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UN CALCIO NEL SEDERE

DI SHEILA SAMPLES

E’ un peccato che Bush non capisca quello che succede nel mondo che così arrogantemente crede gli appartenga. Il suo viaggio in Europa è un malcelato tentativo di pretendere aiuto per la prossima invasione dell’Iran. Un’invasione, secondo l’ex ispettore dell’ONU Scott Ritter, che Bush ha già approvato e che scatterà nel prossimo giugno 2005.
Anche se i principali mezzi di comunicazione si rifiutano ostinatamente di indagare o di riportare una notizia così importante, Ritter, rivolgendosi il 19 febbraio scorso a un nutrito pubblico nel Capitol Theatre in Olympia,Washington, ha rivelato di avere ricevuto l’informazione da “un funzionario coinvolto nella manipolazione”. In una dichiarazione della United for Peace of Pierce County, Wash,, il giornalista Mark Jensen ha scritto che la notizia verrà “presto riportato da un giornalista vincitore del premio Pulitzer, su uno dei più importanti giornali nazionali, — un’ovvia allusione al giornalista Seymour Hersh del New Yorker.”Se qualcuno crede che Ritter venga subito intervistato dai maggiori giornali, si sbaglia. Ritter fa parte di quell’elenco di persone a cui “Non chiedere, non domandare” è la regola dopo che si è sgolato, prima, dopo e durante la guerra in Irak, a dire che le armi di distruzione di massa non esistevano. Tuttavia non è passato nemmeno un mese da quando Hersh ha descritto l’intera sceneggiatura nel suo pezzo “Le prossime guerre”, sul New Yorker del 24-31 gennaio.

Hersh è stato informato da un alto ex funzionario dello spionaggio, che così si esprime: “Si tratta della guerra contro il terrorismo, e l’Irak è solo la prima campagna… la prossima sarà l’Iran”. Inoltre “Abbiamo dichiarato guerra e i cattivi, ovunque si trovino, sono nemici. Questo è l’ultimo hurrah—abbiamo ottenuto altri quattro anni e vogliamo uscirne dicendo che abbiamo vinto la guerra al terrorismo.”

Secondo Hersh, un consulente strettamente legato al Pentagono gli avrebbe rivelato che: “per riuscire a distruggere il maggior numero di infrastrutture militari possibili” l’amministrazione “sta conducendo delle missioni segrete di ricognizione all’interno dell’Iran, almeno dall’estate scorsa.”

Siccome i falchi che manovrano Bush non gli permettono di condurre dei negoziati, il piano, secondo Hersh, è di “agire” una volta diventato chiaro che il tentativo europeo di ottenere qualcosa con i negoziati non può avere successo. Agire? Cosa significa “agire”? Bush forse crede di trovarsi davanti a qualche spettacolo di burattini, dove alla fine dello spettacolo le centinaia di migliaia, in quattro anni forse milioni, di morti e mutilati si alzano, si spolverano i vestiti e tornano a casa?

Lo scopo del viaggio di questa settimana al di là dello stagno, è dunque quello di ammonire i titubanti europei della “vecchia Europa” ad agire tutti insieme; di ricredersi ammettendo che sulla guerra in Irak si erano sbagliati, convincersi che bisogna mettersi in fila dietro a Bush contro Teheran, perché lui è il capo e lui si è messo in movimento. Sono stati avvertiti. La visita di Bush segue la veloce comparsa del Segretario di Stato Condi Rice, la quale, attraverso tutta l’Europa, ha spiegato, ha richiamato e avvertito i leader europei che se non si mettono in fila secondo le direttive USA c’è il pericolo di essere espulsi o peggio ancora, come è stato ricordato loro fino alla nausea, che esistono ancora molte altre le opzioni.

L’unica cosa che Bush e Rice stanno dimostrando è però di non essere aderenti alla realtà. Sembra che siano completamente noncuranti del fatto che l’alleanza atlantica si trova a un punto di rottura. Anche se il Christian Science Monitor riferisce che il Segretario Generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer “sta per annunciare” che i 26 membri dell’alleanza si sono impegnati ad aiutare l’Irak in qualche modo, William Pfaff riporta su International Herald Tribune che George Robertson ha precisato: “La NATO non fornirà ulteriori aiuti agli USA in Irak, ciò significa che i principali membri dell’alleanza si rifiutano di andare oltre.”

Pfaff ha riferito di essere stato presente di recente a numerosi incontri di specialisti politici, analisti e funzionari in servizio e no da tutte due le sponde dell’Atlantico i quali erano preoccupati sia per il momento attuale che per il futuro. Ha aggiunto: “ Ogni volta che c’è stato un incontro l’argomento si trasformava in un dibattito su come affrontare la nuova America della amministrazione Bush, ormai considerata un pericolo per la pace e anche per la sicurezza degli stessi alleati.”

Secondo Pfaff, agli incontri erano presenti funzionari americani neo-conservatori i quali non facevano altro che declamare la potenza americana e la vittoria in Irak. Questi personaggi erano “implicitamente condiscendenti”, e dicevano che l’Europa doveva “crescere” e affrontare la minaccia terroristica. Pretendevano anche delle scuse per il mancato sostegno nel passato. “Ripetevano sempre che: se non siete d’accordo, diventerete ‘irrilevanti’.”

C’è un bel racconto del 1941, H.M Pulham, Esquire, dove l’autore, John P. Marquand, ci presenta
Bojo Brown, un personaggio tipo “Dubya” (Bush jr) che si è sempre fatto notare si da quando era andava a scuola come un bulletto da cortile con “qualità di comando”. Il protagonista, Henry Pulham, è completamente soggiogato dall’ormai adulto Bojo. Però il suo amico Bill King non c’è cascato nemmeno per un minuto.

“Qualche giorno, dice King, qualcuno dovrà fermare quel bastardo. Si merita un bel cacio nel sedere.”
Pulham risponde: “Veramente Bojo ha molti lati piacevoli”
“Il tuo problema, replica King, è che fai il suo gioco.”
“Beh, cosa c’è di male ?”
“Perché ormai sei abbastanza grande per non giocare più. E’ un bastardo. E nessuno gli ha mai dato un bel calcio nel sedere.”

La stampa USA è lì che fa il suo gioco. Ogni volta che “Bojo” Bush mormora qualcosa quello che dice viene riportato agli europei come se fossero perle gettate ai porci. I giornali si vantano che Bush ha in mente di “andare oltre” i leader europei e di voler cogliere l’occasione per poter parlare direttamente con i “popoli” d’Europa. Le migliaia di manifestanti sono scomparsi come se non esistessero, e non si fa cenno alla “bolla” di acciaio che circonda Bush nei suoi spostamenti con misure di sicurezza senza precedenti. Come si può parlare con un tizio all’interno di una bolla di acciaio quando un cecchino appostato sui tetti ti ha nel mirino, o quando ti spingono via o ti buttano del pepe negli occhi?

Ammesso che il rozzo e maleducato Bush si renda conto della tensione che sta causando in Europa, che sappia che i “popoli” di ogni parte del mondo lo considerano non solo un pericolo, ma anche una minaccia alla loro stessa sopravvivenza, non sembra che tutto ciò gli interessi o interessi ai suoi cortigiani dei mezzi di informazione aggrappati ai suoi pantaloni. Bush continua ad avvertire l’Iran, la Siria, la Corea del Nord, la Cina e altri di avere in serbo per loro anche altre soluzioni se non si adeguano. Questa settimana, quando incontrerà Vladimir “Mi puoi chiamare Presidente Bush e io ti chiamerò Puti-pu” Putin, Bush gli ricorderà che non può più tollerare un ulteriore deterioramento delle riforme democratiche in Russia.

Ma, almeno, sembra che le relazioni con la Francia abbiano avuto un miglioramento. Quando gli è stato chiesto se avrebbe invitato il Presidente Francese Chirac nel suo ranch nel Texas, ha fatto lo spiritoso: “Sto proprio cercando un bravo cow-boy.”
La CNN ha trasmesso la stretta di mano fra Bush e Chirac così tante volte e in così tanti modi che non ci si sorprenderebbe se qualcuno suggerisse che i due hanno la stessa stanza. Bush era così ansioso di dimostrare che era pronto a perdonare Chirac per i suoi peccati passati che, additandolo, ha gorgogliato ai giornalisti, “ Devo andare a cena con lui. Il fatto che egli sia il mio primo ospite in Europa, dopo la mia rielezione dovrebbe suggerirvi qualcosa..”

Siii! Mi suggerisce che la tigre che Bush sta cavalcando sta diventando sempre più affamata. Non serve a niente che io lo chiami bastardo, ma se in qualche maniera riesce a scendere – e sopravvivere – per lo meno si dovrebbe prendere un bel calcio nel sedere.

Sheila Samples
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/

22.02.05

Traduzione per Comedonchisciotte.net a cura di Vichi

Pubblicato da Davide