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TRA MANETTE E RIFORME, ARRIVA IL NUOVO ‘92 IN ITALIA

DI ANDREW SPANNAUS
movisol.org

Ad un osservatore attento, i numerosi scandali che colpiscono quasi tutti gli schieramenti della politica italiana, visti in controluce alla presenza di un governo tecnico che dichiara di fare finalmente le riforme necessarie a modernizzare il paese, non possono che suggerire un parallelo con un periodo simile di non tanto tempo fa, quello di Tangentopoli e dei governi tecnici dell’inizio degli anni Novanta.

Allora ci fu un attacco speculativo in grande stile, che portò ad una forte svalutazione della Lira.La finanza internazionale, guidata in quel caso dal famoso “mega-speculatore” George Soros, portò a casa miliardi di dollari inaugurando una stagione sui mercati internazionali che avrebbe rappresentato perfettamente lo spirito della globalizzazione: i governi dovevano piegarsi ai voleri della finanza, permettendo alla “libera concorrenza” di sopraffare la sovranità nazionale.

L’attacco speculativo e la conseguente svalutazione della moneta peggiorarono la crisi della finanza pubblica, per cui il bilancio dello Stato venne considerato insostenibile. Seguì un lungo periodo di misure lacrime e sangue, iniziato già prima dell’attacco con il prelievo forzoso dai conti correnti nel luglio del ’92, e poi lanciato in grande stile con la manovra da 93.000 miliardi di lire, sempre ad opera del Governo Amato. Al contempo, si avviò la grande stagione delle liberalizzazioni e privatizzazioni di grandi fette dell’economia italiana.

Come si sa, tutto ciò è avvenuto nel contesto della decimazione della classe politica italiana, quella della “Prima Repubblica”, quella dei partiti politici che avevano retto il paese nel dopoguerra. Dalla DC ai Socialisti, i principali leader politici furono screditati e estromessi dal potere. Rimasero molti, riciclatisi nei modi più svariati, ma la musica era cambiata; comandavano i tecnici, esperti come Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi, che avrebbero ridisegnato l’economia italiana.

Furono riscritte le regole del sistema bancario e finanziario. Si cominciò a smantellare le partecipazioni statali, vendendo – e in molti casi svendendo proprio – i gioielli di stato (vedi “La distruzione dello Stato Sociale attraverso la catastrofe delle liberalizzazioniprivatizzazioni
in Italia”
di Claudio Giudici); tutto ad uno sconto non indifferente quando si trattava di compratori stranieri, grazie alla svalutazione del settembre ’92.

Senza addentrarci in un’analisi completa di Tangentopoli e dei suoi risvolti, ci limiteremo qui a porre qualche domanda:

  • È stata davvero ‘scoperta’ la corruzione politica in Italia in quel periodo? Oppure si sapeva da tempo come funzionava il finanziamento dei partiti, e in qualche modo si decise di fare saltare il tavolo in quel momento storico?
  • Stiamo meglio oggi? La nuova classe politica è più pulita e in grado di difendere meglio gli interessi della popolazione?

Le risposte non sono difficili, sarebbe auspicabile che si cominciasse a riflettere più a fondo su quel periodo di trasformazione, proprio perché sta avvenendo qualcosa di simile oggi. Ad onor del vero però, questa volta la potenziale resistenza da parte della classe politica sembra decisamente minore, in quanto quasi tutti si sono allineati subito quando il Presidente Napolitano impose il governo di Mario Monti alla fine del 2011. L’altro Mario, il signor Draghi, invece di essere messo a capo del Governo italiano fu mandato alla vera cabina di regia europea, la BCE, e così la formula “greca” viene imposta anche in Italia, con il risultato prevedibile di provocare la recessione e renderci tutti più poveri per pagar il pizzo ai mercati che devono riacquisire la “fiducia” nel paese.

Ma l’aspetto più importante delle misure varate dal Governo Monti non sono i soldi trovati per accontentare i contabili; la vera posta in gioco sono le “riforme strutturali”, la necessità di cambiare i settori per cui i soldi vengono spesi, e le regole generali dell’economia italiana. E qui sorge il vero paragone con il periodo ’92-’93.
Allora iniziò la campagna per entrare nell’Euro. Con il Trattato di Maastricht fu imposta la riduzione del deficit, l’italia dovette allinearsi ai parametri europei. Il passaggio durò diversi anni e fu doloroso. Tutto per il nostro bene, ci fu spiegato, ma vent’anni dopo stiamo ancora facendo i sacrifici per rispettare le regole europee.

Noi diremmo che la colpa è di quelle stesse politiche; che le riforme liberiste hanno incentivato la finanza speculativa – che poi ha fatto crac – e disincentivato l’economia produttiva, ridottasi costantemente. Le conseguenze sono inevitabili: la capacità di sostenere lo stato sociale viene meno, e il debito (pubblico e privato) continua a crescere.

Loro invece, quelli che troviamo in televisione, nelle università, e ora anche nei ministeri, dicono che dobbiamo ricominciare da capo. L’Italia è troppo incrostata: ci sono gli interessi, le corporazioni, i privilegiati. I tassisti guadagnano troppo, le farmacie pure, gli artigiani non pagano le tasse, e i dipendenti sono attaccati al posto fisso. Serve più flessibilità, più capacità di adattamento.

Adattarsi a cosa? Alla globalizzazione. Se in Cina e in India si lavora di più per molti meno soldi, gli italiani dovranno accettare la nuova realtà. Le manifatture saranno sempre meno, uno stipendio dignitoso è un privilegio, la colpa è solo vostra se avete vissuto troppo bene.

Così bisogna liberalizzare tutto, privatizzare quello che è rimasto in mano pubblica (per partito preso, non perché migliora il servizio o abbassa le tariffe; in quasi tutti i casi si è dimostrato il contrario in questi anni). Le pensioni vanno cambiate, le regole sul lavoro pure. Tutte cose che in astratto sembrano avere un loro perché contabile o competitivo, ma che viste nel contesto della crisi economica nazionale e globale mirano solo a compiacere i mercati e a permettere l’ulteriore smantellamento dell’economia reale.

Oggi gli scandali vengono utilizzati di nuovo per colpire la classe politica italiana. La caduta del Governo Berlusconi fu annunciata con un’interminabile serie di scandali a luci rosse, il cui scopo era evidente a chi pensava in modo strategico. La stessa arma fu usata contro il Ministro dell’Economia per sostenere la fazione liberista nella battaglia contro chi osava mettere in discussione il dominio del mercatismo. Alla Regione Lombardia numerosi partiti sono stati colpiti in questi ultimi mesi, sia per casi di basso profilo che con annunci di grande effetto mediatico come quello recente in merito alla Lega Nord di Umberto Bossi.

Ma non si pensi ai soli magistrati “comunisti”; pure i partiti di centro e di sinistra sono colpiti da casi corruzione da qualche tempo, dall’ex Margherita all’Idv, dall’UDC al Pd.

Tutti innocenti? Non è questo il punto. Come nel ’92, la domanda è che effetto ha una nuova stagione anti-corruzione proprio ora? Chi vorrebbe manipolare questa situazione per imporre dei cambiamenti fondamentali per il futuro del Paese?

Sembra delinearsi un bel contrasto con i correttissimi professori (e i banchieri) a Palazzo Chigi. I partiti sono corrotti, viva i tecnici!
E così sarà ben più difficile opporsi ai massacri liberisti richiesti dalla City di Londra e da Wall Street, passando per Francoforte e Bruxelles.

Se si vuole davvero difendere l’Italia, se si vuole davvero difendere la tradizione europea, è ora di ripristinare la sovranità nazionale. Serve una classe politica disposta ad opporsi alle operazioni di saccheggio, sta qui la vera corruzione: quanti pensano a salvare se stessi, con soldi o poltrone, piuttosto che agire in difesa del bene comune!?

Oggi non si possono più accettare le riforme strutturali che mirano ad aprire l’economia ai grandi capitali internazionali, alle bolle speculative in cerca di asset da fagocitare e poi rovinare prima di passare alla prossima vittima. È un film già visto. Le istituzioni sono delegittimate perché i politici pensano a se stessi, ma nel frattempo i nuovi arrivati pensano a consegnare il Paese mani e piedi ai loro padrini dell’oligarchia transnazionale.
Abbiamo il coraggio di opporci, questa volta?

Andrew Spannaus.
Fonte: www.movisol.org
Link: http://www.movisol.org/12news081.htm
17.04.2012

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Bellissimo pezzo, tutto assolutamente condivisibile, dal tema principale della campagna anti-corruzione come strumento per imporre le scelte strategiche dei grandi poteri, alla denuncia della distruzione dell’economia reale a favore dell’economia finanziaria. È evidentemente in atto un’operazione ben pianificata di impoverimento e indebolimento delle Nazioni europee e del loro stato sociale, per applicare una ristrutturazione sistematica di tutto il modello economico e sociale, e sicuramente non a favore del cittadino comune. La classe dei predatori ha in mano potere finanziario, mediatico e militare, ma noi siamo in 7 miliardi, e se hanno gli strumenti per non lasciarci organizzare in maniera unitaria, opponiamoci singolarmente, tante piccole rivoluzioni a valanga, e facciamoli fallire!

  • albsorio

    Più che un commento vorrei fare una domanda ai lettori-redazione di CDC, nel caso di mancato raggiungimento dell’obbiettivo 3% debito-PIL come da EMS ci saranno lo stesso le elezioni nel 2013? Spero di si, allora TUTTI A VOTARE, senza tanta ideologia ma guardando a CHI FA, COSA, in questi momenti, in altre parole chi regge il sacco a Monti & C. torna a zappare la terra… democraticamente.

  • jorge

    “Ripristinare la sovranità nazionale” è la sintesi dell’articolo. Con tempismo incredibile, il sig Monti si è accodato immediatamente al sig Rajoy minacciando l’Argentina, colpevole di mettere in atto programmi di “recupero della sovranità nazionale”. Invito tutti a seguire la faccenda YPF – Repsol.

  • tres19

    Cito: “Se si vuole davvero difendere l’Italia, se si vuole davvero difendere la tradizione europea, è ora di ripristinare la sovranità nazionale.”

    A questo punto non c’è dubbio, lo stupido sono io, ne prendo atto e quindi chiedo a chi pare saperne più di me.

    Io nel profondo della mia stupidità vedo questo:
    – una casta arroccata in un fortino con palizzate altissime e con cecchini nelle torrette di guardia
    – un popolo che si reca sotto le mura, riempie prima le ceste da issare dentro la palizzata e dopo averle riempite, inizia a implorare a quelli dentro: “basta a derubarci! basta, sciò, via, andatevene! dai famo a cambio adesso!”

    Ora con il mio misero Q.I. che mi ritrovo non riesco proprio a capire il motivo per cui quelli dentro la palizzata dovrebbero smettere di fare alcunchè.
    Forse da stupido non riesco a confidare nella immensa forza della compassione e del pentimento, probabilmente tutti sanno, eccetto me, che a forza di implorare quelli dentro al fortino cadranno morti come mosche.

    Qualche volenteroso potrebbe spiegarmi come ciò dovrebbe avvenire?

  • AlbertoConti

    Opporci a che? Lorsignori creano il vuoto coi media e poi lo riempiono coi loro affaracci sporchi, a spese nostre. L’unica cosa a cui opporci è il vuoto nella testa del popolo, di cui siamo parte (attiva?). Ma è qui che casca l’asino, nella definizione dei contenuti che vanno a riempire quel vuoto. Movisol ha in mente “grandi opere utili”. Utili per la “crescita”. C’è qualcosa che non va!

  • tres19

    Quando avevo 16/17 anni mi è capitato tra le mani un libretto: Disobbedienza civile di Henry David Thoreau.

    L’ho trovato illuminante; per merito di esso ho avuto un processo per non esser andato a fare il militare che per puro caso è caduto in prescrizione, varie multe non pagate, tra cui una mora di Equitalia per cui dovranno ammazzarmi per prendermi un centesimo dalle tasche.

    La pratica devo dire che è alquanto semplice, anzi la più semplice, non bisogna far nulla, basta solamente non fare.

    Va da se che l’opposizione non è verso Tizio o Caio, ma verso il contentino, spacciato per vita, offerto da Tizio e Caio, una volta che ci si è opposti a quello basta solo restare fermi, semplice e poco faticoso.

  • RicBo

    Quest’articolo riprende in parte le tesi di Grillo sulla nuova stagione manipulitesca e conclude con l’ennesimo appello a riprendersi la ‘sovranità nazionale’. Tutto giusto, ma come facciamo a riprendercela, questa benedetta sovranità? Non c’è all’orizzonte, almeno in Italia, una Kirchner (che poi non è che sia chissàche ma insomma, come si dice dalle mie parti, meglio piuttosto che niente..) quindi le uniche soluzioni rimangono una protesta massiva ad oltranza, stile Argentina 2001, o la disobbedienza passiva che propone il commentatore tres19, che è molto interessante e sarebbe da provare.

  • AlbertoConti

    E perchè non fonderle insieme: protesta massiva ad oltranza, stile Argentina 2001 + disobbedienza passiva che propone il commentatore tres19. Due modalità per rafforzare uno stesso contenuto: que se vayan todos!

  • tres19

    Il perchè te lo spiego continuando sempre l’esempio che ho citato prima.

    Quando a mio tempo feci obiezione totale come conseguenza c’erano da 4 a 8 mesi ad Altamura; ne ero ben cosciente anche se ero poco più che maggiorenne, ma ho continuato ugualmente in una cosa in cui credevo.
    Come ho detto sono stato graziato dal caso e non mi son fatto neanche un giorno, ho addirittura ancora la fedina penale pulita.

    Che la scampavo così non lo pensavo minimamente, io ero certo di finire in galera, ma non era importante, l’importante era non morire dentro e per me era l’equivalente di un suicidio genuflettermi a quel sistema.

    Le conseguenze della disubbidienza passiva nel caso di non pagare le tasse, non è la galera, ma multe e al massimo pignoramenti, quindi una conseguenza minore, ma manca qualcosa dentro ai più, non c’è una vera volontà e non lo faranno mai finchè il farlo non significa accodarsi senza rischiar nulla.

    Per me è estremamente chiaro il fatto che l’immobilità è dettata dalla stessa dipendenza al sistema, ecco perchè punto il succo dei miei discorsi su questa dipendenza e non su Monti o chi per lui.

  • Firenze137

    Credo che tu abbia centrato il nocciolo del perchè la gente non reagisce.

    Perchè sostanzialmente si fa i conti e stabilisce che non le “conviene” , facendo però un computo di convenienza a breve termine e non – come nel caso tuo – a lungo termine, che sei riuscito a non fare un giorno di galera e hai la fedina penale pulita. Il breve termine ti ha dato dei “grattacapi..” che però nel lungo termine si sono dissolti. Probabilmente si dissolverà anche quello con Equitalia ( per me purtroppo no) . Te lo auguro con tutto il cuore ed anzi se hai dei suggerimenti..

    Il problema cruciale è che se anche io lo volessi fare, non posso “costringere” gli altri come i familiari ad assumersi un “rischio” che non vogliono prendere… E’ talmente radicatoa nel nostro DNA la paura del futuro, il rischio di “perdere” che l’uomo si è inventato mille artifici come le assicurazioni, il farsi il gruzzoletto per il futuro, gli ammortizzatori socali ecc. , che la gente si immobilizza al solo pensiero di un rischio non calcolato.

    Non è facile come il tuo suggerimento è stimolante..

  • Firenze137

    Ho fatto un sacco di errori correggo l’ultima frase

    Non è facile, comunque il tuo suggerimento è stimolante..

  • eresiarca

    L’unica forma di “disobbedienza” percorribile, per chiunque, ma solo dopo che se n’è convinto interiormente in maniera profonda, è compromettersi il meno possibile con questo sistema. Si parte da cose terra terra, come il non fare acquisti nei supermercati, non usare i bancomat (o comunque meno che si può, se lo si possiede), non cambiare di continuo macchina, tv (meglio ancora è non guardarla affatto) ecc. Ma si può salire di livello, e scegliere di svolgere un’attività lavorativa che escluda i peggiori compromessi: bancario, assicuratore, agente immobiliare… solo per fare alcuni esempi. Poi si mette di curarsi, almeno in tutti i casi in cui è possibile, con la medicina ufficiale. Ma non basta ancora: si deve coltivare un sentire interiore che fa risaltare come inautentica la vita così come viene concepita da questo sistema, quindi in un certo senso bisogna vivere da “esuli in patria”. E questo è solo l’inizio…

  • eresiarca

    Che coraggio… questo “Movisol”, nel ’92, volantinava contro Craxi… Si legga “Politica occulta”, di Marco Dolcetta (ed. Castelvecchi).

  • Georgejefferson

    OTTIMA ANALISI

  • Georgejefferson

    e questa evoluzione interiore,ci fara piu saggi,umili ed empatici?

  • tres19

    Si hai ragione nel dire che non si può costringere nessuno, io non voglio costringere nessuno, però credo sia giusto far notare questo punto di vista e far notare i collegamenti di tutto il meccanismo.

  • tres19

    Dipende molto dall’età in cui inizi a notare certe stonature in quel che si ha intorno.
    Io mi trovo all’incirca nella situazione che hai descritto; ultimamente ho un pensiero sempre più circoscritto e mirato che non esteso stile soluzione-per-tutti perchè capisco che se alcune magagne si notano dopo essersi impegnati “pesantemente” in qualcosa alcune scelte possono essere spaventose.

    Io viste le dinamiche non confido molto su risultati migliori, per quanto riguarda me, se oggi eravamo nella situazione del ’92 o prima non credo che mi sarei trovato in circostanze differenti 🙂

  • flucekk76

    abbiamo ancora qualcuno da eleggere che sappia cosa sia la Sovranità?
    vorrei sapere quali sono i partiti che hanno un programma dettagliato su come ripristinarLa.

  • flucekk76

    il problema sta nel fatto che nessuno sa più cosa sia la Vera Sovranità è questo un vuoto incolmabile.