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TEHRAN TURMOIL

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI AMIR AHMADI

Quanti elementi di dissonanza nelle recenti diatribe pro-Mousavi.

Prima, banale considerazione: Tehran non è l’Iran. Questo Ahmadinejad l’aveva capito benissimo, e ci ha giustamente puntato. I milioni di elettori sparsi per il paese non si identificano con la quota di ventenni nati dopo la rivoluzione e cresciuti tra pasdaran di giorno ed MTV la notte, e le cifre parlano chiaro. L’unico che sembra non averlo ancora capito è proprio Mousavi.

Secondo: che il “moderato” Mousavi abbia iniziato a proclamare vittoria a scrutinio in corso aveva già di sé del ridicolo; che denunci brogli dopo essere stato travolto è grottesco. Potrei capire la rabbia di chi viene superato con poco scarto, ma se il tuo avversario prende il doppio dei tuoi voti, recita un mea culpa e tornatene a scaldare il té, non a fomentare rivolte, irresponsabile. Leggo che si sarebbe dichiarato “pronto ad un nuovo confronto”; ma perché mai, di grazia, il trionfatore “nemico” dovrebbe prestarcisi, con questi numeri? Alla faccia del pragmatico moderato; questo è proprio un fesso.

Terzo: da dove salta fuori tutta quest’aura di “riformismo” in capo a Mousavi? Per chi non lo sapesse, costui è già stato per 8 anni capo di stato all’epoca di Khomeini. Ce lo vedo poco, ora che è pure più anziano, a fare la parte del liberatore.

Quarto: non prendiamoci in giro, se vogliamo criticare il sistema elettorale in Iran non basta appellarsi al riconteggio dei voti a “frittata fatta”. Prima di arrivare al voto di venerdì, il consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, potentissimo organo statale, aveva già rasoiato le candidature di altri 400 soggetti circa. Il che implica due ulteriori ipotesi:
A-che Mousavi sia un ipocrita ad accettare il “sistema” finché funziona per lui, e poi a vaneggiare di “colpi di stato” una volta sconfitto dal referendum;
B-che se anche Mousavi avesse vinto, non avrebbe cambiato di una virgola l’attuale conformazione del potere in Iran. Proprio perché sarebbe stata un’elezione figlia di uno scrutinio a monte.

Quinto, ancora sui numeri del referendum e la presunta “sorpresa” di quelli coi lacrimoni della Vannuccini di Repubblica e paccottiglia varia: alla stessa vigilia del voto, nessuno avrebbe scommesso un rial sulla sconfitta di Ahmadinejad. Anzi, la sorpresa è stata quella di vedere un voto a favore inferiore alle aspettative! La stessa CIA dava una proiezione nell’ordine di un semplice 14 per cento a favore di Mousavi. Anche solo statisticamente, aggiungerei, non risulta esserci mai stato un caso di capo di stato che, in Iran, abbia fallito la riconferma del mandato dopo i primi quattro anni.

Ora, stante la certezza dei numeri e l’infondatezza delle accuse dei delusi sostenitori di Mousavi, proviamo a dipingere scenari e ad interpretare i fatti odierni alla luce dei molteplici interessi in gioco:

Dalla parte di Khamenei, ovvero del potere che conta in Iran.
Il paese era, l’abbiamo visto tutti, sotto i riflettori di ogni tv straniera. E’ molto probabile che, dopo il sermone di Obama al Cairo e le elezioni in Libano (che hanno visto la sconfitta di Hezbollah), il referendum iraniano fosse visto come l’opportunità di voltare pagina in tutto il medio-oriente in pochi mesi. E’ verosimile immaginare che la “caduta” di Ahmadinejad fosse un sogno proibito più extra-iraniano che altro.
La conferma dell’ex sindaco di Tehran invece lancia un messaggio molto chiaro: i programmi non cambiano di una virgola, ed ora che sappiamo chi sarà il nostro portavoce per altri 4 anni, sarà lui a valutare le “aperture” (finora solo verbali) degli Stati Uniti. E sappiate (ma lo sapete già) che il tipo è tosto, per usare un eufemismo.

Dalla parte dell’asse USA- Israele: l’accennato discorso di Obama ha avuto la prevedibile ondata emotiva che ha fatto riguadagnare consenso all’amministrazione statunitense, ma una lettura più attenta del discorso tradisce le intenzioni del giovane presidente. Limitandomi questa volta al perno iraniano, ritengo sia stato riduttivo, per non dire offensivo, parlare del paese unicamente in termini di sviluppo nucleare. Questa parte non è passata inascoltata dagli iraniani, dalle alte alle basse sfere, ed ha rinforzato la posizione di Ahmadinejad come unico uomo forte in grado di reggere il confronto sul tema e guadagnare la tecnologia nucleare (cui neanche i sostenitori di Mousavi si sognano di rinunciare, sia chiaro).

Dalla parte degli ahimé stereotipati osservatori che “tifano per la libertà dei popoli” e si sorbettano le quotidiane corbellerie ora dei delinquenti esuli iraniani in esilio, ora dei cosiddetti “giornalisti” che invece di fare i reporter nella maggior parte dei casi fanno gli opinionisti dall’ufficio:
appoggiare la rivolta in nome della libertà e del progresso di una nazione quando invece un cambio di regime lo farebbe ripiombare trent’anni indietro è irresponsabile e criminale.
schierarsi a favore di un candidato di fatto sconosciuto ai più e che ha ottenuto un quarto delle preferenze è semplicemente stupido. Senza offesa.

Vorrei anche sapere, dai facinorosi protestanti che addirittura partecipano a cortei di fronte alle ambasciate, come mai l’ipotesi di un broglio in un paese orientale è un “segno di dittatura”, mentre in occidente è un semplice “errore della democrazia”?
Dov’erano tutti questi scandalizzati, quando l’impunito Bush rubò le elezioni nel 2000 e nel 2004?

I cori di proteste che arrivano dai giovani impiastri non sortiranno altro effetto se non quello di isolare ulteriormente l’Iran. Tutti si riempiono la bocca di parole come libertà e giustizia, ma è al solito ritmo dei tamburi belligeranti, mai sopiti in sottofondo, che vanno giorno dopo giorno a segnare il destino di coloro dalla cui parte pretenderebbero di stare.

Amir Ahmadi
16.06.2009

Pubblicato da Davide

26 Commenti

  1. Quoto in pieno, dalla prima all’ultima parola.

  2. Quoto anch’io, completamente.
    E congratulazioni al rieletto Presidente.

  3. Prima ; non esiste ” il consiglio dei Guardiani della Rivoluzione” in Iran ma il Consiglio di Guardiani della Costituzione.”

    Seconda; “stante la certezza dei numeri e l’infondatezza delle accuse dei delusi sostenitori di Mousavi”, quando tutti i tre candidati “trombati” presentano istanza di denuncia di brogli è AZZARDATA.

    Terzo; ” sostenere che “Mousavi abbia iniziato a proclamare vittoria a scrutinio in corso aveva già di sé del ridicolo” e’ ridicolo ancora di più, poiché le cose sono andate diversamente e Mussavi circa un’ora dopo “Farsnews” che dava Ahmadinejad vincitore con 63-64%(come cazzo ha fatto non si sa)è intervenuto per dire la sua.

    Quarto; posso dare atto al fatto che ” La conferma dell’ex sindaco di Tehran lancia un messaggio molto chiaro: i programmi non cambiano di una virgola” , ma non sono d’accordo che questa conferma sia la voce della maggioranza del paese che dice che ” ora che sappiamo chi sarà il nostro portavoce per altri 4 anni, sarà lui a valutare le “aperture” (finora solo verbali) degli Stati Uniti” come non sono d’accordo con slogan ” E sappiate (ma lo sapete già) che il tipo è tosto”, poiché credo che chi non ha il popolo alle spalle va a trattare e si sottomette pur di restare a galla, mentre chi è stato eletto democraticamente né deve rispondere attraverso le istituzioni dei propri atti.

    Quinto ; “appoggiare la rivolta in nome della libertà e del progresso di una nazione quando invece un cambio di regime lo farebbe ripiombare trent’anni indietro è irresponsabile e criminale”ma attuare un golpe che porta indietro l’Iran di due secoli cioé, ai tempi del colonialismo, è ancora peggio.

    Chi sostiene le tesi di questo articolo deve dire a voce alta che : Hassan Khomeini, Mehdi Karrubi e Mohsen Rezai sono dei traditori, ma deve anche dimostrare ciò che sostiene e poi la testa di Nussavi gliela regalo io.

  4. Tutto ( forse ) vero.. ma non vi sembra che affidare le sorti della giustizia mondiale ad un religioso intollerante sia un pò troppo ottimistico’…per quelli di ” sinistra ” basta essere contro israele e USA per essere nel giusto?..se questa è la critica chissà che ne sara del materialismo storico… chi difenderà l’illuminismo se i nostri “paladini” sono diventati preti di altre religioni ?

  5. …..Dov’erano tutti questi scandalizzati, quando l’impunito Bush rubò le elezioni nel 2000 e nel 2004?…..
    E dov’erano nel 2006 quando Calderon rubo’ quelle messicane?
    Lo sappiamo gia’ che ci sono ladri buoni e presunti ladri cattivi. Di default

  6. Qualsiasi cosa si possa pensare di Ahmadinejad, credo ci sarebbe poco da gioire in un “cambio di regime”…di solito questi “cambi” li organizza nei minimi particolari la CIA, ed abbiamo esempi nei decenni passati in ogni angolo del pianeta. Infatti la prima cosa che mi ha colpito dell’articolo (che condivido) sono “le proiezioni statistiche della CIA”… (per la serie “i caxxi loro MAI”!)…
    Chi non è d’accordo con l’articolo … perchè ritiene
    Ahmadinejad, un dittatore intollerante, dovrebbe spiegare cosa c’è di sbagliato nelle seguenti affermazioni:
    Sono passati molti anni prima che le nazioni insorgessero e combattessero per la loro libertà e per la loro autodeterminazione: hanno pagato un prezzo molto alto nel farlo. Milioni di persone hanno perso la vita per cacciare le potenze occupanti e per stabilire governi indipendenti e nazionali. Tuttavia non trascorse molto tempo prima che le potenze rapaci imponessero due guerre all’Europa, due guerre che hanno afflitto anche parte dell’Asia e dell’Africa. Queste guerre terribili sono costate la vita a cento milioni di persone ed hanno lasciato il retaggio di devastazioni imponenti. Il fare tesoro della lezione impartita dalle occupazioni, dagli orrori e dai crimini di quelle guerre avrebbe senz’altro rappresentato una luce di speranza per le epoche a venire.

    Ma le potenze vincitrici si sono autonominate conquistatrici del mondo, ignorando o minacciando i diritti delle altre nazioni con l’imposizione di leggi ed accordi internazionali oppressivi. (…)prendiamo un momento in esame il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è uno dei retaggi della prima e della seconda guerra mondiale. Quale logica regola un organismo i cui partecipanti hanno diritto al veto incrociato?
    Una logica simile come può non confliggere con i valori spirituali o umanitari?
    Non contrasta con i principi accettati di giustizia, uguaglianza davanti alla legge, amore e dignità umana?
    Non rappresenta una discriminazione, un’ingiustizia, una violazione ai diritti umani, un’umiliazione che colpisce la maggioranza delle nazionalità e dei paesi sovrani?

    Per quanto riguarda la salvaguardia della pace e della sicurezza internazionali, il Consiglio di Sicurezza è l’organo decisionale più importante del mondo. Come possiamo aspettarci una giustizia ed una pace effettive, quando di fatto le discriminazioni sono legalizzate e gli stessi organi legislativi sono in preda alla coercizione e alla forza, piuttosto che avere come guida la giustizia e i diritti?
    La coercizione e l’arroganza sono all’origine dell’oppressione e della guerra. Anche se oggi molti sostenitori di fatto del razzismo condannano con parole e slogan la discriminazione razziale, un gruppo ristretto di potenze può ancora decidere per tutte le altre nazioni tenendo conto dei propri interessi ed a propria discrezione, e può facilmente violare tutte le leggi e tutti i valori umani, cosa già verificatasi. Il consiglio di Sicurezza ha contribuito a consolidare il regime di occupazione (di Israele) e lo ha sostenuto per sessant’anni, consentendo agli occupanti di commettere ogni sorta di atrocità. Ancora più deplorevole è il fatto che molti governi occidentali e quello degli Stati Uniti si siano impegnati a difendere questi razzisti intenti a perpetrare un genocidio, mentre le coscienze risvegliate e le menti più libere del mondo condannano l’aggressione, le brutalità ed i bombardamenti contro i civili perpetrati a Gaza. I sostenitori di Israele, a fronte di questi crimini, o approvano o tacciono.

    Quali sono le cause prime delle guerre statunitensi contro l’Iraq, o dell’invasione dell’Afghanistan?
    Quali motivazioni hanno sostenuto l’invasione dell’Iraq, se non l’arroganza del governo statunitense, le crescenti pressioni esercitate dai ricchi e dai potenti per espandere la propria sfera di influenza per perseguire gli interessi di gigantesche aziende produttrici di armi a scapito di una nobile cultura con migliaia di anni di storia alle spalle, la volontà di eliminare tutte le minacce, potenziali o pratiche che fossero, dei paesi arabi contro il regime sionista, e quella di controllare e saccheggiare le risorse energetiche del popolo iracheno?
    Per quale motivo quasi un milione di persone sono state uccise o ferite, ed altri milioni sono state strappate alla loro terra?
    Per quale motivo il popolo iracheno ha avuto danni per centinaia di miliardi di dollari?
    E perché il popolo americano è stato tassato per miliardi come risultato di queste azioni militari?
    L’aggressione all’Iraq non è stata forse progettata dai sionisti e dai loro uomini nel governo statunitense di allora, insieme ai paesi produttori di armi e ai detentori delle ricchezze? L’invasione dell’Afghanistan ha forse riportato la pace, la sicurezza e la prosperità economica nel paese? [www.vocidallastrada.com]
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  7. Veramente difficile immaginare come la vittoria di Ahmadinejad possa essere presa per “sicura” in questo modo!!!
    La maggior parte dei commentatori di questo sito vedono sempre del losco dietro qualunque cosa succeda nel mondo purchè si tratti di USA e Israele, poi Ahmadinejad dice di aver vinto le elezioni praticamente prima che si siano tenute….e tutti traquilli sulla correttezza del risultato?! C’è qualcosa che mi sfugge. Stiamo parlando di un posticino in cui appena qualcuno di muove vengono oscurate internet e le reti telefoniche….per di più una specie di teocrazia…
    A occhio e croce la situazione mi consiglia di essere prudente prima di prendere Ahmadinejad per il liberatore anti-impero.

  8. “poi Ahmadinejad dice di aver vinto le elezioni praticamente prima che si siano tenute….”

    Mah…veramente è stato Mousavi a dichiararsi pubblicamente vincitore a urne ancora aperte. Per la cronaca.

  9. Il problema è “arrogarsi il diritto di commentare fatti altrui”.
    Montare una questione “mondiale” su dei fatti che non conosciamo e non conosceremo mai “nella loro complessa verità” non può essere fatto senza secondi fini !!!
    Ribaltando lo scenario: pensate che in Lapponia qualcuno possa giudicare ed interpretare correttamente le uscite di Borghezio ??? Pensate che in Kazakistan un trafiletto di un articolo possano spiegare le motivazioni del divieto di cibarsi di kebab per strada a Milano ???
    Provate a rifletterci un secondo!
    Non pensate che sia strumentale tutto questo polverone su fatti che non ci competono ???
    Se fossi un Friulano, che senso avrebbe discutere e soprattutto essere convinti di sapere la verità del perché il Pipistrello da frutta Maldiviano mangia solo a ore dispari, non vi sebrerebbe un’esagerazione ???

    Si possono studiare mille libri pieni di dettagli (anche sull’Iran). Ma i libri non potranno mai trasmettere odori, colori, sensazioni ed emozioni per quanto ben scritti, rispetto alla vita vissuta.

  10. quoto Aktarus..però certa gente gente che si ciba ancora di propaganda dei media servi del potere non ne posso più..cara Giosia, prova a controllare se sopra una parte del corpo detta collo nel tuo caso ci sia pure un’altra detta testa..facci sto piacere và!

  11. Tutto l’Iran sa cosa succede veramente.
    Mussavi era in testa nei sondaggi e secondo gli exit poll aveva superato Ahmadienjad( e altri due candidati) al primo turno con il 54% dei voti.Dalla chiusura dei seggi al Ministero parlavano tutti della vittoria schiacciante di Mussavi e il capo dell’ufficio dell’elettorato del ministero aveva avvisato lo stesso Khamanei della vittoria di Mussavi , la stessa persona aveva avvisato anche Mussavi che si era messo a preparare il suo discorso da vincitore delle elezioni.
    A un certo punto “Farsnews” dava la notizia della “vittoria di Ahmadienjad con 63% dei voti” è la notizia scoppiava come una bomba in tutto il paese. Mussavi usci in publico per ribadire che è lui il vincitore, probabilmente perché aveva ricevuto la notizia dal ministero, ma sicuramente perché, come tutti gli iraniani, sapeva che l’esito delle elezioni sarà favorevole a lui, per il numero dei partecipanti che giustificava solamente una volontà popolare di cambiamento e non una conferma di Ahmadienjad, altrimenti avrebberò partecipato introno al 51% come nelle ultime elezioni amministrative.
    Il golpe di Ahmadinejad è iniziato appena Mussavi ha fatto la sua dichiarazione, la sede elettorale di Mussavi venne attaccato dai Basiji , la stessa sorte spetta alle sedi delgi altri candidati e tutti i giornali ricevono l’ordine di non titolare il giornale del sabato con la vittoria di Mussavi altrimenti avrebberò ricevuto l’ordine di chiusura immediata.
    La notizia del rovesciamento forzato della situazione passava per voce ormai, perché gli iraniani scoprivano che i cellulari non funzionano, mentre i siti riformisti venivano bloccati uno dopo l’altro.
    Oggi Ayatollah Sanei, in riposta alla lettera di denuncia di golpe scritta da Mussavi e spedito a tutti gli ayatollah più grandi dell’Iran, in una lettera aperta, esprime il proprio rammarico per “eventi spiacevoli che hanno trasformato la festa del Popolo iraniano in lutto, per il fatto che i giovani del paese devono rischiare la propria vita per affermare i loro diritti sanciti dalla Costituzione”.
    Oggi i sostenitori di Ahmadinejad, con annunci ufficiali via Tv e via Radio statali, controllati dal governo, sono stati invitati a versarsi in massa in una piazza di Tehran dove si erano dati appuntamento i sostenitori di Mussavi, ma cosa davvero clamorosa è che gli annunci portavano questa frase; “difendiamo con tutti mezzi la vittoria del dottor Ahmadinejad che viene messa in discussione dai cespugli inutili della società che agiscono per ordine dei nemici del presidente”!!!

    Sinceramente, non sono pentito di avere sostenuto (attraverso i blog e i forum iraniani) la partecipazione, di fronte agli iraniani che chiedevano il blocco delle elezioni o la non-partecipazione. Non sono pentito di avere parlato della utilità di andare al voto e ci sono andato anche di persona all’ambasciata a votare, perché credo, tuttora, che la vittoria di Mussavi e il suo programma per il governo del paese, siano all’altezza delle aspettative del Popolo iraniano per attraversare questa delicata fase storica in cui vive il nostro mondo. Sono convinto che il ruolo dell’Iran nel mantenere le tensioni internazionali progettate dai nemici interni e quelli esterni di tutti i popoli del mondo, non corrisponde al grado culturale del mio Popolo e al suo attaccamento alla Pace e sono convinto che , trovandosi come Il Popolo che vive da sempre e con almeno 7000 anni di storia scittta e documentata, nella crocevia della storia dei popoli, come la madre dell’Umanità e come la radice di ogni civiltà , sia quella indoeuropea nella sua varietà e vastità , che quella islamica, il ruolo originario , sia dell’Iran che degli iraniani, consiste di dimostrare la fattibilità di una lunga e permanente convivenza pacifica tra i Popoli diversi, come esattamente avviene in quella identità territoriale di nome Iran che è composto da ben 5 Popoli diversi e da 7 diverse religioni.

  12. Come la maggior parte della gente non conosco benissimo la situazione interna iraniana….questo perchè i mezzi d’informazione non me la faranno mai conoscere…..
    Posso cercarmi notizie ma non ci sarà mai un servizio al TG”N” diverso dall’argomento nucleare/Ahmadinejad antisemita…..

    Però questi disordini chissà perchè li sentivo più che preannunciati….Io credo che si possono dare per certe le seguenti affermazioni:

    L’Occidente, con l’asse USA/israele in testa, non vuole più quell’uomo in quel posto.

    Gli USA hanno usato infiltrati in Stati stranieri per muovere l’opinione pubblica più di una volta (dai Contra alle BR con tutti gli altri nel mezzo) e credo anche che non gli mancherebbe la faccia per rifarlo ancora.

    Questo Ahmadinejad lo sa e avrà studiato delle contromosse

    La nostra visione delle cose è data solo dai mass media di casa nostra ed equivale a sentir solo una campana (e questo a priori è un male) mentre l’unico dato a disposizione sono i risultati elettorali.

    Da queste affermazioni deduco che:

    Ahmadinejad eviterà reprimendola sul nascere una rivolta popolare fomentata dall’esterno.

    Si riconteranno i voti scoprendo che le percentuali sono le stesse o forse con una vittoria leggermente inferiore….per dare un contentino alla minoranza….

    Alla fine saranno sempre dei poveretti quelli che ci avranno rimesso la pelle mentre i veri mandanti di una protesta pre-annunciata rimarrano nell’ombra a spartirsi i dollaroni che avranno avuto il merito di dipingere ancora una volta il presidente iraniano come il cattivo.

    Mentre quando le manifestazioni non autorizzate a casa nostra vengono represse a manganellate e a pallottole che in 2 metri vanno in aria, rimbalzano su un mattone volante e arrivano dritte in faccia al facinoroso di turno si da la colpa a quegli imbecilli che sanno solo rompere le vetrine.
    E per fortuna che i governanti e le forze dell’ordine ci proteggono da queste orde di studenti e pensionati che non vogliono essere avvelenati da termovalorizzatori, non vogliono il raddoppio di basi americane, etc…
    ma ho già divagato troppo.

    Gli iraniani non saranno nella migliore delle democrazie…….ma da che pulpito viene la predica?

    Accertiamoci prima di quello che succede qui in Italia
    Accertiamoci prima di quello che fanno i nostri alleati
    Accertiamoci che l’Italia sia uno stato laico e non una teocrazia
    Facciamoci prima i fatti nostri e poi andiamo in giro a dare sermoni

  13. La sfida ad Ahmadinejad andava in scena a piazza Azadi mentre alla protesta pubblica convocata dal passaparola via web si univa una battaglia feroce ma più privata. La reazione al responso delle urne è la sintesi potente di una frustrazione che cova da decenni sotto le ceneri della Rivoluzione, ma anche una resa dei conti tra due volti del regime: Hashemi Rafsanjani e Ali Khamenei.

    Se dietro alla “dolce vittoria” di Ahmadinejad c’è la mano di Khamenei, dietro all’insubordinazione di Mir Hossein Moussavi c’è la regia di Rafsanjani. Sono i suoi emissari che agitano gli umori del bazaar, diffondono la protesta del popolo verde aiutandolo ad aggirare la censura, ed è sempre Rafsanjani a spendersi tra febbrili consulti con gli ayatollah di Qom e i consiglieri all’interno del Consiglio degli esperti.

    Se l’obiettivo visibile è quello di tornare alle urne e liberarsi di Ahmadinejad, sottotraccia c’è un disegno ben più ambizioso: eliminare l’ayatollah Khamenei. Nel 2005, alla vigilia delle elezioni, il figlio di Hashemi Rafsanjani “confidò” a un reporter americano: “Se vince mio padre cambierà la Costituzione e limiterà i poteri di Khamenei, trasformando il ruolo della Guida Suprema in una carica di rappresentanza simile a quella della regina d’Inghilterra”.

    Quattro anni fa il “kuseh”, lo squalo, come viene soprannominato Rafsanjani, era annoverato come il volto pragmatico del regime, colui che avrebbe importato in Iran il modello cinese e riallacciato i fili della comunicazione con gli Stati Uniti. Poi è arrivato il colpo di reni dell’ayatollah Khamenei: Rafsanjani ha subito la sconfitta più pesante della sua carriera e i pasdaran hanno scalato le vette del potere insieme con Ahmadinejad.

    Ma Rafsanjani non si è arreso. Consapevole di esercitare un ascendente politico-economico all’interno dell’establishment, ha consolidato il suo potere nelle istituzioni presiedendo il Consiglio per il discernimento dell’interesse del regime e scalando l’Assemblea degli esperti. Forte di queste cariche, Rafsanjani sta provando a riequilibrare i rapporti di forza tra i turbanti e i fucili.

    Per trasformare il sistema, ha provato a trasformare la sua immagine. Si è calato nei panni del teologo riformatore. E a dispetto dei critici che faticano a immaginare il re degli affari (e del malaffare) della Repubblica islamica come un novello Lutero, i consiglieri raccontano che la sua è una battaglia seria per “portare lo sciismo nell’era moderna”.

    La prima occasione per esibirsi in questa veste si è presentata nel giugno 2008 durante l’incontro dell’Associazione dei professori dei seminari di Qom. Nel corso della riunione lo squalo ha ipotizzato la creazione di un nuovo capitolo di dottrina religiosa denominata “Teologia di stato” o “Teologia politica”. Un gruppo di religiosi di alto rango – ha detto – potrebbe stabilire le linee guida entro le quali sviluppare le politiche dello stato.

    Rafsanjani ha anche invocato la revisione dei curricula nei seminari e sollecitato maggiore controllo nella formulazione degli editti religiosi “che – ha spiegato – dovrebbero essere ad appannaggio di specialisti”.

    Alla fine di dicembre durante una conferenza sullo sciismo all’Università di Teheran è arrivata un’altra proposta: la creazione di un “Consiglio della Fatwa” composto da grandi ayatollah. Rafsanjani ha illustrato le virtù dello sciismo sottolineandone la natura innovativa, la capacità di evolvere attraverso l'”ijtihad”, l’interpretazione.

    “Esiste un consenso generalizzato tra i ‘religiosi modernizzatori’ – ha commentato un suo collaboratore – che ci troviamo a un punto di svolta ed è necessario essere teologicamente al passo con i tempi, altrimenti corriamo il rischio di perdere fedeli, a vantaggio della secolarizzazione che attraversa la società”.

    Secondo il settimanale Shahrvand Emruz, le posizioni di Rafsanjani riguardo all'”interpretazione innovativa” e al “Consiglio della fatwa” sono motivate dall’esigenza di “razionalizzare il rapporto tra il seminario e la società” e dal bisogno di “aggiornare alcuni aspetti antiquati che rimontano al medio evo, come per esempio il rifiuto di alcuni ayatollah di usare il telescopio e la confusione derivante per stabilire l’inizio dell’eid ul fitr”.

    Ma sottotraccia è evidente che una riforma dottrinale indebolirebbe i falchi e l’ayatollah Khamenei. Lo stesso Shahrvand Emruz ha pubblicato una serie di dichiarazioni in cui Rafsanjani critica il Consiglio dei guardiani e sostiene che “i sistemi democratici sono generalmente preferibili agli stati islamici dittatoriali”.

    Lo squalo torna a flirtare con l’occidente dando l’impressione che un’evoluzione del regime khomeinista sia possibile, prefigura un Iran ancora clericale ma addomesticato nei suoi eccessi e dunque più presentabile agli occhi degli investitori internazionali. Ma il suo è anche un tentativo di riaffermare gli antichi rapporti di forza tra clero e pasdaran.

    v
    L’ansia di rinnovamento teologico dell’inquieta nomenklatura khomeinista è un effetto collaterale dell’alleanza tra l’ayatollah Khamenei e Ahmadinejad. “I tradizionalisti non staranno ad aspettare di essere fatti fuori”, ha chiarito il cognato di Rafsanjani, Hussein Marashi, intervistato dal quotidiano Kargozaran.

    Il “lato teologico” di Rafsanjani non è passato inosservato. Gholam Reza Elham, portavoce di Ahmadinejad, ha qualificato le proposte come “un tentativo per indebolire la Guida Suprema”. Il giornale dei falchi Parto è stato altrettanto negativo, ma un rappresentante dell’autorevole Istituto di ricerca imam Khomeini ha definito “sagge” le sue idee in un’intervista al quotidiano Etemaad.

    Nessun elogio è però stato più gradito di quello del Grande ayatollah Ali Sistani. Secondo Ayandenews, nel corso di un incontro con Rafsanjani Sistani ha manifestato apprezzamento per gli scritti del “kuseh” e auspicato che la sua visione non venga emarginata nell’Iran di oggi, un commento che ai più è apparso come una critica velata all’Amministrazione Ahmadinejad.

    L’avallo del primus inter pares della comunità sciita non soltanto nobilita le posizioni di Rafsanjani, ma rafforza il suo status agli occhi dell’establishment clericale. Forte di quella che i suoi estimatori presentano, fin troppo ambiziosamente, come un’investitura il Richelieu della nomenklatura iraniana è tornato a lanciare sassi nello stagno come la prospettiva di sostituire la Guida Suprema con un consiglio costituito da 3-5 leader religiosi.

    L’ipotesi tutt’altro che inedita – la possibilità fu avanzata dopo la morte di Khomeini e lo stesso Khamenei per un momento la caldeggiò – comporterebbe una riforma costituzionale (la legge infatti prevede che sia un individuo a ricoprire l’incarico).

    Ma non sarà certo la Costituzione a fermare Rafsanjani, del resto è stato proprio un aggiustamento costituzionale a consentire a Khamenei di diventare il leader supremo della Repubblica islamica anche senza il titolo di ayatollah. Per i protagonisti della scena politica iraniana il fantapolitico valzer delle possibilità intorno alla successione a Khamenei ruota intorno a sei nomi.

    I riformisti caldeggiano un triumvirato formato da Rafsanjani, Mohammed Khatami e Mehdi Karroubi, i falchi puntano sugli ayatollah Mesbah Yazdi, Mahmoud Hashemi Shahroudi e Ahmad Jannati.

    Tatiana Bouteline
    Fonte: http://www.ilfoglio.it
    16.06.2009

  14. Sento sempre parlare di nucleare, ma il nucleare non è il problema, l’obiettivo è la Cina e la Russia. se gli Stati Uniti occupano l’Iran accerchiano meglio la Russia e la Cina.

    Da che mondo dall’Egitto, all’Assiria, a Babilonia, alla Media Persia, alla Grecia, a Roma, all’Inghilterra agli Stati Uniti il vero motivo è stato il POTERE, del nucleare hanno paura quanto un uomo ha paura della macchina a metano, poichè tante nazioni hanno il nucleare….ma l’obiettivo sono le armi di distruzioni di massa dell’Iraq e allo stesso modo essere ancor più vicini alla Russia e alla Cina.

  15. E’ in portoghese un servizio di Oglobo che dimostra il broglio di Mahmoud Ahmadinejad :

    1)In Brasile urne elettroniche spoglio di 40 milioni di voti 2 ore.
    2)Iran schede e spoglio manuale di 40.000.000 di schede dichiarazione del vincitore ci hanno messo 2 ore.
    Risultato neanche tanto empirico broglio.

    http://video.globo.com/Videos/Player/Noticias/0,,GIM1059836-7823-IRANIANOS+VAO+AS+RUAS+CONTRA+REELEICAO+DE+AHMADINEJAD,00.html

    Il resto è aria fritta. Se è tanto amato e aveva vinto perchè brogliare?

  16. 1- sì, hai ragione, mi scuso per il refuso.
    2- non credo di aver capito… azzardo io nel sostenere che le accuse dei sostenitori di Mousavi siano infondate?
    3- se le “cose” sono andate diversamente non sono io a doverlo dimostrare, né Ahmadinejad. Giustamente i dati potranno anche non essere definitivi, ma fino all’approvazione dei voti (entro 10 giorni) e del conseguente risultato di che altro si vuol parlare se non di questi numeri? Quello che francamente mi infastidisce è la presunzione con cui si proclama la “sicura” presenza di imbrogli. Da queste parti così come in Iran, è chi rivolge un’accusa che deve dimostrare di poterla sostenere; il solo atto di denuncia non è di per sé sufficiente ad auto-proclamarsi Verità.
    4- ancora, dai per scontato di conoscere i “veri” risultati delle elezioni negando che il 64% (circa) delle preferenze proiettate non siano espressione della maggioranza. Come lo sostieni? Per caso i voti dei giovani di Tehran contano più di quelli del resto del paese?
    5- e dagli col golpe e col complotto; beh, come detto sopra, sono genuinamente curioso di conoscere i fatti che provino questo “colpo di stato”.

    Sul sottoscritto, sostenitore (in quanto autore) dell’articolo, non grava nessun onere di gettare fango su persone indicate da altri che evidentemente la pensano diversamente. Inorridisco all’offerta di decapitazione, che declino: grazie al cielo nessuno dei candidati alle presidenziali in Iran è mio nemico. A me interessava solo condividere la mia opinione sui fatti di cronaca ed esprimere il mio sdegno per chi accusa senza portare argomentazioni a sostegno; per quanto mi riguarda, mi sembra di aver ricevuto un certo consenso e pur senza la presunzione di portare la Verità, evidentemente tanto illogici i miei ragionamenti non lo sono.

    Dammele tu, queste spiegazioni; anzi dimmi pure che c’entrano il figlio di Khomeini, Rezaei e Karroubi che sono curioso di scoprire come potrebbero essere collusi loro e non, ad esempio, Rafsanjani.

    Senza rancore, Amir.

  17. I sondaggi dell’ agenzia neutrale sostenuta da rokfeller, ritenuto uno dei massoni mondiali,
    indicava il vivnitore 2 a 1.
    Poi, secondo i modi di pensare, il vinvitore, considerando che forse aveva vinto il concorrente,
    sarebbe seppur estremista islamico anti usa ecc ecc, un fantoccio nelle mani degli usa ecc ecc.,,,
    altrimenti, i sondaggi-rokfeller, avrebbero gia’ tendenzialmente dato il perdente come vincente,
    tanto per influenzare.

    Verissimo, che a mano, nel giro di qualche ora, vagliare 40 milioni di voti, sembrerebbe impossibile, e quindi scatta il gia’ scontato…

    Io credo che l’ opposizione al vincitore, che fanno i sostenitori del perdente,
    sia fatta solo da loro, che comprende, da quanto dite e dicono, da donne, giovani, universitari, e laureati.
    Ma che il vero iran, e’ quello che ha votato, alla fine, e se altro ancora, nessuno di noi lo sa, e puo’ supporselo.

    La cosa schifosa, che non accetto, da chi ha fatto l’ articolo, e’ l’ appostrofare questa opposizione, come “GIOVANI IMPIASTRI”
    ACCIDENTI, SONO QUELLI CHE TUTTO IL MONDO SOPRATUTTO DI INTERNET, HA FORMATO, CONVINCENDOLI CHE IL LORO STATO E’ REGIME E’ ESTREMISTA, RETROGADO, e che un cambiamento, poterebbe alla democrazia. ECC ECC.
    Non si sputa, sulla democrazia che si vuole o vorrebbe, mettere nei piatti altrui.

    Non si dice che la media delle nuove generazioni, sia intellettualmente, culturalmente,
    e come formazione, sia all’ avanguardia, e ci darebbe pure del filo da torcere?

  18. Beh, allora torna su Vega e spiegaci la vita politica su quella stella…

  19. Obama oggi in un’intervista alla Cnbc ha detto “Penso che sia importante capire che, nonostante lo straordinario fermento in Iran, la differenza tra le politiche concrete di Ahmadinejad e di Moussavi non e’ tanto grande come appare. In entrambi i casi siamo di fronte a un regime ostile agli Stati Uniti”.
    E ora si aprano le danze della dietrologia…

  20. @myone

    Se eviti di strillare ti rispondo senza problemi.

    I giovani impiastri a cui mi riferivo nell’articolo in realtà non sono quelli iraniani, ma quelli che stanno altrove e fomentano il discontento senza a) sapere di cosa stanno protestando E/O b) fornire prove a sostegno delle loro “accuse”.
    Sono principalmente quelli che se ne vanno a sfilare davanti alle ambasciate oppure che, proprio attraverso internet (non mi verrai a dire che è univocamente un mezzo di illuminazione divina?), sfogano il loro malcontento (?) traendo automatica giustificazione dagli scontri nelle piazze per additare il paese come “regno del terrore”, “asse del male”, e via discorrendo.

    Ci si rende conto oppure no che coloro che parteggiano per Mousavi sono in grado semplicemente di dire “Io l’ha votato, perché non è stato eletto?”.
    Come se io e i “tanti” che conosco andassimo a votare X, e ci lamentassimo di un esito Y denunciando sicuri brogli.

    Poi, l’ho già scritto poco sopra in un altro commento, qui si sta facendo un gran polverone speculando unicamente sulla denuncia del perdente.
    Scendereste in piazza per un Franceschini che denuncia brogli dopo essere stato travolto dai voti a destra?
    Io ho solo ragionato sui fatti e credimi, non mi interessa sponsorizzare Ahmadinejad a prescindere.

    Col che non nego di ritenere che l’atteggiamento degli stessi iraniani e delle “onde verdi” sia dissennato, ma contrariamente a quanto tu possa credere, non perché a me piaccia questo tipo di “regime” come tanto va di moda chiamarlo o lo ritenga il migliore possibile, ma perché sono sicuro che attraverso una manifestazione del genere, circoscritta solo ad una parte della sola Tehran, ne varrà fuori solo una serie di violenze nel breve periodo ed un inasprimento della delegittimazione internazionale nel lungo.
    L’alternativa quale sarebbe? Una contro-rivoluzione? Bel modo di far progredire un paese come l’Iran.
    Eppure, qualsiasi cybernauta intellettualmente onesto dovrebbe riconoscere che le libertà civili e personali, che il popolo iraniano giustamente chiede, non possono essere “donate” o arraffate all’istante; vanno guadagnate brandello a brandello.

  21. quoto totalmente..

    è esattamente così.
    sono queste “divagazioni” che servono da corollario per capire di volta in volta che è sempre la stessa minestra servita dallo stesso cuoco.

  22. Non ho strillato, ho evidenziato.

    Alla fine, potrei dirti, che la penso anchi’ io cosi.
    Perdono, fanno casino, sono giovani, sono una minima parte, ecc ecc.

    Ma alla fine, rimane difficile, se vuoi, nella sua semplicita’, considerare come sono le cose.

    Se fanno delle stime, vengono dai massoni mondiali rokfeller, e anziche’ stimare il perdente, tanto per influenzare gia’ un andamento, sostengono chi ha (vinto)
    Cosi, gli usa, via cia, usano il vinvitore, che sotto le spoglie dell’ unico contrario mondiale, fa il doppio gioco. Che sia cosi’, che contestando isdraele e gli usa, gli stessi, prendono sempre piu’ largo nel loro fare?
    Poi, dicono che dopo due ore, sapevano gia’ gli esiti di 40 milioni di votanti, schede spogliate a mano.

    Si considera l’ Iran uno degli stati piu’ -democratici-, con rigore, dove vivono etnie, razze, religioni, stanno bene, sono all’ avanguardia, ecc ecc,
    poi lo si tinge come stato regime, fino al punto di dire che chi ha vinto ha perso e che chi ha perso ha vinto.

    Dicono pure che il 75% dei seggi sono stati manipolati, e correlati di denuncia.
    L’ opposizione, in un momento e’ dalla parte della ragione, poi in un secondo momento, e’ dalla parte del torto.
    Ma io dico, fra i vinventi, e parlo di massa, nessuno rivendica il suo voto.
    E per le strade, non ci sono alcune centinaia di manifestanti, ma decine e decine di miliaia di persone, e dalle immagini, non sono certamente tutti studenti scapestrati e esaltati.

    Che dire, non c’e’ verso di farsi un’ idea di quello che e’ stato e che e’,
    chi ce l’ ha l’ ha, ma agli occhi di tanti dubbi, sembra una presa di posizione, piu’ che una convinzione.

    Lasciamo che le cose stiano come sono, che giuste o no, alla fine, sono il risultato di quello che e’ e che c’e’.

    L’ unica puntualizzazione che conta, e che va presa e andrebbe presa dagli interessati, e’ che, una rivoluzione a questi modi, e’ un suicidio.

    Aspettiamo il verdetto della revisione dei voti.
    Aspettiamo le conseguenze e gli eventi.
    Tanto, detto o non detto, vero o non vero, non si cambia nulla di quello che e’ passato.

  23. Gia’ questo dire, dice tutto. Nessun spostamento su di uno o sull’ altro.
    Sembra una presa di posizione interna, in iran, fatta da un sistema impolverato, e una parte attiva della gente. Non pochi.
    Che diventino amici dell’ america, o che rimangano ad oltranza nemici dell’ america, l’ iran come e’ ora, o fra loro o per gli altri, dovra’ cambiare. Dove e come, e con chi, ancora non si sa’. La Russia, rimane una pietra fondamentale, ma solo per l’ ira di ora. Un domani, con un cambiamento, l’ iran si isolera’ dalla russia, per far posto agli usa.
    Non ci sono vie di mezzo.

  24. Ci sono ragioni fondate nel ricorso di candidati trombati, ragioni la cui metà basterebbe ad annnullare loe elezioni in un paese occidentale. Giusto per per buttarla lì: i rappresentanti di lista ha avuto accesso ai seggi elettorali né ai conteggi. Domanda: come reagirebbe un qualunque politico dell’ìopposizione in Italia se Maroni se ne uscisse con un foglietto a dire “ha vinto Bossi, buobna serata a tutti”?

    Ma comunque il problema non è mai stato il modo in cui ha reagito Moussavi. La gente non ha credutio al broglio perché il candidato ha parlato di brogli: è successo il contrario semmai. La gente è scesa nelle piazze certa del broglio ben prima che i candidati denunciassero apertamente dei brogli.

    Ora, se tre milioni di persone manifestano in una dimostrazione senza autorizzazione, e praticamente autocopnvocata, contro i brogli, e se ci sono già dei morti per questo, il problema non è più se i brogli ci siano stati o meno. Non vi pare?

    Il problema vero è: *perché* costoro sfidano botte, ferite, manganelli, persino la morte (basta farsi un giro su facebook)?

    Ora: c’è, qui sopra, quancuno con qualche idea sulla ragione di questo movimento, che non rimandi ad un complotto di nani vestiti doi nero chiusi in un sotterraneo, che ormai fa ridere anche i bambini? C’è qualcuno che riesca a inquadrare tutto questo in una dialettica tra classi sociali *locali*?

    Capisco che l’idea di una base sociale estesa della rivolta metta in discussione la certezza che in Iran “tutti odiano israele e l’america” e sono compatti disinteressandosi di tutti gli altri problemi della vita, cibo incluso. Ma forse non è questo il punto della rivolta, così, azzardo. Non vi pare?

    Su, prendete un po’ alla lettera la frase che sta in cima a questo sito: “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”.

    E saluti.

  25. Corrige:
    “nessuno dei rappresentanti di lista ha avuto accesso ai seggi elettorali né ai conteggi”.