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STUDIO SHOCK: LE MAMMOGRAFIE SONO UNA BUFALA MEDICA

DI MIKE ADAMS
naturalnews.com

Studio shock: Le mammografie sono una bufala medica, oltre un milione di donne americane danneggiate da “trattamenti” non necessari per tumori che non hanno mai avuto.

La mammografia è una crudele bufala medica. Come ho descritto qui su Natural News più di una volta, lo scopo principale della mammografia non è “salvare” donne dal cancro, ma reclutarle come falsi positivi per spaventarle e portarle a sottoporsi a trattamenti costosi e tossici come la chemioterapia, le radiazioni e la chirurgia.
Il “piccolo sporco segreto” dell’industria del cancro è che proprio gli stessi oncologi che terrorizzano le donne con la falsa credenza di avere un cancro sono quelli che realizzano enormi profitti vendendo loro i chemioterapici. Il conflitto di interessi e l’abbandono dell’etica nell’industria del cancro lascia senza fiato.

Ora, un nuovo studio scientifico ha confermato esattamente quello da cui ho messo in guardia i lettori per anni: la maggior parte delle donne con “diagnosi” di cancro tramite mammografia non hanno mai avuto il cancro, ed è solo l’inizio.

Il 93% delle “diagnosi precoci” non ha alcun beneficio per il paziente

Questa è la conclusione del pionieristico studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. (1)

“Abbiamo riscontrato che l’introduzione dello screening ha portato 1,5 milioni di donne alla diagnosi di cancro alla mammella in fase iniziale” scrive il co-autore dello studio Dr. Gilbert Welch.

Ora, a prima vista questa potrebbe sembrare una buona notizia. Potreste pensare “Beh, la diagnosi precoce salva delle vite, proprio come ci hanno detto Komen e le associazioni no-profit riguardo il cancro”. Ma sbagliereste. Come scoperto dal team del Dr. Welch, virtualmente non vi è stata riduzione degli stadi terminali del cancro alla mammella a partire da tutte queste diagnosi precoci, e questo significa che alla maggior parte delle donne a cui è stato detto di avere il cancro alla mammella dopo una mammografia è stato mentito.

Così continua il dottore

“Abbiamo scoperto che ci sono state solo 0,1 milioni di donne in meno con una diagnosi di cancro alla mammella in fase terminale. La discrepanza significa che c’è stata molta diagnosi inutile ed esagerata: a più di un milione di donne è stato detto di avere un cancro in fase iniziale –molte delle quali hanno subito chirurgia, chemioterapia o radiazioni per un cancro che non le avrebbe mai fatte stare male. Anche se è impossibile sapere chi siano queste donne, il danno è evidente e serio”.

Si, lo è. Infatti, se fate il calcolo, 0,1 milioni di donne in meno con un cancro in fase terminale rispetto ad 1,5 milioni di diagnosi precoci significa che si ha avuto un falso positivo nel 93% dei casi; questo significa che non si sarebbe in ogni caso arrivati alla fase di cancro terminale.

Chemioterapia, radiazioni e chirurgia oncologica sono in gran parte bufale

Secondo quanto detto dagli scienziati, “il cancro alla mammella è stato over-diagnosticato (cioè sono stati trovati tumori in fase di screening ma questi non avrebbero mai portato a sintomi clinici) in almeno 1,3 milioni di donne americane negli ultimi 30 anni.”

Gli oncologi di queste donne hanno mentito: “se non acconsentite al trattamento, morirete entro sei mesi” (o due anni, o qualsiasi tipo di scansione fraudolenta essi usino).

Sotto la minaccia di questa paura, la maggior parte delle donne si piegava e acconsentiva a iniziare il trattamento – spesso nello stesso giorno della falsa diagnosi. Questo cosiddetto trattamento consiste in una iniezione di sostanze chimiche mortali che fanno la fortuna degli oncologi che le vendono ai loro stessi pazienti. Si, è così: le cliniche oncologiche e i centri di trattamento del cancro fanno profitti enormi sui chemioterapici che vendono ai loro pazienti – gli stessi pazienti che spaventano e dirigono verso il trattamento con mammografie falsamente positive.

Ignorando il quasi totale fallimento della mammografia da un punto di vista scientifico, la propaganda continua a spingere verso questa tecnica in maniera assordante. Come il Dr. Welch spiega in questo articolo del New York Times (2):

“Nessun altro test clinico è stato tanto pubblicizzato come la mammografia – gli sforzi sono andati oltre la persuasione e sono arrivati alla coercizione. E chi la proponeva ha usato le più fuorvianti statistiche di screening a disposizione: i tassi di sopravvivenza. Una recente campagna Komen esemplifica questo aspetto: in breve, dite a chiunque che ha il cancro, e i tassi di sopravvivenza aumenteranno a dismisura.”

Komen for the cure, ovviamente, è stata scoperta a mentire sui presunti “benefici” della mammografia (3). Il loro trucco statistico frega la maggior parte delle donne, tristemente, e le convince a subire chemioterapie tossiche per un cancro alla mammella che non hanno mai avuto.

Lo starnazzare dell’oncologia moderna

Quando le donne iniziano una chemioterapia per un cancro che non hanno iniziano anche a sperimentare quello che gli oncologi chiamano “sintomi del cancro”. I capelli cadono. L’appetito scompare. I muscoli si atrofizzano. Diventano deboli, confuse e cronicamente stanche. Il dottore del cancro dice poi loro “devi essere forte per sopportare tutto questo mentre le medicine fanno effetto”

Pure chiacchiere! Potreste fare meglio invocando il voodoo o semplicemente sperando di guarire. Perché tutto quel che gira attorno all’esperienza del cancro nella medicina moderna –la diagnosi, il trattamento, le autorità sanitarie– è maliziosamente fabbricato per generare un profitto all’industria del cancro.

“Migliori” tecnologie portano a più falsi positivi

Non c’è miglior esempio delle chiacchiere della medicina moderna che quello dell’industria del cancro. Armato con le ancora-più-precise macchine per la mammografia, il tasso di falsi positivi ha sfondato il soffitto.

Come il Dr. Welch scrive sul New York Times (4):

Sei anni fa, un follow up a lungo termine di un trial randomizzato mostrò come un quarto dei tumori riscontrati con lo screening fosse un caso di over-diagnosi. Questo studio rifletteva le potenzialità dei macchinari degli anni 80. I nuovi macchinari digitali riscontrano molte più anormalità e le stime dell’over-diagnosi sono salite compatibilmente: ora siamo probabilmente tra un terzo e metà dei tumori diagnosticati con questa metodica.

Capito la storia? Molte delle diagnosi di cancro da mammografia sono false. Ma sono un’ottima tecnica di terrorismo per trovare donne-adepte a quello che può solo che esser chiamato “culto del cancro” dove vengono manipolate fino ad auto avvelenarsi con le medicine. Verranno più tardi chiamate “sopravvissute al cancro”, se il veleno non riuscirà ad ucciderle.

Queste sopravvissute al cancro, ovviamente, sono vittime di un malizioso culto medico che io chiamo “culto di Komen”. In quasi tutti i casi non è stato il cancro ad ucciderle, ma il trattamento!

Il culto di Komen

Le persone di oggi storcono il naso al suicidio di massa del 1978 del culto di Jim Jones pensando “come è possibile che i membri siano stati tanto stupidi da avvelenarsi a morte da soli?”

Guardatevi attorno gente, perché l’industria del cancro ha preso la stessa formula di quel culto e l’ha moltiplicata per un milione. Il “culto di Komen” è una versione moderna del culto suicida di Jim Jones. Si tratta di un culto dove le persone “credono” nella promessa di salvezza di un indottrinamento chimico ma che in realtà si vedono dare morte, dolore, sofferenza e umiliazione. (Molti chirurghi oncologici hanno letteralmente amputato mammelle a seguito di diagnosi falsamente positive, sfigurando quelle donne per il resto della vita).

Una delle caratteristiche chiave di questo culto è l’adorazione dell’auto-mutilazione. Non si tratta solo di donne che vengono manipolate fino a farsi amputare le mammelle dai chirurghi; si tratta anche di donne manipolate fino a farsi iniettare veleni mortali che distruggono i loro reni, i loro fegati e i loro cervelli. L’effetto collaterale numero 1 della chemioterapia, peraltro, è il cancro.

Come ogni culto, quello dell’industria del cancro spinge su una propaganda carica di contenuto emotivo e su simboli potenti (i fiocchi rosa). Milioni di donne vengono innocentemente intrappolate in manifestazioni e raccolte fondi, apparentemente senza indizio del fatto che la maggior parte dei soldi per le “cure” finisce col pagare altre mammografie e quindi altre false diagnosi che costringeranno ancora più donne a cadere nel racket.

Così, le stesse donne che partecipano alle raccolte fondi in questi eventi promossi dal culto dei fiocchi rosa, stanno partecipando a pagare le macchine per le mammografie che recluteranno altre donne nello stesso culto tramite diagnosi inutili seguite da “campagne di paura e terrore” portate avanti dagli oncologi. Quel che oggi l’industria del cancro sta facendo è, senza mezze misure, un crimine contro le donne. Si tratta anche di una forma di mutilazione culturale nei confronti delle donne, più o meno come abbiamo visto con gli Aztechi, i Maya e varie culture africane durante il corso della storia.

Il culto di Komen è un’operazione criminale? Quasi certamente. Su base scientifica? Neanche per sogno. Non esiste nulla di scientifico nella moderna industria del cancro se non la scientifica manipolazione delle paure e delle emozioni femminili. Quel che manca a Komen e all’industria in campo etico, scientifico o dei fatti viene ampiamente bilanciato dalle tattiche di influenzamento linguistico, di coercizione e di deliberata menzogna sui benefici della mammografia.

L’industria del cancro non è un business della cura del cancro, in fin dei conti; di fatto è il business della propaganda del culto del cancro. Come spiega il Dr.Welch:

“I sostenitori dello screening incoraggiano il pubblico a credere in due cose false e conosciute come tali. Primo, che ogni donna che ha avuto il cancro diagnosticato con una mammografia ha avuto la sua vita salvata (pensate a quelle T-shirt con scritto “La mammografia salva le vite. Io ne sono la prova”). La verità è che queste “sopravvissute” sono molto più probabilmente vittime di over-diagnosi.

Così, tutte quelle donne che marciano indossando le T-Shirt rosa che dicono “la mammografia salva la vita” stanno in realtà dichiarandosi come vittime incoscienti di una campagna scientifica mirata alle donne e tesa a spaventarle e portarle verso trattamenti che non necessitano e che le mutileranno con farmaci tossici o bisturi chirurgici.

Se quelle magliette dicessero la verità, dovrebbero dire “Sono sopravvissuta all’industria del cancro”.

La grande domanda in tutto questo, ovviamente, è: per quanto tempo la cultura occidentale continuerà a vivere sotto l’influenza del culto di Komen? Quanti altri milioni di donne dovranno sacrificarsi sotto le chiacchiere della mammografia e la truffa dell’oncologia moderna?

Ma soprattutto, perché le famiglie consentono alle loro madri, figlie, zie e nonne di essere avvelenate e mutilate proprio davanti ai loro occhi standosene sedute ascoltando le finte autorità mediche che di fatto praticano nulla più che chiacchiere?

L’oncologia moderna è il medioevo della medicina occidentale

Verrà il giorno, come ho predetto più volte, in cui la moderna pratica della chemioterapia verrà relegata nei libri di storia come malasanità insieme al respirare vapori di mercurio o al rimuovere chirurgicamente organi del corpo per curare malattie psichiatriche.
Fino a quel giorno, un numero incalcolabile di donne innocenti verrà ingannato e portato alla mutilazione, all’intossicazione chimica e alle radiazioni da dottori malvagi che francamente non si interessano minimamente di quante donne mutilano o uccidono fintanto che questo viene loro rimborsato.

Questa è la verità sull’industria del cancro che non sentirete da Komen (né da qualsiasi altro adepto del culto del fiocco rosa).

La conclusione dagli autori dello studio

Nonostante il sostanziale incremento delle diagnosi di cancro alla mammella in fase iniziale, lo screening mammografico ha solo marginalmente ridotto il numero di donne che si presentano con un cancro avanzato. Anche se non è chiaro quali fossero le donne realmente affette, questo squilibrio suggerisce una sostanziale over-diagnosi in circa un terzo delle nuove diagnosi e che lo screening ha, nella migliore delle ipotesi, solo un minimo effetto sui tassi di morte da carcinoma alla mammella.

Mike Adams
Fonte: www.naturalnews.com
Link: http://www.naturalnews.com/038099_mammograms_false_positives_overdiagnosis.html
27.11.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SEBASTIANO SENO

NOTE

1) http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1206809?query=featured_home&&
2) http://www.nytimes.com/2012/11/22/opinion/cancer-survivor-or-victim-of-overdiagnosis.html?_r=1&
3) http://www.naturalnews.com/036711_Komen_for_the_Cure_mammography_fraud.html
4) http://www.nytimes.com/2012/11/22/opinion/cancer-survivor-or-victim-of-overdiagnosis.html?_r=0

Pubblicato da Davide

  • fernando20

    Il gioco della paura funziona fin troppo bene, in famiglia ho avuto una persona con cancro (duttale infiltrante HR3)e convincerla a fermare la chemio è stata una impresa. Il cancro era di 3 cm (l’ho constatato anche io con la Eco) ma guarda caso coudiuvando quello che stava facendo con altro di naturalmente naturale (in soli 80gg, 4 chemio), quando hanno deciso di operarla per asportare anche due fibromi, delle cellule cancerogene non c’era più traccia (dalle analisi istologiche).(potenza della B17,acido nitrico)
    Io consiglio a tutte le donne di riflettere quando le diagnosticano cancro, si uccidono intere popolazioni per il denaro e la chemio ed altro è solo denaro.

  • sandrez

    mi interesserebbe l’argomento…hai qualche link a proposito…su cure alternative ecc…anche in privato…grazie

  • Aironeblu

    Un’altra conferma sul business del cancro, che si accompagna, non dimentichiamo, a quello dei vaccini, e dell’AIDS.

  • zapper

    Prof. Gianfranco Domenighetti
    slides (.pdf) seminario “Prevenzione utile, prevenzione inutile. Come si inventano le malattie?”, Modena 27/05/2010
    http://www.ppsmodena.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/a%252F8%252Fa%252FD.17fc97f6cceaaa786422/P/BLOB%3AID%3D496 [www.ppsmodena.it]

  • esterina

    Ciò detto… non vi sarebbero, quindi, forme di prevenzione diagnostica? e si dovrebbe attendere la manifestazione “definitiva” del male?
    Qual’è l’alternativa, se c’è?

  • mincuo

    Una maniera ideologica oltre che falsa di dare notizie. E cioè è lo specchio opposto di quel che denuncia, che pure è vero.
    La gente deve essere sballottata per forza da un estremo all’altro, terrorizzata, scombussolata, da uno o dall’altro.
    Però è anche colpa sua. Non sa niente, non controlla niente, si fida di chiunque, e crede a questo o a quello. Inoltre una visuale sempliciotta “tutto cattivo” o “tutto buono”.
    Qui c’è l’articolo completo del New England Journal of Medicine, e spiega le tre opzioni: 1) mammografia a 40 anni che sconsiglia, 2) a 50 anni fatta ogni 2 anni, 3) non farla mai. Si parla di persone non a rischio, normali. E illustra benefici e rischi.
    http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMclde1212888?query=featured_home

  • cris79

    Io questo terrorismo al contrario proprio non lo capisco,mi trovo daccordo con mincuo. é vero che ci sono speculazioni, ma da qui a far passare il messaggio che le mammografie sono una bufale è criminale allo stesso modo.
    Sembra che tutti i medici siano solo persone disoneste che vogliono ucciderci in nome del profitto.

  • DESERTBOY

    Per mincuo e cris79, svegliatevi che è giorno da un po’…
    So che spesso la verità fa paura, ma io purtroppo ho dovuto confrontarmi personalmente con la disonestà agghiacciante di chi si occupa di cancro (dottori in primis).

  • mincuo

    Ma svegliati te dal tuo mondo di bimbi di 8 anni, con tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall’altra. C’è speculazione sulla sanità e dietro stanno le industrie farmeceutiche, ma questo che significa?
    Tutti cattivi? E invece “natural.news” non ha magari nessun interesse? Perchè invece lì introno alle cure alternative, erbe ed erbette, omeopatia, ecc…non gira mica niente? Tutto gratis, per bontà, buon cuore. Ma per favore….

  • karson

    http://www.disinformazione.it/mammografie.htm
    Mike Adams nn è l’unico a dire queste cose, anche alcuni onesti medici hanno cominciato a dirlo già da qualche anno.

  • fefochip

    di bella (il vecchio) lo ha sempre detto in altri modi: il successo dell’oncologia con i tumori al seno è un artificio della diagnostica

  • lucamartinelli

    Cari amici , andiamoci piano nello sparare sentenze.Si tratta della pelle degli altri o meglio delle altre. Cmq in Italia una mammografia presunta positiva non è sufficiente a innescare il meccanismo descritto dall’autore. Certamente la medicina ufficiale è lontana dall’avere capito i meccanismi dei tumori e gli alternativi, per quanto sappia io, non se la passano meglio. Se tenessimo in maggiore considerazione la psiche forse faremmo passi avanti. Saluti.

  • mussily

    a luglio ho fatto la mammografia (che tra l’altro non dovrei ancora fare xke non ho neppure 40 anni!) e per la presenza di un’anomalia, per il mio bene e balle varie, mi consigliano di farne un’altra adesso. Quando me lo dissero ho pensato di farla, per scrupolo, per paura, perché e perché… ma dopo una strana chiacchierata con una donna operata al seno ho cambiato radicalmente idea. La signora concluse dicendomi:- Devi entrare anche tu nel giro.
    Nel giro?! Nel giro di cosa e di chi? Delle donne tagliuzzate, delle donne terrorizzate? No grazie, stateci voi nel giro dei controlli, delle spremute dolorose, nell’ansia, nei mal di pancia di paura.
    tra l’altro questa donna non ha messo in dubbio l’esito che le fu dato e si fece operare per un nodulo che per il 10% sarebbe potuto diventare cancro, oggi ha il suo giro ed è contenta e cerca adepte, sinceramente declino l’invito

  • lucamartinelli

    Ha fatto benissimo, signora. Ma c’è qualcosa che non quadra nel suo racconto. E’ la prima volta che sento che a fronte di una mammografia dubbia se ne consigli un’altra: assurdo. Si guardi bene dal tornare in quel posto e da quelle persone. Per quello che riguarda il nodulo che nel 10% dei casi “diventa” un tumore, mi permetta di insegnarle che un tumore è tale fin dall’inizio. Nulla “diventa” un tumore. Saluti

  • BWV826

    Ciao Fernando, sono ovviamente incuriosito dall’esperienza da te descritta nel commento.
    Potresti indicare del materiale informativo o semplicemente specificare meglio dettagli riguardo la scelta da te fatta e l’assunzione della B17?
    (Ho letto a riguardo cose incoraggianti accanto a feroci smentite).

  • Masaccio

    Scusate, come si fa a pubblicare un pezzo che contiene frasi tipo «Sei anni fa, un follow up a lungo termine di un trial randomizzato mostrò come un quarto dei tumori riscontrati con lo screening fosse un caso di over-diagnosi.»?
    A causa della svogliatezza (e incompetenza, sospetto) del signor Sebastiano Seno, molti lettori, specie se in età matura, dovranno munirsi d’un dizionario italiano-inglese per capire tutti quegli anglicismi.
    Per favore, abbiate più rispetto dei vostri utenti (e della nostra già abbastanza tribolata lingua). Grazie.

  • DocSeba

    Incompetenza io? Mi scusi, ma se lei non ha un minimo di conoscenza della materia non ci posso fare niente. Ogni campo ha i suoi tecnicismi, o vogliamo chiamare un windsurf “tavola da vento” e un computer “calcolatore”? I tempi del ventennio fascista son finiti da un pezzo, ormai la lingua italiana (che adoro) ha assorbito termini che non sono neanche traducibili. Sono sei anni che studio medicina e mi creda, nessuno ha mai pensato di tradurre “trial randomizzato” o “follow up”. Forse più che sparare a zero su chi si interessa a diffondere notizie interessanti sarebbe meglio che si facesse un “check up” (o vuole una traduzione?), la senilità avanza a vista d’occhio.

    Sebastiano Seno

  • FraS

    Chi scrive non ha capito il senso dell’articolo e traduce a modo suo dicendo cose false, in mezzo a cose vere, dando messaggi pericolosi, con un’enfasi fanatica.
    Over-diagnosi significa eccesso di diagnosi, non diagnosi sbagliata. Nessuno ha mentito a quelle donne che avevano una mammografia positiva. La maggior parte aveva il cancro veramente. (Che viene confermato con una biopsia: la mammografia non permette di fare diagnosi certe al 100%, ci vuole la conferma del patologo).
    Il problema sollevato dall’articolo sul New England Journal of Medicine è che la diagnosi precoce, cioè trovare il cancro al seno negli stadi iniziali, non ha ridotto la quantità di donne morte per cancro. Cosa vuol dire? Non vuol dire affatto che le donne non hanno il cancro, o non devono essere trattate. Vuol dire semplicemente che fare l’intervento chirurgico e/o chemio- e radioterapia quando il tumore è piccolo, o quando è grande, non cambia. Ma NON dice che non bisogna trattare il cancro. Questo non lo dice nessuno.
    Le donne che avranno il cancro dovranno tutte subire dei trattamenti, altrimenti morirebbero (di solito nel giro di anni: il cancro alla mammella è una malattia lenta). Nessuno dice che il cancro non va curato. Si dice solo che trovarlo presto o tardi non salva la vita a più donne: quelle che ne moriranno sono lo stesso numero, sia che il cancro venga trovato quando è piccolo, sia che venga trovato quando è grande.
    Tuttavia qui non si dice che la diagnosi precoce permette una qualità di vita molto migliore: se il cancro è piccolo, l’intervento sarà piccolo, ci saranno poche complicazioni e la donna potrà tenersi il suo seno quasi intero, con poche modificazioni anche estetiche, che per una donna non sono proprio di secondaria importanza, dato che il seno fa parte dei caratteri con cui identifichiamo la femminilità.
    E soprattutto non si dice che negli Stati Uniti è un po’ diversa la questione: in Italia le mammografie di screening e le altre non sono promosse da cliniche private, ma sono approvate ed effettuate dagli ospedali pubblici, che non sono finanziati da case farmaceutiche.
    L’articolo originale (non questa schifezza di articolo che ho letto qui) fa una giusta critica sul fatto che, se uno dei cardini dei programmi di screening è che individuare precocemente la malattia cercata con lo screening riduca la mortalità per quella causa, allora se ciò non avviene, non vale la pena fare lo screening. Non che non si deve fare la diagnosi e tantomento che non si deve fare il trattamento! Quello si deve sempre fare, quando si trova la malattia. E se chi scrive questa ciofeca che ho letto fosse informato, saprebbe che lo screening individua cancri piccoli, che si curano con l’intervento chirurgico ed eventualmente un po’ di radioterapia e una pastiglia di ormoni da prendere per 5 anni, senza chemioterapia, che invece sarebbe più usata per cancri grandi e con metastasi ai linfonodi ecc., quindi lo screening riduce l’uso di farmaci chemioterapici! Perciò, se la mammografia fosse una manipolazione fatta da uno che ha interesse a vendere chemioterapici, sarebbe scemo, perché più mammografie che individuano cancri piccoli, vuol dire meno farmaci chemioterapici venduti.
    In Italia tra l’altro pare che i dati siano diversi, cioè che lo screening ha ritotto la mortalità, ma non ricordando la fonte precisa, mi astengo dal proseguire questo argomento, invitando però a non prendere dati elaborati in statistiche lontane da noi come buoni anche per noi senza critica. E’ anche possibile, per dire, che le americane non traggano beneficio di sopravvivenza rispetto al cancro mammario perché muoiono più giovani delle europee, e delle italiane in particolare, per problemi legati alle patologie cardiovascolari e all’obesità dovuti allo squilibrio alimentare. Anche questo lo dico per far riflettere che chiunque può mettersi a sparare notizie sensazionalistiche pilotando il ragionamento di chi legge, se quest’ultimo non si fa venire qualche dubbio in più.
    Buone riflessioni.

  • Truman

    Cercando con Google trovo un articolo completo di una sperimentazione fatta in Olanda che indica analogamente l’inutilità di molte mammografie, o meglio mostra che l’aumento del numero di mammografie non ha diminuito il numero di tumori in fase avanzata.
    Nel linguaggio politicamente corretto che bisogna usare oggi (non disturbate il business!) l’articolo conclude in realtà con il suggerimento di fare più frequentemente mammografie.

    Trends in incidence and detection of advanced breast cancer at biennial screening mammography in The Netherlands: a population based study [breast-cancer-research.com].

  • Truman

    Mi scuso per la cattiva leggibilità dell’articolo, però effettivamente in campo medico mi risulta che si usano molto spesso direttamente i termini inglesi, senza preoccuparsi di tradurli in italiano, anche perchè bisognerebbe a volte inventare nuovi termini italiani (in Francia non gradiscono l’inglese e si mettono a tradurre tutto, con risultati a volte esilaranti).
    Però Comedonchisciotte non è una rivista medica e qualche chiarimento può essere dovuto, per cui provo a dare una spiegazione in italiano.
    La frase io la renderei nel modo seguente:
    “Sei anni fa, una sperimentazione clinica randomizzata a lungo termine, mostrò come un quarto dei tumori diagnosticati in base alle mammografie fosse un caso di sovra-diagnosi”.

    Negli studi clinici “randomizzati” la distribuzione statistica dei soggetti interessati è correttamente distribuita (per esempio per fasce d’età e per terapie adottate) in modo da dare rilevanza statistica ai risultati. Insomma una cattiva scelta del campione analizzato produrrebbe risultati senza senso, e questo è stato tenuto in conto nello studio.
    In quanto ai tumori “sovradiagnosticati”, nello studio originale, questi sono i tumori diagnosticati come tali, che in assenza di azioni non avrebbero mai portato ad alcun sintomo clinico.
    Ho saltato la parola “screening”, che grosso modo ho sostituito con mammografia, comunque uno screening, per come viene usato nell’articolo, è l’esame (solitamente con opportuni strumenti diagnostici) di un gruppo di individui, (solitamente in assenza di sintomi), per individuare quelli che hanno alta probabilità di sviluppare una malattia specifica. Insomma uno screening viene fatto su individui sani ed è specifico per il tipo di malattia a cui si riferisce.

  • Sokratico

    L’articolo dice delle minchiate o meglio, mescola cose vere a cose palesemente false. Io ho lavorato per anni in un dipartimento di patologia, dove fanno le diagnosi di tumore per capirsi, e ho un idea di cosa stiamo parlando:

    – è vero che lo screening precoce non ha un’impatto significativo sulla mortalità.
    Però se fossi stato tu o tua moglie a essere salvato, forse cambieresti idea sulla nozione di “importanza marginale”!

    – IN NESSUN CASO UNA MAMMOGRAFIA E’ LA BASE PER UNA TERAPIA, che sia chioterapica o chirugica. MAI! La mammografia è un esame preliminare. Dopo seguono analisi di tipo più invasivo ma che danno un grado di sicurezza diagnostica pressochè assoluta, particolarmente LA BIOPSIA.

    NON TUTTI I TUMORI SONO UGUALI. CI sono tumori meno aggressivi ed altri estremamente aggressivi. Il trattamento è lagato a questo, ell’età del soggetto, alla zona particolare di localizzazione della neoplasia e ad altri fattori diagnostici ancora.

    E’ semplicemente idiota semplificare some fa questo articolo.
    Le multinazionali guadagnano sulla vita della gente, lo so. Ma è veramente stupido cominciare a spargere disinformazione a raffica, senza controllare e senza competenza.

    Diffidate di questi articoli, se non siete davvero ben informati.

  • Truman

    @Sokratico: ho riguardato con attenzione l’articolo del New England Journal of Medicine, e dice in sostanza quello che riporta Mike Adams. E le conclusioni dell’articolo di Adams sono proprio riprese dal NEJM. Si tratta di milioni di casi analizzati per oltre 30 anni.
    E il nejm dice:

    breast cancer was overdiagnosed (i.e., tumors were detected on screening that would never have led to clinical symptoms) in 1.3 million U.S. women in the past 30 years.

    Sono un milione e trecentomila tumori “diagnosticati”, non semplicemente rilevati dalle mammografie. E i risultati clinici dicono che 1,3 milioni di tumori diagnosticati non avrebbero comportato alcun sintomo clinico se lasciati stare.

    Ho trovato con facilità un altro studio olandese che indica tendenze analoghe (il link è in un commento sopra).

  • Truman

    dice FraS: L’articolo originale … fa una giusta critica sul fatto che, se uno dei cardini dei programmi di screening è che individuare precocemente la malattia cercata con lo screening riduca la mortalità per quella causa, allora se ciò non avviene, non vale la pena fare lo screening. Non che non si deve fare la diagnosi e tantomento che non si deve fare il trattamento!

    In realtà l’articolo originale non dice quello che si deve fare, né quello che non si deve fare, almeno nella sintesi disponibile. Dice però chiaramente che dallo studio di oltre 30 anni emerge che negli USA sono stati diagnosticati inutilmente 1,3 milioni di tumori. Cioè sono stati diagnosticati e trattati come tali un milione e trecentomila “tumori” che non avrebbero portato a sintomi clinici in assenza di trattamento.
    In quanto al fatto che l’Italia sia diversa dagli USA e che i dati non siano applicabili, ho seri dubbi. Intanto tutti gli studi che compaiono sulla stampa anglosassone vengono presi come verità rivelata quando invitano a fare in continuazione screening, quindi quando vanno nell’interesse di Big Pharma. Poi perchè stiamo adottando sempre di più modi di fare anglosassoni. Sul fatto che le aziende farmaceutiche non pilotino la sanità basta guardare cosa è successo di recente con i vaccini antiinfluenzali per vedere che non hanno alcun pudore nel lavorare sempre e comunque per le aziende farmaceutiche.

    Sempre dall’articolo originale, risulta che i casi di cancro terminale sono diminuiti dell’8%, a fronte di milioni di mammografie inutili. Insomma le vendite di chemioterapici sono diminuite in modo appena apprezzabile, mentre le diagnosi, interventi chirurgici e terapie meno invasive sono state 1,3 milioni in più del necessario. Il vantaggio per il business mi appare evidente.

  • Sokratico

    Capisco cosa dici. Ma ti faccio notare due cose, una di sostanza e una di forma:

    – che un tumore non porterà a sintomi clinici, è possibile dirlo a posteriori attraverso statistiche. Ti posso assicurare che le problematiche diagnostiche sono molto, MOLTO più complesse di quello che questo articolo (e altri analoghi) lasciano indovinare.

    Un patologo ha un’insieme di dati clinici, di anamnesi, di casistiche e generalmente decenni di esperienza. Nessuno manda in terapie impegnative come quelle per i tumori una persona perchè ha una “probabilità statistica” di sviluppare un tumore, a meno che quella probabilità non sia assai concreta, nel quadro specifico individuale.

    Esempio, un’alta incidenza familiare: se due donne nella tua famiglia, in generazioni diverse hanno avuto un tumore al seno (madre e sorella, magari), alla comparsa di un nodulo è giusto intervenire precocemente. Il 10% statistico è molto aumentato dal fattore ereditario.

    – parlare come fa l’autore di “BUFALE” mediche è intrinsecamente sbagliato. Un conto sono i vaccini influenzali, un conto i tumori. So bene il giro spaventoso di denaro che sta dietro alle diagnosi precoci e alle terapie personalizzate, ma questo non toglie che diagnosi precoci e terapie salvino la vita a gente che altrimenti avrebbe un percorso clinico ben diverso.

    E’ facile parlare, ma una persona che si ritrova un nodulo al seno e legge questi articoli può restare confusa.
    La stragrande maggioranza dei medici italiani sono persone competenti che fanno del loro meglio, è giusto dirlo.

    Bisogna incoraggiare le persone a informarsi e a decidere ad occhi aperti, ma rilanciare denunce che usano questa terminologia a fronte di evidenze scientifiche abbastanza limitate secondo me non è saggio.