Home / ComeDonChisciotte / TUTTO FA PENSARE CHE SIANO AUTENTICI I TITOLI AMERICANI SEQUESTRATI A CHIASSO

TUTTO FA PENSARE CHE SIANO AUTENTICI I TITOLI AMERICANI SEQUESTRATI A CHIASSO


FONTE: ASIANEWS.IT

Fonti ufficiali Usa continuano ad affermare che sono falsi, ma non si ha notizia che esperti americani li abbiano visionati di persona. Arrestato per un’altra vicenda il direttore di una radio statunitense secondo il quale si tratta di autentici bond, che il Giappone ha tentato di vendere in Svizzera, non fidandosi della capacità degli Stati Uniti di onorare il proprio debito pubblico.

Milano (AsiaNews) – Sono passate quattro settimane circa dalla confisca di titoli americani a due giapponesi che viaggiavano su un treno per pendolari diretto a Chiasso, in Svizzera, e mentre su alcuni punti, molto pochi, si è fatta un po’ di chiarezza, su tutto il resto continua il silenzio delle autorità italiane.

Per di più la strana coincidenza temporale dell’arresto del direttore di una radio via internet che aveva delle rivelazioni sulla vicenda aumenta le già forti stranezze del caso. Una nuova rivalutazione del fatto che tra i titoli sequestrati vi fossero dei “ Kennedy Bond “ fa propendere per l’autenticità di quanto sequestrato dalla Guardia di Finanza (GdF) all’inizio di giugno.


I maggiori quotidiani anglosassoni avevano ignorato la vicenda per un paio di settimane. Ne hanno iniziato a dare notizia dopo il lancio dell’agenzia Bloomberg del 18/6: un portavoce del Tesoro, Meyerhardt, aveva dichiarato che i titoli, sulla base dalle foto disponibili via internet, sono “chiaramente falsi”. Lo stesso giorno il Financial Times (FT) pubblicava un articolo il cui titolo attribuiva alla mafia italiana la responsabilità della (presunta) contraffazione, senza che nel testo stesso dell’articolo vi fosse alcuna possibile connessione alla vicenda di Chiasso. Nonostante ciò, la versione del FT è stata ripresa anche da altri perché “appropriata” (secondo un ben comune cliché sull’Italia e trattandosi di un sequestro avvenuto in Italia) ed in fondo “colorita”. Peccato solo che andasse a scapito della logica: che la mafia cercasse di passare inosservata cercando di piazzare titoli falsi per 134,5 miliardi di dollari e per di più si facesse “pizzicare” ad un passo da casa è non molto credibile.

La scorsa settimana, il 25/6, da ultimo anche il New York Times ha dato notizia della vicenda riportando le affermazioni di un portavoce della CIA, Darrin Blackford: i servizi segreti statunitensi avevano svolto delle verifiche, come richiesto dalla magistratura italiana, ed avevano appurato che si trattava di strumenti finanziari fittizi, mai emessi dal “governo USA”. Non è chiaro però come siano state svolte le verifiche di cui parla Blackford e se anch’esse siano state eseguite via internet. Dalle fonti ufficiali italiane non risulta, infatti, che la commissione di esperti americani, attesa in Italia, vi sia ancora giunta. Inoltre i titoli erano accompagnati da una documentazione bancaria recente ed in originale. Non è chiaro perciò come possano le autorità americane definire falsa anche tale documentazione non originata dalla Fed o dal Ministero del tesoro statunitense.

Ad affermare viceversa l’autenticità dei titoli, il 20/6 spuntava la Turner Radio Network (TRN), una stazione radio indipendente diffusa via internet. Con una clamorosa rivelazione la TRN in tale data affermava che i due giapponesi fermati a Ponte Chiasso dalla Guardia di Finanza (GdF) e poi rilasciati erano dipendenti del Ministero del tesoro giapponese. Anche ad AsiaNews erano giunte segnalazioni simili: uno dei due giapponesi fermati a Chiasso e poi rilasciati sarebbe Tuneo Yamauchi, cognato di Toshiro Muto, fino a poco fa vice governatore della Banca del Giappone. Sul suo sito l’ideatore e conduttore della radio, Hal Turner, aveva anche asserito che le sue fonti gli avevano rivelato che le autorità italiane riterrebbero autentici titoli e che i due giapponesi sarebbero funzionari del ministero delle Finanze giapponese. Avrebbero dovuto portare i titoli in Svizzera perché il governo nipponico avrebbe perso la fiducia nella capacità statunitense di ripagare il debito pubblico. Le autorità finanziarie giapponesi avrebbero perciò cercato, prima di un’imminente catastrofe finanziaria, di vendere una quota dei titoli in proprio possesso attraverso canali paralleli, grazie all’anonimità che, a dire di Turner, sarebbe garantita dalle leggi svizzere. CONTINUA

Pubblicato da Davide

  • nessuno

    Pensare?
    Che senso ha falsificare dei titoli di importi cosi rilevanti ?
    Anche la persona più sprovveduta prima di convertire una cifra simile si accerta se sono veri
    Chiesa non mi è simpatico ma stavolta ha ragione in pieno

  • nessuno

    Image and video hosting by TinyPic [it.tinypic.com]

  • Bloody_mary

    Mourinho direbbe anche in questo caso:zero tituli.

  • 2novembre

    sono autentici, sono autentici .

    Bernanke e co. cominciano a farsela sotto….e cercano di minimizzare e soffocare la notizia per ovvi motivi, anche attraverso media compiacenti e prezzolati.

    Ma gli speculatori e coloro che cercano di essere un poco lungimiranti, sanno che l’agonia del dollaro non durerà in eterno,
    e cominciano a prendere le contromisure, prima che sia troppo tardi…

  • Jarek

    Ma non si usa in questi casi la posta diplomatica?… Tutta questa faccenda sembra una grossa montatura. Chi sano in mente manda due tizi con valigetta piena di miliardi con un pendolare? Magari i giapponesi volevano essere catturati per dare un avvertimento, che la loro fiduccia si sta esaurendo?

  • TitusI

    Siete malfidenti, se io vado dal salumiere sotto casa a fare la sesa con un Bond Kennedy, lui mi conosce, si fida…e poi non ha nemmeno la macchinetta per controllare se i soldi sono veri o falsi….cavolo, ma sapete quanto costa quell’arnese???

    asd

  • eresiarca

    Il Giappone sta dando segni di insofferenza. Ha affermato che se gli USA non sono in grado di proteggerlo dalla “minaccia nord-coreana” si doteranno della propria arma nucleare. Ecco che a causa di un evento che apparentemente dovrebbe favorire l’interventismo USA nella regione estremo-orientale, avviene l’esatto contrario, con la “colonia Giappone” che approfitta delle serie difficoltà USA per sganciarsi. E’ chiaro che anche i “servi” post-’45 in cuor loro hanno sempre nutrito la speranza di poter un giorno riacquistare la propria libertà… Comunque la si vuol mettere, s’è innescata una spirale al cui fondo c’è la fine degli USA.

  • Jarek

    Hai perfettamente ragione… Noi in Polonia abbiamo vissuto lo stesso scenario con Unione Sovietica, che riposa in pace 🙂
    Adesso, se siamo molto attenti a tutte le mosse di Cremlino, Jevropei ci prendono per gli russofobi… La stampa italiana non e’ di certo assente.

  • eresiarca
  • piersky

    Anche io come l’utente jarek propendo, se preoprio si vogliono fare delle ipotesi avendo poche e non verificabili notizie, che e’ molto piu’ probabile e logico che questa fosse stata una sorta di montatura messa in piedi con lo scopo di mandare un segnale ben preciso al governo americano e a parte dell’Establishment. Pensare che qulacuno possa piazzare una somma cosi’ spropositata di titoli fasulli e vermente ridicolo, d’altronde se fossero stati veri, i giapponesi avrebbero preso ben altre precauzioni…tipo usare l’ordinaria coprrispondenza diplomatica dove nessun agente della gDf puo’ metterci il naso…Poi le rivelazioni di Ted Turner lasciano il tempo che trovano. Diciamo che Turner, un’ultra conservatore, ha ben poco di auterovelo dalla sua.
    A me pare che una resa dei conti tra le potenze sia in corso, e siamo solo all’inizio!

  • domenicodesimone

    Interessante. Potrebbe essere che i giapponesi per mandare un avvertimento, abbiano falsificato titli veri in loro possesso ed abbiamo inviato due baldi giovanotti con l’incarico di farsi sequestrare i titoli e far uscire la notizia. Gli americani, oviamente, sanno perfettamente chi ha quei titoli e così il segnale arriva forte e chiaro. Ovviamente, se hanno organizzato questa messinscena allo scopo di mandare avvertimenti, i giapponesi non si sono fatti equestrare i titoli originari che qualche valore lo hanno ancora, ma li avranno falsificati per bene, diciamo così, così che il sequestro non avesse conseguenze dannose. Alla fine stiamo sempre parlando di 100 miliardi di euro, che è una cifra ragguardevole, e non credo proprio che nessun giapponese abbia mai pensato di buttarla nell’archivio di una Procura della Repubblica italiana. Quindi, quando gli americani dicono che sono falsi, hanno ragione, ma sanno perfettamente chi ha gli originali e perché ha fatto questa manovra. Questa mi sembra l’unica ipotesi sensata che mette assieme elementi altrimenti privi di senso. Come è stato fatto giustamente ossservare, non ha senso che a fare questa operazione sia stata la mafia di qualunque paese, la cifra è troppo grossa per essere utilizzata da qualunque falsario. Se i giapponesi sono veri, non ha alcun senso che si siano fatti pizzicare dalla polizia di frontiera su un treno per pendolari vestiti di tutto punto, come compiti uomini d’affari, e magari pure preceduti da una soffiata. E se i titoli fossero stati veri, sarebbero arrivati in svizzera dentro una valigetta diplomatica o con ben altre precauzioni. L’unica è che si tratti di un falso d’autore. Il messaggio? E’ chairo, forte e inequivocabile. Se non fate quella certa cosa (che va a capire qual è, ma gli yankees lo sanno), la vostra cartaccia inonderà il mondo. Comunque, immagino che ne vedremo delle belle nelle prossime settimane.

  • alfa69

    io da qualche parte su internet ho letto che i due giaponesi in realta sono philipini con tanto di passaporto e fedina penale sporca con reati di tipo finanziario.per il resto sono molto daccordo con de simone.