UN FUNERALE E L'ODIO FUORI TEMPO MASSIMO

UN FUNERALE E L'ODIO FUORI TEMPO MASSIMO

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it


Ciò che impressiona nella vicenda Priebke (ma non solo in quella, penso per esempio alla legge recentemente votata dal Parlamento ungherese che vieta ai clochard di dormire di notte per strada, cosa che non si era vista mai, nemmeno nei “secoli bui”, anzi tantomeno nei “secoli bui”) è la progressiva scomparsa di qualsiasi forma di pietas nel cosiddetto mondo civilizzato, nella “cultura superiore”, insomma nell’Occidente inteso in senso lato.Quando parlo di pietas non intendo la 'misericordia' che Papa Bergoglio ha sempre in bocca, perchè in materia di onoranze funebri la Chiesa cattolica non è stata mai, e non è, misericordiosa. Il diritto canonico attualmente vigente le vieta per «apostati, eretici, scismatici, per chi ha scelto la cremazione per ragioni contrarie alla fede cristiana, per i peccatori manifesti il cui funerale darebbe pubblico scandalo». Le vieta tuttora, almeno formalmente, ai suicidi che pur sono persone che, per arrivare ad un atto cosi' estremo, devono aver sofferto parecchio («Perchè dei suicidi non hanno pietà» canta Fabrizio De Andrè nel brano in ricordo di Tenco).



Nel Medioevo i suicidi potevano essere sepolti solo in terra 'sconsacrata'. Cio' di cui parlo qui è la pietas intesa in senso latino, virgiliano. A Nerone, l'imperatore 'maledetto' condannato alla 'damnatio memoriae', nessuno si sogno' di negare i funerali che furono pagati, con duecentomila sesterzi, dalle sue nutrici Egloge e Alessandra. Nessuno si sogno' di negagli una tomba. E per trent'anni e più il popolino di Roma, che amava questo imperatore che lo aveva difeso contro gli aristocratici latifondisti e fannulloni, continuo', indisturbato, a portare fiori su quella tomba. A tutt'oggi esiste in Roma un luogo chiamato 'Tomba di Nerone' (nella foto), anche se il tumulo e i resti mortali dell'imperatore non ci sono più, inghiottiti dal tempo. Catilina era 'il pericolo pubblico numero uno' per lo Stato romano. Ma dopo che fu sconfitto in un'epica battaglia (3000 catilinari contro 18 mila soldati 'regolari') il suo corpo fu restituito agli anziani genitori. Quello di Bin Laden è stato scaraventato in mare, come un sacco di patate, dagli americani.


La vicenda Priebke non interroga quindi la Chiesa ma lo Stato italiano e la sua società. Un paese civile non rifiuta funerali e una dignitosa sepoltura a nessuno, foss'anche il peggiore dei criminali. In un Paese civile non si dovrebbe assistere a un'oscena gazzarra, con sputi, calci, urla, contro un feretro, come è accaduto l'altro giorno ad Albano Laziale, cosa, anche questa, mai vista, se si ecettua, forse, lo scempio di Piazzale Loreto, ma allora, almeno, si era ancora vicinissimi alla guerra. Sono scene che si commentano da sole. «Cosi' ci mettiamo sullo stesso piano dei nazisti» ha commentato, intervistato dal Tg di Sky, un tranquillo cittadino romano, sulla quarantina, che non aveva affatto l'aria del naziskin.


Quando in agosto centinaia di ebrei romani strinsero d'assedio l'abitazione di Priebke per impedirgli di festeggiare il suo centesimo compleanno concludevo cosi' il mio intervento sul Gazzettino (3/8): «A me questo accanimento, a 70 anni di distanza dai fatti, contro gli ectoplasmi del nazismo, queste larve oggi totalmente inermi, fa venire i brividi. Mi sembra di cogliervi lo stesso spirito di rappresaglia e di vendetta per cui abbiamo giustamente condannato i nazisti. E a questo punto mi chiedo chi siano, oggi, i veri 'nostalgici dell'odio'».


Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

19.10.2013

Commenti (51)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. mazzam 22 ottobre 2013

      Volendo sarebbe così semplice ammettere l'aberrazione. Volendo sarebbe così semplice ammettere che chiunque si scagli su inermi (ancor di più se morti) è un vigliacco senza onore, un meschino, un miserabile indegno vile uomo di merda che andrebbe allontanato da ogni comunità. Al di là dell'ideologia politica, al di là delle scelte e anche delle azioni commesse per le quali esiste il ricordo a monito dei posteri. Nessuna polemica sarebbe seguita ad una manifestazione decorosa che avesse riunito non centinaia non migliaia ma milioni di persone a sottolinearne il dissenso e il disprezzo. Ma ciò che è successo ad Abano è, nel senso più ampio, un'offesa allo spirito umano. Un'accozzaglia di bestie indifendibili. L'umano mi fa orrore.

    1. Primadellesabbie 22 ottobre 2013

      Una guerra, quando si scatena, consente di esprimere il peggio di sé. Magari convinti di dare il meglio. La guerra imprigiona i protagonisti, li lega a determinati comportamenti. In guerra esistono popoli più o meno feroci, popolazioni miti possono rivelarsi spietate.

      Isolare un episodio, smontarlo e giudicare i protagonisti mi sembra un esercizio da evitare. Chi vuole può risalire alle cause che hanno scatenato il conflitto, cercare di individuare le responsabilità a quel livello mi pare più sensato.

      Poi c'é il discorso sul razzismo che a cercare di impostarlo correttamente credo si finisca in tribunale, eppure sarebbe relativamente semplice e, ritengo, universalmente accettabile.
      Il nazismo ostinandosi a riproporre un'avventura storica esauritasi molto tempo fa, le cui ultime fasi (molto istruttive) si possono rintracciare principalmente in India, oltre ad essersi avventurato su un percorso che ripugna alla Tradizione, ha potentemente contribuito ad aggrovigliare il problema.

      Ancora una cosa. É evidente che c'é quasi sempre qualcuno che può scegliere o permettersi di assumere un atteggiamento "aristocratico", bisogna verificare se ne ha diritto o se commette un sopruso ponendosi in una posizione che non gli spetta.

    1. Gracco 22 ottobre 2013

      non si può assolutamente attenuare la condanna del nazifascismo presumendo che i crimini del sionismo siano peggiori di quelli nazisti. Né possiamo ignorare o giustificare i crimini del sionismo di ieri e di oggi per via dell'olocausto di 70 anni fa. Personaggi come Pacifici da un lato e simpatizzanti del "povero vecchio" Priebke dall'altro sono speculari tra loro e i veri antifascisti-antisionisti (come il sottoscritto) devono tenersi alla larga da entrambi.

    1. Giancarlo54 22 ottobre 2013

      Esagerato.

    1. Viator 22 ottobre 2013

      Tania, ti stai avvicinando perisolosamente alla verità. Umanismo e razzismo sono due ideologie, cioè religioni secolarizzate, ugualmente arbitrarie e infondate. L'adesione all'una o all'altra è un atto di fede motivato dagli istinti da gregge. Dal profondissimo bisogno della scimmia - specie gregaria per eccellenza - umana di idolatrare in comune, rendendo così possibile la società e quindi la vita. La capacità di introiettare pregiudizi aggregativi di vasta portata è ciò che distingueva l'homo sapiens dai Neanderthal, consentendo l'affermazione dei primi.

      Ti ringrazio per le citazioni: ho già provveduto a ordinare il Sennett. Concludo ponendoti una domanda: per quale ragione al mondo i nazisti avrebbero dovuto adeguarsi ai parametri della religione umanista, stante che si riconoscevano in quella dell razza?

    1. andyconti 21 ottobre 2013

      Questo sito dovrebbe in effetti espellerti.

    1. andyconti 21 ottobre 2013

      Per le testimonianze io non ascolto ne' gli ebrei ne' gli inqualificabili nazisti come te.

    1. Rumble_Fish 21 ottobre 2013

      Secondo il tuo ragionamento dovremmo dare più peso nei tribunali alle versioni degli imputati che non a quelle dei testimoni oculari giusto perché loro conoscevano gli eventi assai più da vicino....

      Comunque il fatto che tu ci tenga a sottolineare le origini ebraiche di Grossman la dice lunga sulle tue posizioni ideologiche.

    1. gm 21 ottobre 2013

      Tania, permettimi di suggerirti di lasciar perdere certa gente, non vale la pena sprecare tempo e parole per ribattere a chi considera più grave "oltraggiare" un morto che non oltraggiare con torture e con l'assassinio degli esseri umani vivi (travestendo questi omicidi col "diritto di rappresaglia" e legittimandolo in quanto frutto dell "esecuzione di ordini" ... naturalmente trascurando che erano ordini che quegli assassini condividevano pienamente) . Non so chi fossero quelli di albano laziale che avrebbero oltraggiato il morto. Se c'erano dei drogati o dei pagati per fare casino questi sarebbero da disprezzare. Ma non credo che così sia stato e credo invece che tra quei manifestanti ci fossero, almeno in parte, persone che odiavano davvero quel nazista o i nazisti in genere per quanto ne hanno dovuto subire a suo tempo loro stessi o loro familiari e, quindi, avevano il sacrosanto umano diritto di esprimere il loro odio anche sulla bara di un morto perché procurare sofferenze e morte a degli esseri umani vivi e indifesi è molto più "immondo e vigliacco" che non vituperare, anche da morto, il responsabile di quelle azioni. Ma la questione dell'oltraggio a una bara per qualcuno o alcuni di qui è solo un pretesto per buttare fango sull'antifascismo (e mi riferisco a quello vero di chi ci ha lasciato anche la pelle e non certo a quello di chi si travestì da antifascista all'ultima ora) e per fare un'esaltazione indiretta del loro vero amore: il nazismo! Comunque certi individui è un bene che continuino ad innalzare inni al nazismo e a vomitare il loro continuo disprezzo per quella che amano definire "plebaglia" o, nei migliore dei casi, "poppolo". Leggendoli, almeno le persone non stupide di quella "plebaglia", impareranno meglio a tenersene alla larga.

    1. gm 21 ottobre 2013

      Tania, permettimi di suggerirti di lasciar perdere certa gente, non vale la pena sprecare tempo e parole per ribattere a chi considera più grave "oltraggiare" un morto che non oltraggiare con torture e con l'assassinio degli esseri umani vivi (travestendo questi omicidi col "diritto di rappresaglia" e legittimandolo in quanto frutto dell "esecuzione di ordini" ... naturalmente trascurando che erano ordini che quegli assassini condividevano pienamente) .

      Non so chi fossero quelli di albano laziale che avrebbero oltraggiato il morto. Se c'erano dei drogati o dei pagati per fare casino questi sarebbero da disprezzare.
      Ma non credo che così sia stato e credo invece che tra quei manifestanti ci fossero, almeno in parte, persone che odiavano davvero quel nazista o i nazisti in genere per quanto ne hanno dovuto subire a suo tempo loro stessi o loro familiari e, quindi, avevano il sacrosanto umano diritto di esprimere il loro odio anche sulla bara di un morto perché procurare sofferenze e morte a degli esseri umani vivi e indifesi è molto più "immondo e vigliacco" che non vituperare, anche da morto, il responsabile di quelle azioni.
      Ma la questione dell'oltraggio a una bara per qualcuno o alcuni di qui è solo un pretesto per buttare fango sull'antifascismo (e mi riferisco a quello vero di chi ci ha lasciato anche la pelle e non certo a quello di chi si travestì da antifascista all'ultima ora) e per fare un'esaltazione indiretta del loro vero amore: il nazismo!
      Comunque certi individui è un bene che continuino ad innalzare inni al nazismo e a vomitare il loro continuo disprezzo per quella che amano definire "plebaglia" o, nei migliore dei casi, "poppolo".
      Leggendoli, almeno le persone non stupide di quella "plebaglia", impareranno meglio a tenersene alla larga.

    1. Giancarlo54 21 ottobre 2013

      Dai Tania, ogni tanto faccio qualche battuta (che non fa ridere nessuno) per alleggerire la discussione. Lo sai che ti voglio bene.

    1. totalrec 21 ottobre 2013

      Questa testimonianza è (anche) contenuta nel libro "L'inferno di Treblinka" di Vasjlj Grossman.

      Quale testimonianza? Quella dei bambini lanciati in aria e usati per il tiro al bersaglio come i dollari d'argento del Far West?

      Se Grossman la conferma, ciò non è che un motivo in più (tra milioni) per ritenere tipi come lui indegni della minima attenzione storiografica.

      In ogni caso, una delle cose che mi sorprendono sempre è il motivo per cui si debba ritenere la testimonianza di un ebreo sul nazismo più attendibile di quella di un nazista come Priebke; il quale conosceva gli eventi assai più da vicino e a cent'anni (e a condanna ricevuta e scontata) non aveva ormai più motivo di mentire.

      (GF)

    1. totalrec 21 ottobre 2013

      Ne deduco che, come ho scritto nel post originale, non ho mai visto un nazista accanirsi vigliaccamente sui morti come i tuoi amici di Albano Laziale. Se tu lo hai visto, spiegami dove. Se non l'hai visto, evita, per cortesia, di giustificare certa feccia, ché proprio non è il caso. Se ci si attiene ai dati, e non alle fantasie preconcette, si può notare che negli ultimi 70 anni sono sempre stati i "ribelli" e "rivoluzionari" a commettere gli atti più atroci e vili cui mi sia capitato assistere. I nazisti non erano mai arrivati a tanto, non ci si erano nemmeno avvicinati.

      (GF)

    1. totalrec 21 ottobre 2013

      L'ho sempre detto che la legge Basaglia è stata una catastrofe per l'Italia

      (GF)

    1. tania 21 ottobre 2013

      Giancarlo , non credo che tu abbia problemi di dislessia . Nel caso li avessi , ti aiuto : non mi sono occupata di bare .

    1. Giancarlo54 21 ottobre 2013

      Noto che guidata dalla prode compagna Tania abbiamo un nuovo tipo di antifascismo: l'antifascismo sinistra necrofilo, esperto in bare, profanazione di bare e su chi ha profanato più bare, se i nazisti o gli antinazisti. Dall'antifascismo militante all'antifascismo delle pompe funebri.

    1. Giancarlo54 21 ottobre 2013

      Piano con gli insulti. Ai nostri amici a quattro zampe, intendo.......

    1. Giancarlo54 21 ottobre 2013

      Ellamiseria quanti anni avevano quelli della "popolaglia" per dare uomini e donne in "quantità" (milioni?) ai gruppi della resistenza? Io ho visto solamente giovinastri che, nel caso la vittoria nella guerra fosse stata appannaggio di Hitler e Mussolini, sarebbero stati in prima linea al sabato fascista.

    1. Rumble_Fish 21 ottobre 2013

      Eilà, fessacchiotto, guarda che la "popolaglia" di Albano Laziale ha dato uomini e donne in quantità ai gruppi combattenti della resistenza dei castelli romani che hanno contribuito col sangue a liberare il paese per permetterti di scrivere liberamente stronzate di questo tipo sul web.
      Piantala di scrivere stronzate di apologia nazista e comincia ad informarti sul serio.

    1. Rumble_Fish 21 ottobre 2013

      Questa testimonianza è (anche) contenuta nel libro "L'inferno di Treblinka" di Vasjlj Grossman. Dico "anche" perché casi di accanimento contro i neonati sono documentati un po' in tutte le stragi naziste, compreso l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema in cui si ebbe l'incredibile cifra di 130 infanticidi.
      Se vuoi vedere, bene, se preferisci continuare a guardare il mondo con le fette di salame a forma di svastica sugli occhi fai pure, io me ne resto qui ed aspetto l'approvazione di una legge contro il negazionismo che spazzi via questo genere di idiozie dal web.

Visualizzati 20 di 51 commenti approvati.