SU LUCIO DALLA E GLI SCOMPARSI AD ARTE IN VITA

SU LUCIO DALLA E GLI SCOMPARSI AD ARTE IN VITA

DI ALDO BUSI

altriabusi.it

Conta di più la vita o l´opera? L´opera, se la vita ne è la superflua coerenza. Se la vita non è coerente con l’opera che produce, il dibattito resta aperto, ma non per me: non conta né l´una né l’altra, entrambe contano solo per l´occasione sprecata di farne tutt´uno. Quindi, via, giù nell´imbuto dell’oblio delle cose che ne nascondono troppe altre per non appartenere più alla fogna dell’arrivare con meno problemi al ventisette del proprio mese che al ruscello di acqua davvero sorgiva e ristoratrice in tutte le sue preziose molecole per l’umanità assetata.
Anch’io, come Joseph Hansen, penso che “un Dostoevskij che non accenna alla sua epilessia o alla sua dipendenza dal gioco” non sarebbe arrivato lontano e che è superflua ogni opera di chi, invece di raccontare innanzitutto di quanto gli è più prossimo e sa perché accade in lui, fa un balzello in avanti per rimuovere l’indicibile e fastidioso ostacolo della sua umanità per quel che è e si cimenta con i grandi orizzonti esistenziali tanto più gratificanti, che poi risultano essere striminziti tra i piccoli paraocchi di un lirismo demagogico o di una sociologia d’accatto, grazie ai quali arriverà alla santificazione del popolo bue, così attento a glorificarsi attraverso i suoi campioni del sentimentalismo universale.

E´uno scarto psichico inevitabile, una sensazione di imbarazzo, un sapore di fregatura sistematica: un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotta della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l’omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata. Non vedi l’omaggio alla donna, vedi la ridicola falsità e la necessità estetica per conto terzi che vi soggiace.

Ho sempre pensato che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro – le sue interviste sono un vero florilegio di banalità in ossequio alla morale comune e all’autorità costituita, alla maniera di Celentano, che a me non piace nemmeno quando canta – e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo (l’arte, il fine superiore e balle varie) pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata.

Ho sempre pensato, senza mai lasciargli il tempo di aprire bocca per cantare, che un artista che si fa un problema di un tale nonnulla sessuale e che così sessisticamente ruminando offende tutti coloro che, con grande sprezzo del rischio e grossi patimenti personali, hanno ribaltato lo pseudoproblema addosso a chi gli imponeva di farsene uno, sia un povero cristo scansafatiche indegno di altra attenzione.

I ben documentati rapporti di Dalla con Craxi e l´Opus Dei, nonché con l’angelo custode che dichiarò di avere visto al suo fianco, me lo rendono poi addirittura indigesto, per amore della pila sapeva individuare bene dove andare a fare il baciapile, non erano certo le protezioni in alto loco a mancargli, era trasgressivo dove esserlo è di moda e alla portata di qualunque reazionario di mondo, anche se gli sono debitore di molte risate allorché fece un programma televisivo con Sabrina Ferilli in cui si sforzava di dare a vedere che la desiderava – invano, per sua fortuna, e non certo perché fosse di una struggente laidezza fisica.


Non so se le canzoni di Dalla sono belle o brutte, come ne sento l´attacco alla radio, spengo. In questo senso, è in buona compagnia, tutta di autorinnegati di successo. Ve la lascio tutta, o prefiche e sorcini degli scomparsi ad arte già in vita. Io, da parte mia, continuerò a pensare che i veri eroi di Bologna sono i famigliari delle vittime della Uno Bianca e della strage della stazione ferroviaria rimasta impunita, eroi silenziosi sempre più dimenticati, quasi rimossi, attorno a loro io non smetterò un istante di stringermi in un cordoglio senza fine, e purtroppo senza pace.

Aldo Busi

Fonte: www.altriabusi.it

Link: http://www.altriabusi.it/2012/03/03/su-lucio-dalla-e-sugli-scomparsi-ad-arte-gia-in-vita/

3.03.2012

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Commenti (41)

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    1. embros13 6 marzo 2012

      Sugli "autorinnegati di successo": a parer mio per arrivare al successo e rimanerci devi per forza essere un autorinnegato, Busi compreso. Chi fa parte dello star system non si puó permettere posizioni di pensiero indipendenti ed il compromesso diventa come la propria ombra.

    1. geopardy 6 marzo 2012

      In sostanza asseriva di essere sconvolto perchè avevano attaccato la base della nostra civiltà moderna, quell'America, a suo dire, che ci rende tutti fondamentalmente americani e lui si sentiva in buona parte figlio d'oltreoceano.

      Adesso, ognuno può sentirsi come gli pare, ma far trasparire il "guai chi tocca gli Usa" dalle considerazioni di un tale artista mi ha fatto trasalire.

      Se avesse detto che musicalmente abbiamo acquisito i modi del jazz e del Blues, ok, ma, se questo fosse stato il suo intento, associare due alte forme musicali (oltretutto, derivanti da una feroce repressione e forma di schiavismo, proprie di quell'America rappresentata dalle torri gemelle) a quello che sgnificava ed hanno significato per il mondo le due Twin Towers, sarebbe stata già un'operazione terribile.

      Se, poi, non fosse stato neanche questo l'intento delle sue parole, allora mi dissocio ancor più, perchè ritengo (sempre pendendo la bilancia dalla parte della sua buona fede) ci fosse di base una profonda ignoranza (nel senso di ignorare) ed una certa superficialità di giudizio nel riferirsi come a un faro per tutti noi, riferendosi alla distruzione di quella struttura di procacciatori d'affari ed ingannatori finto liberi rappresentata dalle torri, che saranno sicuramente parte importante degli Usa, ma rappresentano una realtà molto elitaria.

      Magari non avrà riflettuto molto sul significato che avevano per il mondo del business, ma l'intervista non era a caldo, che mi ricordi.

      In ogni caso, comunque, è stato un grande il nostro Lucio, bisogna dirlo.

      Ciao

      Geo

    1. IVANOE 6 marzo 2012

      Nemmeno a me convinceva molto lucio dalla.
      Il precursore dei cantautori travestiti da snistri seguiti da de gregori, venditti, guccini che hanno dimostrato poi in vita che se ne fregavano altamente dei problemi della gente ed usavano la loro maschera di finti alternatvi per vendere i dischi proprio ai poveri cristi che lavoravano per due lire in cantiere...Il post di cui non conoscevo i risvolti non fa altro che avvalorare la mia tesi.

    1. morello 6 marzo 2012

      che dichiarazioni ha fatto dopo le twin towers?

    1. Jor-el 6 marzo 2012

      Sono d'accordo. Sono d'accordo soprattutto nel punto in cui dici che a te la musica di Dalla piaceva e non ti interessa troppo sapere del perché e del percome dei suoi testi. Giusto. ------
      Ma il punto è proprio questo. A Busi Dalla non piace. E io lo capisco, perché non piace neppure a me! Partendo da questo, Busi si chiede perché un arista tanto apprezzato e amato come Dalla non gli piaccia. E si è dato una risposta.

    1. geopardy 6 marzo 2012

      Premetto che Aldo Busi mi sta simpatico.

      In questo caso sembra il Barbard degli omosessuali.

      Io ho la verità ed i suoi modi, mentre tu, qualunque cosa faccia o di qualunque cosa ti osccupi, anche se di gran successo, non dichiarandoti mio simile pur essendolo e nel modo in cui lo pretendo, non hai alcun valore.

      Per il resto, anch'io ho perso molta simpatia per la persona di Dalla, dopo aver sentito le sue dichiarazioni sugli attentati alle Twin Towers, ma questo non c'entra con la grandezza dell'artista.

      Ciao

      Geo

    1. cirano60 5 marzo 2012

      Per busi il suo bius del cul è l'ombelico del mondo che fagocita tutti gli i momenti
      della vita anche i più tristi; qui intravedo la gelosia di uno che si definisce scrittore nei confronti del grande artista quale è stato Lucio Dalla, certo non tutte le sue canzoni sono capolavori ma alcune sì.
      Devo dire che ho trovato difficoltà a leggere il "pezzo" di busi , a parte che suona completamente sgrammaticato, ma il discorso è un costrutto pretestuoso e incomprensibile direi quasi stitico.

    1. Allarmerosso 5 marzo 2012

      Cosa vuol dire che a camera ardente chiusa e a corpo sepolto questo discorso si potrà fare ? mi sembra uhn discorso un po' ipocrita il tuo senza offesa intediamoci !

    1. carloslage 5 marzo 2012

      Tutti gli artisti che raggiungono e mantengono un certo livello di notorieta' sono "amici" del potere,lo e' anche Busi.Qualche compromesso e' non solo la norma ma la normalita'.Non si puo' poi sindacare sulla forma canzone che puo' essere scritta per se o per gli altri,a me,le canzoni d'amore di Dalla piacevano e non m'interessa se avessero per protagonista "originario" un uomo od una donna.L'identita' di genere sbandierata e urlata e' di gran moda ma ritengo che ognuno possa decidere per se stesso senza essere tacciato di essere falso od incoerente soprattutto nel mondo creativo e immaginifico dell'arte sia pure popolare e leggera.Tutti quanti siamo a volte meschini e a volte eccezionali e cosi' sara' stato anche Dalla.Amen

    1. carloslage 5 marzo 2012

      Tutti gli artisti che raggiungono e mantengono un certo livello di notorieta' sono "amici" del potere,lo e' anche Busi.Qualche compromesso e' non solo la norma ma la normalita'.Non si puo' poi sindacare sulla forma canzone che puo' essere scritta per se' o per gli altri,a me,le canzoni d'amore di Dalla piacevano e non m'interessa se avessero per protagonista "originario" un uomo od una donna.L'identita' di genere sbandierata e urlata e' di gran moda ma ritengo che ognuno possa decidere per se stesso senza essere tacciato di essere falso od incoerente soprattutto nel mondo creativo e immaginifico dell'arte sia pure popolare e leggera.Tutti quanti siamo a volte meschini e a volte eccezionali e cosi' sara' stato anche Dalla.Chi non e' colpevole scagli la prima pietra.

    1. carloslage 5 marzo 2012

      Tutti gli artisti che raggiungono e mantengono un certo livello di notorieta' sono "amici" del potere,lo e' anche Busi.Qualche compromesso e' non solo la norma ma la normalita'.Non si puo' poi sindacare sulla forma canzone che puo' essere scritta per se o per gli altri,a me,le canzoni d'amore di Dalla piacevano e non m'interessa se avessero per protagonista "originario" un uomo od una donna.L'identita' di genere sbandierata e urlata e' di gran moda ma ritengo che ognuno possa decidere per se stesso senza essere tacciato di essere falso od incoerente soprattutto nel mondo creativo e immaginifico dell'arte sia pure popolare e leggera.Tutti quanti siamo a volte meschini e a volte eccezionali e cosi' sara' stato anche Dalla.Amen

    1. lpv 5 marzo 2012

      Come ogni forma di espressione artistica, anche la musica è innanzitutto emozione di chi ascolta. Come ogni forma di espressione artistica, il significato di un'opera è puramente soggettivo.

      Non ha senso parlare del fatto che Dalla fosse "incoerente" per le dediche femminili delle sue canzoni. Queste resteranno comunque tra le cose migliori che l'Italia abbia creato nell'ultimo secolo. Hanno fatto emozionare le persone, e ognuna di queste in modo diverso.
      L'arte è cuore, emozione, è irrazionale per definizione. Non ha senso cercarci dentro logica e coerenza. Sorvoliamo poi sul predicatore Busi, lui sì "moderato" nelle sue esibizioni impietose e nelle tante esperienze "culturali" di cui è stato protagonista in tv.

    1. antiUsrael 5 marzo 2012

      Grande Lucio non ha avuto bisogno della spintarella della gaylobby per avere successo,ma se l'è guadagnato per meriti veri e ha preferito tenere le sue tendenze sessuali private anziche cavalcare la tigre come molti personaggi inutili portati oggi alla ribaltà solo perchè fanno outing.
      Busi sei ripugnante.

    1. WarezSan 5 marzo 2012

      Articolo pessimo, ridicolo e scritto con un tono da checca isterica e insoddisfatta.
      Ci sarebbe molto da dire, ma questo volta il silenzio e' l'unica risposta.

      Io dalla l'ho conosciuto a Bologna, come molti altri bolognesi, e posso dire che l'ho trovato di un'umilta' e una semplicita' disarmante.

      Poi mi rendo conto che molti, dietro una tastiera sono prontissimi a fare i bastian contrari solo per seguire la scia del "controinformatore" ad ogni costo.
      Resta il fatto che, forse, sarebbe il caso di ritrovare il giusto equilibrio.

      Almeno davanti alla morte di una persona che non ha mai fatto del male a nessuno.

    1. WarezSan 5 marzo 2012

      Da quando si valutano le persone non per i concetti che esprimono ma per quello che rappresentano?
      Mi sembra che qui si scada nel patetico.

    1. yiliek 4 marzo 2012

      Sticazzi! my compliments!

    1. yiliek 4 marzo 2012

      stafucking quoto ah io sono etero comunque e chissenefrega comunque di più, però ho fatto outing! :)

    1. yiliek 4 marzo 2012

      Ma che centra Dalla con le chiacchiere sulla sua morte? è morto uno ricco e allora? se li è guadagnati a suon di capolavori e non mi pare che abbia ammazzato qualcuno per guadagnarseli!
      poi la storia dell'outing,adesso se uno è gay ha l'obbligo di dichiararlo a tutto il mondo?????? poi da che pulpito, da quel culo rotto radical schic (che sa scrivere in italiano) di aldo busi!
      Annamo bene!

    1. yiliek 4 marzo 2012

      sono d'accordo con te Ricbo, e comunque un artista non deve per forza dichiarare se stesso nelle opere che crea NON STA SCRITTO DA NESSUNA PARTE!!!!!!!

    1. rebel69 4 marzo 2012

      Che probabilmente dopo tante belle canzoni si sia un po' commercializzato è vero,ma nulla toglie che abbia scritto dei bellissimi pezzi.Poi da che pulpito viene la predica,Busi ha partecipato a diversi programmi spazzatura probabilmente perchè anche lui ci tiene al 27 del mese.A Busi domanderei se secondo lui un artista etero dovrebbe fare una specie di out ing per affermarlo,ad esempio ogni volta che si presenta o viene intervistato:salve sono Vasco Rossi e mi piace la fica.Oppure non lo è,perché se non lo è non capisco perché è tanto furioso se Dalla non lo abbia mai detto pubblicamente.A me sembra che Comedonchisciotte ha pubblicato l'articolo di una checca rancorosa.Certo che la diretta su SKY dei funerali sono stati veramente esagerati per un bravo cantante.Non ricordo se due grandi e veri artisti come Fabrizio De Andrè o Rino Gaetano che nelle loro canzoni non parlavano solo d'amore ma mandavano messaggi dirompenti,alla loro morte abbiano avuto lo stesso clamore.Ma siamo in Italia e chi è qua che legge sa come vanno queste cose

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