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SUSSIDIO AI PRECARI E NEW DEAL DELLA DECRESCITA. OPPURE IL CAOS

DI DEBORA BILLI
crisis.blogosfere.it

Io non sono la lavandaia di Via dell’Oche (ovvero Pietro Cambi), e mi fido poco a fare i conti. Leggo però con interesse la proposta Franceschini per offrire un sussidio di disoccupazione ai 3 milioni di precari italici che prevedibilmente perderanno il posto nel 2009.

Naturalmente trattasi di proposta in pieno stile berlusconiano, “Vi togliamo l’ICI così ci votate”, allo scopo di mettere in difficoltà il governo e di suscitare simpatie al partito in un Paese che dal pessimismo scivola verso la disperazione. E’ vero altresì, che la proposta somiglia tanto al famoso “reddito di cittadinanza”, opzione di sinistra che più di sinistra non si può. Insomma, che Franceschini abbia detto una cosa di sinistra ci lascia basiti e contenti. Ulteriore osservazione: malgrado il teribbile communismo insito nell’idea del “sussidio a tutti”, occorre ricordare che tale usanza vige nella liberista Inghilterra ormai da molti anni. I sudditi di Sua Maestà percepiscono infatti, tutti, un assegno (più l’affitto!) quando restano disoccupati, e finché non arriva loro una nuova proposta di lavoro che sono però obbligati ad accettare.

In Italia di una cosa simile non si è mai parlato. Ci si provò qualche anno fa, con i “lavori socialmente utili”: era un’idea da new deal, forse non totalmente sbagliata in un Sud perennemente con le pezze al culo. Ma tant’è: ci si versò sopra tanto di quel fango che durarono poco. Avercene, adesso, di lavori socialmente utili…

Insomma, Franceschini ora ci prova. Il pensionato Monorchio fa due conti e inorridisce: ci vogliono 24 miliardi, per dare a tutti i precari un assegno di poco più di 800 euro al mese. Orrore e abominio, Maastricht, il debito pubblico, ragazzi non se ne parla proprio.

Eppure, bisognerebbe proprio parlarne. Centinaia di migliaia di persone in cassa integrazione e altre centinaia di migliaia in mezzo alla strada disegnano uno scenario di emergenza senza precedenti. E no, gli “aiuti alle banche, alle famiglie, alle imprese” che sbandiera il governo non bastano neanche per cominciare. Tremonti, che qualcuno mi accusa di amare, difende la scelta del new deal sulle infrastrutture. Roba da chiodi: come se in questo tragico momento storico fosse una buona idea investire sulle TAV, le autostrade, i trafori. Mi spiace, ma mentre il quadro generale è chiaro a Tremonti, la soluzione di Franceschini è decisamente più pragmatica. Franceschini, insomma, fa proposte da catastrofista pur non essendolo, mentre Tremonti è catastrofista a parole ma insensatamente ottimista quando si va al dunque. Che casino. E in tutto ciò si inserisce Letta a gamba tesa con l’ideona di prolungare l’età pensionabile: caro Letta, la tua fissa dovrai ancora rimandarla. Le aziende licenziano i quarantenni perché troppo vecchi, che facciamo, li costringiamo a tenersi i settantenni? Accomodati pure, se ci riesci…

Che lo Stato debba pesantemente metter mano al portafoglio è inevitabile. Che regalare quattrini sia una cavolata, è scontato. Che si debba pensare ad un new deal è sacrosanto. Eppure, forse c’è un modo per riuscire a mettere insieme le tre cose. Offrire un sussidio di disoccupazione ai precari, e contemporaneamente avviare un programma importante per le infrastrutture… ma infrastrutture che ci aiutino concretamente a vivere meglio nei prossimi difficili anni. Non la TAV, ma i trenini pendolari in provincia. Serviranno, a chi non usa più la macchina. Non nuove autostrade, ma manutenzione degli acquedotti (pubblici!): l’acqua costerà sempre di più. Non monumentali centrali nucleari, ma energia rinnovabile e diffusa. Non inutili inceneritori, ma bonifica generale di tutti i siti inquinati del Paese e trasformazione in aree per la produzione agricola di biocarburanti (non ci si può più produrre cibo). Non pomposi grattacieli e centri congressi per improbabili Expo o Olimpiadi, ma manutenzione di scuole ed ospedali.

Ci vuole un new deal che accompagni dolcemente la decrescita: il Paese, tra qualche tempo, dovrà vivere con meno. I cittadini se la passeranno male assai. E sarà fondamentale che le strutture e i servizi pubblici siano efficienti: ogni servizio in più, sono soldi in meno di cui una famiglia avrà bisogno. E al lavoro, pala e piccone, i precari e i disoccupati col sussidio: a casa prendi 400 euro, se vieni a lavorare per il Paese invece avrai uno stipendio.non si faranno mai. Mai! Non c’è tempo, non ci sono più risorse, stiamo scivolando nel caos generale. Un caos che, tra qualche anno, si dipanerà tra mozziconi di inutili cattedrali rimaste incompiute.

 

Suona sovietico? Chissenefrega. Suona ingenuo? Questo è probabile. Ma altrettanto ingenuo è pensare che i miliardoni di Monorchio vadano ai soliti prenditori traforisti, ricadendo poi per non si sa quale miracolo nelle tasche dei precari. E ingenuo è anche sognare centrali nucleari e ponti sugli stretti: non si faranno mai. Mai! Non c’è tempo, non ci sono più risorse, stiamo scivolando nel caos generale. Un caos che, tra qualche anno, si dipanerà tra mozziconi di inutili cattedrali rimaste incompiute.

Deboar Billi
Fonte: http://crisis.blogosfere.it/

Link: http://crisis.blogosfere.it/2009/03/sussidio-ai-precari-e-new-deal-della-decrescita.html
3.03.2009

Pubblicato da Davide

  • Pausania

    Che lo Stato debba pesantemente metter mano al portafoglio è inevitabile.

    Certo, lo Stato altro non può fare… peccato però che il portafoglio sia il nostro, non il suo.

    Che regalare quattrini sia una cavolata, è scontato.

    Dice questo dopo aver elogiato l’Inghilterra che da il reddito di cittadinanza a tutti.

    Che si debba pensare ad un new deal è sacrosanto.

    Certo, ha parte l’irrilevante particolare che il New Deal non servì a niente. Ma vogliamo perderci dietro alle sottigliezze?

    Eppure, forse c’è un modo per riuscire a mettere insieme le tre cose.

    Certo, basta inventarsi il reddito di cittadinanza: spesa pubblica di soldi regalati a chiunque mettendogli nome “niu dial”.

    E sarà fondamentale che le strutture e i servizi pubblici siano efficienti: ogni servizio in più, sono soldi in meno di cui una famiglia avrà bisogno.

    Ma da dove salta fuori questa? Ogni soldo speso per i serivizi pubblici è un soldo preso dalle tasche delle famiglie. Crede forse costei che i soldi lo Stato li crei per partenogenesi? Andiamo avanti così…

  • Cornelia

    Si Pausania, morte allo Stato, viva la libertà ecc. ecc.
    Lo sa tutta la Rete ormai come la pensi he heeee!!!

  • Pausania

    Dimmi Cornelia, dove avrei scritto “morte allo Stato”? “Viva la libertà” mi piace come slogan, per cui lo faccio mio volentieri.

    O forse la tua concisa critica stava a significare “il New Deal ha funzionato perfettamente” e “se lo Stato spende un soldo, non è vero che lo prende dalle tasche delle famiglie, ma altrove”?

    Sono curioso.

  • portoBF

    Certo che se centinaia di migliaia di persone perderanno il lavoro…….
    non c’è molto da scegliere per il governo, i soldi per queste famiglie li deve trovare, altrimenti sono cazzi, perchè quando un padre di famiglia non riesce più a dar da mangiare ai figli, si incazza, ma proprio tanto, e poi hai voglia a mandare l’esercito per le strade.
    In conclusione, il governo è meglio che ci pensi bene prima di consegnare miliardi di euro alla fiat, che è mantenuta da una vita dagli Italiani, sempre sotto ricatto perchè se non gli dai i miliardi “deve purtroppo, ma deve” licenziare migliaia di operai……Adesso basta!

  • francesco67

    …Non la TAV, ma i trenini pendolari in provincia. Serviranno, a chi non usa più la macchina. Non nuove autostrade, ma manutenzione degli acquedotti (pubblici!): l’acqua costerà sempre di più. Non monumentali centrali nucleari, ma energia rinnovabile e diffusa. Non inutili inceneritori, ma bonifica generale di tutti i siti inquinati del Paese e trasformazione in aree per la produzione agricola di biocarburanti (non ci si può più produrre cibo). Non pomposi grattacieli e centri congressi per improbabili Expo o Olimpiadi, ma manutenzione di scuole ed ospedali…
    credi davvero che ai politici ed a chi ha veramente il potere possano interessare queste proposte???

  • marcello1950

    LA PROPOSTA NON E’ NE’ DI SINISTRA NE DI DESTRA E DI RIEQUILIBRIO DEL SISTEMA per impedire il collasso
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    Se non passa la proposta i precari tireranno la cinghia ma migliaia di commerciati falliranno e poi falliranno a ruota altre migliaia di piccole imprese
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    se lo stato non spende i tre, quattro, dieci miliardi per i precari perderà 15 20 miliardi di minori tasse,
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    NOI SIAMO UN SISTEMA COMPLESSO E non un capitalismo (Marx ha rubato il cervello agli stupidi ed agli ingenui anche se hanno il titolo di dottori) in Russia non crearono ll socialismo ma invece distrussero la complessità di un sistema economico occidentale ed andarono in fallimento,
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    LA STESSA COSA HA FATTO L’AMERICA CON LA FINANZA CREATIVA E LA DELOCALIZZAZIONE DELLE IMPRESE HA RIDOTTO TUTTA L’ECONOMIA A FINANZA (ha solo distrutto una economia complessa) ed è andata incontro alla logica conclusione.

  • marcello1950

    AH HO DIMENTICATO DI AGGIUNGERE
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    ANCHE IN ITALIA DA 18 ANNI I PARTITI SIA DI DESTRA E CHE DI SINISTRA HANNO STABILITO CHE DARE AI LAVORATORI DIPENDENTI UN REDDITO DECENTE PER VIVERE E’ UN INUTILE SPRECO …………………………………………………………………………………………………………………………….
    HANNO CREATO UN SISTEMA E’ ASSOLUTAMENTE SQUILIBRATO ……………………………………………………………………………………………………………………………
    SOLO LA STUPIDITA’ DI EX MARXISTI (ANCHE TREMONTI LO ERA) O RAZIONALISTI BOCCONIANI PUO’ PENSARE CHE IL SISTEMA SI RIEQUILIBRIA RIDUCENDO LA SPESA DELLO STATO, RIDUCENDO GLI STIPENDI, LICENZIANDO I PRECARI, SMANTELLANDO LA SCUOLA PUBBLICA E L’UNIVERSITA’, E PROSSIMAMENTE DISTRUGENDO IL SERVIZIO SANITARIO
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    DOPO CHE AVRANNO DISTRUTTO TUTTO PERCHE’ FALLIRANNO A RUOTA IMPRESE CROLLERANNO I PROFITTI E DOVRANNO RIDURSI GLI STIPENDI E LICENZIARE AHCHE POLIZIA (COME STANNO COMINCIANDO A FARE)E GIUDICI A GOVERNARE UNA NAZIONE IN ROVINA COMPLETA.
    8Ssalvo poi assumere un esercito di contrattors per salvarsi dalla furia popolare che li vorra uccidere.

  • sultano96

    Sig.ra Debora Billi lei è in innumerevole compagnia, come si può notare anche dai commenti che mi hanno preceduto, nella sua incommensurabile inconsapevolezza! E’ solamente sua la responsabilità di non conoscere l’esistenza dell’antropocrazia, contemplante il reddito di cittadinanza ed il modo per finanziarlo. Questo progetto è in essere da prima che Franceschini si affacciasse in questo pianeta e mi scusi se è poco! Non è mia la responsabilità se lei, come gli altri, è ancora ferma all’epoca della clava. L’ISTAT sostiene, attraverso le sue statistiche, che il popolo italiano è mediamente alfabettizzato, conseguentemente la sua classe dirigente non può essere molto più evoluta della base, quindi non può andar oltre al pallottoliere e tutto quello che sa d’informatica puzza di zolfo! Fortunatamente, esistendo la reincarnazione o le vite parallele, cmq avremmo modo di sincerarsi dell’evoluzione che diuturnamente la società subirà, suo malgrado, in eoni di anni.

  • duca

    Ma secodo te i soldi regalati a Colaninno per l’Alitalia, i soldi regalati a Gheddafi, i soldi per “le grandi opere” che non si faranno mai e finiranno in tasca ai soliti noti, quelli, da dove vengono? Dalle casse di Arcore?
    Allora se tanto lo Stato pesca comunque dalle nostre tasche, almeno redistribuisca questi soldi in attività e investimetni che siano utili a tutti e non ai soliti oligarchi… Non era Tremonti che diceva di voler fare il Robin Hood?

  • Pausania

    Ma secodo te i soldi regalati a Colaninno per l’Alitalia, i soldi regalati a Gheddafi, i soldi per “le grandi opere” che non si faranno mai e finiranno in tasca ai soliti noti, quelli, da dove vengono? Dalle casse di Arcore?

    No, vengono dalle tasche della povera gente che non arriva a fine mese. Come tutti i soldi spesi dallo Stato. Non ho capito il senso dell’obiezione, però.

    Allora se tanto lo Stato pesca comunque dalle nostre tasche, almeno redistribuisca questi soldi in attività e investimetni che siano utili a tutti e non ai soliti oligarchi…

    E dimmi: dove sta scritto che lo Stato deve pescare comunque nelle nostre tasche? C’è una motivazione specifica o lo diamo per scontato?

    Gli investimenti statali sul modello New Deal non hanno funzionato, perché il New Deal non ha funzionato. Ora, se tu vuoi dirmi per quale motivo dovremmo applicare un modello che non ha funzionato, te ne sarei immensamente grato, perché io proprio non ne vedo la ragione.

    Forse c’é una ragione per cui il New Deal non ha funzionato in America, ma se lo facciamo noi sì. Probabilmente sono uno dei pochi a non conoscerla, non ho problemi ad ammettere la mia ignoranza.

    Non era Tremonti che diceva di voler fare il Robin Hood?

    Sicuramente la parte del “rubare” gli verrà bene.

  • PIEROROLLA
  • Marcusdardi

    Sono totalmente daccordo con Debora, finalmente vedo scritte delle sagge parole. Sono d’accordo col concetto di decrescita e sostengo da tempo, anzi lo canto nei miei brani di tenore comico, che occorre tornare al Buonsenso come unica guida. Non possiamo continuare a inseguire un modello di sviluppo che si è dimostrato ciclicamente errato e che oggi raschia il fondo. Dovremmo lavorare tutti 30 ore alla settimana, avere salari adeguati, avere infrastrutture e servizi svincolati dalle logiche di budget e di profitto. Bisogna insomma ridisegnare un modello di sviluppo in base alle esigenze dell’umanità e non asservito agli interessi economici di parte.
    Marcusdardi