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TANGENTOPOLI: VENT’ANNI DI MENZOGNE

DI GIANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it

Sono passati vent’anni da Mani Pulite eppure la cronaca giudiziaria riesce ad avere ancora la meglio sull’analisi storica dei fatti accaduti e mai pienamente chiariti. Ma la storia raccontata dai giudici non è tutta la storia di quel periodo caotico e devastante che spazzò via un’intera classe dirigente, dall’oggi al domani. I protagonisti, magistrati inquirenti e giudicanti di quella fase, tra lacrime finte e ammiccamenti alla pubblica opinione, sono tutti intervenuti sui Giornali per proseguire nella mistificazione della realtà con i loro raccontini moralistici su corruzione e ruberie che divennero intollerabili ed esondarono dai confini della legalità soltanto in quel preciso momento epocale, laddove quegli stessi togati avevano chiuso gli occhi per decenni sugli abusi dei partiti essendo tutti legati a qualche santo politico al quale dovevano la loro brillante carriera.Il pool di Milano ed i suoi antichi membri cercano ancora di oscurare la verità di una operazione internazionale che si servì della magistratura, la cui insincerità e doppiezza morale diviene viepiù intollerabile man mano che vengono a galla retroscena sconcertanti, per curvare il destino di una nazione che stava perdendo il suo status di bastione avanzato contro il comunismo dell’est.

Tangentopoli nasce proprio in questo clima di riassestamento geopolitico seguito alla caduta dell’URSS che imponeva una modifica degli assetti interni di quegli Stati, come l’Italia ma non solo, i quali, fino a quegli eventi, avevano fatto da cuscinetto e da piazzeforti collocate in prima linea a protezione dell’Occidente, per necessità degli Usa. L’unico non unitosi al coro delle esultazioni alla caduta del Muro di Berlino fu Giulio Andreotti il quale, evidentemente, intuì subito che quella sarebbe stata la rovina della Dc e degli equilibri europei e mondiali emersi dopo la II guerra mondiale, i quali contemplavano la DC al centro dell’arco costituzionale italiano in funzione anticomunista. Ma osserviamoli da vicino questi insigni uomini del pool di Milano, dal principale simbolo Antonio Di Pietro ai vari Davigo, D’Ambrosio, Colombo, Borrelli ecc. ecc.

Di Pietro ebbe una carriera in magistratura davvero folgorante, da ex poliziotto un po’ 007 (si cerca ancora di capire la natura dei suoi viaggi non autorizzati alle Seychelles alle calcagna del faccendiere Francesco Pazienza ricercato dall’intelligence di mezzo mondo ( www.ilgiornale.it )alle frequentazioni, anche da Pm, delle barbe finte come attesta la famosa foto che lo ritrae insieme a Bruno Contrada (il quale sarà arrestato qualche giorno dopo il banchetto di cui si parla) ed altri soggetti della Cia ( www.corriere.it ). Tonino da Montenero di Bisaccia prende la laurea “breve” in giurisprudenza in meno di tre anni ( www.ilgiornale.it), un fulmine del diritto che dà esami difficili a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro (1). Non ci sarebbe nulla di sospetto se non fosse che Tonino litiga con l’italiano come un ragazzo delle elementari. Poi riesce ad entrare in magistratura nonostante la Commissione esaminatrice inizialmente lo escluda.

Come racconta il Presidente della stessa, il giudice Carnevale, Di Pietro fu fatto passare per motivi diversi dalla preparazione richiesta ad un futuro magistrato: «Avevo letto il curriculum di Antonio Di Pietro: era stato emigrante, si era arrabattato molto, questo mi indusse a essere clemente. Se devo pentirmi di tutto, come pretendono molti, mi pento anche di aver fatto promuovere Di Pietro. Nei concorsi per magistrati non bisognerebbe tenere conto di considerazioni pietistiche. In base all’esame però non avrebbe meritato il voto minimo che gli abbiamo attribuito…». La verità è però un’altra, qualcuno di piuttosto influente suggerì a Carnevale e agli altri componenti della Commissione di essere buoni col contadino in cerca di fortuna e di farlo “come un favore che non si può rifiutare”. I verbali della pessima prova di Tonino furono pertanto stracciati e sostituiti con altri favorevoli al candidato (leggete le dichiarazioni dei chiamati in causa: qui ).

Dunque, Il Pubblico Ministero più giusto e irreprensibile d’Italia inizia la professione con una bella spintarella. Poi c’è Gerardo D’ambrosio il cui nome è tristemente legato alla storia dell’anarchico Giuseppe Pinelli, “suicidato” il 15 dicembre ’69, da una finestra della questura di Milano. Pinelli era stato accusato della strage di Piazza Fontana in seguito ad una montatura che aveva spinto la polizia a seguire la pista dei circoli sovversivi di estrema sinistra. Pinelli però da quella Questura, dove lo stavano interrogando, uscirà soltanto morto,dopo un salto dal 4° Piano. Successivamente vi fu una inchiesta ed un processo che terminò nel 1975. Il giudice asseverò la versione secondo cui Pinelli, sotto stress per gli interrogatori subiti, “si sarebbe sentito male e, invece di accasciarsi al suolo, avrebbe spiccato un “involontario balzo” fuori dalla finestra (???)” ( www.comedonchisciotte.org).

Il famigerato “malore attivo” attribuito all’anarchico milanese fu una bella trovata, indovinate di chi? Ma di Gerardo D’Ambrosio of course, il quale adesso sostiene che il pool non fece mai politica. Peccato che il succitato venga immediatamente smentito da un’altra sua collega all’interno dell’equipe milanese, Tiziana Parenti, presto allontanata dalla squadra dei vendicatori della legge per aver osato indagare sulle tangenti del PCI. Fu proprio D’Ambrosio a suggerirle di considerare un “vagone staccato” quello degli illeciti a sinistra, ma in sostanza non si voleva toccare quella parte politica per ragioni ancora tutte da sceverare. Infatti, dopo quella breve parentesi nessuno andò più a fondo in tale direzione. ( rassegna.camera.it ) . Ma D’Ambrosio non s’immischia di politica e difende il ruolo imparziale della magistratura, e poco vale se, con Saverio Borrelli, si ritrovò a firmare l’appello per la candidatura di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico.

Quanto a Gherardo Colombo forse è l’uomo che sapeva meglio degli altri le finalità di tangentopoli. Quest’ultimo dirà al suo omologo Misiani che la competenza di Milano sulle inchieste non era una questione giuridica. E se non era una questione giuridica di che natura era allora questa competenza? Forse politica?

Infine, Camillo Davigo che ora piange per una corruzione anche più vasta di prima e che sente sprecato il suo lavoro di ripulitura della società italiana dal ladrocinio pubblico e privato. E’ così risentito Davigo che ironizza su coloro i quali hanno in mano molti elementi per adombrare l’ipotesi del complotto internazionale che lui definisce pura stravaganza. Sarà, ma se un magistrato come lui sostiene che tali episodi di corruzione non erano risaputi dimostra esclusivamente due cose incontrovertibili: o che i giudici non sapevano fare il loro lavoro oppure, molto più semplicemente, che fingessero di non vedere così tanti reati per non inimicarsi una classe dirigente non ancora indebolita dagli avvenimenti mondiali. Ma non appena quest’ultima si è ritrovata nel vortice di una evenemenzialità geopolitica che le voltava le spalle, costoro, irreprensibili tutori della legge quando conviene, le hanno dato il colpo di grazia. Non vorrà mica Davigo darci a bere la favoletta secondo cui “Né i miei colleghi né io, pur avendo la percezione che i reati di concussione, corruzione, finanziamento illecito dei partiti politici e false comunicazioni sociali fossero ben più numerosi di quanto risultava dalle statistiche giudiziarie, immaginavamo le dimensioni dell’illegalità, quali emersero dalle indagini” ( www.ilquotidianoweb.it ). E come mai Mani Pulite improvvisamente si arrestò sul più bello, proprio mentre era giunto il momento di fare chiarezza sulle compartecipazioni oscure del PCI al potere consociativo, cosa che gli permetteva di entrare a piene mani nelle logiche spartitorie di quei tempi.

Noi invece pensiamo che non si era voluto coinvolgere il Partito Comunista, ormai non più tale dopo la svolta della Bolognina, per non far saltare l’intero sistema e questo, probabilmente, su consiglio degli stessi soggetti o gruppi che avevano dato il via libera ai magistrati per sferrare l’attacco alle basi dello Stato italiano. Tutti gli elementi qui elencati rafforzano la nostra convinzione circa l’esistenza di un’altra versione dei fatti che condussero a Mani Pulite. La chiameremo la versione Formica, sia perché questa sta emergendo lentamente da dietro la cortina fumogena delle versione ufficiale, sia in quanto la esplicita senza tentennamenti uno degli attori principali di quella stagione, l’ex ministro socialista Rino Formica ( rassegna.camera.it/).

Costui parla di un vero colpo di Stato organizzato dalla Cia e dall’FBI in Italia subito dopo “Berlino ’89″. Dice Formica: “L’intreccio tra politica, affari e partiti durava da cinquant’anni ma la questione morale diventa questione politica quando cambia la storia: fino al 1989 Italia e Germania avevano presidiato la frontiera ma con la caduta del Muro si comincia a temere per la stabilità dell’Italia”. In questa situazione i servizi segreti americani decidono che è il momento di liberarsi di gente troppo compromessa con assetti di potere ormai superati dagli eventi. Dopo mezzo secolo di cecità assoluta la magistratura riacquista improvvisamente la vista, ma Davigo ed i suoi colleghi non erano a conoscenza di tutto ciò perché probabilmente lui e gli altri vivevano su un pianeta dorato dove regnavano da sempre ordine, disciplina e bendaggi gratis per tutti i togati.

La smetta dunque di prenderci in giro e di lamentarsi dell’attuale putrefazione nazionale, perché questo è il premio ricevuto dagli italiani per aver creduto alle frottole giudiziarie di chi, volendo mondare i peccati della politica, si è liberto della seconda lasciandoci in eredità i primi quadruplicati. Ora siamo messi molto peggio di allora. Ai tempi della DC e del PSI, seppur sporche, avevamo ancora le mani per maneggiare il nostro destino.

Mani pulite ci ha segato le braccia e le gambe riducendoci ad una provincia oscura dell’impero senza più speranze. E’ dagli anni novanta che privati degli organi prensili offriamo il sedere al mondo affinché tutti, ma proprio tutti, possano prenderci a pedate sul di dietro. Bella rivoluzione del piffero!

Gianni Petrosillo
Fonte: www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/2012/02/20/tangentopoli-ventanni-di-menzogne/
20.02.2012

(1) LIBRETTO UNIVERSITARIO DI DI PIETRO

1975

28 maggio – Storia del diritto romano (400 pagine): 28/30

4 giugno – Istituzioni di diritto romano (700 pagine): 25/30

4 luglio – Istituzioni di diritto privato (1100 pagine e 2969 articoli del codice civile): 24/30.

10 novembre – Diritto costituzionale (700 pagine e 139 articoli): 30/30.

(data illeggibile) Diritto costituzionale comparato: 26/30.

1976

20 febbraio – Esegesi delle fonti del diritto italiano: 26/30

28 aprile – Contabilità dello Stato: 26/30

3 maggio – Diritto regionale e degli enti locali: 29/30

15 giugno – Diritto ecclesiastico: 26/30

1° ottobre – Diritto canonico (300 pagine): 28/30

25 ottobre – Diritto commerciale (1400 pagine): 27/30

30 novembre – Economia politica (700 pagine): 26/30

20 dicembre – Organizzazione internazionale: 27/30

1977

24 gennaio – Scienze delle finanze e diritto finanziario (800 pagine): 26/30

7 febbraio – Storia del diritto italiano (650 pagine): 28/30

31 marzo – Diritto processuale civile (1000 pagine e 831 articoli): 28/30

18 aprile – Diritto tributario (450 pagine): 27/30.

24 maggio – Diritto penale (1200 pagine, 734 articoli): 27/30

7 luglio – Procedura penale (1100 pagine, 675 articoli): 28/30

29 ottobre – Diritto civile (800 pagine): 25/30

1978

26 gennaio – Diritto amministrativo (1400 pagine): 28/30

19 luglio – Tesi in diritto costituzionale di 320 pagine e laurea.

Voto finale 108/110.

Pubblicato da Davide

  • fabiopon

    Caspita che fonte di informazioni: Il Giornale e Il Corriere!
    E poi “Ai tempi della DC e del PSI, seppur sporche, avevamo ancora le mani per maneggiare il nostro destino.”: non si dovrebbe scrivere in preda all’alcool!

  • fausto

    I fatti sono argomentati, e le fonti sono autorevoli. Se sei in grado di smentirle bene altrimenti dovresti tacere!

  • fabiopon

    Ma Il Giornale NON è una fonte di informazioni!

  • fabiopon

    Ribadisco: Ma Il Giornale NON è una fonte di informazioni!

  • fausto

    c’è di tutto dal corriere a comedonchisciotte al giornale al quotidiano…sei in grado di smentire le informazioni? se puoi fallo ed anche tu sarai più attendibile del giornale

  • fabiopon

    Non si possono smentire le “informazioni” di questo articolo perchè semplicemente non se ne trovano.
    Leggo solo un minestrone riscaldato e stantio di accuse penose, neppure degne di una rivista da parrucchiere!

  • fabiopon

    E poi mettere il libretto degli esami di DI Pietro…caspita che articolone!

  • fausto

    come ti sembra il libretto? onesto? rispondi a questo

  • Luposolitario

    “non si puo’ pervenire alla consapevolezza mediante altrui rivelazioni, ma solamente tramite un proprio percorso”……mi astengo dal commentare, ma riterrei che Petrosillo abbia fatto il suo.

  • GioCo

    fatica sprecata di fausto,
    le persone non selezionano le notizie per argomenti ma per fonti. Se capissero che il nocciolo è il modo in cui sono presi per il sedere proprio usando le fonti, allora forse avremmo un sacco di problemi in meno. Invece occorre chinare il capo all’evidenza.
    Ma restando in argomento, mani pulite è stato diretto in modo “magistrale”, segue uno schema di una scuola ormai collaudata da decenni in giro per il mondo: gli esempi si sprecano ma non pare che questo basti. Eppure basterebbe se ci fosse la volontà di comprendere.
    E’ evidente che il rincoglionimento collettivo a cui siamo sottoposti funziona al punto da far apparire chiunque tenti di indicare la terza via come filo-qualche cosa di sbagliato, come “il giornale” o “il corriere”, come se quelli che scrivono su queste testate fossero “tecnicamente incapaci” di scrivere in modo intelligente (o utile). Chiaro che l’intento di queste testate non è farci sapere la verità, ma condurre una guerra mediatica. Si tratta come sempre del confronto tra poteri di qualche genere, dove noi (che non abbiamo potere) abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare. Ma proprio questa guerra mediatica ci può restituire brandelli di verità … se solo ci fosse la volontà di coglierla …

  • RicBo

    questo articolo è interessante perchè riassume in poche righe lo scadimento delle scelte di CDC da un lato e la pochezza di certi sedicenti giornalisti dall’altro.
    la trovata più deliziosa è quella di pubblicare il libretto di Di Pietro, come se questo provasse qualcosa e non sia una trovata di cattivo gusto, poi considerare il giornale e il corriere fonti di informazione attendibile. se lo sono, allora anche dagospia va bene per assemblare questo calderone maleodorante di insinuazioni e accuse campate in aria fino a prefigurare il solito complotto CIA / FBI ovviamente senza una prova o un fatto dimostrabile, ma tanto non conta, basta nominarlo il Male Assoluto e non ci sono dubbi sul suo coinvolgimento no?

  • fausto

    il libretto di di pietro prova i sospetti ed il fatto che tu non veda nulla di strano prova che sei in malafede. E basta con queste fonti che diventate fonte d’imbecillità!!!

  • fausto

    I dipietristi e marcotravaglisti non vogliono mandarla giù, e tirano fuori discorsi sciocchi su fonti per non affrontare i temi. che vergogna costoro!!!

  • uhm

    la tesi però non è malvagia:
    La CIA avrebbe messo un poliziotto, ex muratore nella magistratura per eliminare la vecchia classe dirigente italiana a favore dell’allora PCI. Eh sì, non fa una piega…

    Lo scoop del giornale poi è la ciliegina sulla torta, senza contare che all’epoca gli appartenenti alle forze dell’ordine avevano uno “sconto” sul numero di esami, non mi sembra un’impresa così inarrivabile sostenere il ritmo di esami del tonino nazionale. Evidentemente il ragazzo si dava da fare ma nulla di più

  • ophiophagus

    Bell’articolo.
    Un paio di appunti: Tangentopoli non ha “fatto fuori un’intera classe politica”. Molti sono ancora lì a zompettare tra gli scrani del parlamento.

    Le date del libretto di Di pietro non mi sembrano così scandalosamente ravvicinate.

    Ultimamente ho smesso di sorprendermi, per cui non batterei un ciglio se davvero Tangentopoli fosse l’ennesimo caso di macchinazione d’oltreoceano; una cosa è certa…….I NOSTRI POLITICI RUBAVANO CHE ERA UNA MERAVIGLIA e i processi ci sono stati.

    E comunque la classe politica non ha imparato NULLA, sotto nessun punto di vista, da quella vicenda.

  • Gariznator

    perchè no? sul mio libretto figurano 5 esami dati in un mese… Non significa che abbia ricevuto spintarelle, semplicemente significa che ho dato gli esami durante il mese avendoli preparati nei mesi precedenti…

  • jake

    E anche su mani pulite la teoria del complotto esplode…. Petrosillo, ma non hai altro da fare?
    Che poi tu a supporto linki il Giornale e il Corriere è proprio da scompisciarsi dal ridere!
    Il peggior articolo pubblicato da CDC negli ultimi mesi!
    Fatti documentati cosa???? Il libretto di DiPietro…. Ma per piacere!
    ©ome detto da altri, un minestrone riscaldato e stantio di accuse penose, illazioni superficiali gossip degno di Signorini!

  • fausto

    non cè più sordo…

  • fausto

    laure in giurisprudenza in 31 mesi, un genio

  • fausto

    sono sconcertato. tutti i commentatori fingono di non vedere che di pietro, uno che non sa nemmeno la propria lingua, si è laureato in giurisprudenza in 31 mesi. e tutti fingono di non aver letto le dichiarazioni dei magistrati che lo hanno bocciato al concorso in magistratura. Vi meritate questa Italia serva. Vergognatevi!

  • nuvolenelcielo

    Articolo piuttosto interessante. Non capisco la negatività di alcuni commenti, è molto verosimile e probabile che dopo la caduta del muro di Berlino, la politica dell’Italia “occupata” abbia subito ingerenze americane, ovviamente dietro le quinte. O vogliamo pensare che negli anni di presidenza di George Bush senior, ex direttore della CIA, colui che ha coniato il termine “nuovo ordine mondiale”, gli Stati Uniti abbiano semplicemente brindato alla ritrovata integrità morale dell’Italia di Di Pietro fregandosene della situazione geopolitica?

  • dana74

    dove esattamente il giornale negli articoli linkati dall’autore sta mentendo o sbagliando?
    Ti dispiace circostanziare le accuse onde non sospettare tu sia discriminante e prevenuto?
    O forse l’Unità o il Fatto Quotidiano sono il verbo?

  • dana74

    il fatto che il PCI non fu indagato e processato spiega molto bene come proprio nella sinistra (o suoi eredi) gli Usa trovino il loro più fedele alleato.

  • tamerlano

    Quoto in pieno!!!

  • geopardy

    Erano, comunque, una massa di ladroni, aldilà dell’eventuale, ammesso e non concesso, motivo per cui possa essere scoppiata tangentopoli in quel momento.

    Il fatto è che oggi la corruzione è legalizzata come lo è, in un certo senso, anche negli negli Usa e, quindi, molto più difficile da catalogare come tale.

    Oggi in Italia, ad esempio, le joint venture pubblico-privato fioccano come neve ed hanno il beneplacet della legalità e lì se la girano come vogliono ottenendo risultati ben maggiori dell’allora classico metodo di corruzione, che, comunque, tale era.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Sotto, credo, ci sia anche la questione non da poco del finanziamento dei partiti (oltre che dell’arricchimento personale dei quadri politici e non solo, naturalmente), senza il quale non esisti politicamente in una società capitalista e, per di più, legata all’accesso ai media per imporsi sugli altri.

    Un serpente che si morde la coda, se non hai finanziamenti sempre crescenti non t’imponi, se non t’imponi non hai accesso al Bengodi del sistema, una spirale ancor più evidente oltre oceano.

    Alcuni l’hanno definita, invece che democrazia, plutocrazia, cioè, potere del denaro.

    Ciao

    Geo

  • Primadellesabbie

    Questa ricostruzione mi sembra una traccia attendibile, disegnata un po’ troppo ‘ da destra ‘. Ho sempre pensato in questo modo (ma non é un argomento). Inviterei l’autore a valutare il peso e quindi il ruolo che avrebbe potuto avere il Vaticano, una volta sciolta l’URSS, non dimenticando che il PCI era alla frutta per molte ragioni e indipendentemente da questi avvenimenti. Da considerare anche che il sistema di tangenti riorganizzato e “democratizzato” era diventato, all’epoca, maledettamente efficente e capillare. Credo importante anche ricordare che allora gli italiani erani ‘schierati’ ma non ancora rimbecilliti e spaventati dal fatto che incapaci e pericolose personalitá potessero emergere ed imporsi.
    Avrebbe potuto, questo Paese, diventare un incontrollabile laboratorio politico?

  • fabiopon

    Nessuno, che non abbia gli occhi e le orecchie foderate di prosciutto, crede al “tutti buoni di qua – tutti i cattivi di là” e questo vale naturalmente per tangentopoli e i suoi attori.
    Lo stesso è palese che i giudici e i magistrati si facciano spesso ancora oggi i propri interessi, ubbidendo a ordini di scuderie politiche/economiche (sui politici stendiamo un velo pietoso…).
    Per tangentopoli penso soltanto che i magistrati di allora si siano trovati, per sola combinazione, al momento giusto nel posto giusto: il crollo del muro di Berlino permetteva, anzi imponeva, “qualche” cambiamento e Milano sembrava il posto migliore da cui sparare, lontana da Roma. E che sia stata una rivoluzione di carta, visto come si sono organizzati bene i superstiti, lo vediamo.
    Resta il fatto che questo articolo è poco più di una trollata, dove mezze accuse da parte di fonti di proprietà dei maggiori accusati ( e quindi NON attendibili!) e scoop ridicoli, il libretto di Di Pietro, vengono mescolati malamente e confusamente senza aggiungere nulla di nuovo.
    Ogni tanto CDC scade di qualità o vuole soltanto alzare le visualizzazioni!

  • ws

    quindi anche tu hai dato 28 esami in 2.5 anni lavorando nel frattempo da commissario e avendo moglie e figli ? 🙂

  • ws

    la trovata più deliziosa è quella di pubblicare il libretto di Di Pietro, come se questo provasse qualcosa

    quantomeno prova che di pietro e’ un genio … 🙂

  • ws

    Bell’articolo. Un paio di appunti: Tangentopoli non ha “fatto fuori un’intera classe politica”. Molti sono ancora lì a zompettare tra gli scrani del parlamento

    no ha fatto fuori solo i big e quelli tu vedi “ancora li a zompettare” erano solo i loro portaborse……. piu’ ” svegli” 🙂

  • fabiopon

    Nessuno, che non abbia gli occhi e le orecchie foderate di prosciutto, crede al “tutti buoni di qua – tutti i cattivi di là” e questo vale naturalmente per tangentopoli e i suoi attori. Lo stesso è palese che i giudici e i magistrati si facciano spesso ancora oggi i propri interessi, ubbidendo a ordini di scuderie politiche/economiche (sui politici stendiamo un velo pietoso…). Per tangentopoli penso soltanto che i magistrati di allora si siano trovati, per sola combinazione, al momento giusto nel posto giusto: il crollo del muro di Berlino permetteva, anzi imponeva, “qualche” cambiamento e Milano sembrava il posto migliore da cui sparare, lontana da Roma. E che sia stata una rivoluzione di carta, visto come si sono organizzati bene i superstiti, lo vediamo. Resta il fatto che questo articolo è poco più di una trollata, dove mezze accuse da parte di fonti di proprietà dei maggiori accusati ( e quindi NON attendibili!) e scoop ridicoli, il libretto di Di Pietro, vengono mescolati malamente e confusamente senza aggiungere nulla di nuovo. Ogni tanto CDC scade di qualità o vuole soltanto alzare le visualizzazioni!

  • Giancarlo54

    Ottimo articolo e difficilmente confutabile.
    Oramai anche i sassi sanno che Mani Pulite fu tutto fuorchè una “lotta dei duri e puri della magistratura” contro lo stato corrotto e per uno stato eticamente presentabile.
    Quello che fa rabbia è che ci siano ancora dei dipietristi e travaglisti in serviizo permanente effettivo che affermano il contrario, Ma l’Italia è così: ci sono ancora, a 67 anni di distanza dalla caduta del fascismo, gli antifa in servizio permenente effettivo, per cui……

  • Giancarlo54

    E’ un fenomeno…..come Di Pietro.

  • giannipetrosillo

    Salve sono l’autore dell’articolo. Volevo dire che, a parte l’idiota che mi considera un troll il quale è evidentemente in male fede poichè al di là delle fonti ci sono le dichiarazioni virgolettate e mai smentite di alcuni soggetti in ballo da me citati(ma costui non sa leggere e si concentra sul libretto universitario di di pietro, laddove bastano le dichiarazioni del suo esaminatore Carnevale per capire di quale truffatore-traditore parliamo), mi sono limitato a riportare poche mie opinioni disegnando appena una cornice interpretativa degli eventi per collocare al meglio i vari pezzi del puzzle rinvenienti dalle parole dei protagonisti di quella fase. Non penso di essere andato così lontano dalla verità e non mi prendo meriti che non sono del tutto miei. Prima di me il mio maestro La Grassa (ed era il 1994) ci scrisse su un libretto (il teatro dell’assurdo) che iniziava a sceverare queste ipotesi. Un saluto.

  • Truman

    Il PCI fu indagato e qualcuno andò in galera. Primo Greganti fu uno di questi.
    http://www.blogoltre.it/inchieste/giustizia/puntata_3.html
    L’unico partito che mi risulta restò senza inquisiti fu il MSI (Movimento Sociale Italiano).

  • fabiopon

    Salve, sono “l’idiota”. Ho argomentato perchè considero questo articolo poco più di una trollata e lo confermo ancora di più, visto gli insulti. Ci sono persone che sinceramente fanno pena, soprattutto come articolisti.