TI TAGLIO LA PENSIONE MA LO FACCIO PER IL TUO BENE

DI CLAUDIO CONTI

contropiano.org

Chiunque voglia discutere seriamente dell’evoluzione del sistema pensionistico italiano deve ammettere che – dalla riforma Dini del 1996 ad oggi – c’è stata una perdita monetaria drastica per chi nel frattemp è uscito dal lavoro; inoltre c’è stato un allungamento altrettanto drastico dell’età pensionabile (da 57 a 66 anni e sette mesi; praticamente 10 anni in più).

Gli argomenti usati erano falsi, in buona parte, e persino in contraddizione tra loro. Si diceva; il sistema non può tenere perché ci sarà una ‘gobba’, ossia un picco di ritiri dal lavoro coincidente con la ‘maturità della boom generation, i nati negli anni tra il 1950 e il 1965. L’argomento falso era: i giovani che subentreranno al loro posto sono molti di meno (per fattori demografici), quindi i loro contributi non saranno sufficienti a pagare le loro pensioni. Falso perché le pensioni sono un “salario differito”, quindi te la sei già pagata lavorando; non c’è nessun altro che te la deve pagare (a parte i casi delle “minime” e delle “sociali” erogate a persone che non hanno mai lavorato, in genere donne e casalinghe).

Per questo motivo si allungava l’età del ritiro “in rapporto all’aumento delle aspettative di vita” e si modificava il sistema di calcolo dell’assegno finale (ed anche delle liquidazioni, in parte), spostandolo progressivamente dal retributivo al contributivo.

La legalizzazione della precarietà e gli incentivi alle imprese (decontribuzione, ecc) hanno ridotto fortemente i flussi di entrata per l’Inps. E ancor peggio andrà nei prossimi ani, quando anche i “vecchietti” ancora inchiodati al lavoro con le vecchie regole (e i relativi contributi previdenziali “pesanti”) se ne andranno a riposo. Anche perché di giovani al lavoro ne sono entrati veramente pochi, complici la crisi e soprattutto l’allungamento dell’età pensionabile, che ha interrotto e rimandato di dieci anni, mediamente, il turnover.

Nonostante i mille pasticci incostituzionali del duo Fornero-Monti, dunque, abbiamo una situazione paradossale di lavoratori anziani che le aziende vorrebbero mandare a casa – specie per le mansioni a bassa qualifica e alta intensità di impegno fisico – e masse di giovani (anche quarantenni) che non possono sostituirli; sia per l’alta età pensionabile ora vigente, sia per l’inesperienza lavorativa.

Un governo fetido come questo, per risolvere il problema dell’ulteriore taglio della spesa pensionistica (imposto dalla Troika) senza sollevare una rivolta sociale di dimensioni greche, sta meditando soluzioni da presentare come un “vi vogliamo dare una mano e mandarvi in pensione un po’ prima”.

Ha qualche possibilità di pensarlo perché esiste una massa considerevole di lavoratori anziani che non vedono l’ora di lasciare. E che quindi sarebbero disposti a rinunciare a qualche spicciolo sull’assegno pensionistico futuro pur di finirla qui, o comunque presto.

Come sempre il punto centrale diventa: a quanto bisognerebbe rinunciare per di andarsene?

Qui si sta esercitando il cinismo dei tecnici messi al lavoro per trovare ipotesi di soluzione del rebus, fermo restando – ovviamente – che deve sembrare un “ti sto dando una mano”.

Bisogna dunque guardare al ventaglio di ipotesi pubblicato da IlSole24Ore online per farsi un’idea di quel che sta bollendo in pentola. Dalle stanze del governo, infatti, arriva la solita fuffa di dichiarazioni che non entrano mai nel merito. Mentre negli ambienti di Confindustria – l’editore de IlSole – ci si scambiano con l’esecutivo sia pareri, sia tecnici, sia soluzioni.

Vi diamo il relativo link alla fine di questo nostro articolo. Il linuaggio è molto tecnico, ostico per i non addetti ai lavori; ma qualcosa si capisce lo stesso.

Nell’ipotesi A (“anticipo con taglio”), si potrebbe scegliere di ritirarsi a 62 anni di età (invece che a 66 e 7 mesi, mediamente) perdendo però un 2-3% per ogni anno di anticipo. Diciamo tra il 9 e il 13% dell’assegno. Non poco, ma si può fare di peggio.

L’ipotesi B (“La staffetta generazionale”) è tecnicamente complessa – e quindi poco attrente per le imprese – in quanto prevede un mix tra riduzione d’orario e stipendio, coperto però da un’erogazione pensionistica anch’essa ridotta. Per i lavoratori anziani – almeno per come la presenta IlSole, ma bisogna vedere cosa deciderà il governo – la perdita salariale-pensionistica sarebbe ridotta, quasi accettabile; per i giovani, invece, sarebbe comunque un periodo a salario bassissimo e poco “pesante” anche sulla carriera contributiva.

L’ipotesi C (“Il ritorno delle quote”) sembra un passo indietro rispetto alla Fornero, me è un passo indietro doppio. Perché – grazie a un’idea del “Pd sinistro” Cesare Damiano – la quota minima per andare in pensione sarebbe posta a 100, sommando età anagrafica e anzianità contributiva. Prima della Fornero la quota era a 96, fatevi due conti…

L’ipotesi D (ricalcolo con il contributivo”) è da considerare come l’ipotesi “fine di mondo” per i lavoratori e di festa grande per la Troika. In pratica verrebbero cancellati i periodi di lavoro antecendenti al 1996, calcolati con il retributivo, e le pensioni future (ma forse anche quelle in essere, una volta che si sia imposto questo altro principio incostituzionale) vennebbero computate integralmente con il contributivo. La perdita sezza sull’assegno sarebbe qui davvero micidiale: -32%. Spaventa persino il redattore de IlSole, forse direttamente interessato…

L’ipotesi E (“le opzioni per le donne”) non è in realtà alternativa alla altre, ma aggiuntiva. E risulterebbe davvero difficile presentarla come un “venire incontro alle esigenze delle donne”. Nell’esempio fatto – una donna di 58 anni con 35 anni di contributi – la decisione di andare in pensione subito (dal 2016 l’”opzione” non sarà più esercitabile) comporterà infatti una perdita in assegno pari al 25-30%.

Ma “per il vostro bene”, naturalmente…

Qui il link al quotidiano di Confindustria: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-06-08/pensione-flessibile-l-anticipo-taglio-090737.shtml?uuid=AB7SoOuD&nmll=2707#navigation

P. S. Per chi non vuole ancora capire che è l’Unione Europea, e non più i singoli stati nazionali, a decidere anche sul tipo di riforma pensionistica da attuare, consigliamo la lettura di un’altra serie di schede pubblicate sempre da IlSole24Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-05-21/pensione-anticipata-grecia–191858.shtml?uuid=ABMKdQkD&nmll=2707#navigation), da cui si può apprendere che l’innanzamento dell’età pensionabile a 67 anni è uno norma continentale. Decisa da chi? Certo non dalle popolazioni, né dai loro rappresentanti eletti.

Claudio Conti

Fonte: http://contropiano.org/

Link: http://contropiano.org/politica/item/31225-ti-taglio-la-pensione-ma-lo-faccio-per-il-tuo-bene

9.06.2015

18 Commenti
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Tao
Tao
10 Giugno 2015 8:41

È ovvio che nessuno ve lo dice. Le pensioni diminuiranno man mano fino a raggiungere un taglio del 47%entro il 2037. Anche chi lavora oggi sarà povero domani… Cominciamo a parlare dei pensionati di oggi,i quali hanno riscontrato “misteriose” trattenute sugli assegni pensionistici di gennaio e febbraio 2015. Il decreto del 20 novembre 2014, emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha fissato nella misura del 1,1% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva per l’anno 2014. Una volta rideterminato l’importo di pensione effettivamente spettante per l’anno 2014, si è provveduto ad attribuire la rivalutazione provvisoria per l’anno 2015. E ora arrivano i primi risultati della mossa del governo che si ripercuotono sulle tasche dei cittadini. Nella rata di gennaio 2015 milioni di pensionati hanno trovato una nuova trattenuta chiamata ‘conguaglio pensione da rinnovo’. Si tratta appunto del meccanismo di rivalutazione delle pensioni che nel 2014 ha portato l’Inps a mettere le mani nel portafoglio dei pensionati sottraendo circa 12 euro ogni 1.000 euro di pensione. Ma la “stangatina” non si ferma solo a gennaio, proseguirà anche nell’assegno di febbraio. Su una pensione minima (con un importo medio di circa 500 euro lordi) verranno sottratti 5,40… Leggi tutto »

FlavioBosio
FlavioBosio
10 Giugno 2015 9:29

"Falso perché le pensioni sono un “salario differito”, quindi te la sei già pagata lavorando; non c’è nessun altro che te la deve pagare"


Oooh! Che bello allora ridatemi i miei soldi che mi faccio un IRA (Individual Retirement Account) in monete d’oro e non vi rompo più i coglioni!

Ma vi pagano per raccontar balle alla gente o lo fate gratis?

L’INPS non é un salvadanaio che si riempie come i piani IRA, ma un salvadanaio vuoto che deve esser riempito ogni mese per pagare la pensione a milioni di pensionati gran parte dei quali non hanno versato praticamente nulla ed è ciò che genera il problema.

IVANOE
IVANOE
10 Giugno 2015 10:07

Conti fa la scoperta dell’acqua calda.Il sistema previdenziale italiano è un privilegio per pochi a scapito dei tanti condito da interessi di lobbies potenti e corporative quali i sindacati e  galoppini di ogni ordine e grado.Come tutte le cose italiane e così come la corruzione che non sarà mai debellata e regnera nei secoli dei secolip erchè fa comodo all’intero sistema delle elite di potere a partire dal corrotto ed al corruttore a finire da tutta la macchina giudiziaria e mediatica  che rif o raf ci convive e forse ci guadagna, così è il sistema previdenziale italiano. Ossia viene mantenuto in vita per foraggiare lautamente pochi privilegiati a danno della massa.Un esempio lampante è la gestione alla amatriciana dell’ INPDAP. Praticamente lo staot non ha pagato i contributi per i suoi dipendenti accumulando debiti per 10 miliardi di euro e che hanno fatto ? L’hannoscaricato sull’INPS della gestinoe dei dipendenti privati… E’ come se io prendessi il mio mutuo e lo faarei pagare al vicino di casa tenendomi però la mia casa…A me non lo farebbero fare… allo stato debitore sì…Questo la dice lunga in che modo sembrerebbe truffaldino e criminale viene gestita la previdenza inps.Perchè no faranno mai il… Leggi tutto »

SanPap
SanPap
10 Giugno 2015 10:54

Un altra cosa che nessuno vi dirà mai è che il sistema pensionistico è uno schema Ponzi. Supponiamo che 1) il sistema pensionistico sia stato attivato nel 1945, 2) che i lavoratori abbiano iniziato ad effettuare regolarmente i loro versamenti pensionistici a partire dal 19453) che potessero percepire la pensione dopo 30 anni di versamenti quindi l’INPS avrebbe dovuto iniziare ad erogare le pensioni nel 1945 + 30 = 1975 invece ha iniziato nel 1945 … (da qui il calcolo della pensione in base alla retribuzione: la retribuzione era nota, la contribuzione non c’era stata) ma il vero problema è:  quali soldi sono stati utilizzati per pagare immediatamente le pensioni ?i soldi versati dai lavoratori e dei fondi di stato. Ossia le pensioni di chi non lavora più sono pagate con i soldi di chi ora lavora integrati, non essendo sufficienti, con fondi di stato.Classico schema Ponzi, gli ultimi si beccano la fregatura. Infatti. In questo schema sono venute meno due condizioni:1) i lavoratori che versano i contribuiti, che servono a pagare le pensioni di chi è andato in pensione, sono drasticamente diminuiti (i versamenti di chi attualmente è in pensione, sono già stati spesi per pagare le pensioni di chi è andato in… Leggi tutto »

lopinot
lopinot
10 Giugno 2015 10:58

Il vero dramma affrontando il problema previdenziale è avere un orizzonte temporale piuttosto limitato e nella fattispecie ferma a non più di cinque anni fa, e in questo modo si resta impantanati nelle chiacchiere del baratro, dello spread, dell’emergenza default e via dicendo.In realtà l’attacco alle pensione proviene da tempi remoti e dagli attori ormai dimenticati quali l’ineffabile Dini e per quanto riguarda il disastro del lavoro l’incredibile Treu.Di sicura anche allora le cose non andavano a merabìviglia e ci si è imbarcati nell’avventura euro che allora prometteva campi verdi e valli in fior.Bisognava come si suol dire mettere a posto i conti per pagare il biglietto per l’europa.Vale a dire rovinare la parte più debole del paese, quelli che o non erano ancora colpiti perchè giovani allora(parlo del millenovecentonovantacinque) o già prossimi alla pensione e quindi poco interessati alla cosa.Nello stesso arco temporale anche il precariato fu diffuso a macchia d’olio e quasi complice la stampa ci si doleva di essere giunti a una tale genialata con ritardo.Tutte le succesive porcherie hanno come radice queste due allucinanti riforme che nel seguito del tempo sono state ulteriormente peggiorate con riforme Biagi e Fornero, Maroni e Monti fino al disatro dei… Leggi tutto »

Hamelin
Hamelin
10 Giugno 2015 11:08

Loro lo sanno benissimo che la festa è finita .
E una questione di matematica .
La dinamica demografica è una sentenza .
Come farà l’INPS a pagare le pensioni per 3 Milioni di persone che accederanno entro il 2020 con una disoccupazione giovanile che viaggia abbondantemente al 50% ?

Semplice non è possibile .

La Bancarotta del paese è inevitabile checchè ne dica il pinocchietto di Firenze .

Stanno lavorando solo per portarla piu’ in là nel tempo e per cercare di appropiarsi indebitamente del patrimonio degli italiani per comprare tempo .

GAME OVER

natascia
natascia
10 Giugno 2015 11:15

Spiace dirlo, ma come per l’aristocrazia  e la monarchia Francesi, si tratta di abusi e  diaspore insanabili  che purtroppo saranno  risolte dalla piazza.

Hamelin
Hamelin
10 Giugno 2015 11:19
L’ INPS è destinata al fallimento perchè il sistema pensionistico è palesemente iniquo e contro la matematica .
Se uno versa 100 non puo’ ricevere indetro 200 ( gli altri cento da dove arrivano dal nulla ? No dal debito ) .

L’INPS sono decine d’anni che foraggia gente che ha versato 0 e che prende una pensione , o gente che ha versato 1 e prende 1000 ( le famosi pensioni d’oro ) .

Alla matematica non si sfugge .
O riesci a fare investimenti che colmino il gap delle uscite in piu’ o lo Stato fa sempre piu’ debiti per coprire il gap o tagliano le pensioni .

Scaglieranno l’ultima per dare un un ulteriore calico al barattolo e rimandare il Redde Rationem .

GioCo
GioCo
10 Giugno 2015 13:52

Nella Corte del Re, nasce una bellissima principessa, tanto bella che tutti al solo guardarla la vogliono per sé, da coccolare, da stringere, da possedere. Tanto è la seduzione della "cosa" appena nata che la coppia reale decide di soprannominarla "Vella", dalla radice di "volere" e l’unione con bella.Vella crebbe tra mille attenzioni di tutti e infiniti spasimanti sognatori, ma nel reame iniziarono i guai. Le genti, assuefatte dalla seducente principessa, non ricordavano più i loro doveri coniugali, dato che le fansasie (dai cortigiani ai contadini, dalle guardie agli artigiani) erano tutte per la principessa. Ma la principessa era una e ovvamente solo una poteva essere la fortuna. Chissà la lotteria del fato chi avrebbe premiato.Ora, c’era un problema che però impensieriva i reali. Che la bimba era morta giovane e che dirlo, avrebbe scatenato un delirio tra i sudditi. Troppe erano le speranze coltivate, troppi i sudori e le fatiche profuse per lei, solo per la Principessa. Di volta in volta la coppia aveva pagato il silenzio di sosia che si erano accivendate per "fare la parte pricipesca". Alimentando così le fantasie dei sudditi. Alla fine sta principessa non esisteva, se non nella fantasia di tutti. Ma tant’è che… Leggi tutto »

Eshin
Eshin
10 Giugno 2015 16:27

Le attese di lunga vita sembrano poi in discesa

quindi il futura sarebbe: lavora e ……
ProjectCivilization
ProjectCivilization
10 Giugno 2015 18:12

La profondita’ della stoltezza o malafede di questa analisi…e’ desolante .

Fondare I Diritti di una persona su una moneta fatta da rapaci , affidata a sciacalli , che ti mentono sull’esistenza di una cosa chiamata "investimenti"…e che centellinano l’elemosina , la vecchiaia , I decennia di asservimento dipendente…..

I Diritti…..appartengono all’uomo cosciente .

Sempre .

Come si fa ? Integrando il lavoro , producendo bene ed abbondantemente…

Senza misurini….senza calcoli….ma con un numero chiuso .

adriano_53
adriano_53
10 Giugno 2015 18:34

ProjectCivilization  scrive:
"La profondita’ della stoltezza o malafede di questa analisi…e’ desolante".

L’analisi di chi? di Conti? dell’analisi citata da Conti? l’analisi di qualche commentatore? l’analisi di ProjectCivization?
La confusione è grande sotto il cielo!

Povera e nuda vai, pensione mia.

passante
passante
10 Giugno 2015 19:35

Dai commenti fino qui mi sembra chiaro che le idee non sono molto chiare. Il sistema pensionistico italiano si basa sul concetto di solidarietà tra le generazioni, non sull’accumulo del capitale versato, sistema che avrebbe retto benissimo se non fosse stato caricato di oneri che non gli sarebbero appartenuti, quali la cassa integrazione o le pensioni sociali di chi non ha mai contribuito. In realtà la pensione, da un punto di vista puramente economico, non è mai stata un affare per il lavoratore contribuente. In primo luogo occorre considerare che a quello che il lavoratore versa, va aggiunto quanto viene versato dal datore di lavoro. Questa divisione è solamente formale e può essere posta arbitrariamente a qualunque percentuale in favore dell’uno o dell’altro, tanto entrambe finiscono nel calderone del costo del lavoro, che è il vero oggetto delle trattative salariali.  Naturalmente, alle cifre corrisposte andrebbero poi aggiunti gli interessi composti di 42 anni, che fanno lievitare il gruzzolo di circa 4 volte. Anche se gli interessi coprissero solo l’erosione dell’inflazione, un lavoratore che ha uno stipendio di 30000 € lordi fa incassare all’INPS circa 10000 € all’anno, per un totale di 420000 €, ovvero considerando una aspettativa di vita di… Leggi tutto »

uomospeciale
uomospeciale
10 Giugno 2015 23:42

Esatto.
E ci stiamo muovendo rapidamente (e a livello globale, non solo italiano o europeo ) verso
un mondo dove le pensioni semplicemente, non esisteranno più per nessuno.
Quindi CHIUNQUE  in questo momento abbia meno di 50-55 anni, e meno di
30 anni di contributi interamente versati, farebbe meglio a scordarsela del tutto la pensione.
Pensi piuttosto a godersi la vita, ( possibilmente..)
Sperando di crepare ancora abbastanza giovane e in forze, in modo da non dover affrontare
la vecchiaia in condizioni di totale indigenza e miseria morali e materiali.

Traduzione:

-( Vivi al massimo, crepa giovane, e cerca di essere un bel cadavere…)

SanPap
SanPap
11 Giugno 2015 8:29

Lei definisce il sistema pensionistico un sistema di "solidarietà tra generazioni", io uno Schema Ponzi; si tratta di etichette, la sua sicuramente più gradevole, ma la sostanza non cambia. Tre anni fa sono andato in pensione con 42 anni di contributi; mi faccio un po’ di conti e mi accorgo che mancavano all’appello 70.000 euro di contributi. Inizio le peregrinazioni CAF, Padronato, Garante del Contribuente, e poi CAF e poi Padronato e cosi via (con annesse sveglie alle 5 del mattino per andate a prendere il Numero, il mitico Numero che designa la mia posizione nella fila d’attesa) Dopo un paio d’anni saltano fuori 40.000 euro !!! Ma la cosa incredibile è che non riguardavano più anni nel loro complesso ma percentuali, circa il 50%, di ciascun anno (mi spiego meglio: non mancavano i versamenti ad es. del 2005, 2006 e 2007, ma il 50% dei versamenti del 2005, del 2006 e del 2007; l’altro 50% non risultava !!!) Altro anno di CAF, Patronato, Garante del contribuente, e mitici Numero e saltano fuori gli altri 30.000 euro. Che si traducono in un incremento della pensione che già percepivo di circa 40 euro …. Quindi 30000/40 = 750 mesi; 750/12=62,5 anni ; 69… Leggi tutto »

ProjectCivilization
ProjectCivilization
11 Giugno 2015 10:18

effettivamente….la logica non basta . Bisogna mettere nel conto anche la litigiosita’ , la confusione mentale , la stupidita’ , la refrattarieta’ ad avere giustizia …degli Italiani . Io mi occupo di quelli che , invece , si possono salvare .

FlavioBosio
FlavioBosio
11 Giugno 2015 16:43

"Il sistema pensionistico italiano si basa sul concetto di solidarietà tra le generazioni"


Vero, ma bisogna capire il perché è stato così concepito a suo tempo e perché in futuro non potrá funzionare.

Cominciamo dall’inizio.. Italia, finanza allegra fin dai tempi di Vittorio Emanuele e relativa inflazione galoppante vedi tabella:

Per cui accumulare capitale sarebbe stato inutile ed assurdo dato che l’inflazione avrebbe distrutto i risparmi in pochi anni, da qui la mania tutta italiana per il mattone, oggi con l’euro l’inflazione é praticamente nulla (salvo QE salvabanche).

Ora, se prima era un sistema sensato pagare le pensioni con ciò che veniva versato mese dopo mese anche considerando l’etá media a cui si passava a miglior vita ed il numero di nascite oggi é diventato un sistema destinato all’autodistruzione.

Semplice matematica.
wld
wld
11 Giugno 2015 17:00

Il primo, motivo principale di questo calo del patrimonio, è relativo alla fusione recente di Inpdap e Inps, cioè il fatto che il sistema pensionistico del settore pubblico sia stato fatto confluire all’interno di quello del settore privato (operazione datata appunto 2012). La fusione di questi due enti era stata prevista trionfalmente, comunicando che, per via dei tagli alle spese che tale operazione avrebbe comportato si sarebbero risparmiate alcune centinaia di milioni di euro. Cosa puntualmente ancora non verificata, visto che sia la prevista gestione unica degli immobili dei due enti sia la razionalizzazione del personale è ancora di là dal venire. Nel frattempo, però, questo matrimonio ha portato in dote al sistema pensionistico del settore privato oltre 10 miliardi di rosso, contribuendo ad affossare ancora di più le riserve originarie dell’Inps conteggiate a fine 2011. Altro elemento importante è lo stato moroso delle pubbliche amministrazioni, da tempo e in modo diffuso, non stanno pagando del tutto i contributi pensionistici dovuti dei propri dipendenti. Si tratta di una somma stimata in circa 30 miliardi, che grava ovviamente sul bilancio già fortemente compromesso dello Stato ma che, attenzione, non è ancora stato messo agli atti, visto che proprio mediante la fusione con l’Inps… Leggi tutto »