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UN AMEN PER ISRAELE: CHI SONO I CRISTIANO-SIONISTI

DI REBECCA HARRISON
Reuters

SHILOH, Cisgiordania – Portando addosso uno zucchetto con la stella di David e mostrando una fervida fede nell’idea Dio abbia dato la Terrasanta agli ebrei, Paul McCaleb potrebbe essere scambiato per un colono ebreo.

Questo 73 enne del Tennessee è in realtà un cristiano rinato, parte di un crescente gruppo di devoti protestanti, molti dei quali provenienti dagli Stati Uniti, che appoggiano Israele con i loro voti e i loro portafogli.

“L’essere venuto qui ha cambiato qualcosa dentro di me,” ha detto McCaleb a Shiloh, un sito sacro ebraico nella Cisgiordania occupata, dove la Bibbia afferma sia stata un tempo posata l’Arca dell’Alleanza. “Questa terra appartiene a Dio, e Dio l’ha data agli ebrei”.


McCaleb e circa altri 7000 cristiani, in gran parte evangelici, provenienti da tutto il mondo, si sono radunati questa settimana in terra Santa per celebrare la festa ebraica di Sukkoth e dimostrare il loro appoggio per Israele.

Durante l’evento vagonate di pellegrini hanno viaggiato in autobus blindati verso i siti ebraici in Cisgiordania—che alcuni ebrei chiamano Giudea e Samaria—e verso gli insediamenti ebraici che sono considerati illegali in base al diritto internazionale.

Alcuni pellegrini hanno visitato le basi militari e portato regali ai soldati israeliani, mentre altri hanno donato soldi per comprare rifugi mobili antibomba per le comunità vicine al confine con la striscia di Gaza che sono spesso prese di mira con razzi dai militanti palestinesi dell’enclave.

Gridando “Amen” e “Hallelujah” mentre i coloni fungevano da guide turistiche impegnate a resistere nella “terra dei loro padri” in Cisgiordania, i pellegrini affermavano che era loro dovere di cristiani appoggiare Israele contro una più ampia minaccia islamica.

“Siamo qui per appoggiare il popolo ebraico e benedirlo” ha detto il californiano Scott Fritz. “L’idea di restituire la terra ai palestinesi è completamente sbagliata”.

“MISSIONARI PERICOLOSI”

Un gruppo chiamato International Christian Embassy Jerusalem [Ambasciata Cristiana Internazionale di Gerusalemme, ICEJ n.d.t.] organizza l’annuale festività, che culmina il martedì con una marcia attraverso la città santa.

Quest’anno alcuni rabbini ortodossi hanno sollecitato gli ebrei a rimanere distanti dai pellegrini in marcia per paura che i cristiani–molti dei quali credono che Gesù sia l’unica speranza per la salvezza–potessero cercare di “sterminare” il popolo ebraico convertendoli.

La ICEJ ammette di “non poter offrire alcuna speranza al di fuori di Gesù”, ma sostiene che cristiani ed ebrei condividono le stesse radici spirituali e afferma di voler aiutare a cancellare l’eredità dell’antisemitismo.

“Non c’è alcuna agenda segreta”, ha detto il direttore dell’ufficio stampa della ICEJ, David Parsons. “I cristiani stanno capendo che Dio ama ancora gli ebrei e che il loro ritorno in Israele è di grande significato biblico”.

Alcuni cristiani, in particolare i protestanti evangelici, credono che il ritorno degli ebrei in Israele apra la strada al ritorno di Cristo e alla fine del mondo, e rappresenti l’adempimento delle promesse di Dio ai patriarchi biblici.

I cristiano-sionisti formano una crescente parte della lobby pro-Israele negli Stati Uniti, il maggiore alleato dello Stato ebraico.

Gruppi come la International Fellowship of Christians and Jews [Associazione Internazionale di Cristiani ed Ebrei, n.d.t.] con sedi a Chicago e Gerusalemme raccolgono ogni anno milioni di dollari per appoggiare progetti in Israele e fare lobbying a Washington.

Durante il viaggio verso Shiloh i rappresentanti del movimento dei coloni ebrei ha sollecitato i pellegrini–alcuni dei quali indossavano cappellini da baseball con la scritta “Pregate il Signore”–di fare pressione sui loro governi contro i colloqui di pace che potrebbero portare ad uno Stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza.

“I governi vanno e vengono ma chiunque cerchi di dare via la terra di Dio cadrà,” ha affermato in uno degli autobus il colono Yehudit Tayar suscitando applausi da parte dei pellegrini.

“ESCLUSIVISMO RAZZIALE?”

Non tutti i cristiani appoggiano Israele. L’inviato del Vaticano in Terrasanta e vescovi di altre tre chiese hanno accusato, l’anno scorso, il movimento dei cristiano-sionisti di promuovere “l’esclusivismo razziale e la guerra perpetua”.

Mentre i pellegrini in Israele questa settimana sembravano desiderosi di visitare le città e gli insediamenti ebraici, pochi sembravano disposti ad avventurarsi nelle città palestinesi o ad incontrare molti arabi durante la loro permanenza.

Non osiamo andare nelle aree palestinesi e in ogni caso loro non sono ben disposti verso di noi, ha detto Elizabeth Lee, una cristiana pentecostale proveniente dalla Malaysia che è stata in Israele 40 volte.

Molti pellegrini vedono il conflitto israeliano con i palestinesi come un’estensione della “Guerra al Terrorismo” del presidente Usa George W. Bush, e hanno parlato di uno scontro tra il bene e il male.

Mark Burns è un ardente sostenitore di Israele che gestisce stazioni radio cristiane in Illinois e porta ogni anno dei gruppi in Terrasanta per donare sangue e denaro.

“I cristiani che leggono le scritture ebraiche sanno che Dio ha fatto una promessa a Israele,” ha detto. “Le persone che non sanno nulla del Vecchio Testamento possono essere persuase ad appoggiare l’altra parte”.

Ma mentre l’autobus brontolava passando attraverso un checkpoint israeliano e attraverso la barriera in Cisgiordania che Israele afferma sia necessaria per fermare gli attentatori suicidi, l’australiana Denise Vince non si mostrava così sicura.

“Non conosco tanto la politica ma ho proprio l’impressione di stare sentendo soltanto un lato della storia”.

Titolo originale: “‘Amen’ for Israel, say Christian Zionists”

Fonte: http://uk.reuters.com
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02.10.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Davide