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TV: REGALI SEGRETI A BERLUSCONI

DI GIULIETTO CHIESA
Megachip

Riceviamo dal Signor Ugo Cortesi questa segnalazione. Ci era sfuggita. E solo un occhio attento poteva rilevarla. Non a caso. Perchè si tratta di un vero e proprio tentativo di scasso “a mano finanziata”, con dolo, anche se senza effrazione. Un pò d’attenzione ai trucchi che vengono usati per fregare il pubblico. Si tratta della cosiddetta finanziaria, emessa dal governo di lor signori che formalmente si chiama ancora di centro sinistra. Per meglio dire si tratta del Decreto legge 1 ottobre 2007, n.159 che è il collegato della finanziaria.

Al quarto comma dell’art. 16 si affrontano le “Disposizioni in materia di sistema digitale terrestre”. Mentre il signor Cortesi racconta ed enumera, noi cominciamo a sentire puzza di bruciato.

Un normale cittadino, che legga le righe seguenti, non ci capirebbe niente. Sono scritte apposta perchè nessuno, o quasi, ci capisca niente. Così si può farla franca, e, in genere, la fanno franca. Ed ecco le righe in questione, fatevi forza:

All’articolo 2 -bis , comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, come modificato dall’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, le parole: «entro l’anno 2008» sono sostituite dalle seguenti: «entro l’anno 2012 ”.

A occhio e croce chi riesce a superare i “decreti”, le “conversioni””, le successive “modificazioni” e a mettere in ordine le date, capisce che una certa cosa, che doveva avvenire “entro l’anno 2008”, avverrà adesso “entro l’anno 2012”.

E che cos’è questa cosa che slitta? Nientepopodimeno che il passaggio della Terza Rete della Rai e della Rete Quattro di Mediaset sul satellitare.

Adesso tutto è chiaro. Il governo di centro sinistra, alla chetichella, sta regalando a Berlusconi altri quattro anni di sontuosa pubblicità, per svariate centinaia di milioni di euro. Naturalmente per fare questo disattende tutti i suoi impegni con gli elettori e contribuisce a eludere le sentenze della Corte Costituzionale. Cioè il governo, di nascosto, viola la legge.

E non vorremo mica pretendere che lo faccia alla luce del sole!

Infatti ci riesce. Nessun giornale, nessuna tv sembra essersi accorta della nube fumogena che è stata inserita nel decreto. Forse distratti, forse complici, forse entrambe le cose, a turno.

E poi ci vengono a dire che, se cade il governo Prodi, c’è il rischio che venga Berlusconi. E, nel frattempo, loro si mettono d’accordo con Berlusconi alle nostre spalle.

Un trucchetto molto simile a quello della precedente finanziaria, quando, sempre alla chetichella, qualcuno introdusse un comma che avrebbe eliminato i reati di corruzione nel pubblico impiego.

In quel caso, come in questo (ancora grazie signor Cortesi!) qualcuno se ne accorse e scoppiò lo scandalo.

Adesso lo scandalo non è ancora scoppiato e vorremmo che i parlamentari della sinistra (e quelli onesti che ancora siedono, non importa dove, negli scanni del Parlamento) lo facessero scoppiare, lo bloccassero, lo impallinassero.

E poi bisognerebbe sapere anche chi ha scritto quelle righe e per ordine di chi.

Cosa ha dato in cambio Berlusconi? Sarebbe interessante saperlo. Quanti altri mesi di tregua? Quali altri inciuci nei mesi a venire?

E poi dobbiamo leggere i soloni del giornalismo italiano (una pattuglia dei quali, al comando del caporale D’Avanzo, è saldamente dislocata nelle trincee del nuovo organo del Partito Democratico, cioè La Repubblica ), che parlano di “barbarie” quando Santoro si permette di trattare da malfattori coloro che fanno le malefatte.

Sveglia compagni! Il 20 si scenda in piazza non solo per il welfare, ma anche per dire che è ora di finirla con i trucchi.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=4891
8.10.07

Pubblicato da Davide

  • Tao

    IMPRONTA DIGITALE

    DI MARCO TRAVAGLIO
    L’Unità

    Quella di Rete4 che deve andare sul satellite, se non fosse contenuta in due sentenze della Corte Costituzionale, sarebbe ormai come l’esodo e il controesodo in estate, la nebbia in val Padana d’inverno, i falsi in bilancio di Bellachioma nelle quattro stagioni: un elemento fisso del paesaggio, che ci fa compagnia dalla culla alla tomba. Tant’è che alla lunga non ci fa più caso nessuno. Ogni tanto qualcuno, perlopiù straniero, salta su: «E Rete4 su satellite?». E subito viene fulminato dagli sguardi gelidi degli astanti, come se gli fosse squillato il cellulare con la suoneria di «9 settimane e mezzo» durante un funerale in chiesa.

    Un mese fa ci ha riprovato l’Avvocato generale della Corte di giustizia europea, un portoghese, che ha ricordato il problemino delle frequenze spettanti a Europa7 ma ancora occupate da Rete4. Nessun tg, tranne il Tg3, s’è accorto della cosa. L’altro giorno l’eurocommissaria Kroes ha domandato al governo italiano – così, tanto per sapere – che fine ha fatto l’impegno di cancellare la legge Gasparri e di sostituirla con un’altra, possibilmente non scritta da Mediaset: perché, se il governo Prodi ha cambiato idea, è pronta una procedura d’infrazione contro l’Italia.

    Per tutta risposta, l’Unione ha rinviato un’altra volta l’esame della legge Gentiloni: siccome non piace a Bellachioma e famiglia (per il pur generoso tetto del 45% sull’affollamento pubblicitario, visto che oggi Mediaset controlla il 60-66%), non piace neppure a Mastella. Se ne riparlerà dopo la finanziaria: gennaio, febbraio, chissà. Sempre la Gentiloni prevedeva che nel 2008 Rai e Mediaset trasferissero una rete ciascuna dall’analogico al digitale terrestre, in anticipo rispetto al passaggio definitivo, fissato per il 2012: altro clamoroso regalo al Biscione, visto che la Consulta il tetto massimo di due reti sull’analogico l’ha stabilito per Mediaset, non per la Rai.

    Ora però il governo Prodi ha deciso di rinviare tutto al 2012: cioè di lasciare a Mediaset le sue tre reti sull’analogico almeno per altri cinque anni. Il gentile omaggio è all’articolo 16 paragrafo 4 del collegato alla Finanziaria, pubblicato il 2 ottobre sulla Gazzetta ufficiale. Testuale: «All’art. 2-bis, comma 5 del decreto legge 23 gennaio 2001, n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, come modificato dall’art. 19, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2005, n.273, convertito con modificazioni dalla legge 23 febbraio 2006 n.51, le parole “entro l’anno 2008” sono sostituite dalle seguenti: “entro l’anno 2012”».

    Traduzione dall’ostrogoto: inizialmente previsto per il 2006, il passaggio delle frequenze terrestri al digitale fu posticipato nel 2005 al 2008, e ora subisce un nuovo rinvio di altri quattro anni, cioè le tv che trasmettono via etere dovranno passare al nuovo sistema nel 2012.

    Il digitale terrestre, annunciato come imminentissimo da Gasparri (che lo confonde con le impronte digitali), era servito al governo Berlusconi per giustificare la legge Gasparri-bis, col decisivo argomento che la nuova èra tecnologica avrebbe moltiplicato a dismisura i canali, riducendo l’attuale duopolio Rai-Mediaset a una cosina da niente. In realtà il digitale è ben di là da venire, e se lo potranno permettere solo i soggetti già presenti sul campo: Mediaset, Rai (sempre in ritardo).

    Se tutto slitta al 2012, ci vorrebbe una norma transitoria che dicesse: «In attesa del Grande Evento, le frequenze su cui Rete4 trasmette in proroga grazie ai governi Berlusconi e Prodi, senza più concessione dal 1999, passano ipso facto a Europa 7, che la concessione l’ha vinta». Ma il codicillo, che sanerebbe uno scandalo ed eviterebbe all’Italia la condanna europea, disturberebbe di molto la famiglia Berlusconi (con immediate ripercussioni a Ceppaloni).

    Dunque è rimasto nella penna (a meno che non si decidano ad aggiungerlo alla Gentiloni). Così la barzelletta di Emilio Fede su satellite continueremo a sentirla in saecula saeculorum, anche quando nel mondo non ci saranno più satelliti (ma Fede sì).

    Anche perché l’Unione non pare molto interessata al tema.
    L’ultimo a chiedere che Rete4 finisca su satellite è stato Beppe Grillo: ma, com’è noto, lui lavora per Berlusconi. Lui.

    Marco Travaglio
    Fonte: http://www.unita.it
    6.10.07

  • consulfin

    c’è una cosa che mi fa imbestialire (per dire, visto che non mi toglie il sonno): perchè la RAI, ente pubblico, deve essere equiparata ai privati (o viceversa)? Perchè, se la RAI ha tre reti, deve avere tre reti televisive anche IL privato? Perchè, se si dice che una rete del privato deve trasmettere con sistema digitale, deve farlo anche l’azienda pubblica? (questo aspetto, nell’ambito dell’informazione nazionale, credo lo metta in luce solo travaglio).
    Un ragionamento del genere dove ci porta? vogliamo arrivare a dire che, dato che lo Stato ha una polizia, deve avercela anche IL privato? Deve essere consentita la costituzione di un esercito privato perché esiste un esercito nazionale? Un fisco privato, perché c’è la fiscalità pubblica?

  • bardo

    Cribbio, il mio fido ha proprio il colore della m**da

  • illupodeicieli

    come già sapete in Sardegna e Valle d’Aosta rete 4 e rai 2 si vedono solo con il digitale terrestre o con la parabola tipo sky: però alcuni programmi mediaset (motomondiale ad esempio) o alcuni film anche su rete 4, si vedono solo se hai il digitale terrestre (non li vedi con la parabola di sky). questo per dire come stanno le cose: al punto che il motomondiale lo vedi se invece di usare sky usi l’antenna tradizionale. ma è l’uso interattivo che ha fatto la regiona sardegna del decoder terrestre che lascia perplessi, cioè l’aver sposato quella tecnologia: infatti alcune info sono reperibili con l’utilizzo del decoder, come voli aerei e manifestazioni culturali.
    i sardi nono sono entusiasti pensano di essere stati ,come in passato, fottuti.