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TREMONTI E LA POSSIBILE TRUFFA AGLI ITALIANI

DI ATTILIO FOLLIERO
folliero.it/

Da anni trattiamo l’argomento “dollaro” e la sua possibile fine, come moneta di riferimento mondiale, ma in Italia, ancora oggi, la maggioranza degli italiani è convinta che gli Stati Uniti siano la superpotenza economica che fu. I media italiani niente o poco hanno lasciato trapelare sulla reale situazione economica degli USA e della sua moneta, il dollaro, attraverso il quale, un tempo, hanno dominato il mondo. Il dollaro è destinato a svalutarsi e diventare carta straccia e gli italiani non si sono accorti di niente.

Per un approfondimento sul tema, rimandiamo ai nostri precedenti articoli (1) Quello che mi preme rilevare in questo scritto è il ruolo della sinistra (si fa per dire) nel nascondere tali tematiche. Ancora oggi, i figliocci del PCI, i D’Alema, i Veltroni, i Fassino, ecc. guardano al mito americano (che fu) e spesso nei loro discorsi che sanno di antico e cadaverico guardano estasiati agli USA e addirittura riprendono pari pari gli slogan dei politici statunitensi di turno, senza neppure tradurli all’italiano, tipo “yes, we can”.

I politici della presunta sinistra italiana non hanno capito assolutamente niente della realtà degli Stati Uniti. Il tramonto degli Stati Uniti è già iniziato e sicuramente ignorano anche la possibilità che possano arrivare ad un “default”, al fallimento e persino alla fine della stessa unione. Gli Stati Uniti potrebbero cessare di esistere come stato unitario e questi non si sono accorti di niente.

Un partito di sinistra (se fosse di sinistra) dovrebbe trattare temi economici in difesa dei cittadini, per il bene dei cittadini ed in particolare delle classi più povere, contro la destra conservatrice, che storicamente rappresenta gli interessi dell’oligarchia, delle classi dominanti, imprenditoriali e capitalistiche.

Non sarebbe compito dei politici di sinistra parlare della possibile truffa che sta architettando il signor Tremonti, ai danni degli ignari cittadini italiani? Invece ne parla principalmente una certa “destra” (2 ). Dove sono i sinistri politici italiani?

Il Signor Tremonti, il superministro dell’Economia, che si ritrova nella disperata situazione di trovare soldi liquidi per mandare avanti la “baracca italiana” ha pensato ad un tranello, una truffa bella e buona ai danni degli ignari cittadini italiani, orfani dell’informazione e della sinistra: emettere buoni del tesoro in dollari, a cinque anni; ovviamente con allettanti tassi di interesse, sicuramente ben superiori al misero 0,5%/1% che ripaga un buono in Euro.

Che cosa spera di ricavarne Tremonti?

Lui – ma non il popoli italiano, tenuto nella più completa ignoranza in materia, dai media e dai partiti, compresi quelli di sinistra – sa bene che il dollaro rischia una forte svalutazione. 

Lui – ma non i Veltroni, i D’Alema, i Fassino, ecc. – conosce bene la situazione economica statunitense, con una disoccupazione crescente, una forte riduzione delle entrate fiscali, una bilancia commerciale sempre più negativa, un debito pubblico alle stelle ed un presidente, Barack Obama, spendaccione e guerrafondaio come nessun altro presidente USA. L’attuale presidente USA ha la necessità di grandi quantità di soldi, per finanziare le sue guerre in America Latina, in Asia e in Africa; soldi che appaiono magicamente, stampandoli! E, infatti, il pacifista Obama in un solo anno alla guida degli USA è stato capace di incrementare il debito pubblico USA di 1.611 miliardi di dollari, in sostanza un terzo di tutto l’incremento che ha subito il debito pubblico statunitense durante gli otto anni di gestione del guerrafondaio Bush (3). 

Lui, il Signor Tremonti – ma non i nostri sinistri politici – queste cose le conosce bene; anzi, sa che il pacifista Obama incrementando le spese ed estendendo le guerre al Pakistan, all’Iran, allo Yemen, al Corno d’Africa ed in America Latina, dove sono in atto ingenti spostamenti di truppe (circa 20.000 militari nell’occupazione di Haiti; migliaia nelle nuove basi in Colombia e nella Triplce Frontiera in America del Sud, in Honduras e tutto il centro America) avrà una crescente necessità di dollari, che appariranno magicamente facendoli fuoriuscire dal cilindro, ossia stampandoli, cosa che fa aumentare fortemente, da qua a cinque anni, il rischio di svalutazione. 

E’ sbagliato dire che Tremonti starebbe pensando all’emissione di buoni del tesoro in dollari per finanziare le spese dello stato italiano perché spera che il dollaro possa svalutarsi, da qui a cinque anni, facendo fare un affare all’Italia, o meglio al politico di turno, ossia a lui stesso (che immaginiamo tra cinque anni sarà ancora al comando del ministero che dirige oggi, vista l’inconsistenza della classe politica che dovrebbe sostituirlo). No, l’operazione non si baserebbe sulla speranza di veder svalutato il dollaro, da qui a cinque anni, ma su una certezza: il dollaro si svaluterà sicuramente; è solo questione di tempo e cinque anni sono un periodo sicuramente sufficiente per assistere alla sua svalutazione, e forse anche alla sua fine!

Dunque, Tremonti ben sapendo che il dollaro da qui a cinque anni si svaluterà ha pensato bene di orchestrare questa manovra, che ben possiamo definire truffa. Ammettiamo che con tale operazione riesca a raccogliere 1.000 milioni di dollari, da restituire con un interesse ad esempio del 5%, che porta il debito complessivo a 1.050 milioni di dollari. Oggi, al cambio di 1,41 dollari per Euro, si ritroverebbe ad incassare circa 710 milioni di euro. Se il dollaro, in questi cinque anni si dovesse svalutare ad esempio del 50%, passando dagli attuali 1,41 a 2,11, lo stato italiano si ritroverebbe a dover pagare, per i 1.050 milioni di dollari ricevuti cinque anni prima, meno di 500 milioni di Euro. Un bell’affare per lo stato, una vera e propria truffa per i cittadini!

Il dollaro è da considerarsi carta straccia e lo sta salvando solamente il fatto che è la moneta di riferimento per le transazioni economiche, soprattutto del petrolio. Di conseguenza tutti gli stati sono costretti ad avere scorte di dollari (le famose riserve internazionali).

L’area di utilizzo del dollaro, però, è destinata a ridursi; infatti, in Africa, in America Latina ed in Medio oriente stanno nascendo o si cominciano ad utilizzare monete alternative, regionali. La Cina, al momento il più grande detentore di dollari, si sta liberando delle sue riserve in dollari, acquistando oro o investendoli in altri paesi asiatici, in Africa e in America Latina. 

Se il principale prodotto del mondo, il petrolio, riuscisse a svincolarsi del dollaro, ossia si potesse commercializzare anche in Euro o altra moneta, allora arriverebbe veramente la fine per il dollaro. Tutti gli stati, che detengono dollari sarebbero costretti a liberarsi per acquistare la nuova moneta necessaria per acquistare il petrolio. Questa enorme quantità di dollari in vendita farebbe crollare il suo valore.

Certamente le cose non succederanno da un momento all’altro, ma succederanno. Il dollaro è destinato ad essere sostituito perché il paese emissore è in crisi profonda e non da più le garanzie che offriva una volta.

Di seguito, proponiamo una tabella (4 ) con la quantità, in percentuale, delle varie monete utilizzate come riserva dai vari stati del mondo, negli ultimi dieci anni (dal 1999 al 2008).

Il Dollaro, pur continuando ad essere largamente la principale moneta di riserva (nel 2008, il 64% delle riserve internazionali era costituita da dollari), mostra lievi ma inequivocabili segni di flessione. Sarà, però nei prossimi anni che si accelererà la caduta.

Il ministro Tremonti se sta pensando a buoni del tesoro in dollari, è perché pensa che si svaluterà. E’ dunque una truffa, di cui però i partiti di sinistra, oggi stampella del capitale, si guardano bene dal parlare.

Attilio Folliero
Fonte: www.folliero.it/
Link: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_27_truffa_tremonti.htm
27.01.2010

1) Una serie di articoli sul dollaro, la crisi economica, le guerre statunitensi e l’ascesa di nuovi protagonisti:

Paul Harris, Traduzione di Tito Pulsinelli, 28/02/2003, Che succederebbe se l’Opec passasse all’Euro?,
Url: http://www.lapatriagrande.net/04_opiniones/tito_pulsinelli/pulsinelle_finedelldollaro.htm

Attilio Folliero e Cecilia Laya, 09/02/2004, Il dollaro, l’eruo, il petrolio e l’invasione nordamericana, Url:
http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2002-2005/2004_02_09_dollaro_euro_petrolio_usa.htm#inizio;

Attilio Folliero, 10/03/2006, La próxima guerra. Irán en la mira,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2006/2006_03_10_la_proxima_guerra.htm;

Attilio Folliero, 01/06/2006, Venezuela y Opep evaluan nuevas monedas para el intercambio del petroleo,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2006/2006_06_01_venezuela_opep_abandono_dolar.htm

Attilio Folliero e Cecilia Laya, 22/10/2008, Il destino del dollaro e dell’economia capitalistica statunitense,
URL: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2008/2008_10_22_destino_del_dollaro.htm;

Attilio Folliero, 21/02/2009, Las reservas internacionales para enfrentar la crisis económica,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_02_21_reservas_internacionales.htm;

Attilio Folliero, 31/03/2009, La crisi economica attuale,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_03_31_crack_dow_jones.htm;

Attilio Folliero, 24/04/2009, Nuove monete e segnali di una fine del dollaro come moneta internazionale,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_04_24_nuove_monete.htm;

Tito Pulsinelli/Selvas, 06/05/2009, Fino a quando la Cina finanzierà gli USA? Selvas intervista Attilio Folliero,
Url: http://www.folliero.it/06_stampa_radio_tv_laya_folliero/stampa/2009_05_06_selvas_intervista_attilio_folliero_cina.htm;

Attilio Folliero, 23/05/2009, La Cina aumenta le riserve auree del 75%,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_05_23_riserve_auree_cina.htm;

Attilio Folliero, 16/06/2009, Verso un mondo con nuovi protagonisti (BRIC e OCS),
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_06_16_bric.htm;

Attilio Folliero, 23/06/2009, Iran: tra crescita economica e rivoluzione dei colori,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_06_23_iran_musavi_rivoluzione_dei_colori.htm;

Tito Pulsinelli/Selvas, 19/07/2009, Il debito pubblico USA al massimo storico. Selvas intervista Attilio Folliero,
Url: http://www.folliero.it/06_stampa_radio_tv_laya_folliero/stampa/2009_07_19_selvas_intervista_attilio_folliero_debito_pubblico_usa.htm;

Attilio Folliero, 17/11/2009, Il debito pubblico USA oltre i 12.000 miliardi,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_11_17_debito_pubblico_usa_oltre_12000_miliardi_us$.htm;

Attilio Folliero, 14/01/2010, Bilancio economico 2009: s’inasprisce la crisi, volano le borse!,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_14_bilancio2009.htm;

Attilio Folliero e Cecilia Laya, 23/01/2010, La Cina prossimo leader dell’economia mondiale e la Russia leader in Europa,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_23_cina_russia_pwc.htm;

2) Ne parla ad esempio Valerio Lo Monaco de “La Voce del Ribelle”, url, www.ilribelle.com, sito diretto da Massimo Fini, Bond in dollari? Si, come no, articolo leggibile liberamente all’Url: https://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=6706

3) Sulla crescita del debito pubblico Usa durante il primo anno di presidenza di Barack Obama vedasi Attilio Folliero, 14/01/2010, Bilancio economico 2009: s’inasprisce la crisi, volano le borse!,
Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_14_bilancio2009.htm

4) Tabella elaborata su dati di fonte wikipedia, Url: http://en.wikipedia.org/wiki/Reserve_currency

Pubblicato da Davide

  • TommasoG

    Anche quando il dollaro si svaluterà ulteriormente, gli USA rimarranno, ancora per molto tempo, una potenza economica. Anzi, grazie alla svalutazione del dollaro l’economia reale americana diventerà più forte.
    E, in ogni caso, penso che gli orizzonti temporali siano ancora ampi. Immagino che nei prossimi 5-10 anni il ruolo dell’economia americana rimarrà certamente rilevante. Anche la lettura della tabella dell’articolo conferma questa impressione. Se il ridimensionamento della rilevanza del dollaro nel contesto mondiale continuerà con lo stesso ritmo degli ultimi 10 anni, secondo la tabella, abbiamo ancora 20 anni buoni in cui la maggior parte delle riserve mondiali sarà espressa in dollari.

  • stefanodandrea

    Mi concentro esclusivamente sul termine truffa.
    Il gioco del lotto è una truffa? E il casino’? E gli swap (una parola strana che designa scommesse particolari)? E le innumerevoli trasmissioni televisive che si compongono di giochi a premi? E le centinaia di gratta e vinci? E le slot (altra parola che non significa nulla)? E i video poker? le scommesse su internet? E i contratti di borsa, che essendo destinati, secondo gli usi, a non essere eseguiti, si risolvono in pure scommesse? E il nuovo poker, come si chiama… quello con il nome doppiamente straniero? E il giocare in borsa per mezzo di una banca?
    Giuridicamente non sono truffe ma giochi o scommesse.
    Il contratto proposto da tremonti è apparentemente un contratto di finanziamento, che in realtà, se si è disposti ad essere un pò sostanzialisti, si può qualificare come scommessa: i cittadini scommettono sulla crescita del valore del dollaro e lo Stato sulla perdita di valore del medesimo.
    La proposta di Tremonti è davvero immonda, anche perché spinge nel senso di suscitare la fiducia dei nostri cittadini nel dollaro (e perciò sarebbe grave anche se il dollaro non fosse destinato a perdere valore)
    Tuttavia, è probabile che ciò che lo stato incassa dal lotto, dai gratta e vinci, dai vari concessionari di scommesse e dalla imposizione fiscale sui guadagni derivanti da queste attività, così sotraendolo ai cittadini, sia superiore a ciò che incasserebbe dalla pavenntata operazione. Siamo in piena continuità con la politica dissennata, a favore della diffusione del gioco e della scommessa, che è stata variamente perseguita negli ultimi quindici anni.
    Purtroppo non è una truffa, bensì l’ennesima scommessa, anche se di quelle che in partenza appaiono enormemente vantaggiose per una delle parti, come gli swap proposti a imprenditori e enti pubblici dalla banche. I cittadini giocano e lo stato, come le banche e ormai quasi le assicurazioni, esercita l’attività di scommessa. E’ il capitalismo moderno, amici!

  • xmas

    Ciò che non capisco delle critiche in relazione a questo articolo, come a un altro precedente, sempre su questa emissione in U$, è del perché si accaniscono contro Tremonti.

    Partiamo da alcune considerazioni “ortodosse” e altre “non ortodosse”:
    a) Le emissioni in moneta straniera è prassi consolidata (da parecchi anni) per tutte le nazioni (generalmente concentrate sulle monete principali: U$, Euro, Yen, Sterlina, Franco Svizzero, Dollaro Canadese). Tutte le nazioni, contraggono debito a ritmi regolari di 12-18 mesi in valuta differente, per limitati importi. Quindi il Tremonti NON sta facendo nulla di differente rispetto al passato degli ultimi 30 anni – AL LIMITE SI POTREBBE ATTACCARE PROPRIO PER QUESTO.
    b) L´emissione è limitata a 5 miliardi di euro che nel mare dei 1.750 miliardi di debito pubblico, non sono che lo 0,3%, quindi tale enfasi avrebbe senso se Tremonti avesse dollarizzato il 30% del debito complessivo, ma non per una così piccola parte.
    c) Ultima considerazione “ortodossa” è che Tremonti in qualità di ministro delle finanze (e chiunque altro al suo posto che attuasse nel rispetto di tale carica) ha il dovere di spuntare il massimo vantaggio possibile per la repubblica, quindi essendo convinto come noi che il dollaro sia carta igienica, prova a ottenere un vantaggio sia nel pagamento degli interessi sia al rimborso del capitale.

    Considerazioni “non ortodosse”:

    d) Nei due articoli si da per scontato che a comprare tali obbligazioni, sia la “vecchietta”, … si la famosa vecchietta dei BOT degli anni ottanta … ma ricordo, che se era già vecchia negli anni ottanta … negli anni 90 era già morta, i famosi BOT erano andati ai nipoti che se li erano persi nelle bolle della new-economy.
    Così il soggetto che oggi si comprerà tali titoli di stato, al contrario di ciò che dicono gli articoli sarà, prima di tutto … la banca privata “Bankitalia”, … come da regolamento dei mercati finanziari, quindi le rifilerà ai vari dealer (Intesa, Capitalia, Unicredit e sicuramente qualche banca estera), che infine al terzo passaggio, cercheranno di appiopparli ai privati cittadini e imprese, in mancanza ai loro fondi di investimento (non avete idea di quanta m…. è posteggiata nei fondi comuni).
    Il nostro Tremonti è al corrente di ciò, e ha due opzioni di fronte (essendo costretto a rifinanziare il debito): offrire “cose interessanti”, ma non arriverebbero al terzo passaggio, è sarebbero pagate da tutti; offrire “suole”, che costerebbero a tutti meno (i cassieri del ministero delle finanze siamo noi), sperando che rimangano in mano alle banche. Ad ogni modo nel primo caso paghiamo tutti, in modo certo; nel secondo caso paga solo chi vuol fare la speculazione sui dollari (ossia era una “suola”, ma tu te la sei andata a cercare), e con un poco di fortuna chi paga è qualche grossa impresa (che comunque sarà poi costretto a salvare … ma è un´altra storia …).

    e) Tremonti non mi sembra abbia un buon rapporto con le banche, soprattutto quelle centrali, basta ricordare ad es.il tentativo di tassare l´oro di Bankitalia – 70 miliardi di euro circa -, andato a vuoto; e mi immagino questi due articoli scritti come dalle banche per avvertirlo – tu ministro vuoi speculare contro noi gli inventori della speculazione … –
    f) Nei due articoli ci si preoccupa di spiegare che è male fare l´emissione in dollari perché il cittadino verrebbe danneggiato (come se tutti cercassero e/o avessero titoli speculativi), ma non dice che QUALSIASI EMISSIONE GRAVATA DA INTERESSE È UN MALE PER IL CITTADINO. Ossia se lo Stato, invece di chiederla a prestito, emettesse la propria moneta fisica/cartacea e elettronica, non ci sarebbero interessi da pagare, ne debito pubblico.

    Tremonti probabilmente sa pure questo, ma sa pure, che non ha margine di manovra, e da buon italiano si arrangia come può.

  • AlbertoConti

    DiPietro uso spesso l’immagine retorica: “invece di guardare alla Luna guardano il dito (che indica la Luna)”. Qui si fa l’inverso, ci si concentra sul dito invece di puntarlo alla Luna. Questa storia dei bond in dollari è veramente poca cosa in termini quantitativi per essere significativa rispetto alla tragedia del debito pubblico. Al più può rappresentare un indicatore, un segnale secondario di una situazione ben più grave e complessa, con tutte le incertezze interpretative del “segnale”. Però viene enfatizzato per accusare la sinistra di miopia di comodo e tremonti di pratiche truffaldine, due cose sacrosantamente vere per motivi ben più gravi, fondati ed evidenti, rispetto all’emissione di pochi bond in valuta estera, perlopiù già collocati presso investitori istituzionali in gran parte esteri. Se è vero, come è vero, che il dollaro è al capolinea, lo è anche il neonato euro, figlio della stessa truffa che come una metastasi ha invaso tutto l’occidente. Di questo la “sinistra” dev’essere responsabilizzata, o meglio dovrebbe poter risorgere dalle proprie ceneri con la più grande autocritica della sua stessa storia, quella di non aver capito una mazza della moneta moderna, post Gold Standard, e delle devastanti politiche monetarie che ha consentito grazie all’ignoranza in materia della classe politica. E invece a cosa assistiamo? Alla demolizione programmata di ogni barlume d’intelligenza da parte della squallida coppia D’Alema-Veltroni, che ha accompagnato per meschina connivenza coi poteri forti lo sviluppo di una classe dirigente figlia di Goldman Sachs, Prodi in testa ed ora il cugino di Letta (spero, mi auguro di sbagliarmi sulla prossima ascesa del consulente economico di Bersani!). Questi ladri di polli verniciati da destra e sinistra si sono spartiti le briciole della torta Italia, con privatizzazioni, cartolarizzazioni, condoni, mafie, ricatti incrociati peggio che all’epoca di andreotti e del “Noto Servizio” foraggiato dalla CIA. Viviamo in piena epoca del banchismo truffaldino, dove si fanno fortune dal nulla spoliando tutto ciò che ancora c’è da spoliare, e la sinistra non vede, non sente, non parla!

  • Tonguessy

    Quoto e aggiungo: il comune di Ancona e di Padova investirono quote consistenti del bilancio nelle azioni Lehman. Questi sindaci e assessori hanno sottratto quote consistenti di bilancio ad azioni sociali (asili, scuole, mense, strade, trasporti, etc…) per “scommettere” di ricevere degli utili.
    Peccato che per una comunità gli utili non siano i soldi nelle casse del comune, ma i servizi resi, la qualità della vita vissuta nel territorio, la consistenza del tessuto urbano e così via.
    Milioni di euro che potevano essere investiti in opere sociali se ne sono andati inseguendo il fuoco fatuo della scommessa di guadagno facile.
    Bisogna sempre ricordare che è il lavoro, e MAI i soldi, che creano ricchezza. I soldi creano solo illusioni.

  • snypex

    LA CINA STA SMETTENDO DI FINANZIARE GLI USA E NOI POVERI MISERABILI CE NE ACCOLLIAMO IL CARICO.

    Io penso che chi si fa pecora sara’ preda del lupo e gli sta’ bene, che questa manica di ignoranti subisca la truffa in atto e che il dolore sia forte:

    ESSERE IGNORANTI COSTA CARO, E PER ESSERLO BISOGNA PAGARE.

  • Tonguessy

    Il dito e la luna: Tengo ben d’occhio il dito da quando questo, unto di sabbia e approfittando della mia attenzione altrimenti diretta, mi ha causato una certa irritazione anale. Sbaglio?

  • maumau1

    ”Anche quando il dollaro si svaluterà ulteriormente, gli USA rimarranno, ancora per molto tempo, una potenza economica”

    sbagliato ,potenza economica non è più manco oggi..rimarrà una potenza militare e finanziaria sono quelli i due strumenti con cui gli USA dominano il mondo..o dominavano…l’economia ossia il produrre oggetti è troppo costoso
    ed il ricarico troppo basso rispetto quello che si può fare con la finanza(quando la padroneggi e la trucchi) e con le armi.

  • AlbertoConti

    Abbi pazienza, ma questa metafora non mi è del tutto chiara. Se ti riferisci a DiPietro che non è la soluzione sfondi una porta aperta.

  • duca

    Beh, diciamo che se riuscisse a fare il “pacco” a qualche grosso investitore estero non sarebbe male… Certo consiglierei alla massaia di Voghera di tenersi alla larga da queste emissioni… tossiche.

  • AlbertoConti

    Il colonialismo fascista è andato storto e subito siamo diventati colonia americana. Forse è il concetto di fondo da rivedere, e non riguarda certo solo il nostro caso, sia pure un caso-limite.

  • Tonguessy

    Premetto che leggo con piacere i tuoi interventi. Ma tutta la storia dito-luna-dipietro-dollari mi sembra veramente mal assortita.
    Per essere più pragmatici: tanto la storia dell’intricato rapporto dito-luna che quella dell’aggrovigliato rapporto valuta-valore hanno radici talmente profonde che un’intera enciclopedia non basterebbe ad analizzare.
    Alle volte (e questo è il senso della metafora) ci si sofferma su particolari (la luna, nel caso particolare) che fanno trascurare altri particolari giudicati secondari ma che, nella realtà dei fatti, tali non sono.
    Infatti la seconda parte del tuo ragionamento li prende in considerazione

  • alinaf

    Pare che il grande Rubinì, escapologo di fama internazionale, abbia creato panico nell’area euro a Davos dicendo di non essere mai stato così tanto pessimista sull’euro come in questo periodo, che ci potrebbe essere una rottura dell’unione monetaria in Europa ( indoviniamo chi resterebbe fuori?). La qual cosa farebbe apprezzare il dollaro, visto che gli USA , nel 2010 devono far sottoscrivere 600 miliardi di obbligazioni. Anche la Cina non sarebbe scontenta. Ed anche l’Europa!
    Così il grande illusionista finalmente ci rende manifesto da che parte sta.
    Non si può dire chi vince, le carte sono truccate. Ciao ciao.

  • remox

    Un altro articolo su questo non argomento? Ancora una volta chi scrive mostra di non capire una balla di ciò che scrive.

  • fabKL

    Qualcuno sa spiegarmi per quale motivo il Governo non provvede ad estinguere attraverso acquisti sul mercato, quei CCT BTP e simili sui quali paga interessi nominali elevatissimi? E’ vero che l’acquisto avverrebbe sopra la pari ma in prospettiva futura diminuirebbe di molto gli interessi passivi dei prossimi anni. I fondi per l’acquisto dul mercato sarebbero facilmente reperibili attraverso emissione di buoni del tesoro agli attuali (o leggermetne superiori) tassi di mercato.
    C’e’ qualche motivo specifico o devo pensare che semplicemente cio’ non viene attuato dal governo perche i titoli in questione sono nei forzieri delle banche private?