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TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

DI MAURO BOTTARELLI
rischiocalcalcolato.it

Tic tac, tic tac… No, non si tratta di caramelle ma del conto alla rovescia che è cominciato per l’Argentina. Fitch ha infatti tagliato il rating di lungo termine di Buenos Aires da B a CC, cinque gradini di downgrade e abbassato quello di breve termine a C da B, un solo notch dal default. A pesare, ovviamente, la sentenza del Tribunale distrettuale di Manhattan che ha obbligato l’Argentina a pagare entro il 15 dicembre un miliardo e 300 milioni di dollari dovuti agli hedge funds che non sottoscrissero la ristrutturazione del debito del 2002.

Se l’Argentina non paga, si bloccano anche i pagamenti delle scadenze dei bonds ristrutturati e si arriva al default tecnico ma se paga in pieno gli hedge funds, si faranno avanti anche gli altri detentori di debito per ottenere immediato pagamento, un esborso da 11 miliardi di dollari.

Nella nota che ha accompagnato il downgrade, Fitch ha sottolineato anche . Per ora sia Standard&Poor’s che Moody’s, sembrano voler mantenere i loro rating sull’Argentina – entrambi cinque gradini al di sopra del default – ma la mossa di Fitch potrebbe accelerare un cambio di idea. E offrire una sponda non da poco alla sentenza newyorchese e agli hedge funds.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/11/tic-tac-tic-tac-fitch-declassa-il-rating-argentino-a-un-solo-notch-dal-default.html
28.11.2012

TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

Riemerge lo spettro del default. Per un Paese, il primo e l’unico al mondo dove il crollo del debito sovrano sotto i colpi della finanza mondiale, ha visto una risposta positiva del nuovo governo che, rinegoziando il debito, ha superato la crisi con l’intervento dello stato in economia e nel sociale. Ora un giudice di New York ha sentenziato: il 15 dicembre Buenos Aires deve pagare per intero gli speculatori che non hanno rinegoziato.

Le previsioni dicono che il 15 dicembre (*) una tempesta finanziaria si abbatterà sull’Argentina da cui ne potrebbe risultare un default tecnico del paese.

Non è facile capire come sia possibile che una delle economie emergenti, con una crescita media del Prodotto interno lordo del 8% nell’ultimo decennio possa all’improvviso ricadere in fallimento. Invece il rischio esiste e il nemico si chiama fondi avvoltoio.
La sentenza di Thomas Griesa, giudice di New York, riporta l’Argentina sotto la stretta della speculazione finanziaria.

La sovranità nel mondo globale

Il confronto è tra la legittimità dello Stato nazione e i diritti dei fondi avvoltoio che, attraverso un tribunale di New York, chiedono il pagamento di titoli scaduti. Quali titoli? Quelli di coloro che non sono entrati nel concordato fallimentare per la ristrutturazione del debito. Dopo il fallimento del 2001, l’Argentina, alla fine di un lungo processo, si è accordata con i bonisti per ristrutturare il debito, con la conseguente cessazione del fallimento. Gli argentini che avevano depositi bancari in dollari, praticamente tutti, si sono trovati pesos al posto dei dollari, quindi hanno perso 2/3 dei loro risparmi perché il cambio col dollaro da 1peso=1U$A il giorno dopo fu di 3pesos=1U$A. Sembra una misura suicida e lo è stato per il governo De la Rua, ma perché è stata presa? Senza altre possibilità, il governo aveva sequestrato i dollari dai conti correnti privati per pagare una tranche del debito estero in scadenza.
Fu crisi politica, caduta del governo, occupazione del parlamento, attacchi alle banche, assalto ai supermercati, l’inizio di una sommossa infinita. Insieme alla disfatta economica e politica del paese, questo crollo segnò il fallimento del modello del Fondo Monetario Internazionale che aveva applaudito a più riprese il rigore nell’applicazione delle proprie ricette.

Nel corso degli anni ’90, la spirale del debito estero era salita portando gli interessi a livelli impossibili, attraendo “investitori” di azzardo e alcuni ignari del pericolo di un tasso di interesse intorno 15% annuo. L’Argentina era arrivata alla fine della cura prescritta dal Consenso di Washington: aveva privatizzato, svenduto il patrimonio dello Stato e abbassato le tariffe doganali. Dopo quattro anni in cui si susseguivano la chiusura delle fabbriche e la disoccupazione si allargava in tutto il tessuto sociale, lentamente il risparmio di generazioni si esaurì e l’economia arrivò ad un punto morto. L’Argentina era un libero mercato dove ormai non si vendeva più niente.

In queste condizioni di insolvenza ogni debito era una pretesa insostenibile. Da lì in poi il governo ha stabilito che la svalutazione di 2/3 sarebbe stata la misura della ristrutturazione del debito e a tutti i creditori gli è stata applicata la stessa misura. Il 93% di chi era in possesso di titoli argentini si è finalmente accontentato per un ridimensionamento dei loro crediti Se non si dava un minimo di respiro per tentare una ripresa economica del paese non sarebbero riusciti ad avere indietro nemmeno questo. L’accordo fu per il posticipo delle scadenze, la ristrutturazione del debito e il riconoscimento della competenza dei tribunali internazionali in caso di contenzioso. Il 7% rimanente restò con un pezzo di carta senza valore reale. È qui che arrivarono i fondi avvoltoi acquistando per poche monete i loro titoli e cominciando battaglie legali in vari tribunali del mondo.

Il primo fallimento

L’Argentina segnò il primo fallimento sovrano dell’era neoliberista. Da allora anche uno Stato nazione può fallire, può dichiarare di non essere in grado di pagare i suoi creditori, ma anche può concordare i termini per una ristrutturazione del debito. Sono passati più di 10 anni è l’Argentina oggi si è recuperata ed è tra le prime economie emergenti.

Da allora fino ad oggi la sua economia è cresciuta ad un tasso medio del 8% annuo. Un miracolo? No. Dal 2003 l’Argentina ha deciso di voltare pagina alle ricette del Fondo monetario internazionale e l’economia finanziaria.

Lo Stato è ritornato ad avere un ruolo in economia, ha acquistato aziende pubbliche che erano state privatizzate e ha rivisto i contrati con le altre. I governi hanno concentrato le sue forze per la ricostruzione dell’economia reale e stabilito limiti e controlli all’economia finanziaria e agenzie internazionali di rating. Inoltre ha ristabilito la centralità delle politiche sociali con pensioni universali, assegno per figlio in età scolare, crediti, opere pubbliche, investimento in educazione e salute.
Qualche settimana fa, il 14 novembre, un rapporto della Banca mondiale ha riconosciuto che tra il 2003 e il 2009 la classe media argentina si era duplicata, era passata da 23 al 46% della popolazione: da 9,3 milioni di abitanti a 18,6 milioni. Il risultato più importante della regione seguito dal Brasile e l’Uruguay. Sempre secondo la Banca mondiale, l’Argentina è il paese di America Latina che più ha ridotto il coefficiente di «Gini», cioè quello che più ha diminuito la distanza tra ricchi e poveri.
I fondi avvoltoi rappresentano i nuclei più agguerriti e potenti della speculazione globale, riguardo alla loro attività, il nome è abbastanza eloquente. Ora vogliono punire questo successo e vogliono mettere in difficoltà il processo di pagamento dei titoli argentini in scadenza di coloro che hanno concordato con lo Stato un rifinanziamento del debito.

Il giudice Thomas Griesa di New York ha sentenziato che il 15 dicembre, coloro che non hanno accettato i termini del rifinanziamento devono essere pagati per intero, la quota di capitale, più tutti gli interessi. Il giudice ha chiesto di più di quanto facevano gli stessi avvocati degli «avvoltoi». La sentenza mette in seria difficoltà il governo argentino che proprio il 15 dicembre deve onorare il debito del 93% di detentori di titoli che hanno accettato la proposta di rinegoziazione. Il giudice Griesa ha dichiarato che se l’Argentina non paga ai fondi avvoltoio il 15, bloccherà anche il pagamento dei 93% che hanno rinegoziato. Quindi l’Argentina potrebbe, di fatto, entrare in default tecnico, in quanto non pagherebbe alla scadenza quanto era stato pattuito.

Cambalache o mano invisibile

Che il mondo fosse in mano all’economia finanziaria non è una novità, ma mai uno Stato sovrano era stato portato davanti ad un tribunale di un altro paese in aperta revoca delle sue leggi. La legittimità nella giurisdizione dello stato di diritto è messa a dura prova. Lunedì scorso, 26 novembre, l’Argentina ha presentato un ricorso davanti al tribunale di New York chiedendo la revisione della sentenza e la sospensione dei termini fino a sentenza definitiva. Qualche settimana fa questi gruppi finanziari avevano sequestrato la Fragata Libertà, ancora ferma nel porto di Ghana in violazione dei patti internazionali sui beni suscettibili di embargo (vedi il manifesto 19.10.2012).

L’avvertimento

La sentenza del giudice Griesa è anche un duro avvertimento a tutti i paesi che in un momento di crisi globale si trovano in difficoltà, molti altri rischiano di fare la stessa sorte. Adottare politiche di rigore che non accettano rimettere in discussione i termini e il monto del debito di un paese vicino al fallimento potrebbe essere, se passa questa sentenza, la politica consigliata. Del resto, sarebbe sciocco accettare la ristrutturazione del debito quando si può ottenere tutto.

Per loro l’economia reale e la società contano poco. La follia della economia finanziaria è alla guida delle principali economie del mondo, non possiamo aspettarci nulla di buono. Tra l’altro è stato ammesso anche da loro.

Non bisogna dimenticare che alla retrospettiva sull’andamento dell’economia mondiale, Olivier Blanchard, l’economista capo del Fmi, ha dichiarato che i mercati di fronte alle politiche di austerity e di risanamento dei conti pubblici hanno un comportamento «schizofrenico». È vero che l’andamento del mercato è altalenante, si parla quotidianamente di fluttuazioni, ma ci hanno insegnato che lasciarci guidare dal mercato sarebbe stato un atteggiamento saggio.

Ora invece ci confermano che in realtà la nostra guida, quella cieca e invisibile è gravemente malata di schizofrenia.

Claudio Tognonato
Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121129/manip2pg/08/manip2pz/332413/
29.11.2012

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    La “mano invisibile” della finanza globalista sembra giocarsi il tutto per tutto in questa partita contro il diritto civile e la sovranità di una Nazione che sta diventando un esempio sempre più scomodo per i “rigoristi” dello spread, e ricorre come da copione all’arbitro venduto, newyorkese questa volta, per comprarsi la sfida tanto decisiva… Tornerà la “Mano de Diós” per prendere a schiaffi Christine Lagarde e le sue agenzie di rating, spero senza tanta austerità. Forza Argentina!

  • Aironeblu

    P.S. Sono in trepida attesa delle “osservazioni fatte da fonti professionali” di Mincuo…

    Hai voglia di sbilanciarti in una previsione, dall’alto dei tuoi dati? Dicendo cosa succederà e quando succederà in Argentina? Tanto per “unodelsettore” come te sarà uno scherzetto, e ci dimostrerai irrevocabilmente che le tue non sono solo mincuate… Facci sapere!

  • paulo

    C’è una cosa da ricordare: l’Argentina non è sola contro la speculazione. Esistono equilibri tra i paesi sudamericani (UNASUR) che portano alla collaborazione e aiuti reciproci. Qualche giorno fa, la presidente Dilma Rousseff del Brasile e la Kirchner della Argentina si sono incontrate con centinaia di imprenditori per “unire la produzione industriale” dei due paesi. Il Brasile non ha nessun interesse in vedere l’Argentina essere massacrata da speculatori. Bisogna ricordare che gli accordi entro l’UNASUR sono al di fuori di questa logica coloniale finanziaria USA/Europea. La cifra in questione, (11 miliardi di USD) sono poca cosa comparata al PIL USD 450 miliardi e ad una crescita sopra il 7% anno, difficilmente portano ad un default. Considerando che prestiti possono anche venire da altri paesi sudamericani, Brasile per primo (vedi crisi Ecuador Lula-Correa e finanziamenti BNDES), non credo che la speculazione internazionale sia più forte degli interessi economici esistenti nella America del Sud. Per finire, la sentenza è ridicola e tutto finirà in un nulla di fatto, non è interesse di nessuno, nemmeno degli avvoltoi, fare andare in default l’Argentina.

  • Suntsu

    “Il giudice Griesa ha dichiarato che se l’Argentina non paga ai fondi avvoltoio il 15, bloccherà anche il pagamento dei 93% che hanno rinegoziato. Quindi l’Argentina potrebbe, di fatto, entrare in default tecnico, in quanto non pagherebbe alla scadenza quanto era stato pattuito”.
    Non capisco tecnicamente dove risieda il problema. Non è l’Argentina che si rifiuta di pagare ma gli Stati Uniti che bloccano i soldi. L’Argentina potrebbe depositarli in un conto corrente, sul suo territorio o in un paradiso fiscale, a disposizione dei creditori. Perché questo configura un default tecnico? Domanda rivolta ad un economista.

  • BaronCorvo

    Sono d,accordo è qusta solidarietà fra stati l’unica speranza dell’Argentina.
    Una cosa che in Europa invece non esiste; noi stiamo ancora benissimo, da ricchi, ma non esiste nessunissimo spirito europeo e la gente si è rinchiusa nel mantenimento del proprio benessere rinunciando a ogni forma di oartecipazione politica.

    Non so quale e quanto lungo sarà il percorso, non so se ci saranno altre cadute, se sarà necessario rialzarsi ma per i paesi sudamericani la strada verso la vittoria è segnata. Noi invece siamo destinati al limbo dell’insignificanza e forse peggio

  • lucamartinelli

    Nei bei tempi andati, qualcuno avrebbe già giustiziato il giudice Griesa. Non è una sparata la mia, amici, ma una considerazione. La vicenda Argentina dimostra che con gli avvoltoi affiliati alle solite bande non si negozia.. si spara.

  • mincuo

    Fai pena. Ora io i dati li ho come tutti gli operatori, e di tutti i Paesi, da Reuters 3000 ecc.., ma anche te se sai leggere dei dati, ne puoi trovare gran parte anche gratis cercando perchè la maggior parte sono dati ufficiali. Basta che cerchi su Banca Centrale Argentina, lo stesso Indec, poi guardi i dati IMF e World Bank. E’ che voi preferite il raccontino di mezza paginetta su qualunque cosa: che vi dice già tutto: chi è il buono e chi il cattivo. Basta credere.

  • mincuo

    Per gente del tuo tipo non vale nemmeno al pena. Se vai a vedere un mese fa QUI SCRITTO VARIE VOLTE io dicevo che Dicembre era una scadenza molto ma molto pericolosa prendendo dai vari “fedeli” del tuo stampo un sacco di parole. Poi si è visto che avevo ragione, e non che io sia un mago. Salvo gli ebeti e gli indottrinati la realtà Argentina la conosce chiunque se ne occupi un pò. E non mi ha stupito nemmeno vedere centinaia di migliaia di persone in piazza a me. Perchè anche quella realtà non è esattamente quella delle trombette di regime

  • mincuo

    L’Argentina ha evitato default a Dicembre, l’ho già scritto. I “fondi avvoltoio” è un termine buono per la propaganda. Sono due i creditori prinicipali di cui uno è BoN.Y. per conto degli obbligazionisti e le obbligazioni sono QUELLE RISTRUTTURATE all’epoca dal Governo Argentino (Kirchner) cioè che hanno tagliato già all’epoca. Gi altri sono gli warrants RISTRUTTURATI dal Governo Argentino (della Kirchner) secondo me e non solo secondo me in modo un pò dubbio e favorendo dei bondoholders stranieri “amici”, e costa uno scherzo (10mld USD finora) e infine il resto è per gran parte senior debt sovranazionale IMF ecc…

  • mincuo

    Il fatto che io dicessi 2 mesi fa che a Dicembre c’erano problemi grossi deriva invece da dati professionali che non trovi gratis.
    Come questo. Ma non vale proprio la pena qui.
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  • mincuo

    Non sei nemmeno aggiornato sulla “sentenza” che è quella della Appeals Court, non della Griesa. Che dà fiato all’Argentina fino a Marzo. (Pari passu ecc…). I debiti sono quelli ristrutturati, non speculatori, e la maggior parte sono senior debt, cioè IMF e WB più bondholders che hanno accettato a suo tempo di tagliare i crediti. Io ho scritto parecchio su chi comanda, facendo anche nomi e cognomi, non i fantomatici “speculatori” e gli “avvoltoi” “la mano invisibile” per i bambini di 8 anni,
    Non c’è un caxxo di invisibile su chi affama mezzo mondo, Europa in primis ed USA compresi. E per l’Europa te li puoi vedere su un post recente sul forum “opinioni” dal titolo “sempre in piccolissimo…” cosa preparano. Altro che “speculatori” invsibili.
    Solo che è troppa fatica leggere tre pagine per le persone.

  • Aironeblu

    Non ci siamo capiti Mincuo. Non ti sto chiedendo la provenienza dei tuoi dati di riferimento, che in ambito “borsistico” non metto in discussione, ma ho lanciato una provocazione per suggerirti di non prendere come oro colato parametri che sono spesso più funzionali a indirizzare in un certo modo la realtà, piuttosto che descriverla o prevederne gli sviluppi. Perchè se continuiamo a ragionare in termini “tecnici” su dati pubblicati da Banca Mondiale e FMI, senza il legittimo dubbio che siano manipolati in qualche misura, allora tutti dietro allo spread e ai tecnici bocconiani che dall’alto della loro rinomata competenza sono riusciti a superare per inettitudine persino uno come Berlusconi, tra debito, disoccupazione e tagli alla spesa pubblica.

    La differenza è che tu credi alla Lagarde per forma mentis, io preferisco credere alla Kirchner perchè ha avviato delle politiche intelligenti, e perchè so con certezza che la Lagarde mente. E per dimostrartelo ti sfido ad una previsione: io dico che il 15 dicembre l’Argentina se lo salta a occhi chiusi, e che continuerà Indisturbata la fase di crescita e di ripresa insieme a molti altri paesi del Sudamerica. Sempre che per fermarli non si passi all’attacco militare come in Libia.

    Tu che dici?

  • aristanis

    ti posso chiedere la cortesia di linkare altri post in cui hai fatto nomi e cognomi? se non ti ruba troppo tempo ovviamente.
    In questo post https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=138950&highlight=#138950
    hai scritto “Non c’è settore che non sia in mano a 1 o 2 o 3 o 4 monopolisti.
    Che sia manifatturiero, servizi, finanziario, o materie prime.
    Cosa c’entri questo col liberismo è un altro mistero.
    Tutte le regole antitrust che sarebbero un suo fondamento sono una barzelletta.
    In più gli organismi di sorveglianza e controllo sono gestiti dagli stessi monopolisti, cioè da gente che fa riferimento a loro. ”
    Potresti scrivermi alcuni nomi? poi magari alcuni link (se possibile di siti in lingua italiana) o pure libri (possibilmente in lingua italiana) che secondo te affrontano questi argomenti in maniera genuina e senza disinformare il lettore?
    Non te lo sto chiedendo assolutamente per sfidare la tua preparazione, ma per puro personale interesse. Se ti chiedo troppo non me la prendo ovviamente. grazie.

  • BaronCorvo

    Allora giochiamo alle previsioni e ricordiamoci che scripta manent

    Se in Europa la situazione resta più o meno questa attuale l’Argwntina i prolemi grossi li avrà un anno prima delle elezioni che se non ricordo male saranno nel 2015

    Fino ad allora sarà uno struggle ma ci sono abituati da sempre e non gli farà né caldo né freddo.

    Se salta l’Europa a mio avviso è tutto di guadagnato per loro
    In generale la mia ooinione è che questo equilibrio così come lo conosciamo non reggerà altri dieci anni e anzi credo che ci vorrà molto meno perchè cpmincino a saltare le prime giunture. Fino ad allora gki argentini dovranno tribolare ma se succede quello che prevedo il prossimo reich millenario sarà sudamericano ( diciamo che la fase di passaggio non sarà proprio facilissima…)
    Siamo sul campo delle previsooni a ruota libera…

  • BaronCorvo

    Lascia perdere la lingua italiana, te li traduco io ( basta che non siano proprio chilometrici…)

  • mincuo

    Dico:
    1) Primo che la Lagarde non c’entra un fico secco coi dati. E se è per quello IMF assume nei suoi dati quelli INDEC (UFF. STAT. ARG.) compresa inflazione che pure è una bufala mondiale.
    2) Secondo che “borsistico” c’entra ancora meno.
    3) Terzo che con l’Appeal Court (non Groesa) il problema di Dicembre l’hanno GIA’ passato e questo se leggi è quel che ho scritto ed è scritto ben chiaro. Alcuni problemi sono rinviati a Marzo.
    4) Quarto che avrei qualcosa da dire sul fatto che la Kirchner comanda in nome e per conto e per il benessere unicamente del pueblo unido che no sera mai vencido.
    E nemmeno che Lavagna, Nielsen & C. o Moreno stesso stavano lì per caso, o a fare il finto teatrino Hector Mendez.
    E qualcosa l’ho scritto anche tempo fa qui su CdC https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10890
    5) Quinto che dipenderà molto dalla situazione Internazionale.
    L’Argentina dipende parecchio dall’export sotto il profilo della tenuta dei conti con l’estero. Perchè ha debito in dollari e quelli gli arrivano da lì.
    Dopo 3 mesi infernali economicamente sembra meglio.
    La soia è un pò calata da Settembre di prezzo, ma la produzione è buona e la domanda tiene. L’interscambio con Brasile è migliorato dopo 3 mesi brutti, specie il settore auto. Cemento e costruzioni dopo un disastro anche sono un pò in ripresa, e così altri settori, quindi possono uscire dalla recessione. Vedo l’Activity Index che riporta la Banca Centrale Argentina che è migliorato già per due mesi consecutivi, seppur non tanto.
    Speriamo che continui.

  • nuovaera89

    Questo è un esempio di come la finanza (l’economia finanziaria) deve tornare ad essere sotto per importanza (e controllo) all’economia reale e gli stati devono intervenire in maniera incisiva per evitare danni come la crisi attuale e molto altro. Non perché sia cattiva, ma perché purtroppo viene usata per far danni, ingrassare i soliti noti e per far morire l’economia reale, quella che serve per far vivere milioni di cittadini tutti i giorni.
    Non so come ne uscirà l’Argentina, ma se penso che un economia che cresce all’otto per cento del pil, una disoccupazione non bassissima ma non più al 50 % e una economia tra e migliori emergenti, rischia il default per un gruppo di speculatori e ci sono agenzie di reating che la portano sempre più in basso, fa venire i brividi.

  • mincuo

    @Aristanis: “ti posso chiedere la cortesia di linkare altri post in cui hai fatto nomi e cognomi? se non ti ruba troppo tempo ovviamente”
    Francamente andare in cerca qui nei mesi scorsi è un pò dura, ho scritto tante volte. T’ho trovato questo commento ma ce ne sono tanti altri, anche in quel periodo:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10675
    Fare elenchi non te lo faccio, settore per settore. Se vuoi un orientamento comunque anche se cerchi da solo lo trovi. Ad esempio un’Università ha pubblicato uno studio anche se un pò “edulcorato” ma sostanzialmente ti dice quello. Qui un articolo dove se digiti il link con la parola “analisi” trovi anche lo studio.
    http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/6994-scoperta-la-rete-capitalista-che-governa-il-mondo.html
    Poi più in profondità sono cose un pò delicate, meglio lasciar stare qui.

  • aristanis

    va bene.
    poi qualora un giorno decidessi di approfondire o fare una bella raccolta di link che ritieni materiale valido penso che faresti un enorme piacere a molti, me per primo, senza sorpassare il limite della delicatezza che hai tracciato (o che sei costretto a tracciare). comunque grazie ancora per i link, ora guardo

  • mincuo

    La seconda che hai detto.

  • mincuo

    Otto percento?

  • mincuo

    Economia tra le migliori degli Emergenti?
    Vabbè va.
    Fa 0 l’ultimo consolidato sul PIL. No delle “agenzie di rating”. Del Governo.
    Leggere un numero ufficiale no vero? C’è Di Cori Modigliani che ti spiega tutto lui. E Tanita.

  • mincuo

    Basta che vai su INDEC che è l’Ufficio Nazionale di Statistica Argentino o su Banco Central de la República Argentina (BCRA). Te lo vedi l’8%. Come no….
    Anno su Anno il PIL è 0%. Zeropercento.
    Mentre l’ultimo trimestre è -0,80%
    Menozerovirgolaottantapercento.
    Però naturalmente va bene l’8% lo stesso.
    E’ il “concetto” che conta.

  • Ercole

    tranne mincuo ,credo che stiate prendendo un abbaglio tutti quanti, l,argentina e lo specchio del capitalismo e fallita,qualcuno e in grado di dirmi a quale classe sociale appartengono gli avvoltoi della speculazione,e come bisogna adoperarsi per abbatterla.

  • Aironeblu

    Beh, allora non la vedi nemmeno tu così nera, mi sembrava che i tuoi commenti fossero di tono ben più pessimistico, stile crisi 2001, evidentemente non avevo interpretato bene.

    Sul fatto che la Kirchner, non sia Simon Bolivár credo che siamo d’accordo, resta di fatto che ha fatto molti passi nella giusta direzione, nazionaizzando risorse strategiche, redistribuendo la ricchezza in maniera maggiore, e incentivando molti settori dell’economia in grado di avviare uno sviluppo solido e soprattutto sostenibile.
    Così come tutta l’area Unasur. Non sarà il nuovo Eldorado, ma sicuramente le politiche si sono mosse nella direzione giusta. E poi teniamo sempre conto che molte delle difficoltà derivano dall’attacco del FMI, e sono gonfiate a dismisura, come le stime sull’inflazione.

    Speriamo che li lascino continuare.

  • Tanita

    La solidarietá fra stati in Sudamerica é una costruzione che ha preso certa velocitá anni fa (con Kirchner-Lula-Chavez) e continua, sostenuta. Ma non é l’unica speranza per l’Argentina.

    L’Argentina ha “collateral”, ma davvero, no titoli spazzatura e derivati come collateral (vedere “L’impatto degli swap off-market sul deficit di un governo e sul debito. Il Caso greco” – Bloomberg chiede disclosure, BCE dice “nein, nein”).

    Sull’Argentina vera si dice molto poco.

    BaronCorvo, il Argentina la partecipazione politica viene promossa sin dalle scuole medie.

    Insisto, questo materiale é molto interessante (é stato fatto per ragazzini ma… Non tanto).

    http://www.youtube.com/watch?v=6Xij3_UBcis

    Tutti e sei i capitoli, mi raccomando! Troverete tante similitudini con i processi in corso in Europa…

  • Tanita

    Non capisco bene cosa dici.

    La sentenza di Griesa (sospesa in Corte d’Appello) riguarda il 7% di bonholders che non hanno accettato di entrare nella ristrutturazione.

    L’Argentina ha pagato all’FMI nel 2006.

    http://www.emergingmarkets.org/Article/1016143/Argentina-repays-outstanding-IMF-debt.html

    Argentina repays outstanding IMF debt

    04/01/2006 | Emerging Markets reporters

    Latin nation moves towards “financial independence”

    Buenos Aires on Tuesday repaid its debts to the International Monetary Fund (IMF) in a move that President Néstor Kirchner said would allow Argentina to regain its economic independence.

    (Tra tante altre fonti comprese quelle ufficiali).

  • Aironeblu

    D’accordo che “Scripta manent”, ma non pretenderai che tra dieci anni verrò a controllare il tuo commento qui…^^

    Parlando di previsioni a lunga scadenza, io credo che Argentina e tutta l’area Unasur con delle buone scelte politiche abbiano impostato uno sviluppo solido e sostenibile per i loro paesi. Quello che tragicamente manca sono i deterrenti militari per evitare “esportazioni di democrazia” stile Libia, l’unica via saranno alleanze molto difficili con Russia e Cina, che finora sono solo ai primi bricks…

  • BaronCorvo

    Tanita…sei capitoli??? Temo di no…
    Comunque mi hai convinto, a febbraio mi faccio una settimana a Bue e verifico di persona. Purtroppo non siete capaci di cucinare la carne ma dopo me ne vado a Sao Paulo e mi rifaccio…toh…;)

  • BaronCorvo

    Ahahah….infatti non mi ricordavo chi fossi, ti confondevo con Jor El. Sei quello che si mette a fare il pignolo sulle battute…sui deterrenti militari direi che l’ipotesi che qualcuno (chi? Non so…il FMI, forse? Goldman Sachs? Qualche Hedge Fund? Dimmi pure…) si metta a fare la guerra all’Argentina è semplicemente risibile. Quando si parla di Argentina io cerco di evidenziare una sola cosa e cioè che qui in Italia ci mettiamo a giudicare delle politiche altrui e intanto non facciamo un cazzo di niente.
    Siamo vicini alle elezioni e non c’è un singolo movimento politico credibile a parte Grillo che rappresenta il livello di disfacimento della consapevolezza e partecipazione politica.
    Perché? Non lo so e non vedo segni che cambi.

  • Tanita

    Sarebbe giusto dire “non cucinate la carne come piace a me” perché noi ci andiamo matti per i nostri asados!
    Comunque se vieni da queste parti, fammi sapere. Magari possiamo incontrarci e chiacchierare.

  • Tanita

    Mincuo, tu hai una fissa…

    Nessuno dice che l’Argentina cresce ORA all’8% (nemmeno la Cina: nessuno). Guarda, quoto.

    Cristina e Dilma, l’altro ieri.

    Sotto lo sguardo attento di Dilma “Cristina ha affermato che “l’integrazione non é piú un meccanismo economico ma uno di difesa che dobbiamo costruire tra il Brasile e l’Argentina di fronte alla crisi globale” e ha detto che “l’integrazione é divenuta una necessitá”.

    “Anzi, é una condizione sine qua non per poter mantenere i risultati di questo decennio, il decennio guadagnato come lo chiamo io, in cui siamo riusciti ad aggiungere valore e abbiamo avuto notevoli riuscite con le politiche di inclusione sociale. Risultati che non potremo mantenere se non uniamo i nostri sforzi, l’intelligenza, le risorse, le azioni, il lavoro e politiche pubbliche e private concrete di entrambi i nostri paesi”.

    Questo sarebbe demagogia, secondo te.

    Diversi governi sudamericani stanno lavorando insieme. Sappiamo che la crisi dell’Europa e degli USA ci riguarda e sappiamo quali sono i nostri interessi e i nostri nemici.

    Non soltanto perché molti di noi ci informiamo piuttosto bene ma anche perché il governo lo dice, e la racconta abbastanza giusta. Quant’é difficile lo racconta ogni giorno. Questo, comunque, tu non lo sai pare; non figura nelle tue fonti.

  • BaronCorvo

    No mi cielo, no es asì.

    Ustedes no saben madurar la carne y ademas la cocinan a la parrilla: resultado una porcaria. Los brasilenos no maduran la carne però la hacen al “churrasco”, com le dicen allà y es mucho mejor.
    El asado es otra cosa pero allì no se comen los cortes que me gustan mas.

    Los norte americanos son los unicos que saben madurar la carne a perfeccion y entonces hacen una parrilla estupenda aunque la calidad de la carne no sea comparable con aquella argentina o brasilena. Y el vino…no, lo siento pero se puede tomar bien nada mas que en Europa, ItaliayFrancia o a vezes Alemania que tienes unos cuantos bloancos interesantes.

    Sicuramente vengo in sudamerica perché a febbraio fa troppo freddo da noi; Buenos Aires sarebbe una deviazione ma adesso valuto un po’
    Scusa il mio spagnolo molto approssimativo.

  • Tanita

    Tu perché non hai assaggiato il mio “lomo al roquefort”.
    Buenos Aires é troppo… Occidentale. Un’altra megalopoli. Ascolta me, cerca d’altro.

    Io abito la vasta ed enigmatica Patagonia. La carne migliore dell’Argentina non la trovi a Buenos Aires, credimi.

    Per quanto riguarda i vini, per me, rosso. Ne conosco certi che ti sorprenderebbero.

  • Tanita

    Pare che il superavit commerciale argentino abbia superato le previsioni del governo per il 2012. Almeno cosí dicono. Ma non loro.
    http://www.telesurtv.net/articulos/2012/09/07/superavit-comercial-argentino-sobrepaso-la-meta-anual-en-agosto-2537.html

    Anche questo?

    http://www.diarioregistrado.com/politica/67845-el-superavit-comercial-es-mayor-al-del-ano-pasado.html

    http://www.argentina.ar/temas/economia-y-negocios/1847-superavit-comercial-aumento-24-en-diez-meses

    Fatevi un’idea. Se goggleate “superavit comercial Argentina Octubre 2012” troverete che tutti i media dell’establishment dicono che il superavit commerciale argentino é “piombato”, “sprofondato”.

    Mincuo, illuminaci!

  • BaronCorvo

    jajaja…oye mujer tienes unas garras que dan miedo…;)
    Un abrazo.

  • nuovaera89

    Mincuo non ti sei mai chiesto se esistono errori di battitura invece di sparare a zero su persone che manco conosci?? prima cosa: ho tenuto un dibattito economico europeo qualche sera fa, e sull’Argentina ho detto quello che a volte tu esattamente dici, che finanziariamente, se la sono mangiata di nuovo, ma in termini di economia reale ha recuperato moltissimo dopo il default del 2001 e adesso è in stagnazione causa anche l’attuale crisi economica. Secondo: quel cresce era un CRESCEVA all’otto per cento in pochi anni, ma ahimè sono sempre di fretta e a volte sbaglio nello scrivere, chiedo venia.
    Terzo: ammiro Tanita, questa confessione l’ho già fatta, ma non di certo Modigliani, seppur a buco ogni tanto ci azzecca ma non è un giornalista che apprezzo. Con questo chiudo e spero di aver fatto capire qual’era il concetto su quel 8 per cento, altro che-80%.

  • mincuo

    Sì mi sono chiesto se esistono errori di “battitura” per esempio uno scrive 8% ma voleva dire 0,8% Succede. Tu hai scritto “ma se penso che un economia che cresce all’otto per cento del pil Non 8% ma in lettere quindi hai battuto: O, T, T, O quattro volte sbagliato.
    E questa è una spiegazione. Ce ne sono anche altre ma passano per l’onestà intellettuale e quelle cose là, che non credo interessino qui però ……

  • mincuo

    FORSE NON HAI CAPITO CHE IO NON GUARDO I MEDIA. MA I DATI UFFICIALI ARGENTINI. Di INDEC e BCRA. Solo che so leggerli Tanita. E’ questo il punto.

  • Ercole

    ma tanita che dice di vivere in argentina e che sostiene di avere la verita in tasca ….mi viene il dubbio che vive in grecia….

  • Jor-el

    In Argentina il tasso di disoccupazione nel 1999 era al 14%. Nel 2001 era balzato al 25%. Da quel picco è sceso fino a tornare al 14% (circa) nel 2004. Da lì è continuato a scendere gradualmente di anno in anno fino al 7,2% del 2011, che è il tasso più basso in dieci anni (non ci sono state inversioni di tendenza).

  • Jor-el

    Non 8, non otto e nemmeno O-T-T-O: è C-R-E-S-C-E-V-A! 😉

  • Jor-el

    In genere si parla dell’Argentina come del primo e più grosso fallimento del sistema economico neoliberista. E se invece che di fronte ad un fallimento ci trovassimo davanti al più grande successo di un modello di economia predatoria, di una economia delle elite che presuppone strutturalmente fasi di crisi i cui costi vengono scaricati sui settori meno ricchi della popolazione? E se per l’Argentina, dopo gli ultimi 10 anni in cui è stata lasciata a “rimpolpare”, fosse arrivato il momento di un nuovo “grande raccolto”?

  • nuovaera89

    Mincuo, capisco che a volte si hanno problemi con le lettere quando tutti i giorni si a che fare con i numeri.
    Ripeto: non devi cambiare l’O-T-T-O E CAMBIARLO IN 0,80, ma devi aggiungere V.A, il risultato è CRESCE+VA=CRESCEVA. capito?ultima volta CRESCE+VA=CRESCEVA. Conclusione: “ma se penso che un economia che CRESCE all’otto per cento del PIL”, tu aggiungi VA a Cresce dall’operazione Cresce+va e avrai come risultato:”ma se penso che un economia che CRESCEVA all’otto per cento del PIL” ci siamo ora? non mi rimangio l’otto per cento perchè L’ARGENTINA ha avuto periodi di crescita con quell’otto, ma ho sbagliato nella fretta (ahimè non posso stare tutto il giorno sul pc) a non aggiungere il VA. Cerchiamo in un sito serio CDC, di non perderci in frivolezze come queste solo perchè si tiene in mano il sacro graal dell’economia, cerchiamo di capirci. Fine.

  • Tanita

    Un’altro insulto.

    L’Italia definitivamente ha perso persino il garbo dei suoi maschi che invece mio padre, italiano lui, seppe insegnarmi.
    L’unica cosa che mi consola che con geni come te la penisola uscirà dalla crisi in breve. Quelli come te siete gli unici che sanno “leggere”.

    Adesso sono piú tranquilla.

  • Tanita

    Oh, no! La veritá in tasca ce l0ha mincuo!