scelte di ciascuno non diventino un imposizione nei confronti dell’altro.
    es: se devo affrontare una persona che mi vuole ammazzare (una delle paure su cui si fonda questo sistema) scelgo liberamente come affrontare il problema. senza esecutori nè giudici che filtrano e impongono il proprio diktat su di me. questa è libertà. la mia libertà non è pretendere che nella mia vita vada tutto come previsto. LA LIBERTà è ANCHE RISCHIO. se no, non è libertà.
    della serie, se sei vivo devi mettere in conto di poter morire.

    prendi un gruppo di persone dalla civiltà occidentale e insediale su un isola deserta assente di costituzioni e regolamenti. finiranno male? e chi lo dice? e anche se fosse sarebbe una libera scelta. è questo il punto.
    libertà è avere possibilità di deliberare autonomamente per stare bene con se stessi e con ciò che ci circonda. non è pretendere di essere nel giusto e nella pace sempre e comunque. quella è la frivola new age ( di origine massonica guarda caso) ed è imposizione. pure hitler fantasticava di una società perfetta e sempre dorata. si creano limiti dove limiti non ci sono, tutto per scopi buoni (buoni per chi? e chi lo decide?)
    la libertà è anche poter sbagliare oltre che sperare di azzeccarle tutte no?
    volere essere liberi e al contempo sicuri e protetti (da cosa?) è come volere la botte piena e la moglie sbronza

  • geopardy

    Non c’è verità nè nel tempo passato conosciuto che chiamiamo storia nè in quello presente.
    Secondo me siamo alla maturazione e compimento di un ciclo storico di almeno 6.000 anni.
    Se paragoniamo la lo sviluppo delle società umane a quelle di qualsiasi individuo che le conpone, potremmo affermare che siamo, semmai, alla fine della fase pre adolescenziale dell’umanità, se la passiamo idenni o quasi, inizieremo a crescere finalmente.
    L’egoismo esasperato appartiene alla fase infantile dell’uomo in cui non disitingui il “tuo” dal “mio”:
    I Grandi Maestri dell’unire e dell’empatia, secondo il mio parere, sono paragonabili a genitori che hanno voluto dare delle indicazioni sulla strada della crescita dell’uomo.
    Giusto disubbidire ai genitori per crescere quando si individua il se (nell’adolescenza ad esempio), per poi accorgersi, magari più avanti, che in fondo non avevano tutti i torti.
    Ciao
    Geo

  • Santos-Dumont

    In realtà, occorre detonare il tempo coi mercanti dentro: due piccioni con una fava.

  • Santos-Dumont

    ho l’impressione che tu abbia un po’ di confusione circa il significato di “Anarchia”.
    che NON E’ “no leggi”…..

    L’insieme di regole decise di muto accordo non avrebbe nulla a che fare col sistema attuale, cito per esempio da “An Anarchista FAQ”: Is the law required to protect individual rights? [ita.anarchopedia.org]

  • AlbertoConti

    concordo. Ma in certe condizioni ciò che appariva difficile diventa facile e naturale. Speriamo bene …

  • superfrankie

    Si uccide e si razzia anche adesso, forse più di un tempo. Si razziano altri popoli soprattutto, per fare in modo che noi MONDO OCCIDENTALE possiamo avere un sacco di cose inutili. Certo se ti limiti a guardare fuori dalla finestra non le vedi le razzie.
    Non è detto che sia meglio campare 80 anni con questo sistema, dove siamo portati ad essere perennemente insoddisfatti, rispetto a 50 con un altro sistema. Noi siamo come drogati dal bisogno di possedere, come il fumatore che spenta una sigaretta deve accenderne un altra dopo un pò per tornare a sentirsi bene.

    P.S.
    Per morte naturale se ti andava bene morivi comunque ad 80 anni, come oggi, la vita media si è allungata soprattutto per la minore mortalità infantile dovuta ad una maggiore igiene, essendo la speranza di vita una media matematica il calcolo era inficiato soprattutto dalle molte morti in tenera età. I progressi della scienza l’hanno allungata in minima parte.

  • Nauseato

    Per non parlare delle assurde logiche che rientrano nell’accanimento terapeutico.

    E non solo quello – come dire – vero e proprio, eclatante. Ma anche in tutti quei casi molto numerosi, dove ci si avvicina e di molto.
    Se si capisce cosa intendo.

    A mio parere se una persona arriva ad un certo punto della propria vita a decidere di non voler andare più avanti in certe condizioni, DEVE essere totalmente libera di agire di conseguenza.

    Invece grazie a certe schifosissime figure che popolano in particolare questo schifosissimo paese, sappiamo bene come stanno le cose.