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U PAY TAX 2 ?

DI PHILIP GOFF
guardian.co.uk

La nostra protesta contro gli U2 a Glastonbury è stata un appello ad una cultura fiscale etica. La protesta Bono Pay Up è stata lanciata contro il comportamento fiscale irresponsabile che indebolisce la democrazia, i servizi pubblici e lo sviluppo globale.

Il 24 Giugno Art Uncut ha eretto una colonna gonfabile di 3 metri per 8 davanti al pubblico degli U2 a Glastonbury con la scritta “U PAY TAX 2 ?”. Questa protesta è stata subito stroncata dal duro intervento della sicurezza, che ha rotto anche un dito a uno del nostro gruppo. Ma la colonna è rimasta sospesa in aria il tempo necessario per essere filmata e fotografata e le immagini sono apparse sul sito della BBC, su Politics Show ed in molti quotidiani nazionali.
Due le motivazioni, una più limitata e una più ampia all’origine della protesta. La prima ha riguardato la sensibilizzazione sull’ irresponsabile gestione delle tasse da parte degli U2.
Nel 2006 la U2 Ltd ha trasferito la maggior parte dei suoi contributi fiscali in Olanda verosimilmente in risposta alla decisione del governo irlandese di fissare l’ esenzione delle tasse sui diritti d’ autore a 225,000 euro ( fino a questo momento agli artisti in Irlanda non è mai stato chiesto di pagare tasse sui diritti d’ autore).

La nostra preoccupazione riguarda il fatto che quando singoli individui e corporations vanno alla ricerca di paesi differenti a seconda del miglior affare fiscale, questo spinge i governi del mondo ad abbassare i tassi d’imposta, con la conseguente drastica riduzione degli introiti che il governo potrebbe spendere per istruzione, sanità e servizi pubblici. Data la difficile situazione finanziaria del paese nativo del gruppo, in questo momento qualsiasi entrata negata al governo irlandese nuoce gravemente.

Il punto più ampio della protesta è stato quello di aumentare la consapevolezza del legame tra etica fiscale e sviluppo. Christian Aid calcola che ogni anno 160 miliardi di dollari, più che il bilancio degli aiuti globali, vengono persi per i paesi in via di svilppo a causa dell’ evasione fiscale delle multinazionali. É chiaro che, se davvero vogliamo implementeare la ricchezza dei paesi in via di sviluppo, è necessario che individui e corporations gestiscano in modo molto più etico e responsabile le questioni fiscali.

Art Uncut mira a realizzare un cambiamento culturale per creare un mondo dove le persone automaticamente e istintivamente si aproccino alle tasse in modo etico. Non stiamo sostenendo che i singoli hanno il dovere di pagare le tasse il più possibile. Piuttosto ognuno di noi ha il dovere di pensare alle tasse in un contesto etico, di porsi domande quali: quale può essere il mio contributo? Cosa devo al Paese che ha pagato per la mia salute e la mia istruzione?
Qual’è l’essenza oltre le parole scritte della legge? Che effetto ha sul pianeta il mio modo di gestire le questioni fiscali ?

Mi permetto di suggerire due modi in cui potrebbe avvenire questo cambiamento culturale.
In primo luogo, vogliamo aiutare le persone a “Just Say No!” ai commercialisti. La cultura attuale vede le tasse come qualcosa di complicato che è meglio lasciare agli esperti. Vogliamo incoraggiare le persone che hanno fatto un po’ di soldi a rendersi conto che le loro decisioni fiscali hanno un valore. E’ in loro potere dire al loro commercialista di non considerare unicamente di ridurre al minimo il loro onere fiscale. JK Rowling e Graham Norton hanno parlato con grande eloquenza e convinzione di questo aspetto.

In secondo luogo, vogliamo spingere i consumatori a considerare le tasse un aspetto importante nella scelta dei gruppi da supportare o delle compagnie da cui comprare; proprio come già fanno con gli aspetti ambientali. Nel giro di cinque anni vogliamo vedere un mondo nel quale musicisti credibili semplicemente non faranno quello che ha fatto U2 Ltd, perché sanno che il pubblico non lo appoggerà.

La settimana scorsa ho discusso con un analista finanziario riguardo la nostra campagna Bono Pay Up sul Newshour World Service. Lui se ne è uscito con la vecchia formula “va bene fintanto che è legale”. Ma sempre più persone si stanno rendendo conto che essere un buon cittadino non significa solo attaccarsi alle parole scritte della legge – cosa che va bene se sei ricco abbastanza per avere commercialisti che trovino scappatoie intelligenti alle chiare intenzioni del parlamento. La democrazia è a rischio quando i ricchi possono evitare di pagare la somma che il governo democratico ha stabilito come appropriata, ed è moralmente schizofrenico supporre che abbiamo il dovere di obbedire alle parole scritte della legge ma non alla sua essenza.

La campagna Bono Pay Up è stata un grande successo e Art Uncut intende andare oltre. Nel Regno Unito si lotta contro i media di destra per far emergere le idee. Il movimento Uncut ha trovato un potente mezzo di sensibilizzazione: l’azione diretta. E funziona. Continueremo ad integrare il lavoro di UK Uncut sensibilizzando su tematiche politiche apparentemente lontane dai tagli- tasse e sviluppo, discriminazioni di classe, il potere della City of London- ma che in definitiva hanno significato per il movimento anti-tagli. Continueremo a lavorare a stretto contatto con Tax Justice Network per lanciare una sfida contro artisti, musicisti e figure pubbliche. Non perchè siamo ipocriti saccenti che amano rompere le scatole, ma perchè vogliamo che il mondo cambi in meglio.

Philip Goff
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/jun/28/glastonbury-u2-tax-protest
28.06.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di WALLE

Pubblicato da Davide

  • consulfin

    “va bene fintanto che è legale”. Non c’è dubbio che è così, ma se si facesse il gioco di scegliere la frase più vera tra “la legge è scritta basandosi sui suggerimenti e sulle esigenze dell’operaio Mario Rossi” e “la legge è scritta basandosi sui suggerimenti e sulle esigenze dell’imprenditore/cortigiano/artista famoso Paul Hewson (alias Bonovox)” come la metteremmo?

  • consulfin

    Aggiungo: in italia, se dovessimo contestare qualcuno per le sue marachelle fiscali, avremmo l’imbarazzo della scelta. E anche qui i furbetti fanno la figura degli alternativi

  • DroptheEstablishment

    Ci sta tutto quello che dici, ma non penso che Valentino Rossi possieda aziende quotate in borsa o equity fund d’investimento tipo la Elevation Partner del Bono http://www.elevation.com/EP_approach.html

  • Tonguessy

    AAAHHHH!!! Il cialtrone che si prefigge di salvare gli altri, di alleviare le miserie dei poveri mentre intasca prebende miliardarie (azionista di Forbes, la bibbia dei capitalisti) ed evade le tasse. Mai abbastanza sono gli articoli che descrivano le nefandezze di questo principe del doppio standard.
    Intanto impazzano le tribute band nei locali, e tutti in allegria a ballare al ritmo del furbetto del quartiere globale. Perchè da noi il furbetto è un modello da imitare, non da condannare per questioni etiche che non hanno rilevanza alcuna. W LA MUSIKA, ABBASSO L’ETICA!

  • claricola

    Mah, tanto poi le tasse vengono buttate nel cesso in sprechi o altro…Difficile chiedere ai cittadini di essere etici quando lo stato è marcio dentro.
    Detto questo ricordate…pagare le tasse è bellisssimoooo!

  • cris79

    Che ca@@@ centrano le tribute band e la gente che và ballare e ascoltare buona musica, con le sue vicende delle tasse che paga all’estero?!

    Adesso devo vietarmi di ascoltare anche la musica ,per ragioni politiche finanziarie?!

    ..minchia ragazzi,rilassatevi e divertitevi nella vita anche…

    🙂

  • sandrez

    credo sia semplice coerenza :)…parafrasando un po’…se il tuo maestro è un disonesto, che maestro è?!