Solo Roma è favorevole a concedere all'Ucraina lo status di candidato a entrare nell'Unione europea, mentre tutti gli altri principali membri dell'UE sono contrari, ha rivelato ieri, martedì 31 maggio, il Primo Ministro italiano Mario Draghi.
"Lo status di candidato trova l'obiezione di quasi tutti i grandi Stati dell'Ue, tutti direi, esclusa l'Italia", ha dichiarato Draghi in una conferenza stampa a Bruxelles, rispondendo a una domanda dell'agenzia di stampa italiana ANSA. "Lo status di candidato al momento non è prevedibile per l'opposizione di questi Paesi ma immaginare un percorso rapido per l'Ucraina sì".
Contrariato dal poco asservimento agli americani dei grandi Paesi europei, Draghi ha quindi voluto forzare la mano aggiungendo di poter "immaginare" che comunque la Commissione europea presenterà un piano per accelerare la richiesta dell'Ucraina per il futuro status di candidato, probabilmente in occasione della prossima riunione a giugno.
L'ex Goldman Sachs ha anche osservato che la maggior parte degli Stati attende anni per lo status di "candidato", per non parlare dell'adesione all'UE stessa, e che l'Unione ha proposto vari altri accordi al governo ucraino per attuare delle riforme che avvicinerebbero il Paese agli standard per diventare membro, ma nessuno di questi è risultato accettabile per il governo di Kiev.
Ricordiamo che l'Ucraina ha presentato la domanda di adesione all'UE il 28 febbraio, quattro giorni dopo lo scoppio delle ostilità con la Russia. A marzo, il Consiglio europeo ha "riconosciuto le aspirazioni e la scelta europea dell'Ucraina" e ha dichiarato di aver trasmesso "rapidamente" i documenti di Kiev alla Commissione europea. Nonostante ciò però sembra che per il momento molti Pesi europei non siano d'accordo nel velocizzare così palesemente il processo.
Massimo A. Cascone, 01.06.2022
Arian Van Heisen 1 giugno 2022
Dopo l' ennesima affermazione di Marine Le Pen in France il Min. di Macron ha dichiarato che l' Ucraina potrà aspirare all' entrata in Eu tra 20 -25 anni
Quando parlano con Putin, Sholz e Macron manco considerano il Giudeo Draghi non eletto ma nominato.