TERZO MANDATO PER LULA: IL BRASILE È DIVISO

TERZO MANDATO PER LULA: IL BRASILE È DIVISO

Di Edoardo Falzon, opinione.it

Luiz Inácio Lula da Silva, ex sindacalista, ex presidente, l’uomo che ha puntato tutto sulle disparità sociali e sull’ecologia, ha vinto le presidenziali in Brasile contro Jair Bolsonaro. Tuttavia, la promessa di unità del Paese non inizia col piede giusto. Lula si è imposto sul presidente uscente con appena due milioni di voti di vantaggio (su 215 milioni di abitanti). Il candidato di sinistra ha raccolto il 50,9 per cento delle preferenze, mentre Bolsonaro il 49,1 per cento. Una vittoria di “corto muso”, in una delle campagne elettorali più violente di sempre, che ha necessitato dell’intervento dell’Alta Corte di Stato.

Oltre alle congratulazioni – arrivate in giornata – dei leader dei Paesi del Sud America, arrivano i complimenti di Emmanuel Macron, di Joe Biden (che dovrà sottostare alle elezioni l’8 novembre prossimo) e dell’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, Josep Borrell. Anche alcuni rivali politici si sono aperti al dialogo. Nello specifico, il governatore di San Paolo – la capitale del Brasile – Tarcísio Gomes de Freitas, repubblicano e “fedele” di Jair Bolsonaro, sottolinea che il risultato delle urne “è sovrano”.

“È stata una tornata elettorale dura – dice – mostra che il Paese è diviso in due, una parte progressista e una conservatrice. Manterremo il dialogo possibile con il Governo Lula”. I numeri “interni” alla nazione, però, sono tutt’altro che favorevoli al neo-presidente. Tredici dei 27 Stati brasiliani sono governati da oppositori di Lula, che può contare sull’appoggio di soli 10 governatori.

Sono di pacificazione le prime dichiarazioni del leader di sinistra, al suo terzo mandato – i primi due dal 2003 al 2011 – a guida del Paese. “Il Brasile ha bisogno di pace e unità – spiega Lula, dopo aver convocato la stampa in un albergo di San Paolo – dal primo gennaio governerò per tutti i brasiliani e non solo per quelli che mi hanno votato. È tempo di riunire la famiglia. A nessuno interessa vivere in un Paese perennemente in guerra. È tempo di deporre le armi”.

La vittoria delle elezioni, per il presidente, appartiene al “popolo brasiliano. Non è una vittoria mia o del mio partito, ma di un immenso movimento democratico. La maggioranza (dell’appena 51 per cento, ndr) del popolo ha lasciato detto chiaro che desidera più democrazia. Vuole più libertà, più uguaglianza e più fraternità”.

Edoardo Falzon, opinione.it

Link fonte: https://opinione.it/esteri/2022/10/31/edoardo-falzon_lula-bolsonaro-presidenzioli-brasile-paese-diviso/

31.10.2022

Commenti (11)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 11 caricati
    1. MarcoBSB 11 novembre 2022

      #Brazilwasstolen
      Ho letto bene? San Paolo Capitale del Brasile??
      Loola é stao nominato dal Tribunale Elettorale, praticamente lo stesso che lo ha scarcerato.
      Piú democrazia hahahaha Viviamo ancora in stato di censura, dove non si può nenache far ricordadare il passato d Loola.
      Le Urne eletroniche sono una farsa ed é stato dimostrato da auditori e dalle forze armate che hanno costatato la facilitá con cui possono essere manomesse.
      Non é ancora finita!

    1. mystes 6 novembre 2022

      La questione è che Lula non ha vinto, un recente rapporto di una importante società di gestione ha pubblicato in tre lingue, spagnolo, inglese portoghese i dati secondo i quali le elezioni sono state frodade: Leggi sul Forum di CdC; https://forum.comedonchisciotte.org/notizie-dal-mondo/e-ufficiale-frodate-le-elezioni-in-brasile/

    1. JHON 1 novembre 2022

      Che Lula ammetta che il paese ha bisogno di più democrazia, uguaglianza, fraternità, libertà non vedo come possa dire il contrario. Era il motto della Rivoluzione Francese, subito dopo venne Madame "la Guillotine" e fece la democrazia a modo suo. La Democrazia per esempio, prevede che venga riconsegnato al paese di provenienza i terroristi che commettono dei gravi crimini e si rifugiano in altri Stati dove esiste un sistema alla "Lula" mascherato da democrazia. Un altro esempio può essere quello dove un candidato alla presidenza sia detenuto nelle patrie galere e venga scarcerato giusto il tempo necessario per presentarsi alle elezioni, per un motivo banalissimo, come quello di avere sbagliato il codice di avviamento postale nell' invio della procedura al tribunale competente. Però i fatti inconfutabili sono e rimangono i dubbi delle votazioni con sistema elettronico, Bolsonaro era in testa fino al 49%, Lula staccato di 4/5 punti e tutto ad un tratto nel Rasch finale la percentuale è salita di un solo punto per lo sconfitto. Parlare di Democrazia dopo tutto questo sinceramente, mi sembra una presa per i fondelli.

    2. Cleon XIII 1 novembre 2022

      E' la democrazia in puro stile americano. E che so' i brasiliani, i più belli?
      In ogni caso mi par di ricordare che neppure Lula fosse un fervido altantista.

    3. oriundo2006 1 novembre 2022

      Indubbiamente. Teniamo conto che Bolsonaro, le cui strategie distruttive in tema di ambiente non sono certo da passare sotto silenzio ( https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-deforestazione_dellamazzonia_leredit_ambientale_di_bolsonaro/82_47723/ ) è un iper-sionista, sia lui che i suoi figli che la moglie, andata a votare con una maglietta inneggiante Israele.
      Del resto non ne hanno mai fatto mistero e 'dio patria e famiglia', slogan parecchio démodé, si presta ad infinite interpretazioni...
      Lula mi pare candidato anch'esso appoggiato da poteri forti, transnazionali, discutibile nel suo passato e sopratutto nella sua scelta di correre per la presidenza nonostante le molte ombre sul suo ruolo corruttivo nel 'Lavajatos': è impensabile l'esito processuale senza una 'manina' che l' abbia spudoratamente favorito.
      Difficile dire chi ha sostenuto chi e perchè. Mi parrebbe di vedere un isolamento complessivo della posizione USA in America Latina, e probabilmente un ruolo attivo del sionismo internazionale che gioca su due tavoli, sicuro che in ogni caso la posta è sua.
      Comunque si voglia vedere l'esito, pregiudicato da probabilissimi falsi elettorali, non riesco a vedere nulla di veramente nuovo nella politica del Paese se Lula dovesse vedersi confermata la vittoria: e nel caso inverso, improbabile, difficile pensare che Bolsonaro possa ricucire lo jato che si sta aprendo nell' opinione pubblica locale, inestinguibile nel caso di ricorso alle masse per sovvertirlo.
      Conclusione: i 'padrini' degli uni e degli altri, temendo il caos, certificheranno la vittoria di Lula che però dovrà continuare l' impostazione politica di Bolsonaro.
      Che ne pensate ?

    1. mystes 1 novembre 2022

      Il popolo brasiliano è stato derubado!!! Se questa la chiamano ancora democrazia, allora è meglio per tutti che andiamo a farci una birra e a leggere Topolino o Diabolik, certamente è più gratificante!

    2. ric 1 novembre 2022

      perche' e' stato derubato ?

    3. Fedeledellacroce 2 novembre 2022

      Lamentarsi del risultato "democratico" é comprensibile.
      Ma de te Mystes, mi aspetto di piú.
      E' la "democrazia" che é farlocca.
      Le elezioni sono il contentino al gregge.

    1. jeints 1 novembre 2022

      San Paolo capitale del Brasile?

    1. danone 1 novembre 2022

      Il processo elettorale ormai non solo è facilmente manipolabile e manipolato, ma dimostra principalmente quanto i popoli siano greggi, quindi non liberi per definizione, per questo è ormai da rifiutare in toto e per principio, come unica base credibile di partenza per cambiare davvero, finchè si andrà pecorellamente a votare, nulla cambierà.
      Mi spiego.
      Lasciando da parte il fatto che ormai le elezioni sono truccate ovunque, e più è importante l'elezione, più è tele-guidata con sistemi occulti, il punto da osservare è che ormai in molti paesi, soprattutto quelli grandi e quelli occidentali più ricchi, l'elettorato è stato costruito nella stessa maniera dagli stessi influenti ambienti di potere.
      In Brasile, Stati Uniti, Francia, Italia, per fare solo pochi esempi, ma quasi ovunque ormai è così, lo scenario politico è sostanzialmente lo stesso, con due ideologie, superficialmente contrapposte, ma in sostanza entrambe neo-liberiste, che si dividono il paese, quella progressista neo-liberista di sinistra e quella conservatrice neo-liberista di destra, si dividono a metà esatta l'elettorato, praticamente ad ogni elezione degli ultimi tempi, realizzando così il classico divide et impera che tanto torna funzionale e utile ai poteri forti che si spartiscono così le ricchezze dei paesi con le privatizzazioni e le logiche neo-liberiste di mercato.
      La gente non si accorge che anche se l'elezione di turno è perfettamente regolare, è a monte che è già avvenuta la manipolazione, ovvero in tutti i processi culturali e socio-economici che hanno nel tempo formato-plasmato le società e le stesse parti politico-ideologiche in competizione, e nel metterle a confronto fra di loro, sempre e solo all'interno dello stesso demenziale recinto mediatico mainstream, dove è fatto obbligo il rispetto assoluto del pensiero unico idiotizzato, per comunicare tutto.

    2. Fantine 1 novembre 2022

      "Perché da quando hai messo il maggioritario, le opinioni legittime sono due: o questa di qua o questa di là, che è uguale.
      Se tu esprimi una terza opinione di fantasia, non sei legittimato".

Visualizzati 11 di 11 commenti approvati.