Teoria dell’Afrokrazia: l’elefante contro la balena

Teoria dell’Afrokrazia: l’elefante contro la balena
Riceviamo e pubblichiamo da François Farafín Sandouno, attivista panafricanista e presidente fondatore dell'osservatorio geopolitico-panafricano "Afropolar".

Di Farafin Sâa François Sandouno

Quando si affronta il concetto del Multipolarismo, l’Africa Continentale occupa un posto preponderante. Le rivoluzioni in corso attualmente nella regione del Sahel e i cambi di equilibri geopolitici mettono l’accento su questa realtà.

TERRA E MARE, LA VISIONE QUADRIPOLARE, IL BIPOLARISMO, LA TRANSIZIONE MONOPOLARE, IL MULTIPOLARISMO

Tra la fine del 1800 e nel corso della prima metà del 1900, diversi teorici ed analisti geopolitici classici in Occidente hanno fondato il loro studio sulla questione del controllo dello spazio. Per taluni, ciò implicava la padronanza del Mare, per altri invece il controllo della Terra. In questa visione, ci sono state due correnti geopolitiche antagoniste tra di loro: la Geopolitica della Talassocrazia (Mackinder, Spykman,…) e la Geopolitica Continentalista (John Von Lohausen, Haushofer, Carl Schmitt, Carlo Terracciano,…). Da una parte, vi era la visione di coloro che vedevano nell’emergenza e l’unificazione dei Continenti, una potenziale minaccia per il modello marittimo fondato sull’espansionismo, l’imperialismo, il mercantilismo, il colonialismo e il capitalismo che caratterizzava l’area anglosassone, dall’altra parte, vi erano coloro che credevano che soltanto la creazione di Stati Continentali fondati sul principio primario d’Impero e controllo della Terraferma potesse essere la via da perseguire per essere una potenza. La scuola Geopolitica marittima (definita altresì talassocratica) del britannico Mackinder, sosteneva che esiste un eterno confronto tra Continenti e Mare: lo stesso Halford Mackinder identificò la potenza Continentale sotto il concetto di Heartland, che significa letteralmente “cuore continentale”. Per Mackinder, l’Heartland si trovava nell’attuale regione eurasiatica: partendo da ciò, affermerà “colui che controlla l’Europa dell’Est, controlla l’Heartland; colui che ha il controllo dell’Heartland, comanda il Mondo”. Proprio per questo, per lui, era necessario che l’Eurasia non si unisse e non formasse un polo che potesse minacciare gli interessi della Talassocrazia. Seguendo le sue tracce, l’americano Spykman elabora una visione alternativa e introduce il concetto di “regione costiera”, ossia il Rimland: Per Spykman, il Rimland era la zona d’Europa occidentale, il Medio-Oriente e buona parte dell’Asia occidentale, per lui vero centro di gravità. Così afferma “Colui che ha il controllo del Rimland può controllare l’Eurasia, chi controlla l’Eurasia dirige il Mondo”. Mackinder e Spykman passano alla storia della Geopolitica come i precursori dell’atlantismo.

D’altra parte, vi è l’opposizione del tedesco Haushofer, difensore di una Geopolitica continentale (definita altresì tellurocrazia) e del quadripolarismo attorno alle Pan-Regioni: Pan-America, Eurafrica, Pan-Russia, Zona asiatica di co-prosperità. Ma una tale configurazione, benché opposta alla Talassocrazia, era impregnata di supremazia nord-centrata (Nord secondo la visione caucasoide del Mondo) e colonialismo. Schmitt difenderà una linea più o meno simile. Più tardi, il geopolitico italiano Carlo Terracciano, nell’Èra del bipolarismo (Ovest capitalista contro Est sovietico), difenderà una visione continentalista e la strutturazione di un Impero eurasiatico tellurico, contro la Talassocrazia e il Mondialismo. All’epoca, in piena Guerra Fredda (dopo le Prime Due Guerre Calde), l’Africa si era decolonizzata dalla Talassocrazia francese e inglese, ma il neocolonialismo (uno dei principi di questa Talassocrazia) era emerso. L’Africa devastata dal colonialismo brutale talassocratico e la conferenza di Berlino del 1884-1885, cercava di emergere nello scacchiere geopolitico, ma fu costretta ad allinearsi o al capitalismo o al sovietismo. Buona parte dell’Africa (sotto Sékou Touré della Guinea, Kwame Nkrumah del Ghana, Modibo Keïta del Mali, Patrice Lumumba della Repubblica Democratica del Congo, etc…) optò per l’allineamento al sovietismo. Tuttavia, con il crollo del muro di Berlino nel 1989 e lo smantellamento dell’URSS due anni dopo, l’Africa perse in un primo tempo un supporto strategico di fronte alla Talassocrazia (neocolonialismo, americanismo…). Qui, nascono le socialdemocrazie ossia la giustapposizione tra socialismo e riformismo liberale. Dall’altra parte, la Talassocrazia capitalista muta in quello che è oggi il Mondialismo neoliberale e dà inizio alla “transizione monopolare”, che si impone con aggressività ovunque. Qui, Francis Fukuyama affermerà che era arrivata l’Èra della “fine della Storia “ che aveva sancito (secondo lui) la vittoria liberale su tutti i modelli novecenteschi. Fu un’affermazione troppo prematura. Qualche anno dopo, Samuel Huntigton pubblicò il libro “lo scontro delle civiltà”: lo stesso affermava che presto o tardi sarebbe apparsa una configurazione di mondo fondata sulle Civiltà. Anni più tardi, ci troviamo a parlare del Multipolarismo e del rifiuto da parte dei diversi Poli civilizzazionali di allinearsi alla Talassocrazia occidentale. Oggi, la “transizione monopolare” e la supremazia talassocratica è giunta verso la fine: tra coloro che sono a favore del Mondo Multipolare, in Africa, vi sono le strutture come l’ONG Urgences Panafricanistes presieduta dall’attivista Kemi Seba, vi è l’attivista Nathalie Yamb, l’intellettuale Franklin Nyamsi, l’Economic Freedom Fighters presieduto da Julius Malema, l’osservatorio panafricanista Afropolar presieduto da Farafin Sandouno; in Cina vi è il politologo Zhang WeiWei; in Russia vi è il geostratega Leonid Savin, l’intellettuale Alexander Dugin; in Europa occidentale c’è l’intellettuale Lorenzo Maria Pacini, Diego Fusaro e Alain de Benoist; in Sudamerica c’è la struttura Nova Resistencia presieduta da Raphael Machado, il Centro de Estudios Crisolistas ; in Nord America, chi è opposto alla Talassocrazia, è Jackson Hinkle della corrente MAGAC Communism, etc.

L’errore di Fukuyama fu l’analisi precoce dei fenomeni. In effetti, siamo alla fine della Storia, ma alla “fine della Storia talassocratica”.

AFROPOLARISMO: L’ELEFANTE CONTRO LA BALENA

Dopo aver analizzato il concetto di Geopolitica, che ci è utile per comprendere il processo di resistenza nel Sahel e le sue sorti, analizziamo ciò che definisco “Afropolarismo”. L’Afropolarismo, nella continuità e nello sviluppo della Geopolitica, non è altro che l’opposizione dell’Elefante contro la Balena. L’Elefante è un animale che vive nella Terraferma, simbolicamente importante nella regalità ancestrale africana: esso rappresenta sedentarismo, potenza, regalità, memoria. Laddove, invece, la Balena è un animale d’acqua, e abbiamo già analizzato cosa significa il Mare geopoliticamente parlando. La rivoluzione panafricanista del XXI secolo è una rivoluzione afropolare: le popolazioni nel Sahel, i movimenti cittadini sovranisti che sono in giustapposizione con le forze militari patriottiche, rigettano la Talassocrazia (opposizione radicale al neocolonialismo in tutte le sue forme e al Mondialismo) e ragionano in chiave di quella che definisco Afrokrazia -con la K- (definizione che uso per definire una Tellurocrazia Africana, emergente Heartland Panafricano), oltre che di Multipolarismo. L’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), composta dal Niger di Abdourahamane Tchiani, il Burkina Faso di Ibrahim Traoré e il Mali di Assimi Goïta, nella sua visione paradigmatica sposa completamente i principi del Panafricanismo e del Federalismo. In questo senso, sul piano istituzionale, sono i pionieri dell’Afrokrazia (contrapposta alla Talassocrazia) e dell’Afropolarismo (contrapposto al monopolarismo). L’AES è destinata ad espandersi su scala continentale, poiché il progetto seduce le masse popolari ed è nella continuità delle teorie di Marcus Garvey, Cheikh Anta Diop, Kwame Nkrumah e Muammar Gheddafi. Non può quindi che rappresentare un potenziale Heartland Africano. Affermo dunque “Colui che controlla il Sahel e il centro dell’Africa (attuale Kongo) ha il controllo dell’Africa, chi controlla l’Africa controlla le sorti del Mondo “. Gli avversari della sovranità africana, lo hanno compreso, per questo motivo le forze talassocratiche sono concentrate nell’Africa Nera, sostengono il jihadismo (c’è una denuncia del Mali su ciò) affinché si creino destabilizzazioni, che possono facilitare l’accesso all’Heartland Africano. L’Elefante Africano sopravvivrà rompendo totalmente (come sta facendo l’AES) con la Talassocrazia e inseguendo una via Afrokratica (tellurica africana / Afro-continentale) e Afropolare. Questo Afropolarismo si distingue dal quadripolarismo di Haushofer o dall’integrazione Europa-Africa di Jean Thiriart (Eurafrica) poiché vuole una rottura totale da ogni paternalismo, si distingue dal bipolarismo novecentesco (West against the East – Ovest contro Est) e si inserisce in una visione Multipolare (West against the Rest – Ovest contro il Resto) in salsa Afrokratica (tellurica africana/ afro-continentale)e Panafricanista . Se l’AES si estende, se più regimi panafricanisti emergeranno in Africa, questa visione dell’Elefante prevarrà sulla Balena apolide.

VISIONE DI CIVILTÀ NELLA TEORIA AFROKRATICA ED AFROPOLARE

Se l’Afrokrazia dell’Elefante è una necessità per contrastare le forze del Mare (e del Male), una federazione economica e politica non può essere sufficiente. Il discorso deve essere più profondo: occorre una visione di civiltà. L’Impero Africano tellurico ed ecumenico che verrà, avrà più centri in conformità con la civiltà sul Continente: asse Mandingo-Saheliana (Africa occidentale), asse Kongo-Bantu (Africa centrale e meridionale), asse Etiope (Africa orientale), in un primo tempo. In un secondo tempo, ci dovrà essere un asse del Magreb. Tutte queste assi, faranno parte comunque di un solo ed unico Impero monolitico Africano anti-talassocratico (che definisco Neter Farafina Himaya, che unendo lingua medu neter-bambara-kiswhaili significa “Impero Africano Potente”, in riferimento a Ta Netcher, cioè “la Terra degli Dei” e matrice dell’umanità situata nell’attuale Africa centrale, secondo gli Africani dell’Antichità).

HEARTLAND POLICENTRICO

Abbiamo visto che nelle scuole classiche di Geopolitica, esiste il dualismo Sea Power (Potere marittimo) ed Heartland (cuore continentale). Tuttavia, nella costruzione di un Mondo Multipolare, nasce una contraddizione da colmare: Se esistono più Blocchi, tra cui l’Africa Afropolare ed Afrokratica, i paesi membri dei BRICS, tra gli altri, non può esistere un solo Heartland. Sarà necessario che esistano più Heartland quanto le Civiltà esistenti e le loro ideologie di destino. Per questa visione propongo il termine “Heartland policentrico “: una visione che merita uno studio ed un’elaborazione approfondita. È ben probabile che questa elaborazione partirà proprio dall’Africa e da quello che viene chiamato Sud Globale.

Di Farafin Sâa François Sandouno

Commenti (23)

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Mostra commenti 23 caricati
    1. Ismaele386 26 aprile 2024

      La pubblicazione di questo articolo nel giorno in cui le truppe americane sono state buttate fuori pure dal Ciad, dopo il Niger, è voluta o puramente casuale?

    1. Jimbo 26 aprile 2024

      Eccezionale articolo letto e riletto di questo autore che non conoscevo.
      Finalmente una visione afrocentrica anche il futuro passerá da lì.
      Spero seguano altri suoi contributi.

    1. Esploratore 26 aprile 2024

      Buongiorno, ricasco nella tentazione di commentare(inutilmente): perché cercare di controllare il mondo? Consiglierei lettura di"Piccolo è bello", di E.F. Schumacher, oltre agli autori distributisti, e un confronto di pensieri, globali e non globalisti, per non seguire altre credenze indotte.

    1. indipendente 26 aprile 2024

      Signor Farafina, non si metta anche lei a complicare le cose: lasci stare il risiko e si faccia qualche gita in savana.

    1. absitiniuriaverbis 26 aprile 2024

      Un fiume di parole che parte da un concetto che riporto: "Colui che ha il controllo del ***** può controllare ****, chi controlla ***** dirige il Mondo”.

      Ho inserito ****perché il nome specifico è irrilevante, mentre lo è il contesto di tutta la frase.
      La frase dice solo una dannata cosa: controllo, controllo e controllo.
      Tutto in favore di quel dannatissimo Colui che si ergera' infine su tutto e tutti per, guarda un po', controllare.
      L'idea che si possa uscire dal controllo per orientarsi al condividere non sfiora nemmeno l'anticamera del cervello di questa gentaglia&C e me ne dò una spiegazione: perché il cervello non c'è più o non c'e mai stato.

      Mi ricorda una frase di Sun Tsu:
      "Un nemico funesto raderà al suolo la sua stessa nazione per governare sulle ceneri."

      Costui, l'articolista, minaccia ulteriori approfondimenti: vero, non c'è mai limite al peggio.

      PS: Dimenticavo, sono un illuso e me ne vanto.

    1. danone 25 aprile 2024

      Anch'io ho creduto alla geo-politica, fino a quando ho aperto gli occhi.
      La geo-politica, per come ci viene presentata, anche in questo articolo, in realtà, secondo me, lungi dal far capire lo stato delle cose e degli equilibri nel mondo e di chi li comanda veramente, è semplicemente usata come una coperta di Linus, serve a coprire il vero stato dell'arte del controllo del mondo, che è già da mo sotto il controllo di un unico centro di potere occulto.
      Questo potere, dai tempi di Babilonia ad oggi, si è servito di numerosi centri di potere territoriale visibile, per trasmettere il suo ordine sulla terra, transitando nel tempo via via fino all'attuale occidente anglo-sassone egemone, ma prima passando da diverse civiltà ed imperi del passato, come l'Egitto, i Persiani, i Greci, i Romani, la chiesa cattolica romana, Venezia, le potenze marinare medioevali, Olanda, Francia, Spagna Portogallo, nella loro epoca di massimo fulgore, poi Inghilterra ed infine oggi gli States.
      Il realtà, allineandomi alle tesi complottiste di Icke, il primo che ho letto sostenere e dimostrare questa tesi della continuità del vero potere occulto nella storia, anche per il sottoscritto, il vero potere, transitando nei millenni attraverso i poteri geo-politici manifesti, ha sempre avuto la necessità, per mantenersi occulto, di utilizzare le caratteristiche dei singoli centri di potere manifesto che etero-dirige e della loro specifica cultura e civiltà espressa, ma il segno visibile e tangibile della continuità di questo potere occulto, si osserverebbe nei simboli e negli stili architettonici che questo potere usa, per comunicare a chi di dovere questa sua stessa continuità.
      E allora, per esempio, si può notare che oggi in tutto l'occidente vediamo che i palazzi del potere finanziario e bancario, le borse etc, hanno tutti la struttura almeno in facciata del tempio greco-romano.
      Perchè?
      Perchè è lo stesso potere occulto che da tempo immemore controlla la materia finanziaria e non solo ovviamente, qualunque sia il potere manifesto nelle singole epoche che si sono succedute.
      Ho fatto troppa sintesi forse, ma una cosa è chiara.
      Sotto alle dinamiche geo-politiche che vediamo e che ci raccontano, c'è qualcosa, e questo qualcosa non viene mai nemmeno ipotizzato da nessun analista, ma solo dai complottisti, e questo proprio per togliere credibilità a questa ipotesi, che diventa per i più la solita tesi complottista farlocca da terra-piattista.
      Ma, in realtà, gli elementi oggettivi per sostenere che le cose stanno diversamente da come gli analisti di geo-politica ce le mettono con i vari mackinder bueno o le varie hearthland o talassocrazie, ci sono tutti.

    2. A XII century man 25 aprile 2024

      Perché mai non credere alla geopolitica? È solo un livello di lettura. Più superficiale di alcuni approcci ma più profondo di altri, ma comunque prezioso.

    3. danone 25 aprile 2024

      I fenomeni geo-politici non sono "finti", sono costruiti attraverso la manipolazione delle reali dinamiche geo-politiche, queste si passibili di manipolazione, una opera di manipolazione che rimane invisibile e diventa credibile, proprio perchè parte da fatti reali, come le dimensioni del paese, la demografia, le risorse possedute, il grado culturale e tecnologico del sistema paese e tanti tanti altri fattori che sostanziano la geo-politica stessa come materia di studio.
      Il problema però è che per noi comuni mortali questi fenomeni, questi fatti e queste dinamiche geo-politiche, non sono esperibili direttamente, qualcuno ce le deve raccontare.
      In questo piano di mediazione può avvenire la manipolazione o la creazione dell'evento geo-politico, come una crisi, una guerra o altro, da parte di poteri non manifesti che rimangono strutturalmente sempre nell'ombra, proprio perchè la manipolazione è credibile, essendo costruita su dinamiche di base reali.

    4. IlContadino 26 aprile 2024

      Vorrei darti credito, sostenere i tuoi ragionamenti, girano anche in me questi pensieri, ma non vedo nel tuo curriculum nessun precedente nell'MI6, nemmeno nella CIA, non hai collaborato al disarmo di alcunché, non sei un militare in pensione né un ex politico, men che meno giornalista, quindi Dan, come faccio a darti credito?
      Però, c'è da dire che sei un ex geo-politico, mica bruscolini, anzi, è tanta roba. Basterebbe questa voce nel curriculum: ex geo-politico.
      Assunto!

    5. IlContadino 26 aprile 2024

      Ti confido una cosa, storia personale, la devo ancora digerire del tutto.
      Quando è cominciata la scaramuccia in Ucraina, quel giono lì, ero a passeggio con mia moglie, giretto al lago. Ci si diceva l'uno all'altra che, dopo il periodo appena vissuto, in cui non poche persone si erano accorte di quanto può essere grande il potere di chi gestisce la baracca e di quanto estesa possa essere la menzogna, a questo giro almeno quella scaramuccia, quella dinamica, quella narrazione sarebbe stata percepita come il continuum di ciò che ci stavamo lasciando alle spalle, menzogna che muta forma ma non sostanza.
      Era un pensiero che donava un pizzico di sollievo, non so nemmeno io perché, ma in qualche modo, sapere di essere in tanti, fa piacere.
      Poi, invece, catastrofe.
      Inizia la nuova narrazione e ci si ficcano dentro con tanta passione che nemmeno il bambino quando scova la chiave della dispensa.
      Ci sono rimasto di stucco.
      Tira più un pelo di geo-politica che un trattore in discesa.

    6. absitiniuriaverbis 26 aprile 2024

      Scrivi "Il problema però è che per noi comuni mortali questi fenomeni, questi fatti e queste dinamiche geo-politiche, non sono esperibili direttamente, qualcuno ce le deve raccontare."

      Personalmente mi autodefinisco un illuso e quindi la tua frase, che ho riportato, mi induce (si si, lo so che per l'utilizzo di questo vocabolo mi daranno del fassista) a considerarla veramente ottimistica! Vale solo per le dinamiche geo-politiche ? 🤔😋

      Sono in buona compagnia.

    7. LuxIgnis 26 aprile 2024

      Il mondo, la realtà a cui siamo tanto aggrappati, è una fott*ta illusione. Non è un modo di dire, lo è davvero.
      Quindi perché non scegliersi la propria illusione in cui navigare? L'importante è comunque navigare, non affogarci dentro. E magari cercare un timone da qualche parte.

    8. gianB 26 aprile 2024

      " .... ma il segno visibile e tangibile della continuità di questo potere occulto, si osserverebbe nei simboli e negli stili architettonici che questo potere usa, per comunicare a chi di dovere questa sua stessa continuità.
      E allora, per esempio, si può notare che oggi in tutto l’occidente vediamo che i palazzi del potere finanziario e bancario, le borse etc, hanno tutti la struttura almeno in facciata del tempio greco-romano. .."
      Simbolismo che lega l'Occidente alle "divinità".
      Che siano "divinità" di parte?

    9. absitiniuriaverbis 26 aprile 2024

      Le grandi tradizioni spirituali dell’India ci insegnano comunemente che il mondo è Maya, solitamente tradotto come “illusione” o “irrealtà”. Il fatto che il mondo sia Maya è alla base dell’enfasi posta nel pensiero indiano sullo yoga e sulla meditazione, considerati il ​​mezzo per andare oltre Maya.

    10. LuxIgnis 26 aprile 2024

      Conosco la dottrina del "Maya" e vi sono molti indizi (tradizioni e scienza) che è così.
      La fisica quantistica è uno di essi.
      Uno di loro disse una cosa del genere: "La realtà è un'illusione ma è un'illusione maledettamente persistente".

    11. Cristoduli 26 aprile 2024

      Bellissima riflessione Danone, che centra il problema, sempre e ancora, più che sottovalutato, completamente ignorato anche dai più avveduti. Poi ognuno può attribuire a questo potere occulto la natura che ritiene. Personalmente mi attengo a quanto Gesù Cristo stesso ha dichiarato, attribuendo a Satana, al Diavolo, questo potere occulto: "viene il principe di questo mondo, ma non ha alcun potere su di me" la sera del Giovedì Santo, del resto confermato anche dalla descrizione delle tentazioni cui il diavolo sottopone Cristo, una delle quali è appunto: Matteo 4,8-9
      8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: 9 «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». Appare evidente che offrendo al Cristo tutti i regni del mondo implica che il diavolo ne avesse il controllo, la disponibilità. E se duemila anni fa il diavolo ne aveva il controllo, figuriamoci oggi quanto pervasivo, capillare e assoluto è diventato questo controllo.
      La conclusione non può che essere una: non abbiamo la benchè minima possibilità, come umanità, come popoli, come cittadini, di prendere il controllo del mondo, del singolo paese o nazione. L'unica nostra speranza è quella che ci fa alzare gli occhi al cielo e pregare, per ricostituire dentro di noi l'umanità perduta e da lì iniziare un nuovo viaggio, l'uomo nuovo il cui paradigma Gesù è venuto a mostrarci, l'uomo nuovo che farà nuove tutte le cose

    12. danone 26 aprile 2024

      Deva e asura.

    13. gianB 26 aprile 2024

      Non fanno parte del pantheon delle divinità greche. Quindi non hanno rapporto col simbolismo (occidentale) citato.

    1. Jimbo 25 aprile 2024

      Il vento soffia forte dall'Africa, socialista (*) e guidata dai sinorussi.
      L'Uccidente proverá a trattare al ribasso? Si accontenterá di pagare 5 volte le risorse o continuerá a rubare?
      O scatenerá l'inferno (la corsa agli armamenti sembra proiettata verso il continente nero) ?
      Forzafrica Daje!!
      * la Nuova Africa sará x forza socialista, le nuove idee di destra non superano quelle dentro a un acquario.

    2. ric 26 aprile 2024

      manca il GHEDDAFI !

    3. Jimbo 26 aprile 2024

      'Sto giro non basterá all'Uccidente devastare la Libia.
      Gli toccherá sforzarsi un pò di più.
      Ma stavolta i negri sono ben inkazzati.
      E con loro i russi.
      Auguri.

    1. Jimbo 25 aprile 2024

      L'errore di Fukuyama fu quello di non completare la frase. Bellissimo.

    1. Nonso 25 aprile 2024

      Il Trip dell'Anno di Grazia 2024 *.*

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